Orgoglio Petrachi: "Non siamo la succursale di nessuno"

GAZZETTA DELLO SPORT - Lo sguardo sembra nascondere preoccupazioni. Lo si capisce quando parla d’infortuni, di quel «po’ di tempo e di fortuna» che vorrebbe, anche se sa di non poterla pretendere. Gianluca Petrachi, però, non si nasconde e racconta le sue verità. «L’idea del mercato era quella di fare investimenti importanti su giovani. Smalling e Mkhitaryan sono state posizioni furbe. A Dzeko, poi, ho fatto capire che stava nascendo una Roma diversa e che lui sarebbe stato un riferimento per tutti». (...) La spiegazione vira anche sugli ingaggi alti. «Gli infelici sono andati via, è stato fatto un mercato in uscita importantissimo.Ci sono riuscito all’80%. Abbiamo fatto dei rinnovi a dei giovani forti, come Under e Zaniolo, a delle cifre congrue. Il monte ingaggi è molto in su, bisogna tornare ad avere dei valori giusti. La Roma su questo deve migliorare. Oggi è un livello un po’ sfalsato, il mio obiettivo è quello di riequilibrare il tutto cercando di mantenere un tasso qualitativo altissimo." (...)  E poi sono orgoglioso di aver mantenuto la promessa dicendo che la Roma non sarebbe stata la succursale di nessuno. Citavate Marotta e Paratici: "Oggi nessuno può venire a Roma per fare il prepotente, tra virgolette". Titoli di coda su Baldini. «Non ha mai intralciato il mio lavoro. Non ho avuto grandi problemi, abbiamo rispettato le distanze. Poi se Franco ha un contatto diretto con Pallotta, bene. Sono molto contento di come sia andato il lavoro di squadra». Speriamo funzioni anche quella di Fonseca.


Nuova Under: tanta qualità per andare lontano

GAZZETTA DELLO SPORT - Una nuova speranza. Era il titolo assegnato, in modo postumo, al primo Guerre Stellari, è quello che rappresenta la nuova Under 21 di Paolo Nicolato. I giovani apprendisti hanno sostituito gli affermati jedi che li hanno preceduti e che non sono stati in grado di conquistare l’impero europeo giocando in casa. La giovane Italia del giugno scorso aveva ritrovato ragazzi da Champions League e da Nazionale maggiore, che oggi fanno la fortuna di Mancini (Pellegrini, Barella, Chiesa...), quella che ha esordito ieri a Castel di Sangro aveva sei titolari che giocano in Serie B, e altri tre sono entrati dalla panchina. (...) Sottil è sembrato un piccolo Chiesa, con cui condivide lo spogliatoio viola, Carraro ha fatto un figurone, Sala fino a tre giorni fa non lo conosceva quasi nessuno. Ci sono anche le stelline, Kean e Zaniolo, e a giudicare da un certo nervosismo questo ritorno «forzato» nell’Under non gli farà male. Anche perché poi c’è Paolo Nicolato, il c.t. arrivato dalle esaltanti cavalcate mondiali ed europee con l’azzurro più giovane. Una figura a metà tra il professore esigente e il padre benevolo, un pennellone che potrebbe guardare tutti dall’alto ma è partito dal basso e da lì vuole crescere. Con idee innovative e un modo di insegnarle che evidentemente è già entrato sotto la pelle dei suoi ragazzi. (...)


Mkhitaryan, che promessa: "Mi ricorderete per le vittorie"

LEGGO - BALZANI - Oggi sosterrà il primo allenamento integrale, domenica con il Sassuolo dovrebbe partire dall’inizio: “Deciderà Fonseca, io ci sono. Sono felice di questa avventura, l’ultimo periodo all’Arsenal ho trascorso un periodo difficile». Sul ruolo precisa: «Posso giocare ovunque in attacco, ma la mia qualità migliore si vede quando parto esterno per poi accentrarmi. In nazionale finalizzo di più, in Premier ho avuto un ruolo diverso e ho segnato meno. Il gioco di Fonseca mi piace, il suo Shakhtar se la giocava in Champions“. Miki conosce le pressioni di una grande piazza: “Sono abituato agli occhi puntati addosso. Se vuoi giocare ad alti livelli devi essere pronto ad affrontare critiche ed elogi. La serie A è una grande occasione, non è un passo indietro. Non ho mai parlato di soldi perché è importante provare piacere nel giocare. All’Arsenal non provavo più questo piacere“. Infine una battuta sul Var: “In alcuni episodi sono inglese, in altri italiano. La moviola incide sul ritmo, lo rende noioso. E’ brutto quando si segna e poi non sai se esultare”.


Under, il ko è duro: out 5 settimane. Fonseca cambia

GAZZETTA DELLO SPORT - A Trigoria, la brutta notizia che giunge dalla clinica Villa Stuart arriva in mattinata, togliendo il sorriso a tutti. La lesione di Cengiz Under al bicipite femorale destro è più seria del previsto: per lui 5 settimane di stop. Inutile dire che Fonseca varerà dei cambiamenti importanti, a cominciare dallo spostamento di Zaniolo sulla fascia destra – utile a coprire meglio le avanzate di Florenzi – e l’innesto di Pellegrini sulla trequarti, visto che in mediana dovrebbe finalmente esordire Veretout. A proposito di esordi, il più atteso però sarà quello di Mhkitaryan, che domenica contro il Sassuolo potrebbe muoversi come esterno sinistro d’attacco (...) In ogni caso, la Roma è al lavoro anche per provare a disinnescare la questione infortuni «Under è un “fibra bianca” – spiega Petrachi –. Uno molto esplosivo e deve anche sapersi gestire. Mi ha raccontato che si è stirato con un colpo di tacco abbastanza forte, ma sono situazioni che possono capitare». In generale il prossimo lavoro sarà questo. «Nelle grandi squadre tanti hanno un “personal trainer”. Questo va valutato e stiamo cercando di capire quali li utilizzano al di là del lavoro con la Roma e che tipo di lavoro specifico effettuano in palestra» (...)


Mkhitaryan, calcio e sorrisi: «All'Arsenal non ero più felice»

IL MESSAGGERO - Gianluca Petrachi lo ha inserito tra le operazioni furbe del mercato estivo, perché Henrikh Mkhitaryan è arrivato in prestito secco a soli 3 milioni non gravando sul bilancio del club. Bassi costi abbinati a grande resa, è questa la politica che ha attuato la società quando ha prelevato dall'Arsenal l'attaccante, reduce da una stagione incolore con i Gunners: «L'Inghilterra appartiene al passato e non vorrei più parlarne. Era un mio desiderio andare via perché lì non stavo giocando abbastanza, ero rimasto in panchina nelle ultime tre partite prima della sosta. Per un calciatore è importante provare piacere nel giocare a calcio e all'Arsenal non lo provavo più». Idee chiare e determinazione che lo hanno portato ad accettare la Roma nonostante i risultati deludenti dello scorso anno: «Non penso di aver fatto un passo indietro, perché è un grande club che disputa un campionato dove si gioca un grande calcio. Sapevo che la Roma avrebbe giocato tante partite anche nelle competizioni europee e avrei avuto più possibilità di essere in campo. Non abbiamo neanche parlato di soldi, sono qua per divertirmi e godermi il calcio». 

UNDER 5 SETTIMANE OUT - L'arrivo di Mkhitaryan a Trigoria è stato accolto con grande entusiasmo dai tifosi che hanno ancora negli occhi la partita in Nazionale contro la Bosnia (doppietta e assist), ma allo stesso tempo si aspettano gol e vittorie anche in giallorosso: «Per finalizzare devo essere in area, in una posizione più centrale e dietro la punta dove godo di più spazio e di maggiore libertà. Nelle ultime squadre in cui ho giocato in Premier partivo in una posizione più arretrata e dovevo ricucire le distanze tra il centrocampo e l'attacco, forse questa è una delle ragioni per cui segnavo meno». Contro il Sassuolo, Mkhitaryan dovrebbe fare il suo esordio da titolare dato che Fonseca è già in emergenza sugli esterni: Under starà in infermeria 5 settimane per via di una lesione al bicipite femorale destro, fuori anche Perotti e Zappacosta. Il terzino destro sarà ancora Florenzi.


Petrachi: "Roma, il mio mercato furbo"

IL MESSAGGERO - ANGELONI - «Non faccio i tarocchi, non sono un veggente». Così Gianluca Petrachi, otto giorni dopo la fine del mercato, che lo ha inghiottito per tre lunghi mesi, forse anche di più. Non faccio i tarocchi è la risposta a chi gli chiedeva le prospettive della Roma, se fosse o meno squadra in grado di raggiungere la Champions. Sincero, qui. La speranza del ds, e di tutti, c'è, certezze ovviamente no. Di sicuro il mercato appena finito gli ha dato soddisfazione, pure troppa. Ma si deve partire con ottimismo e in questo, Gianluca, va compreso. Soddisfatto degli acquisti, zero rimpianti e felice anche per il mercato in uscita. «All'80% ci sono riuscito, è rimasto qualche residuo che ci sta in una rosa così ampia. Sono contento di come sia andata. Sono convinto di aver creato, insieme a tutta la società, qualcosa su cui far rinascere l'entusiasmo e l'orgoglio romanista». Troppi prestiti, forse. Categoria di calciatori sempre a rischio. «A volte ci si deve adattare alle esigenze. Per Smalling e Mkhitaryan era difficile impostare un certo tipo di discorso o ragionamento a quarantotto ore dalla fine del mercato. Si sono create delle opportunità per fare operazioni furbe». 

SARÒ FRANCO - La questione Baldini, poi. Discorso che da Petrachi viene sempre trattato con molta decisione. 1) Chiarire che non c'è la mano di Baldini sugli acquisti inglesi di Smalling e Mkhitaryan, precisando che «Franco mi aveva segnalato che Micki poteva liberarsi dall'Arsenal». Come a dire: dovevo pagarlo, poi l'ho preso gratis. 2) Il ds precisa come Baldini non abbia «mai intralciato il mio lavoro, è stato al posto suo». Al posto suo, cioè al fianco di Pallotta. «Quando sono venuto alla Roma gli avevo chiesto di avere rispetto dei ruoli. Non ho avuto problemi con lui, è rimasto al posto suo tenendo le giuste distanze imbastite all'inizio e sono contento di come sia stato bilanciato il lavoro. L'operazione Smalling, Franco, non la conosceva neanche». Il punto fermo del mercato di Petrachi è Dzeko. Quel giocatore che, alla prima conferenza, era stato messo sull'attenti: «La Roma non si ricatta», ricordando come fosse - giustamente - sbagliato accordarsi con un'altra squadra (l'Inter) prima della scadenza del contratto con l'attuale società (la Roma). Quelle parole avevamo allargato la frattura tra Edin e i giallorossi, rendendola quasi irreparabile. Poi, Petrachi è strato abile a ricomporla. «Io ho sempre sperato di tenere Dzeko, perché secondo me quello che è successo prima, nell'anno difficile che ha passato la Roma, ha pesato sul suo umore e gli ho fatto capire che il vento stava cambiando, che le situazioni si stavano modificando e che stava nascendo una Roma diversa. Il prezzo che ho posto all'Inter quando l'ho incontrata a maggio (ufficialmente era ancora il ds del Toro, ndr) non è mai arrivato, evidentemente Edin non era così importante per l'Inter». Gonfia il petto, Petrachi, per non aver abbassato la testa nemmeno davanti alla Juve e sulla questione Rugani-Riccardi. «Questa forza d'urto è stata compresa da tutti. Marotta, Paratici tutti hanno capito che a Roma non possono venire a dettare legge, a fare i prepotenti. Non siamo la succursale di nessuno». C'è solo un dubbio, quando parla degli infortuni in serie. Lui dice che stanno valutando tutte le possibili cause, dai campi ai preparatori personali, facendo capire che alcuni calciatori in questi stop ci ricascano troppo spesso, anche chi è appena arrivato, come Spinazzola. «Che ha una storia che parla per sé, di tanto in tanto ha avuto qualche problema muscolare. Come Pastore. Chi mi ha sorpreso è stato Zappacosta». In effetti.

INGAGGI TOP - Infine la questione monte ingaggi, che nella Roma è troppo alto. «Il nostro lo è molto. Su questo dobbiamo migliorare e miglioreremo nel corso del tempo, cercheremo di riequilibrare le cose. Ora il livello è un po' sfalsato, io proverò a ricalibrare il tutto tenendo altissimo il tasso qualitativo». La mission più complicata.


Petrachi il duro: "Ho messo in riga Juve e Inter. La Roma non è una succursale"

LEGGO - BALZANI - Mambo Salentino è stato uno dei tormentoni estivi dell'estate, ma a Trigoria più che i Boombdabash va di moda Gianluca Petrachi. Il ds leccese ha chiuso un mercato non esaltante col botto (Mkhitaryan) nonostante le mille difficoltà legate a budget limitato, esuberi e polemiche post addio di Totti e De Rossi. Ieri si è preso la scena durante la conferenza di presentazione dell'armeno facendo leva soprattutto su quell'orgoglio romanista che sembrava sopito. Nel mirino sono finite Inter e Juventus colpevoli di aver corteggiato Dzeko e Zaniolo: «Paratici e Marotta? Sono orgoglioso di aver tenuto fede alle promesse fatte quando ho detto che la Roma non sarebbe stata succursale di nessuno. Tutti hanno capito che a Roma non possono fare i prepotenti'. Finché ci sarò spero che questa cosa si mantenga».  Nessun rimpianto sul mercato in entrata: «E' una squadra tosta, sono soddisfatto pienamente degli acquisti e all'80% delle cessioni visto che non sono riuscito a piazzare due giocatori in prestito (Santon e Bianda?, ndr). Si sono create delle opportunità per fare operazioni furbe come Smalling e Mkhitaryan. L'armeno ha rinunciato a dei soldi per venire qui. Dzeko? Ho sempre detto che avrei voluto tenerlo. Le lusinghe dell'Inter hanno messo in testa al giocatore delle cose che ho cercato di smontare. Il prezzo posto all'Inter non è mai stato offerto, per loro non sarebbe stato al centro del progetto come lo è da noi».  Poi spiega le strategie: «Necessaria una piccola rivoluzione. A tutti ho chiesto pazienza. Sono convinto di aver creato qualcosa su cui far rinascere l'entusiasmo. Abbiamo rinnovato fiori all'occhiello come Zaniolo e Under. Il gruppo ha voglia di stare insieme, quando sono arrivato c'era disgregazione e ora c'è unità. Col monte ingaggi siamo un po' su, ma cercheremo di equilibrare le cose». Su Baldini: «Franco non ha mai intralciato il mio lavoro. Un mese fa tramite lui ho saputo che Mkhitaryan poteva partire. Questa è la forma di collaborazione di cui parlavo. Baldini è rimasto al suo posto tenendo le giuste distanze. Infine sugli infortuni: Voglio eliminare ogni alibi per questo stiamo rifacendo i campi di Trigoria che sono troppo duri. Ammetto che 4 infortuni in pochi giorni sono tanti, ma ci può essere anche casualità».


Allenamento Sassuolo, esercitazioni tecnico tattiche in vista della Roma

Il Sassuolo, prossimo avversario della Roma in campionato, ha ripreso gli allenamenti in vista del match dell'Olimpico. Questo il comunicato sulla seduta pubblicato sul sito ufficiale del club (sassuolocalcio.it):

"Il Sassuolo Calcio ha ripreso questo pomeriggio la preparazione in vista della trasferta di domenica di Roma. I neroverdi hanno svolto attivazione, lavoro metabolico, esercitazioni tecnico tattiche e partitella su campo ridotto. Ancora in Nazionale Manuel Locatelli, Junior Traorè e Alessandro Tripaldelli.

Domani la squadra sosterrà una doppia seduta a PORTE CHIUSE".


Giugliano: "Con la Roma puntiamo in alto, sarà una stagione importante"

Manuela Giugliano, centrocampista della Roma Femminile, ha parlato ai microfoni di Sky Sport della stagione agonistica che sta per cominciare:

"Che stagione mi aspetto? Sarà una stagione importante perché la Roma punta in alto, il livello si è alzato e tutte noi calciatrici vogliamo crescere, daremo un’intensità maggiore. Siamo tranquille, ci stiamo preparando bene. Subito contro il Milan alla prima giornata? Sono emozionata perché l’anno scorso al Milan è stato un anno importante, ho giocato molti anni con le mie ex compagne. Ora punto a dare il meglio alla Roma e non lasceremo nulla al caso. Come comunichiamo con le giocatrici straniere? In campo ci si capisce al volo, le nostre si sono integrate molto bene e ci capiamo bene".


Confermata la lesione al bicipite femorale destro per Ünder. Sarà out per cinque settimane

Cengiz Ünder, di rientro dalla nazionale dopo l'infortunio, si è sottoposto quest'oggi ad esami strumentali presso Villa Stuart. L'esito, purtroppo, non è stato positivo ne per il giocatore ne per la Roma. Infatti gi esami hanno confermato la lesione al bicipite femorale destro. Per Ünder si parla di minimo 5 settimnane di stop.


Lucescu: "Mkhitaryan sarà titolare in poco tempo. Fonseca può fare bene"

Mircea Lucescu, ex allenatore dello Shakhtar Donetsk, ha parlato delle scelte di mercato della Roma e dell'armeno Mkhitaryan. Queste le sue parole riportate da tuttomercatoweb.com:

"Mkhitaryan? È uno dei giocatori che amo di più. Molto intelligente, si adatta a tutti i sistemi di gioco, ha eccezionale capacità di corsa e resistenza. L'ho fatto giocare dietro la punta ed è andato fortissimo. In Inghilterra è stato utilizzato in posizioni non sue. In poco tempo sarà titolare nella Roma per la sua capacità tattica. So che Fonseca avrebbe preso volentieri anche Taison e Marlos, tra i tanti che ho lanciato nello Shakhtar, all’epoca ventenni. Fonseca speriamo che faccia bene, la Roma ha bisogno di un allenatore di successo. Il problema è che arriva dallo Shakhtar dove io avevo impostato una squadra d'attacco in cui tutti erano abituati a controllare il gioco e in Italia non è così facile. Ma può far bene. Vediamo".


Conferenza di presentazione Mkhitaryan: "L'Inghilterra ormai appartiene al passato, sono concentrato sulla Roma". Petrachi: "Penso di aver costruito una squadra tosta" (Video)

La Roma è felice di presentare Henrikh Mkhitaryan. Arrivato nella capitale il 2 settembre in prestito dall'Arsenal, alle 12 sarà protagonista della conferenza nella sala stampa del centro sportivo Bernardini.

Gianluca Petrachi introduce l'armeno: "Siamo orgogliosi di aver portato un altro giocatore di livello internazionale. Sono convinto che la sua capacità tecnica, la sua personalità e la sua intelligenza possa portare tanto a tutta la Roma calcio. Siamo pronti a garantirgli tutto ciò di cui ha bisogno: sostegno, affetto e soprattutto voglia di giocare al calcio. Credo che la Roma e la sua tifoseria si metterà nella condizione di far sentire tutto il proprio calore a questo calciatore".

Mkhitaryan: "Sono davvero felice di essere qui, prima di arrivare ho passato un periodo non facile. Sono consapevole di dove sono arrivato e cosa vogliono fare qui, ho incontrato i compagni e il mister oggi, c'è un ambiente ideale per un futuro roseo".

In quale ruolo credi di poter dare il tuo apporto alla Roma?
"Posso ricoprire tutte le posizioni d'attacco, quello che per me più conta è essere utile alla squadra. La mia prerogativa è partire dall'esterno per accentrarmi e metterò a disposizione tutte le mie qualità".

Hai già incontrato alcuni compagni in nazionale?
"Abbiamo parlato dopo il match contro l'Italia, con Florenzi sulla città. Anche con Dzeko ho parlato sulla partita, sui gol fatto. Alla fine dopo le gare con le nazionali eravamo focalizzati sulla prossima partita della Roma".

 

La media gol nelle ultime stagioni è stata più bassa rispetto alle tue qualità. Cosa ti manca per fare un salto di qualità a livello realizzativo?
"In Nazionale gioco più centrale dietro la punta e ho più spazio, devo essere anche in area per finalizzare. Con Arsenal e Manchester United partivo da una posizione più arretrata, il mio ruolo era più quello di cucire il centrocampo con l'attacco. Il mio obiettivo è fare più gol e assist possibili".

Per Petrachi: negli ultimi giorni sono arrivati più giocatori in prestito. Questo è un problema per dare continuità?
"Per quanto riguarda Smalling e Miki era anche difficile imbastire operazioni diverse. Volevo fare investimenti sui giovani, in passato sono stati fatti investimenti importanti su giocatori per i quali magari era meglio prendere in prestito e valutarne le caratteristiche. Quando un mese fa mi era stato detto di prendere Miki era impensabile farlo in prestito, andava comprato. E' un top player e aveva delle caratteristiche economiche per cui bisogna essere attenti anche al bilancio. Il ragazzo ha rinunciato anche a dei soldi per essere qui, ecco perché parlavo di intelligenza per un calciatore che vuole scommettere su se stesso. Con lui e Smalling abbiamo fatto delle operazioni furbe, come dico io. Il tempo dirà se avremo fatto le cose giuste".

In passato hai giocato contro lo Shakhtar: cosa pensi dello stile di gioco di Fonseca?
"Ho seguito lo Shakhtar sia in Champions che in campionato, ha sempre giocato un calcio spettacolare e offensivo. Mi ha stupito come tenesse testa anche alle grandi squadre, senza avere paura. Spero che il mister possa fare lo stesso qui a Roma offrendo un calcio spettacolare".

Per Petrachi: sulla questione centravanti?
"Nelle mie conferenze ho sempre detto che Dzeko era il centravanti ideale della Roma e mi sarebbe piaciuto tanto trattenerlo. A volte si fanno anche strategie per arrivare a certi obiettivi, ho sempre nutrito la speranza di tenere Dzeko. Tutto quello che era successo lo scorso anno aveva pesato sull'umore del calciatore, io ho fatto di tutto per fargli capire che qui il vento stava cambiando, ho cercato di fargli capire che all'Inter non sarebbe stato così importante come qui. Ho fatto un prezzo che l'Inter non ha mai raggiunto e questo dimostrava che non era così importante. Gli altri sono stati sempre alternativa, la nostra prima scelta era Dzeko".

 Dopo la partita con l'Armenia ti sono arrivati messaggi dai tifosi? Perché dalla Premier sei venuto in Italia?
 "Ho ricevuto molti messaggi daitifosi, erano contenti della mia prestazione e io lo ero per loro. Ora però voglio concentrarmi sulla Roma, è una nuova esperienza, lotterò fino alla fine, cercherò di aiutare la squadra. Non ho paura della pressione, so che quando si gioca per grandi squadre è così, il minimo errore viene criticato e la cosa positiva esaltata. Ho 30 anni, so come gestirle e come comportarmi. Ho scelto la Serie A perché è una grande occasione, ho accettato subito con entusiasmo, non abbiamo neanche parlato di soldi. Sono qui per godermi il calcio e raggiungere gli obiettivi".

Per Petrachi: siamo a 4 infortuni dall'inizio della stagione. Cosa state facendo per porre fine a questo problema?
"Sicuramente sono valutazioni oggettive che personalmente sto facendo. Posso dirvi tranquillamente che lo scorso anno nel Torino ho avuto pochissimi infortuni a livello muscolare. Quando arrivi in un'altra squadra devi capire le metodologie e quando arrivi in top squadre ci sono giocatori con personal trainer e devo valutarli. A volte esiste anche la casualità, capisco che qua siano tutti scottati dai 50 problemi muscolari e l'attenzione sia altissima. La storia di Pastore si conosce, quello che mi ha stupito è Zappacosta perché si è fatto male in riscaldamento e non presentava alcun problema. Quello di Under ci può stare perché è un fibra bianca, un esplosivo. Posso garantire che faremo il massimo, stiamo rifacendo i campi perché i ragazzi spesso si sono lamentati della durezza del terreno ed è un alibi che voglio togliere. Rizolleremo tutti i campi e mi auguro che da oggi in poi le cose possano migliorare".

Hai la sensazione che lasciando la Premier lasci il campionato più importante. Vuole tornarci da vincente o è una scelta definitiva?
"Ho lasciato l'Inghilterra quindi ormai appartiene al passato, sono concentrato sulla Roma e sulla Serie A. Scegliendo la Roma non penso di aver fatto un passo indietro, si è presentata questa occasione e l'ho colta all'istante. Per un calciatore è importante giocare e trarre piacere da quello che fa, cosa che all'Arsenal nell'ultimo mese non capitava".

Per Petrachi: alla fine del mercato, pensa di aver raggiunto i suoi obiettivi? E' un mercato da Champions League?
"Credo di averci messo l'anima in questo calciomercato, ho cercato di mettere tutto quello che avevo dentro con una logica calcistica. Ho cercato di fare una piccola rivoluzione perché era necessario farla. A tutti voi ho chiesto un po' di pazienza, quando si dice di essere all'anno zero non si può pensare di non averne anche se nel calcio il tempo non lo dà nessuno. Ho pensato a qualcosa su cui far rinascere l'orgoglio romanista, sono convinto di aver creato un gruppo importante, tanti giocatori che non volevano stare qui sono andati via. Abbiamo fatto rinnovi di giocatori importanti come Zaniolo, Under che tanti dicevano avremmo dovuto venderli e invece li abbiamo tenuti qui. Su delle basi importanti che aveva, secondo me sono stati inseriti giocatori di spessore. C'è un allenatore che sta cercando disperatamente di portare la sua cultura del lavoro, certamente non vorrei più parlare di calciomercato ma del Sassuolo. Dal punto di vista del punteggio forse ci manca qualcosa per la partita contro il Genoa, quando non ti arrivano i risultati nell'immediatezza c'è sempre un po' di sconforto ma sono molto ottimista, vedo come si allenano i ragazzi e vedo quel senso d'appartenenza, vedo che stanno a cena insieme. Quando sono arrivato c'era molta disgregazione, ora vedo unità. Non posso garantire che sia da Champions perché non faccio il veggente, però penso di aver costruito una squadra tosta che partita dopo partita farà vedere il proprio valore".