Burdisso: "Parleremo con De Rossi nei prossimi giorni. Da parte sua vi è volontà di venire qui al Boca"

Nicolas BurdissoDS del Boca Juniors, è intervenuto ai microfoni di Fox Sports per parlare di Daniele De Rossi. Queste le sue dichiarazioni: 

Mi riempie d’orgoglio il fatto che molti giocatori vogliano venire da noi. Ce ne sono tanti importanti che vorrebbero giocare con il Boca Juniors, ma i desideri sono una cosa e la realtà è un’altra. Quella di Daniele è una situazione diversa. È un amico, parlo con lui ogni giorno. Ha sempre mostrato la volontà di venire qui. Gli ho parlato pochi giorni fa, poi l’ho lasciato tranquillo per la sua partita d’addio. Gli ho detto che mi piacerebbe averlo qui con noi e nei prossimi giorni torneremo a parlarci”.


Gattuso non è più allenatore del Milan, rescisso consensualmente il contratto. Leonardo rassegna le dimissioni

AC Milan e Gennaro Gattuso annunciano di aver consensualmente interrotto con effetto immediato il rapporto professionale come allenatore della Prima Squadra.

Il Club ora avvierà un processo di selezione per il nuovo allenatore a cui affidare il team in vista della tournée estiva del Torneo ICC, del campionato di Serie A, della Coppa Italia e della prossima edizione di UEFA Europa League.


Conti: "Totti e De Rossi due fenomeni e grandi uomini" (foto)

Bruno Conti, ex giocatore della Roma, ha partecipato con particolare commozione all'addio di De Rossi alla Roma, andato in scena domenica sera allo Stadio Olimpico. Questo il suo post su Instagram in merito:

 
 
 
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Due fenomeni ma soprattutto Due grandi UOMINI

Un post condiviso da Bruno Conti (@brunoconti7) in data: 28 Mag 2019 alle ore 9:01 PDT


Terminato il summit tra Gasperini e Percassi, il presidente: "Sono ottimista". Domani nuovo incontro, Roma alla finestra con un contratto da 3 mln pronto (video)

Gian Piero Gasperini è l'inidiziato numero uno per diventare l'allenatore della Roma la prossima stagione. Come riporta il sito tuttomercatoweb.com, in queste ore, è in corso una riunione tra l'attuale tecnico dell'Atalanta ed il patron della squadra dei bergamaschi Antonio Percassi per decidere il da farsi. La società di Pallotta, dal canto suo, aspetterà una risposta fino a domani prima di virare su altri profili. L'offerta giallorossa per Gasperini è un triennale a 3 milioni l'anno.

Le alternative principali sono due: Marco Giampaolo e Sinisa Mihajlovic. L'attuale tecnico della Sampdoria è ritenuto da Baldini l'uomo giusto per ridare linfa all'ennesimo nuovo progetto societario. L'allenatore serbo del Bologna, reduce da un vero e proprio miracolo con la squadra emiliana nell'ultima stagione che lo ha portato al decimo posto in classifica. Per lui ci sarebbe una propria sfida nella sfida visto che la Lazio,nel caso in cui Inzaghi accettasse la proposta della Juventus o del Milan, punterebbe su Mihajlovic che, nel suo passato da calciatore, ha vestito la maglia biancoceleste diventando uno dei miti della tifoseria laziale. 

Umberto Marino, direttore generale dell'Atalanta, è intervenuto alla cerimonia di consegna dei diplomi del Master Sbs al salone d'onore del Coni e ha parlato anche del futuro di Gian Piero Gasperini. Questo il suo pensiero:

"In questo momento Gasperini sa bene che l'Atalanta gli può offrire una continuità ed un percorso di crescita che da altre parti non gli possono garantire. Sarà una decisione che comunque prenderà in affetto e amicizia con Percassi". 

È terminato l'incontro tra Gasperini Percassi. Le parti sono più vicine, ma non si è ancora arrivati ad un accordo. Gasperini chiede alla società delle garanzie tecniche per la prossima stagione. Queste le parole di Percassi, dal profilo Twitter di Francesco Fontana, giornalista de La Gazzetta dello Sport:

 


Due anni fa l'addio di Totti al calcio: "28 anni d'amore" (foto)

A due anni esatti dal suo addio al calcio, Francesco Totti ha pubblicato un post sul proprio profilo Twitter per ricordare quella giornata. 


Cosmi: "Gasperini? Nessun allenatore sano di mente rifiuterebbe la Roma"

Serse Cosmi, allenatore del Venezia, ha parlato ai microfoni di Sky Sport 24, rilasciando anche alcune dichiarazioni sulla Roma. Queste le sue parole:

"Sulla Roma ormai ho perso ogni speranza (ride, ndr). Nella mia vita ho visto solo tre addii nel calcio: quello di Bruno Conti, quello di Totti e quello di De Rossi. In tutte e tre queste manifestazioni ho avuto l'amarezza di vedere scomparire calcisticamente dei campioni, l'amore che ha una città come Roma per i propri calciatori e non essere ricompensati con i risultati che la tifoseria merita".

Gasperini deve andare alla Roma?

"Non so se è stato contattato dai giallorossi. La Roma non si rifiuta, su questo non c'è dubbio. Capisco anche quello che significherebbe fare la Champions League con l'Atalanta, in un progetto che senti tuo e in una città che ti ama. Però penso che qualsiasi allenatore, sano di mente, non rifiuterebbe mai la Roma".


Alisson: "De Rossi un grandissimo, simbolo della città e della squadra. Forse più grande di lui c'è solo Totti"

Alisson Becker, ex portiere della Roma ed ora finalista di Champions League con il Liverpool, è stato intervistato da Sky Sport e ha parlato anche dell'addio al club giallorosso. Questo il suo pensiero:

"De Rossi è un grandissimo, una grandissima persona, mi spiace che vada via dalla Roma perché è un simbolo della città e della squadra. Forse più grande di lui c’è solo Totti su questo aspetto. Per me è stato una persona importantissima. Le due stagioni che ho giocato lì mi ha ricevuto benissimo, abbiamo fatto amicizia, anche con gli altri compagni l’ho fatta, ma lui ti porta quel qualcosa in più che ti fa crescere".


Gasperini resta all'Atalanta. Intesa trovata col club orobico per il rinnovo sino al 2022

Gian Piero Gasperini non sarà il prossimo tecnico della Roma. L'attuale mister dell'Atalanta, infatti, ha firmato il rinnovo di contratto con gli orobici per i prossimi 3 anni e potrà così giocarsi la chance-Champions con la squadra che ha portato al terzo posto. Il club giallorosso dovrà ora sondare altri tecnici per la panchina. Questo è quanto riferisce Sky Sport.


La Roma cerca il nuovo tecnico. Ecco la lista dei 4 nomi fattibili

La Roma alla ricerca del nuovo tecnico. Gian Piero Gasperini non ha ceduto alla corte del club giallorosso e si è accordato per un triennale con l'Atalanta, che guiderà il prossimo anno per la prima volta in Champions League. A questo punto, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa ANSA, la lista dei nomi sarebbe limitata a 4 allenatori, 3 dei quali siedono su altre panchine. I nomi sono quelli di De Zerbi, che allena il Sassuolo e che ripercorrerebbe le tappe di Di Francesco, esonerato a metà della stagione appena conclusasi e non con un grande appeal per la piazza; poi c'è Giampaolo, mister della Sampdoria, che tanto piace all'opinione pubblica ma che non ha mai ottenuto realmente grandi risultati; quindi, un altro trainer non disponibile immediatamente come Mihajlovic, ora al Bologna e che in più non sarebbe gradito alla piazza per il suo passato laziale e che non ha mai negato le sue simpatie calcistiche; infine, Gattuso. Il calabrese si è appena dimesso da allenatore del Milan e sarebbe quindi prendibile da subito ed è forse il nome più spendibile per la tifoseria, dopo i flop Conte e Gasperini.


De Rossi, notte di lacrime e emozioni

IL MESSAGGERO - TRANI - La pioggia è come se non ci fosse nella lunga notte dell'Olimpico. Non annacqua l'arrivederci a De Rossi e nemmeno la contestazione a Pallotta. Il senso di appartenenza non abdica nemmeno nella sera in cui, 2 anni dopo Totti, si sfila per sempre la maglia giallorossa anche l'altro capitano. Il presidente non c'è, ma in campo la gente si gode la Roma. Quella vera. Daniele piange in campo con Francesco e Bruno. Già, anche Conti è lì con loro e con i colori più belli. Ranieri ha la sciarpa al collo e più di una lacrima per l'affetto ricevuto nella sua ultima partita. Le bandiere sventolano per sempre. Non quella a stelle&strisce, però.

 
GRANDE FAMIGLIA - La Roma si deve accontentare del 6° posto e dell'Europa League. Ripartirà dal 2° turno preliminare (25 luglio-1° agosto). Ma si gode fino in fondo De Rossi che, dopo il giro di campo con al fianco la moglie Sarah, si inchina sotto la Sud e bacia la terra sotto la curva. È il finale. All'inizio la primogenita Gaia entra addirittura prima di papà Daniele, attentissimo agli altri suoi due cuccioli, Olivia e Noah. Anche gli altri giocatori scendo in campo tenendo per mano i loro piccoli. L'Olimpico è giallorosso come piace a De Rossi. La Sud e il resto dello stadio omaggiano subito il capitano. Con la voce e per iscritto. È la sua serata al termine di una stagione deprimente e balorda. Finita con l'uscita di scena del giocatore più rappresentativo.

 
«RANIERI UNO DI NOI» - Anche senza Champions, sincero e coinvolgente il consenso della tifoseria per Ranieri. È stato apprezzato per aver preso le distanze dalla società. Sul finire del 1° tempo, il pubblico urla forte: «Claudio Ranieri». Al coro si uniscono anche i tifosi arrivati da Parma: pure lì ha lasciato il segno, subentrando in corsa nel febbraio 2007 e salvando il club dalla retrocessione. Il tecnico applaude la Nord e subito dopo la Sud. E si commuove, davanti alla panchina, prima di inchinarsi per ringraziare la sua gente. Il pianto spontaneo, sotto il diluvio, è in diretta tv. Il coro è eloquente: «Ranieri uno di noi».

 
STRAPPO DEFINITIVO - Lo stadio è coloratissimo: 62.304 spettatori. Più dei 61.889 della semifinale Champions con il Liverpool del 2 maggio 2018 e più dei 59.716 del Roma-Genoa del 28 maggio 2017, l'addio di Totti. Il cuore è per la Roma, non per la proprietà Usa. Nel mirino c'è Pallotta. E con lui il suo suggeritore Baldini. Il presidente, mai più presente allo stadio da oltre un anno, fa il pieno di insulti. La tifoseria è stufa e non lo vuole più alla guida del club.

 
CENTRAVANTI STIZZITO - Il premio a Zaniolo, come migliore giovane del campionato, prima del via. Ma va in panchina come Manolas. Ranieri chiude la serie di 12 partite con 22 punti (6 vittorie, 4 pareggi e 2 ko). Il successo sul Parma, 2-1, con il 4-2-3-1. Pellegrini firma il vantaggio nel 1° tempo: sinistro sporcato da Gagliolo. Il centrocampista segna il 15° gol in A e il Parma è la sua vittima numero 15. Quando nella ripresa entra Schick, Dzeko prende male il cambio, anche perché riceve qualche fischio. Il centravanti, sicuro partente, ce l'ha con l'allenatore. La Sud lo calma, regalandogli l'ovazione. Dentro Under e fuori De Rossi che abbraccia l'arbitro Mazzoleni, compagni e avversari. Non esulta Gervinho che fa 1-1 lasciando sul posto Fazio: diagonale di sinistro. Come 2 anni fa, quando salutò Totti, è ancora Perotti a firmare la vittoria al fotofinish: colpo di testa su cross di Under.


Da oggi è già domani: la Roma riparte da Petrachi e Gasperini

IL MESSAGGERO - CARINA - Cala il sipario. Non solo su De Rossi. La Roma 2019-20 sarà profondamente diversa rispetto a quella che ha chiuso mestamente la stagione. Allenatore e direttore sportivo nuovi (più la posizione di Baldissoni, in scadenza di contratto, da valutare) con la rosa stravolta. L'input per Petrachi è abbassare il monte ingaggi (attualmente 90,9 milioni lordi). Quello per Gasperini (anche se ieri il presidente Percassi a fine gara è stato categorico: «È scontato che rimanga qui». Il tecnico ha invece preso tempo: «Ora festeggiamo, se ne parlerà domani. Le cose si fanno insieme, come è sempre stato» o chi per lui (Giampaolo e Blanc sperano, Sarri è invece diretto verso la Juventus) sarà il solito: centrare il quarto posto e ipervalutare calciatori. La serata straziante del commiato a Daniele non sarà l'ultima amarezza per i tifosi giallorossi entro il 30 di giugno. Perché il club, dovrà rientrare di 40-45 milioni di plusvalenze. I calciatori con le valigie pronte sono diversi: in primis Manolas (che potrà avvalersi della clausola rescissoria) e Dzeko, destinato all'Inter. Poi, bisognerà capire cosa accadrà a livello di offerte per El Shaarawy (in stand-by il rinnovo), Under e Zaniolo. Il talento di Massa oscilla tra la certezza di restare (anche nel post-gara s'è professato «molto ottimista» sul rinnovo) e il dubbio che davanti ad una grande offerta la Roma potrebbe cambiare idea. Quella che, al netto di clamorosi ripensamenti, non dovrebbe modificare Pellegrini, prossimo papà nel mese di agosto e deciso a continuare la sua esperienza in giallorosso.

 
SPINA DORSALE DA RIFARE - La nuova Roma andrà ricostruita dalla spina dorsale: portiere, difensore centrale, regista e centravanti. Basta questo per capire la difficoltà del lavoro che attende Petrachi che nei prossimi giorni (da oggi è tornato a Lecce) si libererà dal Torino, pronto ad arrivare nella Capitale con l'osservatore Cavallo e il segretario generale Longo. Sono diversi i portieri monitorati: Cragno, Perin e Gollini in prima linea ma occhio al greco Vlachodimos, 24 anni, estremo difensore del Benfica. A questi va aggiunto anche Trapp, probabilmente il più facile da prendere visto che all'Eintracht è soltanto in prestito (cartellino del Psg). Per la difesa, se sarà confermato l'arrivo di Gasperini, più Palomino che Mancini, bloccato da Monchi a gennaio. Petrachi amerebbe portarsi da Torino Izzo ma con Cairo che ancora fatica a liberarlo, appare difficile immaginare una trattativa. Stesso discorso in avanti per Belotti che insieme a Zapata sono due nomi sul taccuino del ds salentino. Offerti nei giorni scorsi Llorente (Tottenham), Kruse (Werder) e Benedetto (Boca). Per la mediana, oltre al sogno Barella, il nome che piace a Petrachi è quello di Ozakyup. Ha provato a portarlo al Torino per due stagioni. L'ultimo tentativo la scorsa estate, nell'ambito dell'operazione-Ljajic. Non gli è riuscito. Chissà che non ce la faccia con la Roma.

 

 


I valori del Romanismo vanno difesi, non dispersi

IL MESSAGGERO - FERRETTI - Il divorzio della Roma dal capitano De Rossi è stato per settimane mascherato, camuffato artatamente da festa. Ma festa de che? Può essere una festa veder ammainare, e in quel modo, una bandiera? Si può festeggiare piangendo di rabbia e non di felicità? Si può allargare il cuore a un sorriso per l'uscita di scena di un capitano che non avrebbe mai voluto abbandonare quella scena? C'erano un milione di modi per separarsi, la Roma ha scelto il peggiore. Con la tempistica e le movenze dei protagonisti de La Corrida, dilettanti allo sbaraglio. Qui nessuno vuole contestare il perché, ma il come. Perché esiste (deve esistere) il rispetto per la Storia, oltre che per l'età, gli acciacchi e la gestione dell'azienda.

 
QUESTIONE DI SENTIMENTO - Non è solo un discorso di bandiere stracciate guardando da un'altra parte: nell'addio a De Rossi (arrivederci, almeno per DDR) ci sono troppe cose che non fanno parte della logica. Jim Pallotta è libero di fare e non fare ciò che vuole con la Roma, tranne una: non tener conto della Roma. Che non è soltanto una società di calcio, ma anche (o soprattutto) sentimento. Passione. Amore. Come dimostrato ieri sera da un Olimpico da favola, innamorato perso del suo vanto. E pure dalle lacrime del tifoso Claudio Ranieri. Di Bruno Conti. Di FrancescoTotti. Ecco perché la logica nel calcio, talvolta, dovrebbe lasciare spazio a ciò che sussurra il cuore. De Rossi, qui nessuno può dire il contrario, meritava un'altra fine. Con un Olimpico in lacrime per un dolore che sapeva tanto di rabbia. Non c'era bisogno di un distacco così traumatico, non si avvertiva la necessità di disperdere una tonnellata di Romanismo con la leggerezza, con la faciloneria tipica di chi non sa o non conosce. Il punto, ne siamo convinti, è proprio questo: nella Roma decide chi non sa o non conosce. Non era difficile capire che serviva un altro come per congedare De Rossi, eppure nessuno si è posto il problema, Un taglio e via. Si rincorrono da giorni verità di parte, ma la Verità forse non la sapremo mai. E i tentativi, plurimi e sotterranei, di far passare Daniele per il cattivone, il ficcanaso, il despota della situazione appaiono semplicemente patetici. E basta ascoltare le parole dei suoi compagni di spogliatoio - di oggi e di ieri - per averne una conferma a prova di malignità.

 
ULTRÀ ALLO STADIO - L'unica certezza, aspettando la vita, è che De Rossi è stato costretto a togliersi la maglietta della Roma. Chi ha una Lupa tatuata sul cuore, però, spera che la squadra senza Daniele possa vincere lo scudetto già al primo tentativo, non le augura anni bui e tempestosi perché DDR non c'è più. Perché al centro di tutto restano la Roma e i tifosi della Roma. Quelli come Daniele De Rossi, l'ultrà in campo che adesso si sposta in curva. Arrivederci, giusto?