Roma col Cagliari per la Champions. Poi Cragno e Barella per il futuro

LEGGO - BALZANI - Sabato prossimo all'Olimpico la Roma affronta il Cagliari in una delle ultime tappe che portano al traguardo Champions. Ma la Roma ha già incontrato il Cagliari in più di un'occasione nelle ultime settimane. Per parlare di mercato ovviamente. La trattativa più avanzata porta ad Alessio Cragno che sabato potrebbe affrontare i giallorossi per l'ultima volta da avversario. Il portiere 24enne ha detto sì già da tempo e i contatti con l'agente Battistini servono giusto a limare gli ultimi dettagli su un contratto quadriennale da 1,5 milioni a stagione. Anche il prezzo del cartellino è quasi definito e si aggirerà sui 18 milioni. La Roma, quindi, con molta probabilità avrà di nuovo un portiere titolare italiano dopo Szczesny, Alisson e la parentesi negativa Olsen (destinato alla Premier). Come secondo resterà Mirante.

Ma il vero obiettivo sardo del ds Massara è un altro, da tempo. Di nome fa Nicolò come Zaniolo, di cognome fa Barella ed è già una delle stelle assolute della nazionale di Mancini. Operazione complessa vista la concorrenza, ma la Roma ha fatto passi in avanti importanti sopratutto col giocatore che preferirebbe la capitale a Milano (sponda Inter). L'ingaggio dovrebbe aggirarsi sui 2,5 milioni a stagione, ma ovviamente ora c'è da lavorare col Cagliari che fin qui ha chiesto 50 milioni. Una cifra alta che può essere limata grazie all'inserimento di diversi giovani. La Roma è intenzionata a offrire un altro anno di prestito con diritto di riscatto a favore dei sardi per Luca Pellegrini che piace molto a Maran oltre a quelli di Riccardi e Pezzella. Determinante, ovviamente, sarà l'accesso in Champions. E lo sarà pure per trattenere Manolas. Nonostante la forte spinta della Juve, infatti, il greco non sembra intenzionato a lasciare Roma dove la famiglia si trova benissimo e dove è nata la sua seconda figlia. A patto che arrivi l'aumento: da 3 a 4 milioni a stagione.


Cairo duro: «Petrachi via? Non è corretto contattarlo»

LEGGO - BALZANI - Ora Petrachi è davvero vicino. E la paura di Cairo vale più di una conferma. Il presidente del Torino, interpellato ieri da Mc Sport sul futuro dell'attuale ds granata, stavolta è sembrato titubante: «Ho già detto che ha un anno di contratto e dovrebbe bastare. Sarebbe una cosa non bella se veramente ci fossero questi contatti con la Roma anche perché è in lotta con noi per l'Europa. Vorrebbe dire avere anche un conflitto d'interessi. Io non ci voglio credere, spero che queste voci non siano vere. Per me Petrachi resterà un altro anno». In realtà il dirigente salentino sta per dire addio 13 mesi prima della scadenza del suo contratto col Toro e avrebbe già incontratoPallotta a Boston qualche settimana fa. Affiancherà quasi certamente l'attuale ds romanista Massara a Trigoria e proverà a convincere l'amico Conte ad accettare la panchina giallorossa. Per sostituirlo Cairo starebbe già pensando alla coppia Ventura-Bava.


Stadio, sospetti dei pm su verde e parcheggi: «Modificato anche il Prg»

IL MESSAGGERO - M. ALLEGRI - A. PIERUCCI - La modifica anomala del Piano regolatore, l'utilizzo improprio della legge sugli stadi per ottenere più superficie edificabile da convertire in parcheggi, a discapito delle aree verdi. E ancora: la bancarotta della società che ha venduto alla Eurnova di Luca Parnasi i terreni di Tor di Valle dove edificare il Nuovo stadio della Roma. Tre magistrati al lavoro e cinque inchieste aperte. Una ha travolto anche la sindaca Virginia Raggi, indagata per abuso d'ufficio. Non è bastata la difesa di Franco Giampaoletti, dg del Campidoglio, a evitare alla prima cittadina la grana della nuova contestazione. Ascoltato dalla pm Elena Neri - che aveva chiesto l'archiviazione dell'inchiesta, respinta dal gip - Giampaoletti aveva infatti giustificato la procedura con la quale la Raggi avrebbe avallato il progetto bypassando il Consiglio comunale. Una procedura che il gip Costantino De Robbio, invece, ha ritenuto «un'evidente violazione di legge»,ordinando un supplemento di indagini e nuovi interrogatori. Sull'affaire Tor di Valle, però, non c'è solo l'inchiesta a carico della sindaca per le procedure autorizzative. E non ci sono nemmeno solo le due inchieste per corruzione, che hanno portato all'arresto dell'imprenditore Luca Parnasi e del presidente dell'Assemblea Capitolina, Marcello De Vito. A piazzale Clodio ci sono altri due fascicoli.

I PERMESSI - Al vaglio del pm Barbara Zuin - già titolare dell'inchiesta sul giro di corruzione targato Parnasi - tre punti cardine: i permessi per costruire rilasciati prima della realizzazione delle opere primarie, la mancata messa in sicurezza dell'area che rientra in una zona a rischio idrogeologico, e l'aumento del tasso di edificabilità, riportato nel progetto di Parnasi e avallato dal Campidoglio. Nell'altro filone, avviato dal pm Mario Dovinola si procede per bancarotta. Luca Parnasi, tramite la Eurnova srl, avrebbe acquistato sottocosto i terreni a Tor di Valle, concorrendo nel fallimento della società proprietaria, la Sais Spa di Gaetano Papalia. Per il momento, sono sotto inchiesta Parnasi e l'allora rappresentante legale della Sais.
A fare scattare le ultime tre inchieste, le denunce depositate dall'avvocato Edoardo Mobrici legale del Tavolo della libera urbanistica, presieduto dall'architetto Francesco Sanvitto, ora nel mirino dei pentastellati pro stadio. «Mi sono arrivati un sacco di insulti sui social, non da parte dei romanisti, ma dei sedicenti grillini - ha affermato - La nostra associazione, anche quando preparava i programmi per il territorio per il M5S, ha sempre sostenuto una linea di principi e di legalità». È sempre lui a spiegare le storture nelle procedure: «Quando si sono accorti che il terreno bastava solo per edifici e stadio e non c'era più spazio per verde e parcheggi, cioè gli standard urbanistici di legge, è stata fatta una variante di piano regolatore. La cosa assurda è che, contrariamente a quanto stabilisce la legge nazionale dell'urbanistica, la variante è stata fatta pure da un privato invece che dall'ente pubblico. E senza discussione in Consiglio comunale. È stato saltato un passaggio, per fare più in fretta».


La serata all'Eur per il sì alla delibera: «Nella bozza già il parere favorevole»

IL MESSAGGERO - PIRAS - Ora, lo stadio della Roma sprofonda nelle paludi dei «Non so», dei «Non ricordo». Eppure l'Ecomostro di Tor di Valle viaggiava su una corsia preferenziale e per quest'opera la giunta Raggi ha utilizzato più volte la procedura d'urgenza. Come nel Municipio IX dove tutti i consiglieri si ricordano la convocazione d'urgenza del consiglio municipale di domenica pomeriggio, a poche ore dalla cena a casa del mini sindaco Dario D'Innocenti. C'erano la prima cittadina Virginia Raggi, l'ex presidente dell'Assemblea capitolina Marcello De Vito, l'assessore all'Urbanistica Luca Montuori e la presidente della commissione Urbanistica Donatella Iorio. I consiglieri municipali del M5S furono radunati sabato sera, era il 10 giugno 2017, per comunicare loro che l'interesse pubblico sull'impianto andava approvato, e anche alla svelta. Segnale che c'erano decisioni precotte sullo stadio. Ci sono due documenti dell'epoca che provano il piede premuto sull'acceleratore della giunta Raggi che saltò a piè pari le commissioni municipali competenti (Urbanistica e Mobilità presiedute tra l'altro da due consiglieri contrari all'opera) per far approdare la delibera stadio direttamente nel parlamentino dell'Eur. L'attuale presidente della commissione Urbanistica Paolo Mancuso ora è certo: «Era tutto già deciso».
I consiglieri si videro sottoporre da Luca Montuori una bozza di delibera già cotta e mangiata: in fondo c'era già scritto «parere favorevole». Ma quel parere avrebbero dovuto esprimerlo in libertà i consiglieri municipali. Qualcuno ricorda la riunione: «Per chi era contrario come me quella riunione non servì a nulla, chi non faceva parte delle commissioni competenti invece diceva Mi fido, non mi informo e non approfondirono. Ma noi siamo Cinquestelle, siamo nati ed entrati nelle istituzioni per approfondire, verificare, controllare».
Nello schema di delibera datato 8 giugno 2017 si parla di «particolare urgenza» e quindi il Segretariato generale comunica che il parere vada acquisito «entro venti giorni decorrenti dalla ricezione della presente come previsto nei casi di urgenza». Ma le commissioni Urbanistica e Mobilità non vennero minimamente coinvolte. E come se non bastasse, allegato alla delibera, c'era anche una lettera firmata dall'assessore Luca Montuori che ribadiva l'urgenza di «votare quanto prima».

LA LETTERA - «Urgenza - si legge - dettata dalla stretta prossimità del termine, il 14 giugno, per procedere all'adozione della proposta da parte dell'Assemblea capitolina». «Si rappresenta - continua la lettera - l'opportunità che il parere sia trasmesso entro il più breve tempo possibile». Stesso iter, prudentemente non scritto stavolta, per bloccare la recente delibera sull'annullamento dell'interesse pubblico targata Grancio-Fassina. Anche in quella circostanza l'assessore Luca Montuori caldeggiò una bocciatura al Municipio IX. Che però, dopo gli arresti e la bufera giudiziaria, non è arrivata. Segnale che nel M5S non si fidano più a scatola chiusa.

 

 

 

Un "altro" Olsen nel mirino

IL TEMPO - BIAFORA - La Roma continua a lavorare sul mercato che verrà in attesa di una decisione definitiva di Pallotta sulla guida della direzione sportiva. L'ultimo nome finito sul taccuino di Massara è quello di Andreas Skov Olsen, esterno d'attacco del Nordsjaelland. Il danese e un classe 1999 e si è messo in mostra in questa stagione, nella quale ha realizzato ben 25 gol in 39 presenze ed è entrato nel giro dell'Under 21 del suo paese. L'ala mancina, che sfrutta l'ottima capacità di calciare sul secondo palo partendo dalla fascia destra, ha un contratto in scadenza nel 2020 e l'intenzione è quella di non rinnovare, lasciando il club già quest'estate per fare il salto nel calcio che conta. Skov Olsen è seguito da molte società in giro per l'Europa e in Italia piace in particolare ai giallorossi, che non hanno presentato offerte, e alla Lazio, suscitando in passato anche l'interesse della Sampdoria di Sabatini. L'esterno, che in estate avra un solo anno di contratto prima della scadenza, si porta via dal Nordsjaelland con circa 4-5 milioni di euro.

Per quanto riguarda la situazione Zaniolo non è stato fissato ancora alcun incontro con il suo agente per discutere di un nuovo accordo: come per El Shaarawy e Under la questione rinnovo sarà affrontata più avanti. L'intenzione del ragazzo è restare.


Romanzo Ranieri: la Roma, il Cagliari e un cuore diviso a metà

GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Se aveva ragione Plinio il Vecchio, sabato prossimo Claudio Ranieri avrà l’anima divisa a metà e un paio di Imu sentimentali da pagare. «La casa è dove si trova il cuore», spiegava infatti il sapiente uomo di lettere e di scienza campano, ed in effetti l’allenatore giallorosso non più tardi di una settimana fa ha ammesso: «Ho allenato tante squadre, ma a me brillano gli occhi soltanto per due: la Roma e il Cagliari. Nel cuore ho queste».

QUESTIONE DI FEELING C’è da sorprendersi che un allenatore capace di lavorare e vincere al Leicester come al Valencia, alla Fiorentina come al Monaco, e poi in grado di guidare corazzate come Juventus, Inter, Napoli, Chelsea e Atletico Madrid, abbia i sentimenti incagliati per sempre in Sardegna? Non proprio, perché gli imprinting emozionali prescindono dall’importanza degli stimoli, ma agiscono sulle fasce d’età. Così, se Roma è la città che il destino generosamente ha dato in sorte a Ranieri al momento della nascita, Cagliari è quella che lo ha scelto e adottato. Lo si capisce rivedendo il filmato del suo addio, dopo tre stagioni che per Ranieri hanno rappresentato una sorta di rito di passaggio nel mondo adulto degli allenatori di calcio. Il matrimonio, iniziato in Serie C1 nel 1988 si stava concludendo gioiosamente nel 1991 in Serie A, con un bilancio di due promozioni consecutive (con vittoria della Coppa Italia di Serie C) e una salvezza nel massimo campionato. Giacca grigia, camicia azzurra e cravatta scura, il giorno che annunciò il suo addio, Ranieri sembrava non stesse salutando solo Cagliari ma il tramonto della sua seconda giovinezza, dopo che la prima si era consumata nella carriera da calciatore. «Ringrazio la famiglia Orrù e il d.s Longo – aveva detto – che hanno avuto il coraggio di puntare su di me dopo che ero retrocesso con la Puteolana», diceva compunto.

L’ADDIO Quel giorno i riccioli di Claudio erano ancora scuri, così come la sua malinconia. Stava dicendo addio alla sua casa in centro, nei pressi del palazzo di giustizia (la seconda dopo quella a Bonaria), ai pranzi e le cene al ristorante «La Balena», ed è inutile dire che si mangiasse solo pesce, anche se senza primi. E poi ad un manipolo di calciatori che, in stagioni diverse erano diventati i suoi scudieri, da Ivo Pulga ad Aldo Firicano e Lucio Pellegrini. Ranieri era arrivato a Cagliari a 37 anni, irrobustitosi solo sulle panchine della Vigor Lamezia in Interregionale e della Puteolana, in C. «Qualcuno mi diceva che potevo bruciarmi, ma nella vita bisogna rischiare. Io l’ho fatto e, su indicazione della società, sono diventato anche uomo immagine del Cagliari», spiegò con voce commossa. Ma aveva fatto tutto così bene da meritare un biglietto di sola andata per una grande piazza come Napoli, prima panchina importante dove piantare radici ma non lasciare il cuore. Quello era altrove. «La mia fortuna è stata il Cagliari – ha infatti ammesso nel dicembre scorso –. Il triplo salto alla C alla A rappresentò la svolta della mia carriera. Cagliari mi emoziona ancora perché fu il mio trampolino di lancio: non ci sarebbe stata Leicester senza Cagliari». E allora come meravigliarsi se ogni (frequente) ritorno «a casa» di Ranieri rappresenti un evento da festeggiare?

IL DISCORSO Sarà per questo che a Trigoria sussurrano come Ranieri in questi giorni sia più nervoso. Ieri tra l’altro ha voluto parlare alla squadra chiarendo questi concetti: «Adesso dobbiamo mettercela tutta. Agguantare la zona Champions è possibile. Il nostro obiettivo ora è vincerle tutte. Dobbiamo crederci». Lui ci crede, ed in cuor suo non è affatto dispiaciuto che il Cagliari arrivi all’Olimpico con la salvezza virtualmente alle porte, visto gli undici punti di distanza che ha dalla zona pericolo. Certo, gli allenatori sono dei professionisti, il bene della squadra che si dirige viene prima di qualsiasi cosa e il «mors tua vita mea» è la legge non scritta che regola i rapporti di forza dello sport. Ma non si può chiedere a Ranieri di guardare le maglie rossoblù senza provare sentimenti. Nel lungo viaggio da Roma a Roma è stata proprio Cagliari a rappresentare la tappa del cuore. E guai a dimenticarlo.


Di Livio: "A Conte piace l'idea Roma"

IL TEMPO - AUSTINI - Passano i giorni, aumentano gli indizi. Il sogno della Roma di portare Conte sulla panchina giallorossa il prossimo anno è concreto. Dopo l'incontro in gran segreto a Siena con un dirigente, la presunta cena con Baldini a Londra e i messaggi inviati da Totti, un altro aggiornamento interessante lo fornisce Angelo Di Livio, ex compagno del leccese alla Juventus e suo amico. "Ho sentito Antonio con i "messaggini"l'ultima volta dieci giorni fa - ha raccontato l'ex centrocampista romano, ora speaker a Teleradiostereo - non posso essere diretto e dire le cose come stanno, sarei un traditore. Ma secondo me la Roma fa bene a provarci per Conte. Lui sta cercando un progetto serio, una squadra in cui posse partire dal ba-so e portarla in alto per costruire cose importanti".I due, a quanto pare, hanno già parlato di alcuni giocatori che l'allenatore vorrebbe ritrovare a Trigoria oltre i tre azzurri (De Rossi, Florenzi ed El Shaarawy) che portò agli Europei del 2016. "Secondo me - dice ancora Di Livio - Manolas guidato da Conte farebbe la miglior stagione della carriera. Anche Nzonzi gli place". Qualche giorno fa si era già sbilanciato, sempre parlando in radio: "Roma è una piazza che a Conte è sempre piaciuta, lo dico perché lo so. Qui è tanto che non si vince, la potrebbe prendere come una belle sfida. Non c'è bisogno di fare un grandissimo mercato - il pensiero di Di Livio - la squadra ha una base buona, bisogna solo lavo-rare sui giocatori e allenarli in una certa maniera".

Di sicuro dovrebbe ripartire da una difesa più solida e in questo senso la conferma di Manolassarebbe un bell'inizio: il greco può liberarsi a luglio con una clausola rescissoria da 38 milioni, il suo agente Raiola sta parlando con la Juventus ma Kostas non si è ancora impegnato con nessuno, perché in cuor suo vorrebbe restare. Con Conte ancora di più. Ma non è fatta, anzi. Il tecnico si è preso del tempo per capire davvero quali siano le alternative: Inter, un clamoroso ritorno alla Juventus o il Bayern? La Roma non corre da sola ma inizia a crederci. Un altro indizio, che fa quasi una prova, sono i contatti in corso con Petrachi, uno dei migliori amici di Conte, per affidargli la direzione sportiva. Il diesse in uscita dal Torino viene dato in risalita negli ultimi giorni da più fronti e avrebbe sorpassato Campos. Non ancora Massara, che continua a giocarsi le sue chance di restare come "primo" ma non è riuscito a convincere del tutto Pallotta a Boston.

Petrachi sarebbe l'alleato perfetto di Conte a Trigoria, un punto di riferimento con cui condividere le scelte di mercato. Ed è soprattutto per questo che la Roma, su input di Baldini, sta pensando a lui. Ma prima deve svincolarsi da Cairo, che ha deciso di sostituirlo ma vuole monetizzare, il suo addio con un anno d'anticipo rispetto al contratto. In questo senso vanno interpretate le parole di ieri del presidente granata a RMC: "Petrachi alla Roma? Non sarebbe bello se ci fossero davvero del contatti perché i giallorossi sono in lotta con noi per un posto in Europa. Sarebbe un conflitto di interessi". Uno dei tanti nel calcio.

 

 

 

Petrachi-Massara: c'è l'ok, blitz a Boston

GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - La forma a volte diventa anche sostanza. E così è difficile dar torto al Torino e alla Roma che, ufficialmente, mettono la sordina su un argomento che pure nella Capitale è di stretta attualità: il nuovo d.s. giallorosso. Non è un mistero che Gianluca Petrachi sia in prima fila nei «desiderata» del club, che però si guarda bene dall’ufficializzarlo (pur avendolo contattato da tempo) appunto per una questione di stile, esplicitata ieri dal presidente Urbano Cairo (vedi l’intervista a pagina 19) con cui Petrachi potrebbe parlare la prossima settimana. «Petrachi alla Roma? Non sarebbe bello se ci fossero davvero dei contatti perché i giallorossi sono in lotta con noi per un posto in Europa. Sarebbe un conflitto di interessi. Spero che queste voci non siano vere. Per me Petrachi resterà un altro anno».

il viaggio e i poteri L’impressione è che difficile che accada, tant’è che da Trigoria non escludano come ai primi di maggio il d.s. possa effettuare un blitz a Boston per incontrare Pallotta. La convivenza con l’attuale d.s. Massara non sarà un problema. Ciò che Petrachi vuole, pur senza mettere in discussione il ruolo di consigliere di Baldini, è avere carta bianca nel suo lavoro. Sembra proprio che gli sarà assicurata, anche se scardinare la formula dei «tre centri di potere» (Roma, Londra e Boston) cara a Sabatini non sarà facile. E sul tema i suoi predecessori Sabatini e Monchi potrebbero scrivere un romanzo. Ma Petrachi viene descritto come un lottatore ed un sognatore. Così tanto grande che i tifosi vorrebbero portasse il suo amico Conte. Ci proverà, ma è dura. Psg e Inter sono in pole.


Francesco & Cristian: "Sogno da realizzare"

GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Piccoli Totti crescono, e se lo dice papà Francesco c’è a crederci. L’ex capitano della Roma, durante le feste pasquali, era in Sardegna per assistere al «Sardinia Talent Trophy», a cui ha partecipato anche suo figlio Cristian, la cui squadra (giallorossa, naturalmente) si è piazzata al 4° posto dietro il Bayern Monaco, il Genoa e il Cagliari. «Sono venuto a vedere mio figlio e magari qualche altro giovane interessante. Vederli fa sempre un certo effetto. I settori giovanili sono fondamentali. Possono far scoprire ragazzi che magari hanno tanto futuro. Speriamo che si possa tornare come un tempo. Cristian? Cresce come tutti gli altri, con tranquillità e divertimento. Se ha i mezzi per continuare lo farà, altrimenti cambierà rotta. Io più forte? Ognuno ha il suo percorso, inutile fare confronti. Lui si sta divertendo e non deve pensare a nient’altro. Come tutti i ragazzi ha il suo sogno e spero lo possa realizzare».

 

 


Kluivert tatuato: Cappella Sistina sul braccio

GAZZETTA DELLO SPORT - [...] Primo giorno a Trigoria e solita conta per Ranieri degli assenti: contro il Cagliari mancheranno De Rossi, Karsdorp e Santon (infortunati), oltre agli squalificati Cristante e Zaniolo. In dubbio Manolas [...]. Dovranno stringere i denti Nzonzi e Pellegrini, oltre a El Shaarawy, alle prese con qualche acciacco. Stesso discorso per Florenzi, che continua a gestire un fastidio al ginocchio.

La Roma ha bisogno di tutti [...]. E chissà che una mano non arrivi dall’alto, vista l’immagine dellaCappella Sistina che Kluivert si è tatuato sul braccio.


Un premio per i rapporti con i tifosi

GAZZETTA DELLO SPORT - «Un rapporto duraturo tra brand e clienti». E’ questa la motivazione con cui la Roma si è aggiudicata, insieme ad Advice Group, il Brand Loyalty Award, assegnato a Milano il 16 aprile. Il riconoscimento è dedicato ai progetti di «loyalty» e di «reward» che mirano ad instaurare un rapporto continuo e duraturo tra marchi e clienti, e a generare coinvolgimento e partecipazione in tutte le fasi della relazione. Cuore del programma è la nuova piattaforma digitale romaunicograndeamore.com [...]


Dzeko e Schick di nuovo insieme. Patrik cerca l'ennesimo riscatto

GAZZETTA DELLO SPORT - Ha scelto di riposarsi a Pasqua e Pasquetta in un hotel sul mare a Ladispoli insieme alla fidanzata. [...] Che Patrik Schick sia un professionista esemplare, a Trigoria, è risaputo: mai un eccesso o un comportamento fuori posto. Il problema, forse, potrebbe essere proprio questo: troppo bravo ragazzo, il ceco, per prendersi il posto nella Roma con le unghie e con i denti. Soprattutto a dispetto di Dzeko [...]. Anche sabato contro il Cagliari, nonostante le assenze di De Rossi, Cristante e Zaniolo, Schick non è sicuro del posto.

 

Se Ranieri dovesse cambiare modulo, decidendo di tornare al 4-4-2 viste le defezioni in mezzo al campo, Schick potrebbe e dovrebbe giocare in coppia con Dzeko. [...] Hanno fatto coppia contro laSpal, contro il Napoli Schick era l’esterno insieme a Perotti, contro la Samp, invece, nel secondo tempo Patrik si è sistemato alle spalle del bosniaco, contro l’Udinese ha giocato appena 45’, con l’Inter è rimasto in panchina. [...].  Ranieri deciderà se dargli ancora fiducia o se schierare Pastore con El Shaarawy e Perotti dietro a Dzeko [...].

A fine stagione lui e i suoi agenti, sempre molto attivi, decideranno con la Roma cosa fare. Il complicato contratto stipulato nel 2017 con la Samp prevede che Schick non possa essere svenduto, più facile che possa andare in prestito con un riscatto già fissato intorno ai 20 milioni. In Germania piace al Borussia Dortmund e al Lipsia, ma per il momento Schick preferirebbe una destinazione italiana. La Roma resta una priorità, aspetta di conoscere il nome del nuovo allenatore [...], altrimenti sarebbe pronto a scendere di livello pur di ritrovare se stesso. [...]