Continua la corsa per il tecnico quattro candidati e un mister x
GAZZETTA - PUGLIESE - Poteva essere il nome giusto per la Roma del futuro o almeno così pensavano nei giorni scorsi i dirigenti giallorossi. Ed invece ieri Gian Piero Gasperini ha deciso di restare a Bergamo ed all’Atalanta, il suo futuro sarà ancora colorato di nerazzurro, con la Champions sullo sfondo da giocare ed onorare. Una decisione che per alcuni versi, però, non ha sorpreso il management romanista, che da qualche giorno aveva iniziato a studiare anche piste alternative. Perché si era coscienti di come Gasperini non fosse un allenatore libero ma sotto contratto (per di più con una società «amica») e perché nel momento in cui la qualificazione alla Champions stava per diventare realtà per i nerazzurri, a Trigoria hanno cominciato a capire che le possibilità di un accordo si stavano contestualmente accorciando.
La scelta di Gasp
La Roma dunque ieri pomeriggio è stata informata della voglia di Gasperini di proseguire con l’Atalanta. I dirigenti hanno registrato la scelta, senza però restare sorpresi o particolarmente amareggiati. Le sensazioni, appunto, negli ultimi giorni nel quartier generale dell’Eur non erano positive. Anche perché tra la Roma e Gasperini non c’erano mai stati contatti diretti, ma se n’era parlato tramite agenti ed intermediari. Gasperini piaceva per la sua capacità di lavorare con i giovani – valorizzandoli – e per l’intensità del lavoro settimanale. Le remore, invece, erano tutte legate al suo aspetto caratteriale, che lasciava appunto più di qualche dubbio.
Le alternative
Nel frattempo, dunque, i dirigenti della Roma hanno iniziato a lavorare su altre piste, sia italiane sia estere. Fermo restando che a Trigoria (o meglio, all’Eur) sono convinti che dopo le due finali europee – Champions ed Europa League – ci sarà un effetto domino sulle panchine internazionali che potrebbe produrre scossoni, ma anche sorprese. Di certo c’è che in Italia vengono seguiti i profili di Marco Giampaolo (Sampdoria) e Roberto De Zerbi (Sassuolo), che però sono finiti anche nel mirino del Milan, anche se poi non è stata abbandonata del tutto la pista che porta a Maurizio Sarri (nel caso in cui la Juventus viri alla fine altrove e il Chelsea lo mandi via). Difficilissima, invece, un’ipotesi legata a Rino Gattuso. Tra le piste estere i due nomi che sono stati offerti alla Roma nei giorni passati sono quelli di Rafa Benitez (Newcastle) e Laurent Blanc, libero oramai da tre anni. La scelta, comunque, non sarà immediata, ci vorranno una decina di giorni. Più o meno gli stessi che serviranno per sapere il futuro di Petrachi. E quello di Totti, che verrà nominato direttore tecnico insieme all’ufficializzazione del nuovo d.s.
La sorpresa
Il fatto, però, è che tutti i tecnici citati sopra – chi per un motivo o chi per l’altro – non rispecchiano in pieno l’identikit ideale che si sono prefigurati i dirigenti della Roma. E cioè quello di un tecnico che valorizzi appunto i giovani, che porti intensità sui campi di Trigoria, che abbia carisma e personalità da vendere e che affronti la prossima stagione con grande spavalderia. Ecco perché all’orizzonte potrebbe esserci un mister X che ancora non è stato accostato alla Roma. Un nome nuovo, che soddisfi in pieno le aspettative della dirigenza romanista.
La sconfitta frena il piano opere, slitta anche il ponte dello stadio
IL MESSAGGERO - ROSSI - Parcheggi, manutenzione straordinaria delle metropolitane, persino il ponte dei Congressi: tanti progetti che potrebbero slittare, anche di qualche anno, per lasciare via libera a quelli realizzabili in tempi più brevi. Virginia Raggi l'ha ribadito a chiare lettere, all'indomani delle Europee: «Servono risultati, subito». A partire dagli investimenti e dalle opere pubbliche, con un focus inevitabile su quelle completabili, tassativamente, in 18-24 mesi. L'orizzonte dell'amministrazione pentastellata è infatti il 2021, quando scadrà il mandato della sindaca: e due anni, visti i problemi che si incontrano in Campidoglio ad avviare i cantieri, sono un intervallo molto più breve di quanto si possa pensare.
IL BILANCIO - E così la parola d'ordine, che sarà concretamente applicata a partire dall'assestamento estivo di bilancio, è diventata razionalizzazione. Ossia: «concentriamoci sugli interventi per i quali potremo, realisticamente, tagliare il nastro». Inevitabile, quindi, uno spostamento di fondi dalle opere più complesse da realizzare a quelle che hanno magari un iter già avviato. E che, comunque, possono contare su fondi già stanziati e immediatamente disponibili, perché già inseriti nel bilancio di previsione 2019.
LE SCELTE - Palazzo Senatorio punta su interventi rapidi ma di apprezzabile valore simbolico: dall'abbattimento della sopraelevata della tangenziale est, all'altezza della stazione Tiburtina, all'avvio del tram dei Fori, che collegherà largo Corrado Ricci con la stazione Termini. Fino alle piste ciclabili da realizzare e all'arrivo di nuovi treni per la metropolitana. Più qualche intervento mirato, come quello sull'area di Villa Borghese (e in particolare sulle vie circostanti) e per la risistemazione di via del Tritone e via Due Macelli, con ampliamento dei marciapiedi e pedonalizzazioni. Oltre all'annosa battaglia contro le buche: in questi due anni residui si tenterà di aprire il maggior numero possibile di cantieri di manutenzione straordinaria. Anche se, visto quanto accaduto negli ultimi tempi, su questo fronte c'è poco da essere ottimisti.
I RINVII - A essere temporaneamente sacrificate, con un allungamento dei tempi di realizzazione, saranno invece opere ancora non cantierate, o con finanziamenti tuttora da completare. Tra queste ci potrebbe essere anche il ponte dei Congressi, uno dei progetti inseriti nel piano della mobilità del nuovo stadio della Roma. Pur finanziata in gran parte grazie ai fondi dello Stato, l'opera non è stata ancora avviata, e ha ovviamente uno sviluppo previsto in più anni, di sicuro oltre la scadenza naturale della consiliatura. Probabile che, a questo punto, i tempi possano ulteriormente allungarsi, soprattutto se non dovesse decollare l'impianto di Tor di Valle. Così come potrebbe slittare il piano di manutenzione straordinaria della linea B della metropolitana, che l'ultimo piano investimenti del Campidoglio colloca già nel 2021.
LO STOP - Destino simile potrebbero avere altri interventi non avviabili quest'anno. Come il completamento del restauro delle Mura Aureliane, che si trascina già da alcuni anni. Oppure la riqualificazione dell'area compresa tra piazza dei Cinquecento e piazza della Repubblica, a ridosso della stazione Termini. Si allungheranno i tempi per i completamento dei parcheggi a servizio delle stazioni della metropolitana di piazza Annibaliano e piazza Conca d'Oro, sulla linea B1, nonché del nuovo spazio in struttura metallica per le auto presso la fermata di Ponte Mammolo.
«Io non volevo». Giallo sulla frase nell'abbraccio tra Totti e De Rossi
IL MESSAGGERO - La cerimonia d'addio di Daniele De Rossi alla Roma continua a far parlare e a innescare polemiche. L'ultima riguarda un video pubblicato su centinaia di account Facebook e Instagram in cui viene immortalato l'abbraccio tra il centrocampista e Francesco Totti. Al di là delle immagini commoventi, l'attenzione degli internauti si è spostata sull'audio di sottofondo: un orecchio attento, infatti, può distinguere la frase «Non volevo» che si confonde tra il frastuono degli applausi della gente, a cui è seguita una tipica espressione romana («m sua»). Un botta e risposta che il pubblico dei social ha attribuito ai due capitani, per la precisione identificando in Totti la voce che avrebbe pronunciato «Non volevo», e nell'ex numero 16 la risposta il cui riferimento era il presidente James Pallotta.
Per tutta la mattina di ieri su Facebook e Instagram non si è parlato d'altro, migliaia di tifosi hanno condiviso il video che ha generato milioni di visualizzazioni fino ad arrivare sulle pagine web dei media nazionali. È a questo punto che il club ha preso in mano la situazione chiedendo al dirigente giallorosso se avesse detto o meno all'orecchio di Daniele quella frase. Totti avrebbe smentito, ma non ufficialmente.
Sui social ufficiali di Francesco è apparso solo un post in ricordo del 28 maggio 2017 (giorno del suo addio al calcio), mentre su quelli della società non c'è traccia di una presa di posizione. Un vero e proprio giallo: chi ha pronunciato quelle frasi? Forse un operatore tv, o qualcuno che era vicino a Totti e De Rossi, fanno sapere da Trigoria. Di certo l'ex numero 10 non era d'accordo con la scelta del presidente di dare il ben servito all'amico Daniele, e sussurrargli all'orecchio «Non volevo» non rappresenterebbe una novità così eclatante. D'altronde durante la conferenza stampa d'addio dello scorso 14 maggio, Francesco ha preferito mettersi da parte lontano da tutti i dirigenti da cui ancora sta aspettando la risposta sul suo ruolo nella Roma. Nelle scorse settimane sembrava che Pallotta(e Baldini) si fossero convinti a nominarlo ufficialmente direttore tecnico, una carica che ancora non è arrivata e che Totti sta aspettando da ormai 2 anni.
Lo schiaffo di Gasp: l'Atalanta pareggia l'offerta della Roma, dopo il sì a Pallotta il tecnico ci ripensa
LEGGO - BALZANI - Il caos ora è totale. Dopo i no di Sarri e Conte, è arrivato ieri a sorpresa anche il dietrofront di Gasperini, nonostante l'accordo di massima trovato nelle scorse settimane. Nell'incontro tra il tecnico piemontese e il presidente dell'Atalanta Percassi è arrivata l'inattesa fumata bianca. Che a Roma si è tramutata in un tornado. Diciamo che sono ottimista. Ci rivedremo domani (oggi, ndr) per un caffè, ha detto Percassi che ha garantito al tecnico un sostanzioso aumento che cancella l'offerta della Roma (2,5 milioni per tre anni), la permanenza dei big e un mercato di rafforzamento in vista della Champions. Gasp si è preso 24 ore di tempo, ma di fatto ha già avallato l'accordo che porterà a un rinnovo fino al 2022. L'annuncio dovrebbe arrivare oggi. Dopo aver detto sì alla Roma, ha rialzato il telefono per comunicare il clamoroso dietrofront che ha innescato nuove polemiche nelle capitale e nuove critiche nei confronti di Baldini e Pallottachiamati ora a pensare all'ennesima alternativa di un progetto senza appeal. Possibile che il progetto Roma non convinca un tecnico di provincia come Gasp? Sì.
Nelle ultime ore è stato sondato il terreno per Allegri, un'utopia visto il ridimensionamento in atto. La pista più credibile porta a un pallino di Baldini. Quel Zorro Fonseca, che ha stupito alla guida dello Shakhtar. In un campionato lontano anni luce dal nostro, ma con una rosa di giovani. La Roma? Mi piacerebbe allenare in serie A, ha risposto il portoghese. Regge pure la candidatura di Giampaolo, a meno che il Milan non decida di puntare su di lui. Più indietro Gattuso, Di Biagio, De Zerbi e Blanc. Ma cosa, e soprattutto chi, troverà il futuro tecnico a Trigoria? Di certo non De Rossie Dzeko. Il bosniaco ha già detto sì all'Inter di Conte. I due club devono limare alcuni dettagli relativi ai bonus, ma l'affare dovrebbe chiudersi sui 20 milioni. Prepara le valigie pure Kolarov per il quale è arrivata l'offerta della Stella Rossa, il club dove è cresciuto il serbo. L'altro senatore ormai con un piede e mezzo fuori da Trigoria è Manolas. Il greco, vista la clausola rescissoria da 36 milioni, può scegliere la destinazione. Più Arsenal che Napoli o Juve. Direzione Premier pure per Olsen scalzato da Mirante e dal futuro portiere che potrebbe essere Perin. In difesa il ds Petrachi punta Izzo e Palomino, ma dovrà accontentarsi probabilmente di Lyanco da affiancare a Fazio. A centrocampo dovrebbero restare Cristante, Lorenzo Pellegrini, Florenzi e Zaniolo. Per quest'ultimo andrà in scena la prossima settimana l'incontro decisivo per il rinnovo. A rischio pure El Shaarawy mentre resteranno alla base Kluivert e Under oltre agli incedibili (per mancanza di offerte e stipendio elevato) Pastore, Perotti, Nzonzi e Santon.
Caos Roma, salta anche Gasperini
IL MESSAGGERO - TRANI - L'erede di Ranieri ancora non c'è. E, soprattutto, anche il 2° candidato interpellato esce di scena. La Roma, dopo il no di Conte, incassa anche quello diGasperini. Che, nel tardo pomeriggio, avvisa Petrachi: «Resto qui», cioè a Bergamo. L'incontro con Percassi lo ha allontanato definitivamente dalla Capitale. Dove regna, al momento, l'indecisione sul nuovo (o vecchio, fate voi) percorso da intraprendere. Si valutano i vari profili, in Italia e all'estero, di tecnici liberi (e non). I manager e gli agenti Fifa vanno all'assalto della sede di via Tolstoj all'Eur. Il piano B non è pronto, proprio perché il club giallorosso non ha la certezza di poter individuare fin retta la guida ideale per l'ennesima rivoluzione. Meglio non fare altri passi falsi, azzardati o comunque precipitosi. L'elenco è abbondante: «Almeno in 5 sono in corsa». Ma siamo alla fase della valutazione, senza però per forza dover ripartire da zero.
QUESTIONE DI FEELING - Perché la Roma, pur incuriosita da altre proposte, usa sempre la lista iniziale, quella presentata da Baldini a Pallotta. Lì Sarri è sempre stato accanto a Conte, addirittura il preferito del consigliere esterno che lavora da Londra o Cape Town, così come Giampaolo è rimasto almeno sullo stesso piano di Gasperini. L'outsider, invece, è De Zerbi. Così il suggeritore del presidente farà domani la telefonata decisiva al tecnico del Chelsea che stasera a Baku cercherà di alzare il 1° trofeo della carriera, nella finale-derby di Europa League contro l'Arsenal. Abramovic sembra deciso a mandarlo via a prescindere dall'esito del match, chiamando sulla panchina dei Blues l'ex capitano Lampard. Il piano di Baldini, intanto, è chiaro, mirato all'orgoglio dell'amico. Insisterà su quella che è la strategia della Juve: la prima scelta del club bianconero è Pochettino. Sarri, invece, è solo l'opzione di scorta nel caso in cui l'argentino del Tottenham non trovasse l'accordo con Agnelli dopo la finale di Champions di sabato a Madrid. Tentativo, dunque, disperato, ma da effettuare. Anche Petrachi appoggia l'iniziativa.
SCREMATURA IN CORSO - Il nuovo ds, in attesa di essere ufficializzato, si è confrontato con Baldini che gli ha chiesto di muoversi su Giampaolo e De Zerbi. Più pronto l'attuale allenatore della Sampdoria, più intrigante quello del Sassuolo. Nella sede dell'Eur, però, si prendono in esame i vari profili. L'identikit spesso non corrisponde completamente a quello tracciato dal management di Pallotta che cerca la figura con determinate caratteristiche: cioè l'allenatore che abbia personalità e al tempo stesso sappia lanciare i giovani. Nel nostro campionato, pure per Baldini, il più interessante è De Zerbi. Gattuso, dopo il sondaggio fatto ad inizio 2019 dal vicepresidente Baldissoni, si è liberato solo ieri dal Milan e a quanto pare preferirebbe la Liga o la Premier alla serie A. Ma la Roma lo affascina e non da oggi. I procuratori sono scatenati: c'è chi ha proposto Spallettie chi si è giocato di nuovo la carta Mihajlovic. Dall'estero viene proposto Benitez che però è ormai fuori dal giro delle big. Come Blanc che non allena da 3 anni. Più sfizioso Fonseca. L'effetto domino prenderà il via alla fine del weekend, dopo la finale al Wanda Metropolitano. Gasperini ha giocato d'anticipo: grazie alla Roma (e alla Champions), oggi firmerà il nuovo triennale con l'Atalanta. Una stagione in più, fino al 2022, e un ingaggio migliore (2 milioni più bonus).
La Roma cerca il nuovo tecnico. Ecco la lista dei 4 nomi fattibili
La Roma alla ricerca del nuovo tecnico. Gian Piero Gasperini non ha ceduto alla corte del club giallorosso e si è accordato per un triennale con l'Atalanta, che guiderà il prossimo anno per la prima volta in Champions League. A questo punto, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa ANSA, la lista dei nomi sarebbe limitata a 4 allenatori, 3 dei quali siedono su altre panchine. I nomi sono quelli di De Zerbi, che allena il Sassuolo e che ripercorrerebbe le tappe di Di Francesco, esonerato a metà della stagione appena conclusasi e non con un grande appeal per la piazza; poi c'è Giampaolo, mister della Sampdoria, che tanto piace all'opinione pubblica ma che non ha mai ottenuto realmente grandi risultati; quindi, un altro trainer non disponibile immediatamente come Mihajlovic, ora al Bologna e che in più non sarebbe gradito alla piazza per il suo passato laziale e che non ha mai negato le sue simpatie calcistiche; infine, Gattuso. Il calabrese si è appena dimesso da allenatore del Milan e sarebbe quindi prendibile da subito ed è forse il nome più spendibile per la tifoseria, dopo i flop Conte e Gasperini.
Gasperini resta all'Atalanta. Intesa trovata col club orobico per il rinnovo sino al 2022
Gian Piero Gasperini non sarà il prossimo tecnico della Roma. L'attuale mister dell'Atalanta, infatti, ha firmato il rinnovo di contratto con gli orobici per i prossimi 3 anni e potrà così giocarsi la chance-Champions con la squadra che ha portato al terzo posto. Il club giallorosso dovrà ora sondare altri tecnici per la panchina. Questo è quanto riferisce Sky Sport.
Alisson: "De Rossi un grandissimo, simbolo della città e della squadra. Forse più grande di lui c'è solo Totti"
Alisson Becker, ex portiere della Roma ed ora finalista di Champions League con il Liverpool, è stato intervistato da Sky Sport e ha parlato anche dell'addio al club giallorosso. Questo il suo pensiero:
"De Rossi è un grandissimo, una grandissima persona, mi spiace che vada via dalla Roma perché è un simbolo della città e della squadra. Forse più grande di lui c’è solo Totti su questo aspetto. Per me è stato una persona importantissima. Le due stagioni che ho giocato lì mi ha ricevuto benissimo, abbiamo fatto amicizia, anche con gli altri compagni l’ho fatta, ma lui ti porta quel qualcosa in più che ti fa crescere".
Cosmi: "Gasperini? Nessun allenatore sano di mente rifiuterebbe la Roma"
Serse Cosmi, allenatore del Venezia, ha parlato ai microfoni di Sky Sport 24, rilasciando anche alcune dichiarazioni sulla Roma. Queste le sue parole:
"Sulla Roma ormai ho perso ogni speranza (ride, ndr). Nella mia vita ho visto solo tre addii nel calcio: quello di Bruno Conti, quello di Totti e quello di De Rossi. In tutte e tre queste manifestazioni ho avuto l'amarezza di vedere scomparire calcisticamente dei campioni, l'amore che ha una città come Roma per i propri calciatori e non essere ricompensati con i risultati che la tifoseria merita".
Gasperini deve andare alla Roma?
"Non so se è stato contattato dai giallorossi. La Roma non si rifiuta, su questo non c'è dubbio. Capisco anche quello che significherebbe fare la Champions League con l'Atalanta, in un progetto che senti tuo e in una città che ti ama. Però penso che qualsiasi allenatore, sano di mente, non rifiuterebbe mai la Roma".
Due anni fa l'addio di Totti al calcio: "28 anni d'amore" (foto)
A due anni esatti dal suo addio al calcio, Francesco Totti ha pubblicato un post sul proprio profilo Twitter per ricordare quella giornata.
28 anni di amore! #totti #memories #TakeMeBackTuesday pic.twitter.com/ufKFnRx3GY
— Francesco Totti (@Totti) 28 maggio 2019
Terminato il summit tra Gasperini e Percassi, il presidente: "Sono ottimista". Domani nuovo incontro, Roma alla finestra con un contratto da 3 mln pronto (video)
Gian Piero Gasperini è l'inidiziato numero uno per diventare l'allenatore della Roma la prossima stagione. Come riporta il sito tuttomercatoweb.com, in queste ore, è in corso una riunione tra l'attuale tecnico dell'Atalanta ed il patron della squadra dei bergamaschi Antonio Percassi per decidere il da farsi. La società di Pallotta, dal canto suo, aspetterà una risposta fino a domani prima di virare su altri profili. L'offerta giallorossa per Gasperini è un triennale a 3 milioni l'anno.
Le alternative principali sono due: Marco Giampaolo e Sinisa Mihajlovic. L'attuale tecnico della Sampdoria è ritenuto da Baldini l'uomo giusto per ridare linfa all'ennesimo nuovo progetto societario. L'allenatore serbo del Bologna, reduce da un vero e proprio miracolo con la squadra emiliana nell'ultima stagione che lo ha portato al decimo posto in classifica. Per lui ci sarebbe una propria sfida nella sfida visto che la Lazio,nel caso in cui Inzaghi accettasse la proposta della Juventus o del Milan, punterebbe su Mihajlovic che, nel suo passato da calciatore, ha vestito la maglia biancoceleste diventando uno dei miti della tifoseria laziale.
Umberto Marino, direttore generale dell'Atalanta, è intervenuto alla cerimonia di consegna dei diplomi del Master Sbs al salone d'onore del Coni e ha parlato anche del futuro di Gian Piero Gasperini. Questo il suo pensiero:
"In questo momento Gasperini sa bene che l'Atalanta gli può offrire una continuità ed un percorso di crescita che da altre parti non gli possono garantire. Sarà una decisione che comunque prenderà in affetto e amicizia con Percassi".
È terminato l'incontro tra Gasperini e Percassi. Le parti sono più vicine, ma non si è ancora arrivati ad un accordo. Gasperini chiede alla società delle garanzie tecniche per la prossima stagione. Queste le parole di Percassi, dal profilo Twitter di Francesco Fontana, giornalista de La Gazzetta dello Sport:
Il patron dell’@Atalanta_BC Antonio Percassi: “#Gasperini? Sono ottimista, domani ci rivediamo per un caffè” @Gazzetta_it #SerieA #Mercato pic.twitter.com/uzii4hCFOB
— Francesco Fontana (@fontafrancesco1) 28 maggio 2019
Conti: "Totti e De Rossi due fenomeni e grandi uomini" (foto)
Bruno Conti, ex giocatore della Roma, ha partecipato con particolare commozione all'addio di De Rossi alla Roma, andato in scena domenica sera allo Stadio Olimpico. Questo il suo post su Instagram in merito:
Visualizza questo post su InstagramDue fenomeni ma soprattutto Due grandi UOMINI
Un post condiviso da Bruno Conti (@brunoconti7) in data: 28 Mag 2019 alle ore 9:01 PDT