C'è la nuova maglia, l'ultima per De Rossi: ieri cena con la squadra

IL MESSAGGERO - Non è un caso che proprio ieri la Roma abbia presentato la maglia ufficiale che indosserà nella prossima stagione. E non è nemmeno una coincidenza che sarà l’ultima che vestirà De Rossi in occasione del match contro il Parma di domenica sera alle 20,30 (apertura cancelli ore 18 e avviso del club: «Presentatevi in anticipo»). Sono partite ieri mattina le vendite nei Roma store della prima maglia 2019-20, caratterizzata da un fulmine che decora il colletto, le maniche e i calzettoni, riferimento a Giove, il “Re degli Dei” secondo gli antichi romani. Ieri sera cena di squadra a base di sushi in un ristorante in via del Corso per celebrare l’addio di De Rossi.


De Rossi, l'addio si infiamma: rischio di guerriglia ultrà

IL MESSAGGERO - MANGANI - Un giro di campo, il saluto d'amore: sarà una festa sobria, annunciano gli amici di Daniele De Rossi. Almeno nelle intenzioni. Perché, se dentro l'Olimpico i tifosi hanno già acquistato ogni ordine di posto pur di essere presenti ai festeggiamenti del loro idolo, fuori dallo stadio la minaccia di scontri è molto elevata. I toni si sono alzati e di parecchio, dal momento in cui il calciatore ha annunciato il mancato rinnovo del contratto da parte della società. Da Monteverde a San Basilio sono comparse delle scritte che vanno ben oltre la protesta, e la firma a stampo è quella di gruppi come Rivolta giallorossa e Romanisti armati. Formazioni che adottano simbologie aggressive e poco pacifiche. Ma non è tutto, perché accanto ai più esasperati del tifo - causa vendita dei campioni, capitani mandati via e nessun obiettivo centrato - sono in agitazione anche gli spalti generalmente più tranquilli. I gruppi ultrà hanno lanciato l'ipotesi di uno sciopero degli abbonamenti e, dalla Sud, la proposta si è diffusa alla Tevere e a molti vip della Monte Mario. La festa per De Rossi potrebbe diventare una vera escalation contro Pallotta.
Il Viminale e la Questura hanno ben chiara la situazione e tendono a minimizzare: «Sarà in vigore il protocollo adottato per questo tipo di partite - spiegano - I simboli comparsi sono di tifoserie già note e monitorate». In questi giorni i controlli sono massicci, e la protesta degli striscioni potrebbe anche portare a qualche denuncia o daspo per gli autori. «Uno a Boston, l'altro a Londra, speriamo presto insieme in una tomba», firma DDR16, lascia poco spazio a dubbi. Così come «Diffidati con noi», con tanto di svastica accanto. Le forze dell'ordine, poi, avranno il compito di controllare in maniera accurata tutti gli striscioni che entreranno nello stadio, in modo da poter bloccare quelli che sconfinano nelle minacce e nella violenza.

IN SENATO - Anche se il malessere giallorosso ha ormai varcato ogni luogo possibile. E un paio di giorni fa in un'aula del Senato, una ventina di parlamentari (tra deputati e senatori dei Roma club Montecitorio e Palazzo Madama) si sono radunati per protestare contro la società. «Siamo qui per dire basta - è stato il commento di Paolo Cento di Sinistra Italiana -. La Roma ha bisogno di un presente e di un futuro. Totti e De Rossi, sono due bandiere che si vogliono ammainare e noi le vogliamo rialzare. Questa proprietà deve ascoltare i tifosi». Nella protesta bipartisan si è inserito Maurizio Gasparri di Forza Italia che ha attaccato: «Non possiamo non esprimere lo sdegno per come è stato trattato un simbolo e una bandiera come De Rossi. L'insoddisfazione verso Pallotta è totale, la speranza è che le forze imprenditoriali della città prendano a cuore la Roma e finalmente ci sia una proprietà non più estranea e ostile alla Capitale».

I DIVIETI - Per la finale di campionato Roma-Parma l'area dello stadio sarà pedonalizzata e l'Olimpico si potrà raggiungere solo a piedi. Vietata la vendita e il consumo delle bevande in vetro. Mentre la Digos si sta occupando di tenere sotto controllo le tifoserie più violente. Ma tutti sanno che i rischi sono molto elevati: la storia rischia di ripetersi. Era il 17 maggio del 2000, quando i tifosi dovevano celebrare il principe Giuseppe Giannini che per 15 stagioni aveva portato sulla pelle la maglia giallorossa. Una serata ad alto tasso di emozione per i cuori romanisti che si è trasformata in un inferno: risse, cariche, devastazioni. Era l'epoca Sensi, patron amato e odiato, molto pianto il giorno della morte. Oggi a Pallotta i tifosi contestano praticamente tutto, a cominciare dall'ipotesi del nuovo stadio di Tor di Valle, che considerano l'unico suo vero interesse nella Capitale.


L'addio di De Rossi: tensione capitale

IL MESSAGGERO - TRANI - Festa fa rima con protesta, nel match program di domenica sera. Meteo scontato: la notte sarà buia, per lo strappo inconcepibile e, come se non bastasse, anche tempestosa e non solo per la pioggia già annunciata. Mai come stavolta il pubblico dell'Olimpico si farà sentire, prendendo posizione e quindi usando la voce per centrare contemporaneamente il doppio obiettivo: salutare De Rossi e contestare Pallotta.

MIRINO SPOSTATO - Sono passati 2 anni esatti dall'addio di Totti, 28 maggio 2017, alla Roma e anche al calcio (giocato). Quel pomeriggio, caldo e lunghissimo, non ha niente a che vedere con la notte del 26 maggio 2019. Lacrime più che insulti, incassati comunque da Spalletti, quando fu inquadrato sui maxischermi, nonostante la qualificazione diretta in Champions e il record di punti in A del club giallorosso. In campo si presentò, udite udite, addirittura Pallotta per premiare Francesco e commuoversi come qualsiasi altro spettatore dell'interminabile abbraccio al fuoriclasse che ha vestito per 25 campionati la stessa maglia. Il presidente prese poi qualche offesa, perché la gente fece blocco nel saluto e nel pianto per l'uscita di scena che, pure se diluita in un anno e mezzo, era stata messa ampiamente in preventivo. Fu soprattutto amore. E disperazione, anche conoscendo il finale da tempo. Non sarà così, invece, tra tre giorni.

PAGINA SCURA - Il fine corsa di Totti fu, dunque, metabolizzato. Questo, no. Nessuno ha avuto il tempo di elaborare il lutto. De Rossi e, con lui, i tifosi hanno avuto l'ufficializzazione del divorzio pronunciato quasi sotto traccia e a bassa voce (anzi, nemmeno: solo qualche riga formale), a meno di 2 settimane da quella che è subito diventata l'ultima partita del capitano, trattato come fosse uno solo di passaggio. Il timbro che Pallotta piazza con ferocia e arroganza sulla stagione iniziata male e finita peggio. Stravolto Daniele, perché ancora convinto di poter fare il giocatore e quindi costretto contro la sua volontà a sfilarsi la maglia giallorossa. L'alba del 14 maggio è diventata la coltellata al cuore della città. Il tweet asettico, quasi anonimo, del club per staccare improvvisamente la spina e interrompere qualsiasi battito. Pochi caratteri per chiudere la favola che è stata raccontata per 15 anni. Dichiarazione di guerra per sfidare i tifosi. E mettere ansia alle forze dell'ordine. Che vigilano sui siti, dove c'è chi già boicotta la campagna abbonamenti, e che controllano le firme sui muri, dove c'è invece chi va oltre l'insulto da stadio.

POPOLO IN RIVOLTA - Monta la rabbia e non c'è da stuprisi. Quella del giocatore, scaricato e umiliato. E della gente. Di strada in strada, nella Capitale. E di nazione in nazione. Coinvolto il pianeta: i giallorossi nel mondo si sono schierati contro la proprietà Usa. Striscioni e murales. Anche a Boston, dove risiede Pallotta. Lontano e assente. Sono passati quasi 13 mesi dalla sua ultima presenza all'Olimpico: la notte del 2 maggio del 2018, semifinale di ritorno di Champions contro il Liverpool. L'unica partita in cui, negli ultimi 2 anni, ci sono stati più spettatori (61.889) che per il giorno dedicato a Totti (59.713). In questa stagione il pienone solo con il Real, il 27 novembre, nella fase a gironi di Champions. Non l'esaurito (59.124 ), non come per Francesco. Ma per De Rossi è stato subito sold out. Attesi circa 63.000. E con loro i compagni dell'83, l'anno di nascita di Daniele,.Che rifiuta l'esagerazione. Giro di campo con la moglie Sarah, la primogenita Gaia, la piccola Olivia e il pupetto Noah. Musiche e immagini. La targa che, assente il presidente (a Trigoria non ipotizzano lo sbarco a sorpresa), gli potrebbe consegnare Totti. Cerimonia breve e intensa. Se Daniele non ce la farà a parlare , pronta la lettera sul sito della Roma. La coreografia della Sud e lo stadio per lui. Come in ogni quartiere. Il manifesto di Testaccio, opera dello street artist Laika, è inequivocabile per il doppio messaggio sopra e sotto la foto del capitano: Yankee go home da spedire oltre oceano, In hoc signo vinces per chi si alimenta di romanità.

ECCE DS - Petrachi, intanto, si è dimesso da direttore sportivo del Torino per la nuova avventura in giallorosso. Non gli tocca il compito peggiore, quello capitato al suo precedessore: Monchi che arrivò e accompagnò alla porta Totti. Qui l'ex granata non troverà più De Rossi.


Addio De Rossi, Paola Vinciguerra: "È come una separazione non voluta in famiglia: dopo Francesco un altro vuoto da colmare"

IL MESSAGGERO - MASSI - «Due anni dopo, un altro bagno di lacrime all'Olimpico. Un altro simbolo va via dalla famiglia. Ma con una diversa emozione collettiva». Paola Vinciguerra, psicoterapeuta romana e presidente dell'Associazione europea disturbo da attacchi di panico, per domenica prossima, prevede «un rituale di dolore profondo».

Lei parla di famiglia e di abbandono, perché?
«Che cosa altro sono questi saluti allo stadio? La grande famiglia si riunisce per separarsi dal suo parente amato. Una
separazione non aspettata e, soprattutto, non accettata. Per Totti è stata una festa, pur commovente. Ora no».

L'addio non voluto dal giocatore viene vissuto dalla tifoseria come un tradimento?
«Certo, si è obbligati a separarsi da un idolo che faceva parte di un tuo credo, di un sogno. Un insulto alla fedeltà».

Perché De Rossi è sempre stato fedele alla squadra?
«Perché la tifoseria ancora non si è ripresa dal saluto di Totti e ora ha di nuovo un vuoto da colmare. Non si è sentita rispettata, appunto, nella fedeltà».

Lei disegna proprio un senso collettivo di smarrimento...
«Certo. Perché nulla lasciava presagire una decisione di questo tipo. Perché anche Daniele, parlando, ha lasciato trapelare rigore e amarezza».

Per questo parla di dolore profondo?
«È uno strappo a tutti gli effetti. E' lo smembramento di un simbolo che rappresentava un'epoca. Un'appartenenza che, per molti, va oltre il tifo per una bandiera».

Che vuol dire?
«La squadra, lo vediamo da diversi comportamenti, diventa il vero serbatoio emozionale. E anche i giocatori hanno un ruolo. Fanno parte di questa famiglia nella quale si è investito».

Che cosa potrebbe scatenare un sentimento come questo?
«La tifoseria non si è sentita calcolata in questa operazione che ha allontanato Capitan futuro. I grandi della famiglia hanno deciso per tutti».

Senza preoccuparsi delle conseguenze?
«La sensazione, sugli spalti, è questa. Non vi siete preoccupati di noi e non avete capito che due anni sono pochi per riprenderci dal saluto del Capitano».

Quindi, domenica?
«Si dovrà tener conto di questi stati d'animo, amplificati dalla vicinanza e dal luogo. La tristezza nei sessantamila può svelarsi anche con l'aggressività».

 

 

 

La Roma interessata al giovane Urzi del Banfield

La Roma punta su Agustin Urzi del Banfield. Questo è quanto riferisce il portale alfredopedulla.com, che spiega come la clausola rescissoria per il classe 2000 sia di 20 milioni di dollari. Negli ultimi tempi, l’esterno offensivo è stato seguito anche dalla Fiorentina. 

 


E' una Roma ai saluti

INSIDEROMA.COM - SARA BENEDETTI - Non solo De Rossi, anche altri big come Dzeko, Manolas e Kolarov, o giovani alla Under si accingono a giocare l'ultima partita in giallorosso. Dipenderà da tanti fattori, su tutti le offerte provenienti dal mercato. L'unica certezza al momento è che domenica con il Parma si chiuderà la carriera da calciatore con la Roma del capitano. Sarà una serata speciale, non di festa, ma di emozioni, lacrime e - c'è da aspettarselo - feroce contestazione da parte dei tifosi alla società, che non ha voluto rinnovare il contratto a De Rossi come lui invece sperava. E pensava di meritare. Pallotta non dovrebbe essere presente all'Olimpico nonostante dagli Usa qualcuno ipotizza un suo blitz a sorpresa, a Trigoria nessuno lo aspetta e la cosa, probabilmente, neppure dispiace troppo: ci sarebbe un problema in più da gestire in questo momento di grande tensione nei confronti del presidente romanista. La scelta di «tagliare» De Rossi, in barba alle inevitabili critiche, è emblematica rispetto alle intenzioni di chi sta costruendo la squadra del futuro. Ovvero il consulente Baldini in tandem col direttore sportivo in pectore Petrachi. È pronto a dimettersi lunedì - e Massara potrebbe fare lo stesso qui a Roma - ma deve ancora trovare un'intesa col patron granata per liberarsi dall'ultimo anno di contratto. «Non dovete chiedere a me perché oggi non è qui - spiega Cairo - se Petrachi dovesse dare le di-missioni non so se dovrei accettarle. Dovreste chiederlo ad avvocati più bravi di me».

OCCHI AL FUTURO - In un modo o nell'altro la questione si risolverà, intanto il dirigente leccese sta già lavorando sulla Roma 2019/20, pronto a mettere nero su bianco l'accordo triennale già preso con Gasperini, ma ci vorrà del tempo: almeno un paio di settimane prima che il tecnico si liberi a sua volta dall'Atalanta, giorni utili alla società di Pallotta anche per capire se si dovessero creare all'ultimo momento delle opportunità più allettanti. Alla Sarri o alla Allegri. Ma tutto porta verso «Gasp»,un allenatore esigente negli allenamenti, che ha bisogno di mettere sotto torchio un gruppo capace di sopportare i carichi di lavoro, per giocare poi le partite con l'intensità pazzesca dell'Atalanta. Molto presto per dire quali giocatori vorrebbe tenere e quali prendere, ma non sarà solo lui a decidere. Prendiamo il caso di Dzeko, arrivato all'ultimo anno di contratto con la Roma al termine di una stagione negativa. Il bosniaco è uno dei tanti delusi (e deludenti) e si sente arrivato alla fine di un ciclo. A dire il vero avrebbe già lasciato la Capitale un anno e mezzo fa se il Chelsea gli avesse proposto un contratto più lungo. Ora l'Inter, dove ci sarà proprio Conte, vorrebbe prenderlo al posto di Icardi per affiancarlo a Lautaro Martinez, ma la trattativa fra i due club non è ancora iniziata. La disponibilità di Dzeko c'è, manca tutto il resto. Manolas può invece scegliersi la squadra liberamente, a patto che ne trovi una disposta a pagare entro luglio i 38 milioni della clausola rescissoria. Raiola è al lavoro, la Juve ci sta pensando, idem un paio di club fra Inghilterra e Spagna. Under è il giovane più indiziato per una plusvalenza utile a chiudere il bilancio entro giugno, Zaniolo dovrebbe invece rinnovare come El Shaarawy ma per entrambi manca l'accordo economico. Poi ci sono altri che rischiano di diventare ingombranti. Da Kolarov a Perotti, da Fazio a Pastore, da Olsen a Marcano, la Roma è pronta a sfoltire rosa e monte ingaggi. Diversi saluteranno.


Una panchina che scotta

INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI - Domenica prossima, alle ore 20.30, allo Stadio Olimpico di Roma, i giallorossi di Claudio Ranieri saluteranno la disgraziata stagione 2018/2019 al cospetto del Parma di mister D'Aversa davanti a un pubblico che riempirà in massa l'impianto principalmente per onorare al meglio Daniele De Rossi, all'ultima presenza con la lupa sul petto, dopo diciotto anni d'amore incondizionato verso i suoi colori.

Si tratterà, con ogni probabilità, anche dell'occasione in cui andrà in scena la più aspra contestazione nei confronti del presidente statunitense James Pallotta dal momento del suo insediamento come numero uno del club capitolino.

In questa fase storica, con una compagine quasi certamente fuori dalla prossima Champions League, nonché senza un ds formalmente operativo e un allenatore per l'annata 2019/2020, pare proprio che essere tifosi della Roma equivalga principalmente a mettere a dura prova le proprie condizioni di salute.

Un aspetto che attualmente accomuna i sostenitori della Magica con chiunque abbia la possibilità di avvicinarsi all'incarico di allenatore della squadra per la prossima stagione. Assumere l'incarico di capo della sfera tecnica della formazione giallorossa per il prossimo futuro, infatti, raramente è parso compito così arduo e rischioso.

Innanzitutto, per le condizioni ambientali in cui ci si troverà a lavorare.

È vero che dopo anni di feroci dissidi e lotte intestine, la piazza romanista ha ritrovato unione: peccato, però, che tale unità d'intenti sia rivolta nella direzione della contestazione verso la proprietà americana. Non esattamente il modo migliore per iniziare un nuovo ciclo sportivo. Difficile ricordare nella storia del calcio annate contraddistinte da successi con un ambiente sottosopra.

Per questo motivo, ad esempio, nonostante l'encomiabile sforzo della società, un allenatore dal palmarès e dalla storia di Antonio Conte ha risposto con un cortese "No, grazie" alla proposta di sposare il progetto della Roma che verrà. Oltre a quanto confessato dallo stesso tecnico salentino ("oggi le condizioni non ci sono ma penso un giorno, prima o poi, io andrò ad allenare la Roma" perché "ho un problema: la vittoria, che sento come l'obiettivo del mio lavoro"), in merito alla mancanza di garanzie necessarie per provare a vincere sin da subito con una squadra composta da top player e non da giovani di belle speranze da rivendere al miglior offerente, l'ex tecnico della Juventus era perfettamente consapevole del fatto che sarebbe arrivato in un periodo non proprio contraddistinto da acque calme in casa giallorossa e da 'vecchia volpe' del calcio qual è, ha preferito non rischiare di intaccare una carriera sino ad ora costellata quasi unicamente di successi.

Stesso discorso vale per Maurizio Sarri che, nonostante non possa ancora contare sui titoli portati a casa da Conte, grazie agli splendidi anni napoletani è volato in Premier League, entrando dalla porta principale con il Chelsea, e che prima del concreto interesse del 'gigante' Juventus, ascrivibile agli ultimi giorni, a più riprese, dopo essere stato accostato a Roma e Milan (altro luogo non facile dove poter andare ad allenare attualmente) aveva gentilmente fatto sapere di non vedere la possibilità di tornare in Italia come chance preferita.

Ecco, allora, la forzata necessità di puntare su un allenatore che possa correre il rischio di sedersi sulla panchina giallorossa senza porsi troppi problemi; un profilo capace di compiere un miracolo sportivo pur non più giovanissimo, un uomo alla ricerca di rivincita dopo una sola e fallimentare esperienza in una 'big', infine un mister piuttosto aziendalista e abituato a lavorare con giovani di belle speranze (la conformazione che dovrebbe avere la Roma a partire dalla prossima stagione).

In poche parole, l'attuale allenatore dell'Atalanta e con ogni probabilità il prossimo dell'AS Roma: Gian Piero Gasperini.


La squadra a cena insieme per salutare De Rossi

La squadra si è ritrovata questa sera a cena nel ristorante Zuma nei pressi di Via del Corso per salutare Daniele De Rossi che, domenica sera giocherà contro il Parma la sua ultima partita in giallorosso.


Roma: fari puntati sul greco Vlachodimos, portiere del Benfica

GAZZETTA.IT - PUGLIESE - Cinquanta presenze stagionali e ben 19 clean sheet, con una percentuale totale del 38%. E se le coppe (sia quelle nazionali sia quelle europee) non sono andate come si sperava, di certo Odisseas Vlachodimos, 24 anni, è stato uno dei segreti del 37° titolo portoghese del Benfica. E su di lui si sono posati di recente anche gli occhi della Roma, che sta andando a caccia del numero uno per la prossima stagione. [...] Il portiere greco potrebbe anche essere il primo colpo di Gianluca Petrachi in giallorosso.

L’interesse della Roma per il numero uno della nazionale greca è forte, anche se da Trigoria non è stata ancora formalizzata un’offerta ufficiale al Benfica. Il problema è che Vlachodimos (per metà tedesco e per metà greco) interessa anche a tante altre squadre in Europa, non solo alla Roma. A settembre, ad esempio, si era parlato di un interessamento del Bayern, ma anche dell’attenzione di Arsenal, Chelsea e Newcastle. [...]

Il problema, però, è la valutazione dei portoghesi, circa 20 milioni di euro. La Roma difficilmente potrà arrivare a quella cifra, ci si metterà eventualmente a tavolino per trovare la formula giusta, anche per abbassare eventualmente il prezzo iniziale. Di certo c’è che nel casting dei portieri giallorossi da oggi c’è un nome in più, proprio quello di Vlachodimos.


La Roma su Zapata. L'Atalanta lo valuta 40 milioni ma si possono inserire contropartite

Duvan Zapata entra in orbita Roma.  Secondo quanto riporta il sito calciomercato.it, l'ex attaccante della Sampdoria sarà riscattato dall'Atalanta e si potrebbe intavolare una trattativa col club bergamasco abbassando la valutazione di 40 milioni di euro fatta dagli orobici con qualche contropartita tecnica.


Mondiale Under 20, Luca Pellegrini in campo 90 minuti contro il Messico

Alle 18 l'Italia Under 20 è scesa in campo contro il Messico per la prima sfida del Mondiale polacco di categoria. L'incontro è finito 2-1 per gli azzurri grazie alle reti di Frattesi e Ranieri. Nel mezzo, il momentaneo pareggio di De La Rosa. Questa la formazione scelta dal CT Nicolato, che lancia titolare Luca Pellegrini, terzino di proprietà della Roma e in prestito al Cagliari da gennaio:


Roma-Parma, apertura dei cancelli fissata alle 18

Al fine di agevolare e velocizzare le procedure d’accesso allo stadio Olimpico per Roma-Parma, l’AS Roma invita e consiglia i tifosi, in particolare coloro che hanno acquistato il tagliando online, a presentarsi allo stadio con congruo anticipo rispetto al calcio d’inizio della gara previsto per le 20.30, muniti di documento di riconoscimento e di una copia cartacea del biglietto ricevuto precedentemente via email.

Un ingente afflusso di pubblico presso i varchi di pre-filtraggio concentrato esclusivamente in prossimità dell’orario di inizio della gara potrebbe non garantire l’accesso agli spalti in tempi rapidi. L’apertura dell’impianto è prevista alle 18.00.

L’AS Roma ricorda inoltre che anche in occasione dell’ultima partita casalinga di questa stagione sportiva, non saranno fruibili i parcheggi B1 e B2 posti su Viale delle Olimpiadi.