De Rossi, il caso entra a Montecitorio

IL MESSAGGERO - CARINA - Per il saluto di De Rossi saranno presenti 63mila spettatori: ai quasi 24mila abbonati si aggiungono i 39mila tagliandi venduti e tra questi ci sono anche i Distinti Nord, settore dedicato solitamente agli ospiti. A premiare Daniele sarà Totti, ma non sarà soltanto una giornata di festa. La contestazione nei confronti del club non si placa e arriva anche in Parlamento. E’ previsto un incontro organizzato dai Roma Club palazzo Madama e Montecitorioper risolvere la questione.


Roma, Gasperini per forza

IL MESSAGGERO - TRANI - In piena volata, e a meno di una settimana dal possibile annuncio, c'è Gasperini davanti a qualsiasi altro candidato per la panchina giallorossa. E, con la Roma di mezzo, a comandare è sempre e comunque Testa Grigia, riconoscendo il copyright a Ranieri che, con l'appellativo cromatico, ha appena battezzato Baldini davanti ai tifosi in rivolta. In questo caso, però, è l'allenatore dell'Atalanta che, guardando al vantaggio accumulato negli ultimi 15 giorni, oscura chi lo insegue proprio come fa ombra il suggeritore di Pallotta su chi opera a Trigoria. Così, anche se manca la fumata bianca (e quindi, niente è ancora scontato), Gian Piero da Grugliasco, 61 anni, si prepara a diventare l'8°allenatore dell'éra a stelle&strisce.
AVANTI TUTTALa svolta ai primi di maggio, subito dopo la telefonata di Conte a Fienga in cui l'ex tecnico del Chelsea ha detto no alla proposta della proprietà Usa. In quel momento, non avendo Baldini ricevuto alcuna garanzia da Sarri, il management italiano ha deciso di concentrare ogni sforzo su Gasperini che, sotto contratto a Bergamo con la famiglia Percassi fino al 30 giugno 2021, è stato scelto in quanto sosia, nel metodo e nel carattere, dell'ex ct azzurro. Non potendo permettersi l'originale di lusso, ecco dunque l'imitazione quasi perfetta. «Replay» la sintesi offerta a Pallotta per ottenere il via libera sull'allenatore dell'Atalanta, vicino alla storica qualificazione in Champions e tentato al tempo stesso dalla chiamata di un grande club. Gian Piero, nell'approccio di partenza, ha mostrato la sua personalità, pretendendo di essere il candidato unico. Pronto, insomma, a chiamarsi fuori a priori davanti a qualsiasi ballottaggio. La Roma ha dovuto accettare l'aut aut pur non avendo alcuna certezza di andare a dama nella negoziazione. Che, con l'intervento di Petrachi, ha però preso subito la piega giusta.
NUOVO CORSODecisivo è stato pure Fienga, consapevole di non poter aspettare Sarri, in quel momento ancora convinto di restare al Chelsea. Oggi non è più così: Abramovic, a prescindere dal risultato nella finale di Europa League (29 maggio), gli ha fatto capire che lo saluterà a fine stagione. Sarà, dunque, libero. Ma la situazione, anche se la Roma avesse deciso di attenderlo, non sarebbe comunque cambiata. Perché, nonostante il pressing di Baldini, la società giallorossa è dietro alla Juve e al Milan. Giusto, dunque, puntare forte sul tecnico dell'Atalanta, inizialmente sul 3° gradino del podio. Petrachi non ha mai avuto dubbi, scartando Giampaolo, sponsorizzato dal principale interlocutore di Pallotta. E trovando l'accordo con Gasperini (triennale da 2,5 milioni più bonus): nessuno, nella Capitale, teme il ripensamento. Il tecnico ha già avvisato Percassi che, per la verità, ancora spera nel ribaltone. La Roma, anche per rispetto verso l'Atalanta, ha spinto Gian Piero ad essere chiaro con la dirigenza del club bergamasco. Sono pronti a seguirlo alcuni collaboratori. Lui vorrebbe pure qualche titolare nerazzurro: il centrale difensivo Palomino (più di Mancini, bloccato da Monchi), il terzino destro Castagne, il fluidificante mancino Gosens, il mediano de Roon e il jolly offenisvo Ilicic (vicino, però, al Napoli). Da scegliere il portiere, con Cragno ancora preferito a Gollini, e il sostituto di Dzeko, con Petrachi già al lavoro su Belotti. Dalla Germania: interessamento per Kruse, centravanti del Werder Brema. Dall'Inghilterra: proposto Llorente del Tottenham (parametro zero). Dall'Olanda: contatto con il terzino sinistro Willems dell'Eintracht. Ma prima viene il brindisi con l'allenatore.


C’è Willems ora si prova a svoltare a sinistra

GAZZETTA - CECCHINI - Non sappiamo se domenica prossima, in occasioni delle elezioni europee, la sinistra torni di moda. Una cosa è certa: a Trigoria va parecchio, anche perché su quella fascia – soprattutto in difesa – c’è da lavorare. E così, visto che Kolarov potrebbe essere anche salutato a fine stagione, la Roma sta pensando ai giocatori adatti per quel binario. E il primo della lista, al momento, sembra essere Jetro Willems, 25 anni, olandese, in forza all’Eintracht, con già 22 presenze nella nazionale «orange», anche se l’ultima risale al 2016. A rivelarlo è stato lo stesso manager del giocatore, che ha detto chiaro: «La Roma e il Newcastle sono interessati a lui».

 

Velocità e duttilità

Oltre al costo del cartellino non impossibile – ha il contratto in scadenza nel 2021 e costa circa 8-10 milioni – Willems è seguito per la sua velocità e duttilità, che gli consente, all’occorrenza, anche di giocare esterno alto e centrale difensivo, con il suo fisico imponente. Dopo aver iniziato la sua carriera di calciatore, nel 2006, nelle giovanili dello Spartaan, si è trasferito due stagioni più tardi allo Sparta Rotterdam. Nel 2011 il suo passaggio al PSV Eindhoven, dove ha esordito in Europa League, quindi nel 2017 viene ceduto definitivamente all’Eintracht, rivale in questa stagione di Lazio e Inter. In Nazionale ha giocato anche l’Europeo 2012 e in quella occasione ha conseguito un piccolo primato: essere il calciatore più giovane ad aver preso parte a quel torneo fino a quel momento, battendo il record che apparteneva al belga Vincenzo Scifo, ex Inter.

 

Torna Pellegrini

Ma anche se l’affare Willems andasse in porto, c’è un altro candidato per la fascia sinistra, ed è Luca Pellegrini, che dovrebbe tornare dal prestito al Cagliari. Le qualità (soprattutto offensive) del ventenne giallorosso, assistito da Mino Raiola, non si discutono, ma questa stagione per lui è stata piena di luci e ombre. La prima parte l’ha giocata alla Roma, mettendo in mostra ancora parecchie ingenuità che non gli hanno consentito di mettere insieme un minutaggio importante e, tanto meno, di pensare di scalzare Kolarov da titolare del ruolo. Dopo il prestito al Cagliari, però, le cose sono migliorate e il suo rendimento è cresciuto parecchio, tant’è che il club sardo lo terrebbe volentieri in prestito per un altro anno. L’impressione, però, è che la società giallorossa abbia altre idee, visto che sarebbe disposto a sacrificarlo solo per arrivare a Barella, che però per il momento pare un obiettivo difficile da raggiungere.

Gasperini e Petrachi

Per questo la cosa più probabile è che Pellegrini torni alla base, anche perché il futuro d.s. giallorosso, Gianluca Petrachi – che la scorsa settimana ha incontrato il presidente urbano Cairo per liberarsi che lo vincola col Torino fino al 2020 – così come Giampiero Gasperini, l’allenatore in pole per ereditare la panchina di Claudio Ranieri, pensano che possa essere un profilo giusto da poter valorizzare in una stagione che ha il sapore della ricostruzione.

Idea Perin

Parlando sempre di reparto difensivo, ci sono da registrare le voci che vogliono Perin nell’orbita della Roma, ma arrivano smentite in questo senso, anche se non si può escludere che al portiere ex Genoa stia stretto il ruolo di secondo alla Juventus, anche in vista delle convocazioni per il prossimo Europeo. Al momento, però, a Trigoria hanno altre idee, con Cragno in cima alla lista delle preferenze e con Sirigu sempre monitorato. Adesso però, soprattutto col cambio di consegne nella direzione sportiva (Massara sembra più vicino all’addio), è possibile che alcune strategie possano cambiare. Ma con una certezza: sulla fascia sinistra, pur calpestata anche dal jolly Santon, c’è bisogno di cambiare. E la Roma ci prova.


De Rossi saluta Olimpico esaurito ma la festa resta top secret

GAZZETTA - ZUCCHELLI - Sembra dimagrito», il pensiero di parecchi tifosi sotto le immagini di De Rossi sui vari social. In parte è vero: il sorriso del capitano della Roma appare tirato; questa è la sua ultima settimana da calciatore giallorosso. «Ormai la macchina conosce benissimo la strada, viene da sola», ha detto qualche giorno fa. Sarà difficile, per lui, fare il tragitto dal centro, dove abita, al Fulvio Bernardini, ma ormai non può fare diversamente. E quindi, mentre procedono i preparativi per la festa di domenica sera, lui pensa al lavoro sul campo. Lasciare la Roma in Europa è l’obiettivo minimo, farlo in Champions sarebbe un miracolo. Tra fede e speranza, quindi, contro il Parma scenderà in campo per l’ultima volta. Avrà, come i suoi compagni, la maglia nuova, quella del prossimo anno (in vendita da domani o venerdì), con una scritta o un’immagine dedicata. La fascia sarà quella della Lega, ma sotto De Rossi indosserà la sua. Top secret quello che sta preparando la società, così come la curva che, come fu per Totti, sta organizzando un addio tutto suo. L’Olimpico sarà esaurito, con sessantamila tifosi. E a fine partita De Rossi farà il giro di campo. Da solo o con la famiglia, nulla viene fatto trapelare. Perché la celebrazione, organizzata in poco tempo, non sarà una vera e propria festa, vista la rabbia che si respira nell’aria (romanista) per la scelta della società.

Lacrime anche in Parlamento

In questa settimana è possibile, anzi probabile, che De Rossi organizzi una cena di saluto con tutti i compagni e lo staff tecnico, e non è escluso che qualcosa faccia anche Ranieri, per ringraziare i giocatori per la disponibilità con cui lo hanno accolto. Saranno giorni di lacrime e malinconia. Giorni che, secondo l’ex d.g. Gian Paolo Montali, si sarebbero potuti evitare: «Faccio molta fatica a capire come sia stato possibile arrivare a una situazione cosìe come non si sia capito che importanza strategica abbia una persona come lui nella Roma - dice a ReteSport -. Nella mia carriera ho visto poche persone avere lo spessore morale, umano e professionale di De Rossi». Difficile, per i romanisti, non essere d’accordo. E anche i parlamentari giallorossi oggi si riuniranno nel loro Roma Club per dare voce al loro dispiacere.

 

 

 


Totti come «El Pibe»: un documentario su vita e carriera

GAZZETTA - CECCHINI - A congiungere Cannes e Roma, a volte, può bastare anche un pallone che rotola in modo nobile. E così, mentre sulla «croisette» ancora non si è spenta l’eco della presentazione del documentario «Diego Maradona» di Asia Kapadia, il calcio italiano - almeno virtualmente - sta preparando la sua risposta. In attesa della serie tv che lo celebrerà, sono già partite nella capitale le riprese di un documentario su Francesco Totti, tratto dall’autobiografia «Un Capitano», scritto insieme a Paolo Condò.

Il pellegrinaggio

Il documentario, che sarà girato in diversi luoghi della Capitale legati alla vita dell’ex capitano della Roma, sarà diretto da Alex Infascelli, il talentuoso regista vincitore del David di Donatello per «S is for Stanley». Coprodotto dalla Wildside di Lorenzo Mieli e Mario Gianani con Freemantle, Capri Entertainment di Virginia Valsecchi e Vision Distribution, che lo distribuirà al cinema, l’opera sarà «guidata» da Totti stesso, che si racconterà come uomo e calciatore, e sarà arricchito da immagini inedite del suo archivio privato

Pallotta, niente Qatar

Tra le immagini della carriera, comunque, tra breve prenderanno più corpo quelle relative al suo ruolo di dirigente, grane connesse. Per ora, comunque, ci pensa Pallotta a sbrogliarle, smentendo per l’ennesima volta sia le voci su presunti contatti col Qatar che l’intenzione di vendere la Roma. L’impressione raccolta in ambienti di Borsa è che ci siano manovre per convincere il presidente a vendere sotto costo, ma a Boston non ne hanno affatto l’intenzione. Morale? In fondo, anche dirigere la Roma è un film da Oscar.


Obiettivo Dzeko: salutare la Roma con un gol che faccia storia

GAZZETTA - CECCHINI - In tempi di frastuono, si può andare via anche senza clamore, senza necessità di sbattere la porta, quasi senza che nessuno se ne accorga perché l’attenzione è tutta focalizzata su altro. Probabilmente è quello che accadrà domenica prossima all’Olimpico, quando Edin Dzeko sarà chiamato a giocare la sua ultima partita con la maglia della Roma, visto che radio mercato lo vuole sempre più lontano da Trigoria e sempre più vicino all’Inter di Antonio Conte. Difficile per il centravanti bosniaco aspettarsi grandi applausi o passerelle, perché il cuore pulsante della sfida contro il Parma sarà soltanto uno: l’addio alla maglia giallorosso di capitan De Rossi. Ma è impossibile dimenticare anche che, se tutto verrà confermato, a salutare sarà uno dei centravanti più forti che la Roma ha avuto nella sua storia, pur arrivandovi in un’età non verde, a 29 anni. A raccontarlo sono anche i numeri che vedete a fianco: adesso Dzeko è 7° a pari merito con Abel Balbo nella classifica dei cannonieri giallorossi di ogni tempo e perciò domenica gli basterebbe un solo gol per staccare anche l’argentino.

Media da podio

Se invece prendiamo in considerazione la media gol-partita, la posizione del bosniaco migliorerebbe addirittura, visto che meglio di lui – per ora fermo a 0,48 – hanno fatto solo Volk (0,65) e Manfredini (0,63). Eppure, l’impressione è che Dzeko non entrerà nel cuore dei tifosi come quelli che lo hanno preceduto. Questione di periodi storici, di ambizioni cresciute e quindi parzialmente deluse, forse anche di uno stile di gioco – più attaccante di manovra che cannoniere impalcabile – che ne ha evidenziato anche i limiti nel «killer instinct». Non è un caso, in fondo, che una volta Dzeko si raccontò così: «Se concretizzassi tutte le occasioni che mi capitano segnerei valanghe di gol, ma costerei 80 milioni e la Roma non potrebbe acquistarmi».

Kruse e Morientes

Vero. Tutto sommato però, due stagioni fa,vinse il titolo di capocannoniere della Serie A con 29 gol (39 complessivi), bissando quello ottenuto in Germania ai tempi del Wolfsburg. Titoli individuali, a cui assommare i 6 vinti tra Wolfsburg appunto e Manchester City, tra cui 3 campionati (2 in Inghilterra e 1 in Germania). Se a questo si aggiunge che è il cannoniere principe della Bosnia, si capisce perché Conte straveda per lui, nonostante arrivi da una stagione da 9 gol in Serie A e 14 complessivi. Occhio però, perché se Roma non lo ama alla follia, Edin invece adora la Capitale, così ha deciso che – anche se venisse ceduto – non venderà casa. Magari potrebbe affittarla a Kruse (Werder Brema) e Morientes (Tottenham), entrambi ion scadenza, che pare piacciano a Trigoria.

ElSha e l’aumento

A proposito di reti, si sta complicando il rinnovo di contratto di El Shaarawy, in scadenza nel 2020. L’attaccante vuole restare ma, da capocannoniere giallorosso in A (11 gol), vuole 4 milioni d’ingaggio rispetto ai 3 attuali. Non facile, ma con l’addio di Dzeko il monte stipendi si abbasserà. Ma chissà che non cresca la nostalgia.


Ag. Gerson: "Futuro mio figlio? C'è affetto per la Fiorentina ma prima bisogna finire la stagione in modo dignitoso"

Marcao, padre e agente di Gerson, ha parlato al sito firenzeviola.it in merito al futuro del figlio attualmente in prestito alla società gigliata ma di proprietà della Roma. Queste le sue dichiarazioni:

È prematuro fare analisi sulla sua annata. La Fiorentina ha una partita molto importante il prossimo fine settimana e Gerson è totalmente concentrato sulla sfida contro il Genoa. Quello che posso dire è che mio figlio nutre un grande affetto per il club viola e ha cercato di dedicarsi ad esso giorno per giorno. Il suo futuro non è un argomento che abbiamo ancora affrontato. Il rispetto e l’affetto che ci legano alla Fiorentina in una fase del campionato così delicata non ci permettono di pensarci. Il nostro obiettivo è adesso è fare al meglio la partita di domenica col Genoa e finire la stagione in modo dignitoso. Solo dopo ci metteremo a sedere per parlare del suo futuro".


Gasperini potrebbe ritrovare Rincon nella Capitale

Tomas Rincon nome nuovo per il centrocampo romanista. Secondo quanto riporta il sito calciomercato.it, il mediano del Torino potrebbe tornare a lavorare con Gasperini, che lo ha avuto con sè a Genova. Ad agevolare la trattativa, potrebbe esser Petrachi nel ruolo di DS, in entrata anche lui a Trigoria.


Per la panchina della Roma è pronto Gigi Di Biagio ma dal club arrivano forti smentite

C'è un avvicinamento tra Roma e Gigi Di Biagio. Questo è quanto risulta alla redazione di Insideroma, con il management giallorosso che ritiene che il CT dell'Italia Under 21 possa essere il profilo giusto per sedersi sulla panchina romanista. Lo stesso commissario tecnico degli Azzurrini, solamente un paio di giorni fa, aveva così risposto ad una domanda di un cronista sul fatto che il suo nome era stato accostato alla società della Capitale: "Non so niente, non so da dove siano uscite queste voci ma l'essere accostato alla squadra della mia città è una cosa stupenda". Con Sarri vicino alla Juventus, Antonio Conte dato per certo all’Inter e con Gasperini che non ha ancora sciolto il rebus sul suo futuro e che non convince del tutto alcuni dirigenti giallorossi, la possibilità Di Biagio non appare così remota. L'ex centrocampista della Roma e dell'Inter piace molto dalle parti di piazzale Dino Viola. Da sottolineare che il CT dell’Italia Under 21 è impegnato con i campionati europei di categoria almeno fino alla fine di giugno, con la finale che si disputerà il 30 dello stesso mese, con gli azzurrini ben quotati per la vittoria finale. La Roma, però, smentisce categoricamente che sia questa la pista giusta.


Angelici, pres. Boca: "De Rossi? C'è tempo per il mercato" Ma in Argentina parlano di 60% di possibilità (Video)

La notizia che Daniele De Rossi lascerà la Roma a giugno sta facendo il giro del mondo. In Argentina, in molti sono convinti che l'ormai ex capitano giallorosso approderà al Boca Juniors, vecchio amore del numero 16. A tal proposito, è stato intervistato Daniel Angelici, che ha così commentato le indiscrezioni: 

Possibilità di vedere De Rossi qui? 

"C'è una finale domenica e siamo concentrati su quella. Per parlare dei rinforzi sul mercato c'è tempo a giugno e a luglio. Poi bisognerà vedere anche se arriveranno offerte per i calciatori attuali. Se uno esce uno entra. Ma pensiamo a domenica perché ci sono dei ragazzi che ci hanno portato in finale".

I media argentini, però, continuano a mettere benzina sul fuoco della notizia parlando di colloqui tra De Rossi e gli ex compagni di squadra Daniel Osvaldo e Leandro Paredes per avere informazioni in merito. Questi i 2 tweet pubblicati da Fox Sports:

 


Massara ad un passo dall'addio. Possibili destinazioni Bologna e Fiorentina

Frederic Massara sempre più lontano dalla Roma. Visto il quasi certo approdo nella Capitale di Gianluca Petrachi, l'attuale ds giallorosso non resterà con altri incarichi. Su di lui ci sono Fiorentina e Bologna, soprattutto la seconda se dovesse approdare in Emilia Romagna anche il suo mentore Walter Sabatini. A riportare la notizia è il sito tuttomercatoweb.com.


Totti: "Entrare nella Hall of Fame è un grande riconoscimento sia per me che per la Roma"

“Che significato ha questo riconoscimento? È importante sia per il giocatore che per la Roma, significa che questi anni ho fatto il massimo e penso che alla fine i risultati siano questi. Un ricordo di Coverciano? Quando entri dentro questa grande casa sono sempre ricordi bellissimi che porti con te, ci siamo cresciuti in questo contesto, dall’Under 15 alla vittoria del Mondiale. È un’esperienza che porterò con me per sempre, è stato bello condividere tanti giorni con i miei ex compagni, le altre squadre, è stato bello, si sono fatte amicizie nuove, si è scherzato, si è riso. Sono momenti indimenticabili che sono contento di aver condiviso con loro. Istantanea più bella con la Roma e con la Nazionale? Dico lo scudetto perché era il sogno che avevo fin da bambino, toccare con le mani questa cosa così importante per Roma. Sulla Nazionale, ovviamente il Mondiale, sono stato onorato di aver vinto la Coppa del Mondo. Ambasciatore Euro 2020? Inizierà a Roma e ringrazio il presidente Gravina per avermi reso partecipe, ho accettato a braccia aperte per la mia città, per tutto ciò che comporta questo trofeo, sono contento di essere ambasciatore”. Queste le parole rilasciate dall'ex capitano della Roma ed attuale dirigente giallorosso, Francesco Totti, in una intervista rilasciata al profilo Twitter della Nazionale Italiana.