Fonseca, non solo attacco: ora si lavora al bunker

LA GAZZETTA DELLO SPORT - L’esordio in Europa League ha regalato ai tifosi una Roma non solo prolifica, ma anche ragionevolmente accorta in difesa: per la prima volta non ha subito nessuna rete e nello specchio della porta è arrivato un solo tiro dai turchi dell’Istanbul Basaksehir. Un grande passo in avanti per una squadra che aveva subito 6 gol nei primi 3 incontri.

«In Italia si vince soprattutto lavorando bene in difesa», aveva detto Fonseca. Tant'è che i gol incassati (3 reti ad opera del Genoa, quella della Lazio nel derby e le 2 inflitte dal Sassuolo) erano parsi troppi. In realtà Fonseca (si dice anche lavorando a stretto contato col d.s. Petrachi) ha rivisto alcune idee iniziali, apportando cambiamenti non banali, innanzitutto sul fronte dei terzini. Adesso gli esterni generalmente salgono a turno, mentre il posizionamento dei centrocampisti senza palla sembra più efficace, in principal modo quando il primo pressing alto finisce superato.

Si passa secondo punto tattico: niente più aggressività esasperata sugli avversari, ma al momento giusto, così da non farsi scavalcare troppo facilmente. Infine il terzo aspetto, legato strettamente agli uomini. La scelta di far avanzare Pellegrini sulla linea dei trequartisti, ha fatto calare ancor più nel ruolo di mediano Bryan Cristante.


Cuore diviso per l'ex diesse Sabatini

IL TEMPO - BIAFORA -  A quasi sei mesi di distanza dall’ultimo confronto, le strade della Roma e di Walter Sabatini tornano ad incrociarsi. Il responsabile tecnico del Bologna sfiderà per la quinta volta la sua ex squadra, da quando, il 6 ottobre del 2016, ha rescisso consensualmente il contratto che lo legava ai giallorossi.

Lo score recita una vittoria e un pareggio per Sabatini ai tempi dell'Inter e due successi della Roma nella passata stagione, quando la squadra diretta dal dirigente umbro, accolto nella gara di ritorno dai calorosi abbracci di Manolas e De Rossi, era la Sampdoria. Quello tra l’ex ala del Perugia e il club capitolino è stato un matrimonio burrascoso, fatto di tanti alti e bassi, soprattutto nei rapporti con Pallotta, ma il dirigente umbro avrà per sempre nel cuore i cinque anni vissuti come ds dei giallorossi: «Emotivamente e sentimentalmente - ha dichiarato a TRS qualche mese fa - sentirò la Roma sempre mia, perché tutto quello che è successo poi è un prosieguo di quanto è successo prima. La Roma è una cosa che mi riguarda e mi riguarderà sempre».

Per l'occasione domani al Dall'Ara Sabatini ha invitato familiari e amici allo stadio: una sfida col cuore diviso. Un altro ex della partita sarà Destro, che a Roma ha siglato 29 gol (gli stessi segnati in maglia rossoblù) in 68 presenze, prima di essere ceduto in prestito al Milan allo stesso Bologna. Non la vivrà direttamente dalla panchina per via delle cure mediche a cui è sottoposto, ma domani sarà un match particolare anche per Mihajlovic, ad un passo dal diventare il primo tecnico scelto da Petrachi nell’avventura romana a fine maggio.


I bambini ritrovati grazie ai tweet di Pallotta

IL TEMPO - BIAFORA - Se i successi in campo devono ancora arrivare, di certo nell’ambito sociale la Roma di Pallotta ha realizzato più di una vittoria negli ultimi anni. Il club giallorosso - sempre in prima linea nelle attività di beneficenza con la fondazione Roma Cares - ha lanciato a inizio luglio una campagna in collaborazione con Telefono Azzurro, Missing Kids e Missing People che ha aiutato a ritrovare una sedicenne avvistata per l’ultima volta a Londra un paio di mesi fa,  E, raggiungendo quota cinque nel totale dei «missing children» tornati dalle rispettive famiglie.

Il reparto social del club, su spinta dell’Head of Strategy Paul Rogers, da quest'estate ha associato gli annunci ufficiali dei giocatori acquistati nel corso del calciomercato alle foto di bambini di cui fossero state persele tracce, con lo scopo di dare un’eco mediatica alle ricerche. L'iniziativa ha identificato fino ad oggi 109 bambini provenienti da dodici paesi e sono stati realizzati 72 video che hanno raggiunto nove milioni di visualizzazioni. Intanto il club di Trigoria ha annunciato di aver sottoscritto una partnership triennale con la Federazione nigeriana.


È una Roma camaleonte

IL TEMPO - AUSTINI - Ha usato due maglie, passando dal rosso con i fulmini al blu-vintage che ha stregato tutti, e a Bologna sfoggerà quella bianca. In campo sono già andati venti calciatori diversi. Sempre con lo stesso modulo, ma accorgimenti tattici l'hanno resa ogni volta diversa dalla versione precedente. E allora l’abusata metafora della «squadra-camaleonte» è davvero perfetta per questa Roma.

Altro che dogmatico, Fonseca si sta dimostrando un allenatore capace di modellare un’idea di calcio, seppur chiara e ben strutturata, a seconda delle esigenze. Sia del suo gruppo, sia rispetto all'avversario. Dalla Roma a trazione totalmente anteriore vista al debutto col Genoa, con i terzini altissimi e, di conseguenza, tanti spazi dietro, a quella fin troppo accorta nel derby, fino alla difesa «tre e mezzo» sperimentata dal portoghese contro Sassuolo e Istanbul Basaksehir che ha portato due vittorie, otto gol segnati e il primo «clean sheet» della stagione con i turchi. Ma anche nelle ultime due occasioni è cambiato qualcosa: se contro la squadra di De Zerbi è stato Florenzi a rimanere più bloccato a destra, giovedì scorso toccava a Kolarov limitare le avanzate, mentre Spinazzola si alzava addirittura oltre i centrocampisti formando una linea offensiva di quattro uomini con Zaniolo, Pastore, Dzeko e Kluivert. Palla alla Roma, la difesa si è sistemata con tre uomini: Kolarov a sinistra, Juan Jesus al centro e  Fazio allargato a destra con licenza di impostare. Quello che è rimasto sempre uguale è il lavoro dei mediani: Cristante il «play» più basso ma spesso in pressione avanzata sul portatore avversario, il suo partner di volta in volta diverso (Pellegrini, Veretout e Diawara) con maggiore libertà di azione.

La rosa è più profonda del previsto sia a livello numerico che qualitativo, nonostante la piaga degli infortuni muscolari. Pastore e Kluivert sono due risorse riscoperte, Veretout l’uomo conle caratteristiche che mancavano nel centrocampo, Cristante sta mostrando una solidità inattesa in quel ruolo, Mkhitaryan ha alzato il livello del reparto offensivo, Spinazzola e Diawara rappresentano alternative utilissime nei rispettivi ruoli, Mancini studia già da titolare. Aspettando i progressi di Kalinic e l'esordio di Smalling: l'inglese, insieme ai giovani Cetin e Antonucci e all’infortunato Perotti, è l’unico giocatore di movimento della rosa a non essere stato ancora utilizzato. Oggi dovrebbe partire in treno con la squadra verso Bologna ma è destinato alla panchina. Possibile il rientro dal 1’ di Mancini che martedì scorso ha però accusato un fastidio al flessore (poi rientrato), Cetin bloccato dall'influenza. A destra si rivede Florenzi, in mediana Veretout mentre il quartetto offensivo dovrebbe essere composto dai «magnifici 4»: Zaniolo, Pellegrini, Mkhitaryan e Dzeko, con Kluivert pronto a subentrare. Per Fonseca squadra che vince si può cambiare comunque.


Zaniolo e Kluivert, eroi in Europa: Fonseca si gode i gioielli ritrovati

LA REPUBBLICA - MORRONE - In attesa di ulteriori conferme dalla trasferta di domani a Bologna, Fonseca si godela miglior versione della sua Roma vista contro l’Istanbul Basaksehir. La truppa giallorossa ha un attacco in stato di grazia, viaggia alla media di tre gol a partita e, cosa ancor più importante, ha ritrovato il contributo di chi si era smarrito. I titoli se li è presi Nicolò Zaniolo che contro i turchi ha realizzato un gol e un assist spingendo la Uefa a inserirlo nella top undici dell'Europa League. Il centrocampista ha fatto tesoro delle punzecchiature del tecnico eora sembra pronto per fare il grande salto anche a livello europeo.

Stesso discorso per il suo coetaneo Kluivert, che con le reti contro Sassuolo e Basaksehir ha già pareggiato il misero bottino realizzativo della scorsa stagione. Segnali di speranza arrivano pure da Pastore: il trequartista è stato rigenerato da Fonseca che intende sfruttarne il talento sperando di non perderlo per i soliti infortuni. Chi invece con gli infortuni continua a fare i conti è Chris Smalling, che da quando è arrivato dallo United non ha ancora giocato neanche un minuto e salterà pure il Bologna. «Rimanere allo United sarebbe stato semplice per me — ha detto il difensore — ma cercavo una sfida e la Roma è un’occasione perfetta».


Bologna, Fenucci: «Pallotta vorrebbe fare di più per la Roma, non vivendo qui non si fa capire dai tifosi»

IL MESSAGGERO - ANGELONI - Sta come un principe, il direttore. Claudio Fenucci, ad del Bologna, braccio destro di Joey Saputo, per tre anni lo è stato di Pallotta (e prima ancora di DiBenedetto). Là dove sono gli americani, lui c'è. L'uomo dei conti, e dei sogni: «Vogliamo tornare in Europa», confida, Claudio che di romano ha tenuto solo il nome, ormai. E' sorridente, rilassato. «Sono a casa, qui resterò a vivere». Si storce alla domanda, banale ma doverosa: amatriciana o tortellini in brodo? «A Bologna è tutto perfetto, funziona ogni cosa, c'è ricchezza, ordine: è in piccolo come dovrebbe essere l'Italia. Ma non mi faccia certe domande, io all'amatriciana non rinuncio».

Bologna è tutto un altro ambiente rispetto al fuoco di Roma.
«Non creda. Certo, la dimensione è diversa, ma anche qui la tifoseria bolle. Nei periodi di contestazione - e ce ne sono stati - si fanno sentire, ci sono un paio di radio molto attente. A Roma ho imparato a gestire le parole, ho studiato il linguaggio del calcio, come fanno i politici nel loro mondo».

Ah, quindi Bologna come Roma. Il famelico ambiente romano che porta via tutto, sogni e vittorie. 

«Chiariamo subito. Non che non si vinca per colpa delle radio, i successi sono figli di altro: di una buona gestione amministrativa, di scelte tecniche corrette e di un investitore pronto a coprire le perdite».

E' difficile colmare il gap?
«All'epoca dei Sensi, la forbice con le big era meno ampia, era più facile inserirsi nel giro scudetto, lo fecero sia la Roma sia la Lazio. Negli ultimi tempi si è allargata e molte società sono soggette alla tirannia del fatturato. Se non aumenti i ricavi, è difficile competere. Ma non bisogna sempre appoggiarsi a questo, a volte serve qualche idea in più. In Italia c'è una netta connessione tra fatturato e vittoria, altrove gli incassi sono più equi. Le faccio un esempio: oggi i soldi distribuiti dalle varie competizioni europee si aggirano intorno ai dodici miliardi, ma più della metà sono finiti a soli quindici club».

Allora evviva la Superlega...

«Quella sarebbe la pietra tombale. Impoverirebbe i campionati nazionali, li svuoterebbe della loro tradizione».

La sensazione che lei sia un po' scappato dalla Roma, ancora ce l'abbiamo.

«Avevo capito che era il momento di andare via».

Motivo?

«Diciamo che c'erano rapporti problematici con alcuni consulenti di Pallotta (Pannes, ndi). Non avevano, secondo me, reali competenze sportive».

I suoi rapporti con Pallotta? 

«Per un po' ho sbagliato a non crearne uno diretto con lui, era sempre molto filtrato. Magari sarei riuscito a fargli capire certe dinamiche italiane, l'importanza di alcune situazioni ambientali».

Pure lui, però, si fa vedere poco. Saputo è più presente.

«Viene a Bologna più o meno una volta al mese. Ma non è questo il punto. Un presidente non deve stare sul posto per le riunioni o perché deve rimproverare la squadra oppure cacciare un allenatore. Deve frequentare l'ambiente per capirlo, per conoscerlo da vicino, per comprenderne le dinamiche. Insomma, per acquisire una sensibilità sulla nostra cultura dello sport, che è diversa da quella americana. Jim vorrebbe fare tanto di più per la Roma, ha grandi ambizioni, ma non vivendoci dà modo ai tifosi di non farsi capire bene. Gli avrei spiegato che per arrivare al traguardo ci voleva tempo. Che il lavoro sarebbe stato complesso, che tutto sarebbe dovuto arrivare gradualmente. Anche attraverso una comunicazione dello stare con i piedi per terra».

Lo sloganismo, insomma, non ha funzionato. Ma andiamo avanti. Capitolo Franco Baldini.

«E' un consulente del presidente. E credo che sul ruolo non ci sia nulla di strano, anzi, nelle aziende certe figure sono preziose. Poi, ci devono essere dirigenti con deleghe per decidere».

E qui utilizza il calcese, in parole povere: finché consiglia bene, se interferisce nel lavoro degli altri è un problema. Che dirigente è Sabatini?
«Un genio. Un uomo complesso, che va capito e accettato. A Roma ha lavorato bene».

E Baldissoni?

«Uomo intelligente, che può fare il dirigente. E' un innamorato della Roma».

Poi c'è Fienga, che pronti via ha dovuto annunciare lui l'addio a De Rossi.

«All'epoca mi stava per capitare la stessa cosa. Daniele era a scadenza, poi rinnovò».

Lo avrebbe preso a Bologna, De Rossi?

«Gli ho consigliato di non restare in Italia».

E Totti?

«Non è facile crearsi una figura diversa da quella del calciatore, dal giorno alla notte. Di Vaio, amico di Francesco, da noi ha smesso, ha studiato, ora può fare il direttore sportivo».

Domani arriva la Roma.

«Bella squadra, sempre una grande partita. Specie per Sinisa, da ex laziale».

La vicenda Mjhajlovic vi ha prima distrutto, poi vi ha dato una grande forza.

«Sinisa è un uomo eccezionale, abbiamo investito su di lui e guai a chi lo tocca. La malattia ci ha dato una bella botta, ma non abbiamo mai pensato che ci avrebbe mollato per curarsi. Lui è in ospedale, ma è sempre presente. Telefono, video, chiama si informa, è in contatto continuo con i suoi collaboratori e con noi. Siamo nelle sua mani, lo aspettiamo. Intanto è nato il Bologna United. E la nostra filosofia è we are one».

La sera di Verona è stato un impatto incredibile per voi e per il mondo del calcio.

«Emozioni forti. Vederlo in panchina, all'improvviso, dopo un mese in quasi isolamento è stato eccezionale, come la settimana scorsa quando la squadra lo ha voluto salutare sotto la finestra dell'ospedale».

Ma qualcuno di voi gli ha mai detto: mister stia calmo, pensi a riposare, non faccia questi sforzi.

«Provi a dirglielo lei».

Mihajlovic in estate doveva venire alla Roma. Poi?

«Poi sono sceso io nella Capitale a fare le scritte contro di lui... Sto scherzando ovviamente».


La Roma viaggia a tripla velocità

IL MESSAGGERO - CARINA - Un calcio totale nel quale si segna, tanto, con interpreti diversi. «La squadra ha capito la mia idea di gioco», è il messaggio lanciato da Fonseca dopo il secondo poker rifilato nel giro di cinque giorni dalla Roma. Otto gol, equamente distribuiti tra campionato e Europa League, tra Sassuolo e Basaksehir, che hanno confermato la filosofia offensiva del portoghese. Contro i turchi è arrivata anche la prima gara ufficiale senza subire reti. Non accadeva dall'amichevole estiva del 27 luglio contro il Rieti (7-0). Quattro partite ufficiali e 12 reti all'attivo (media di 3 a match: bisogna tornare indietro nel 2009-10 per un avvio ancora più travolgente con 15 gol). Tendenza già chiara dall'estate che ora - al netto degli accorgimenti tattici - non ha intenzione di venire meno. Non considerando i primi test contro il Tor Sapienza, il Trastevere, il Gubbio e il Rieti, dal match con la Ternana in poi - eccezion fatta per il derby, conclusosi 1-1 - i giallorossi hanno sempre realizzato più di un gol a partita. Due reti contro l'Athletic Bilbao (2-2) e il Real Madrid (2-2). Tre alla Ternana (3-1), al Perugia (3-1), al Lille (3-2), all'Arezzo (3-1) e al Genoa (3-3). Quattro al Sassuolo (4-2) e al Basaksehir (4-0). Il totale è considerevole e in linea con le gare ufficiali: 27 centri in 9 partite. La media è sempre quella: 3 centri ogni 90 minuti. Con il derby, scende di un nulla: 2,8.

MAI UGUALI Quello che sorprende è anche la varietà di soluzioni che Fonseca regala alla squadra. Perché la Roma segna sempre in modo diverso. Limitando l'analisi alle ultime 4 partite (Genoa, Lazio, Sassuolo e Basaksehir), i giallorossi sono andati in gol in qualsiasi modo. Su punizione (Kolarov), da calcio d'angolo (Cristante), dentro l'area piccola (Dzeko), in contropiede (Mkhitaryan e Kluivert), calciando con il piede destro (c'è la fila...), di sinistro (Under e Zaniolo), di testa (Cristante), addirittura su autogol (Caiçara). Manca soltanto il tiro da fuori aerea su azione (altrimenti c'è la punizione di Kolarov contro il Genoa). La sensazione, considerando i due pali colpiti da Zaniolo nel derby, è che sia soltanto questione di tempo. A proposito di Nicolò: «Sono cresciuto molto, Fonseca mi chiede sempre di prestare attenzione alla fase difensiva - ha spiegato al match program del club - Il ruolo che preferisco? Quello di trequartista ma anche giocando esterno mi trovo bene, come ho dimostrato in Europa League. Ora ci attende un ciclo importantissimo. A partire da Bologna. I rossoblù stanno facendo molto bene, hanno 7 punti e sono davanti a noi. Dobbiamo batterli e superarli in classifica. Siamo la Roma, siamo forti e dobbiamo imporre il nostro gioco ovunque».

ESAME TRASFERTA Sinora in effetti, fatto mai accaduto nella storia del club, le prime 4 partite ufficiali disputate in stagione i giallorossi - che intanto hanno sottoscritto una partnership triennale con la federazione calcistica nigeriana - le hanno disputate sempre all'Olimpico. Davanti al proprio pubblico. Che tuttavia, almeno a livello di presenze, ha risposto in modo tiepido. Alla crescita della Roma di Fonseca fa da contraltare un calo nelle presenze dei tifosi: 38.779 al debutto col Genoa, 34.407 con il Sassuolo e 21.348 (complice anche la diretta televisiva in chiaro) con il Basaksehir. Senza considerare che al derby, dopo tantissimi anni, il Distinto sud lato tribuna Tevere, è rimasto malinconicamente chiuso. Una prima risposta arriverà domani: esaurito il settore ospiti del Dall'Ara. Gol, punti e spettacolo: la ricetta di Paulo per invertire il trend.


Smalling: "La Roma è un'occasione per un cambiamento totale. Spero in una convocazione in Nazionale"

Chris Smalling, difensore della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni al Telegraph. Di seguito un estratto delle sue parole:

Su Solskjaer e sull’esperienza allo United

“Mi diceva che avrei avuto le mie chances. Io sono abituato a giocare se sono in forma. Questa stagione, però, sarebbe stato diverso. Avrei avuto le partite di coppa e in campionato a seconda degli infortuni. Avrei fatto 20-30 partite e sono un buon numero, ma voglio giocare. Rimanere al Manchester sarebbe stato semplice. Avevo parlato con il manager prima che arrivasse Maguire e sapevo di essere dietro di lui e Vic (Lindelof, ndr) ma nelle stagioni precedenti avevo iniziato dietro e dopo quattro o cinque partite ero tornato titolare. Adoro le nuove sfide e quando arriva un nuovo calciatore devi fare di più. Il mio periodo nello United è stato pieno di alti e bassi. Come giocatore è sempre difficile se cambi tecnico. E’ sempre una nuova sfida. E’ stato qualcosa che ho affrontato ogni stagione, chiunque fosse l’allenatore. Si trattava di mettersi alla prova e anche a causa delle aspettative penso che alcune volte non le abbiamo soddisfatte”.

Smalling poi parla del suo arrivo a Roma

“Questa è l’occasione perfetta per provare a vivere in una cultura diversa. E’ un cambiamento totale, anche se il calcio è ancora lo stesso. La Nazionale? Sono deluso. Ero abituato ad andare in Inghilterra quando giocavo per United. Il mio obiettivo è sempre quello: essere convocato”.

Sul razzismo

”Le nostre voci devono essere ascoltate. Speriamo che gli organi di governo, le leghe calcistiche e i calciatori possano essere più uniti. Sento che questa coesione ultimamente sta crescendo. Resta comunque deludente affrontare tutto ciò quando ci sono bambini che ti guardano in tv. Non deve esistere il razzismo”.


Serie A, Cagliari batte Genoa 3-1. Succede tutto nel finale

Si è giocato quest'oggi il primo anticipo di Serie A, che ha visto scendere in campo il Cagliari contro il Genoa. Succede tutto nella ripresa, con Simeone che apre le danze al 46'. All'83' Kouamè pareggia i conti, ma un minuto più tardi Zapata mette nella propria rete regalando nuovamente il vantaggio al Cagliari. Sardi che all'87' chiudono definitivamente il match sul 3-1 con Joao Pedro.


Pallotta: "Non vedo l'ora di lavorare insieme alla Nigeria su questa partnership" (foto)

James Pallotta, presidente della Roma, ha parlato della partenership con la Federazione Nigeriana sul proprio profilo Twitter: "Dalla Roma al presidente e ai dirigenti della Nigeria, grazie per la maglia delle Super Eagles. Non vedo l'ora di lavorare insieme su questa grande partnership".

 


Zaniolo: "Dobbiamo continuare su questa strada ed imporre il nostro gioco ovunque"

Nicolò Zaniolo, giovane talento della Roma, ha parlato per AS Roma Match Program in vista del match contro il Bologna:

Quanto è cresciuto Nicolò Zaniolo?
È  passato  un  anno,  sono  cresciuto molto, ma devo ancora crescere come persona e come calciatore. La società, il mister e lo staff mi stanno aiutando e io ce la metterò tutta per continuare su questa strada”.

Nella posizione di trequartista si trova a suo agio. Come esterno dà la sensazione di poter far valere la  tua  fisicità:  come  si  trova  nei  due ruoli?
Trequartista è il ruolo che preferisco, ma anche esterno mi trovo bene, come ho dimostrato in Europa League. Faccio ogni ruolo in cui decide di utilizzarmi il mister con il massimo della concentrazione e darò il meglio per contribuire alle vittorie della squadra”.

Doppia  vittoria  in  campionato  e  poi in Europa League, ma soprattutto si nota un processo positivo e costante della squadra.
Nelle ultime due gare abbiamo disputato  due  partite  perfette. Parlando di campionato, contro il Sassuolo nel primo tempo tutta la squadra è stata devastante, nel secondo abbiamo leggermente  abbassato la concentrazione e dobbiamo crescere lì. Per me la  partita è stata perfetta quindi dobbiamo continuare su questa strada”.

Da vicino, da compagno di squadra, per quel poco che ha potuto apprezzare  in  pochi  giorni,  che  giocatore è Mkhitaryan?
Mkhitaryan  non  ha  bisogno  di  presentazioni, è un calciatore formidabile e mi ha impressionato per l’umiltà e lo spirito di sacrificio con cui va in campo”.

E adesso è entrato nel vivo il primo periodo intenso della stagione, con tante partite ravvicinate.
Ci attende un ciclo importantissimo,  bisogna  continuare  così,  con  il  piede  giusto. Forse dopo questo ciclo di partite potremo fare le prime considerazioni”.

Cosa  l’ha  colpita  di  più  di  Paulo  Fonseca?
Il  mister  ha  le  idee  chiare,  ha  tanto  carattere, dice le cose in faccia e non ha paura di niente. Mi ha colpito molto, sta lavorando benissimo e noi daremo il massimo per rendere al meglio”.

C’è  un  aspetto  in  particolare  su  cui chiede di lavorare?
Mi chiede di prestare attenzione alla  fase  difensiva,  gli  attaccanti  devono aiutare i difensori. È importante e io cercherò di mettere in pratica le sue direttive”.

In  occasione  di  tutte  le  gare  di  campionato, lei indossa la patch della Lega come miglior giovane della  Serie  A, un orgoglio e una responsabilità.
Sono molto felice per quello che ho fatto lo scorso anno, sono orgoglioso di indossare questa patch, la portano anche calciatori del calibro di Ronaldo, Milinkovic e Koulibaly. Una motivazione in più per cercare di vincere altri premi”.

Dopo  la  vittoria  in  l’Europa  League, si va a Bologna. Una squadra che sta attraversando un ottimo momento di forma.
Ci aspetta una partita tosta, il Bologna sta facendo molto bene, ha 7 punti e sta lì davanti. Dobbiamo batterli e andare sopra in classifica, meritiamo quel posto”.

Tra l’altro possiamo dire che Bologna sarà la prima trasferta della stagione. Un test  importante anche per valutare un altro fattore di crescita della squadra?
Il nostro modo di giocare non deve cambiare, siamo la Roma, siamo forti e dobbiamo imporre il nostro gioco ovunque”.

La squadra ora è ancora più completa e competitiva.
La  squadra è forte, è piena di campioni e giovani validi. Noi giovani dobbiamo prendere da loro e dare il massimo per riportare la Roma dove merita.  La  squadra è competitiva al massimo”.

Qual è l’obiettivo stagionale di Zaniolo?
Il mio obiettivo è continuare a crescere, a livello calcistico e umano. Mettermi a disposizione della squadra per centrare obiettivi importanti".


L'AS Roma sottoscrive una partnership di tre anni con la Federazione calcistica della Nigeria

L'AS Roma è lieta di annunciare che il Club ha sottoscritto una partnership triennale con la Federazione calcistica della Nigeria.

L’accordo, siglato ufficialmente venerdì presso la sede della Federazione ad Abuja, vedrà la Roma e la N.F.F. collaborare dentro e fuori dal campo, con l’obiettivo a lungo termine di far disputare al club giallorosso un’amichevole in Nigeria.

L’accordo prevede che le due parti condividano le proprie esperienze nel mondo del calcio, del business e dei media.

La Roma offrirà supporto tecnico e operativo alla Federazione, oltre a una serie di consulenze sui metodi di allenamento delle squadre giovanili, sulla crescita dei calciatori, sull’amministrazione nel mondo del calcio e sui digital media”.

La N.F.F., parallelamente, contribuirà nelle iniziative dell’AS Roma in Nigeria per coinvolgere sempre di più gli amanti del calcio nel Paese.

Nei prossimi mesi, i funzionari della Federazione calcistica nigeriana si recheranno nella capitale italiana per fare visita al settore giovanile giallorosso, al fine di apprendere le migliori competenze sul campo, che verranno poi messe a disposizione delle selezioni nazionali di tutte le età.

Il Club terrà dei seminari per condividere le proprie conoscenze calcistiche e organizzerà una serie di workshop sul mondo dei digital media in Nigeria, per gli addetti ai lavori delle squadre locali.

"Questa è una partnership entusiasmante e all’avanguardia per entrambe le parti", ha dichiarato Manolo Zubiria, Chief Global Sporting Officer dell’AS Roma. "Il nostro club è noto in tutto il mondo per avere un settore giovanile di grande esperienza e per aver fatto crescere il più alto numero di professionisti rispetto a qualsiasi altro club in Italia. La Nigeria è una nazione che vive di calcio e non vediamo l'ora di condividere le nostre conoscenze con loro. Siamo inoltre aperti all’idea di collaborare con la N.F.F e i loro partner per valutare la possibilità di aprire in futuro un'accademia ufficiale dell’AS Roma in Nigeria".

 

Alla cerimonia della firma della partnership erano presenti il ​​presidente della N.F.F. Amaju Pinnick, il primo vicepresidente Barr. Seyi Akinwunmi e il secondo vicepresidente Shehu Dikko, assieme a Massimo Tarantino, responsabile del Settore Giovanile giallorosso, a Paul Rogers, Head of Strategy dell’AS Roma, e a Ighodalo Ifada, Head of Africa per la Sportfront GmbH.

"Siamo entusiasti di questa partnership unica con l'AS Roma", ha dichiarato il presidente della NFF Amaju Pinnick. "Abbiamo lavorato molto per elevare la nostra federazione a livello globale. E il fatto che la Roma abbia scelto di collaborare con la Nigeria rispetto a qualsiasi altra nazionale africana è un indicatore del rispetto che il nostro marchio e il nostro Paese godono nel calcio internazionale. La Roma è una delle squadre di calcio più rispettate al mondo, con un'ottima reputazione per lo sviluppo di giovani talenti. Riteniamo che questa partnership possa essere incredibilmente vantaggiosa per la squadra nazionale nigeriana a tutti i livelli di età e per il calcio del nostro Paese nel suo insieme. La Roma ha mostrato un incredibile supporto per le Super Eagles durante lo scorso Mondiale ed è riuscita ad abbracciare moltissimi tifosi di calcio nigeriani, lanciando un account Twitter in Pidgin. Non vediamo l'ora di svelare tutti gli entusiasmanti progetti e le iniziative di questa partnership”.

Le due parti stanno inoltre valutando la possibilità di far giocare all’AS Roma un’amichevole in Nigeria, idea da tempo sostenuta da Jim Pallotta, presidente del Club.

"Questa partnership è l’evoluzione naturale dei grandi rapporti tra la NFF e la Roma, iniziati quando abbiamo annunciato sui digital media che, in assenza dell’Italia, avremmo sostenuto la Nigeria nel corso dei Mondiali del 2018”, ha dichiarato Paul Rogers.

"Il nostro digital team ha iniziato a collaborare con le Super Eagles nel 2018, fornendo sostegno nella copertura sui social media dei Mondiali e lo stesso è accaduto in occasione della Coppa d’Africa. Attraverso il nostro utilizzo dei social media e al lancio dell’hashtag #ForzaSuperEagles, abbiamo sviluppato un rapporto incredibile con gli appassionati di calcio e i media e nigeriani. A inizio anno, poi, siamo diventati ​​primo club al di fuori della Nigeria a lanciare un account ufficiale in Pidgin, gestito direttamente da un nostro collaboratore a Lagos”.

"Jim Pallotta  - ha concluso Rogers - non ha nascosto il suo desiderio di vedere la Roma giocare una partita in Nigeria, come ringraziamento ai fan locali per il supporto che ci hanno mostrato. Sarebbe bello se questa partnership ci permettesse di farlo".