A. De Rossi: "Quest'anno ci è successo di tutto, ma faccio affidamento sull'intelligenza dei ragazzi"
Alberto De Rossi, tecnico della Roma Primavera, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Roma TV. Queste le sue parole:
“Questa sosta serve a poco, troppo lunga, ha rifermato tutto il nostro allenamento, non tanto a livello tecnico-tattico, quanto sulla gestione. Noi facciamo affidamento sull’intelligenza dei ragazzi, l’importante è allenarsi seriamente. Quest'anno ci è successo di tutto, però siamo stati bravi a ricompattarci. Chi giocava meno inizialmente è cresciuto, lo dobbiamo soprattutto a loro se siamo nel gruppo di testa".
Bianda e Bouah?
“Rivederli già che corrono, vedere Calafiori che corre, è la fotografia di questo anno disgraziato".
Lione e Marsiglia sondano il terreno per Under
Si allunga la lista dei club interessati al profilo di Cengiz Under. Secondo quanto riporta calciomercato.it, oltre ad Arsenal, Chelsea, Borussia Dortmund e Bayern Monaco ci sarebbero anche due società francesi. Si tratta del Lione e del Marsiglia che di recente avrebbero fatto un sondaggio per l'attaccante turco.
InsideRoma Daily News | De Rossi volato a Barcellona per un consulto medico. Pallotta vuole Petrachi. Giovedì alle 10:30 la conferenza di Ranieri
NOTIZIE DEL GIORNO | 16 aprile 2019
QUI ROMA
Sessione di allenamento in campo dopo un passaggio in palestra per gli uomini di Ranieri. Per Olsen era previsto un riposo programmato, visto che ieri aveva preso un leggero colpo alla spalla. Stesso discorso per Perotti, che ha effettuato allenamento personalizzato per ottimizzare la condizione. Santon, Karsdorp, Nzonzi hanno svolto lavoro individuale (quest'ultimo vicino al rientro in gruppo). Mentre De Rossi questa mattina è volato a Barcellona con il medico sociale di AS Roma, per un consulto medico, il capitano giallorosso rientrerà in serata nella capitale.
Claudio Ranieri, tecnico della Roma, sarà presente giovedì mattina alle 10:30 nella sala stampa del centro Fulvio Bernardini a Trigoria in vista della sfida di sabato sera contro l'Inter.
Pallotta non convinto di Campos, in piedi la pista Petrachi. Questo è quanto fa sapere il sito tuttomercatoweb.com, che spiega come il presidente giallorosso non sarebbe convinto nel prendere nuovamente un dirigente che non parla in italiano dopo l'esperienza Monchi. L'alternativa sarebbe proprio il ds del Torino, che ha il contratto fino al 2020 ma è in rotta coi granata ed avrebbe già avuto i primi contatti con la dirigenza romanista.
L'Atletico Madrid punta su Manolas per sostituire Godín. Il capitano dei colchoneros è destinato all'Inter e così il quotidiano spagnolo AS ha stilato una lista di difensori che potrebbero prendere il suo posto.Tra questi, in cima c'è il nome del greco della Roma insieme a Rubén Dias del Benfica, Nikola Milenkovic della Fiorentina, Joachim Andersen della Sampdoria e Milan Skriniar proprio del club nerazzurro.
Anche il Bayern Monaco su Ziyech
Hakim Ziyech, esterno dell'Ajax, sarebbe entrato nel mirino del Bayern Monaco. Secondo quanto riporta Süddeutsche Zeitung, i tedeschi sarebbero fortemente interessati al classe '93, seguito anche dalla Roma.
CIES, Roma 46esima nella classifica per numero di spettatori a partita
Il CIES Football Observatory ha reso nota una classifica dei 52 club di tutto il mondo con la maggiore presenza di spettatori in media a partita, prendendo in considerazione le ultime 5 stagioni, ovvero dal 2003 al 2018. In cima a questa speciale classifica figura il Borussia Dortmund con 80.230 tifosi. La Roma si piazza solo 46esima, con una media di 37.621 a partita.
Dzeko offerto al West Ham
Il futuro di Edin Dzeko è sempre più lontano dalla Roma. Secondo quanto riporta Sky Sport UK, il giocatore sarebbe stato offerto al West Ham, club londinese che già nei scorsi giorni aveva manifestato interesse per il centravanti giallorosso.
Arsenal interessato a Nzonzi
Steven Nzonzi potrebbe lasciare la Roma dopo un solo anno di permanenza. Secondo il Daily Star, Unai Emery – che lo aveva avuto già ai tempi del Siviglia – vorrebbe il centrocampista francese in forza al suo Arsenal. L’affare si aggira intorno ai 26 milioni di euro.
Champions League, la Juve crolla allo Stadium. In semifinale Ajax e Barcellona
Le due partite di questo martedì di Champions hanno decretato le prime due semifinaliste della competizione: Ajax e Barcellona.
All’Allianz Stadium un superbo Ajax batte per 1-2 la Juventus (risultato complessivo 3-2 in favore degli olandesi) grazie alle reti di van de Beek al 34’ e de Ligt al 67’, nonostante la Juve fosse andata inizialmente in vantaggio col solito Ronaldo al 28’. Da segnalare anche il gol annullato per fuorigioco a Ziyech del potenziale 1-3.
Al Camp Nou il Barcellona domina sul Manchester United con uno schiacciante 3-0 (risultato complessivo finale 4-0 per i blaugrana). Doppietta di Messi (16’ e 20’) e sigillo di Coutinho al 61’.
La Roma vince e convince, da Dzeko fino a Marcano
INSIDEROMA.COM - SARA BENEDETTI - Per la prima volta in Serie A due gare senza subire reti. La porta inviolata all’Olimpico, come non accadeva dallo scorso settembre, contro il Frosinone. Tre partite su cinque, con Mirante in porta, senza gol. La Roma, come hanno raccontato Dzeko e Ranieri, si gode la difesa ritrovata: «Perché tanto un gol lo facciamo e quindi conta non prenderlo». Juan Jesus lascia l’Olimpico in ambulanza dopo il colpo di Samir, gli esami dicono che sta bene e quindi la giornata della difesa, con 4 centrali nel primo tempo e Florenzi nel secondo, può essere di completa felicità. Tanto che persino Kolarov in tribuna sorride e Marcano, davanti ai microfoni, ha l’onestà di dire: «Mi aspettavo di più da me stesso in questa avventura. Ma ora Ranieri mi sta dando più possibilità».
L’impressione è che in una difesa più bloccata anche il portoghese stia ritrovando sicurezza e convinzione: «Prima della partita ero un po’ ansioso, ma poi è andata bene. Da giovane avevo giocato qualche volta terzino, ma non è la mia posizione». Quando un giocatore è in fiducia, però, tutto è più semplice: «C’è tempo per ricambiare la fiducia che la squadra ha avuto in me, è un dato di fatto che Di Francesco non puntasse sul sottoscritto. Con Ranieri sto avendo più occasioni». Le occasioni di Marcano e le occasioni per la Roma, ancora pienamente in lotta per un posto Champions: «Arrivarci sarebbe un bel risultato, adesso siamo tutti più fiduciosi».
VITTORIA FONDAMENTALE - Ranieri, anche affidandosi alla sana pretattica per disorientare il collega Tudor, premia gli interpreti che hanno chiuso, prendendosi i tre punti, la partita di Genova contro la Sampdoria. Ma la scelta iniziale non convince. L'unica novità è obbligata: senza lo squalificato Kolarov, a sinistra c'è Marcano. Gli altri 10 sono gli stessi utilizzati per vincere l'ultima partita. Così, davanti a Mirante, piazza addirittura 4 centrali, con Jesus confermato a destra e Manolas, subito chiamato al superlavoro contro il contropiedista Lasagna, con Fazio in mezzo. I mediani sono ancora Cristante e De Rossi, il rombo offensivo, con Dzeko centravanti, prevede Schick trequartista, Zaniolo sulla fascia destra ed El Shaarawy a sinistra. Il sistema di gioco è il 4-2-3-1: Dzeko e Schick si ritrovano, però, affiancati. Il 4-2-4 li penalizza. In fase difensiva, come sempre, il 4-4-1-1. Che, però, è inizialmente meno compatto e non c'è da meravigliarsi. La Roma, dovendo fare la partita, favorisce l'Udinese che, con il 3-5-2, sa sfruttare la velocità di Larsen e soprattutto D'Alessandro sulle corsie, di De Paul che parte dal centro sinistra e Lasagna che gioca accanto all'ex Okaka. Ogni ripartenza bianconera diventa pericolosa, anche perché i giallorossi, in campo, si allungano. Squadra spaccata a metà, sotto il diluvio. A destra Jesus, senza avere mai la copertura di Zaniolo, va presto in tilt. Mirante vola sul tiro di Mandragora per non cominciare il match in salita. Non recita, dunque, da vice: Olsen ha preso di media 1,55 gol a partita, lui 0,6. E aiuta i compagni che, a metà del 1° tempo, si sistemano meglio in campo: sulla sinistra spinge decentemente Marcano e si muove bene El Shaarawy che ci prova di testa e di piede.
Dzeko si allarga sui lati, ma la Roma rimane statica in attacco. Pesa l'assenza del trequartista. Così Ranieri, dopo l'intervallo, ridisegna l'assetto, inserendo Florenzi per Jesus (giramenti di testa dopo lo scontro con Samir) e Pellegrini per Schick. L'effetto della doppia mossa non è però positivo. L'Udinese ha subito 3 chance con Okaka, D'Alessandro e soprattutto De Maio che, colpendo di testa, prende il palo. Proprio nel momento più delicato, i giallorossi riescono ad alzare il ritmo. E, spinti dalla Sud, vanno all'assalto. Sono trascinati, come a Marassi, da Dzeko che finalmente interrompe il suo lungo digiuno, in campionato, all'Olimpico, iniziato dopo la doppietta al Chievo il 28 aprile 2018. Il tocco garbato, con l'esterno destro, è di El Shaarawy: il centravanti fa centro in diagonale a metà ripresa. Dopo l'assist, l'abbraccio per la pace tra i 2 attaccanti che litigarono a Ferrara. Ecco Under per De Rossi (risentimento al flessore della coscia destra): Zaniolo si accentra da trequartista e Pellegrini arretra accanto a Cristante. Tudor risponde con Sandro per Mandragora, Pussetto per D'Alessandro e nel finale Teodorczyk per De Maio. Le sostituzioni non gli permettono di evitare il 1° ko, dopo aver raccolto 7 punti in 3 partite.
Roma, mosse da Champions
IL MESSAGGERO - TRANI - A 6 turni dal traguardo, la corsa rimane dunque apertissima. Solo stasera, però, la Roma saprà quante squadre dovrà inseguire nella volata Champions: a Bergamo, alle ore 20,30, c'è Atalanta-Empoli. L'unica avversaria, al momento, è il Milan che ha sempre 1 punto in più in classifica. Ma in caso di vittoria dei nerazzurri, i rivali raddoppieranno: perché Ranieri, da qui al 26 maggio, dovrebbe sfidare sia Gattuso che Gasperini. E sapendo in partenza, tra l'altro, di essere comunque costretto ad arrivare davanti ai colleghi per prendersi il 4° posto: a parità di punti, non raggiungerebbe l'obiettivo, essendo loro in vantaggio rispettivamente per gli scontri diretti e la differenza reti.
AGGIUSTAMENTO NECESSARIO - I 2 successi di fila hanno rilanciato la Roma. Che, però, nella fisionomia non dà ancora certezze. È, quindi, da sistemare meglio in campo, rivedendo le scelte non sempre azzeccate delle ultime partite e soprattutto correggendo le posizioni ibride di qualche interprete. L'emergenza ha costretto Ranieri a schierare 4 centrali nella linea difensiva: senza lo squalificato Kolarov, con Florenzi recuperato in extremis e con Karsdorp e Santon infortunati, si è ritrovato senza terzini. Così ha usato Jesus, poi sostituito a metà partita con Florenzi, e Marcano che si sono adattati. Da sabato a San Siro, il problema dovrebbe essere risolto: spazio agli specialisti, con Florenzi e Kolarov di nuovo titolari. Da ripensare, invece, il centrocampo: out De Rossi, c'è da verificare Nzonzi che si è fermato alla vigilia della partita con l'Udinese. Rimangono, dunque, a disposizione per il tandem in mediana solo Pellegrini e Cristante. Che hanno chiuso, uno accanto all'altro, la gara di sabato. La loro conferma sarebbe utile anche a Zaniolo che ultimamente è stato sempre schierato sulla corsia destra e quindi fuori ruolo. Lo ha ammesso lo stesso allenatore: «La mia sensazione è che Zaniolo è una mezzala a tutto campo, ma non posso farlo giocare lì con due centrocampisti che devono governare la squadra. Pellegrini è più agile nell'inserirsi, mentre lui riesce, fisicamente e tecnicamente, a giocare pure in un ruolo non suo. Gli chiedo un sacrificio. Ne dobbiamo fare tutti per il bene della Roma». Contro l'Inter, però, c'è la possibilità di rivederlo da trequartista. Ci guadagnerebbero il giocatore e la squadra. Zaniolo è il talento da sfruttare nella corsa Champions e al tempo stesso da valorizzare ulteriormente nella sua prima vera stagione da professionista. Il club giallorosso è pronto a concedergli l'adeguamento e il prolungamento del contratto, anche per rispondere alla raffica di rumors: dalla Germania è sicuro l'interesse del Bayern Monaco che si mette in fila dietro al al City, al Real e alla Juve. Zaniolo, insomma, può tornare nel vivo del gioco, senza restare confinato sulla fascia destra. Lì si candida Under o, volendo, pure Kluivert.
TRACCIA DEFINITIVA - Con Nzonzi in campo, invece, probabile ballottaggio tra Pellegrini e Zaniolo alle spalle di Dzeko. Dove Schick si muove in altalena, bene a Marassi contro la Sampdoria e male all'Olimpico contro l'Udinese (si alzato accanto a Dzeko, per il doppio centravanti). L'attacco, però, non preoccupa Ranieri: «Lo dico dall'inizio ai ragazzi, prima o poi il gol lo facciamo. Fondamentale è non subirlo». La Roma ne ha segnati 2 in 2 partite, conquistando 6 punti. Guarda caso senza incassare reti. Mai successo, in questa stagione, per 2 gare di fila. «Il gol tanto alla fine arriva». Meglio, dunque, aspettare senza rischiare: la formula Magica, anche tatticamente, è svelata.
Dzeko, l'insostituibile pesantezza dell'essere più leader che bomber
IL MESSAGGERO - ANGELONI - Forse nemmeno Edin immaginava di avere certe doti: non tanto quelle di bomber, apprezzabilissime comunque in ogni campionato che lo ha visto protagonista, ma quelle da leader. Leader, una parola che nella Roma sta via via scomparendo. Chi possiede questo ruolo naturale ora sono De Rossi, non più sostenuto da una credibilità fisica, figlia di mille battaglie ad altissimi livelli e, appunto, Dzeko. Su Daniele, almeno per un altro anno, ci si potrà contare, su Edin, a quanto pare, no. Costa troppo. E' vero. Ma quel che dà costa, non è gratis. Il problema è l'età, dicono. Trentatre anni, non pochi, ma nemmeno troppi, specie se in giro ci sono ancora grandi club che pensano a lui per l'immediato futuro. Vederlo con la maglia dell'Inter, ad esempio, non sarebbe proprio il massimo. Dzeko quest'anno ha dato poco sotto l'aspetto del gol: 8 in campionato e cinque in Champions. Pochi se pensiamo a uno come lui, tanti se li rapportiamo a chi, non solo nella Roma, è stato strapagato e viene aspettato come Godot.
INNAMORATI PAZZI - Ciò che Dzeko dà è negli occhi degli allenatori, che mai hanno rinunciato a lui, tranne Spalletti, che solo per qualche mese aveva scelto di giocare con il falso nove. Dzeko è semplicemente un calciatore di spessore e la Roma ne ha bisogno, anche ora che ha trentatré anni. E forse ne avrebbe bisogno anche l'anno prossimo. Uno come lui è difficile da sostituire, ripetiamo, non per il numero di reti ma per quel che rappresenta dentro il gruppo. Ad esempio, Belotti magari segnerà di più, ma non ha quel carisma, quell'internazionalità. Chi ce l'ha, costa tanto. Appunto. Quest'anno Edin ha mostrato il peggio di sé da un punto di vista caratteriale: non è accettabile la sceneggiata (simulazione) di Oporto per la non testata di Pepe, sono al limite le alzate di testa di Frosinone e di Ferrara, quest'ultima culminata con la litigata negli spogliatoi con El Shaarawy, che tra l'altro è il suo compagno d'attacco preferito. La leggenda narra che alla sua sinistra, Edin voglia Stephan e pochi altri. Tutti episodi squalificanti, ma funzionali al ruolo che si è ritagliato nel tempo all'interno dello spogliatoio. Dal troppo buono ad arrogante. Ecco, magari una via di mezzo... E comunque Dzeko, si dice, non ha mai segnato tanto. No, solo 85 reti con il Wolfsburg, solo 72 con il Manchester City e fino a ora solo 86 gol con la maglia della Roma. Per non parlare poi delle reti, 55, messe a segno con la sua Nazionale. A Roma sono stati amati di più centravanti che hanno segnato meno (Voeller, Rizzitelli, per citare due grandi idoli della curva), e questo è comprensibile, perché l'innamoramento non dipende dal numero di gol. Ma credere che Dzeko sia da buttare, forse no. Sarebbe opportuno pensarci con calma.
De Rossi resterà fuori per un mese e salterà 4 match
IL MESSAGGERO - Ranieri perde De Rossi sostituito nella ripresa di Roma-Udinese per un infortunio muscolare (45° stagionale) al flessore della coscia destra. Il centrocampista oggi si sottoporrà ad esami strumentali per diagnosticare il grado della lesione, si temono 20/30 giorni di stop, campionato praticamente finito, la speranza è rientrare per le ultime 2 giornate (match contro Sassuolo e Parma). Senza il capitano, Ranieri dovrebbe recuperare Nzonzi non convocato sabato per una contusione al ginocchio sinistro. Il francese potrebbe farcela per la gara di San Siro contro l’Inter (sabato ore 20.30). Resteranno, invece, in infermeria Karsdorp e Santon entrambi per un problema al bicipite femorale. Manolas non preoccupa, ma il leggero dolore alla coscia sinistra accusato al fischio finale del match con i friulani sarà valutato oggi alla ripresa degli allenamenti (ore 11). Dzeko ha sfruttato le 24 ore di pausa per volare a Dubrovnik e visitare il locale che ha aperto recentemente.