Florenzi: la fascia scotta, ma è chiamato ad essere leader

LA GAZZETTA DELLO SPORT - È arrivato in Nazionale dopo aver trascorso qualche giorno di vacanza in famiglia a Copenaghen. Ha voluto staccare la spina, e farà così anche dopo gli impegni azzurri, perché Alessandro Florenzi sa che questi sono, e saranno, i mesi più difficili della sua carriera. (…). Le ultime settimane non sono state semplici per lui, legatissimo a Totti e De Rossi (…) che adesso, però, come prima di loro Di Bartolomei e Giannini, rappresentano il passato - unico - della Roma. A lui, invece, il compito di guidare la squadra nel presente e nel futuro, ereditando una fascia pesantissima. Certamente lo aiuterà aver ritrovato il feeling con gran parte dei tifosi. Un anno fa, durante la trattativa per il rinnovo, i rapporti erano tesissimi (…). Florenzi ha ingoiato bocconi amari, ma non ha mai risposto. Si è messo sotto, ha firmato il rinnovo e, soprattutto, ha detto una cosa che lo ha aiutato nelle settimane successive: «Ho capito che non si può piacere a tutti» (…). Sapeva di dover diventare capitano, ma non immaginava che sarebbe successo così presto e quando è venuto a conoscenza del mancato rinnovo di De Rossi è rimasto senza parole. (…). Le parole di De Rossi saranno preziosissime per lui, perfettamente consapevole di avere un peso specifico diverso rispetto ai suoi predecessori (…). Dovrà parlare con il nuovo allenatore, capire cosa vorrà da lui, farsi portavoce del pensiero dello spogliatoio e, magari, anche smussare alcuni spigoli caratteriali (…). Nelle scorse settimane a Roma si era sparsa la voce che la fascia a Florenzi non era una certezza, ma che avrebbe scelto il nuovo allenatore. Voce, sussurro, pettegolezzo, che non ha mai trovato conferma. Dubbi non sembrano esserci, anche dopo la lettera e l’investitura di De Rossi. 


Fonseca è sempre in pole, ma le voci Guardiola-Juve riaccendono il sogno Sarri

CORRIERE DELLA SERA - Le candidature per la panchina della Roma per il prossimo anno continuano a viaggiare su un doppio binario. In un casting che è cominciato a marzo dopo l’esonero di Eusebio Di Francesco(…), si sono sfilati via via candidati eccellenti. Si è partiti dal sogno Conte, poi si è passati a Gasperini e Gattuso, che hanno gentilmente declinato l’offerta; altri, come Mihajlovic e Giampaolo, sono stati scartati per questione di opportunità. Per questo il cerchio ora si stringe sempre di più intorno al portoghese Paulo Fonseca. Il tecnico dello Shakhtar Donetsk è stato contattato nei giorni scorsi da alcuni dirigenti romanisti, che in settimana voleranno in Portogallo per provare a chiudere la trattativa (…).La Roma, però, continua a monitorare con attenzione quello che succede in altre piazze. Non è un mistero, infatti, che la Juventus abbia bloccato da tempo Maurizio Sarri, fresco vincitore dell’Europa League, che si separerà consensualmente dal Chelsea. Se, però, la società bianconera dovesse riuscire a piazzare il colpo Guardiola, ipotesi sempre più accreditata nelle ultime ore, di conseguenza libererebbe l’ex tecnico del Napoli, da sempre prima scelta di Franco Baldini. A quel punto il sorpasso da parte di Sarri non sarebbe più solamente un sogno, ma una possibilità concreta. (…).

 


Roma, le tre facce della stessa panca

IL MESSAGGERO - CARINA - Uno è soprannominato il Guardiola portoghese. L’altro è conosciuto perlopiù col nome di battesimo: Sinisa. Il terzo incomodo è stato ribattezzato dall'amico Bucchi, Zebrone. Fonseca, Mihajlovic e De Zerbi: una poltrona, giallorossa, per tre. La Roma è pronta a decidere ed entro martedì ultimerà gli ultimi colloqui. Il borsino attuale vede il lusitano e il tecnico del Sassuolo in ascesa, con il serbo in calo, a tal punto che, se non riceverà segnali, è pronto a firmare il rinnovo col Bologna.

FINTO BURBERO Sinisa lo conosciamo tutti, sia da calciatore che da allenatore. Uomo dotato di una grande personalità, apparentemente scontroso ma capace di essere ironico e pungente. Spesso ha fatto parlare di sé per alcune posizioni extracalcio. Come quando nell'ottobre del 2017 affermò di «non conoscere Anna Frank» oppure in passato ostentando l’amicizia con la ‘Tigre’ Arkan, definito «eroe del popolo serbo».Quest’anno è stato l’artefice principe della salvezza del Bologna. Una piccola impresa, arrivata dopo una serie di alti e bassi in carriera. Cinque esoneri (Bologna, Fiorentina, Milan, Sporting Lisbona - dove però ha allenato appena 9 giorni - e Torino) una buona stagione a Catania (13) e due nella Sampdoria (12 e 7), prima di quelle anonime a Firenze (9) - dove viene ribattezzato Mister X (15 pareggi) - e Torino (9). Male invece l’esperienza come ct dove fallisce la qualificazione ai mondiali del 2014 con la Serbia. Allenatore eclettico che negli anni ha iniziato a professare un calcio offensivo. In questo momento storico particolare, il fatto di essersi professato «tifoso laziale» non più tardi di due settimane fa, non lo aiuta. Questo frena la dirigenza.

L’ESTETA Paulo, lo Zorro di Nampula (città natale), ha come Mihajlovic un passato da difensore. Che poi, però, ha accantonato presto una volta sedutosi in panchina. Salito alla ribalta per la sua esperienza allo Shakhtar (dove, oltre alle apparizioni in Champions, ha vinto 3 scudetti, una coppa e una supercoppa ucraina) ha allenato anche il Porto (vincendo una supercoppa, prima dell’esonero) e il Braga (alzando una coppa del Portogallo). Fonseca ha come riferimenti «Sarri e Guardiola» e si professa «un amante del bel calcio, non ci si può fermare soltanto alla ricerca del risultato. Vincere non basta più - ha spiegato tempo fa - la mia squadra deve giocare bene, avere la palla e posizionarsi nella metà campo offensiva. Non mi vedrete mai difendere con la linea bassa». Parole che ne fotografano il credo tattico. Fonseca nella sua esperienza di allenatore è comunque riuscito a coniugare quello che -Guardiola a parte - sembra una chimera: bel gioco e risultati. Lo ha fatto sinora in campionati minori. La Roma sarebbe il banco di prova.

IL ROMPISCATOLE Se passerà invece la volontà di affidarsi a un tecnico che la serie A la conosce, De Zerbi, ex trequartista, è pronto a superare al fotofinish Mihajlovic. Si definisce «un rompiscatole», considera «Zeman un maestro» anche se «io e il boemo siamo opposti. Il suo calcio è più verticale, la mia idea invece è tenere quanto più possibile la palla tra i piedi». Ama il 4-3-3«ma il modulo non deve essere un limite. Punto più sull'occupazione degli spazi liberi che sul sistema di gioco». Chissà che non sia stato questo a farlo elogiare da Guardiola, nell'ottobre dello scorso anno: «Quando vedo giocare il Sassuolo, mi dà l’idea di un calcio molto propositivo».


Petrachi, tra il sogno Sarri e gli altri nomi per la panchina

INSIDEROMA.COM - SARA BENEDETTI - Ha già cominciato, non ufficialmente ma di fatto è così. Petrachi inizia a costruire la Roma del futuro. Il dirigente è nella Capitale da qualche giorno ed ha dato il via ai primi incontri per risolvere la questione allenatore e pianificare il calciomercato estivo. Uno dei compiti prioritari del ds, convinto di liberarsi dal Torino entro le prossime due settimane, è quello di trovare un tecnico dopo i no di Conte e Gasperini. Insieme agli altri uomini del club si sta ragionando sul miglior profilo su cui puntare, con Sarri in cima alle preferenze, seguito nell'ordine da De Zerbi, Mihajlovic, Gattuso, Giampaolo e dal tecnico dello Shakhtar Donetsk, Fonseca. Si è fortemente raffreddata la pista che porta al serbo, che nel recente passato ha avuto qualche contatto con Totti: il Bologna vuole ripartire da lui dopo aver conquistato la salvezza e già vengono impostate in sintonia le prime operazioni di mercato, inoltre, dettaglio non da poco, la tifoseria giallorossa ha già fatto capire a più riprese che non sarebbe contenta di ritrovarsi in panchina un ex giocatore della Lazio, oltre che tifoso biancoceleste dichiarato. La Roma resta in attesa degli sviluppi su Sarri, fresco vincitore dell'Europa League e desideroso di continuare il lavoro al Chelsea, titubante su un esonero che sembrava ormai certo.

QUESTIONE CESSIONI - Oltre all'allenatore un'altra urgenza di Petrachi sono le cessioni, dovendo effettuare una cinquantina di milioni di plusvalenze entro il 30 giugno. Tra i giocatori con le valige in mano c'è sicuramente Dzeko, pronto a cambiare aria dopo quattro anni in giallorosso. Il numero 9 è cercato con insistenza dalla nuova Inter di Conte e dalla Bosnia è arrivata la notizia che il ct Prosineski gli ha concesso un giorno di permesso per risolvere la questione prima degli impegni con Grecia e Italia. Dzeko sta già cercando casa a Milano, ma prima della definizione dell'affare le due società devono trovare un accordo sulla valutazione (sopra i 4,6 milioni sarà tutta plusvalenza) e non è da escludere l'opzione di uno scambio. Tra pochi giorni l'ufficialità del ds che una cosa è certa, avrà da metter mano su una situazione generale non semplice.


La Stampa, De Santis: "Escluso Mihajlovic per la panchina giallorossa" (foto)

La corsa alla panchina giallorossa perde un altro nome. Secondo quanto riferito su Twitter da Matteo De Santis, giornalista de La Stampa, Sinisa Mihajlovic non sarà il prossimo allenatore della Roma. 


Se il Liverpool vincesse la finale di Champions la Roma incasserebbe 4,5 milioni

La Roma tiferà Liverpool nella finale di Champions League di stasera. Secondo quanto riferito da Sky Sport, alcuni bonus delle cessioni di Salah e Alisson al Liverpool sono ancora da sbloccare. In caso in cui la squadra di Klopp vincesse questa sera la finale, la Roma incasserebbe 4,5 milioni di euro.


Il Milan negozia l'uscita dall'Europa League, la Roma eviterebbe i preliminari

Il Milan potrebbe essere escluso dalla prossima Europa League. Secondo quanto si legge su footballitalia.net, i rossoneri potrebbero accettare l'esclusione dalle coppe europee per la stagione 2019/2020. Il club, con Gazidis in prima linea, starebbe negoziando l'uscita dalle competizioni continentali relativamente al contenzioso sul Fair Play Finanziario con l'Uefa. La decisione è attesa per lunedì, potrebbero beneficiarne la Roma, che raggiungerebbe così direttamente la fase a gironi dell'Europa League, e il Torino, che accederebbe ai preliminari di fine luglio al posto dei giallorossi.


Roma, casting per la porta: Cragno, Sirigu e Perin nel mirino

GAZZETTA.IT - CECCHINI - Mani sicure a cui aggrapparsi. E' quello che la Roma sta cercando per mettere le basi della nuova stagione che, a detta anche del presidente James Pallotta, dovrebbe essere quella del riscatto. Partiamo da ciò che il nuovo allenatore troverà in casa: un titolare dismesso (Olsen) da collocare al più presto (probabilmente in Premier), un ex secondo portiere confermatissimo (Mirante), un talentuoso giovane che si vorrebbe mandare a giocare in prestito in una squadra di Serie A (Fuzato).

I PROFILI SEGUITI - Insomma, al netto del numero tre, ciò che serve è un nuovo leader che dia sicurezza alla difesa partendo dai pali. Nelle scorse settimane la dirigenza ha fatto un tentativo per Cragno ma al momento il costo (oltre 25 milioni) è parecchio alto. Piace parecchio anche l'esperienza di Sirigu, che il futuro d.s. Petrachi conosce assai bene ma che il Torino buon vuole lasciare andare. Da giorni, poi, si vocifera di un possibile scambio con la Juve che veda protagonisti Perin ed El Shaarawy. Come si vede, i tre profili che interessano sono tutti legati alla Nazionale. Ma non basta. Viene seguito anche Dragowski, in questa stagione all'Empoli ma di proprietà della Fiorentina, e il greco Vlachodimos, portiere del Benfica. A proposito, quest'ultimo si chiama Odysseas. Più o meno quello che la Roma ha vissuto con i portieri in questa stagione.


Kluivert: "Complessivamente sono felice e so cosa migliorare per la prossima stagione"

Justin Kluivert, esterno offensivo della Roma, ha parlato ai microfoni di Voetbal International per tirare le somme sulla su stagione:

"Alla mia stagione do un 6, forse anche un po’ di più. Ci sono ampi margini di miglioramento, io guardo sempre alle cose in maniera positiva. Non vedo l’ora di giocare la prossima stagione per migliorare. Ho un sogno e voglio realizzarlo, non sono soddisfatto. È importante ottenere sempre il meglio da se stessi per raggiungere il massimo. Quest'anno ci sono stati bei momenti e anche meno belli, ma penso sia normale per una prima stagione fuori: tutto è diverso, per la prima volta si provano cose nuove. Complessivamente sono felice e so cosa migliorare per la prossima stagione. Ha ragione chi dice che l’Ajax abbia disputato un’ottima stagione, ma le persone si faranno sempre un’opinione sulle scelte che uno fa, nel calcio ma non solo. Quello che faccio è seguire sempre il cuore e andare al cento per cento per fare tutte le cose che penso vadano bene, l’ho fatto e lo farò sempre".


Prosinecki, CT Bosnia: "Spero si realizzi il passaggio di Dzeko all'Inter"

Robert Prosinecki, CT della Bosnia, è tornato a parlare di Edin Dzeko e del suo futuro. Queste le sue parole riportate dal calciomercato.it:

"Spero che il passaggio di Dzeko all’Inter si realizzi, che lui sia felice, perché saremo felici anche noi".


Mancini: "In questo ultimo anno sono cresciuti tanti giovani per la Nazionale"

Roberto Mancini, CT della nazionale, ha parlato in conferenza stampa. Queste le sue parole riportate da tuttomercatoweb.com:

"Momento migliore per i nostri giovani? Non so se sia il migliore, ma è difficile che in Italia non vengano fuori giovani per la Nazionale. In questo ultimo anno ne sono cresciuti diversi, come Barella, Zaniolo e Kean, bravi ad arrivare a giocare ai livelli attuali. Credo sia un buon momento per i nostri giovani, come sempre ce ne sono in Italia. Le prossime due saranno probabilmente le due gare un po' più difficoltose, la Grecia è una squadra ottima composta da giocatori tecnici. Non sono preoccupato, ma dobbiamo avere rispetto perché stanno producendo un buon calcio. Nella Bosnia ci sono un paio di calciatori che conosciamo come Pjanic e Dzeko e credo siano anche i più pericolosi".


La Roma si unisce al cordoglio per la scomparsa di Reyes

Nella giornata di oggi il mondo del calcio è stato colpito da un grave lutto. Si è spento, in seguito ad un'incidente automobilistico, lo spagnolo Josè Antonio Reyes. Cresciuto nel Siviglia, si è distinto anche con le maglie delle due squadre di Madrid e con l'Arsenal. Detiene il record di vittorie in Europa League, avendone vinte quattro con Atletico Madrid (una) e Siviglia (tre). Attualmente giocava in Segunda Division (seconda serie spagnola) con l'Extremadura.
Anche la Roma, tramite il proprio profilo Twitter, si è unita al cordoglio per la scomparsa di Reyes: "La Roma è scioccata e rattristata nell'apprendere della scomparsa dell'ex nazionale spagnolo Josè Antonio Reyes. I nostri pensieri sono con la sua famiglia e gli amici in questo tragico momento".