Roma, punto di non ritorno

IL MESSAGGERO - TRANI - Piove su Reggio Emilia. Ma diluvia su Pallotta e i suoi collaboratori. Perché monta la contestazione tra la gente e al tempo stesso frena la Roma in classifica: il pari contro il Sassuolo (0-0, punteggio inedito in questa stagione: l'ultimo con la Juve, il 13 maggio 2018 all'Olimpico) non serve a niente. I giallorossi, pur passando la notte al 5° posto, rischiano di perdere contemporaneamente la partecipazione alla Champions e all'Europa League. L'Inter e l'Atalanta sono già avanti, ma oggi anche il Milan può superarli, e il Torino agganciarli (ma è sotto nello scontro diretto). Il rischio è che debba essere decisiva anche la sfida col Parma.

VIAGGIO A VUOTO Ranieri si illude di aver trovato la formula vincente e, premiando gli interpreti del successo di domenica scorsa contro la Juve, riparte dal finale della gara vinta contro i campioni d'Italia. L'unica novità è in difesa, con Jesus accanto a Fazio per il forfait di Manolas (distorsione alla caviglia nell'allenamento della vigilia). Nel 4-3-3, il play è ancora Nzonzi, con De Rossi risparmiato in panchina e a lungo festeggiato dai 1500 tifosi presenti al Mapei stadium, gli intermedi sono Cristante e Zaniolo, il tridente è quello titolare con Under, Dzeko ed El Shaarawy. A specchio, dunque, anche nell'inedita sfida con De Zerbi, proprio come è accaduto all'Olimpico con Allegri. In fase difensiva, comunque, si abbassano, disponibili e disciplinati, con gli esterni offensivi e la Roma si protegge con il 4-5-1. Il Sassuolo, del resto, non modifica il suo atteggiamento che rimane spregiudicato, anche se in attacco non schiera il finalizzatore ma Djuricic da falso nove in mezzo a Berardi e Boga. Almeno all'inizio, però, funzionano meglio gli esterni offensivi giallorossi, soprattutto quando hanno spazio per ripartire.

BREVE SOSPENSIONE La protesta dalla curva rimbalza in campo. Maresca, subito dopo la mezz'ora, è costretto a interrompere il match. Doppio stop, in totale meno di 2 minuti, per permettere ai vigili del fuoco di rimuovere i fumogeni lanciati dal settore ospiti nell'area di Consigli. La Roma va a sprazzi. Decente in partenza, fiacca in attesa dell'intervallo. Under va subito al tiro e a destra spesso si accentra per favorire la sovrapposizione di Florenzi. Dzeko ha sul destro il pallonetto per il vantaggio, ma conclude senza convinzione. Anche Kolarov ci prova e Consigli, pure se a fatica, salva. Berardi incide da rifinitore e costruisce, nel recupero, la migliore occasione del 1° tempo: imbucata per Djuricic che, lasciato sul posto Fazio, incrocia di destro. Bravo Mirante, di piede, a deviare in angolo.

RISVEGLIO INUTILE Il Sassuolo conquista campo nella ripresa. Con la qualità di Locatelli. A sprecare la chance per il ko è però El Shaarawy: a porta vuota, va in bicicletta e indirizza sul fondo. La Roma accelera e prepara l'assalto. Occasioni a raffica, senza inquadrare però il bersaglio. Destrodi Dzeko da fuori area: palo. Kolarov pennella per Cristante che, in tuffo, colpisce di testa: la riposta di Consigli è super. Ranieri cambia per andare a dama: dentro Pastore per Zaniolo e Kluivert per Under. Entrambi, però, fanno cilecca. Dzeko invita al tiro Pastore: destro respinto da Demiral. Faziodi testa: largo. El Shaarawy da sinistra per Kluivert: rimpallo con Rogerio e palla che rimbalza ancora sul palo (22 i legni colpiti in questa stagione). Ecco Perotti per El Shaarawy. De Zerbi, dopo aver inserito Brignola per Djuricic, mette anche Di Francesco al posto di Boga e Adjapong per Locatelli. Nel recupero, Maresca annulla la rete di Fazio che chiude da centravanti aggiunto: c'è Dzeko in fuorigioco. Come la Roma in quest'annata deprimente.


Cori soltanto per De Rossi a Reggio Emilia

LA REPUBBLICA - FERRAZZA - Surreale l’atmosfera intorno a Sassuolo-Roma, gara completamente immersa nel clima di contestazione che sta accompagnando gli ultimi giorni con la maglia giallorossa di De Rossi. Che non gioca, restando in panchina per tutta la partita, ma è la presenza più ingombrante.

In campo uno 0-0 deludente, che complica la corsa anche per l’Europa League, non chiudendola però. Continui i cori a favore del numero 16 e contro la società, in particolare i bersagli principali continuano ad essere Pallotta e Baldini. “Lode a te, Daniele, ultimo imperatore”, uno degli striscioni d’amore esposti per il capitano, ma anche una manifestazione goliardica di un gruppetto si sostenitori nel settore ospiti del Mapei Stadium: tutti con le pettorine da bagnini e la scritta “Per una società all’ultima spiaggia”.

Assente Totti per motivi personali. L’ex numero 10 è immerso in giornate pesanti e piene di pensieri, per una settimana, la prossima, che potrebbe essere anche per lui l’ultima. Nel suo caso come dirigente. È andato a cercare i tifosi, Florenzi, a fine gara, lanciandogli, sotto la pioggia incessante, maglietta e fascia da capitano, per una distanza, fatta di incomprensioni, che il giocatore sta cercando di accorciare. Un malessere generale quello che si respira, che proseguirà per i prossimi sette giorni, arrivando alla partita col Parma, all’Olimpico, l’ultima di De Rossi con la Roma.

La contestazione proseguirà anche lì, restando in standby solamente per omaggiare il numero 16, che a fine gara, senza un cerimoniale particolare, farà il giro di campo per ringraziare i tifosi. Massara, ds uscente, spiega intanto che «la scelta su De Rossi dolorosa e difficile. Emotivamente non c’è un momento giusto per poterle prendere. Oggi è lo stesso De Rossi a riportare l’attenzione su questa partita e sul finale di campionato. Per cercare di ottenere il risultato e onorare al meglio il nostro capitano Daniele».


Effetto De Rossi: striscioni e cori tutti anti-Pallotta

LA GAZZETTA DELLO SPORT - L’ultima trasferta della Roma, assente ingiustificata per quasi tutto il campionato, è stata segnata più da chi non c’era. Il pareggio contro il Sassuolo spegne anche l’ultima illusione per il quarto posto. Si avvicina l'ipotesi Europa League, con gli scomodissimi preliminari di Europa League in pieno luglio.

Assente era naturalmente il presidente James Pallotta, ma molto presente nei cori degli ultrà, negli striscioni e persino nel lancio di due fumogeni verso la porta di Consigli alla mezzora del primo tempo. Assente Daniele De Rossi, tenuto in panchina in vista della gara dei saluti contro il Parma, osannato dalla curva («lode a te, imperatore») ormai in guerra con la dirigenza. Assente anche Francesco Totti, rimasto a Roma per impegni personali, la cui assenza ha scatenato l’immancabile gossip: continuerà a lavorare in una società invisa a una fetta sempre più ampia di tifosi?


Roma, una partita piccola piccola: ora la Champions è lontana

LA REPUBBLICA - PINCI - Una tifoseria furibonda, un futuro da costruire da zero, il timore di un’estate infernale. La Roma di oggi è più incerta di questi giorni di maggio: il sole è una speranza vaga nascosta da litri di pioggia. Quella caduta sul Mapei Stadium sotto forma di insulti alla società che ha voluto il divorzio da De Rossi.

Lo 0-0 in casa del Sassuolo è l’ultima condanna: oggi Atalanta e Milan possono escludere la Roma dalla prossima Champions, colpo di grazia a una stagione maledetta. Ma la partita è stata soltanto un sottofondo sportivo a due ore di contestazione: una frattura forse insanabile tra la curva e la proprietà americana.

L’Aventino dei romanisti è il Mapei Stadium. «De Rossi eterno capitano, Pallotta eterno riposo», recitava un messaggio di pessimo gusto esposto dai millecinquecento arrivati a Reggio Emilia. Quei tifosi che spesso hanno accompagnato in silenzio le partite all’Olimpico non hanno smesso un secondo di gridare insulti al presidente Pallotta, principalmente, ma pure al suo consulente Franco Baldini e al vice presidente Baldissoni. De Rossi s’è alzato dalla panchina solo per salutare con gli occhi gonfi, ma il dubbio che per qualcuno il suo addio fosse un pretesto è sorto quando in campo sono piovuti fumogeni, lanciati solo per poter urlare “paga la multa” a Pallotta: idiozie sottolineate dal “buffoni” urlato dal resto dello stadio (pochi).

Ma che la frattura sia insanabile o quasi lo diceva uno striscione: «In 7 anni avete distrutto la romanità, via dalla Roma Pallotta e società». Eppure avrebbe potuto essere una Roma davvero romana, la prossima, se De Rossi avesse accettato il ruolo dirigenziale. Oggi invece è tutto in dubbio. Persino il futuro di Totti, unico assente ieri, ufficialmente per un impegno preso da tempo, o forse per il ritardo nel viaggio di ritorno dal Kuwait, dove ha dato spettacolo giocando a calcetto. A giorni chiederà un chiarimento con Pallotta, perché forse gli ultimi 24 mesi da dirigente ma in posizione marginale qualche segno l’hanno lasciato. La risposta della società sarà affidargli la direzione tecnica appena verrà ufficializzato il ds (Petrachi, che però deve liberarsi dal Torino): un ruolo vero, dopo la “scuola guida”.

Il primo mattone della ricostruzione sarà però l’allenatore. A Trigoria hanno chiuso un accordo con Gasperini, che per dire sì aspetta solo di liberarsi dall’Atalanta (due giorni fa il primo incontro con il presidente Percassi per sciogliere il vincolo fino al 2021). Una situazione d’incertezza che però consente contestualmente di attendere. Per capire quali piani abbia Sarri, chetra Chelsea, Juve e la promessa fatta mesi fa ai vertici romanisti non ha ancora scelto la strada da prendere. Chi verrà, rischia di dover ricominciare a giocare già il 25 luglio, secondo turno preliminare d’Europa League. Oggi la Roma è sesta e li dovrebbe affrontare, col rischio di compromettere pure la prossima stagione. Da vivere senza De Rossi e, forse, senza l’amore dei tifosi.


De Rossi in panca, i tifosi lo osannano. E anche Ranieri attacca la società

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Osannato dagli ultrà giallorossi, che hanno attaccato duramente Pallotta e la società. De Rossi, dalla panchina, ha osservato i suoi tifosi innalzare tante foto con la sua faccia e poi lo striscione: «Lode a te Daniele ultimo imperatore». Il primo di tanti. Due volte l’arbitro ha dovuto interrompere il match per lancio di fumogeni in campo, mentre i cori scandivano: «Pallotta paga la multa».

Anche Ranieri a fine partita non è statonon è leggero. «Abbiamo lottato ma ci è mancata fortuna. Non sono il presidente, ma in genere la Roma ha dovuto sempre vendere e quindi immagino che senza Champions succederà ancora. Lo scorso anno la spina dorsale di una squadra che stava aprendo un ciclo è stata venduta. C’è stato un contraccolpo, magari i giocatori esperti non hanno trovato punti di riferimento e forse non hanno aiutato al 100% i ragazzi a inserirsi. Sarà difficile tornare subito a lottare per la Champions». 


I giallorossi andranno in Europa se...

IL TEMPO - BIAFORA - La Roma dice quasi addio alla Champions. Con lo 0-0 sul campo del Sassuolo le speranze di rigiocare la massima competizione europea sono appese ad un filo. Se l'Atalanta questa sera pareggerà contro la Juventus i giallorossi dovrebbero vincere e sperare in un ko nerazzurro all’ultima, avendo inoltre l'obbligo di rimontare l’attuale differenza di dodici reti in caso di arrivo alla pari. Se invece gli orobici espugnassero lo Stadium ecco che le chance di qualificazione scenderebbero definitivamente a zero (a meno di clamorosi tonfi dell’Inter).

L'obiettivo di De Rossi e compagni, più che guardare avanti, è ora quello di mantenere un posto valido per la prossima Europa League. Gli uomini di Ranieri si devono coprire le spalle dalla rimonta del Torino, potendo contare su tre punti di vantaggio e sui migliori scontri diretti stagionali. Il vero incubo della Roma è il sesto posto, che costringerebbe la squadra a giocare almeno tre turni preliminari in estate per qualificarsi alla coppa e obbligherebbe la società a rivedere i piani della tournée. Con il Parma non sono ammessi errori.


Ora per il quarto posto è durissima

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Il pareggio di Reggio Emilia cancella di fatto le speranze della Roma di agganciare la qualificazione alla Champions. Anche battendo il Parma nell’ultima giornata, i giallorossi possono arrivare al massimo a 66 punti dove già si trova l’Inter e dove già oggi potrebbe salire l’Atalanta se facesse punti a Torino contro la Juve. In caso di arrivo alla pari con la Roma, l'undici di Gasperini sarebbero davanti in virtù di una miglior differenza reti generale,

In chiave Europa League il pareggio della squadra di Ranieri rende incandescente la corsa, aumentando le chance del Toro. Battendo oggi l’Empoli, i granata infatti aggancerebbero i giallorossi con i quali, però, sono in svantaggio nel doppio confronto diretto (due sconfitte). In caso di arrivo a quota 66 fra Milan, Roma e Torino, invece, in Europa League (con la Lazio) andrebbero per la classifica avulsa rossoneri e giallorossi.


Ranieri duro: «Il futuro? Prima mossa le cessioni...»

IL MESSAGGERO - TRANI - Gasperini rimane il principale candidato per la panchina della Roma. Lo stesso Sarri, tentato anche da Juve e Milan, resta in corsa, evidenziano la spaccatura tra il management italiano e quello straniero. Sarebbe stato fatto anche un sondaggio per Allegri che però non è il profilo ideale per la proprietà Usa, consapevole del ridimensionamento.

Lo conferma con sincerità Ranieri: «Il nuovo allenatore dovrà decidere su quali giocatori puntare, ci sarà un summit futuro. Non penso che pronti via si potrà lottare per la Champions, magari per l’Europa sì». Ripete quanto detto 4 anni fa da Garcia: «La Roma deve sempre vendere prima di comprare. E l’anno scorso è stata ceduta la spina dorsale di una squadra che stava crescendo. Molte rivali si stanno rinforzano, non conosco la strategia della società». Su De Rossi: «Col Parma, deve essere la sua festa, invito i tifosi a celebrarlo, un capitano come lui lo merita. Non è sereno, ma sta a lui dirlo».


Tutti i tifosi con De Rossi, il nemico è solo Pallotta

IL MESSAGGERO - LENGUA - Prosegue la protesta dei tifosi della Roma per l’addio di Daniele De Rossi imposto dalla società. Al Mapei Stadium gli ultras presenti in trasferta (circa 1500) hanno intonato cori contro il presidente Pallotta, il vicepresidente Baldissoni, il consulente Baldini e dedicato una grande ovazione al numero 16. Assente Francesco Totti rimasto nella Capitale per impegni personali, presenti sugli spalti l’ad Fienga, il ds Massara e Baldissoni. A pochi minuti dal fischio d’inizio e durante il match sono stati esposti gli striscioni «Lode a te Daniele ultimo imperatore», «De Rossi eterno capitano Pallotta eterno riposo», «In 7 anni avete distrutto la romanità via dalla Roma»«Una società che ti ha tradito...DDR vanto infinito», «Di noi tifosi e di De Rossi ve ne fregate è ora che ve ne andate», mentre la parte alta del settore esponeva locandine con la foto del centrocampista. La contestazione ha preso anche toni ironici con lo striscione «Per una società all’ultima spiaggia» sorretto da tifosi vestiti da bagnini con tanto di canottiera rossa e la scritta «Salvataggio AS Roma». Il primo tempo è stato sospeso due volte per il lancio di fumogeni in campo, durante lo stop la Curva ha cantato il coro «Pallotta paga la multa».

LA PACE I presenti allo stadio hanno alternato cori di sostegno alla squadra a quelli di protesta, al fischio finale Florenzi e Kolarov sono andati a salutare i tifosi sotto il settore. È pace fatta tra gli ultras e Aleksandar dopo la tensione esplosa durante la stagione, le parole del terzino rilasciate in settimana su De Rossi sono state decisive: «È un fratello. Tra 3 o 4 mesi tutti si renderanno conto di chi è stato». A fine match Fazio ha commentato la contestazione al Mapei: «Siamo giocatori con esperienza e non ci lasciamo distrarre da altre cose. De Rossi è un vero capitano e un leader dentro e fuori dal campo». Ha preso le parti di Daniele anche Fiorello: «È stata una cosa bruttissima, i vertici della Roma devono vergognarsi». Così come Montella che lo avrebbe voluto alla Fiorentina: «Nella mia prima gestione».


L'ultima trasferta del capitano tra lacrime e contestazione

IL TEMPO - BIAFORA - La sua ultima trasferta con la maglia della Roma l’ha vissuta interamente dalla panchina. De Rossi, come previsto alla vigilia della sfida con il Sassuolo, non è stato schierato da Ranieri nell’undici titolare che ha pareggiato contro i neroverdi e non si è mai alzato per scaldarsi durante la gara in previsione di un ingresso sul terreno di gioco. La serata del capitano è iniziata con un saluto agli oltre duemila presenti nel settore ospiti del Mapei Stadium a pochi minuti dal fischio d'inizio di Maresca, dopo che aveva preferito non affacciarsi sul campo durante le operazioni di preparazione atletica pre-partita dei compagni. DDR è stato accolto da un’ovazione e da cori di supporto, seguiti poi dall’innalzamento di numerosi striscioni: «Lode a te ultimo imperatore», «In 7 anni avete distrutto la romanità... Via dalla Roma Pallotta e società», «De Rossi eterno capitano. Pallotta eterno riposo» e «Una società che ha tradito... DDR vanto infinito».

Durante l’intero match gli ultras non hanno risparmiato canti di contestazione contro Pallotta, Baldissoni e Baldini, manifestando il loro dissenso in particolare al trentesimo minuto della prima frazione, lanciando in rapida successione due fumogeni sul campo, che hanno costretto l'arbitro a sospendere il gioco per consentire l’ingresso dei vigili del fuoco. Il gesto è stato accompagnato dal coro «Paga la multa, Pallotta paga la multa», un chiaro riferimento all’inevitabile ammenda che il giudice sportivo infliggerà al club giallorosso, seguito poi dalla particolare protesta di una minoranza dei presenti, tutti vestiti da bagnini e l’esposizione della scritta «Per una società all'ultima spiaggia». Nel secondo tempo è invece apparso l'ennesimo striscione di protesta per la decisione di non rinnovare il contratto al simbolo romanista: «Di noi tifosi e di De Rossi ve ne fregate, è ora che ve ne andate».  Il tutto firmato con il testo «Anti società».

In giornata l'addio della bandiera capitolina era stato commentato prima dall'ex partner di Nazionale e tecnico del Milan Gattuso: «Ha sempre dimostrato di avere uno spessore umano incredibile. C'è sempre stato un bel rapporto, anche adesso, già ragiona da allenatore anche se vuole giocare ancora. Allo spogliatoio mancherà», poi da Montella, che di De Rossi è stato compagno e allenatore: «E un ragazzo vero, eccezionale, è stato il mio primo capitano e con un suo gol ho trovato la mia prima vittoria in panchina. Nella mia prima gestione alla Fiorentina abbiamo provato a prenderlo, adesso non l'ho sentito» e infine dal ds Massara: «E stata una settimana che ha generato un tumulto di emozioni. Sono scelte dolorose e difficili emotivamente». 

Ora si entra negli ultimi giorni di un'infinita storia d'amore, che si concluderà con Roma-Parma (data, orario e tv saranno decisi martedì). De Rossi non sa ancora quello che gli riserverà il domani. Ci sarà tutto il tempo per programmare il futuro.


Ranieri duro con la società: «L'anno prossimo niente lotta Champions»

IL TEMPO - AUSTINI - Più che una cura, è stato come dare acqua e zucchero alla squadra.Neppure Claudio Ranieri è riuscito a condurre la Roma in Champions League, niente miracolo, oggi il verdetto sarà probabilmente ufficiale. È l’ultimo dei colpevoli, ma la sua seconda parentesi sulla panchina giallorossa si chiude in modo malinconico. E pure un po’ velenoso.

Non è stato certo lui a scatenare il putiferio De Rossi, ma di sicuro non ha fatto nulla per spendere l’incendio. Dopo aver criticato la società dalla sala stampa di Trigoria, ieri il tecnico ha lanciato l'allarme per la prossima stagione, che non lo vedrà più protagonista. «Da dove si riparte? Queste risposte - dice Ranieri al termine della gara del Mapei - deve spettano alla società e il nuovo allenatore dovrà decidere su quali giocatori puntare. Non penso che pronti, via si potrà lottare per la Champions, magari per l'Europa sì. Se poi un anno le cose gireranno bene, allora si potrà tornare nella coppa più importante». 

In una parola ridimensionamento, il tecnico prevede questo e di certo non aiuta a dare speranze a una tifoseria infuriata con Pallotta e i dirigenti. «Lo scorso anno la Roma ha fatto un grosso campionato - prosegue il tecnico - poi sono partiti giocatori importanti, la spina dorsale che stava aprendo un ciclo, di punto in bianco sono stati venduti e sono arrivati dei ragazzi validi ma che hanno bisogno di fare il loro percorso. C'è stato un contraccolpo, magari i giocatori esperti non hanno trovato punti di riferimento e forse non hanno aiutato al 100% i nuovi a inserirsi. Ora senza Champions bisogna vendere pedine importanti? Io non ho detto che lo so, ma lo immagino visto quanto ha dovuto fare il  club anche dopo gli anni in cui si è qualificata. Ma il presidente non sono io». 

La fiammella si è spenta definitivamente ieri, la squadra è entrata in campo con l'atteggiamento di chi non aveva granché da giocarsi e viene da pensare che la vigilia in cui si è parlato di tutto tranne che della partita non abbia aiutato. «Non sono d'accordo, ho visto lottare i ragazzi col coltello fra i denti - l’analisi di Ranieri - con Fazio che ha provato fino all'ultimo a fare l'attaccante. Ma stavolta la palla non voleva entrare». L'allenatore dice di non aver «nulla da rimproverare ai ragazzi. La Roma è una buona squadra, ci sono delle stagioni che non vanno. Prendete Dzeko ad esempio, un fior di attaccante che non ha fatto i gol che doveva fare. E alla fine si paga tutto. Se Edin ne avesse segnati 20 entravamo in Champions ma non va buttata la croce addosso a lui. Io sono soddisfatto di quanto abbiamo fatto, ho trovato una squadra giù moralmente e che doveva ritrovare fiducia in se stessa e voglia di divertirsi. Anche a me piacerebbe pressare alto ma questa Roma non lo può fare». 

Sul mancato impiego di De Rossi spiega: «Non ho mai pensato di farlo entrare perché deve essere pronto col Parma. Che sia la sua festa e chiedo ancora ai tifosi di pensare solo a lui. Daniele è dispiaciuto ed è normale, è entrato alla Roma quando aveva 11 anni e bisogna stargli vicini adesso. La società vuole fare le cose in una certa maniera, ma ci sono giocatori che vanno considerati diversi da altri e doveva essere gestito in altra maniera». Insomma, la musica non cambia e Ranieri dice in libertà tutto quel che pensa. Tanto a risollevare la Roma dovrà pensarci qualcun altro.


Campo Testaccio, degrado infinito

IL TEMPO - CONTI - È tornato il degrado a Campo Testaccio, ex glorioso stadio dell’As Roma. Da alcune settimane dietro ai cancelli sbuca l’erba ad altezza uomo che invade l’area passata al territorio, ossia al I Municipio, in base alla nuova classificazione degli impianti capitolini, circondata a vista dall’incuria.

Bottiglie di birra sul muretto e poi ammassi di cartoni e sacchetti di immondizia - in putrefazione sotto l’acqua piovana - lasciati lì, da giorni, di fianco all’ingresso imbrattato. All’interno fanno bella mostra di sé gabbiotti elettrici aperti e divelti accanto a rami e tubi caduti.  Sporcizia e inciviltà.

La vegetazione incolta, dopo la bonifica di qualche mese fa da parte dell’amministrazione comunale, che ha visto la rimozione di cumuli di rifiuti, lo smantellamento di insediamenti abusivi e lo sfalcio del verde, cresce ancora rigogliosa in cespugli che si mischiano agli strati di fanghiglia.

«L'iter per la restituzione di Campo Testaccio alla cittadinanza non si è mai fermato. Dopo la bonifica, l’attività del Dipartimento Sport è proseguita con le azioni preliminari alla messa in sicurezza dell’area», ha fatto sapere l'assessore allo Sport di Roma Capitale, Daniele Frongia.«Nello storico impianto - ha spiegato Frongia - ci sono, infatti, una parte di fognolo scoperto e pericoloso e diversi avvallamenti che non permettono l'accessibilità secondo le normative previste per la sicurezza e l'incolumità della cittadinanza. Abbiamo eseguito le rilevazioni tramite strumentistica specializzata, anche con droni - ha chiarito l'assessore - e predisposto gli atti di gara per poter procedere, a breve, all'affidamento del valore di circa 250mila euro per la messa in sicurezza degli spazi». Assicurando: «Entro le fine dell’anno i lavori saranno definitivamente conclusi».

I romani seguono con costanza l'andamento della situazione. Per il periodo intercorrente tra l'aggiudicazione dell'appalto e l’inizio dei lavori, le associazioni di quartiere hanno presentato all'Assessorato allo Sport un progetto transitorio in cui si prevede l’installazione di alcune attrezzature sportive non invasive e la fruibilità dell’area con la pianificazione di manifestazioni pensate allo scopo di coinvolgere appassionati del settore e neofiti.  E qualche cittadino dalla mente fervida, angustiato dal troppo tempo trascorso nel veder di nuovo lo stadio tornare alla luce, ha pure lanciato una proposta originale, dissertando in materia e affiggendone il testo sulle inferriate. Quella di realizzare un «Museo del terzo paesaggio». Che suona più o meno così: riconoscere come «riserva» la zona delimitata da via Zabaglia, dalla biblioteca «Enzo Tortora», dall’asilo nido e dalle costruzioni edificate a ridosso della stradina in cui insiste il cimitero acattolico. Vale a dire proprio l’area del vecchio stadio giallorosso. Idee alternative al degrado che non soccombe nonostante gli sforzi. Sfidando le attese.