Roma, due gol per sperare
IL MESSAGGERO - TRANI - Il successo piace all'Olimpico, colorato di giallorosso: battere la Juve, e 2-0, non capita spesso, anche se è qui già campione e per l'8° anno di fila. Non si può sapere, invece, se questa vittoria porterà in dote il 4° posto alla Roma che, con gli stessi punti del Milan in vantaggio per gli scontri diretti, è ancora al 6°. Mancano 2 match al traguardo: obiettivo complicato, ma ancora possibile. Ronaldo non segna. È, però, lo stesso decisivo. Dopo un'ora fa arrabbiare Florenzi. Labiale di CR7: «Sei troppo piccolo per parlare». Il terzino-capitano, coinvolgendo i compagni fin lì impauriti, si scatena e decide la sfida. Splendido il gol e festa con la Sud, già prima del raddoppio di Dzeko.
ASSETTO RIVISITATO - Ranieri, insomma, resta in corsa per la Champions proprio nella notte in cui imita Allegri e, specchiandosi nel collega, passa al 4-3-3. Il sistema di gioco, in questa sua nuova avventura a Trigoria, è inedito: mai usato nelle precedenti 9 partite. Al 10° match la virata, anche per vedere Zaniolo nel ruolo di mezzala sinistra e quindi più coinvolto. Eccolo di nuovo a centrocampo e non più defilato in corsia, nella linea con Nzonzi play, preferito a De Rossi appena recuperato e quindi non al top, e Pellegrini intermedio a destra. La formula è offensiva negli interpreti: il tridente accoglie contemporaneamente Kluivert, Dzeko ed El Shaarawy. Dietro, pronti ad inserirsi, proprio Pellegrini e Zaniolo, spesso utilizzati da trequartisti. L'atteggiamento, invece, è prudente. La Juve, con la nuova maglia metà bianca e metà nera, fa la partita e spaventa i giallorossi. I 7 assenti non indeboliscono i campioni d'Italia che si presentano senza lo squalificato Bernardeschi e gli indisponibili Bonucci, Douglas Costa, Khedira, Mandzukic, Perin, Rugani. Bastano in partenza Ronaldo a sinistra e Dybala centravanti mascherato. Anche perché Cuadrado è vivace a destra, Emre Can e Matuidi conquistano campo e Spinazzola vola a sinistra prendendo la rincorsa.
GAP ASSODATO - La Roma entra in campo con 30 punti di distacco dalla capolista e quindi non scopre certo nella notte dell'Olimpico l'attuale divario tecnico-tattico con la Juve. Che invade la metà campo giallorossa. Ranieri si difende con il 4-1-4-1, basso e arroccato. Si sacrificano Kluivert ed El Shaarawy per aiutare rispettivamente Florenzi e Kolarov. È, dunque, assalto alla porta di Mirante, subito bravissimo a deviare il destro di Cuadrado, liberato in area da Emre Can, e volare sul sinistro a giro di Dybala, al tiro su appoggio di Ronaldo che in slalom semina il panico. El Shaarawy è il più intraprendente quando c'è da ribaltare l'azione. E, rinunciando alla conclusione, imbuca a destra per Pellegrini che, calciando in corsa, scheggia la traversa (20° legno stagionale). Più pericoloso Dybala: Mirante è sulla traiettoria, ma lo salva il palo. Ancora Pellegrini: sinistro largo. El Shaarawy continua a ripartire, per interrompere l'assedio.
BARICENTRO AVANZATO - Il coraggio riappare ad inizio ripresa: la Roma, dopo l'intervallo, si accende, alzando il ritmo e diventando più intraprendente. Nzonzi spinge i compagni verso Szczesny. Pellegrini avanza, El Shaarawy accelera. Ronaldo discute con Florenzi prima di segnare in contropiede. Ma partendo in fuorigioco: rete annullata. Ranieri interviene a metà tempo: Cristante per Pellegrini (possibile stiramento). Allegri risponde con Bentancur per Pjanic, fischiatissimo dagli ex tifosi. Entra anche Under per Kluivert. Dzeko appare sul più bello. L'azione è di Florenzi, partecipa pure Under, ma il terzino scambia con il centravanti. Carezza in area per il vantaggio: scavetto di Florenzi che corre sotto la Sud imitando Spiderman. La fuga di Under, invece, è in pieno recupero: assist per Dzeko che chiude la sua serata da protagonista. Ronaldo scappa dal campo: solo 1 vittoria per la Juve in 7 partite. Come nel 2010 con Zaccheroni.
Grana rinnovi, partono le trattative
IL TEMPO - BIAFORA - Il mercato estivo si avvicina e una delle questioni da affrontare in casa Roma è quella dei rinnovi contrattuali. La situazione più urgente riguarda De Rossi, unico giocatore che a partire dal 30 giugno sarà eventualmente svincolato. Il nodo legato al capitano andrà sbrogliato entro pochi giorni, poiché il 26 maggio è in programma l’ultima di campionato con il Parma e l’intenzione del centrocampista di Ostia è di arrivarci avendo una risposta definitivadal club. In un senso o nell’altro. Le parti non si sono mai incontrate durante tutto l’anno per parlare di futuro e De Rossi vuole sapere se quella con i ducali sarà la gara d’addio alla maglia del suo cuore, in modo da poter salutare i tifosi, che sin dall’esordio datato 30 ottobre 2001 gli sono sempre stati accanto. La dirigenza di Trigoria non ha fissato alcun appuntamento col numero 16, che si sente ancora calciatore e non ha quindi voglia di appendere gli scarpini al chiodo. Massara e Fienga hanno invece convocato in settimana Manuel El Shaarawy, fratello ed agente di Stephan, probabilmente il miglior giocatore della stagione della Roma per numeri e costanza di rendimento. Il Faraone, arrivato nella Capitale dal Milan nel gennaio del 2016, guadagna circa 4,5 milioni di euro lordi all’anno ed ha un contratto che scade nell’estate del 2020, rendendo quindi necessarie le trattative per un prolungamento per evitare di perderlo a parametro zero. El Shaarawy ha collezionato 11 gol e 5 assist (con oltre 30 occasioni create in Serie A) in un totale di 2191 minuti nei quali è sceso in campo, dimostrando di aver trovato forse la decisiva consacrazione e la giusta continuità nelle prestazioni. L’intenzione del esterno ligure, apprezzato da mister Ranieri per la grande abnegazione in fase difensiva, è chiara e l’ha ripetuta in molteplici occasioni: “Di certo c’è che vorrei restare a Roma, qui mi hanno accolto in modo fantastico e mi trovo molto bene”. La volontà della società è quella di riconoscere il giusto adeguamento al classe 1992 ed appare molto probabile una fumata bianca dopo i prossimi colloqui. Le altre due priorità sull’agenda giallorossa sono Under e Zaniolo. Il turco, che nel 2017 aveva firmato un contratto quinquennale da poco meno di un milione netto annuo, è uno dei maggiori indiziati a partire nell’imminente calciomercato, ma le parti si parleranno a breve per capire i reciproci desideri. Il proposito della Roma su Zaniolo è stato ribadito più e più volte negli ultimi mesi ed è quello di blindare il classe 1999. L’ex Inter percepisce un ingaggio da 270mila euro più bonus a stagione e l’auspicio del suo entourage, fermo ai colloqui di inizio febbraio con Monchi, sarebbe quello di portare il salario a due milioni netti. A fine campionato tutte le componenti si siederanno intorno ad un tavolo per trovare la quadra di un’intesa voluta da tutti. Toccherà a Petrachi, pressato per l’ennesima volta da Cairo (“Ha un contratto con noi fino al 2020, non si è parlato di altro, quindi per il momento io lo considero a bordo”), affrontare i dialoghi con gli agenti di Dzeko, Kolarov, Jesus, Fazio e quello del giovane Cangiano, tutti con un accordo in scadenza nel 2020. Il direttore sportivo in pectore avrà il giusto tempo per valutare ogni singola situazione.
Ranieri, il futuro sarà solo in campo
IL MESSAGGERO - CARINA - Una vittoria alla Ranieri. In grande sofferenza per più di un'ora (Mirante miracoloso in tre occasioni, salvato dal palo, più il gol annullato per questione di centimetri a Ronaldo) la Roma piazza l'uno-due nel finale e rimane in corsa per l'Europa. Se Champions o Europa League, dipenderà più dalle avversarie che dai giallorossi che ora possono soltanto vincere le prossime due partite e sperare: «Dobbiamo arrivare in fondo con la coscienza a posto», il diktat del tecnico. Un successo che non cambia i suoi piani: «Ho firmato fino al termine del campionato e non mi va di darmi speranza. Restare in società con un altro ruolo? Quando sono tornato mi è stato offerto e ho detto no. Finisce l'anno e finisce tutto. Mi diverto ancora ad allenare».
L'AGGIUSTATORE - Quale sarà l'epilogo, Ranieri uscirà da trionfatore. Anche se la Roma da quando è subentrato ha perso una posizione in classifica e rischia di giocare i preliminari di Europa League qualora la Lazio dovesse vincere la coppa Italia, nell'immaginario popolare le quattro gare (su 10) senza subire gol e il successo sulla Juventus bastano per tenere vivo il sogno. E per una città che vive spesso e volentieri di sogni e si accontenta di vincere le battaglie anziché le guerre, basta e avanza. Di certo c'è che nella sua mini-gestione, la Roma ha cambiato volto. Più accorta, poco propensa a pressare alta (ieri ci ha provato in due occasioni e la Juventus s'è presentata altrettante volte davanti a Mirante), cinica come mai gli era riuscito in stagione. Ma se all'aggiustatore va dato un merito particolare, è quello di aver puntato (e vinto) decisamente la scommessa su alcuni giocatori. In primis preferendo Mirante a Olsen. Con il portiere di Castellammare, la difesa gioca più sicura, in primis Fazio. E poi scommettendo su Kluivert, calciatore che con lui ha lasciato intravedere le qualità che hanno convinto la Roma ad acquistarlo. Ieri è stato bravo anche ad optare per il 4-3-3 anziché per il 4-2-3-1, arretrando Zaniolo e giocando a sorpresa la carta Nzonzi, piuttosto che De Rossi. La Roma non ruba di certo l'occhio e ieri ha sofferto con un avversario che come affermerà poi Allegri non poteva avere le stesse motivazioni («In condizioni normali non avremmo mai preso le due reti che abbiamo subito. Sull'1-0 della Roma, Chiellini se la partita conta qualcosa la butta in tribuna...»). È un pugile che spesso e volentieri sembra sull'orlo del ko ma poi esce fuori la giocata del singolo o la manovra che sfrutta la qualità dell'interprete e porta a casa la vittoria. Sembra un canovaccio semplice ma ci vuole anche bravura per convincere un gruppo ad eseguirlo. Ranieri c'è riuscito, gliene va dato atto.
Ranieri si sfila, opzione Sarri
IL TEMPO - BIAFORA - La fiammella della speranza Champions è ancora accesa. Ranieri trova la terza vittoria in carriera contro la Juventus sulla panchina della Roma e mantiene vive le chance di raggiungere un’insperata qualificazione all’Europa che conta. L’allenatore capitolino ora non può che sperare in un passo falso delle dirette avversarie per arrivare al quarto posto. L’Atalanta, avanti di tre punti sulla Roma e con una migliore differenza reti in caso di arrivo alla pari, sarà impegnata a Torino proprio con i bianconeri e poi all’ultima se la vedrà con il Sassuolo, che giocherà in casa visto che il match sarà disputato al Mapei Stadium. Il Milan ospiterà invece il Frosinone e la Spal, potendo inoltre contare sui migliori scontri diretti con i giallorossi. Ranieri non smette di credere nel miracolo e non può che essere soddisfatto per la prestazione messa in campo contro la Juve, con un ringraziamento particolare al portiere che l’ha tenuto a galla nelle ultime due giornate, ripagando la scelta di rinunciare al titolare Olsen: “Sono serate che ami, faccio questo mestiere per emozioni come queste che mi dà il calcio. Dobbiamo continuare a credere che ogni cosa sia possibile. Vogliamo restare in ballo e ballare fino in fondo. C’è voluto un gran Mirante a tenerci in partita, ha fatto delle ottime cose. Siamo in corsa, vogliamo tentare fino in fondo ad avere la coscienza apposto. La volata per l’Europa è bella, il campionato è elettrizzante”. Sotto gli occhi dei due ex romanisti Zanzi e Rudiger, nella Capitale per svolgere la riabilitazione dopo l’infortunio al ginocchio, Florenzi e compagni hanno fornito una prestazione accorta e di sostanza, limitando il potenziale offensivo di Ronaldo. Ranieri però non cambia idea sul proprio futuro, annunciando a chiare lettere la volontà di continuare ad allenare: “Quando sono stato contattato mi era stato proposto un dopo da dirigente, ma io mi diverto a fare l’allenatore. Il mio scopo è essere questo, essere vivo, voglio decidere con la mia testa, vado avanti con la mia squadra, voglio allenare. La società sa meglio di me quello che deve fare sul mercato e sta giustamente aspettando dove saremo a fine stagione per agire”. Mastica amaro Allegri, che bacchetta i suoi per la mancanza di concretezza sotto porta: “Abbiamo sbagliato troppe occasioni, dovevamo creare 8-9 palle gol. Se la partita valeva non pigliavamo nemmeno l’1-0, abbiamo fatto una buona partita, abbiamo preso gol in uscita e il secondo in contropiede”. Per il livornese c’è il tempo di una breve battuta su un possibile futuro a Roma in caso di rottura con Agnelli: “Sei anni fa sono stato molto vicino. Roma è una bella piazza, i giallorossi sono una grande squadra, conosco bene la città. Sarebbe affascinante, soprattutto portare dei titoli, ma ho ancora un anno di contratto con la Juve e voglio restarci”. Sicuramente non sarà lui a raccogliere l’eredità di Ranieri, mentre appaiono in risalita le quotazioni di Sarri. Il tecnico toscano ha il concreto timore di essere esonerato dal Chelsea, nonostante abbia raggiunto il terzo posto in Premier e ci sia una finale di Europa League tutta da giocare. Se la dirigenza dei Blues dovesse optare per un clamoroso addio ecco che l’opzione Roma diventerebbe concreta. A fine maggio ci sarà la sentenza.
14 maggio 2017: Roma-Juventus 3-1, sembra passata una vita
INSIDEROMA.COM - ILARIA PROIETTI - Sembra passata una vita, eppure era solo due anni fa. Il 14 maggio del 2017, l’ultima volta in cui i giallorossi sono riusciti a portare a casa i tre punti con la Juventus. I bianconeri, già campioni d’Italia, arrivano allo Stadio Olimpico con nulla da perdere e nulla da guadagnare. La Roma, invece, si gioca il tutto per tutto. Perché finché i numeri lo consentono, gli uomini di Ranieri hanno il dovere di restare aggrappati anche all’ultima minuscola speranza di qualificarsi per la prossima Champions League. Le altre contendenti hanno già fatto il loro dovere: Atalanta, Lazio e Milan hanno vinto durante le gare del sabato, così come il Torino nel lunch match contro il Sassuolo. Perdere oggi significherebbe mettere a rischio addirittura l’ingresso in Europa League, scivolando nel baratro del sesto, settimo posto.
Ma torniamo a quella domenica sera di due anni fa. Quando la Roma, allenata da Luciano Spalletti, si presentava così in campo: Szczesny; Rudiger, Manolas, Fazio, Emerson; De Rossi, Paredes; Salah, Nainggolan, El Shaarawy; Perotti. In panchina c’era ancora Francesco Totti e Alisson faceva la riserva del portiere polacco. Dzeko e Florenzi erano indisponibili, mentre Strootman squalificato. I giallorossi vanno sotto dopo poco grazie alla rete bianconera firmata da Lemina, ma riescono subito a ribaltare una partita che sembrava già indirizzata grazie ai sigilli di De Rossi, Nainggolan ed El Shaarawy. La vittoria giallorossa rimanda la festa scudetto della Juventus alla giornata successiva (la vittoria casalinga col Crotone) e permettono alla Roma di restare ancorata al secondo posto nonostante gli assalti del Napoli. Quell’anno poi i giallorossi si qualificarono direttamente in Champions League all’ultimo respiro, il giorno dell’addio di Totti al calcio nella rocambolesca partita vinta contro il Genoa per 3-2.
Buona parte dei giocatori scesi in campo quella sera hanno poi lasciato la Capitale. Szczesny era già della Juventus, Rudiger poi Emerson sono volati in Inghilterra sponda Chelsea, così come Salah, ma con direzione Liverpool, dove l’ha seguito anche Alisson l’anno successivo. Ceduto anche Paredes, che ora gioca al PSG dopo essere stato allo Zenit. Quest’estate Nainggolan e Strootman hanno lasciato De Rossi “da solo” a centrocampo: il primo ceduto all’Inter, il secondo al Marsiglia a mercato chiuso. Totti si è ritirato due giornate dopo la vittoria con la Juve e Spalletti, il cui rapporto con la tifoseria si era irrimediabilmente spezzato proprio a causa del capitano, ha salutato Roma ed è approdato all’Inter.
Sembra passata una vita, eppure, era solo due anni fa.
Dzeko: "Grande vittoria"
Edin Dzeko esprime tutta la sua gioia sui social tramite un post su Facebook dove scrive: “Grande vittoria. 3 punti vitali”.
Allenamento Roma, martedì alle 11:00 appuntamento a Trigoria
I giallorossi torneranno ad allenarsi sui prati di Trigoria martedì alle 11:00 per iniziare a preparare la sfida di campionato in programma sabato sera al Mapei Stadium contro il Sassuolo.
Conferenza stampa Allegri: "Abbiamo giocato bene. I gol non sono un problema, la Juventus ha già vinto il campionato"
Massimiliano Allegri ha rilasciato alcune dichiarazioni in confereza stampa dopo il match perso contro la Roma per 2-0. Queste le sue parole:
"La squadra ha fatto un bel primo tempo, però non abbiamo fatto gol. Ma per quello che ha espresso la squadra nel primo tempo, abbiamo creato poco, rispetto a quello che potevamo e dovevamo creare. Quando succedono queste partite, questi primi tempi, dove la supremazia è netta, devi tirare 10 volte in porta, devi avere 7 palle gol, cosa che noi stasera non abbiamo fatto pur giocando molto bene. E' vero che siamo anche nel finale di stagione, la Juventus ha vinto il campionato già da qualche partita e un po' di leggerezza c'è. Basta vedere il primo gol che abbiamo preso e anche il secondo: in condizioni normale, mai avremmo preso il primo gol".
Mirante: "Nel secondo tempo abbiamo fatto 45' ad alto livello"
Antonio Mirante, portiere della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla stampa al termine del match con la Juventus:
MIRANTE A SKY SPORT
Scelta netta e decisa di Ranieri: fuori Olsen fiducia a te. Oggi anche due grandi parate
"Credo che al di la delle parate e della scelta del mister siamo un po’ cambiati a livello di atteggiamento difensivo, siamo meno esposti e quando abbiamo palla siamo quasi sempre messi bene. Questo ci fa ritrovare fiducia e anche i risultati stanno arrivando, ci stiamo sacrificando per arrivare quarti anche se sappiamo che le cose si sono complicate".
Può essere il portiere della Roma anche l’anno prossimo?
"Sapevo di venire qua conscio del mio ruolo di quello che venivo a fare, poi le cose sono cambiate e ovviamente giocare è bello. Non è una questione di pensare all’anno prossimo o cosa farò qua, è una questione di lavoro. Devo approcciarmi bene al lavoro, nonostante ero il secondo portiere ho lavorato sempre come se dovessi scendere in campo. Sono fortunato perché ho un preparatore che non mi molla e anche io non ho mai avuto l’atteggiamento di chi viene a svaccare".
Senza mancare di rispetto a Di Francesco, ma il fatto di dover sempre rincorrere all’indietro vi toglieva tranquillità?
"Era un altro tipo di gioco, privilegiavamo la manovra da dietro e questo ti porta ad essere scoperto se porti palla. Non è demerito dell’allenatore precedente, è anche nostro demerito sicuramente, perché in campo ci andiamo noi siamo giocatori esperti e alcune cose bisogna saperle fare a questi livelli. Le cose sono cambiate e il fatto che non prendiamo gol ti porta tutta una serie di conseguenza positive".
MIRANTE A ROMA TV
Vittoria importante per l'Europa
"E' stata difficile, sapevamo che la Juve arrivava con la formazione migliore. Abbiamo sofferto nel primo tempo, non riuscivamo a ripartire. Siamo stati bravi e fortunati a non prendere gol. Nel secondo tempo abbiamo meritato la vittoria perché abbiamo fatto 45' ad alto livello. Per la Champions abbiamo l'obbligo di provarci e sperare che qualcuno davanti faccia qualche passo falso".
I tifosi le hanno dato la carica
"Mi fa piacere l'affetto della gente, questo è uno dei fattori che spinge un calciatore a fare sempre meglio. A Roma le cose sono sempre amplificate ed è bello vincerle. Oggi non era facile visti anche i risultati delle altre, invece siamo stati all'altezza".
Ha dimostrato che l'età non conta
"Grazie. Va dato merito al mio preparatore che mi tratta come un ragazzino, non mi molla. Io devo sempre fare il mio lavoro e il mio compito sia in allenamento che in gara. Se ti prepari bene le cose possono solo andare bene".
Grande parata nel primo tempo. Come si fa?
"Eravamo scoperti, abbiamo preso l'infilata, sapevo che eravamo in inferiorità. Sono andato a difendere la posizione ed ho avuto anche fortuna che Cuadrado l'ha messa bassa. Sulla rapidità Savorani ci allena tanto, anche sui recuperi e la posizione. E' stata una bella iniezione di fiducia, se avessimo subito gol saremmo caduti nello sconforto".
Conferenza Stampa Ranieri: "Non faccio previsioni, dobbiamo giocare al massimo"
Claudio Ranieri, tecnico della Roma, ha parlato in conferenza stampa dopo il successo contro la Juventus:
A 180 minuti dal termine del campionato, quali sono le chance di entrare in Champions League? E perché ha scelto di non schierare De Rossi?
"Non faccio previsioni, siamo a ridosso delle altre. Siamo in diversi a lottare per la Champions e per l’Europa, ma non dipende da noi. Abbiamo sbagliato la partita con il Genoa, speriamo che, come detto dopo Genova, quel punto ci permetta di entrarci. Dobbiamo giocare le ultime due partite al massimo della nostra concentrazione e motivazione, poi dovremo aspettare quello che fanno gli altri. Con Daniele (De Rossi, ndr) avevo parlato prima, gli ho chiesto “Che vuoi fare?”, lui si era allenato solamente un giorno e mezzo e mi ha risposto che avrebbe preferito aspettare per poi magari entrare nel corso della partita. Non ne ho avuto bisogno, non l’ho rischiato ed è andata bene così".
Il 4-3-3 l’aveva pensato e modellato su De Rossi o ci aveva pensato a prescindere?
"La motivazione alla base di questa scelta è che avevo visto Zaniolo durante la settimana bello e volenteroso, durante gli allenamenti provo sempre a cambiare, non gioco sempre con il sistema con cui giochiamo normalmente. Avevo fatto una squadra con il 4-3-3 e un’altra con un altro modulo. Mi erano piaciuti molto, questo mi ha fatto pensare a questo tipo di formazione senza pensare a Daniele perché in quell’occasione non c’era lui in campo".
Le chiedo di due romani: Florenzi e De Rossi. Il primo è andato peggio nel primo tempo e meglio nel secondo, mentre su De Rossi le chiedo se stia pensando di più a smettere o al rinnovo…
"Con Daniele (De Rossi, ndr) non ho mai parlato di questo. Io spero che lui abbia voglia ancora di giocare perché è troppo importante, è importante anche nello spogliatoio. Magari non potrà fare tutte le partite, però quelle partite che fa le fa sempre al 100%, e questo è da esempio per tutti i compagni. Su Florenzi devo dire che avevo Kluivert dalla parte opposta rispetto alla panchina che non gli dava copertura, nell’intervallo infatti abbiamo parlato e ho cercato poi di guidarlo anche io dalla panchina".
Quanto le mancherà l'Olimpico? Ha mai pensato di restare?
"Queste sono quelle serate che ami, le emozioni che ti dà il calcio... io faccio questo mestiere per le emozioni che mi dà il calcio. Essendo un sentimentale, io sono tornato a Roma per giocarmi questi tre mesi, proprio per il sentimento, proprio perché amo Roma, amo la mia squadra".
Nzonzi: "Risultato importante per la qualificazione in Europa"
Steven Nzonzi, centrocampista della Roma, ha parlato ai media al termine del match vinto contro la Juventus:
NZONZI A ROMA TV
Risultato importante…
"Si, lo è per la qualificazione in Europa. C’è stata una grande voglia di riscattare il risultato di Genova, davanti ai nostri tifosi e nel nostro stadio".
Siete stati bravi a rimanere in partita…
"Sapevamo di giocare contro i campioni in carica, il livello di concentrazione è stato più alto del solito anche per questo. Abbiamo lavorato bene tutta la settimana e oggi l’abbiamo tradotto in campo con un’ottima prestazione".
Hai rubato tanti palloni e impostato…
"Mi sento bene come tutti, ho voglia di conquistare il posto in Europa. Vogliamo continuare a lottare con concentrazione e determinazione e dare tutto fino all’ultima giornata".
Stai bene a Roma?
"Mi sento bene e a mio agio, ora l’importante è continuare così e trovare regolarità di rendimento. Adesso sta a noi chiudere al meglio la stagione".
Roma vs Juventus - I giallorossi superano 2-0 i bianconeri grazie alle reti di Florenzi e Dzeko nel finale
INSIDEROMA.COM - DALL'OLIMPICO FALVO E NOBILE - Big match di giornata quello tra Roma e Juventus, con i giallorossi che dovranno vincere per mantenere vive le speranze di Champions League. Nulla in gioco, invece, per la Juventus; che resta comunque un'avversaria sempre ostica e desiderosa di successo. Nella Roma si rivede Zaniolo dal primo minuto, con Kluivert che vince il ballottaggio nei tre davanti ed affiancherà El Shaarawy e Dzeko. De Rossi inizierà dalla panchina.
LE FORMAZIONI UFFICIALI
ROMA (4-3-3): Mirante; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Zaniolo, Nzonzi, Pellegrini; Kluivert, Dzeko, El Shaarawy.
A disposizione: Olsen, Fuzato, Karsdorp, Juan Jesus, Marcano, Santon, Coric, Pastore, Under, Perotti, Schick.
Allenatore: Claudio Ranieri.
Indisponibili: -.
Diffidati: Florenzi, Schick.
Squalificati:-.
JUVENTUS (4-3-3): Szczesny; De Sciglio, Barzagli, Chiellini, Spinazzola; Can, Pjanic, Matuidi; Cuadrado, Ronaldo, Dybala.
A disposizione: Pinsoglio, Del Favero, Caceres, Alex Sandro, Joao Cancelo, Bentancur, Pereira Da Silva, Kastanos, Nicolussi Caviglia.
Allenatore: Massimiliano Allegri.
Indisponibili: Bonucci, Douglas Costa, Khedira, Mandzukic, Perin, Rugani.
Diffidati: Cuadrado, Mandzukic, Matuidi.
Squalificati: Bernardeschi.
Arbitro: Massa.
Assistenti: Meli – Preti.
IV: Guida.
VAR: Mazzoleni.
AVAR: Carbone.