Dzeko-Manolas per fare cassa Il difensore: «Non so ancora se resterò qui»
GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - I primi passi che la Roma dovrà affrontare in questo mercato sono quelli legati alle cessioni. Già, perché entro il 30 giugno il club giallorosso ha bisogno di mettere a bilancio circa 45 milioni di plusvalenze, milione più milione meno. Una cifra importante, che la Roma conta di ottenere tramite la partenza di alcuni big. Due i nomi su tutti, quelli di Kostas Manolas ed Edin Dzeko. Che, tra l’altro, sono anche tra quelli che guadagnano di più nella rosa giallorossa. Il che, con la loro partenza, ci sarebbe anche un beneficio dal punto di vista del monte ingaggi, altri aspetto su cui la Roma vuole lavorare (a ribasso) in maniera drastica.
Le partenze
Manolas domenica sera non era neanche in campo, nell’ultima fatica stagionale, quella con il Parma. A fine serata, in zona mista, a chi gli chiedeva lumi sul suo futuro ha risposto però francamente: «Non lo so se rimarrò qui». L’esperienza insegna che quando un giocatore si lascia andare a dichiarazioni come questa, se non è già partito poco ci manca. Manolas ha una clausola rescissoria di 36 milioni di euro e ha da poco cambiato agente, affidandosi a Mino Raiola. Due indizi molto chiari per il suo futuro, che potrebbe essere in Inghilterra (Arsenal e United sono interessate, il Chelsea non può per il blocco del mercato) o magari anche in Italia, se la Juventus dovesse decidere di prendere un’altra pedina tra i giallorossi. L’altro nome in uscita, Dzeko, sembra oramai ad un passo dall’Inter. La Roma vorrebbe 20 milioni, l’accordo si può chiudere anche a 12-15. Ieri, tra l’altro, Edin è sbarcato a Istanbul con la famiglia ed è stato subito accostato al Fenerbahçe, interessamento però che non ha trovato ulteriori conferme.
Dal tecnico al rapporto coi tifosi Roma, la ripartenza in 5 mosse
GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - E adesso che succede? Nel senso, ora che la stagione è finita e la ferita dell’addio di De Rossi è ancora lì, lacerante, che sarà della Roma? Già, perché la sensazione è quella di una società in confusione. Tra Trigoria e l’Eur, invece, sono pronti a dimostrare il contrario, a sistemare ogni tassello al posto giusto. E a rilanciare le ambizioni della Roma. Sfida che passa da cinque sfide, quelle che la Roma dovrà affrontare da qui a distanza di un mese.
Il tecnico
Il primo nodo da sciogliere è capire a chi guiderà la squadra del rilancio. In pole position c’è Gian Piero Gasperini, il tecnico dell’Atalanta dei miracoli. La Roma lo ha scelto, ora aspetta di capire cosa deciderà. Gasperini ieri sera si è visto con il patron Percassi, ma alla festa per la Champions. Non si è parlato di futuro, i due lo faranno oggi o al massimo domani. Insomma, nelle prossime 48 ore si dovrebbero avere le idee più chiare. Il tecnico da una parte è tentato dai giallorossi, dall’altra sa che lasciare Bergamo ora è dura. Vorrebbe avere però più potere, fare un po’ il manager all’inglese, ma questo vorrebbe dire «invadere» la sfera di competenza di Sartori. Con Percassi si ragionerà anche di questo. Se Gasperini dovesse decidere di restare a Bergamo, le alternative in casa giallorossa si chiamano Giampaolo e De Zerbi.
Il direttore
Poi c’è da stabilire chi sarà il direttore sportivo giallorosso, visto che Ricky Massara in questi giorni rassegnerà le dimissioni. Anche qui, l’uomo scelto è noto ed è Gianluca Petrachi, il d.s. del Torino. Che ha già fatto sapere alla società granata le sue aspettative, che sono poi quelle di essere lasciato libero per poter accettare l’offerta della Roma. Da Torino, però, fanno sapere che decisioni ufficiali in questa settimana non ce ne saranno. Bisognerà quindi aspettare la prima settimana di giugno, se non anche la metà del mese. Se alla fine Petrachi sbarcherà davvero in giallorosso possibile che non lo faccia da solo, ma con una serie di uomini di sua fiducia.
Il ruolo di Totti
E poi c’è da definire il ruolo di Francesco Totti, che dovrebbe essere nominato direttore tecnico in vista della prossima stagione. A premiare Daniele De Rossi, domenica sera, c’era lui in rappresentanza del club. Lui con Bruno Conti. Un po’ per dare enfasi al romanismo, un po’ perché il barometro della popolarità degli altri dirigenti attualmente tende fortemente al ribasso (ieri, a Londra, è spuntato uno striscione di protesta anche davanti casa di Franco Baldini).
Il feeling da ritrovare
Ecco perché la Roma deve cercare di ritrovare il prima possibile un feeling con i propri tifosi. Come fare è dura immaginarlo, tanto è vero che sembra che il lancio della stessa campagna abbonamenti sia stato posticipato di qualche giorno. Adesso sarebbe troppo impopolare come mossa. Il presidente Pallotta, nel frattempo, ieri ha parlato, ma solo per ringraziare Ranieri e De Rossi: «Nel momento del bisogno Ranieri ha detto subito sì. Lo ringrazio. Non è solo un grande allenatore e professionista, ma un vero gentiluomo e un romanista per sempre. E voglio ringraziare anche i tifosi presenti allo stadio per l’addio di De Rossi. L’amore e il sostegno dimostrato nei suoi confronti è qualcosa di incredibile».
Lo stadio
Ultima sfida, lo stadio di Tor di Valle. Di questo se ne occupa il vicepresidente Mauro Baldissoni, con il club che ha ripreso i fili del discorso con il Comune. Il risultato delle Europee non aiuta, visto il flop del M5S, alla guida del comune. Bisognerà poi aspettare l’indagine per abuso d’ufficio su Virginia Raggi, facile che per l’eventuale convenzione urbanistica si vada a settembre.
La Roma corteggia Gasperini con un centrocampo da Nazionale
CORRIERE DELLA SERA - Un centrocampo da Nazionale per convincere definitivamente Gian Piero Gasperini a chiedere al presidente Percassi il via libera. La Roma mette sul tavolo le convocazioni del commissario tecnicoRoberto Mancini, che per le partite di qualificazione a Euro 2020 contro Grecia e Bosnia (8 e 11 giugno) ha chiamato 33 giocatori: tra di loro la sorpresissima Mirante, Florenzi, Cristante, Pellegrini, Zaniolo e El Shaarawy. Gasperini, ieri, ha partecipato alla grande festa dell’Atalanta per la storica qualificazione alla Champions League. Non era il momento giusto per l’incontro faccia a faccia con Percassi che, nel dopo partita contro il Sassuolo, ha comunque detto che «è scontato» che l’allenatore rimanga a Bergamo. Non è esattamente così e «Gasperson» è molto tentato dall’avventura in giallorosso. Le prossime ore possono essere decisive e la Roma offre una squadra molto «allenabile» e, appunto, con un centrocampo che può fare la fortuna dell’allenatore che ci lavora: Pellegrini, Cristante e Zaniolo sono un reparto giovane e di grande qualità. Sono altri, semmai, i reparti sui quali bisogna intervenire. (...) Assente all’addio di Daniele De Rossi, il presidente Pallotta si è fatto sentire ieri via social. Un post per Ranieri: «Quando avevamo bisogno di qualcuno che venisse qui in una situazione davvero difficile, Claudio ha detto subito di sì. Non è solo un grande allenatore e un grande professionista, ma un vero gentiluomo e un romanista per sempre. Lo ringrazio da parte di tutto il club». Un post per De Rossi: «Voglio anche ringraziare i tifosi presenti allo stadio per aver dato a Daniele l’addio che meritava. Dopo averli rappresentati in campo per 18 anni, l’amore e il sostegno dimostrato nei suoi confronti è stato qualcosa di incredibile». Parole di circostanza che non gli faranno riguadagnare popolarità. (...)
Il tecnico dell’Atalanta nei piani di Pallotta
GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - E adesso che succede? Nel senso, ora che la stagione è finita e la ferita dell’addio di De Rossi è ancora lì, lacerante, che sarà della Roma? Già, perché la sensazione è quella di una società in confusione. Tra Trigoria e l’Eur, invece, sono pronti a dimostrare il contrario, a sistemare ogni tassello al posto giusto. E a rilanciare le ambizioni della Roma. Sfida che passa da cinque sfide, quelle che la Roma dovrà affrontare da qui a distanza di un mese.
Il tecnico
Il primo nodo da sciogliere è capire a chi guiderà la squadra del rilancio. In pole position c’è Gian Piero Gasperini, il tecnico dell’Atalanta dei miracoli. La Roma lo ha scelto, ora aspetta di capire cosa deciderà. Gasperini ieri sera si è visto con il patron Percassi, ma alla festa per la Champions. Non si è parlato di futuro, i due lo faranno oggi o al massimo domani. Insomma, nelle prossime 48 ore si dovrebbero avere le idee più chiare. Il tecnico da una parte è tentato dai giallorossi, dall’altra sa che lasciare Bergamo ora è dura. Vorrebbe avere però più potere, fare un po’ il manager all’inglese, ma questo vorrebbe dire «invadere» la sfera di competenza di Sartori. Con Percassi si ragionerà anche di questo. Se Gasperini dovesse decidere di restare a Bergamo, le alternative in casa giallorossa si chiamano Giampaolo e De Zerbi.
Il direttore
Poi c’è da stabilire chi sarà il direttore sportivo giallorosso, visto che Ricky Massara in questi giorni rassegnerà le dimissioni. Anche qui, l’uomo scelto è noto ed è Gianluca Petrachi, il d.s. del Torino. Che ha già fatto sapere alla società granata le sue aspettative, che sono poi quelle di essere lasciato libero per poter accettare l’offerta della Roma. Da Torino, però, fanno sapere che decisioni ufficiali in questa settimana non ce ne saranno. Bisognerà quindi aspettare la prima settimana di giugno, se non anche la metà del mese. Se alla fine Petrachi sbarcherà davvero in giallorosso possibile che non lo faccia da solo, ma con una serie di uomini di sua fiducia.
Il ruolo di Totti
E poi c’è da definire il ruolo di Francesco Totti, che dovrebbe essere nominato direttore tecnico in vista della prossima stagione. A premiare Daniele De Rossi, domenica sera, c’era lui in rappresentanza del club. Lui con Bruno Conti. Un po’ per dare enfasi al romanismo, un po’ perché il barometro della popolarità degli altri dirigenti attualmente tende fortemente al ribasso (ieri, a Londra, è spuntato uno striscione di protesta anche davanti casa di Franco Baldini).
Il feeling da ritrovare
Ecco perché la Roma deve cercare di ritrovare il prima possibile un feeling con i propri tifosi. Come fare è dura immaginarlo, tanto è vero che sembra che il lancio della stessa campagna abbonamenti sia stato posticipato di qualche giorno. Adesso sarebbe troppo impopolare come mossa. Il presidente Pallotta, nel frattempo, ieri ha parlato, ma solo per ringraziare Ranieri e De Rossi: «Nel momento del bisogno Ranieri ha detto subito sì. Lo ringrazio. Non è solo un grande allenatore e professionista, ma un vero gentiluomo e un romanista per sempre. E voglio ringraziare anche i tifosi presenti allo stadio per l’addio di De Rossi. L’amore e il sostegno dimostrato nei suoi confronti è qualcosa di incredibile».
Lo stadio
Ultima sfida, lo stadio di Tor di Valle. Di questo se ne occupa il vicepresidente Mauro Baldissoni, con il club che ha ripreso i fili del discorso con il Comune. Il risultato delle Europee non aiuta, visto il flop del M5S, alla guida del comune. Bisognerà poi aspettare l’indagine per abuso d’ufficio su Virginia Raggi, facile che per l’eventuale convenzione urbanistica si vada a settembre.
Percassi deve risolvere il rebus Gasperini
CORRIERE DELLA SERA - Nemmeno il tempo di festeggiare e l’Atalanta si ritrova a giocare la partita più complicata dell’intero campionato culminato con la qualificazione in Champions. A breve si saprà chi siederà sulla panchina dei bergamaschi nella prossima stagione. Gasperini è al centro di voci che lo vorrebbero lontano da Bergamo. Oggi l’incontro con il presidente Percassi per capire se ci sia condivisione d’intenti. Non a livello economico (ha un contratto con scadenza al 2021 rinnovato 8 mesi fa), ma di strategie. Che riguardano, soprattutto, la costruzione di una rosa più ambiziosa. Il tecnico non ha digerito il mercato di un anno fa ed è rimasto deluso da quello di riparazione, quando non era arrivato il centravanti di riserva richiesto. Per trattenerlo, Percassi dovrà fornire garanzie. Tradotto: l’acquisto di 4 giocatori di livello per affrontare la Champions non da turista e la rassicurazione che solo un big (Zapata è il sacrificabile se garantirà una plusvalenza di 25 milioni, è stato ingaggiato per 26) potrà partire (...) Dalla Capitale insistono, ma Gasp non sarebbe pienamente convinto del progetto che dovrebbe essere low cost. Senza contare la pressione su un tecnico che ha bisogno di tempo per far digerire la sua filosofia calcistica. E, in questo senso, cominciare la stagione affrontando i preliminari di Europa League, con l’esigenza di fare subito risultato, non aiuterebbe l’assimilazione del suo gioco. (...)
Mirante in azzurro: "Felice del finale. Qui ancora a lungo"
GAZZETTA DELLOSPORT - La ciliegina sulla torta arriva in serata e probabilmente in modo inaspettato. La convocazione in azzurro di Roberto Mancini rende però questo finale di stagione di Antonio Miranteincredibilmente bello ed intenso. Nonostante la mancata qualificazione alla Champions League della Roma ed il clima di contestazione che aleggia forte intorno alla società. Se c’è però un giocatore che ha finito la stagione proprio con il sorriso è lui, Mirante, che ieri ha ricevuto anche il premio Arancio dall’Ussi Roma. (...) Già, anche se poi i motivi che non hanno portato in Champions sono molteplici. «Siamo stati travagliati dagli infortuni, questo è un dato importante da analizzare – continua Mirante – Sicuramente il prossimo anno dovremo migliorare l’approccio al campionato ed al lavoro. E dovremo essere bravi a non farci condizionare dalla problematiche di mercato e della stagione che si è appena conclusa» (...)
Inter-Dzeko: si fa
GAZZETTA DELLO SPORT - C’è una massima del calcio moderno che ogni dirigente conosce a perfezione: il mercato non dorme mai. Sembra uno slogan banale, qualcosa da dare in pasto ai milioni di tifosi e appassionati che smaniano dal desiderio di capire chi arriverà, come sarà la squadra del futuro. Ma dietro alle parole ci sono i fatti e un lavoro che non conosce sosta, che viene sviluppato in silenzio e sottotraccia ogni giorno. (...) La rivoluzione contiana partirà dall’attacco, dove l’ex tecnico del Chelsea e della Nazionale vuole due prime punte di spessore per il dopo Icardi, da affiancare a Lautaro Martinez,considerato più una seconda punta. Gli identikit sono quelli già noti da un po’, la novità semmai sta proprio nel fatto che il lavoro di Ausilio e Marotta ha messo l’Inter in condizione di poter affondare il colpo e tentare di chiudere sia per Edin Dzeko sia per Romelu Lukaku. Con un però: il doppio arrivo è vincolato alla cessione di Icardi e alla tempistica dell’addio dell’ex capitano.(...) Il destino di Icardi interessa poco o nulla a Dzeko, promesso sposo ormai da diverso tempo. Il bosniaco e l’Interhanno trovato un’intesa su tutto, manca soltanto l’interlocutore della Roma con cui parlare e imbastire una trattativa sul cartellino del giocatore, per cui i giallorossi chiedono venti milioni di euro. Ma finché la Roma non ufficializzerà il nome del nuovo direttore sportivo, la trattativa non potrà chiudersi. Un’idea di massima sulla tempistica però c’è: Roma e Inter hanno tutto l’interessa a definire l’operazione entro il 30 giugno, perché chi incassa (la Roma) mette a bilancio subito l’intera cifra pattuita, mentre chi compra (l’Inter) può spalmare su più anni a partire dal bilancio successivo, quindi dal prossimo 1 luglio. (...)
De Rossi dell'altro mondo. Festa, dediche e vacanze
GAZZETTA DELLO SPORT - Ha lasciato l’Olimpico quando ha smesso di piovere, poi è andato in un locale in centro. Daniele De Rossi, il sorriso con cui ha fatto il giro di campo domenica notte non lo ha perso neppure a cena: con lui c’era anche Kolarov. (...) Ieri è partito per la vacanze con direzione Giappone (poi andrà alle Hawaii). Sul futuro poi sarà De Rossi a decidere. Sarah ha detto chiaro e tondo che “sarà libero di fare ciò che vuole” e chissà se, davvero, il centrocampista si farà tentare dal Boca Juniorsdell’amico Burdisso. (...) Deciderà in questi giorni, o forse anche con più calma: all’Olimpico, domenica sera, c’era il suo agente, Sergio Berti, che lo aiuterà nella scelta migliore, ma senza ansia.
Roma, cresce il valore d'impresa: club 21esimo in Europa
GAZZETTA DELLO SPORT - (...) Ci sono metodi oggettivi per assegnare un valore d’impresa a una società di calcio, per quanto abbia una sua specificità rispetto alle aziende tradizionali. Qui non parliamo del corrispettivo di una compravendita, che dipende da domanda e offerta, ma del cosiddetto enterprise value, somma degli apporti dei soci nel capitale e dei debiti al netto delle liquidità. Ecco, per arrivarci Kpmg utilizza il modello dei multipli del fatturato, correggendo il moltiplicatore con un algoritmo costruito ad hoc che pesa in maniera più fedele le caratteristiche del club, attraverso cinque parametri: profittabilità (rapporto stipendi-fatturato), popolarità (seguito sui social media), potenziale sportivo (valore della rosa), gestione diritti tv ed eventuali stadi di proprietà. Da tempo ormai la Juventus viaggia a una velocità tutta sua: il suo valore d’impresa, aumentato del 57% tra il 2016 e il 2019, è superiore a quello delle milanesi messe assieme. L’ultimo report di Kpmg, basato sui dati economico-finanziari del 2017-18 e sulle altre voci (social e rosa) all’1 gennaio 2019, ha recepito solo i primi effetti dell’operazione Ronaldo. «Oltre all’indiscutibile potenziale sportivo e commerciale del portoghese, resta da vedere come tale acquisizione avrà un impatto sulla sostenibilità del club e sulla valutazione aziendale nelle prossime stagioni», scrivono gli analisti. Quanto all’Inter, la crescita è dipesa dal boom commerciale e dalla gestione più equilibrata: quando i cinesi sono arrivati il club valeva 429 milioni, ora è salito a 692. Parabola differente per il Milan che presenta la performance peggiore a livello europeo in termini di redditività (-57% il ritorno sulle vendite). Rossoneri diciannovesimi a quota 555 milioni, dietro il Napoli a 569 e davanti alla Roma a 516. Nella classifica delle 32 c’è pure la Lazio, 28a a 297. (...)
Perotti è l'uomo che decide gli addii. Stagione in bilico, ma spera di restare
GAZZETTA DELLO SPORT - Qualcuno scherzando ha detto che Diego Perotti è il “man of the night” della Roma. Tradotto, colui che chiude le feste. Vero se si pensa che l’argentino ha segnato sia nell’ultima gara di Francesco Totti che in quella di Daniele De Rossi. Fu sempre lui a segnare la rete decisiva contro il Qarabag che lo scorso anno regalò ai giallorossi il primo posto nel girone di Champions. (...) Non poco per uno che negli ultimi mesi ha visto più il lettino del fisioterapista che il campo da gioco. “Se resto? Spero di sì“. Queste le sue dichiarazioni domenica sera dopo la sfida col Parma. La sua idea è quella di continuare alla Roma, soprattutto se dovesse arrivare Gasperini. (...) A 31 anni l’argentino sa di poter fare ancora la differenza ed è pronto a giocarsi le sue carte, anche se lo stipendio da 3 milioni a stagione non è leggero. Prima o poi vorrebbe tornare in Argentina, ma non è questo il momento.
L'addio di Gattuso: "Non è stato semplice, ma è una decisione che dovevo prendere"
Rino Gattuso parla del suo addio al Milan. Il sito repubblica.it riporta le sue dichiarazioni:
"Decidere di lasciare la panchina del Milan non e' semplice. Ma e' una decisione che dovevo prendere".
L'ormai ex mister rossonero continua:
"Non c'e' stato un momento preciso in cui l'ho maturata, è stata la somma di questi diciotto mesi da allenatore di una squadra che per me non sara' mai come le altre. Mesi che ho vissuto con grande passione, mesi indimenticabili. La mia e' una scelta sofferta, ma ponderata".
Rinuncia a due anni di contratto?
"Si, perche' la mia storia col Milan non potra' mai essere una questione di soldi".
Bonucci a De Rossi: "Qualsiasi sfida ti riserverà il futuro l'avrai già vinta" (Foto)
Leonardo Bonucci dedica una foto a Daniele De Rossi. Sul profilo Instagram pubblica i due durante una partita di Nazionale:
"A volte una foto descrive quello che le parole non riescono a descrivere. Questa è una di quelle. Ho avuto l’onore di conoscere e giocare accanto ad una persona sincera, vera, infinita. Il calciatore lo conoscono tutti non sta a me descriverlo. In bocca al lupo amico mio, qualsiasi sfida ti riserverà il futuro tu l’avrai già vinta perché ti basterà essere quello che sei. Daje #DDR16".
Visualizza questo post su InstagramUn post condiviso da Leonardo Bonucci (@bonuccileo19) in data: 28 Mag 2019 alle ore 1:00 PDT