Si parte subito forte il 9 mattina
IL TEMPO - BIAFORA - Tra meno di una settimana prenderà ufficialmente il via la stagione della Roma. Fonseca e il suo staff hanno fissato per la mattina del 9 luglio il primo allenamento della nuova gestione tecnica, stabilendo che le sedute di martedì prossimo saranno due, in modo da iniziare subito a lavorare forte. La vera novità è che non si tratterà di un vero e proprio ritiro: i giocatori avranno la possibilità di tornare a dormire a casa al termine delle giornate passate tra i campi e la palestra di Trigoria. Tale scelta è stata resa
necessaria dall’annullamento forzato della partecipazione all’International Champions Cup negli Usa, che costringerà i giallorossi a svolgere oltre quaranta giorni di allenamenti al Bernardini, oltre alle solite amichevoli, prima del weekend di esordio del campionato. Si tratterà quindi di un periodo di preparazione fatto di sudore ed intensità, ma che ricalcherà le modalità di programmazione di una normale settimana nel bel mezzo della stagione. Al
raduno e alle visite mediche del giorno precedente, saranno regolarmente presenti il ritardatario Nzonzi e i giocatori impegnati con le nazionali ad inizio giugno: Cristante, Dzeko, El Shaarawy, Florenzi, Kolarov, Mirante, Olsen, Schick ed Under. E prevista qualche ora di vacanza in più dopo l'Under 21 per Zaniolo e Pellegrini, che hanno giocato l’ultima partita dell'Europeo il 22 giugno. L’unico assente giustificato sarà Diawara, qualificatosi con la Guinea agli ottavi di finale della Coppa d'Africa, la cui finale è fissata per il 19 luglio.
Fonseca progetta l'estate giallorossa
GAZZETTA DELLO SPORT - Paulo Fonseca è pronto ad immergersi a 360 gradi nell’avventura romanista. Senza fretta cercherà casa e all’inizio potrebbe dormire in hotel o direttamente a Trigoria. Oltre agli allenamenti ha programmato colloqui individuali e di gruppo. (...) La prossima settimana sarà presentato alla stampa. L’appuntamento per tutti i nazionali, tranne Pellegrini e Zaniolo che hanno partecipato all’Europeo, è per lunedì mattina alle 9 a Villa Stuart e martedì prenderà il via la stagione con le prime due sedute di allenamento. Per i primi giorni è probabile che la squadra resti a dormire al Centro Sportivo. L’idea è quella di evitare viaggi stancanti e di spostarsi soltanto per le amichevoli, qualcuno vicino e qualcuna all’estero. (...) A meno che Fonseca non decida di trascorrere qualche giorno al fresco in montagna. Vorrebbe lavorare con entusiasmo e per questo spera che tutte le situazioni in bilico, come quella di Nzonzi e Dzeko, vengano chiarite il prima possibile.
Gerson che fai? Il passaggio alla Dinamo è bloccato
GAZZETTA DELLO SPORT - Il ragazzo ha sicuramente un cuore d’oro, visto che in Brasile raccontano di come non perda occasione di finanziare strutture a favore dei bambini. Ma, altrettanto sicuramente, il bambino che sognava la maglia n.10 di Totti e voleva vincere il Pallone d’oro, ha anche un carattere particolare. Il nome è quello di Gerson, che la Roma pensava (e sperava) di cedere alla Dinamo Mosca per 10 milioni piu una percentuale su una futura rivendita. Ma al momento il centrocampista brasiliano sembra destinato a restare a Trigoria: l’affare con la Dinamo (che gli offriva un ingaggio superiore ai 2 milioni) è bloccato perché suo padre, l’onnipresente Marcao, prima ha firmato la procura ad un agente italiano e poi ha chiuso con la Dinamo grazie ad un intermediario brasiliano. E, al momento, nessuno riesce a mettersi d’accordo con nessuno. (...)
Calciomercato Roma: Perotti nel mirino del Torino
GAZZETTA DELLO SPORT - Ultima idea per l'attacco in casa Torino. Nelle ultime ore è spuntato nell’orizzonte granata Diego Perotti. E’ un profilo che può piacere a Mazzarri. E anche la Roma, cioè Petrachi, conosce tale gradimento. Definiamola per ora una semplice suggestione. Il Toro si rende perfettamente conto che in questa fase sarebbe molto difficile ottenere il sì dell’argentino e condizioni di acquisto favorevoli da parte della Roma. Occorre pertanto aspettare gli eventi. A Mazzarri piace pure El Shaarawy, per la verità, ma con i tesori in arrivo dall’Oriente il Faraone oggi non può essere considerato. Resta sullo sfondo, lontanissimo. (...)
Con Mancini squadra sempre più tinta d'azzurro
GAZZETTA DELLO SPORT - Il sogno di vedere una Roma giovane e molto italiana lo aveva disegnato Monchi a gennaio scorso, quando aveva di fatto messo le mani su Gianluca Mancini per la difesa e pensava anche ad Andrea Belotti per l’attacco del futuro. Quel sogno lì, però, resta d’attualità anche oggi che il d.s. giallorosso è cambiato e le manovre sono tutte nelle mani di Gianluca Petrachi, ex Torino. Ed a confermarlo è stato il primo acquisto di questa estate, il terzino Leonardo Spinazzola. Italiano, giovane e azzurro. (...) Negli ultimi tempi la Roma è tornata a mettere gli occhi sul difensore dell’Atalanta, che però a Bergamo continuano a valutare circa 25 milioni di euro. Per la Roma sono tanti ed allora continuano a pensarci su. Anche perché le prime scelte per la difesa sono due giocatori stranieri: Bartra del Betis Siviglia e Lyanco del Torino. Alle loro spalle, però, c’è appunto l’opzione Mancini, un giocatore che piace molto a Paulo Fonseca – il tecnico portoghese che ha il compito di far rinascere la Roma – ma che in realtà non convince fino in fondo Petrachi. E allora ci si aggiornerà, tra qualche giorno, anche per capire se ci sarà la possibilità di limare qualcosa sul prezzo finale. (...) Con la Juventus, di fatto la Roma è la squadra che fornisce più giocatori agli azzurri. E la sfida per il futuro è proprio questa, cercare di creare una squadra giovane, dinamica, aggressiva. E che abbia un’identità, in modo tale che quella giallorossa e quella azzurra finiscano quasi con il coincidere. Da qui a fine mercato, poi, vedremo se Petrachi ci sarà davvero riuscito o meno.
La giovane Italia: una squadra da 485 milioni
GAZZETTA DELLO SPORT - Qualcosa si muove e non da oggi. Il calcio italiano, metabolizzata la figuraccia mondiale di fine 2017, è ripartito: magari faticosamente, magari zoppicando, ma è ripartito. Non facciamoci ingannare dal recente risultato dell’Under 21, inferiore alle attese, e prendiamo le buone sensazioni che ci hanno regalato negli ultimi mesi i ragazzi azzurri, alcuni dei quali già trapiantati nel gruppo di Mancini. Bisogna crescere per gradi, accettando qualche inciampo ma credendo che le qualità individuali e il bel gioco collettivo siano la strada giusta per tornare competitivi. Che i ragazzi italiani siano in crescita lo dimostrano anche le notizie sulle trattative e giocando un po’ si può ipotizzare una formazione di undici giovani protagonisti, in campo e magari anche sul mercato. La quotazione complessiva di questa fantasquadra è molto alta, addirittura 485 milioni se prendiamo in considerazione le valutazioni che in questo periodo vengono fatte dagli esperti di trattative e contratti. (...)
Gigio Donnarumma è sul mercato da quando... ha esordito: se non per volontà del Milan, almeno per interesse dei grandi club. In questo periodo si parla di un forte interessamento del Psg (che non ha più Buffon), i tifosi rossoneri temono un futuro juventino prossimo o remoto, intanto la società riflette su quanto farebbero comodo i 50 milioni del cartellino. Sempre dalle parti di Milanello c’è un terzino destro che vale 25 milioni: Davide Calabria, però, è stato dichiarato incedibile dai rossoneri e solo un’offerta davvero ricca potrebbe cambiare la situazione. Discorso simile per Alessio Romagnoli, leader del Milan e ancora molto giovane: valore alto (70 milioni) (...) In mezzo c’è un po’ di tutto: talento, corsa, sfrontatezza. Per Nicolò Barella è arrivato il momento del grande salto: dalla Sardegna, meraviglioso trampolino di lancio, alle coppe. Resta da vedere se sarà la Championsdell’Inter o l’Europa League della Roma, comunque il Cagliari riceverà una cinquantina di milioni. Discorso più complesso per il Nicolò giallorosso: Zaniolo, lanciato da Di Francesco (e ancor prima convocato da Mancini), ha finito col fiato corto l’ultima stagione ma la sua quotazione è in linea con quella di Barella. La Roma, però, sta lavorando al rinnovo del contratto: il giusto premio al rendimento del giocatore, l’ovvio tentativo di trattenerlo più a lungo possibile, ma anche una specie di assicurazione nel caso arrivasse un’offerta irrinunciabile. Dopo il rinnovo il cartellino costerebbe di più. Sandro Tonali deve ancora presentarsi alla Serie A, ma la sua fama lo precede. Per caratteristiche, non è il nuovo Pirlo, semmai il nuovo De Rossi, di sicuro un centrocampista che può diventare molto forte. Non a caso, il suo cartellino è già valutato circa 40 milioni. (...) Un bell’investimento, certo: come per acquistare Chiesa servirebbero almeno 70 milioni. Più economico Patrick Cutrone, che piace proprio alla Fiorentina e che il Milan cederebbe per circa 25 milioni. Moise Kean ha ammiratori in Italia e all’estero: la Juve riflette e comunque non si priverebbe del suo giovane attaccante per meno di 30 milioni (...)
Conte strega Barella, nerazzurri tranquilli. Ma l'offerta della Roma resta
GAZZETTA DELLO SPORT - La quiete dopo la tempesta. Il giorno dopo le parole del presidente del Cagliari Tommaso Giulinisull’affare Nicolò Barella, Inter e Roma hanno continuato a lavorare sulla nuova stagione senza che la questione – e i relativi scenari – abbia condizionato le agende dei club. Nessun aggiornamento ufficiale, insomma. Anche se qualcosa sotto sotto si è mosso. A Milano, ad esempio, l’agente del giocatore Alessandro Beltrami – che cura anche gli interessi di Radja Nainggolan – ha fatto visita alla sede nerazzurra nel primo pomeriggio e visto il momento è presumibile — per non dire scontato — che si sia parlato anche del centrocampista del Cagliari. Che resta un obiettivo importante per l’Inter, ma non la priorità di questi giorni che precedono il raduno di domenica e l’inizio del ritiro a Lugano. Il club nerazzurro non vuole in alcun modo partecipare ad aste: ha fatto la sua proposta, prendere o lasciare. (...) «Avevamo trovato un accordo sulla parte fissa con l’Interl’11 giugno, dovevamo sistemare i bonus. Poi non li abbiamo più sentiti per 20 giorni e abbiamo trovato un accordo con la Roma. Il ragazzo si è preso un paio di giorni di tempo per decidere», aveva detto Giulini lunedì a margine dell’assemblea di Lega, creando un po’ di imbarazzo ai due club. La Roma non si aspetta colpi di scena a breve, tantomeno una risposta oggi da parte di Barella. E il fatto di aver messo in agenda un incontro con la Fiorentina per il centrocampista Veretout (di cui parliamo da un’altra parte) è un chiaro indizio di come anche a Roma non ci sia grande ottimismo, però finché non ci sarà accordo tra Inter e Cagliari e finché Barella non firmerà per i nerazzurri, il club giallorosso terrà valida la propria offerta da 50 milioni (35 più Defrel). (...)
Milan: Veretout in cima alla lista ma c'è il nodo contropartite
GAZZETTA DELLO SPORT - L’incontro è avvenuto in un hotel di lusso del centro di Milano e anche se all’uscita nessuno dei protagonisti è entrato nei dettagli, si può comunque provare a ricostruire la scena. Il Milan ha manifestato la propria volontà di arrivare a Veretout, meglio se scontando il prezzo con delle contropartite. La Fiorentina ha confermato l’intenzione di ascoltare l’offerta rossonera, stavolta senza contropartite e puntando interamente ai contanti (...) n altro punto significativo del dialogo di ieri pomeriggio ha riguardato il possibile inserimento di contropartite tecniche. Se Veretout è valutato 25 milioni, la proposta rossonera è di coprirne una parte con uno dei suoi giocatori. Il valore ovviamente è diverso se nel pacchetto finissero Cutrone (stimato almeno altrettanto) o Laxalt, che costa meno della metà. Tra le carte che il Milan ha messo sul tavolo per un possibile gioco di scambi ci sono anche Biglia e Borini. La volontà rossonera di puntare sul francese della Fiorentina è testimoniata anche dall’offerta contrattuale: per Veretout è pronto un quadriennale da due milioni e mezzo a stagione. Ogni valutazione tecnica deve assecondare la logica economica e la struttura dell’affare risponde a questa esigenza: Veretout ha 26 anni e tra quattro sarebbe difficilmente rivendibile alle stesse cifre. (...) La Fiorentina conosce la volontà del Milan e quella del giocatore di andarsene. Ma conosce anche quella di Roma (oggi i dirigenti viola si siederanno di nuovo, stavolta per ascoltare l’offerta giallorossa) e Napoli, che incontreranno prima del week-end. Il d.s. Pradé e Jo Barone, braccio destro del presidente Commisso, tengono abilmente aperte tutte le strade. Quella che collega Firenze e Milano al momento è aperta in un’unica direzione: Cutrone non è la prima scelta per l’attacco della Fiorentina (ed evidentemente nemmeno per quello del Milan). Biglia non è il primo regista su cui Montella pensa di avviare il nuovo corso, e l’ingaggio da tre milioni all’anno dovrebbe in parte essere coperto dal Milan. Vale lo stesso per Borini: non è il primo tra i jolly che i viola potrebbero mettersi in rosa. Laxalt potrà essere una soluzione se partirà Biraghi ma oggi non è considerata. Jo Barone è l’unico che all’uscita dall’hotel ha parlato: «Niente è ancora deciso ma stiamo lavorando». (...)
Baldissoni, aria di contratto
MESSAGGERO - Alla gioia per essere diventato papà della piccola Aria per Baldissoni si aggiunge la felicità del rinnovo con la Roma fino al 2022. Petrachi vuole a Trigoria il fisioterapista Massimiliano Greco che è stato anche consulente di Lecce e Torino. Resterà Causarano e Del Vescovo verrà sostituito da Massimo Manara. Dà l’addio dopo 15 anni Franceschi.
Roma, c'è fila agli arrivi
MESSAGGERO - CARINA - Il no di Barella - al netto di ribaltoni al momento difficili da ipotizzare - riapre la pista legata a Veretout. Anche per il francese la Roma ha presentato l'offerta migliore al calciatore: 2,7 milioni a stagione più uno di bonus al raggiungimento della Champions. Tradotto: se nei prossimi 5 anni i giallorossi dovessero chiudere sempre il campionato tra le prime quattro, il centrocampista incasserebbe 5 milioni. Una proposta superiore a quella del Napoli (fermo a 2,5) e a quella milanista (2,4) che tuttavia ieri ha rilanciato con la Fiorentina, proprietaria del cartellino. Maldini e Massara hanno incontrato il ds Pradè e Joe Barone, il braccio destro del nuovo presidente Commisso: «Ancora non è deciso nulla», le sue parole. La Fiorentina chiede 25 milioni. Il Milan, come parziale contropartita da aggiungere al conguaglio economico, offre uno tra Laxalt, Borini e Biglia. I viola sono rimasti tiepidi a meno che i rossoneri non mettano sul piatto il cartellino di Cutrone che la dirigenza milanese, in ottica Fair Play Finanziario, vorrebbe invece monetizzare. Intesa dunque ancora da raggiungere con la Roma che intende approfittarne. E in questo senso oggi se ne saprà di più. Dopo aver ascoltato la proposta del Milan, questa mattina la dirigenza toscana è attesa a Trigoria. Considerando i 30 milioni (più 5 di bonus) che Petrachi era pronto a stanziare per Barella, disponibilità economica ai giallorossi non manca. Poi toccherà capire cosa deciderà il calciatore. Perché prima di avventurarsi e chiudere la trattativa tra i club, la Roma vuole avere la certezza di non ricevere ulteriori voltafaccia.
ACCELERAZIONI - Il ds lavora alacremente anche su Pau Lopez. Ieri nuovo incontro con un intermediario per limare le differenze tra richiesta (25) e offerta (20). Non va dimenticato che con il Betis la Roma tratta anche il cartellino di Bartra anche se i discorsi, per ora, rimangono separati. Petrachi spinge perché possa rientrare nella valutazione del portiere il 50% sulla rivendita di Sanabria che permetterebbe così alla società giallorossa di abbassare il cash. L'alternativa ai due centrali che la Roma ha in mente di acquistare è legata sempre a Mancini. L'Atalanta vuole cederlo: Petrachi lo sa e non ha fretta. Ieri ne ha parlato direttamente con il club bergamasco cercando di capire i margini di manovra. La richiesta nerazzurra rimane di 25 milioni, il ds gioca al ribasso (18). Anche perché la sua priorità rimane Lyanco. Il problema è che per scalfire le certezze di Cairo, bisognerebbe capire se il Torino si qualificherà alla prossima Europa League. I tempi, in questo senso, potrebbero dilatarsi oltremodo visto che Petrachi vorrebbe regalare al più presto la rosa al completo a Fonseca.
GERSON, CI RISIAMO - Capitolo cessioni: in stand-by la cessione di Gerson alla Dinamo Mosca. Come già accaduto in passato, di mezzo c'è nuovamente Marcaõ, il papà del ragazzo che qualche mese fa ha ceduto la procura ad un importante agente internazionale, intascando 100mila euro. Poi, però, quando è uscita la pista russa, ha trattato direttamente con il club raggiungendo l'accordo per il figlio. A questo punto il procuratore ha comunque chiesto il pagamento della sua parcella, minacciando istanze nei confronti del calciatore. Situazione che ha rallentato il felice epilogo della trattativa. Alla Roma rimangono in attesa. Sadiq intanto saluta: lo attende il Partizan.
Barella, è lotta tra Roma e Inter
INSIDEROMA.COM - SARA BENEDETTI - Ormai per Barella si gioca a carte scoperte. Merito (e convenienza) del presidente del Cagliari, Giulini, che ha confermato i parametri sui quali la Roma e l'Inter stanno portando avanti le rispettive proposte per il nazionale azzurro: «L'11 giugno abbiamo raggiunto un accordo con l'Inter sulla parte fissa, che è la cosa nettamente più importante in qualsiasi trattativa. C'erano soltanto i bonus da discutere, ma è da venti giorni che non sentiamo più l'Inter. Non so se sono ancora interessati al ragazzo - ha aggiunto - Nel frattempo abbiamo chiuso con la Roma, ci ha fatto un'offerta ancora più importante. Siamo soddisfatti». Non dice le cifre, che però sono note: i nerazzurri offrono 36 milioni più 4 di bonus. I giallorossi 30 più 5 di bonus e il cartellino di Defrel, disposti eventualmente a considerare anche il prestito di Riccardi. Prosegue Giulini: «Non c'è nessuna asta. Credo sia legittimo che Nicolò si prenda un paio di giorni per decidere del suo futuro. Lui non è mai stato orientato su nulla, non ha mai avuto un accordo con nessuno. Speriamo che la questione si chiuda a breve». E qui qualcosa non quadra. Perché che Barella abbia un'intesa con l'Inter da un mese, al netto delle parole del presidente del club sardo, è altresì cosa arcinota, tanto che il Napoli è stato costretto a defilarsi non più tardi di un paio di settimane fa. L'uscita pubblica suona dunque come una sorta di all-in mediatico, volto ad ottenere la valutazione di 50 milioni richiesta.
QUESTIONE DI RAPPORTI - Tutto però ruota attorno a Barella. E quindi, paradossalmente, le parole di Giulini cambiano poco in termini sostanziali. Possono, questo sì, modificare lo scenario a livello temporale. Sempre che il centrocampista apra alla Roma. Perché che il club sardo preferisse l'offerta di Petrachi si era ampiamente intuito. Come però è altrettanto chiara la volontà del ragazzo che si è promesso a Conte. Ed è proprio per questo motivo che l'Inter non rilancia. Anche ieri dalla dirigenza nerazzurra continuava a filtrare serenità. Due le chiavi di lettura: 1) Ci si arrende al sorpasso giallorosso, non volendo partecipare ad aste 2) Barella è blindato perché vuole andare soltanto all'Inter. L'ultima parola sarà quindi del nazionale azzurro e del suo agente. Perché in gioco ci sono anche i rapporti con Beltrami che a Milano cura gli interessi di Nainggolan, finito in nerazzurro appena un anno fa. Qualcuno storcerà il naso ma il mercato è anche questo.
CONTI RINNOVA, ZANIOLO CHISSÀ - Ufficializzata intanto la cessione di Diawara alla Roma: 21 milioni il costo totale con il guineano che ha firmato un quinquennale da 1,8 milioni (più bonus) a stagione. Singolare e nobile, nel comunicato giallorosso, la collaborazione con il Telefono Azzurro e con il National Center for Missing and Exploited Children negli Usa. Il contenuto che annuncerà ufficialmente il nuovo arrivo nella rosa giallorossa darà spazio a importanti informazioni relative a una serie di minori scomparsi. Bruno Conti ha intanto firmato il rinnovo triennale. Non come responsabile del settore giovanile ma confermato a capo delle Academy del club. Mentre l'agente Pocetta chiude alla partenza di Pellegrini («Stiamo parlando di un rinnovo col club»), Celar va in prestito al Cittadella. Questa sera il manager di Vigorelli vedrà la Roma per discutere del rinnovo di Zaniolo. La proposta di Petrachi, quinquennale da 1.7 milioni.
La fedeltà di Lorenzo
INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI - C'è chi dice no. Era il 1987 quando Vasco Rossi proponeva in radio quello che sarebbe poi diventato uno dei suoi tanti grandi successi. A trentadue anni di distanza, in casa Roma, proprio in questi giorni c'è stato chi ha detto un 'no' importante: Lorenzo Pellegrini.
Il centrocampista cresciuto a Trigoria ha gentilmente rispedito al mittente la proposta pervenuta dall'Inter del duo Marotta-Conte, vistasi nel frattempo sorpassare proprio dai giallorossi nella corsa al talento del Cagliari Nicolò Barella. Un tentativo di 'contro-sgarbo' vero e proprio da parte del club milanese, tuttavia spento sul nascere dalla ferma volontà di Pellegrini di restare nella città e nella squadra che lo hanno formato.
Una scelta tutt'altro che ovvia visto il momento storico attraversato dalla Roma, ma soprattutto dai suoi tifosi, costretti a salutare dapprima Daniele De Rossi e poi Francesco Totti nel giro di poche settimane. Proprio l'ex numero dieci, durante la sua conferenza di addio presso il Salone d'Onore del CONI, ha designato come erede suo e di DDR nella dinastia di capitani romani e romanisti Lorenzo Pellegrini, dimenticando (volontariamente o meno, non è dato sapere) Alessandro Florenzi: un'investitura non certo da poco. Chissà che anche tale 'responsabilità' non abbia pesato nella scelta da parte dell'ex Sassuolo di chiudere le porte in faccia all'Inter senza neppure sedersi intorno a un tavolo con la società meneghina.
Di sicuro, il fatto che Pellegrini resti al centro del progetto giallorosso anche con l'arrivo del nuovo tecnico Paulo Fonseca ha contato e molto.
Tornato nella Capitale durante il mercato estivo del 2017, dopo il prestito biennale a Sassuolo, nel primo anno e mezzo con la Roma 'dei grandi', Lorenzo Pellegrini ha potuto contare sulla presenza in panchina di quell'Eusebio Di Francesco che lo aveva espressamente richiesto in nero-verde, risultando pertanto spesso fondamentale anche in giallorosso nello scacchiere tattico proposto dal mister pescarese.
Come accaduto per il resto della squadra con Difra al timone, le prestazioni di Pellegrini non sono state contraddistinte da una grossa continuità di rendimento, tuttavia, il centrocampista classe 1996 ha offerto diverse performance di buon livello, che ne hanno certificato la prosecuzione del suo processo di crescita.
Con l'avvento in panchina di Claudio Ranieri, anche a causa di un infortunio al bicipite femorale rimediato a inizio marzo, il minutaggio di Pellegrini è sceso sensibilmente rispetto a quanto avveniva con il 'mentore' Di Francesco.
Complice l'ormai arcinota strategia di player trading aggressivo da parte del club di Trigoria, le voci di un possibile addio estivo del ragazzo, stimato da più parti tanto in Italia quanto in Europa, non sembravano affatto ipotesi remota.
La scelta di Fonseca come allenatore, però, ha rimesso tutto in discussione.
L'ex Shakhtar Donetsk, infatti, predilige un centrocampo composto da un regista a fungere come perno centrale (il sogno del portoghese resta Fred, già avuto alle dipendenze in Ucraina prima del passaggio al Manchester United) e uomini di grande corsa; caratteristica, quest'ultima, che si sposa alla perfezione con il profilo dello stesso Pellegrini.
I margini di miglioramento del ragazzo sono ampi e la speranza è che Lorenzo Pellegrini, sotto la gestione Fonseca, possa definitivamente esplodere, magari riuscendo a proseguire con successo la dinastia dei capitani romani e romanisti.