I tifosi sotto la sede: Pallotta nel mirino

GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - Due ore o giù di lì. Tra cori, striscioni, fumogeni e bandiere. Con un unico comun denominatore, manifestare il proprio dissenso in maniera netta nei confronti della dirigenza della Roma. Una contestazione organizzata giovedì pomeriggio dalla parte calda della tifoseria giallorossa, sulla scia della vicenda-De Rossi, e che ha portato sotto la nuova sede della Roma (in zona Eur) circa un migliaio di persone, forse qualcosa in più. Una manifestazione che è scivolata via senza alcun problema di ordine pubblico, forte nei contenuti ma corretta nella forma. Nonostante la Roma abbia giustamente allertato la polizia, presente in stato anti-sommossa. Ma non c’è mai stato bisogno di intervenire,con i tifosi che hanno fatto presente a chiare note come la pensino. Con un piccolo errore nel timing, perché a quell’ora i dirigenti della Roma erano già in viaggio per la stazione Termini, dove poco dopo sarebbero partiti alla volta di Reggio Emilia.

La rabbia

La contestazione è iniziata verso le ore 15 e, appunto, è andata avanti per quasi due ore. Presi di mira dagli ultrà soprattutto il presidente James Pallotta e il vicepresidente esecutivo Mauro Baldissoni, invitati entrambi a lasciare immediatamente la guida della società. Ma tanti cori di scherno (eufemismo, ndr) sono stati dedicati anche a Franco Baldini (consulente personale di Pallotta) e un paio a Guido Fienga, nuovo Ceo giallorosso. Insomma, ci è andata di mezzo un po’ tutta la dirigenza, i tifosi non hanno risparmiato nessuno in tal senso. Alternando i cori «contro» a slogan di amore e affetto per Daniele De Rossi. Perché la rabbia della tifoseria romanista è esplosa proprio sulla scia della comunicazione del mancato rinnovo del contratto al capitano giallorosso. Forse più per la forma che per la sostanza, anche se per qualcuno restano valide entrambi. Poi alcuni striscioni, tra cui i primi «Pallotta-Roma mai stati uniti», «DDR è la Roma», «Le bandiere non si ammainano, si difendono e si onorano. Dirigenza di cialtroni senza rispetto», «L’As Roma appartiene a noi», «Stemma, barriere e simboli di Roma. La vostra azienda deve finire ora» e «L’As Roma è la nostra leggenda... solo gli indegni la chiamano azienda».

Lo stadio

E tra i vari striscioni ce n’era uno fisso, proprio con lo sguardo rivolto alle finestre della sede: «No allo stadio», accompagnato spesso da cori contrari alla costruzione del nuovo impianto di Tor di Valle. Questo perché nella tifoseria romanista si è oramai consolidata l’idea che Pallotta sia a Roma solo per un interesse economico legato proprio al nuovo stadio. E, quindi, viene da sé l’equazione no stadio-no Pallotta. Come dire, è un modo per mandare via il presidente il prima possibile, anche se forse – in caso – è vero soprattutto il contrario. E, cioè, che se Pallotta un giorno deciderà davvero di vendere la Roma è più facile che succeda con l’okay in mano per lo stadio che non senza.

L’amico

In tutto questo, tra l’altro, ieri ha parlato anche Aleksandar Kolarov, uno dei più vicini a Daniele De Rossi nell’attuale organico giallorosso. E il terzino serbo per l’amico ha riservato solo dolci parole. A tratti anche molto intense: «Io ho vissuto tante cose nella mia carriera, ma uno così legato alla sua squadra come lui non l’ho mai visto. Daniele sperava di finire la sua carriera qui a Roma, questo lo sanno tutti. Poi è andata come è andata, la società ha deciso in modo diverso. Ma credo che tra 3-4 mesi, quando inizierà l’anno nuovo, un po’ tutti si renderanno conto di ciò che è ed è stato Daniele De Rossi per la Roma». Intanto, però, oggi c’è da battere il Sassuolo...


Capitano in panchina, contro il Sassuolo servono punti e testa

GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - Sono arrivati a Reggio Emilia poco prima dell’ora di cena, con i volti stanchi, a tradire la fatica di giorni difficili. Claudio Ranieri ha chiesto ai giocatori di provare a mettere da parte tutto quello che è accaduto (e accadrà) per pensare alla partita contro il Sassuolo, ma è il primo a sapere che non sarà facile. Ecco perché alcune delle scelte di formazione saranno dettate - anche, se non soprattutto - dalla testa dei calciatori. A centrocampo, infatti, dovrebbero giocare dall’inizio Nzonzi e Cristante, certamente più liberi mentalmente rispetto a capitan De Rossi, provato più di tutti, come è logico. In attacco, dietro a Dzeko (con Kolarov e Florenzi uno dei più nervosi e delusi) dovrebbero esserci il capocannoniere della squadra, El Shaarawy, Ünder, entrato benissimo contro la Juventus, e Zaniolo, che sembra aver smaltito l‘affaticamento al polpaccio.

Dubbio in difesa

Ieri ha pubblicato una foto su Instagram dal treno insieme ad alcuni membri dello staff tecnico: i sorrisi c’erano, così come la sensazione che fossero molto di facciata perché, per tutta la Roma, i 90’ di questa sera saranno particolari. Toccherà ai più esperti prendere per mano i compagni: Mirante quindi, in porta, Fazio in difesa, insieme ad uno tra Jesus e Marcano, con il brasiliano favorito. Manolas è rimasto a Roma per un fastidio alla caviglia e non è detto che recuperi per l’ultima contro il Parma. E’ invece disponibile Pellegrini, non al meglio e quindi pronto ad entrare solo a gara in corsa. La Roma dovrebbe giocare col 4-2-3-1, alternato nella rifinitura al 4-3-3. Dettagli, in fondo: Ranieri sa che oggi conterà molto più la testa che il modulo.


Baldini, l'uomo nell'ombra

INSIDEROMA.COM – SARA BENEDETTI - Franco Baldini non ha perso il gusto per la battuta, infatti quando gli è stato riferito che in un ponte di Londra era stato esposto qualche notte fa uno striscione contro di lui, ha commentato: «Sarà successo sicuramente al Blackfriars». Sotto al bridge dei Frati Neri, fu trovato impiccato il 18 giugno 1982 il banchiere Roberto Calvi, figura chiave del crac del Banco Ambrosiano. Immagine lugubre, ma lo striscione ha invece come sottofondo le luci del Tower Bridge.

UN ALTRO "RECORD" - In una stagione negativa, con l’esonero di Eusebio Di Francesco, le possibilità di qualificazione in Champions ridotte al lumicino, il derby di ritorno perso 3-0, le dimissioni dell’ex direttore sportivo Monchi e l’addio di Daniele De Rossi, la Roma ha centrato il record di essere la prima squadra ad essere contestata all’estero: lo striscione contro Baldini apre una nuova frontiera. Non c’è una firma, ma un nome: Roma. A Londra esiste un club, i Lupi di Londra, che si è limitato a riprodurre sulla pagina Facebook lo striscione contro il dirigente toscano sotto la scritta «Mai un’azienda».

REGNA IL SILENZO - Baldini non vuole parlare. Da tempo ha scelto la strada del silenzio, anzi dell’oblio, più precisamente dal lontano 5 giugno 2013, quando si dimise dal ruolo di amministratore delegato della Roma. In questi sei anni, zero interviste. Il dirigente toscano ha lavorato al Tottenham fino alla primavera del 2016 ed è poi rientrato nell’orbita della Roma nell’estate 2016, come consulente del presidente Pallotta. Neppure lo striscione londinese spinge Baldini ad aprire bocca. E’ convinto che sia questa la scelta migliore per il bene della causa. Ci sarebbero da spiegare diverse cose sulla vicenda De Rossi, ma il rifiuto, nonostante le sollecitazioni, è totale. Chi ha deciso di non confermare il capitano della Roma? Perché dopo 18 anni di maglia giallorossa il presidente Pallotta o lo stesso Baldini non si sono assunti la responsabilità di comunicare in prima persona le decisioni dell’azienda Roma, al calciatore? Baldini è convinto che la linea seguita sia stata corretta e che rientri nelle prerogative di un club fare scelte scomode, anche con i «totem». Lo sostiene in privato, ma non vuole dirlo in pubblico.


I 23 convocati di Ranieri contro il Sassuolo. Assente Manolas (foto)

Claudio Ranieri ha scelto i 23 giocatori che affronteranno il Sassuolo domani al Mapei Stadium. A darne notizia è la stessa Roma tramite il proprio profilo Twitter.
Sarà assente Manolas, che ha rimediato una distorsione alla caviglia nell'allenamento odierno.

 


Dacourt su De Rossi: "Un onore averti al mio fianco al tuo esordio"

Olivier Dacourt, ex giocatore giallorosso, parla di Daniele De Rossi. Questo il testo: "È stato un onore e un piacere vederti esordire, averti al mio fianco in campo e seguirti per tutta questa formidabile carriera. Un grande calciatore, ma soprattutto un uomo eccezionale. Grazie per tutto amico mio".


Convocati Sassuolo. Out Bourabia, Peluso e Sensi (Foto)

Roberto De Zerbi, tecnico del Sassuolo, ha reso noti i convocati del match di domani sera contro la Roma. Non saranno presenti lo squalificato Bourabia e gli infortunati Sensi e Peluso. Questo il post apparso sull'account Twitter del club neroverde:

 


De Vito barattava il suo ruolo per metterlo a disposizione degli imprenditori. Questo quanto affermano i giudici del Tribunale del Riesame

"Marcello De Vito ha messo a disposizione degli imprenditori il suo ruolo, arrivando a 'barattarlo' e ha utilizzato i suoi poteri e 'funzione istituzionale' intervenendo "direttamente sugli assessori e funzionari". Questo è quanto affermano i giudici del tribunale del Riesame in merito alla condotta dell'ex presidente dell'Assemblea capitolina, nelle motivazioni della decisione con cui hanno ribadito l'ordinanza di custodia in carcere per l'accusa di corruzione. Stesso reato contestato al suo socio in affari, l'avvocato Camillo Mezzacapo e alcuni imprenditori. A renderlo noto è l'agenzia di stampa ANSA.


La Roma ripensa a van Aanholt come vice-Kolarov

La Roma torna ad interessarsi a Patrick van Aanholt. Secondo The Sun, i giallorossi sarebbero nuovamente sulle tracce del terzino sinistro del Crystal Palace, che potrebbe alternarsi con Kolarov, che ha 34 anni. Sul giocatore, ci sono anche Juventus e Manchester United.


Obiettivi concordati raggiunti. Inter fuori dal settlement agreement

Rispettati gli accordi presi nel maggio 2015 tra la Uefa e l'Inter. Il club nerazzurro è, quinid, fuori dal settlement agreement. Questo il comunicato pubblicato sul sito uefa.com:

"La Camera di Investigazione dell'Organo di Controllo Finanziario dei Club ha fornito un aggiornamento sul monitoraggio dei settlement agreement firmati con quattro club negli anni scorsi, e che hanno raggiunto i rispettivi termini.

La camera di investigazione ha confermato che FC Astana, Beşiktaş JK e FC Internazionale Milano sono stati considerati conformi all'obiettivo generale dei rispettivi accordi, siglati a maggio 2016 dall'FC Astana e a maggio 2015 dagli ultimi due club. Di conseguenza, tutte le società in questione escono dal regime transattivo.

La camera di investigazione ha deciso di rinviare il caso del Trabzonspor AŞ alla camera arbitrale dell'Organo di Controllo Finanziario dei Club poiché il club ha violato il settlement agreement firmato a maggio 2016. La società non è riuscita a rispettare il criterio del pareggio di bilancio durante il periodo di valutazione, la stagione 2018/19.

Un aggiornamento riguardante i club attualmente ancora sotto settlement agreement nonché i risultati del monitoraggio del break-even condotto durante la stagione 2018-19 saranno comunicati a tempo debito".


Maran: "Delle 3 sconfitte consecutive, quella con la Roma è la partita che mi ha lasciato di più con l’amaro in bocca"

Rolando Maran, tecnico del Cagliari, era presente quest'oggi in conferenza stampa pre-Genoa. Queste le parole raccolte dal sito calciocasteddu.it:

"Abbiamo totalizzato tre sconfitte anche se in una non lo meritavamo. Sono state figlie di un calendario non semplice. La gara di domani sarà importante perché vogliamo interrompere questo trittico di sconfitte. Dobbiamo continuare a percorrere la nostra strada. Dopo la partita con il Frosinone nessuno si aspettava una situazione del genere, ma mentalmente stiamo bene. La sconfitta con la Roma è la partita che mi ha lasciato di più con l’amaro in bocca. Potevamo fare nettamente meglio. Cerri e Pavoletti hanno dimostrato di poter giocare insieme, ogni coppia ha le sue peculiarità e può essere una soluzione".


Di Francesco in lizza come eventuale sostituto di Giampaolo

Marco Giampaolo e la dirigenza della Sampdoria incluso Massimo Ferrero si incontreranno a Roma nei prossimi giorni per definire il futuro del tecnico. Non c'è ancora una data ma si parla dei primi giorni della prossima settimana. L'attuale mister blucerchiato è corteggiato anche dalla Roma ma ha ancora un anno di contratto ed il presidente punta a trovare un'intesa per il rinnovo fino al 2022. Giampaolo chiede garanzie sugli obiettivi e sulla crescita del club: mantenere l'ossatura della squadra senza vendere ogni anno i migliori giocatori. Nelle scorse settimane, l'ex Empoli aveva parlato di alzare l'asticella. 

In caso di addio, diversi nomi sono circolati per sostituirlo: Leonardo Semplici della SPAL, che tanto bene ha fatto in questi 2 anni di serie A dei ferraresi, Roberto Donadoni, in cerca di una panchina dopo l'esonero a Bologna, Stefano Pioli, da poco dimessosi dalla Fiorentina ed Eusebio Di Francesco, che ha voglia di rimettersi in gioco dopo l'esperienza in giallorosso. 


La crudezza dei conti in rosso della Roma dietro la cacciata di De Rossi

INSIDEROMA.COM - ANTONIO D'AVANZO - Come ogni giallo che si rispetti la storia dal finale poco lieto tra Daniele De Rossi e la Roma si sta arricchendo di nuovi capitoli. Nelle ultime ore sono spuntati un paio di audio su WhatsApp, uno stralcio di una conversazione tra il centrocampista giallorosso e il Ceo della Roma, Guido Fienga. De Rossi sostiene con malcelato dispiacere che, dopo aver ricevuto la cattiva notizia dalla società, avrebbe proposto alla stessa di poter continuare a giocare con un contratto a gettone, centomila euro a partita. La decisione del club, secondo De Rossi, sarebbe principalmente da ascrivere alle sue condizioni fisiche che non garantirebbero un rendimento costante durante l'arco di una stagione intera. La rottura definitiva di una trattativa diventata ormai di pubblico dominio, nonostante la vantaggiosa proposta economica avanzata da De Rossi, arriva perché il giocatore si sarebbe risentito della scarsa considerazione del club nei suoi confronti dimostrata nell'ultimo anno.

Dietro l'improvviso allontanamento di un simbolo della Roma (dal punto di vista della comunicazione e della tempistica la società avrebbe potuto sicuramente gestire in modo migliore la vicenda) oltre a probabili malintesi tra le due parti, si celano in realtà altre motivazioni, come i freddi numeri di un bilancio romanista che non sono rose e fiori. L'emozionante cavalcata in Champions League della scorsa stagione ha generato importanti ricavi per le casse giallorosse, ma non abbastanza per risanare i conti. Il bilancio consolidato relativo all'esercizio chiuso il 30 giugno del 2018 si è chiuso con 25,5 milioni di euro di debiti, un dato negativo nonostante il miglioramento rispetto all'anno precedente (-42,3 milioni).

A fronte di un cospicuo aumento del fatturato che ha toccato quota 250,87 milioni di euro (+75 milioni) il club capitolino, come recita un articolo del Sole 24 Ore, ha dovuto far fronte a un peggioramento del dato riguardante i debiti finanziari passati da 192,5 a 218,8 milioni di euro a una diminuzione del patrimonio netto consolidato (da -88,9 milioni del giugno 2017 a -105,4 milioni a giugno 2018). L'aumento di capitale da circa 100 milioni di euro, ufficializzato all'inizio della scorsa estate, non ha risanato le finanze societarie. E a poco è servito anche l'aumento degli incassi allo stadio, passato da 25,4 milioni di euro a 35,4. In questo ambito l'AS Roma aspetta sviluppi positivi per l'intricata questione del nuovo stadio, un progetto che la società ritiene fondamentale per la crescita sportiva e soprattutto economica del club.

Alla luce dei balbettanti risultati sportivi della Roma in questa stagione risultano poco lungimiranti alcune scelte operate dalla società e dall'ex direttore sportivo Monchi. Gli acquisti onerosi di giocatori che hanno deluso le aspettative, come Schick, Cristante, Pastore e Karsdorp, collocano di conseguenza sul banco degli imputati la società e una strategia che potrebbe rivelarsi fallimentare se la Roma dovesse mancare la qualificazione alla Champions League. La causa primaria del divorzio tra una bandiera come De Rossi e il club della Lupa contempla risvolti economici che portano a un risparmio immediato per le casse societarie, come il suo contratto da 3 milioni di euro a stagione. Si tratta, ad ogni modo, di una piccola parte rispetto ai notevoli buchi neri del bilancio societario. Sulla scelta di Pallotta & Co. di non rinnovare il contratto al centrocampista pesa anche il limitato numero di partite che De Rossi, causa età avanzata, riesce a giocare durante l'arco di una stagione.

A fronte di un risparmio ci sarebbe un altro elemento da analizzare e riguarda la probabile perdita nella vendita di magliette e gadget (la maglia di De Rossi è ancora una delle più vendute tra quelle dei giocatori della Roma). Rischi presumibilmente calcolati dal club se è stata presa una decisione spacca-tifoseria come quella di mandare via De Rossi. Le analogie tra il caso di Del Piero con la Juventus e quello di De Rossi, cozzano con le ambizioni, le strategie dei due club e i numerosi trionfi della Vecchia Signora negli ultimi anni. Un esempio: la maglia numero 10 dei bianconeri è stata indossata da un calciatore che porta il nome di Carlos Tevez, un anno dopo l'addio di Pinturicchio. Elementi che hanno reso più sopportabili per i tifosi juventini le partenze di una bandiera come Del Piero e di un campione come Pirlo. Con tutto il rispetto per Alessandro Florenzi: arriverà qualcuno capace di lenire il dolore dei tifosi romanisti causato dalla privazione di un altro simbolo come De Rossi?