Tocca a DiFra. Samp, Ferrero strappa il sì dell’ex tecnico giallorosso

GAZZETTA - Eusebio Di Francesco: era il nome che più intrigava il presidente Massimo Ferrero in una rosa di candidati illustri alla panchina sampdoriana per il dopo-Giampaolo (…). L’ormai quasi ex tecnico della Roma ha sciolto le sue riserve ieri mattina e si è accordato per un contratto triennale (indicativamente sulla base di 1,8 milioni netti annui), dunque sino al 30 giugno 2022: prima, però, che la Sampdoria possa annunciarne il tesseramento e ratificare l’accordo, lo stesso Di Francesco dovrà arrivare alla risoluzione consensuale con la Roma, dove è ancora sotto contratto – sino al 30 giugno dell’anno prossimo – per una cifra di tre milioni netti (…). Adesso, per Di Francesco, restano gli ultimi adempimenti burocratici da concludere, e con il weekend di mezzo potrebbero anche non essere rapidissimi (…).


James, pressing su Totti

IL MESSAGGERO - CARINA - Il redde rationem è arrivato: Totti sì, Totti no. Non c'è più spazio per le «sfumature di grigio» tanto care a Monchi che più volte ne ha auspicato l'applicazione in una città dalle mille anime come Roma. Anime che anche ieri dispensavano certezze che in questo momento prolungato di riflessione, nemmeno Francesco possiede. Meglio dunque limitarsi ai fatti: 1) Ieri Totti e rappresentanti del club non si sono incontrati 2) Confermati invece i contatti telefonici tra Francesco e il CEO Fienga 3) Se non cambieranno i programmi, l'ex calciatore entro 4-5 giorni partirà per le vacanze con la famiglia 4) Pallotta è uscito allo scoperto rimandando la decisione esclusivamente alla volontà di Totti 5) Negli ultimi giorni l'entourage di Francesco ha chiesto la disponibilità di una sala conferenze allo stadio Olimpico (o al Coni) per la prossima settimana, a partire da lunedì giorno dell'anniversario del terzo scudetto. Questi i fatti. Che inevitabilmente s'incrociano con le riflessioni, con i messaggi che entrambe le parti in causa hanno interesse a far uscire all'esterno e soprattutto con le parole di Pallotta. Il primo ragionamento che vien da sé, è che se Totti ha chiesto la disponibilità di una sala conferenze all'Olimpico, qualora poi venisse dato seguito al proposito, difficilmente annuncerebbe di aver accettato l'incarico propostogli dalla Roma. Altrimenti, una comunicazione del genere, la farebbe direttamente a Trigoria. Richiesta che segue la conclusione criptica del tweet di giovedì: «A breve il mio punto di vista nella giusta sede», quasi a prefigurare un'uscita pubblica. E chissà che questa richiesta non sia arrivata anche alle orecchie del club.
LA QUERELLE Di certo il giocare in anticipo di Pallotta cambia l'inerzia della querelle. Dopo gli elogi a Fonseca e l'annuncio del solito via vai sul mercato, il presidente ha affrontato la questione Totti. E seppur in modo conciliante, lo ha messo mediaticamente con le spalle al muro: 1) «Non è vero che non è stato invitato a Londra ma sinceramente non so perché non sia venuto. Forse Francesco ha bisogno di tempo per pensare al suo ruolo nel club. Se ha bisogno di tempo, glielo daremo» 2) «Gli è stato offerto il ruolo di direttore tecnico e questo è indice di quello che pensiamo di lui» 3) «Insieme a Fienga, Baldissoni e lo staff che ci supporta stiamo mettendo insieme una squadra forte. Nelle mie idee Francesco ne è parte. Non si tratta di me, lui, Guido, Fonseca o del nuovo ds: si tratta dell'As Roma» 4) «Francesco ha già avuto un peso determinante in alcune scelte. Da Ranieri alla decisione del nuovo allenatore ha dato molti consigli utili. Dall'addio di Monchi ha sempre preso parte alle scelte sportive. Anche Baldini domenica ha ribadito quanto sia abile a scovare un talento. Fienga, Franco e io siamo allineati su quanto riteniamo che Francesco sia importante per la Roma». In un colpo solo, Pallotta replica indirettamente ai capi d'accusa mossi da Totti e motivo di perplessità nell'accettare l'incarico. Ossia il margine di operatività, il ruolo di Baldini e l'importanza che riveste nelle scelte della società. Invitandolo, particolare da non sottovalutare, a fare squadra. Di certo, una mossa mediatica studiata che ora costringe Francesco ad uscire allo scoperto. Il motivo della sua titubanza è nota: non vuole diventare l'ombrello di scelte prese da altri. O meglio: prese dopo l'ok a distanza di Baldini con il quale i rapporti sono ormai azzerati. La speranza di chi sta provando a mediare è che Francesco possa partire per le vacanze, rasserenarsi e capire che una eventuale escalation nel club parte sempre da un primo passo. Certezze però non ce ne sono. E sia l'intervista di Pallotta che la richiesta di disponibilità della sala conferenze dell'Olimpico (o del Coni) da lunedì in poi sono lì a dimostrarlo.


Fonseca chiede tre assi: Lopez, Verissimo e Veretout

GAZZETTA - (…) «Il nuovo allenatore conosce i reparti in cui dobbiamo migliorare – ha detto il presidente della Roma – e chiaramente ci sono dei calciatori che gradisce di più e che forse vorrebbe vedere a Roma. Il nostro compito è provare a portargli giocatori che possano aiutarlo a ottenere risultati per il suo stile di gioco». Proprio vero. E allora si parte da quattro ruoli fondamentali: portiere, difensore centrale, regista e centravanti.

A Fonseca piacciono i portieri bravi con i piedi, che quindi possano far partire l’azione dal basso. Così, per questo ruolo, cresce forte la candidatura di Pau Lopez (…), che tra l’altro ha il pregio non indifferente di costare meno di Cragno (…), mentre Sirigu al momento sembra inarrivabile, a differenza di Perin, su cui la Juve sarebbe disposta ad aprire una trattativa. Infine, piace anche Barkas dell’Aek Atene (…). Partendo probabilmente Manolas per il centrale si prova a stringere per Verissimo del Santos, anche se non viene perso di vista neppure Vavro del Copenaghen, oltre a Mancini dell’Atalanta. Per quanto riguarda il terzino sinistro, invece, occhi su Ismaily dello Shakhtar Donestsk.

Antenne dritte anche per il ruolo di regista (…)  dove è noto l’interesse vivo per Veretout della Fiorentina. Ma non è il solo candidato. Interessa infatti parecchio anche Bruno Guimaraesdell’Atletico Paranense, che è in concorrenza con Florentino Luis del Benfica. Resta quindi l’ultimo tassello: un centravanti bravo coi piedi e quindi in grado di dialogare coi compagni di reparto partendo dalla trequarti. In qualche modo, il ritratto del miglior Dzeko, che a Fonseca piace tanto. Ma visto che sembra troppo tardi, attenti a Higuain.


Il divorzio di Totti: lunedì lascia la Roma? Pallotta: "Lo voglio dt"

GAZZETTA - (…) Francesco Totti è sempre più vicino a dire addio alla Roma, che lo ha accolto per la prima volta nel 1989. Proprio per questo motivo ieri James Pallotta, avvisato dell’intenzione che sta maturando l’ex capitano giallorosso, ha rilasciato una lunga intervista alla radio del club. Dopo aver elogiato Fonseca ed espresso il suo ottimismo per la prossima stagione, il presidente ha parlato naturalmente dell’ex capitano, che medita di dare tra due giorni il proprio commiato: o in una sala del Coni o addirittura nel luogo più simbolico possibile: l’Olimpico. Pallotta però, oltre a chiedergli di fare il direttore tecnico, gli ha teso ieri la mano in modo palese, spendendo anche il nome di Franco Baldini – l’uomo con cui Totti non intende affatto collaborare ma che per il presidente resta indispensabile – addirittura come sponsor per le doti di scouting dell’ex capitano. Ma l'impressione è che sia troppo tardi (…).

«Francesco è stato assolutamente invitato alla riunione di Londra – dice Pallotta –. Penso che lui sia parte integrante della nostra dirigenza sportiva. Era una riunione importante e dunque non era contemplato che lui non ci fosse. Sinceramente non so perché non sia venuto. Forse Francesco pensa di avere bisogno di un po’ di tempo per pensare al suo futuro e al suo ruolo nel club. E noi quel tempo glielo daremo (…)». Tre fatti: vero che Pallotta ha invitato Totti a Londra, vero che voleva telefonargli ma Francesco non ha voluto parlargli, vero che Baldini si è offerto anche di fare un passo indietro, ma l’idiosincrasia di Totti è ormai troppo acuta, mentre è ottimo il rapporto col CEO Fienga, che ieri ha nuovamente contattato. «Vogliamo che Francesco sia d.t. – aggiunge Pallotta – e questo spiega quello che pensiamo di Francesco, che è parte integrante del progetto di tornare grandi (…). Lavoriamo come una squadra e prendiamo decisioni come una squadra e Francesco ha preso parte a tutte le decisioni sportive che abbiamo preso, soprattutto da quando Monchi è andato via».  Adesso poi che comincia il mercato, i consigli potrebbero essere utili. «Tutti sanno che giocatore è stato, dunque se c’è qualcuno migliore di lui nel giudicare un calciatore, vorrei conoscerlo (…). Ed è per questo che Fienga ed io ci siamo impegnati a trovare un ruolo più importante per Francesco perché lui è in grado di giudicare un talento meglio di noi. Guido, Franco e io siamo stati allineati al 100% su quanto riteniamo che Totti sia importante per la Roma (…)». Risultato? In serata, i primi umori che filtravano è che l’appello di Pallotta abbia lasciato freddo l’ex capitano. A questo punto, se si arriverà all’addio, in un mese la società subirebbe un «uno-due» emozionale – l’addio di De Rossi e Totti – che sconvolgerebbe piazze assai più pacate di quella romanista (…).


Pallotta: "Totti sa giudicare il talento, io lo aspetto"

CORRIERE DELLA SERA - (…) Francesco Totti resterà come dirigente nella Roma o sbatterà la porta e se ne andrà? Le parole di Pallotta provano a smussare gli angoli e recintano il ruolo che vede più adatto al lavoro dell’ex numero 10: lo scopritore di talenti. Basterà? «Francesco è stato invitato a Londra. È parte integrante della nostra dirigenza sportiva ed era una riunione importante. Perché non ha partecipato, allora? (…). Forse ha bisogno di un po’ di tempo per pensare al suo futuro e al suo ruolo nel club, cosa che tutti rispettiamo. Se ha bisogno di tempo, noi gli daremo tempo (...)». Pallotta conferma che a Totti è stato offerto il ruolo di d.t.: «Guido Fienga si è seduto al tavolo con lui diverse volte. Si tratta di un ruolo molto importante, uno dei più influenti nell’area sportiva (…).Franco Baldini mi ha ripetuto quanto Francesco sia abile nel giudicare un talento. È in grado di farlo meglio di ognuno di noi. Ci piacerebbe vederlo come una parte fondamentale del nostro futuro. Lavorando con i vertici della nostra dirigenza sportiva potrà iniziare a scrivere un nuovo capitolo della sua carriera» (…).


Pastore e Nzonzi, operazione rilancio

GAZZETTA - (…) Crediamo che Javier Pastore e Steven Nzonzi, archiviata una stagione malinconica per loro e di conseguenza anche per la Roma, vogliano dimostrare al mondo del calcio che sarebbe sbagliato considerarli ex campioni. Per questo, dal 29 giugno a Pinzolo, l’impressione forte è che vogliano spingere a tavoletta per dimostrare a Paulo Fonseca, il nuovo allenatore, come il passato sia una variabile e non una costante. Prendiamo il caso di Pastore. Giovedì della prossima settimana compirà 30 anni e, come capita a molti, per lui sarà tempo di bilanci (…). Quell’accoglienza da stella avuta l’estate dello scorso anno è stato all’inizio uno stimolo, poi però una zavorra, perché le prestazioni non sono state all’altezza delle aspettative, gli infortuni hanno rubato la scena alle apparizioni in campo e il rapporto con Eusebio Di Francesco si è logorato per qualche frizione di troppo (…). Forte di un contratto addirittura fino al 2023 e con un ingaggio di circa 4 milioni – Pastore non può permettersi il lusso di essere una zavorra, anche perché, dopo essere stato pagato oltre 24 milioni, sarebbe impossibile cederlo senza fare minusvalenza. Così, approfittando del fatto che Fonseca nel 4-2-3-1 ama avere un trequartista dai piedi buoni che sappia dialogare col centravanti, dare assist e segnare, potrebbe davvero rivalorizzare l’argentino. Storia analoga, ma se vogliamo dallo svolgimento più agevole, quella relativa a Nzonzi (…). All’inizio doveva essere il virtuale erede di De Rossi, poi si è capito che come centrocampista ha caratteristiche molto differenti. Per intenderci, più da passaggio corto (da possesso palla) che da verticalizzazione rapida (da ricerca rapida della profondità). In generale, il francese non è stato (…) all’altezza delle aspettative, che peraltro non erano banali. L’impressione è che la cura Fonseca possa rigenerare anche lui così come Pastore. (…).


Milan, Maldini e Boban al lavoro: piacciono Torreira e Manolas. Di Francesco dice sì alla Samp

CORRIERE DELLA SERA - Nella rivoluzione che ha investito l’organigramma del Diavolo, Paolo Maldini si occuperà di tutte le attività dell’area sportiva e nell’immediato della campagna trasferimenti e della pianificazione dei vari settori in vista dei raduni estivi e degli impegni di precampionato. Zvone Boban (…),sarà il responsabile del coordinamento e della supervisione delle attività sportive, lavorando a stretto contatto con Paolo e l’ad Ivan Gazidis (…). I due manager sono già al lavoro: il reparto che necessita di maggiori interventi è il centrocampo (…). Allacciata la trattativa con Sensi che ha già dato la disponibilità (…), sondato Veretout attraverso il procuratore, studiato Praet pallino di Giampaolo, il nome nuovo è Torreira che l’Arsenal valuta 35 milioni (…). Per la difesa Mino Raiola, a cui ieri la Fifa ha annullato con effetto immediato la sospensione, ha proposto Manolas della Roma, coperto da una clausola da 36 milioni. Il problema è che il centrale, seguito anche da Juve e Napoli, chiede un ingaggio di 6 milioni (…). Giro allenatori: Di Francesco ha detto sì alla Samp, Andreazzoli allenerà il Genoa (…). Montella, ieri a New York dal presidente Commisso, è confermato alla Fiorentina.


C’è una Roma sul tetto d’Italia. Che show l’U.15 alla turca!

GAZZETTA - Tra una Primavera che non è riuscita a raggiungerla e una Under 17 che conta le ore che la separano dalla semifinale che si giocherà lunedì prossimo col Napoli, c’è una Under 15 che finalmente festeggia il suo scudetto e oggi si gioca la Supercoppa col Piacenza (ore 17,30, al Bucci di Ravenna). (…). «Un’emozione difficile da spiegare - ha detto Tanrivermis -. Questa vittoria è il premio di tutto il lavoro, fisico, tattico e tecnico, che abbiamo fatto con i ragazzi per tutto l’anno». L’impresa speciale e i due gol di Koffi e Cherubini per una sera hanno allineato il pensiero dei tifosi romanisti con quello di Pallotta, che si è complimentato con un tweet: «Complimenti ai ragazzi e allo staff dell’Under 15 per aver battuto il Milan in finale». Un pensiero lo ha avuto anche Under, che non si è perso il match del suo connazionale: «(…) Ora sei il turco di maggior successo della Roma. Congratulazioni!». Dopo questa bella vittoria per i ragazzi della Roma Under 15 (…) si aprono anche nuove opportunità per la prossima stagione. Qualcuno di loro, come Koffi, Lilli, Mirimich e Simone, infatti potrà tornare utile all’Under 17 di Piccareta, che già in questa stagione aveva chiamato qualcuno sotto età (…).


Fonseca chiama il «pupillo» Fred

IL TEMPO - AUSTINI - Ogni allenatore ha i suoi fedelissimi. Fonseca si è già messo in moto per portarne uno dei suoi alla Roma: il brasiliano Fred sarebbe il preferito dal tecnico per occupare il posto in regia lasciato libero da De Rossi. Nei giorni scorsi il neo allenatore giallorosso, che ha già fatto capire di non voler puntare su Nzonzi, ha telefonato al pupillo brasiliano, allenato tre anni allo Shakhtar dove era arrivato appena 20enne due stagioni prima. Fonseca si è informato sui progetti di Fred, il cui impatto al Manchester United è stato piuttosto deludente: pagato 60 milioni di euro, ai quali va aggiunto uno stipendio da 4.5 milioni di sterline netti (quindi oltre 5 milioni di euro), durante la prima stagione in Premier ha messo insieme 25 presenze di cui 20 da titolare (13 in Premier, 6 in Champions e 1 in Fa Cup). Numeri che sono appena migliorati con l'arrivo di Solskjaer in panchina. Fred ha spiegato a Fonseca di volersi riscattare in Inghilterra e vedere l'aria che tira durante la preparazione con lo United. Non una chiusura totale, ma neppure un'apertura. Se dovesse capire di essere fuori dai programmi, allora avviserà Fonseca e Petrachi dovrà essere bravo a convincere i Red Devils a cedere il centrocampista in prestito: non c'è altra via. Intanto l'urgenza rimangono le plusvalenze da fare entro il 30. Si continua a trattare il prezzo di Dzeko con l'Inter e si attendono novità sul fronte Manolas: la Juve si è defilata, il Napoli, che saluta Albiol, è pronto a farsi sotto seriamente, il Milan si è appena iscritto alla corsa.


Il segreto turco dello scudetto Under 15

CORRIERE DELLA SERA - Ai più il nome Tugberk Tanrivermis non dice molto, ma gli addetti ai lavori parlano di lui come di un predestinato. L’allenatore turco, 33 anni, fresco vincitore dello scudetto Under 15 conquistato dalla Roma in finale contro il Milan, è arrivato in giallorosso all’inizio della stagione scorsa, grazie ad una intuizione dell’ex d.s. Monchi. Tutti a Trigoria sapevano di mettersi dentro casa un tecnico preparato, ma nessuno immaginava che si sarebbe ambientato così velocemente (…). A 29 anni è stato uno dei più giovani a conseguire il tesserino Uefa Pro, con cui potrebbe allenare in Serie A(…) a Istanbul (…) ha lavorato al Galatasaray come osservatore, match analyst, tecnico nel settore giovanile e infine assistente di Cesare Prandelli e Igor Tudor in prima squadra. Dopo l’esonero del croato è stato in Inghilterra, Portogallo e Germania per studiare e aggiornarsi (…). Il connazionale Cengiz Under lo adora e dopo la conquista dello scudetto gli ha postato i suoi auguri social: «Sei il turco di maggior successo della Roma» (…).


Il sindaco Montino: «Fiumicino rappresenta un valido piano B»

GAZZETTA - Esterino Montino, sindaco di Fiumicino, parla dell’incontro avuto con la Roma. Argomento: possibile spostamento del nuovo stadio della Roma da Tor di Valle al suo Comune. «Nel caso in cui la soluzione A dovesse rimanere incagliata, sarebbe giusto guardare ad un’opzione B – dice a Trs – (…). Non si dovrebbe ricominciare tutto daccapo. Le aree sono similari perché stanno dentro il bacino del Tevere. Il vincolo è superato perché su quelle aree si può costruire. È possibile perciò far «atterrare» il progetto, con le dovute modifiche, ma senza stravolgerlo. Il grosso sarebbe possibile utilizzarlo. Tempi? Dai 12 ai 14 mesi. Sarebbe un Piano B molto rapido (…)».


Pallotta: "L'incontro con Fonseca è stato produttivo e positivo. Mi piace il suo entusiasmo"

James Pallotta, presidente giallorosso, è stato intervistato dal sito ufficiale del club,  asroma.com, e ha parlato del suo rinnovato entusiasmo riguardo il futuro della società di Trigoria dopo avere incontrato Paulo Fonseca. Queste le sue dichiarazioni: 

Com'è stato l'incontro con Paulo Fonseca?
“L'incontro è stato assolutamente fantastico. Volevamo tutti sederci assieme a Paulo e ad alcuni membri del suo staff, lontani da altre distrazioni, per iniziare a conoscerci bene. L'incontro è stato molto produttivo e positivo e, tra riunioni e cene, ha visto coinvolte circa sei persone della Roma”.

Di cosa avete discusso?
Abbiamo parlato tanto, ma in realtà abbiamo più cercato di stare a sentire. Abbiamo ascoltato molti dei pensieri riguardanti la sua filosofia di calcio e su come gli piace far giocare le sue squadre. Ha idee molto chiare e penetranti su ciò che vuole realizzare alla Roma e su cosa si aspetta da tutti i nostri giocatori. Come abbiamo visto allo Shakhtar, a lui piace che le sue squadre giochino con la palla tra i piedi e con un'intensità molto alta, controllando il possesso ma non solo per il concetto del possesso in sé. Ha una filosofia votata all’attacco e, come ha detto nella sua prima intervista, vuole vincere, ma con stile. Si rende anche conto che la Serie A è uno dei campionati tatticamente più preparati al mondo e che potrebbe essere necessario apportare alcuni aggiustamenti, che ci ha spiegato. Ciò che mi ha maggiormente incoraggiato è stata la sua flessibilità”.

Lei pensa che la Roma abbia calciatori in grado di giocare il calcio che lui predilige?
È stato molto lusinghiero nei confronti della squadra che abbiamo, in particolare nei confronti dei tanti giovani. Ammette senza alcun dubbio che ci vorrà del tempo affinché i ragazzi si adattino ai suoi metodi e lo stesso varrà per lui nell’approfondire la conoscenza dei nostri calciatori. Ha portato all’incontro anche il suo responsabile della preparazione atletica e ha sottolineato un aspetto: l'importanza che i giocatori siano nella migliore forma possibile. Credevo avessimo creato le condizioni per riuscirci ma negli ultimi anni non le abbiamo sfruttate. Per giocare a un’alta intensità così elevata, i giocatori devono allenarsi ogni giorno in modo molto intelligente. Non penso che i calciatori fossero in ottima forma la scorsa stagione e il più delle volte non è stata colpa loro: questo ha provocato una quantità eccessiva di infortuni. Abbiamo già iniziato a cambiare il nostro programma di preparazione e su questo dettaglio siamo tutti sulla stessa lunghezza d’onda, inclusi Paulo e il suo team. È risultato evidente dal primo giorno che il club e il nuovo staff abbiano molto da offrirsi reciprocamente in termini di metodi di allenamento”.

Cosa l’ha colpita di più dell’allenatore?
Sono stato molto contento di come ci ha descritto il metodo con cui lui e i suoi assistenti lavoreranno individualmente con i giocatori, cercando di migliorare ogni giorno sia i più esperti sia i giovani. Questo è un aspetto per lui molto importante. Allo stesso tempo, però, abbiamo bisogno di giocatori che vogliano imparare nuove cose, disposti a migliorare se stessi e pronti a rendersi conto che possono sempre perfezionarsi. Se i ragazzi avranno la disponibilità a imparare e migliorare, lui sarà il primo a volerli aiutare. Ci ha comunicato che allo Shakhtar restava spesso al termine dell’allenamento con diversi calciatori, a lavorare con ognuno di loro su aspetti differenti. So per certo che alcuni dei nostri calciatori, che forse non giocavano ogni settimana, sentivano che la scorsa stagione non stavano imparando o progredendo perché nessuno era lì ad aiutarli. Questo è un aspetto a cui lui tiene molto e lo stesso vale per me. I giocatori che vuole sono quelli che hanno voglia di migliorare, che sono disposti a restare anche a fine allenamento per poter lavorare sul proprio gioco. Farò tutto il possibile per assicurarmi di avere le risorse disponibili per mettere in pratica tutto questo con i nostri giocatori”.

Ha anche parlato di disciplina?
Sì, è un argomento che ha toccato. È fermamente convinto che la disciplina sarà una delle chiavi principali per raggiungere i nostri obiettivi. Spiegherà da subito ai giocatori cosa si aspetta da loro e cosa dovranno fare tutti. Ha enfatizzato l'importanza di essere tutti uniti: ci deve essere una vera coesione all'interno della squadra. La Roma non è una questione di individui, si tratta di vincere come una squadra. Non tutti i giocatori possono giocare ogni partita e per quanto riguarda quelli che non sono coinvolti per una qualsiasi ragione, si aspetta comunque la stessa disciplina e la stessa intensità nell'allenamento, perché quando saranno chiamati in causa, saranno pronti. Chiunque non voglia far parte di ciò che stiamo cercando di creare può andarsene. Lo ha spiegato molto chiaramente e io sono al cento per cento d’accordo con lui su questo aspetto”.

Il fatto che Fonseca non abbia mai allenato nel calcio italiano è un rischio?
Ascolta, tutte le volte che nomini un nuovo allenatore vai incontro a dei rischi. Questo vale per ogni club al mondo, non solo per la Roma. Quello che mi piace di Paulo è l’entusiasmo che mostra davanti alla sfida di poter allenare in Serie A, che sappiamo essere un campionato molto basato sulla tattica e competitivo. Ha il suo sistema di gioco preferito con cui gli piace schierare la squadra, ma ci ha detto che dovrà essere flessibile e capace di adattarsi alle diverse situazioni. Piuttosto che essere spaventato o scoraggiato per il compito che lo aspetta, si è detto entusiasta della nuova avventura che lo attende e di potersi mettere alla prova. È molto calmo e riflessivo, ma allo steso tempo è molto ambizioso e ha anche una buona dose di umiltà. Ogni giorno dice di provare a capire come migliorare se stesso, il suo staff e i suoi giocatori. È chiaro che ha fiducia nelle sue capacità, ma non ha un minimo di arroganza. Vuole mettersi alla prova in uno dei migliori campionati europei e crede di poterlo fare con la Roma”.

Ha parlato dei giocatori che vorrebbe portare al club o di quelli che potrebbero andarsene?
Abbiamo parlato dei calciatori ma questo resta tra noi e lui. Conosce i reparti in cui dobbiamo migliorare e chiaramente ci sono dei calciatori che gradisce di più e che forse vorrebbe vedere a Roma. Il nostro compito è provare a portargli i giocatori e la squadra che possano aiutarlo a ottenere risultati per il suo stile di gioco. Molti di noi stanno lavorando giorno e notte per aggiustare le cose sbagliate e stiamo sempre cercando di migliorare aree che riteniamo già buone. Ad esempio, mercoledì sera siamo rimasti svegli fino a mezzanotte in un ristorante parlando con entusiasmo di quello che dovevamo fare”.

Alcuni giocatori se ne andranno?
Inevitabilmente alcuni se ne andranno e ne arriveranno dei nuovi. Se qualcuno non è dedito alla causa al cento per cento o se c’è qualcun altro che non vuole far parte di ciò che stiamo cercando di costruire, allora andrà via. Dopo la scorsa stagione, non possiamo permetterci di avere qualcuno che non si senta impegnato per la nostra causa”.

Sui media si è parlato molto del fatto che Francesco Totti non sia stato invitato alla riunione di Londra. È la verità?
Ovviamente non è vero. Per la cronaca, fatemi dire una cosa in maniera piuttosto chiara a coloro che pensano di poter creare continuamente divisioni all’interno di questo club: Francesco è stato assolutamente invitato alla riunione di Londra. Penso che lui sia parte integrante della nostra dirigenza sportiva. Ritenevo che fosse una riunione importante e dunque non era contemplato che Francesco non venisse invitato”.

Perché Francesco non ha partecipato?
Sinceramente non lo so. Forse Francesco pensa di avere bisogno di un po’ di tempo per pensare al suo futuro e al suo ruolo nel club, cosa che tutti rispettiamo. Francesco ha vissuto 30 anni nel calcio, la maggior parte dei quali allacciandosi gli scarpini per dare tutto per la Roma. Se Francesco ha bisogno di tempo, noi gli daremo tempo. Sono sicuro che ha tanti pensieri che gli passano per la testa su quello che vuole fare e sa che io sono qui per lui, così come è sempre stato, prima e dopo che smettesse di giocare. Che alcuni di voi mi credano o meno non mi interessa. Nel mio cuore so che ci sono stato. Non ascolterete alcuna critica nei confronti di Francesco né da parte mia né da chiunque altro nella Roma”.

Può confermare che gli è stato offerto il ruolo di Direttore Tecnico alla Roma?
Sì. Guido Fienga si è seduto al tavolo con lui diverse volte e gli ha parlato del ruolo e di quello che implicherebbe. Si tratta di un ruolo molto importante nel club, probabilmente uno dei più importanti e influenti nella nostra area sportiva e il fatto che vogliamo che sia lui ad assumerlo spiega tutto su quello che pensiamo di Francesco. Insieme al nuovo allenatore, al Direttore Sportivo, a Guido, a Mauro, a me e allo staff che ci supporta, stiamo mettendo insieme una squadra forte, in grado di riportare la Roma a competere per vincere dei trofei e per tornare in Champions League e nelle mie idee Francesco è parte integrante di tutto ciò. Tutti noi insieme, non come singoli, vogliamo solo una cosa: che la Roma vinca. È questo che ci guida. Non si tratta di me, come non si tratta di Francesco, Guido, Paulo o il nuovo Direttore Sportivo: si tratta dell’AS Roma”.

Qualcuno ritiene che anche con un ruolo come questo Francesco non avrebbe comunque grande influenza…
Non so cosa venga detto e da chi, visto che ho smesso di leggere la maggior parte dei media, ma credo che Francesco abbia già una grande influenza nel nostro processo decisionale. Però l’idea di questo nuovo ruolo è di definire al meglio la sua posizione. Sotto Monchi non aveva un ruolo ben definito, ma da quando Monchi se n’è andato abbiamo visto Francesco fare dei passi in avanti e prendersi delle responsabilità. Credimi, in tutte le decisioni sui cambiamenti che abbiamo preso in primavera, tra chi se n’è andato e chi è arrivato, Francesco ha avuto un peso che probabilmente neanche lui pensa di avere avuto. Parlo con Guido quotidianamente e molte volte mi ha riportato i pareri che gli aveva dato Francesco. Francesco è stato determinante nell’aiutarci a portare Claudio Ranieri a Roma. Ha anche avuto un grande impatto nella ricerca del nuovo allenatore, fornendoci molti consigli utili. L’ho già detto nella mia lettera di alcune settimane fa ed è vero: alcuni degli spunti migliori nelle valutazioni su diversi allenatori sono venuti da Francesco. Lavoriamo come una squadra e prendiamo decisioni come una squadra e Francesco ha preso parte a tutte le decisioni sportive che abbiamo preso, soprattutto da quando Monchi è andato via. Tutti sanno che giocatore è stato Francesco, dunque se c’è qualcuno migliore di lui nel giudicare un calciatore a cui siamo interessati allora vorrei conoscerlo. Anzi, quando sono andato a cena con alcuni membri del mio staff a Londra domenica sera, Franco ha ripetuto nuovamente quanto Francesco sia abile nel giudicare un talento. Dall’inizio dell’anno, Guido ed io ci siamo impegnati a trovare un ruolo più importante per Francesco all’interno del nostro gruppo perché lui è in grado di giudicare un talento meglio di ognuno di noi. Guido, Franco e io siamo stati allineati al 100% su quanto riteniamo che Francesco sia importante per la Roma. Senza alcun dubbio ci piacerebbe vedere Francesco come una parte fondamentale del nostro futuro. Lavorando con i vertici della nostra dirigenza sportiva potrà iniziare a scrivere un nuovo capitolo della sua carriera”.

Non ha fatto segreto di quanto fosse depresso per come sono andate le cose per la Roma nella scorsa stagione. Come si sente oggi?
Credo che tutti sappiano della mia insoddisfazione per come è andata la scorsa stagione e anche delle mie preoccupazioni riguardanti quella precedente nonostante avessimo raggiunto la semifinale di Champions League. In ogni caso posso dire che dopo le ultime settimane passate a costruire una nuova squadra, con Paulo, un nuovo Direttore Sportivo, un nuovo staff addetto alla preparazione e lavorando per migliorare molte altre aree nella Roma, ho sensazioni differenti. Camminando di notte per le strade di Londra, dopo aver concluso le nostre conversazioni con l’allenatore, mi sono sentito più entusiasta del potenziale della Roma e del suo ruolo nel mondo del calcio di come non lo sia mai stato prima. Spero di poter dare alla gente più di un’occasione di accorgersene e spero anche che le persone realizzino quanto io ci tenga. Forse dovrei fare qualcosa di meglio per dimostrarlo ma internamente non c’è nessuno che ci tenga più di me. Non vedo l’ora che abbia inizio un nuovo futuro”.