Roma vs Parma, le probabili formazioni dei quotidiani

INSIDEROMA.COM - La Roma si appresta a scendere in campo per l'ultima gara della stagione di Serie A, che la vede scontrarsi con il Parma. Nel match contro i ducali, mister Claudio Ranieri, ai saluti come Daniele De Rossi, ritrova dal primo minuto sia Manolas che proprio DDR.

LE PROBABILI FORMAZIONI DEI QUOTIDIANI OGGI IN EDICOLA

LA GAZZETTA DELLO SPORT: Mirante; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; De Rossi, Cristante; Under, Pellegrini, El Shaarawy; Dzeko.

CORRIERE DELLO SPORT: Mirante; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; De Rossi, Cristante; Under, Pellegrini, El Shaarawy; Dzeko.

IL MESSAGGERO: Mirante; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; De Rossi, Cristante; Under, Pellegrini, El Shaarawy; Dzeko.

IL TEMPO : Mirante; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; De Rossi, Cristante; Under, Pellegrini, El Shaarawy; Dzeko.

IL ROMANISTA: Mirante; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; De Rossi, Cristante; Under, Pellegrini, El Shaarawy; Dzeko.


Il doppio ex di Roma-Parma - Abel Balbo

INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI - Abel Eduardo Balbo, nato a Villa Constituciòn (Argentina) il primo giugno di cinquantadue anni fa, è stato un vero simbolo nella storia della Roma e non soltanto per la valanga di reti messe a segno con la maglia giallorossa addosso.

Era l'estate del 1993, infatti, quando l'allora neo presidente romanista Franco Sensi decideva di stupire i propri tifosi regalando loro uno dei centravanti più forti del momento. Il club di Trigoria veniva da un periodo economico assai buio, con il rischio fallimento dietro l'angolo dopo la delicata fase con Giuseppe Ciarrapico al timone della società e, dunque, portare nella Capitale un bomber da 22 reti in 34 partite sembrava ai limiti dell'impossibile.

Proprio per questo, compreso il momento di depressione generale vissuto dall'ambiente a tinte giallorosse, Sensi decise di aprire pesantemente i cordoni della borsa e mettere a segno un colpo clamoroso dall'Udinese, battendo peraltro la forte concorrenza dell'Inter.

Balbo può essere quindi considerato il simbolo di una Roma che stava per rinascere dalle proprie ceneri e che, proprio a partire da quella calda stagione estiva del 1993, iniziava lentamente a costruire ciò che avrebbe portato oltre un milione di persone al Circo Massimo dopo il 17 giugno del 2001.

Il nome di Abel Balbo è indissolubilmente legato a quello di un altro attaccante della Roma di metà anni Novanta, ovvero Daniel Fonseca. Nella mente del presidente Sensi e di Carletto Mazzone, infatti, il binomio d'attacco composto dai due elementi sudamericani avrebbe dovuto fare le fortune della causa giallorossa per molti anni. Tuttavia, se l'argentino effettivamente non disattese le promesse, realizzando circa cento gol nelle cinque stagioni trascorse nella Capitale, altrettanto non si può dire per l'uruguaiano Fonseca, troppo spesso fermato da problemi fisici che ne limitarono l'impiego e le prestazioni.

Sulla carta, comunque, quello composto da Balbo e Fonseca era uno dei tandem d'attacco migliori della Serie A dell'epoca. Non sorprende, quindi, che la meravigliosa Curva Sud, a partire dal 1994 (anno in cui Fonseca raggiunse Balbo a Roma) fosse entusiasta di poter ammirare i due 'gioielli' e avesse coniato il coro:"Con un Balbo così, un Fonseca così, vi facciamo un c..o così"mimando poi agli avversari con tutte le mani possibili le spropositate dimensioni delle suddette 'terga'.

Il rapporto splendido tra Balbo, nel frattempo divenuto capitano e la Roma venne messo in crisi dall'arrivo di Zeman nell'estate del 1997.

Con il gioco del boemo, infatti, l'argentino proprio non si sposava e la situazione tra i due naufragò definitivamente in un pomeriggio di metà marzo del 1998: il fattaccio si consuma poco prima dell'intervallo di un Roma-Bari poi vinto dai giallorossi per 2-1. Konsel è costretto a stendere Zambrotta, lanciato in campo aperto da un clamoroso errore dell'attuale allenatore della Roma Di Francesco e l'arbitro Serena non può risparmiargli il rossoPer far posto al 'numero dodici' ChimentiZeman richiama in panchina proprio Balbo, che rifila al suo allenatore una raffica di insulti tra i quali senza dubbio il gravissimo 'laziale' (visti i trascorsi biancocelesti del tecnico di Praga).

A fine anno, si consuma l'addio.

Balbo lascia Roma con il cuore a pezzi, ma torna nella Capitale soltanto un paio di anni dopo (trascorsi tra Parma e Firenze), principalmente come gentile ringraziamento da parte dell'allora uomo mercato giallorosso Franco Baldini per aver convinto Gabriel Omar Batistuta a sposare la causa romanista durante l'anno vissuto insieme dai due connazionali in quel di Firenze.

La seconda avventura dell'argentino a Roma non è nemmeno lontanamente paragonabile alla prima (non si arriva neppure a dieci presenze ufficiali in due stagioni), ma permette a Balbo di gioire e volare in estasi per uno scudetto atteso da queste parti da tanto, troppo tempo.

Goleador implacabile e 'consigliere romanista': in entrambi i contesti, Abel Eduardo Balbo è stato capace di regalare a tutti i tifosi giallorossi momenti davvero indimenticabili.


Riccardi: il genio giallorosso su cui puntare per il futuro

GAZZETTA DELLO SPORT - Ieri era a Udine, in campo con la Primavera, per aiutare i ragazzi di papà De Rossi a battere l’Udinese. Stasera, invece, partirà dalla panchina guardando un altro De Rossi, stavolta Daniele, nella sua ultima fatica giallorossa. Aspettando poi il momento in cui Claudio Ranieri gli dirà di scaldarsi, nel finale di partita, per prendere proprio il suo posto. Perché nella mente e nel cuore deltecnico giallorosso è proprio lui, Alessio Riccardi, il giocatore giusto per permettere a Daniele di prendersi l’attesa standing ovation. Perché Riccardi è il talento più fulgido del vivaio giallorosso e perché Ranieri, da romano e romanista, vuole che ci sia un passaggio di consegne ideale. Simbolico, anche da idealizzare.


Mirante saluta: «Stagione dura. Era necessaria più continuità»

GAZZETTA DELLO SPORT - Ha preso la Roma nel momento del bisogno: quando Ranieri lo ha preferito ad Olsen, Antonio Mirante ha risposto presente-  Oggi saluterà anche lui. Difficile, se non impossibile, che il prossimo anno sia titolare, ma certo la sua serietà e la sua affidabilità a Trigoria non sono passate inosservate. Oggi  sarà ricordata come l’ultima partita nella Roma di Daniele De Rossi: «Daniele - le parole a Sky di Mirante - è un capitano in cui ci riconosciamo. Speriamo che sia una festa per lui, sicuramente sarà commovente, lo sentiamo parte di noi e penso sia lo stesso anche per i tifosi. È come se uno di loro smettesse di giocare, è difficile immaginare una Roma senza Daniele».  Battute finali dedicate alla stagione della Roma: «Ci è mancata indubbiamente un po’ di continuità. È stata una stagione abbastanza travagliata, abbiamo cambiato allenatore e direttore sportivo. Ma soprattutto abbiamo avuto delle prestazioni altalenanti e questo ha fatto la differenza».


Roma, la lezione di Sir Claudio: orgoglio e appartenenza

GAZZETTA DELLO SPORT - Questa sera saluterà i romanisti per l’ultima volta, Claudio Ranieri riceverà la standing ovation dei 60mila dell’Olimpico e anche tutto l’amore di coloro che non ci saranno. Sir Claudio da Londra e Sor Claudio da Testaccio convivono da anni, lui non più tardi di venerdì scorso si è definito «un allenatore europeo», ma mai come stavolta ha saputo incarnare lo spirito dei romanisti. Ha preso una squadra non sua a due mesi dal termine, le ha ridato dignità e autostima, ma soprattutto non si è fatto problemi, nel momento più difficile, a parlare chiaro. Dentro e fuori Trigoria .E la gente, questo, glielo riconoscerà. Così come gli riconoscerà di essere stato costretto a tenere il timone della nave in un mare a dir poco in tempesta. Pensava, Ranieri, di doversi occupare solo di calcio e calciatori, gli sono bastate poche ore per capire come la situazione, a Trigoria, fosse più compromessa di quello che immaginava. La bomba gli è scoppiata tra le mani la sera del 13 maggio, quando è venuto a sapere che il club aveva comunicato a De Rossi il mancato rinnovo di contratto. L’ha presa malissimo, tanto da non essere presente alla conferenza di addio (anzi, arrivederci) di Daniele, e non si è fatto problemi a parlare di «fulmine a ciel sereno, sia per me sia per lui». Non si è fatto problemi, neppure, a parlare di Trigoria «troppo affollata» e di voci di mercato «nel momento chiave della stagione. Bisognava tenere una linea unica».


Lu. Pellegrini: "Grazie Daniè, perché condividere lo spogliatoio con Te, per uno come me, non so se puoi immaginare quello che ha significato"

Luca Pellegrini, tramite il suo profilo Instagram ha pubblicato una foto per rendere omaggio a Daniele De Rossi. Queste le sue parole:

"Grazie Daniè, dentro lo spogliatoio sei stato un padre, mi hai parlato sempre da fratello maggiore, e hai scherzato con me come fossimo coetanei, con un umiltà fuori dal comune. Non mi posso mai scordare ogni tua singola parola, dalla prima volta sul Testaccio.. fino alle ultime prima della mia partenza a gennaio.. speravo di tornare e vederti ancora dentro lo spogliatoio.. per rubare da te ancora qualcosa.. non sarà più la stessa cosa..
Grazie Daniè, perché condividere lo spogliatoio con Te, per uno come me, non so se puoi immaginare quello che ha significato.. Questa foto qua rappresenta la Tua 600esima partita.. standing ovation dell’olimpico.. e la mia prima.. ti puoi immaginare le sensazioni.. me le ricorderò per sempre quelle parole che mi hai sussurrato, le terrò per me, le racconterò ai miei figli, probabilmente con le lacrime agli occhi.. aggiungendo alla fine.. “sono stato il ragazzino che, mentre tutto lo stadio venerava Daniele De Rossi alla partita numero 600, metteva per la prima volta il piede in campo, vi auguro la metà della fortuna che ho avuto io...” Grazie Daniè, non sai quanto sono stato fortunato ad avere TE come Capitano!"

 
 
 
Visualizza questo post su Instagram

“COSA SEI PER ME.. SPIEGARLO NON È FACILE.. UNA PAROLA SOLA.. TU SEI LA ROMA” Grazie Daniè, dentro lo spogliatoio sei stato un padre, mi hai parlato sempre da fratello maggiore, e hai scherzato con me come fossimo coetanei, con un umiltà fuori dal comune. Non mi posso mai scordare ogni tua singola parola, dalla prima volta sul Testaccio.. fino alle ultime prima della mia partenza a gennaio.. speravo di tornare e vederti ancora dentro lo spogliatoio.. per rubare da te ancora qualcosa.. non sarà più la stessa cosa.. Grazie Daniè, perché condividere lo spogliatoio con Te, per uno come me, non so se puoi immaginare quello che ha significato.. Questa foto qua rappresenta la Tua 600esima partita.. standing ovation dell’olimpico.. e la mia prima.. ti puoi immaginare le sensazioni.. me le ricorderò per sempre quelle parole che mi hai sussurrato, le terrò per me, le racconterò ai miei figli, probabilmente con le lacrime agli occhi.. aggiungendo alla fine.. “sono stato il ragazzino che, mentre tutto lo stadio venerava Daniele De Rossi alla partita numero 600, metteva per la prima volta il piede in campo, vi auguro la metà della fortuna che ho avuto io...” Grazie Daniè, non sai quanto sono stato fortunato ad avere TE come Capitano!

Un post condiviso da Luca Pellegrini (@lucapellegrini3) in data: 25 Mag 2019 alle ore 2:40 PDT


Juan Jesus: "Grazie per questi anni passati insieme" (Foto)

Juan Jesus, tramite il suo profilo Twitter, ha voluto dedicare un post a Daniele De Rossi in occasione del suo addio alla maglia giallorossa. Queste le sue parole:

"Vecchio !!! Grazie per questi anni passati insieme, sei stato importante fin dal mio arrivo in questa squadra. Se penso oggi cosa significa DE ROSSI, penso subito a uomo vero, capitano, lealtà, sincerità e GUERRIERO che non molla mai e combatte per i suoi".


De Rossi chiude un'era

IL TEMPO - AUSTINI - In lacrime per te. Due anni dopo, ci risiamo: il popolo romanista piange l’addio di una bandiera, da Totti a De Rossi l'emozione non cambia e si chiude definitivamente un'era. Stavolta fa ancora più male. Perché la storia giallorossa del biondo di Ostia si chiude in modo crudele, senza il necessario preavviso, un distacco che certifica la distanza tra la Roma di oggi e il sentimento popolare. Due mondi che parlano lingue diverse e non si capiranno mai, al di là di chi abbia ragione e chi torto. E lo strappo finale della società su De Rossi non fa altro che acuire la rabbia.

«Mai come in questi giorni vi ho visto uniti per qualcosa», scrive il capitano nella commovente lettera consegnata al sito ufficiale del club. Un piccolo segnale di disgelo e un «arrivederci» finale che sa di promessa. Perché De Rossi tornerà in un’altra veste in un futuro indefinito, dopo aver giocato chissà dove e per quanto. Stasera, intanto, saluta la
sua Roma col cuore a pezzi e la chiara percezione di essere «cacciato» da casa sua perché non ritenuto più all’altezza di giocare. Un giorno che prima o poi doveva arrivare ma tutti, lui per primo, speravano fosse diverso.

Nell’Olimpico pieno, con 63mila spettatori (rimessi in vendita ieri gli ultimi biglietti
di tribuna, i cancelli aprono alle ore 18), la scenografia preparata dai ragazzi della
Curva Sud, gli striscioni, i cori, i pianti, gli insulti e tutti i sentimenti possibili di questo mondo, alle 20.30 si gioca un altro Roma-Parma che entra nella storia come quello
dell'ultimo scudetto. Il tricolore che De Rossi non è mai riuscito a vincere nelle 18 stagioni successive in cui ha vestito la maglia della prima squadra, una sorta di maledizione davvero immeritata e dura da accettare.

Fascia da capitano al braccio, quella originale e chissenefrega delle multe, Daniele giocherà dal primo minuto nel cuore del centrocampo per guidare la squadra verso un'impresa praticamente impossibile: la combinazione di risultati che servono per entrare in Champions equivale a un miracolo. L'idea di Ranieri, concordata con De Rossi, è una sostituzione simbolica verso fine partita con il capitano della Primavera, Alessio Riccardi, uno dei possibili eredi del futuro. E se la fascia è già stata «consegnata» per l'anno prossimo a Florenzi, nel post-partita di celebrazioni sarà Totti a premiarlo come uomo della società. Scelta obbligata, perché chiunque altro prenderebbe una valanga di fischi.

Pallotta non ci sarà, il programma prevede il rientro di De Rossi dagli spogliatoi dopo la gara con un saluto a tutti i compagni schierati ad aspettarlo, la  famiglia e gli amici al suo fianco e poi quel giro di campo che sarà straziante. Non sono previsti discorsi da leggere col microfono, ma solo musiche scelte dal capitano in sottofondo.

Trigoria in questi giorni è stato un via vai continuo, ieri gli ultimi tifosi a salutarlo prima dell'allenamento finale con la squadra, poi tante visite di amici più o meno stretti, anche la sera in ritiro. Da domani De Rossi sarà in vacanza in un mare esotico, poi inizierà a scegliere seriamente la squadra in cui giocare, con gli States come destinazione più probabile ma da gennaio. Con la Roma sarà solo un arrivederci. E l’idea di quel ritorno aiuta a piangere un po’ meno.


Totti racconta De Rossi in 10 foto (Video)

Francesco Totti ha voluto raccontare il suo ex compagno di squadra, nonché amico fraterno, Daniele De Rossi che oggi indosserà per l'ultima volta la maglia della Roma. L'attuale dirigente romanista, visibilmente commosso, tenta di raccontare il 16 giallorosso attraverso 10 foto. Queste le sue parole:

"Questa immagine è sull'aereo. Non mi ricordo che partita era, ma sicuramente avevamo vinto perché guarda che sorriso avevamo! Eravamo soddisfatti! Lui è un giocherellone, scherza sempre, soprattutto adesso che sono di posto davanti a lui perché generalmente eravamo seduti insieme: 4A e 4C, adesso io sono al 2. Lui fa sempre battute e scherza quando siamo sull'aereo".

"Questa immagine è il cambio è la finale della Coppa del Mondo a Berlino. Una giornata indimenticabile! Siamo riusciti a portare Roma anche sul tetto del Mondo con l'Italia"

"Questa immagine è la vincita della Coppa Italia a Milano dove all'andata avevamo vinto 6-2 e nel ritorno avevamo perso 2-1 con il gol di Perrotta. Qui abbiamo rischiato perché sul 2-0 loro potevano fare il 3 gol e sarebbe cambiata tutta la partita. Tuttavia la cosa più bella è l'esultanza finale con Daniele che alziamo la bandiera sotto i tifosi della Roma".

"Questa immagine ritrae il mio primo gol dopo l'infortunio subito. Era contro lo Shakhtar Donetsk in Champions League: avevo segnato di sinistro e Daniele a fine partita mi fece la battuta 'L'intervento di Mariani è riuscito abbastanza bene!'"

"Le usanze di una volta fare le gigantografie del giocatore ai tempi delle giovani e qui Daniele ha voluto fare questa simpatica foto con me vicino con me giovane e lui già vecchio"

"L partita non me la ricordo ma sicuramente ho segnato su calcio di rigore. Ogni volta che calciavo in porta lui era sempre uno tra i primi a esultare insieme a me saltandomi sulla schiena".

"Questo è un abbraccio vero. Un abbraccio sincero come ho sempre detto. È un fratello in campo, un ragazzo con cui abbiamo condiviso tanti momenti con questa maglia e con questi colori".

"In questa foto sembra che abbia segnato io, ma non ho segnato io. Questo è il cross che ho fatto a Roma-Fiorentina d'esterno e lui ha fatto gol di testa dal limite dell'area. Non ricordo se finì 3-0 o 3-1. È stata una delle più belle partite che abbiamo giocato".

"Questa è una bella immagine perché fa un po' effetto vederlo con la maglia numero 10. Non ce lo vedo benissimo! Questo è il mio addio dopo avermi consegnato il regalo della squadra e con lui Capitano abbiamo fatto la foto verso la Curva".

"Questa è una delle foto più belle perché Daniele è un fratello anche fuori dal campo. Abbiamo condiviso tante cose belle e brutte, ma penso che questa è la cosa più bella: cresce i nostri figli insieme, vederli uscire da scuola, portarli sul pulmino, sperando che loro possano fare il nostro percorso. E non intento dal punto di vista calcistico, ma soprattutto dal punto di vista dell'amicizia".


Al-Khelaifi, non solo la Roma: il presidente del Psg tratta anche con il Leeds

FINANCIAL TIMES - Il numero uno del Qatar Sports Investments Nasser Al-Khelaifi, nonché presidente del Psg, è stato più volte coinvolto nelle ultime indiscrezioni che lo vogliono interessato all'acquisizione della Roma. Ma il fondo qatariota potrebbe espandere la propria influenza anche nel calcio inglese. Come riferisce il quotidiano economico statunitense, Al Khelaifi avrebbe avviato delle trattative per rilevare alcune quote del Leeds. Tuttavia se dovesse alla fine giungere l'accordo difficilmente ci sarà un investimento massiccio sul mercato per evitare di violare i paletti del Fair Play Finanziario. Una soluzione alternativa potrebbe invece essere quella di finanziare l'attuale presidente  Radrizzani per comprare un nuovo club europeo, creando così una rete di club e aggirando le normative del FFP.


Sarah Felberbaum risponde a un tifoso: "Mio marito è libero di fare ciò che vuole"

Le ultime indiscrezioni vogliono De Rossi in trattativa con il Boca Juniors dove raggiungerebbe il suo amico Burdisso, direttore sportivo del club argentino. Ma si è parlato anche di un interesse di alcune squadre dell'Mls sotto, secondo alcune voci, insistenza della moglie Sarah Felberbaum che vorrebbe trasferirsi in America. L'attrice ha voluto subito mettere in chiaro le cose e al commento di un tifoso "Se lo ami lascia che il suo sogno si avveri" comparso sul proprio profilo Instagram, la signora De Rossi ha risposto: "Mio marito è libero di fare ciò che vuole. Fossi in te non crederei a tutto ciò che leggi...".


Il Napoli pensa a Manolas

Il Napoli avrebbe messo gli occhi su Kostas Manolas, difensore della Roma. Secondo quanto riporta Il Tempo, infatti, il difensore greco potrebbe essere uno dei top player giallorossi a lasciare la capitale in estate, complice anche la clausola rescissoria fissata a 36 milioni di euro. Il club di De Laurentiis si mette in coda alle pretendenti.