Fonseca perde la linea mediana. E tra i pali idea Pau Lopez
REPUBBLICA - FERRAZZA - London Calling, Fonseca answering. Il tecnico, fresco di firma con la Roma, è sbarcato nella mattinata di ieri nel Regno Unito per conoscere Pallotta e il management giallorosso (Baldini, Fienga, Calvo), dopo aver passato una giornata a Milano con Petrachi, ds in pectore del club. Sorrisi, strette di mano e buoni propositi: sullo sfondo del big bang nasce la nuova Roma, semi-rivoluzionata nei posti di comando e completamente da rifondare in campo. Messo subito di fronte alla necessità di dover cedere, per bilancio e rapporti, la spina dorsale della squadra — Manolas (Juve?), Kolarov (Fenerbahce?) Dzeko (Inter) — Fonseca, che da quando è stato avvicinato dalla Roma ha visto raddoppiare i suoi follower su Instagram, sembra avere le idee chiare su quelli che dovranno essere gli obiettivi di mercato da raggiungere. Un portiere, uno (o due) difensori centrali, un regista a centrocampo e un centravanti di livello per sostituire Dzeko. Ma, andando con ordine: Pau Lopez, del Betis Siviglia è il nome che sembra più attendibile per i pali, visto che gli italiani Sirigu, Cragno e Perin costano troppo. Classe ’94, una valutazione di circa 18 milioni, è il nome proposto da Petrachi, con Olsen dirottato verso la Premier. In difesa Verissimo, del Santos, sembra essere sempre in pole position rispetto ad altri nomi accostati al club di Trigoria. A centrocampo il sogno è Veretout della Fiorentina (che costa intorno ai 20 milioni), mentre è stato offerto Rolando Madragora (proposto già due anni fa dalla Juve che voleva Strootman). Dalla scorsa estate di proprietà dell’Udinese per 20 milioni, il talento mancino, classe ’97, è centrocampista e capitano dell’Under 21 che sta per iniziare l’avventura dell’Europeo organizzato per la prima volta in Italia. Complicatissimo, invece, trovare il sostituto di Dzeko, che ieri, su Instagram ha lanciato un indizio su quella che a breve sarà la sua nuova squadra. Il bosniaco ha infatti messo un “like” al commento di un tifoso dell’Inter sotto a una foto di lui che, da Portofino, scruta l’orizzonte interrogandosi sul futuro. Immediata la reazione social dei romanisti che hanno preso di mira con commenti vari il numero nove, già d’accordo con il club di Milano, e in attesa del via libera. La Roma si è intanto ritirata ufficialmente dall’International ChampionsCup perché costretta a lavorare in Italia per i preliminari d’Europa League.
Pallotta stregato da Fonseca
IL TEMPO - BIAFORA - Un pranzo per conoscersi e per entrare nel mondo Roma. A Londra Fonseca ha avuto modo di incontrare personalmente il presidente Pallotta, nella City per un vertice di carattere commerciale con Fienga e Calvo. Il numero uno giallorosso, prima negli uffici della As Roma UK Branch a Berkeley Square e poi in un ristorante della zona, in compagnia degli altri dirigenti e del fido consigliere Baldini, si è approcciato al tecnico portoghese, che nella prima intervista ufficiale ha chiesto fiducia ai tifosi: «Posso promettere che costruiremo una squadra competitiva e coraggiosa, con un gioco di qualità.
Sono ambizioso, voglio portare fiducia ed entusiasmo, adoro le sfide».
L'allenatore di Nampula, di cui Pallotta ha apprezzato l'ottima capacità di esprimersi in inglese, ha spiegato al magnate di Boston come intende costruire la squadra dal punto
di vista del gioco e ha ripetuto quanto già detto martedì nell'incontro a Milano con Petrachi: l'intenzione è quella di parlare con ogni singolo giocatore, mettendo in stand-by per qualche giorno qualsiasi affare in uscita. Il dirigente pugliese ha ascoltato le richieste di Fonseca ed è ora al lavoro per accontentarlo anche in entrata, sempre tenendo ben segnata sul calendario la data del 30 giugno, giorno di chiusura del bilancio. L'ex Shakhtar, la cui panchina è stata affidata a Castro, ora tornerà in patria e partirà poi perle vacanze, pronto a sbarcare a Roma pochi giorni prima del raduno a Trigoria, e del ritiro a Pinzolo, dove mancheranno i nazionali.
Nel frattempo ieri in tarda serata i dirigenti sono rientrati nella Capitale, con la speranza di poter ufficializzare al più presto la nomina di Petrachi a direttore sportivo. Si era sparsa la voce di un faccia a faccia milanese con Cairo, ma il ds ha smentito tale ipotesi, confermando però che procedono le manovre per essere liberato dal Torino. Sul fronte mercato le trattative vanno avanti e il presidente del Cagliari Giulini ha confermato l’interesse per Defrel («E un giocatore che ci piace), lasciando aperta qualche flebile speranza giallorossa su Barella: «Come lo vedrei in Champions? Vediamo se va in un club che la gioca... L'Inter -
ha detto a Sky - è interessata come altri club, stiamo valutando la proposta, ma ancora non ci soddisfa». Difficilmente però il centrocampista, per il quale i sardi vogliono più di 50 milioni, seguirà le orme di Nainggolan trasferendosi a Roma.
Con i nerazzurri di Conte i giallorossi hanno in ballo la situazione Dzeko, che avrà bisogno di altro tempo per sbloccarsi prima di arrivare alla fumata bianca. Sempre in uscita va registrata la richiesta del Borussia Dortmund, intenzionato a rilevare Schick in prestito. Ponce va allo Spartak Moscaper 7 milioni di euro. Confermato l'addio di Balzaretti, al quale la Roma non ha rinnovato il contratto da responsabile dei giocatori in prestito: ieri l'ex terzino ha incontrato i vertici della Spal ed è pronto ad iniziare una nuova avventura.
Ci vorrà qualche altra settimana per definire il futuro di De Rossi, entusiasta dell'offerta del
Los Angeles FC, pronto a ricoprirlo d'oro con un contratto da 4 milioni di dollari a stagione. DDR ha confidato all'amico Burdisso, che vuole portarlo al Boca, di non aver ancora deciso che cosa fare, aspettando magari una proposta da una squadra europea.
Il Tas rinvia, giallorossi ai preliminari
IL TEMPO - BIAFORA - Niente tournée in America per la Roma e niente coppe europee per il Torino. Dopo la chiusura dell’accordo per il ritiro a Pinzolo è arrivata l’ufficialità della mancata partecipazione all’ICC, con i giallorossi che saranno sostituiti dalla Fiorentina di Commisso. La decisione è dovuta al preliminare di Europa League, che costringerà
Florenzi e compagni a scendere in campo il 25 luglio. In un primo momento a Trigoria, nonostante il sesto posto, si era stabilito di non annullare il viaggio negli Usa, in vista di una
possibile sanzione della Uefa ai danni del Milan. A Nyon hanno però deciso di rinviare ogni punizione ai rossoneri, quinti in Serie A: è stato sospeso il giudizio in attesa che il Tas si pronunci sul ricorso di Elliott a dicembre in merito alle restrizioni per le violazioni al FPF per il triennio 2015-2017. Ieri il tribunale ha aggiornato il calendario delle udienze previste fino al 14 agosto e non è programmata alcuna discussione sulla querelle Milan-Uefa. A meno di procedimenti d'urgenza, i rossoneri disputeranno quindi i gironi di Europa League, costringendo la Roma ai preliminari e escludendo il Torino dalle coppe.
Da Dzeko a Manolas fino a Olsen: la ripartenza è senza spina dorsale
MESSAGGERO - CARINA - Calendario alla mano, tra un paio di settimane si riparte. Forse è meglio così, con Fonseca che avrà modo di conoscere la squadra in anticipo, dovendo affrontare già il 25 luglio il primo impegno ufficiale rappresentato dai preliminari di Europa League. Se in questa prima fase il tecnico portoghese potrà usufruire anche di calciatori di cui non è certa la permanenza a Trigoria (Defrel su tutti), già è stato avvisato che non potrà contare sulla spina dorsale che ha caratterizzato l'ultimo anno e non solo. Olsen, Manolas, De Rossi e Dzeko: portiere, centrale difensivo, mediano e centravanti. La rivoluzione di Petrachi parte proprio da qui.
A EDIN...PIACE - Con Daniele la Roma ha già voltato pagina. E a breve lo farà anche con gli altri tre. Che il bosniaco abbia un accordo con l'Inter è ormai il segreto di Pulcinella. Anche se reduce da una stagione sottotono, con Edin se ne va un grande attaccante. Per informazioni, se non bastano gli 87 gol in giallorosso, chiedere informazioni alla nazionale azzurra e al difensore Mancini in particolare, portato a spasso l'altra sera dal centravanti. Per un addio ormai chiaro da un paio di mesi, non poteva mancare l'indizio social. Stavolta sono addirittura due. Potenza di Instagram: 1) Un like del bosniaco a quattro cuori, due neri e altrettanti azzurri, messi da un tifoso interista sotto una sua foto che lo ritrae a Portofino; 2) Perisic, amico di Dzeko, taggato in una conversazione sotto il medesimo post da un altro tifoso interista che commentava «il prossimo anno insieme», ha lasciato anche lui il like di approvazione. Va soltanto trovata l'intesa tra i due club, dove peserà anche un incrocio di plusvalenze (Edin ora ha un valore contabile di 4,6 milioni).
KOSTAS IN ATTESA - Manolas sarà l'altro sacrificato. La clausola rescissoria permette al greco di accasarsi dove vuole. In Italia sono due i club che lo cercano: Napoli e Juventus. Non è quindi un caso che ieri il suo agente Raiola abbia avuto colloqui con entrambi i club. Kostas preferirebbe trasferirsi a Torino, dove ad attenderlo c'è Sarri che lo avrebbe voluto in azzurro già un paio di stagioni fa. A salutare a breve sarà anche Olsen. L'avventura dello svedese è prossima ai titoli di coda. La Roma ha accolto con un sorriso le ultime prestazioni in nazionale del portiere, visto che il valore del suo cartellino (8,5 + 3,5 di bonus) è precipitato dopo l'anno in giallorosso, dove Robin ha perso anche il posto di titolare a favore di Mirante. Trovargli una squadra non sarà semplice. Baldini sta cercando un acquirente sul mercato inglese: il Watford ha chiesto informazioni. A meno che a Petrachi non riesca la mossa del gatto maculato di sabatiniana memoria, rispedendo il portiere al Copenaghen come parziale contropartita per il difensore Vavro. A proposito di addii, saluta anche Balzaretti che ripartirà dalla Spal.
Fonseca style: “Roma, coraggio”
MESSAGGERO - TRANI - «Ho coronato il mio sogno: allenare in uno dei principali campionati d'Europa». Paulo Fonseca si presenta alla Roma. Di persona, a Londra, al presidente Pallotta, e per iscritto, sul sito della società giallorossa, alla tifoseria. Nell'ufficio europeo del fondo Raptor nel quartiere chic di Mayfair, conosce il presidente, presenti Fienga e Baldini (più Calvo e Zecca), e gli trasmette l'entusiasmo con sui affronterà la nuova sfida. E subito rivaluta pubblicamente la rosa: «C'è tanta qualità. Adesso va trovata la chiave giusta per utilizzare i giocatori al fine di sfruttare al meglio le loro caratteristiche. Molti di loro possono giocare il calcio coraggioso, ambizioso e offensivo che voglio mettere in pratica. Uno stile che ci permetta di dominare gli avversari. Mi piace il 4-2-3-1, ma il sistema di gioco conta quando si riesce a mettere su una squadra molto dinamica. E quindi competitiva». Si rivolge la gente: «La voglio rendere orgogliosa di tifare per noi». Il preliminare di Europa League è l'unico ostacolo sulla sua strada: «Avrò solo quattro settimane per preparare la prima partita ufficiale. Sarà difficile, lo ammetto, perché i giocatori dovranno adattarsi alle mie idee molto velocemente».
IN STAND BY - «La Roma è tra le migliori squadre d'Europa» avverte il portoghese, attento ovviamente al mercato del suo nuovo club. La fase è di stallo. Il nuovo allenatore è stato appena ufficializzato (dovrebbe arrivare nella Capitale qualche giorno prima del raduno) e il piano di rafforzamento solo accennato. Petrachi sta cominciando a interfacciarsi con Fonseca, ma ancora non è stata conclusa alcuna operazione in entrata e nemmeno in uscita. Premesso che la scadenza del 30 giugno resta fondamentale per la libertà di manovra della società giallorossa, con 40-45 milioni di pluslavenze da portare a casa entro fine mese, c'è anche da prendere atto della situazione in cui opera il ds che, a meno di una svolta improvvisa, riuscirà ad essere ufficialmente operativo solo dal 1° luglio per la volontà di Cairo di tenerlo ancora vincolato al Torino, anche se c'è chi sostiene che ieri a Milano abbia visto il presidente granata per definire il divorzio. Ma la priorità è il futuro. E si moltiplica per 4, cioè quanti sono i ruoli scoperti nell'attuale rosa.
QUATERNA OBBLIGATA - Gli investimenti principali saranno, dunque, sul portiere, il centrale difensivo, il regista e il centravanti per sostituire Olsen, Manolas, De Rossi e Dzeko, cioè 4 titolari: al momento, solo il capitano è uscito dalla rosa. Petrachi ha già la sua lista della spesa. In porta guarda all'estero: obiettivo lo spagnolo Pau Lopez del Betis Siviglia. Piace al ds e costa meno di Cragno che diventerebbe la prima scelta solo se il Cagliari abbassasse le pretese. Anche Gollini è nell'elenco, ma anche l'Atalanta alza il prezzo. In difesa il centrale individuato è il ceco Vavro del Copenaghen. L'agente del giocatore ha confermato i contatti recenti avuti con qualche club italiano. Discorso fatto pure dal procuratore di Verissimo del Santos. Veretout è tra i candidati per il ruolo di play, anche se diversi club (pure stranieri) stanno parlando con la Fiorentina. Sondaggio per Mandragora dell'Udinese che ha la stessa età, 21 anni, di Bruno Guimaraes, centrocampista dell'Atletico Paranaense. Più complicato il percorso da affrontare per avere il centravanti: Pallotta vorrebbe il big, replicando quanto fatto con Dzeko nell'estate 2015. Ecco perché alla Juve sono state chieste informazioni su Higuain. Più che la valutazione, 36 milioni, è l'ingaggio a spaventare e ad allontanare la Roma: 7 milioni più bonus. Offerto Petagna, anche se la richiesta di 25 milioni risulta esagerata. Defrel, chiesto dal Cagliari, può essere utilizzato per arrivare a Pavoletti. Ismaily, fluidificante mancino dello Shakhtar e pupillo di Fonseca, comincia intanto a seguire la Roma su Instagram. Indizio che sa di gradimento.
Dzeko, like all’Inter e i tifosi s’infuriano
LEGGO - BALZANI - Un like di troppo mentre ammirava il mare di Portofino. Edin Dzeko è sempre più vicino all’Inter di Conte e dell’amico Nainggolan. A confermarlo ieri un indizio social che ha scatenato la furia dei tifosi romanisti. Il bosniaco ha pubblicato su Instagram una sua foto da Portofino, dove attualmente è in vacanza.
Nei commenti sotto al post, c’era anche un tifoso dell’Inter che ha pubblicato dei cuori nerazzurri. Un commento a cui Dzeko ha messo mi piace’. “E bravo Dzeko che mette like, ora te ne devi andare”, il primo commento di un romanista al quale sono seguiti decine di insulti che fanno seguito ai fischi incassati nell’ultima giornata contro il Parma.
Dopo meno di due ore il like’ è stato tolto, ma ormai la volontà di Edin è chiara. Al termine della gara tra Italia e Bosnia, condita da un gol dello stesso Dzeko, l’attaccante ha confermato a mezza bocca: “Io all’Inter? Sono stanco. Ora vado in vacanza a riposarmi, poi vedremo che succede”.
Bomber low cost. Roma, austerity sul mercato: in attacco Petagna o Pavoletti
LEGGO - BALZANI - Nessun sogno, ma la cruda realtà: per sostituire Dzeko la Roma non prenderà un giocatore di prima fascia. Dopo i primi colloqui tra Pallotta e la dirigenza a Londra, dove ieri è sbarcato pure il nuovo allenatore Fonseca e dove per coincidenza era pure De Rossi in viaggio con la figlia Gaia, è emersa la necessità di limare il monte ingaggi e tirare la cinghia in un anno senza i soldi Champions e con i preliminari ormai certi (il Tas sul Milan non si pronuncerà prima del 14 agosto) di Europa League.
A disposizione del nuovo ds quindi sarà messo un budget limitato e determinato sopratutto dagli incassi delle cessioni. Al momento il punto di riferimento resta Baldini visto che Petrachi non si è ancora liberato dal Torino. Cairo chiede un indennizzo (Cangiano o Pezzella dalla Primavera), la Roma è convinta di poter risolvere pacificamente la faccenda.
E lo stesso Pallotta domani potrebbe – a un anno esatto dalla sua ultima apparizione – sbarcare a Roma per risolvere la questione, accogliere a Trigoria il nuovo tecnico e parlare con Totti. Nel frattempo però il mercato deve iniziare. A prendere il posto del 7° attaccante più prolifico della storia della Roma non saranno quindi né Icardi né Higuain.
Anche per questo la dirigenza giallorossa ha provato fino all’ultimo a convincere Dzeko a restare offrendogli una spalmatura dell’attuale ingaggio su un triennale. Inutilmente. I due club continuano a trattare, ma alla fine i nerazzurri dovrebbero accontentare la Roma e arrivare ai 22 milioni richiesti magari con l’inserimento di una contropartita (Merola o Dalbert). E proprio 20-25 milioni saranno reinvestiti per trovare il nuovo numero 9.
Nella lista di Petrachi, depennato pure il troppo caro Belotti, ci sono nell’ordine: Pavoletti, Petagna e Andre Silva. Per il primo è stato proposto uno scambio con Defrel, il secondo convince di più. Nomi che non fanno sognare ma che potrebbero essere affiancati da un giocatore d’esperienza come Llorente o Rondon (entrambi a parametro 0) nel caso in cui dovesse partire pure uno tra Schick ed El Shaarawy. Il ceco, dopo le lamentele espresse durante il ritiro con la sua nazionale, ascolterà tutte le offerte che arriveranno al suo procuratore. Non prima però di aver parlato con Fonseca che ieri ha rilasciato la sua prima intervista al sito ufficiale della Roma: “La stagione inizia presto, speravo di avere più tempo a disposizione ma amo le sfide. Voglio una squadra coraggiosa”, in sintesi le parole più significative del nuovo tecnico giallorosso.
Fonseca: “I tifosi devono aspettarsi una squadra coraggiosa”
Paulo Fonseca ha rilasciato la sua prima intervista ad asroma.com, parlandoci della sua idea di gioco e di quello che si aspetta dai suoi calciatori.
Benvenuto all’AS Roma, mister Fonseca. Che sensazioni prova in questo momento?
“Sono molto contento, emozionato e fiducioso in vista di questa nuova sfida che mi aspetta. Sin dal primo momento non ho mai avuto dubbi sull’opportunità di venire alla Roma. È un grande Club, con grandi tifosi. Voglio costruire qualcosa che possa portare fiducia ed entusiasmo al Club e ai suoi tifosi. Ringrazio il presidente Jim Pallotta e Guido Fienga per questa opportunità. Sono molto entusiasta”.
Ci racconta qualcosa del Paulo Fonseca allenatore. Come si descriverebbe?
“Parlare di me non è semplice, preferisco lo facciano gli altri. Sono un allenatore pieno di passione. Amo il mio lavoro, sono una persona entusiasta e voglio trasmettere questa passione alle persone che lavorano con me. Amo il gioco del calcio e voglio che le persone che mi circondano condividano la stessa passione che ho io per questo sport”.
Che genere di squadra devono aspettarsi i nostri tifosi?
“Prima di tutto coraggiosa, che scenda in campo con lo stesso approccio a prescindere dal fatto che l’avversaria sia una squadra piccola o grande. Dobbiamo costruire una squadra competitiva, che metta in pratica un gioco di qualità, un calcio che renda orgogliosi i tifosi. La qualità del gioco per me è molto importante. Ovviamente vogliamo vincere, l’obiettivo principale è quello, ma allo stesso modo vogliamo metter su una squadra che sappia esprimere un gioco di qualità”.
In passato ha dichiarato che potrebbe ritenersi molto triste dopo una vittoria se la squadra non gioca bene…
“A me non basta solo vincere. Ovviamente mi piace, ma voglio vedere le nostre idee applicate sul campo. Voglio vedere un gioco di qualità, un gioco che possa entusiasmare i tifosi: voglio che dopo le nostre partite tornino a casa dicendo “la squadra ha giocato bene e ha vinto perché è stata coraggiosa”. Per me questo aspetto è molto importante”.
È stato protagonista di tre stagioni piene di successi allo Shakhtar. Quali aspetti del progetto Roma l’hanno convinta a chiudere quell’esperienza?
“Ho sempre voluto allenare in uno dei migliori campionati Europei e la Serie A è uno di questi. La Roma è una delle migliori squadre in Europa. Sono molto ambizioso e la mia ambizione era proprio quella di allenare uno dei più importanti Club europei. Quando questa opportunità si è presentata, dopo tre anni di grandi successi in Ucraina, ho pensato fosse ora di andare per realizzare questo sogno”.
La Serie A è conosciuta come una delle competizioni più impegnative, anche dal punto di vista tattico…
“È per questo che il calcio italiano mi entusiasma. Perché si basa sulla tattica ed è difficile. Ogni settimana, ogni partita rappresentano una sfida importante per l’allenatore. Sono molto motivato, voglio creare qualcosa con la nostra squadra, qualcosa che sia in grado di sorprendere gli avversari. Ogni settimana ci prepareremo in allenamento per sorprenderli. In Italia ci sono tante squadre che lavorano bene, sono molto forti tatticamente e in particolare valide in fase difensiva. Sarà una grande sfida, ma io adoro sfide come queste”.
Molte squadre italiane si stanno inoltre rinforzando sempre di più e la competizione per i posti più alti della classifica sarà impegnativa…
“In Italia ci sono tante squadre forti e questa stagione sarà più competitiva delle altre. È tornato Antonio Conte, forse tornerà Maurizio Sarri e ci sono tanti giocatori forti. Le squadre stanno diventando sempre più attrezzate rispetto agli anni passati e questo è importante per il calcio e per i tifosi italiani”.
Conosce bene la Roma, dopo averla affrontata in passato. Quali sono le sue prime impressioni della squadra che sta per allenare?
“C’è tanta qualità nella squadra. Una delle cose più importanti è trovare la chiave giusta per utilizzare i giocatori al fine di sfruttare al meglio le loro caratteristiche. Credo che molti dei calciatori abbiano le qualità per giocare il calcio coraggioso, ambizioso e offensivo che voglio mettere in pratica. Uno stile di gioco che ci permetta di dominare gli avversari. Sono sicuro che i giocatori della Roma hanno le qualità necessarie per mettere in pratica tutto questo”.
C’è una formazione in particolare che dobbiamo aspettarci?
“Mi piace giocare con il 4-2-3-1, ma il sistema non è la cosa più importante, contano le dinamiche, i principi fondamentali di un tipo di gioco. Spero di mettere su una squadra molto dinamica”.
Probabilmente avrà a disposizione un periodo di preparazione molto breve, con partite impegnative che arriveranno prima del solito. Ci vorrà tempo affinché i giocatori possano adattarsi a quello che si aspetta da loro?
“Sarà difficile, devo ammetterlo. Potremmo avere solo quattro settimane che ci separano dalla prima partita ufficiale. Credo che dovranno adattarsi alle mie idee molto velocemente. Preferirei avere più tempo, ma non possiamo farci niente e quindi sfrutteremo queste quattro settimane per preparare la squadra al meglio per il primo impegno”.
Di solito dichiara pubblicamente i suoi obiettivi stagionali? O preferisce tenerli per sé?
“L’unica cosa che posso promettere è che costruiremo una squadra competitiva e coraggiosa. Come ho già detto, sono sicuro che riusciremo a organizzare una squadra che renderà i tifosi orgogliosi. Questo accadrà, ne sono certo. La nostra squadra sarà coraggiosa, sarà ambiziosa. Se ci sono questi ingredienti hai sicuramente più possibilità di vincere”.
In ultimo, la Roma ha una tifoseria molto passionale in tutto il mondo. Ha un messaggio da inviare ai sostenitori giallorossi?
“Ai tifosi vorrei dire solo questo: insieme possiamo costruire una squadra forte. Ovviamente abbiamo bisogno del loro supporto. So che amano questi colori e sono sicuro che insieme saremo tutti più forti. I tifosi potranno essere orgogliosi di questa squadra, ne sono certo, perché combatteremo per loro, per creare qualcosa di speciale. So che saranno dalla nostra parte. Parlo spesso del “coraggio” e so che i tifosi giocano un ruolo fondamentale in questo aspetto, perché possono trasmettercelo. Credo che quando entreremo allo stadio saranno loro i primi a darci le giuste motivazioni e l’incoraggiamento. Da quel momento dovremo iniziare a combattere e a mostrare noi il nostro coraggio, per loro”.
Petrachi potrebbe incontrarsi con Cairo per rescindere il contratto con il Torino
Gianluca Petrachi, futuro DS ella Roma, è ancora legato al Torino con cui deve rescindere ufficialmente il contratto prima di firmare con i giallorossi. Uno step obbligatorio, che potrebbe risolversi in serata. Infatti, come riferisce tuttomercatoweb.com, Petrachi si trova a Milano dove potrebbe incontrarsi con Cairo per chiudere il rapporto lavorativo con il Torino ed essere libero di firmare con la Roma.
Bombardini: "Per giudicare Fonseca bisogna aspettare. Se cambi tanto ogni anno non porti avanti un progetto"
Davide Bombardini, ex centrocampista della Roma dal 2002 al 2003 e dell'Atalanta, ha parlato delle sue ex squadre ai microfoni di tuttomercatoweb.com a margine dell'evento Pitti Uomo:
La clamorosa qualificazione dell'Atalanta in Champions?
"È stata una sorpresa, non pensavo arrivassero fino in fondo. Non sono sorpreso dal gioco perché conosco Gasperini ed è anni che ci delizia".
Ilicic o Zapata chi il migliore come rivelazione?
"Il colombiano già fra Udine e Napoli si vedeva che poteva diventare importante. Ilicic è fenomenale, può cambiare la partita in ogni momento. Mi piace tantissimo".
Quanto potranno incidere i tanti impegni in stagione sul rendimento della Dea?
"È sempre difficile per una squadra come l'Atalanta pensare di riproporre un campionato quello appena concluso. Serve una rosa competitiva per farlo".
La Roma a Paulo Fonseca?
"Tutti gli anni diciamo che è il nome giusto, bisogna aspettare. La Roma arriva da un'annata di alti e bassi e cambiando sempre giocatori, tecnico e ds diventa sempre più dura".
La lontananza di Pallotta quanto incide?
"Bisogna fare le cose bene, a prescindere dalla distanza. Se cambi tanto ogni anno un progetto tecnico non lo porti avanti".
Mihajlovic avanti a Bologna?
"È stato il grande protagonista della stagione. Ha cambiato completamente il volto del Bologna. Sono contento che sia rimasto perché è una piazza seria dove si può fare buon calcio".
Il cambio di proprietà a Firenze?
"Fare calcio a Firenze non è semplice. I Della Valle non hanno fatto male negli anni ma sono sempre stati criticati. Questa è una piazza esigente che vuole bel calcio, mi auguro che Commisso possa farcela".
La conferma di Montella?
"Da quando è tornato è stato una sorpresa in negativo. La squadra si portava dietro tante cose. Vediamo la squadra che riusciranno a costruire. Chiesa è un giocatore da tenere perché è straordinario, ma è dura di fronte alle proposte delle grandi squadre".
Vieri: "Inter, Roma, Milan e Napoli non possono vincere lo scudetto"
Christian Vieri era presente a Firenze per partecipare al Pitti Immagine. A margine dell'evento ha parlato anche della Serie A e delle big del nostro campionato, soffermandosi maggiormente sull'Inter. Queste le sue parole riportate da tuttomercatoweb.com:
"Conte è un grande allenatore, lo vedo bene. Sono amico di Antonio ma anche di Spalletti e mi è dispiaciuto per il suo addio. Ha fatto bene e so che persona è ma bisogna sempre guardare avanti".
Con Conte l'Inter potrà fermare l'egemonia della Juventus?
"Sbagliate a pensare che l'Inter debba fermare la Juventus. I bianconeri sono troppo avanti e i nerazzurri devono pensare ad andare in Champions tutti gli anni. Non si deve mettere pressione addosso ai giocatori parlando di scudetto".
La Juventus vincerà anche con Sarri?
"La squadra è fortissima, Sarri darà il suo gioco e per questo è stato cambiato allenatore. I bianconeri vogliono dominare anche in Europa, ci vorrà tempo ma il gioco arriverà e la squadra è davvero forte. Inter, Milan, Roma e Napoli non possono vincere lo scudetto".
Il futuro di Icardi?
"Non so niente, leggo solo i giornali. Vediamo cosa vorranno fare. Lui non si discute, è un grande finalizzatore".
Lukaku sarebbe un grande colpo?
"Lui è fortissimo, uno dei più grandi centravanti del mondo".
La rivoluzione del Milan?
"Non so se Maldini sceglierà l'allenatore. Vorrà certamente uno che faccia giocare bene la squadra ma ci vorrà tempo. Come si dice: Roma non è stata costruita in un giorno".
Cosa pensa della fine dell'era Della Valle a Firenze?
"La famiglia marchigiana ha fatto bene, ho conosciuto Andrea e a volte ci sentiamo. Parliamo di una grande persona e hanno fatto benissimo per 15 anni. Vediamo cosa succederà con Commisso, lo conoscevo già di fama".
Dovrà tenere Federico Chiesa?
"Non è vendere o tenerlo, se vuole andare via partirà. Ci vorrà tempo anche con la Fiorentina".
Per i media turchi vi sarebbe un accordo tra Kolarov ed il Fenerbache
Il futuro di Kolarov sarà ancora in giallorosso ? Secondo i media turchi no. Infatti, come riferito dal portale sabah.com, il terzino giallorosso avrebbe già un accordo di massima con il Fenerbahce sulla base di 2.8 milioni di euro a stagione. Resta da vedere quanto sia vera questa indiscrezione e se la Roma abbia intenzione di lasciar partire il giocatore.