Addio a Esperia, la mamma di De Falchi. Trent'anni dopo è volata dal suo Antonio

(...) Esperia ha aspettato trent’anni per riabbracciare quel figlio strappato alla vita da una violenza brutale e insensata. Venerdì sera, la notizia l’ha data l’altro figlio Marco, con poche parole, lievi come una carezza. «Ciao mamma sei volata in cielo, da Antonio». (...) Tutto, nella sua cameretta lunga e stretta, è rimasto esattamente dov’era quando Antonio è uscito di casa, all’alba del 4 giugno 1989, direzione San Siro, per andare a vedere la sua Roma. I poster, le foto, la maglia di Sebino, le sciarpe, il motorino coperto dalla bandiera, il cuore giallorosso. Il cuore che gli scoppiò a diciotto anni, dopo che il corpo aveva subito i pugni, i calci, le cintate. Di Antonio, della sua storia drammatica e penosa, si sono dimenticati in tanti. Non i tifosi della Roma, che ne hanno fatto un vessillo, da mostrare e sventolare in tutti gli stadi del mondo. Nel 2005, l’allora sindaco Veltroni promise di intitolargli il parchetto di via di Torre Spaccata — oggi peraltro in stato di abbandono –, ma non c’è mai stata una cerimonia ufficiale, l’apposizione di una targa, la cristallizzazione del ricordo. (...) Ora che Esperia è volata in cielo, ogni tifoso si senta in dovere di coltivare il ricordo di Antonio De Falchi, figlio di Roma, ucciso barbaramente da un gruppo di ultrà milanisti il 4 giugno 1989.


Kolarov scalda il sinistro per la prova del nove

Così come per altri allenatori che lo hanno preceduto, anche per Fonseca Aleksandar Kolarov rappresenta una specie di totem. Oggi rientrerà tra i titolari il quasi trentaquattrenne (compirà gli anni a novembre) che nel 2019 ha segnato già 8 gol. La possibilità che il terzino serbo possa arrivare in doppia cifra è concreta. Per queste ragioni non sorprende che si stia già lavorando per rinnovargli il contratto, in scadenza a giugno. L'ipotesi è quella di un prolungamento annuale con l'opzione per un'ulteriore stagione. La sensazione è che l'accordo possa essere trovato, anche se per Kolarov la possibilità di chiudere la carriera alla Stella Rossa rimane affascinante. La Roma gli garantirebbe un ingaggio decisamente più alto, ragion per cui l'ex City potrebbe decidere di tornare in patria solo fra un paio di stagioni per vestire i panni del dirigente.


Ottovolante senza paura: Fonseca carica la Roma

«Alibi» (...): da ieri Paulo Fonseca (...) cancella questa parola dal suo vocabolario in un modo che gli fa onore. Così, alla domanda se temesse la pressione del celebre «ambiente romano», il portoghese gonfia il petto. (...) Con queste premesse, il fatto che la Roma oggi sfidi il Cagliari schierando l’ottava formazione diversa in 9 partite non preoccupa Fonseca, concentrato più sul rendimento dei suoi che sulle critiche o sul destino, tradizionalmente cinico e baro (...).

Certo, l’influenza di Florenzi e il grave infortunio al ginocchio di Zappacosta hanno assottigliato una rosa, già priva di Perotti, Under, Pellegrini e Mkhitaryan, senza contare che per Pastore, spiega Fonseca, «è difficile giocare due partite ravvicinate». Così (...) nel ruolo di trequartista dovrà adattarsi uno tra Cristante e Veretout (...). Il ballottaggio c’è sul terzino. Spinazzola sembra averne lo status, ma a Graz ha giocato meglio Santon.


Zappacosta, domani comincia il futuro

IL MESSAGGERO (G. LENGUA) - Domani Davide Zappacosta verrà dimesso dopo l'operazione per la rottura del legamento del crociato anteriore del ginocchio destro. Il terzino è rimasto sotto osservazione per tre giorni durante i quali ha mosso i primi passi salendo addirittura le scale: «Pronto a tornare più forte di prima, 24 ore fa ero in sala operatoria», ha scritto sul video postato su Instagram. Ha ricevuto anche la visita di alcuni compagni di squadra, amici e familiari, tra cui Cristante e lo zio, al quale è molto legato. L'obiettivo è quello di tornare in campo nel giro di quattro mesi. Al momento la crisi sulla corsia di destra continua con Florenzi debilitato da una brutta influenza che lo costringerà a restare a casa contro il Cagliari, ultima partita prima della sosta. Al ritorno dalle due settimane di stop, Fonseca dovrebbe riaccogliere Under e Mkhitaryan fermati rispettivamente da una lesione al bicipite femorale destro e una tendinea all'adduttore.


Florenzi ko. Avanza Veretout

IL TEMPO (F. BIAFORA) - Per chiudere il primo ciclo del campionato con altri tre punti dopo il successo con il Lecce, Fonseca si affiderà al ritorno di Dzeko e Kolarov dal primo minuto, con quasi nessun dubbio di formazione a causa dei tanti infortuni che hanno colpito la Roma. Oltre a Perotti, Under, Cetin, Mkhitaryan, Pellegrini e Zappacosta, il tecnico portoghese non potrà contare su Florenzi per la sfida con il Cagliari: il capitano giallorosso, in tribuna in Europa League, non ha smaltito l'influenza e non è stato neanche convocato. Per sostituirlo Fonseca sposterà Spinazzola sulla destra nella linea difensiva a protezione di Pau Lopez, al ritorno tra i pali. Accanto all’esterno ci saranno Mancini e Smalling (panchina per Fazio), con Kolarov terzino sinistro. Cristante e Diawara faranno coppia in mediana, con Veretout alle spalle di Dzeko in compagnia di Zaniolo e Kluivert. Sul fronte Cagliari il vero dubbio riguarda la posizione di Nainggolan, pienamente recuperato: il belga, ex di turno con Olsen e Luca Pellegrini, dovrebbe partire nel ruolo di regista, con Nandez e Rog mezzali, ma Maran ha lavorato anche su una formazione che prevede il Ninja alle spalle di Simeone e Joao Pedro, con l'inserimento di Cigarini come playmaker.


Roma, è Dzeko il faro Champions

IL MESSAGGERO (A. ANGELONI) - Non può assentarsi un attimo, (con il Wolsfberger) che subito ecco che: la Roma è Dzekodipendente. Luogo comune, sì; verità, pure. Dzeko insostituibile. Un'etichetta che, come dicono a Torino, Edin si è guadagnata sul campo. E il campo chiama 186 presenze (oggi 187), 92 gol e 40 assist. A Roma ha vissuto momenti di altalenante euforia. Un paio di volte, da quando è qui (2015) è stato sul piede d'addio. La prima, dopo l'annata con Rudi Garcia (e Spalletti), era deluso per la stagione, cominciata bene e finita maluccio (8 gol in 31 presenze in campionato, 10 su 39 considerando tutte le competizioni). «Troppo buono», era per l'allenatore toscano, che poi ha ritrovato Edin pure nella stagione successiva, nella quale ha conquistato (quasi) tutti, chiudendo con 39 gol tra campionato e coppe, record per un romanista (Totti era arrivato a 32). La seconda volta, nell'ultima estate: Dzeko deluso dalla società, che gli aveva ufficializzato la volontà di non rinnovargli il contratto, aveva deciso di accettare la proposta dell'Inter. Poi, il ds Petrachi lo ha trattenuto prima con le cattive (invitando a brutto muso lui e l'Inter ad evitare ricatti) e con le buone (un faraonico rinnovo del contratto fino al 2022), coadiuvato da Fonseca, che aveva visto in lui l'uomo su cui puntare i sogni di un ritorno in Champions. Dzeko ha ritrovato il sorriso e nuove responsabilità: con l'addio di De Rossi e la promozione di Florenzi, è diventato vice capitano, oggi, per l'assenza di Ale, contro il Cagliari avrà i gradi. E il compito di guidare un attacco un po' zoppicante, per le assenze di Under, Mkhitaryan, Perotti. Avrà Kluivert da una parte e Zaniolo dall'altra, alle sua spalle uno tra Veretout e Cristante. Ma lui è sempre lì, indispensabile come non mai. Con il Cagliari dell'ex Nainggolan, promosso a centrocampo Diawara, in difesa Mancini si gioca il posto con Fazio (in vantaggio, il Cagliari segna molto di testa) al fianco di Smalling. Torna Kolarov, al posto di Florenzi, spazio a Spinazzola.

TUTTO DI UN FIATO - Fonseca gli ha risparmiato, in queste otto partite i novanta minuti di Graz contro il Wolfsberger e 16 contro il Basaksehir. Il campionato è tutto d'un fiato: sempre in campo, dal primo all'ultimo minuto, dal Genoa al Lecce. In questo momento il suo vice Kalinic ha dimostrato di non essere ancora pronto a sostituirlo con più regolarità ed ecco che Edin si ritrova nella stessa situazione dello scorso anno, quando Schick non riusciva a crescere dietro a lui. Quindi, o Kalinc migliora o Edin sarà costretto a fare gli straordinari, non facili per uno della sua età (33 anni compiuti lo scorso marzo). E questo - ad oggi - è il pregio e il difetto di questa situazione. Dzeko è diventato col passare degli anni un vero e proprio uomo squadra, quando era più giovane non aveva affinato questa caratteristica, era bomber freddo, «buono» per dirla alla Spalletti. Oggi è cattivo, rude, si è preso lo spogliatoio e la fiducia di tutti. La partita di giovedì ha detto quanto in questo momento la Roma non possa privarsi di Edin in nessun modo. Dzeko ha ripagato la fiducia e dopo l'estate turbolenta e a muso lungo, è partito in tromba: due gol in casa, con Genoa e Sassuolo, due contro Bologna e Lecce, questi ultimi decisivi per la vittoria. Punti Champions, come, Fonseca spera, dovranno arrivare oggi. Lunga vita.


Paulo: «Chi non regge le pressioni, coltivi patate»

IL MESSAGGERO (S. CARINA) - In poco meno di 48 ore, il castello degli alibi - che da sempre in città giustifica l'assenza di successi dal 2008 - viene giù. Sono bastati due soffi. Il primo da parte dell'ex Nainggolan in un'intervista a 'la Repubblica' («L'ambiente romano? Ma dai sono cavolate. Radio e giornali ci sono ovunque»). L'altro, ancora più decisivo e incisivo perché arrivato da un attuale tesserato del club, è di Fonseca: «Chi non è in grado di sopportare la pressione non può fare il calciatore professionista. In particolare mi si chiedeva dell'ambiente romano. Io quello che vedo e sento è il sostegno costante dei tifosi in casa e in trasferta. La pressione c'è dove si vuole vincere, chi non la sa gestire deve prendersi un appezzamento di terreno e coltivare patate». Gioco, set, incontro. In pochi secondi, il tecnico spazza via anni di giustificazioni, scuse e discolpe, spesso nemmeno richieste. Domanda - a dir poco legittima - poco apprezzata a Trigoria con animata discussione a conferenza conclusa sull'opportunità o meno di farla. Di certo, il termine «accontentarsi» non deve far parte del vocabolario di Fonseca se, quando gli ricordano le parole di Cristante a Graz («Un pareggio fuori casa va più che bene»), replica così: «Assicuro che c'era profonda insoddisfazione e rabbia per non aver vinto».

TROPPI INFORTUNI - Inevitabile, dopo gli stop a catena di Pellegrini, Mkhitaryan e Zappacosta, una riflessione: «L'infortunio più frequente è quello al flessore e noi abbiamo avuto solo un caso, quindi non si può parlare di cattiva pianificazione. Un aspetto da tener conto è il recente passato di alcuni calciatori. E in questo caso è elevata la percentuale di ricadute quando i soggetti sono a rischio. Poi ci sono degli infortuni casuali ed è impossibile controllarli. La vera questione è se si sta lavorando per prevenirli e la risposta è sì. Accade però ovunque. Allora mi domando se tutti stanno lavorando male. Invece mi chiedo, la sequenza di gare ravvicinate è adeguata allo sforzo fisico di un calciatore? Succede in tutte le squadre che competono su più fronti». C'è spazio, anche per il Cagliari: «Florenzi non ci sarà, Pau Lopez ha recuperato. Trequartista? Per Pastore è difficile giocare due partite così ravvicinate. Lo farà uno tra Veretout e Cristante, Bryan ha già ricoperto il ruolo in passato. Mi aspetto una gara complicata, contro una squadra che sta disputando un eccellente campionato. Ma noi dobbiamo vincere».


Serie A, il Milan torna al successo. Genoa battuto 2-1

Nell'ultimo anticipo di campionato il Milan torna al successo, battendo il Genoa a Marassi per 2-1.
Ma in vantaggio sono passati i rossoblu al 41' con Schone che da punizione batte Reina non esente da colpa. Infatti il portiere non trattiene e la palla si insacca alle sue spalle. Al 47' espulso Saponara dalla panchina per proteste.
Nella ripresa al 51' il Milan pareggia con Hernandez e sei minuti più tardi passa in vantaggio grazie al rigore di Kessiè assegnato dopo il consulto contro il VAR. Nell'occasione espulso Biraschi. Anche il Milan riceve un cartellino rosso con Calabria, dopo il secondo giallo.
Al 93' si ripete il duello Schone-Reina dal dischetto, ma questa volta vince il portiere rossonero che intuisce il penalty e mette in corner. Al 94' espulso Castillejo dalla panchina per proteste.


Serie A, Verona batte Sampdoria 2-0

E' terminato il secondo anticipo di Serie A tra Verona e Sampdoria, con la vittoria dei veneti per 2-0.
A segna Kumbulla al 9', con Murru (autogol all'81') che chiude la contesa.


Serie A, Spal batte Parma 1-0

E' terminato il primo anticipo di Serie A tra Spal e Parma, con la vittoria dei biancoazzurri per 1-0. Decisiva la rete fortunosa di Petagna al 31'. che devia involontariamente il tiro di Strefezza ed insacca. Al 70' espulso nella Spal il crentrocampista Strefezza per somma di ammonizioni.


Roma-Cagliari, tra i convocati Smalling e Pastore

Paulo Fonseca ha reso nota la lista dei convocati per il match di domani con il Cagliari. Oltre al forfait dell'ultim'ora è quello del febbricitante Florenzi, che si va ad aggiungere alle assenze degli altri infortunati Pellegrini, Mkhitaryan, Perotti, Under, Cetin e Zappacosta.

Questo l'elenco dei convocati:

Pau Lopez
Fuzato
Mirante

Juan Jesus
Smalling
Kolarov
Santon
Fazio
Mancini
Spinazzola

Cristante
Veretout
Zaniolo
Pastore
Diawara

Dzeko
Kalinic
Antonucci
Kluivert


E se fosse Veretout il trequartista? L’idea per Fonseca

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Fonseca è di indole ottimista, pensa sempre in positivo. E lo aveva fatto anche giovedì sera (…)quando si augurava di riavere a disposizione subito Pau Lopez e Smalling e dopo la sosta anche Under e Perotti. Il tecnico portoghese, però, non aveva ancora fatto i conti con la sfortuna che ieri gli ha tolto pure Zappacosta, riducendogli ancora di più le possibilità di scelta in vista del Cagliari (considerando che sono ancora fuori per un bel po’ sia Pellegrini sia Mkhitaryan). E nel rompicapo odierno, il problema vero sarà andare a capire chi schierare alle spalle di Dzeko. Insistere con Pastore o meno? (…) L’infortunio dello stesso Zappacosta gli ha tolto una soluzione in più, quella magari di schierare lì Zaniolo, spostando magari Spinazzola alto e inserendo l’ex Chelsea come terzino destro. Ed allora, considerando quasi out Florenzi a causa della febbre, in alternativa a Pastore per il ruolo di trequartista centrale c’è al vaglio anche un’altra soluzione, quella di spostare alto Veretout. Già, perché poi Veretout quel ruolo lì in passato lo ha già fatto, anche se all’inizio della propria carriera. Nel Mondiale Under 20, ad esempio, quello vinto dalla Francia in Turchia nel 2013 (…).

Ma da trequartista ha poi giocato anche alcune partite a Nantes e pure in Inghilterra, nell'esperienza vissuta all’Aston Villa. Perché all’epoca aveva una velocità maggiore rispetto a quella di oggi, dove è diventato invece più un centrocampista muscolare, ideale per il box to box (…). Fonseca potrebbe anche decidere di schierarlo lì, confermando in mezzo come coppia di mediani Cristante (…) e Diawara (…). Questo, ovviamente, nel caso in cui Fonseca alla fine non decida di riaffidarsi ad Javier Pastore. Che, comunque, due partite così ravvicinate potrebbe soffrirle, considerando che anche il Cagliari in mezzo al campo ci metterà tanta energia ed intensità (…). Altre soluzioni, in caso, sembrano di difficile lettura. A meno che non recuperi Florenzi, appunto, ed allora Fonseca potrebbe anche spostare Zaniolo al centro e alzare il capitano giallorosso, con Kluivert dall'altra parte (…).