Europa League, scivolone esterno del Napoli. Bene Chelsea, Valencia e Benfica

Si sono giocati stasera i match d'andata dei qaurti di finale di Europa League.
Male il Napoli, che ha ceduto per 2-0 contro l'Arsenal sotto i colpi di Ramsey e del suo Koulibaly (autorete).
Bene Sarri ed il suo Chelsea, che hanno vinto 1-0 sul campo dello Slavia Praga grazie alla rete di Alonso a quattro minuti dalla fine.
Valanga di gol nel match tra Benfica ed Eintracht Francoforte, vinto 4-2 dai portoghesi. Protagonista assoluto Joao Felix, autore di una tripletta, mentre la terza rete del Benfica porta la firma del difensore Dias. Di Jovic e Paciencia le reti dei tedeschi, in 10 dal 20' per l'espulsione di N'Dicka.
Vittoria esterna del Valencia, corsara nel derby contro il Villareal. Di Guedes (doppietta) e Wass le tre reti del Valencia che ha sbagliato un rigore con Parejo all'avvio. Di Cazorla la rete del Villareal.


Roma, tanti nomi per la panchina ma nessuna certezza

INSIDEROMA.COM - SARA BENEDETTI - La stagione della Roma non è ancora finita, anzi, entra proprio ora nel momento più importante, eppure, con un Ranieri già ai saluti dopo l'ultima gara che si giocherà contro la Juventus, impazza il toto nomi. Una panchina tra sogno e realtà, con in mezzo soluzioni destinate a restare in bilico nel gradimento della gente. Il nome dell’allenatore del futuro romanista è legato a talmente tante variabili, da veder oscillare le quotazioni da Mourinho a Giampaolo, passando per Sarri e Gasperini. Allenatori diversissimi, possibilità talmente in antitesi tra di loro da far sembrare in preda alle visioni la dirigenza giallorossa. Provando a fare ordine, partiamo dalle dichiarazioni rilasciate ieri da Figo. Mentre Ranieri e i giocatori riposavano menti e muscoli dopo la vittoria-riapri campionato di sabato contro la Samp, il campione portoghese rispondeva all’ipotesi di Mourinho alla Roma: «Dipenderà dagli obiettivi e dalla voglia che ha il tecnico di allenarla o meno. Roma è una piazza difficile, lo dicono sempre, ma per questo credo anche che ci sia più soddisfazione quando si vince. Come ex giocatore dell’Inter, gli consiglierei di tornare lì, però sono decisioni personali». Figo, insieme a Totti, ha presentato l'altroieri “La Notte dei Re”, una serata benefica (il ricavato verrà devoluto al Bambin Gesù ndr) che si terrà il 2 giugno al Foro Italico, con tanti campioni nelle due squadre da sei che si sfideranno. Un’occasione per fare il punto anche su quello che è il sogno-Mourinho dei tifosi giallorossi e che — con rumors provenienti dalla stampa francese, l’emittente Téléfoot — sembrerebbe il sogno anche di Pallotta. Ma il presidente statunitense deve poi fare i conti con la realtà, economica e progettuale, di un club che fatica a entrare in zona Champions. L’altro nome che fa tremare i polsi è quello di Conte, con il quale ci sarebbero stati dei contatti (non recentissimi) per interposta persona. Ma si evitano illusioni e, ufficiosamente, insieme a quello di Mou, è un nome che viene smentito quando si prova a chiedere qualcosa dentro Trigoria.

IPOTESI SARRI E GATTUSO - C’è la via di mezzo, quel Sarri di cui è innamorato Baldini e che sarebbe un compromesso tra un top coach e i tecnici emergenti. Ma Sarri deve liberarsi dal Chelsea ed è tutto da vedere se la sua personalità vulcanica possa incastrarsi con quella di Pallotta. Le varie anime decisionali della società giallorossa — in attesa che si identifichi anche il ds del futuro — rendono più credibili le piste che si caldeggiano a Trigoria: Gattuso è uno degli ultimi profili presi in considerazione, di quelli che piace di più a Totti (e al ds Massara), anche se molto identificato con il Milan (e non certo un nome acchiappa abbonamenti). Giampaolo piace molto, ma è considerato un po’ inadatto per carattere e atteggiamenti, mentre resta vivo Gasperini, strablindato dall’Atalanta, con la quale sta facendo una stagione straordinaria. Inutile quindi sognare? Difficile stabilirlo, sicuramente la fase di standby vissuta in questo momento nel club rende complicate previsioni e proiezioni. E, in tal senso, la qualificazione o meno alla Champions è un fattore importante per un certo tipo di allenatore. Intanto confermato il ko muscolare per Karsdorp: lesione al bicipite femorale destro, stop di 3-4 settimane. E si apre l’emergenza terzini per la gara con l’Udinese: Kolarov è squalificato, l’olandese e Santon sono out, Florenzi rientra, ma ancora convalescente. Non si può sbagliare, la Roma lo sa bene, per la Champions e per il prossimo tecnico.


Florenzi migliora: sarà l'unico terzino disponibile

IL MESSAGGERO - CARINA - Buone notizie per Ranieri: Florenzi è pronto a tornare (da valutare Perotti e Pastore). Nei prossimi giorni si riaggregherà al gruppo. Il suo rientro va a lenire la penuria di esterni in ottica Udinese. Kolarov è squalificato, Santon e Karsdorp invece nuovamente ko (entrambi per lesione al bicipite femorale che rischia di farli tornare a disposizione per le ultime due di campionato).

Riavere Florenzi - out dal 21 marzo per una lesione al muscolo soleo - fa tutta la differenza del mondo. All'epoca la prima diagnosi, era di 2-3 settimane. Calendario alla mano, sarebbe potuto tornare già contro la Samp. Ranieri, però, non ha voluto forzare. Lo ha tenuto a riposo per riaverlo nel rush finale. Sabato il dilemma è se impiegarlo o meno dal primo minuto (in questo caso, Jesus andrebbe a sinistra). In caso prevalesse la cautela: 1) Spostare Juan Jesus sulla corsia di destra (come accaduto contro la Sampdoria) e Marcano su quella di sinistra, avendo però di fatto una difesa con quattro centrali 2) Virare sulla difesa a tre, provata anche al Fulham in questa stagione, ma poco nelle corde del tecnico di San Saba.


Roma, la virtù sta nel mezzo

IL MESSAGGERO - ANGELONI - Doveva essere il reparto rinforzato dalla qualità. Da Pastore, su tutti; da Coric, il talento in divenire; da Nzonzi, il campione del mondo che doveva prendere, pian piano, il posto di De Rossi. Da Cristante, il migliore (o uno dei migliori) centrocampisti della passata stagione. Per non parlare poi di Pellegrini, pronto per il grande salto di qualità dopo una anno di studio. Poi la mancia: Zaniolo. Che nessuno sapeva dove investire, perché troppo giovane e sconosciuto. C'era il 4-3-3, che poi è diventato 4-2-3-1, perché improvvisamente i trequartisti non sapevano fare le mezze ali e perché Nzonzi doveva giocare con e non al posto di De Rossi. Alla fine della storia, il centrocampo, che di una squadra è sempre la virtù, si è trascinato dietro molti problemi, tra questi, irrinunciabili, quelli fisici.

INTOCCABILE E ACCIACCATO - Ed ecco che De Rossi ha giocato 4 volte su 8 in Champions, 16 su 31 in campionato e una su 2 in Coppa Italia, insomma la metà delle partite a disposizione. Ecco anche che Pastore, in pratica, non ce l'ha mai avuto nessuno a disposizione perché spessissimo infortunato (e le altre volte non è quasi mai stato preso in considerazione). Coric è fermo a 45 minuti complessivi, suddivisi tra i 26 contro il Real (ritorno) in Champions e i 19 contro la Spal (andata). Il nuovo centrocampo, in pratica, è diventato quello vecchio, con l'aggiunta di Cristante, filo conduttore di tutta la stagione maledetta, per rendimento (dei centrocampisti e non solo) e per risultati, il più delle volte disastrosi. Anche Nzonzi, come Cristante, ha giocato molto, ma non ha dato ciò che gli allenatori si aspettavano. Con l'Udinese, Ranieri avrà tutti i centrocampisti a disposizione. Con a capo il solito e acciaccato De Rossi, che ha ripreso possesso della situazione tattica. Da portavoce, per carità, nessuno vuole fargli fare l'allenatore, finché lui stesso non lo vorrà. Daniele in queste sette partite dovrà gestire il calcio di Ranieri. Un calcio più scolastico, meno godibile ma più gestibile. Con lui il rientrato Pellegrini, che a Genova a solo scaldato i muscoli per riproporsi in quella posizione da trequartista metabolizzata in un colpo solo in quel famoso derby di andata, dopo l'ennesimo infortunio capitato a Pastore. Ci saranno anche Zaniolo, ancora spostato a destra, dove spesso lo ha piazzato Di Francesco e quel Cristante che non avrà ripetuto la stagione con l'Atalanta, ma resta un affidabile. Il resto della banda, è in attesa. In attesa di un reset.

IL DOMANI - Le scelte iniziali vanno verso una (unica) direzione: l'insostituibile è Daniele, la sua spalla ideale (almeno per Ranieri) è Cristante, il trequartista è Pellegrini e l'esterno Zaniolo. Quest'ultimo pronto a spostarsi in mezzo con l'ingresso di un altro attaccante, vedi Under, Kluivert etc etc. Zaniolo, Pellegrini, De Rossi, Cristante, il quartetto che più o meno sarà protagonista anche della prossima Roma. Gli altri ci hanno provato, evidentemente non ci sono riusciti.


Ranieri nei guai: cercasi terzino disperatamente

LEGGO - BALZANI -  E' passato un anno esatto dalla magica notte con remuntada al Barcellona(era il 10 aprile 2018, oggi sarà ricordato dai social ufficiali e non). Sembra una vita, eppure non lo è. Un anno fa, intorno a quest'ora, la capitale si preparava ad assistere a una delle partite più importanti della storia giallorossa. Un 3-0 a Messi e compagni, una vittoria che proiettò la Roma in semifinale di Champions contro il Liverpool. Un risultato epico. Sembrava l'inizio di una grande ascesa, è stato l'inizio di un crollo. Un anno dopo tanti protagonisti di quella sera, infatti, non ci sono più (Alisson, Nainggolan, Strootman, Di Francesco, Monchi), e altri stanno vivendo un momento delicato, costretti a rincorrere un quarto posto per sperare di poter rigiocare partite del genere. Pochi di loro resteranno anche la prossima stagione.

Le difficoltà per Ranieri, però, sembrano non finire mai. Il tecnico sabato contro l'Udinese dovrà fare a meno di tutti i terzini in rosa e dovrà quindi reinventarsi una difesa che aveva appena trovato un minimo di serenità. Santon e Karsdorp sono alle prese con lesioni muscolari importanti e non torneranno prima di 20-25 giorni, Kolarov è squalificato dopo il giallo di Marassi e Florenzi che non è ancora pronto per giocare dall'inizio. Ieri, infatti, l'esterno di Vitinia ha svolto solo lavoro differenziato e visto che non gioca da un mese esatto difficilmente sarà rischiato dal primo minuto.

Cosa fare? Probabile che Ranieri ricorra alla difesa a 3 con Manolas, Fazio e Jesus davanti a Mirante. Sugli esterni, in un ipotetico centrocampo a cinque, i favoriti sono Zaniolo e Kluivert con al centro De Rossi, Pellegrini e Cristante. In attacco dovrebbe rivedersi la coppia formata da Dzeko-El Shaarawy, a 15 giorni dalla lite nello spogliatoio di Ferrara. Ancora out Pastore, poche chance pure per Perotti che potrà partire al massimo dalla panchina. L'alternativa è una difesa a quattro molto statica formata dai tre centrali sopracitati più Marcano. Avrebbe fatto comodo LucaPellegrini, ceduto in prestito al Cagliari. A proposito di mercato: vicina l'intesa per Bennacerdell'Empoli, ma nel club toscano è molto seguito pure Krunic che in caso di retrocessione dei toscani chiederà di essere ceduto.


Pallotta, tweet al veleno: "Sul club girano troppe fake news"

LEGGO - BALZANI - Arrivano gli sceicchi del Qatar a Trigoria? Fake news, parola di James Pallotta. Le voci sul possibile interesse qatariota per la proprietà della Roma continuano a rincorrersi da quando Milano Finanza ne ha parlato per la prima volta la settimana scorsa e grazie alle conferme di alcuni giornalisti arabi e non. Fa riflettere pure il viaggio di due settimane fa a Doha di Totti, Baldissoni e della sindaca Raggi. Pallotta, però, ha ha deciso di prendere una posizione sull'argomento via TwitterSiri, mostrami una fake news, ha cinguettato ironicamente Pallotta sul suo account personale pubblicando la prima pagina di ieri del Corriere dello Sport in cui si parla di 'Intrigo Qatar'.


Ringhio su Roma: con il Milan non ha futuro e Totti spinge per averlo

LEGGO - BALZANI - Ci sono sogni (Mourinho e Conte) e solide realtà, tanto per parafrasare un famoso slogan pubblicitario. Il futuro della panchina della Roma, destinata a ospitare l'ottavo allenatore in nove stagioni, è ancora un rebus che però comincia a delineare una soluzione. Molti indizi, infatti, portano a Gennaro Gattuso che è destinato a vivere un mese paradossale: da una parte è chiamato a far qualificare il Milan in Champions e dall'altra - per esordire la prossima stagione nella massima competizione europea - potrebbe dover sperare nella rimonta della Roma di Ranieri.

L'identikit di Ringhio è quello preferito dal management italiano capeggiato da Totti e Massara. E di motivi ce ne sono: ha saputo gestire situazioni societarie difficili (Pisa e Milan), sa mettere in riga lo spogliatoio (vedi la questione Kessie-Biglia), ha valorizzato giovani come Calabria o Romagnoli, ha un calcio semplice ma essenziale e guadagna solo 2 milioni a stagione. I primi contatti sono nati qualche mese fa, poi il rapporto sempre più deteriorato tra Gattuso e Leonardo ha intensificato l'interesse dell'allenatore che a Roma ritroverebbe Totti e De Rossi con i quali ha vinto il mondiale nel 2006. Pure in caso di qualificazione in Champions dei rossoneri, infatti, il destino del tecnico calabrese sembra lontano da Milano dove potrebbe approdare uno tra Sarri e Pochettino.Molto dipenderà dal potere decisionale che avrà Totti nel prossimo futuro. L'ex capitano ha un rapporto speciale con Gattuso (con il quale ha formato per anni anche una coppia di testimonial pubblicitari) ed è stato uno degli artefici della scelta Ranieri. Se dovesse dare risultati (il quarto posto) potrà godere di un bonus di fiducia non indifferente. Pure Candela, amico fraterno di Totti e voce di Roma Radio, ha dato un indizio: Tra i nomi circolati quello di Gattuso è il più adatto. A Milano sta facendo miracoli.

La volontà di andare su un grande nome (Conte o Mourinho) d'altronde si scontra con le richieste economiche e di mercato dei due super allenatori. La pista Giampaolo, preferita dal consulente Baldini, invece non entusiasma più di tanto. In corsa restano pure Sarri e Gasperini. All'orizzonte c'è una schiarita anche sul rebus direttore sportivo. Le opzioni sono due: la soluzione interna con la promozione di Massara e dello stesso Totti oppure la scelta estera con Luis Campos che però - per non perdere la preziosa residenza a Montecarlo - potrebbe lavorare come consulente esterno lasciando comunque la nomina ufficiale allo stesso Massara.


Troppe reti subite e tanti infortuni: per Lazio e Roma difese da incubo

REPUBBLICA - FERRAZZA - La corsa Champions di Lazio e Roma passa attraverso le ultime sette fatiche stagionali (otto per i biancocelesti), da affrontare zoppicando. Inzaghi e Ranierivedono cadere da una parte le certezze, dall'altra i pezzi delle loro creature, costretti a fare i conti entrambi con due difese in codice rosso. Per motivi diversi. La Lazio ha smarrito la strada dell'equilibrio, con ben 14 gol presi nei venti minuti finali, i giallorossi faticano a trovare due terzini da schierare sabato contro l'Udinese, tra infortuni e squalifiche, per una squadra che ha subito 64 reti in 41 gare stagionali.

Per la Lazio, sembra prendere piede il motto "a San Siro come a San Siro". In vista della sfida Champions di sabato in casa del Milan (ore 20.30, diretta Dazn), Inzaghi potrebbe riproporre una squadra molto simile a quella che ha gia battuto l'Inter. A cominciare proprio dalla difesa, finita sotto la lente d'ingrandimento per gli errori commessi domenica con il Sassuolo. E con quel dato — 14 gol subiti nei 20 minuti final! — che invoca un cambio di rotta. Ecco allora che Luiz Felipe e Bastos — protagonisti in positivo contro i nerazzurri — si candidano con forza per tornare titolari. Il tecnico biancoceleste ci ragiona, l'attacco rossonero guidato da Piatek consiglia misure speciali. Per Luiz Felipe, il Milan sembra poi essere nel destino. E' la squadra contro cui ha esordito in Serie A, il 10 settembre 2017. Nella semifin-le d'andata della scorsa Coppa Italia, gioco a sorpresa da centrale nel reparto a tre strappando applausi. In quella di ritorno, poi, sbaglio il rigore decisivo. Un neo che, nella doppia sfida con i rossoneri tra campionato e Coppa, il brasiliano ha l'occasione di cancellare una volta per tulle. Scegliere sia Luiz Felipe che Bastos, per Inzaghi, vorrebbe dire rinunciare a Patric e Radu: lo spagnolo e uno dei tasselli piu utilizzati nelle ultime uscite, il romeno — al netto degli errori contro il Sassuolo — rimane uno dei pilastri della difesa. Per Inzaghi, mai come stavolta, l'abbondanza comporterà scelte e sacrifici importanti.

Scelte e sacrifici su cui non può fare affidamento Ranieri, che ha Kolarov squalificato, Santon e Karsdorp infortunati. Una iattura quella dentro Trigoria, che costringerà il tecnico giallorosso a inventarsi dei "terzini fai da te". Gli restano a disposizione Juan Jesus, da mettere sulla sinistra eFlorenzi, che deve accelerare il suo recupero, a destra, costretto molto probabilmente a giocare non al meglio. Oppure schierare una linea con tre centrali, ridisegnando tutta la squadra. La corsa Champions per la squadra giallorossa, che ha numeri difensivi imbarazzanti (45 le reti subite finora in campionato, 64 totali in 41 partite stagionali), passa per l'Udinese, sabato prossimo (ore 18) e la trasferta di Milano, contro l'Inter, il sabato di Pasqua: complicato per un gruppo che è tredicesimo come gol presi, uscire con la porta inviolata da tali impegni. Come però è successo a Genova, dove si è invertita la tendenza, non subendo alcuna rete.


Nessun allarme per bomber Dzeko. Pallotta smentisce la vendita al Qatar

IL TEMPO - BIAFORA - Nessun allarme per Dzeko. Ieri il bosniaco si è solo a sottoposto ad alcune terapie di recupero senza scendere sul terreno di gioco e subito si è pensato ad un nuovo infortunio. Niente di tutto ciò: si è trattato di un allenamento differenziato già programmato da tempo. In vista dell'Udinese hanno svolto individuale in campo Florenzi e Pastore, soltanto fisioterapia per Perotti.

Intanto il presidente Pallotta ha bollato come «Fake news» i rumors sulle presunte trattative societarie con un fondo del Qatar, mentre Baldissoni è stato invitato dal Tottenham per assistere alla sfida con il Manchester City dagli spalti del nuovo stadio degli Spurs.


Brozovic salta la Roma e forse la Juve: Borja è pronto

GAZZETTA - STOPPINI - E poi ci sono le statistiche che mandano fuori strada. Perché nel calcio non tutto è traducibile con i numeri. Prendi l’esempio di Marcelo Brozovic e delle partite saltate interamente in stagione con l’Inter: 5 tra squalifiche e infortuni, 3 di campionato e 2 di Europa League. Risultato: 4 vittorie su 5. La quinta è però la sconfitta nel ritorno con l’Eintracht che tanto ha pesato nel giudizio sulla stagione nerazzurra. Eccolo, il nodo. La risonanza magnetica ha confermato la sensazioni negative: distrazione alla coscia destra, muscolo semitendinoso, in sostanza la parte posteriore della coscia. Brozovic salterà sicuramente le partite con Frosinone e Roma e non è scontato che possa esserci il 27 aprile con la Juventus: dipenderà dalla voglia di rischiare del tecnico, probabilmente poca, per non rischiare poi una ricaduta.

Borja e alternative Per intendersi: solo una volta, nelle 43 partite stagionali fin qui disputate dall’Inter, Spalletti ha rinunciato per scelta a Brozovic: in casa con il Cagliari per logiche di turnover. Per l’Inter il croato è imprescindibile, l’unico vero insostituibile della rosa, per caratteristiche difficilmente replicabili. Spalletti è chiamato a inventarsi una soluzione. Ci limitassimo ai precedenti, non ci sarebbe dubbio. L’impiego di Borja Valero è il più naturale possibile: lo spagnolo ha sempre giocato dal 1’ nelle 5 occasioni in cui è mancato il compagno. Logico che sia così, Borja è l’unico in grado di garantire la stessa capacità di far girare il pallone. E la partita dell’Atalanta è lì a confermarlo. Lo Spalletti che in un primo tempo aveva scelto l’accoppiata Gagliardini-Vecino è poi tornato sui suoi passi inserendo proprio Borja, entrato quando i ritmi del match si erano abbassati e la stessa Atalanta era ormai entrata in riserva. E’ logico pensare che lo spagnolo possa essere la prima soluzione per domenica a Frosinone, in una gara che si preannuncia dal copione tattico scontato. Non è detto che sia l’unica via, però. Perché Spalletti ha abituato a soluzioni innovative – l’ultima è stata Vecino trequartista – e in rosa ha almeno altri due giocatori che possono giocare al posto di Brozovic. Il primo è Joao Mario, che ha già ricoperto – molto più spesso a gara in corso – quella posizione. E poi attenzione alla strada che porta a Nainggolan, che potrebbe arretrare il suo raggio d’azione lasciando la trequarti proprio a Vecino. Occhio al modulo, poi: Spalletti potrebbe decidere di «proteggere» il sostituto di Brozovic con un 4-3-3 (o 4-1-4-1), dunque con due mezzali che corrono ai lati al posto del doppio mediano del 4-2-3-1. L’obiettivo, in fondo, è quello di confermare quelle statistiche ingannevoli.


Gerolin: «Cara Roma segui Ranieri e puoi riavere la Champions»

GAZZETTA – ZUCCHELLI - Udinese e Roma sono state le squadre che più hanno segnato la sua vita, oltre che la sua carriera. Manuel Gerolin ha giocato più di 100 partite sia con i friulani sia con la Roma, con cui vinse due coppe Italia e sfiorò uno scudetto e una Coppa Uefa. L’Udinese è il club con cui, da osservatore e poi da direttore sportivo, ha imparato i segreti della carriera dirigenziale e oggi, che il rapporto è terminato, si aggiorna: «Viaggio, mi tengo informato, imparo. In attesa della prossima occasione».

Magari potrebbe essere proprio a Roma, visto che i giallorossi cercano un direttore sportivo.

«E perché lo cercano? Massara è bravissimo e pronto per camminare con le sue gambe. E poi se, come leggo, Totti dovesse avere un ruolo operativo si creerebbe la situazione perfetta. Non vedo questa esigenza di cambiare».

A lei in ogni caso piacerebbe, anche se ora vive a Venezia e a Roma torna raramente?

«Sì, ma ho sempre bei ricordi. Per il resto, a chi non piacerebbe essere il d.s. di una squadra importante? Ma, ripeto, la Roma per me è a posto così».

È a posto anche l’Udinese? Lei Tudor lo conosce bene.

«Lo scelsi insieme alla famiglia Pozzo. Ha un carisma e una grinta incredibili, forse quello che ci voleva in questo momento. Mi dispiace, perché penso che l’Udinese abbia una rosa migliore di quello che dice la classifica. E non è neanche il primo anno».

Eppure fatica, secondo lei perché?

«Non lo so. E preferisco non aggiungere altro».

L’Udinese ha quattro punti sulla terz’ultima, la Roma è a meno uno dal quarto posto: la partita di sabato sarà delicatissima.

«L’Udinese dovrà faticare tanto, fino alla fine, ma credo abbia le potenzialità per salvarsi. La Roma vincendo a Genova si è rimessa in corsa, se i giocatori si guardano in faccia e seguono l’allenatore possono farcela. Per sabato vedo i giallorossi favoriti».

Oggi sarà un anno dalla partita vinta 3-0 con il Barcellona in Champions. Poteva e doveva essere un punto di partenza.

«Io capisco che i tifosi vogliano di più, soprattutto quelli della Roma. Io li ricordo come tra i più passionali del mondo. Mi fecero sentire amato fin dal primo istante. Ma la Roma in questi anni ha sempre fatto bei campionati, poi certo c’è la Juve che uccide tutti, ma non capisco perché venga descritta così in crisi».

Ha cambiato allenatore, però.

«Un cambio un po’ affrettato, anche se Ranieri ha l’esperienza giusta per aiutarli. E ci sono ancora parecchi punti in palio».

C’è un giocatore dell’Udinese che consiglierebbe alla Roma?

«Ce ne sono parecchi forti. Come dicevo prima, la rosa non è da ultimi posti, anzi. Ma non mettetemi in difficoltà, nomi non ne faccio».

Sarà difficile trattenere a fine anno gente come De Paul?

«Il ragazzo è bravo, a Udine poi si sta bene e i ragazzi hanno il tempo di maturare. Fine».

Sia l’Udinese sia la Roma vengono accusate di fare troppa compravendita di giocatori, faticando poi a costruire qualcosa.

«Dipende dagli obiettivi che uno si dà. L’Udinese ha sempre avuto questa filosofia e per tantissimo tempo, oltre ad essere abituata, è stata premiata dai risultati. A Roma il discorso è un po’ diverso, forse perché diversi sono i programmi e gli obiettivi».

Ci dice il ricordo più bello a Udine e Roma?

«A Udine senza dubbio l’esordio, quando ero un ragazzino di 19 anni che stava coronando il suo sogno. A Roma l’anno in cui abbiamo sfiorato lo scudetto nel 1986. Il finale è stato bruttissimo, con il Lecce, ma giocavamo davvero bene. Sapete una cosa? Eravamo forti...».


Florenzi ci prova altrimenti difesa con tutti centrali

GAZZETTA – ZUCCHELLI - La rincorsa di Alessandro Florenzi alla partita di sabato contro l’Udinese procede, ma sembra difficile che il vice capitano della Roma ce la faccia. Ieri Florenzi ha lavorato in campo fuori dal gruppo, con il solo Pastore, e tra oggi e domani proverà a fare almeno una parte con il gruppo per poi essere convocato venerdì. Fondamentali saranno le risposte del polpaccio lesionato durante un allenamento in Nazionale, che si potranno avere, però, soltanto quando Florenzi riuscirà a forzare con continuità. Lui vorrebbe esserci, vista la totale emergenza sulle fasce, con Kolarov squalificato e Santon e Karsdorp infortunati, ma Claudio Ranieri lo metterà in campo solo se non ci saranno rischi. Perché poi la settimana prossima la Roma dovrà andare a Milano contro l’Inter di Spalletti e il tecnico vorrebbe averlo in condizioni quantomeno accettabili.

PROVE Ecco perché, salvo novità, se non ce la dovesse fare, da stamattina Ranieri proverà la difesa con i 4 centrali, con Juan Jesus a destra e Marcano a sinistra. In porta ci sarà Mirante e il fatto di avere una comunicazione migliore, in italiano, rispetto a quella che ci sarebbe stata con Olsen, magari potrà aiutare un reparto inedito. Ranieri farà anche qualche esperimento di difesa a tre, ma per l’idea di squadra sicura e compatta che il tecnico vuole sembra difficile che si vada verso questa soluzione. In panchina dovrebbe trovare spazio il Primavera Semeraro, diciotto anni a maggio, terzino sinistro, in panchina contro l’Empoli, al debutto di Ranieri.

DZEKO A RIPOSO Non si è allenato, invece, Dzeko, che ha usufruito di un giorno di riposo concordato con lo staff medico e atletico. Il bosniaco aveva e ha bisogno di rimettersi a posto fisicamente in vista del rush finale di campionato e per questo è andato comunque a Trigoria per sottoporsi ad una seduta di fisioterapia. Se tutto andrà bene sabato sarà lui il titolare, anche soltanto per provare a interrompere il digiuno di gol in casa all’Olimpico, in campionato, che dura praticamente da un anno. A centrocampo, con uno tra De Rossi (favorito) e Nzonzi, dovrebbe esserci Cristante, per il resto Zaniolo giocherà, mentre Kluivert, El Shaarawy, Ünder (mal di schiena passato), Pellegrini e Schick si giocano le altre due maglie, con l’olandese che, in piena fiducia, sembra in rampa di lancio rispetto ai compagni. Ancora dubbi, invece, per Perotti, che anche ieri si è allenato a parte e che, secondo i media argentini, continua ad essere un obiettivo concreto del Boca del direttore sportivo Burdisso. Se ne parlerà a fine stagione, intanto l’argentino proverà a rientrare già sabato per dare una mano ai compagni contro l’Udinese.