Perotti: «De Rossi e il Boca? Si riuniva con Paredes per i derby con il River...»

GAZZETTA DELLO SPORT - «Io ho un contratto fino alla metà del 2021, poi mi piacerebbe tornare in Argentina. De Rossi al Boca? In caso lo farebbe per i tifosi, ma non so se succederà. Deve decidere lui». Neanche il tempo di tornare in Argentina per le vacanze, che Diego Perotti parla alla trasmissione radiofonica «Oral Deportiva». Partendo proprio dal futuro dell’ormai ex capitano, corteggiato dal Boca del d.s. Burdisso: «A De Rossi il Boca piace, si riuniva con Paredes per vedere la partita contro il River. Però non so se verrà, è una decisione personale, conta anche la tranquillità della famiglia, non si può essere egoisti, ci sono tante cose da valutare. Di certo se un giocatore come Daniele pensa di venire qui è per quello che possono trasmettere i tifosi argentini». Anche lui, un giorno, tornerà in Argentina. Ma fino al 2021 vorrebbe restare a Roma e chiudere la sua carriera europea: «Nonostante gli infortuni sono contento della mia carriera. Ho un contratto per altri due anni, poi mi piacerebbe tornare».


Fiumicino? No, grazie. Si va avanti con Tor di Valle

GAZZETTA DELLO SPORT - «Cortesia istituzionale». È questa la formula scelta dalla Roma per smentire qualsiasi ipotesi di trasferimento del progetto del nuovo stadio da Tor di Valle a Fiumicino. Da tempo, infatti, il sindaco del Comune adiacente a quello della Capitale aveva offerto pubblicamente la disponibilità ad ospitare il nuovo impianto. Tra l’altro, a differenza di quanto era stato ipotizzato, i terreni non apparterrebbero alla famiglia Caltagirone, anche se le aree indicate agli emissari giallorossi sono state più di una.
In ogni caso, la società giallorossa ha tutta l’intenzione di proseguire sul percorso già tracciato perché, secondo gli intendimenti, mancherebbero appena tre sedute per completare l’iter tecnicoportato avanti insieme all’amministrazione. Cosa che, in linea teorica, consentirebbe di andare ad approvare la Convenzione Urbanistica e la Variante al Piano Regolatore durante l’estate.


DDR in Giappone, Perotti lo spinge al Boca

IL MESSAGGERO - CARINA - Lo straziante addio è alle spalle. Daniele De Rossi è partito per una vacanza tra Giappone e Hawaii assieme alla moglie Sarah Felberbaum che su Instagram ha rassicurato i tifosi sul suo statod’animo: «Il ragazzo sta bene», ha scritto sotto una foto che ritrae la coppia sorridente alla stazione ferroviaria di Tokyo .II centrocampista sta valutando l’ipotesi di giocare 6 mesi in Argentina per poi trasferirsi negli Usa in una delle due squadre di Los Angelesche non potrebbero ingaggiarlo subito per via del salary cap. Al Boca lo spinge Perotti: «A lui piacerebbe per il tifo argentino. I giocatori stranieri vogliono vivere quello che si prova su quei campi. Il mio futuro? Ho un contratto fino al 2021, però mi piacerebbe tornare in Argentina», ha detto a La Oral Deportiva.


Massara "bocciato" si dimette

IL TEMPO - BIAFORA - Si separano di nuovo le strade della Roma e di Massara. Il dirigente piemontese, tornato nella Capitale nell’estate del 2018 e nominato direttore sportivo dopo la risoluzione consensuale con Monchi, ha deciso di rassegnare le dimissioni dall’incarico e lo ha già comunicato ai vertici societari: l’addio dell’ex ala del Pescara sarà formalmente annunciato giovedìprossimo. In questi tre mesi il ds ha portato avanti il lavoro sul mercato, continuando ad imbastire trattative e incontrando gli agenti dei calciatori per i rinnovi dei contratti, oltre ad aver mandato in giro per il mondo gli scout giallorossi, che nei giorni a venire saranno convocati a Trigoria per fare un punto della situazione. Massara era arrivato per la prima volta alla Roma nel 2011 con Sabatini ed era rimasto anche dopo l’addio del dirigente umbro, aiutando Monchi nei primi mesi del suo percorso per poi entrare nella galassia Suning. Adesso per lui si profila un’avventura da primo violino: non dovrebbe infatti seguire il suo mentore, già operativo per il Bologna.


Roma: lista d’attesa per il mal di pancia

IL MESSAGGERO - CARINA - Italiano (o meglio, che alleni in serie A), dotato di una forte personalità e capace (anche) di lavorare con i giovani. È questo l'identikit sul quale si sta muovendo la Roma. Che poi, a pensarci bene, non si discosta (pur a diversi livelli) dai profili per i quali ha ricevuto due no di fila: Conte e Gasperini. Paradossalmente il voltafaccia del tecnico piemontese è stata una doccia fredda ben più gelata di quella di Conte. Questo perché a Trigoria (e a Lecce, dove si trova Petrachi) si era certi del suo arrivo. Un brutto colpo che ha moltiplicato domande e riflessioni all'esterno sul fascino che il club giallorosso ha perso nell'ultimo periodo e disorientato all'interno la dirigenza che ha quindi deciso di prendersi una pausa di riflessione. Utile tra l'altro per capire quale sarà il futuro di Sarri, da sempre il primo nome fatto da Baldini a Pallotta.

 
SCALA LA CLASSIFICA - I famosi centri di potere chiamati in causa da Sabatini qualche anno fa, hanno idee diverse. Non per questo motivo inconciliabili. Baldini, oltre a Sarri, è sempre stato convinto delle qualità di Giampaolo. Dipendesse da lui, toccherebbe al tecnico della Sampdoria (ora finito in orbita Milan) sedere sulla panchina della Roma. La pensa in modo diverso Petrachi. Che pur apprezzandone la metodologia di lavoro, nutre perplessità sul carattere. Dubbi che il ds non ha su De Zerbi e Mihajlovic. Il serbo avrebbe le physique du role ma il suo passato laziale suonerebbe come l'ennesima provocazione alla tifoseria, sempre di più sul piede di guerra. Rimane quindi De Zerbi, divenuto nelle ultime ore il candidato forte di Petrachi. Il tecnico del Sassuolo (che ieri, pur «non avendo sentito nessuno», ha fatto sapere «di dover parlare con il patron Squinzi») ha le caratteristiche che si addicono al futuro tecnico: carattere forte, bravo con i giovani, capace di esprimere un gioco offensivo. Le remore sul suo conto, espresse anche da Baldini, sono legate a come potrebbe gestire una piazza come Roma in un momento di difficoltà. Baldini, però, pur avendo manifestato le sue perplessità, non intende forzare la mano. L'ultima parola deve averla Petrachi. Il motivo è semplice: il nuovo ds non può essere depotenziato agli occhi della piazza già prima della sua ufficializzazione.

 
VERTICE SERALE - Nel vertice andato in scena ieri nella sede dell'Eur (presente anche Totti) è stato fatto anche il nome di Gattuso (che piace all'ala italiana del club), ormai sul mercato. Nelle ultime ore, il tecnico è stato però avvicinato dalla Fiorentina, prossima al cambio di proprietà, che vorrebbe offrire il ruolo di ds a Mirabelli che ha in Rino la prima scelta. Prima, però, il tecnico vuole capire il progetto dell'imprenditore Commisso. Per questo non scarta l'idea originaria, ossia un'avventura all'estero (Liga o Premier). Chi lo vuole, deve fargli cambiare idea. In fretta. La Roma lo contattò a gennaio - quando la posizione di Di Francesco era già fortemente in bilico - ma poi non s'è fatta più sentire. Non è escluso possa farlo nelle prossime ore. In questo contesto, scivolano inevitabilmente in secondo piano le alternative estere. Offerti nelle settimane scorse Benitez e Blanc che però non convincono chi deve decidere. Ieri è circolato il nome di Bordalas, quinto con il Getafe nell'ultima stagione. Un profilo che trova d'accordo Petrachi e Baldini sarebbe quello di Fonseca (Shakhtar). La pista italiana rimane la priorità. Ma con la Roma mai dire mai. E nel caso a Trigoria cambiassero idea il portoghese potrebbe rivelarsi la carta a sorpresa da giocarsi in extremis.


Il Palermo resta in serie B. Rosaneri penalizzati di 20 punti nella stagione corrente

La sentenza della Corte di appello della Figc ribalta la sentenza di primo grado e mantiene il Palermo in serie B anche se con 20 punti di penalizzazione. Questo è quanto appreso dall'agenzia di stampa ANSA, che spiega come il club rosanero, accusato di illecito amministrativo, era stato condannato in primo grado alla retrocessione in C. Per effetto di questa sentenza, invece, retrocede il Foggia oltre al Padova e il Carpi. Il playout per la quarta retrocessione sarà tra Salernitana e Venezia.


Riunione all'EUR della dirigenza giallorossa. Presente anche Totti

La Roma si è riunita nella sede del club giallorosso di Viale Tolstoj per decidere in merito alle strategie di mercato. Questo è quanto riferisce l'emittente radiofonica TeleRadioStereo, che spiega come il vertice sia stato necessario dopo il no di Gasperini, che ha scelto di rimanere all'Atalanta ed ora la società dovrà stabilire le prossime mosse. La situazione è complicata sia per i vuoti societari e tecnici e sia per l'ambiente in subbuglio dopo il mancato rinnovo di Daniele De Rossi e le incertezze sulla futura rosa della squadra. Alla riunione è presente anche l'ex capitano Francesco Totti.


Kolarov miglior difensore per reti segnate dei cinque maggiori campionati europei. Eguagliato Mihajlovic

Aleksander Kolarov è stato uno dei protagonisti della stagione giallorossa, anche se il suo campionato è iniziato sottotono. Ma partita dopo partita il serbo ha iniziato a sfoggiare ottime prestazioni, timbrando il cartellino per ben otto volte. Otto reti che hanno fatto di Kolarov il difensore che ha segnato di più nei cinque maggiori campionati europei. Un record che lo porta ad eguagliare quello siglato da Mihajlovic durante la stahione 1998/99, che chiuse proprio con otto reti personali. Nessuno dei difensore stranieri che hanno giocato in Serie A sono stati prolifici quanto loro.


Tr...igoria di Spade. Tutti bramano la panchina ma nessuno ci si siede

INSIDEROMA.COM - EDITORIALE - Una semifinale, a questo punto forse fortuita, in un mare di disastri tecnici e aziendali.

Tra meno di due mesi, salvo esclusione del Milan per il FFP, i giallorossi inizieranno la nuova stagione ma al momento sono senza chi deve comprare i giocatori, nel caso dei giallorossi soprattutto venderli, ovvero il direttore sportivo e soprattutto chi li deve allenare cioè il tecnico.

Inseguendo uno stadio sempre più utopico, passando per una sconfitta contro la Lazio in finale di Coppia Italia, la Roma americana è riuscita non solo nell'impresa di estromettere tutti i suoi simboli dentro e fuori dal campo  ma anche a ripudiare  l'anima combattiva e testaccina che ha contraddistinto da sempre anche la Rometta ma che allo stesso tempo riempiva l'Olimpico e lo infiammava.

Tutto questo grazie ad una serie di santoni portatori sani del "mio calcio" arroganti e soprattutto incompatibili con la politica trasferimenti di trading sfrenato messa in atto, stagione dopo stagione, da Pallotta & co.

Tutti quelli che sono transitati sulla panchina della Roma, avevano già un detonatore azionato sul petto con il timer in scadenza al massimo dopo un anno e mezzo.

Abbiamo visto Luis Enrique invecchiare di 10 anni prima di scappare a forti pedalate con la sua bicicletta per tornare in Catalogna e vincere tutto. Il profeta Zeman, il profeta marsicano Di Francesco, allievo di Zeman, non rendersi conto che la sua rosa era più un quintetto NBA, per altezza, e che forse il 4-3-3 sbrocco (nel senso negativo del termine) per te non era un'idea geniale visto che ha preso 7 goal dalla Fiorentina che si è salvata all'ultima giornata grazie ad un pareggio biscottato col Genoa.

In mezzo il non gioco di Rudi Garcia basato su "palla a Gervinho e ci abbracciamo", con i soli Spalletti, furbo da litigare con il Francesco divino di Roma che non è il Papa, e Ranieri che paga il fatto gravissimo di essere romano e romanista e di non avere un suo calcio a salvarsi.

Addirittura Ranieri viene qui, guarda il tipo di giocatori che ha a disposizione e li mette in campo al meglio. Viene qui e ha la faccia tosta di fare l'allenatore normale. Ma guarda questo oh.

Nei tempi moderni, dopo essere stati rifiutati con ammissione pubblica da parte di Conte, derisi da Allegri, ieri è arrivato anche il rifiuto di Gasperini che fino a qualche tempo fa si sarebbe tagliato una mano per venire alla Roma.

Quando ti rifiuta pure Gasperini due domande bisogna farsele su come da fuori viene vista questa azienda. In effetti potrebbe non essere invitante avere un presidente che non viene a Roma da più di un anno, ma essendo un suo diritto giustamente delega. Il delegato con pieni poteri qui però si vede ancora meno. In mezzo una serie di mezze figure, di personaggi in cerca di potere.

La grande piazza è sempre meno grande, la grande squadra ora gioca i preliminari di Europa League ed è pronta a fare l'ennesima rivoluzione.

Gli allenatori in ascesa ci pensano due volte prima di rischiare di bruciarsi qui senza protezione di una società molto lontana, quelli attempati e famosi cercano progetti interessanti e vincenti.

D'altronde quale scemo vorrebbe allenare una rosa del livello dell'Atalanta ma con la pressione e l'ambizione, a livello di tifo, pari a quella del Real Madrid? Su questa panchina ci vuole uno impavido e volendo anche un po' sciocco, un innamorato di questi colori pronto a tutto per riportare la Roma in alto. Peccato che c'era ed è stato appena mandato via per inseguire il "sogno" infranto Gasperini.


Per la panchina spunta Bordalas. Artefice di un piccolo miracolo con il Getafe

A tre giorni dalla fine della stagione la Roma comincia a guardare al futuro e soprattutto alla panchina. I giallorossi sono ancora alla ricerca di un allenatore che, come riferisce Tele Radio Stereo, potrebbe essere Josè Bordalas del Getafe. Il 55enne, al Getafe dal 2016, ha condotto gli spagnoli al quinto posto in classifica e alla qualificazione in Europa League. Un ritorno in Europa dopo otto anni d'assenza (2010/11), quando l'avventura del Getafe si fermò ai gironi di Europa League. Eppure si è sfiorata l'impresa, con Bordalas ed i suoi Azulones che non hanno centrato il quarto posto in Liga e la Champions League per soli due punti.
Ma nonostante ciò è stata una grande stagione per il tecnico di Alicante, finito nel mirino della Roma per il post Ranieri.


La Roma avrebbe cercato di coinvolgere il Qatar nell'affare Stadio

Nuove indiscrezioni sul fronte fondo del Qatar e Roma. Sembra, infatti, che al fondo arabo sia stato proposto di entrare nell'affare Stadio. A riferirlo è AdnKronos, secondo cui lo stesso lo stesso uomo di Pallotta che ha condotto le trattative per lo sponsor (Qatar Airways) avrebbe proposto al fondo arabo un affare da 1.2 miliardi di euro per la relizzazione di un impianto sportivo con annessa cittadella. Da parte del fondo del Qatar non sono arrivare né conferme né smentite ma secondo alcune indiscrezioni, riterrebbero l'area di Tor Di Valle un rischio.
Una coincidenza? O una conferma visto che proprio oggi si è parlato di spostare lo Stadio da Tor Di Valle a Fiumicino?
Dal Comune non sono arrivate però informazioni sull'eventuale revoca o annullamento della delibera per Tor Di Valle.


Zaniolo e Kluivert nella Top 11 Under 21 del campionato (foto)

Per entrambi questa stagione è stata la prima con la maglia della Roma, condita dall'esordio in Serie A. Una stagione in cui, Zaniolo e Kluivert, hanno dimostrato ottime cose e fatto vedere tutto il loro talento. Un anno in cui hanno rispettivamente collezonato 36 prezenze con sei gol e 35 presenze con due gol. Numeri che gli sono valsi un posto nella Top 11 degli Under21 del campionato secondo il provider di statistiche Opta. Insieme a loro, come riportato sul profilo Twitter del provider, vi sono anche grandi nomi come Donnarumma e Kean.