Pastore chiede un'altra occasione

GAZZETTA DELLO SPORT - Per convincere Fonseca e i tanti tifosi scettici Pastore ce la sta mettendo tutta. Si è allenato in vacanza e in questi giorni di ritiro la famiglia è a Roma per sostenerlo. (...) Dalle sue parole a Por Siempre Globo, sembra evidente che il giocatore non voglia essere preda del pessimismo: “Dobbiamo combattere con la Juventus. Sono molto sereno, il mio obiettivo è fare bene“. Dunque niente ritorno in Argentina, per ora: “Vorrei tornare in futuro – ammette il trequartista – e mi piacerebbe farlo all’Huracan“. Per questo ha rifiutato tutte le offerte da mete esotiche che sono arrivate nell’ultimo periodo. (...) Da qui a fine mercato però potrebbe succedere di tutto, soprattutto se dovesse capire di non trovare spazio con Fonseca. Al momento però si vede nella Capitale e chiede un’altra occasione.


Montella e la Fiorentina che verrà: "Porte aperte a De Rossi"

GAZZETTA DELLO SPORT - Tra mercato e prime scelte tecniche. Vincenzo Montella, in partenza per gli Stati Uniti, parla della Fiorentina che verrà. Otto giocatori in copertina. Su De Rossi: «Daniele potrebbe darci tanto. Abbiamo insistito tutti per convincerlo a venire. Negli ultimi giorni ho preferito smettere di bombardarlo. Deve decidere in serenità. Credo che gli dispiacerebbe molto smettere. Per lui porta aperta». (...) Su CHiesa: «La società ha detto almeno cento volte che non è in vendita. Poi, non ci risulta che lui voglia andare via. Nessuno del suo mondo ci ha detto questo. Neppure suo padre. Quando si riunirà a noi in America avremo modo di parlare». Federico negli Usa ribadirà anche a Montella il suo desiderio di andare a lottare per vincere lo scudetto. Ma la Fiorentina ha deciso in ogni caso di non cederlo. (...)


Grinta Fonseca: "Voglio pressing e ritmi altissimi"

GAZZETTA DELLO SPORT - Lo aveva promesso in conferenza ed è stato di parola. La parola chiave della sua presentazione era stata «intensità» e Paulo Fonseca ieri, davanti ai giornalisti, non si è smentito. In un torello al fulmicotone il portoghese ha fatto capire forte e chiaro ai giallorossi cosa chiede, e l’impressione è che l’abbiano capito. Le grida di Fonseca hanno squarciato l’aria bollente di Trigoria, col tecnico che chiedeva a gran voce l’aggressione costante ad ogni squadra che perdeva il possesso della palla. «Appena il pallone esce preparatevi per il pressing. Dovete essere sempre pronti a offrire un passaggio al compagno» (...) In generale, comunque, sembra proprio che i metodi di lavoro dell’allenatore stiano conquistando tutti i giallorossi. Le idee tattiche sta provando ad inculcare sono finora all’altezza delle promesse iniziali e delle aspettative della dirigenza, tant’è che le prime relazioni fatte al presidente Pallotta paiono tutte estremamente lusinghiere. Insomma, la grinta mostrata ieri non sembra solo una cosa fatta a beneficio delle telecamere, ma uno stile che porterà avanti. Uno stile che piace.


Il Cagliari insiste per Defrel: offerti 13 milioni

GAZZETTA DELLO SPORT - (...) Il Cagliari dopo la cessione di Barella si concentra nel mercato in entrata. E’ stato sondato il terreno per Nandez del Boca, pronto a superare Rog nella corsa alla mediana se il Napoli non scenderà dalla richiesta di 20 milioni. Per l’attacco affondo per Defrel con un’offerta da 13 milioni alla Roma. Chiesto alla Juve il prestito di Luca Pellegrini. (...)


La Roma studia tiri Mancini e un doppio colpo per Bailey

GAZZETTA DELLO SPORT - Domanda: quali punti di contatto ci possono essere tra Pontedera (Italia) e Kingstone (Giamaica)? Sfogliando queste pagine rosa, l’associazione potrebbe essere facile: il calcio mercato. Risposta esatta, visto che la Roma è seriamente intenzionata a portare alla corte di Fonseca il difensore toscano Gianluca Mancini e l’attaccante giamaicano Leon Bailey, gioiello del Bayer Leverkusen. Cominciamo dalla difesa, segnalando come l’Atalanta abbia un po’ abbassato le pretese e quindi, nell’incontro previsto per lunedì, l’affare si potrebbe chiudere sulla base di 20 milioni più 5 di bonus, con la formula del prestito e pagamento dilazionato negli anni. L’operazione piace parecchio a Trigoria anche per la voglia di italianizzazione della rosa. Pensateci: avere in squadra gente come Spinazzola, Florenzi, Pellegrini, Cristante, Zaniolo e poi anche Mancini, ci sarebbe uno zoccolo duro di potenziali azzurri da far gongolare l’altro Mancini, il c.t. Ma visto che la Roma vuole portare a casa due difensori centrali, contemporaneamente stanno andando avanti anche le grandi manovre per Toby Alderweireld. Due giorni fa a Roma, infatti, il d.s. Petrachi ha incontrato nella Capitale gli agenti del nazionale belga che, sapendo come il loro assistito gradisca il trasferimento, hanno assicurato tutto il loro appoggio per far abbassare le pretese al Tottenham. (...) Ma ieri il mercato è stato agitato dalle voci che vogliono il club giallorosso interessato a Bailey del Bayer Leverkusen. Il giocatore, 21 anni, è un esterno di fascia (prevalentemente sinistra) cresciuto nel Trencin, poi passato al Genk prima di approdare nella società tedesca. Il costo del suo cartellino è importante – non inferiore ai 40 milioni – ma l’affare si potrebbe fare qualora sul piatto la Roma mettesse Schick, gradito al Leverkusen. (...) In mediana, poi, la situazione è fluida. Sulla questione Veretout, come potete leggere in altre pagine, la Roma non molla, ma nel contempo si guarda intorno ed è per questo che segue Agustin Almendra, 19 anni, centrocampista del Boca Juniors.  (...) Coda su Zaniolo, su cui ha messo gli occhi, oltre al Tottenham, anche l’Arsenal. Al momento, la Roma non vuole cederlo, ma meglio non distrarsi.


Dzeko attende l'Inter

GAZZETTA DELLO SPORT - (...) L'Inter fin qui ha lavorato benissimo, ma adesso manca il piatto forte: gli attaccanti. Non solo Lukaku, ma anche Dzeko, che come il collega belga vive una situazione da separato in casa alla Roma. Però Edin si sta allenando, e anche bene. Sa che finché la trattativa non sarà definita dovrà comunque rispettare se stesso e la Roma, confermandosi professionista fino in fondo. Tra Roma e Inter si è registrato un disgelo a inizio settimana, ma le parti sono ancora distanti: i giallorossi vogliono 20 milioni, Marotta al momento è salito a 12 con l’offerta. (...)


Il Milan tenta l'affondo per Veretout: 16 milioni più bonus ai viola. La Roma aspetta ma non rilancia

GAZZETTA DELLO SPORT - Tutte le strade portano a Milano. Jordan Veretout, per ora, ha scelto di non allontanarsi troppo: la Fiorentina che oggi volerà negli Stati Uniti lo ha escluso dalla lista dei convocati. Mentre ieri la squadra lasciava il ritiro in montagna per prepararsi al lungo viaggio (sosta di una notte a Milano) il giocatore ripartiva in auto da solo: per il progetto tecnico che lo vedrebbe coinvolto, quello rossonero è il preferito. Per questo e per altri motivi tutte le strade delle trattativa conducono di nuovo a Milano (e molto meno a Roma). (...)  A parole e nei fatti: l’offerta è stata di nuovo aumentata. Dai tredici milioni che erano stati messi inizialmente sul tavolo, si è passati a 15 e ieri è stato aggiunto almeno un altro milione: siamo a 16 più due di bonus. E’ stato il secondo incontro diretto tra le parti dopo quello della scorsa settimana, oltre a tutti i colloqui telefonici serviti a preparare il nuovo vertice: la trattativa non è ancora conclusa ma si avvicina alla fine. Il Milan ha dimostrato di voler puntare su Veretout, la Fiorentina ha già deciso di cederlo, la distanza tra i club non sembra certo incolmabile e il giocatore spinge per una definizione in tempi rapidi. (...) Più che un ostacolo c’è una deviazione ancora possibile, in direzione Roma. Ieri i dirigenti viola avevano in programma l’appuntamento con il Milan e lo hanno rispettato, lo stesso faranno a inizio settimana quando in agenda c’è un nuovo vertice con la Roma, che lo stesso mantiene Veretout nella lista degli obiettivi. I giallorossi non intendono partecipare ad aste, dunque è facile che all’incontro si presentino senza rilanciare l’offerta, simile in contanti a quella rossonera ma di nuovo vincolata alla presenza di un’altra contropartita, Defrel. L’ingaggio che i giallorossi offrono a Veretout è più alto di quello proposto dal Milan, che però gli propone un ruolo in squadra più importante: per questo Milano resta più vicina di Roma, anche se il mercato viaggia alle sue velocità e nessuna mossa è da escludere.


Caso De Vito, la Cassazione: «L'arresto torni al Riesame»

IL MESSAGGERO - SCARPA - Resta ai domiciliari Marcello De Vito, presidente dell'assemblea capitolina. Nessuna scarcerazione. La Cassazione, infatti, ha annullato la misura cautelare in relazione ad una sola delle due accuse che gli erano valse le manette lo scorso 20 marzo: il cambio di destinazione d'uso di un palazzo a Trastevere.
La prima contestazione della procura riguarda le mazzette incassate da De Vito, pagate dal costruttore Luca Parnasi, per snellire l'iter burocratico sullo stadio della Roma. Su questa vicenda la Corte Suprema ha rinviato gli atti al Riesame affinché si esprima nuovamente. Ma non ha annullato l'arresto. La decisione della Cassazione è invece stata netta per quanto riguarda il secondo episodio, il cambio di destinazione d'uso di un palazzo a Trastevere. Una vicenda in cui, all'origine, De Vito e il suo socio, l'avvocato Camillo Mezzacapo, erano indagati per traffico di influenze illecite. Reato poi modificato dal gip in corruzione. Una nuova contestazione che forse non ha convinto i giudici e gli ha spinti ad eliminare la misura cautelare che, proprio sulla corruzione, era fondata. Ma è solo un'ipotesi. Per avere risposte certe bisognerà attendere le motivazioni. Intanto sono stati scarcerati Fortunato Pititto, l'ingegnere dell'impresa Statuto che spingeva su De Vito per ottenere il cambio di destinazione d'uso e Gianluca Bardelli, l'influencer grillino che si sarebbe speso, proprio con il presidente dell'assemblea capitolina, per far andare in porto il progetto. Loro erano detenuti solo per quest'accusa su cui ieri si è espressa a loro favore la Suprema Corte.
Il cinque luglio Marcello De Vito è uscito dal carcere di Regina Coeli. Il presidente dell'assemblea capitolina - arrestato il 20 marzo per corruzione nell'ambito di un filone dell'inchiesta sullo stadio della Roma - ha ottenuto i domiciliari. A deciderlo era stato il gip Maria Paola Tomaselli: non sussiste un pericolo di inquinamento delle indagini, l'inchiesta è praticamente chiusa. Inoltre è esclusa l'ipotesi di reiterare i reati, De Vito è sottoposto ad una misura cautelare. Pochi giorni prima, aveva ottenuto i domiciliari anche l'avvocato Mezzacapo. Adesso all'orizzonte si profila il processo. Con ogni probabilità si andrà verso l'immediato. Un rito che, scavalcando l'udienza filtro del gup, permette di andare subito a dibattimento.

LA VICENDA - Favori e soldi per oliare i provvedimenti amministrativi sulla costruzione dello stadio del club giallorosso e altri progetti immobiliari, come un albergo vicino alla ex stazione ferroviaria di Trastevere e la riqualificazione dell'area degli ex Mercati generali di Ostiense. Corruzione, insomma. Con questa accusa era stato arrestato il presidente dell'assemblea capitolina De Vito coinvolto in un'inchiesta nata da quella sul progetto dell'impianto della Roma in cui sono indagati il costruttore Luca Parnasi e l'avvocato Luca Lanzalone, prima consulente dei Comuni di Livorno e Roma e poi presidente dell'Acea. Le contestazioni dei pm non si limitano solo allo stadio della Roma, coinvolgono anche due progetti dei costruttori Claudio e Pierluigi Toti e dell'immobiliarista Giuseppe Statuto. I primi due sono chiamati in causa per la riqualificazione degli ex Mercati generali perché «a titolo di prezzo della mediazione illecita» per «intervenire nell'iter amministrativo» conferivano un incarico professionale allo studio dell'avvocato Mezzacapo la somma di 110.620,80 euro. Poco meno della metà di quella cifra (48.800 euro) era poi stata trasferita «su un conto intestato alla società Mdl srl» che è «riconducibile» allo stesso legale e proprio a De Vito. Uno schema replicato, secondo gli investigatori, i carabinieri di via In Selci, anche con Statuto: in quel caso, per la costruzione di un albergo vicino all'ex stazione ferroviaria di Trastevere, l'incarico professionale a Mezzacapo avrebbe avuto un valore di 24.582,40 euro e la cifra spostata sul conto della Mdl sarebbe stata pari a 16.640 euro.


Urla e rimproveri a Trigoria: Paulo il sergente non fa sconti

IL MESSAGGERO - MARTINI - Le uniche grida che si sentono a Trigoria sono quelle di Paulo Fonseca, che ha bandito dagli allenamenti risa e schiamazzi. Il club aveva bisogno di cambiare registro, ricominciare da zero dopo una stagione deludente sia in termini di risultati ottenuti, che per i comportamenti tenuti da qualche protagonista. Il portoghese si sta dimostrando un tecnico motivatore, in linea con le necessità della società e attento a quelle dei giocatori; ma è anche un sergente di ferro che non intende lasciare spazio a distrazioni durante le 2 ore di allenamento. È lui che ha chiesto di blindare le sedute rendendole inaccessibili alla stampa, alle telecamere del club e ai tifosi (trovando terreno fertile nel ds), contravvenendo a una tradizione di ritiri ormai consolidata da decenni. A Fonseca dei curiosi non interessa, chi vorrà seguire la Roma lo farà in occasione delle amichevoli o quando comincerà il campionato. Una riservatezza che, sperano a Trigoria, porti a risultati tangibili e vittorie nel breve periodo per risollevare un ambiente depresso da addii e cessioni.

INCESSANTE - Fonseca lo aveva detto subito: «Conta costruire il futuro». E per farlo si è affidato alle sue doti da trascinatore, stimolando i calciatori con grida, una forte gestualità e discorsi carismatici. Durante l'allenamento di ieri mattina ha diviso la squadra in due gruppi per svolgere un esercizio sul possesso palla. Ogni sessione durava all'incirca 3 minuti durante i quali il tecnico ha chiesto a più riprese un pressing continuo: «Quando pressiamo camminiamo e andiamo in inferiorità numerica», ha sottolineato, riprendendo qualche calciatore che non eseguiva le direttive. Fra questi Nzonzi visibilmente sfinito dagli allenamenti e forse consapevole di essere sul taccuino dei cedibili e, quindi, non all'interno del progetto tecnico. In confusione anche Under per via della lingua, ma su di lui Fonseca ha intenzione di puntare. Cosa che non potrà fare con Dzeko, che ormai si è promesso all'Inter, ma che in un colloquio avuto con l'ex tecnico dello Shakhtar si detto disponibile ad aiutare i compagni e a motivarli negli allenamenti. Così, il bosniaco, insieme a Kolarov e Florenzi, guida sempre il gruppo durante la parte atletica. La nuova Roma sta nascendo e ha in Fonseca il suo cardine, sulle sue spalle il peso di una rinascita obbligata che - al momento - non sembra pesargli.


Veretout, la Roma accelera

IL MESSAGGERO - Aspettando di capire i margini di manovra su Alderweireld e Almendra (per il quale il Boca tiene duro e chiede il pagamento della clausola rescissoria di 27 milioni, ritenuta per ora eccessiva a Trigoria), Petrachi è pronto a stringere per Veretout. Il francese, tenuto in stand-by negli ultimi 15 giorni, è rimasto in Italia mentre la Fiorentina oggi parte per gli Usa (rimarrà il ds Prade). Rientrato a Firenze, l'ex Saint Etienne ha atteso tutta la giornata notizie sul suo futuro. La dirigenza toscana (che ha abbassato le pretese da 25 a 22 milioni) ha infatti incontrato il Milan per poi veder slittato l'appuntamento con la Roma alla prossima settimana. I rossoneri, dopo aver tolto Biglia dalla trattativa, hanno alzato l'offerta da 15 a 18 milioni. Non sono ancora sufficienti. Petrachi, partito per Lecce (rientrerà nella capitale dopo il weekend), sa di essere in vantaggio. Sia come offerta economica (disposto ad arrivare a 20 milioni) che inserendo eventualmente Defrel, questa sì una contropartita tecnica gradita alla Fiorentina. Va sempre trovata una quadratura sulla valutazione da dare al francese ma l'ostacolo, nel momento in cui si deciderà di chiudere l'operazione in questo modo, non sarà insormontabile. Fonseca ha dato l'ok convinto di poter utilizzare il francese in più ruoli. E il ds salentino intende accontentarlo.

PASSI IN AVANTI - Tornando al difensore belga, mentre le attenzioni nelle ultime ore si sono spostate su Baldini che incontrava il Tottenham, Petrachi giovedì ha ricevuto i rappresentanti del calciatore nella Capitale. Ci si è confrontati, sono state ascoltate le richieste di Alderweireld e l'appuntamento è stato rimandato a quando (e se) la Roma riceverà il via libera del club inglese. Dopo l'ok di massima del centrale, ora arriva la parte più difficile: trattare con gli Spurs. Esiste una clausola rescissoria, valida sino al 25 luglio, di 28 milioni. La Roma vuole abbassarla più o meno alla metà, considerando l'età (30) di Alderweireld. Non facile.

OFFERTO BAILEY - Capitolo Mancini: a Trigoria accelereranno soltanto se l'Atalanta (appuntamento lunedì) accetterà le condizioni giallorosse (prestito iniziale, meglio se biennale, pagamento pluriennale e valutazione sui 20 milioni, rispetto ai 30 richiesti inizialmente). È in atto un braccio di ferro ma Petrachi non si scompone, consapevole che l'unico club che ha realmente mosso dei passi concreti per l'Under 21 è quello romanista.
Offerto nei giorni scorsi da un intermediario il giamaicano Bailey, già accostato nella passata estate. Ipotesi scartata visti i costi dell'esterno e la difficoltà d'inserire come contropartita Schick. Ufficializzata la cessione di Gerson (11,8 milioni più il 10% sulla futura rivendita), ora Petrachi si concentra sugli addii di Olsen (Fenerbahce), Nzonzi e Pastore. A proposito dell'argentino: due settimane dalla Francia era rimbalzata l'indiscrezione di uno scambio con il Marsiglia che vedeva protagonisti Strootman e Nzonzi. Petrachi, durante la sua conferenza stampa di presentazione, si limitò a definire l'ipotesi di un ritorno dell'olandese «molto remota». Il calciatore della Roma in ballo, però, non era il francese ex Siviglia ma Pastore che tuttavia vuole restare: «Il mio obiettivo è fare bene qui».


Tutto fatto per Gerson al Flamengo. Il brasiliano inesploso lascia la Capitale

Come ormai riportato unanimemente dai vari operatori ed esperti di calciomercato, il centrocampista brasiliano Gerson è praticamente un nuovo giocatore del Flamengo.

L'ex promessa della Fluminense torna in Brasile per una cifra di poco inferiore ai dieci milioni di euro, con il club di Viale Tolstoj che tuttavia mantiene anche il 15% sulla futura rivendita del ragazzo.

Arrivato nell'estate del 2016 per volere dell'allora ds romanista Walter Sabatini, che lo strappò addirittura alla concorrenza del Barcellona, Gerson non è mai riuscito a mantenere tutto ciò che di buono si diceva sul suo conto al momento dello sbarco nella Capitale.

Dopo un anno di apprendistato agli ordini di Spalletti, infatti, nella stagione 2017/2018, con Eusebio Di Francesco in panchina, sembrava essere giunta l'ora della sua esplosione nel calcio europeo: una straordinaria doppietta a Firenze pareva l'inizio di una meravigliosa ascesa, ma in realtà si trasformò ben presto nell'unico acuto della sua esperienza capitolina.

Ceduto in prestito secco proprio alla Fiorentina la scorsa estate, Gerson partì alla grande, con un gol all'esordio in campionato e prestazioni di ottimo livello, prima di calare alla distanza e finire nell'anonimato.

Adesso il ritorno in patria, a soli 22 anni.

Chissà che il futuro non possa concedergli una nuova chance nel calcio che conta; di certo anche lui dovrà dimostrare molto di più delle estemporanee giocate sopraffine viste tra la Capitale e la Toscana nell'ultimo triennio.

Boa sorte!


Impazza il mercato in casa Roma. Olsen verso il Fenerbahçe. Mirante medita l'addio. Si avvicinano Alderweireld e Mancini

Giornata frenetica per il neo ds giallorosso Gianluca Petrachi: Robin Olsen piace al Fenerbahçe. Il club turco potrebbe muoversi nei prossimi giorni per acquistare il portiere svedese. La Roma, che lo prelevò dal Copenhagen lo scorso anno per 8 milioni di euro, valuta oggi il giocatore circa 6 milioni.

Allo stesso tempo, potrebbero partire anche Mirante e Fuzato. Su quest'ultimo alcune società di Serie B. Antonio Mirante, invece, reduce da una stagione positiva in maglia giallorossa, potrebbe lasciare la capitale per un posto da titolare in Serie A. Il ragazzo, visto il probabile addio di Olsen, è il candidato principale per il ruolo di secondo portiere della Roma, ma potrebbe chiedere la cessione qualora ricevesse un'offerta importante da un club italiano. In passato, il giocatore è stato cercato da Lecce e Parma. 

Capitolo difesa: come riportato da calciomercato.com, l'incontro andato in scena oggi tra Roma e Tottenham per Toby Alderweireld è stato positivo. Il giocatore ha già un accordo con i giallorossi sulla base di 3 milioni netti a stagione per quattro anni. Ancora da limare invece la distanza con il club londinese, che chiede il pagamento della clausola da 28 milioni di euro. La Roma, rappresentata da Petrachi e Baldini, ha offerto invece circa 20 milioni. Dalla capitale filtra però ottimismo per la possibile chiusura dell'operazione.

Nel frattempo, pare stavolta davvero vicinissima alla chiusura la trattativa tra Roma e Atalanta per Gianluca Mancini: il difensore italiano arriverà nella capitale per 20 milioni di euro più 3-4 di bonus.