Pioli: "Roma squadra forte anche se in difficoltà. Non dobbiamo smettere di dare il massimo"
Stefano Pioli, tecnico della Fiorentina, è stato intervistato da Sky Sport al termine della sfida pareggiata in casa 1-1 con il Torino. Tra i vari argomenti, gli è stato chiesto un parere anche sulla Roma, prossima avversaria in campionato. Queste le sue dichiarazioni:
"Non dobbiamo smettere mai di dare il massimo a cominciare dalla prossima trasferta contro la Roma, che è una squadra forte, anche se in difficoltà. Dobbiamo ritrovare entusiasmo e l’entusiasmo lo si trova attraverso le vittorie".
Martedì conferenza stampa di Ranieri
Claudio Ranieri, mister della Roma, sarà presente martedì in conferenza stampa per rispondere alle domande dei giornalisti in vista della sfida del giorno dopo contro la Fiorentina, in programma alle ore 21 allo stadio Olimpico.
Sarri: "Posso capire le critiche ma voglio restare al Chelsea"
Maurizio Sarri, tecnico del Chelsea più volte accostato alla Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni al termine della partita vinta contro il Cardiff. Questo un estratto delle sue parole:
"Posso capire le critiche, ma forse sarebbe stato meglio aspettare la fine della partita per parlare, ma oramai mi sto abituando a questo. Devo lavorare per cambiare la loro opinione. Voglio restare qui. Quando sono arrivato questa squadra era quinta a 30 punti dal City, voglio restare per migliorare la situazione".
Serie A, Bologna-Sassuolo 2-1. Destro porta a casa la vittoria al 96'
Finisce con una vittoria in extremis la gara delle 18:00 tra Bologna e Sassuolo. I padroni di casa passano in vantaggio al 68’ di gioco grazie alla rete di Pulgar. Nell’extra time il Sassuolo accorcia le distanze con il gol di Boga, inizialmente annullato, ma poi confermato dal VAR al 92’. Quando ormai il cronometro segna il 96’ Mattia Destro la chiude consegnando la vittoria alla squadra di Mihajlovic.
Serie A, Inter-Lazio 0-1. Biancocelesti a tre punti dal quarto posto con una gara da recuperare
Alla Lazio basta un gol di Milinkovic-Savic al 13’ di gioco per battere l’Inter a San Siro. Gli uomini di Inzaghi agganciano l’Atalanta, superano la Roma e si portano a tre punti dal quarto posto con una partita in meno.
Roma-Napoli, quanti doppi ex!
INSIDEROMA.COM – MATTEO LUCIANI – Geograficamente tanto vicine, un tempo con tifoserie addirittura gemellate, in grado di dare vita a splendide coreografie durante i cosiddetti ‘derby del sole’: Roma e Napoli, contraddistinte storicamente da un rapporto di amore e odio, hanno visto anche molti calciatori e allenatori avvicendarsi con le casacche o sulle panchine di entrambe.
Su tutti, probabilmente, il caso più rilevante porta al ‘Fornaretto’ di Frascati Amedeo Amadei. Nella Capitale era l'idolo della folla, tanto veloce sulla bici con la quale sbrigava le consegne da ragazzino, quanto sul campo di calcio. In giallorosso visse praticamente tutta la sua carriera, dal '36 al '48, vincendo uno scudetto e segnando la bellezza di 116 gol. Famosa fu la sua richiesta all'Inter di non schierarlo contro la sua ex squadra, qualora quest'ultima avesse navigato in acque torbide, quando si rese necessaria la sua cessione ai nerazzurri. Quello che però non farà a Milano, finirà col realizzarlo negli anni partenopei, dove si trasferì nel 1950 per chiudervi la carriera sei stagioni più tardi. Nel mezzo si ritrovò a decidere proprio un Napoli-Roma, il 9 marzo 1954. Ma nessuno gliene fece una colpa.
Negli anni vissuti alle pendici del Vesuvio, Amadei si ritrovò oltretutto in compagnia di un altro doppio ex, che con lui aveva alzato il tricolore nella Città Eterna. Rispondeva al nome di Naim Krieziu, probabilmente una delle ali più forti si siano mai viste da queste parti. A Roma era arrivato dalla sua Tirana nel '39, per restarvi otto anni, finché il Napoli non mise sul piatto la bellezza di 18 milioni di lire, che nell'estate del 1947 ne decretarono il cambio di casacca. Fu una parentesi di cinque stagioni, le ultime, prima di appendere gli scarpini al chiodo e tornare a vivere in quella Capitale che ormai era diventata più di una seconda casa.
Nello stesso arco temporale di Amadei e Krieziu, anche Bruno Pesaola scorrazzava per l'Italia in cerca di successo e a portalo dall'altra parte del Mondo fu proprio la Roma, che nel 1947 lo acquistò dal Sportivo Dock Sud di Avellaneda. Soprannominato "Petisso", per la sua statura ridotta, in giallorosso visse tre stagioni, volando poi a Novara e approdando successivamente a Napoli, nel '52. Alla città partenopea Pesaola si legherà più di qualunque altro luogo, tanto da arrivare a definirsi un "napoletano nato all'estero" e di ritornaci per ben tre volte durante una carriera da allenatore ben più importante da quella passata sul campo, con la conquista di uno storico scudetto a Firenze e un altrettanto epocale Coppa Italia proprio in quella Napoli che ne aveva rapito il cuore.
Diversi anni più tardi, la doppia esperienza toccherà ad Andrea Carnevale, nativo di Latina e cresciuto al Fondi, dal quale poi pellegrinerà per diversi anni, prima di trovare l'affermazione in terra borbonica. Lì Carnevale approdò nell'estate del 1996, vivendo in pieno l'epoca Maradona e vincendo due scudetti, una Coppa Uefa e una Coppa Italia. Quando gli azzurri decideranno di privarsene approdò a Roma, raggiungendo quell'Ottavio Bianchi che da Napoli aveva dovuto far i bagagli appena una stagione prima, in aperto contrasto con il Pibe de Oro, alias Diego Armando.
Alla lista va aggiunto anche il nome di Roberto Policano, svezzato dal Genoa e tornato nella Capitale dal quale era partito come soprannome di "Rambo" e la fama di non lesinare mai nei contrasti. Non lo fece neanche in giallorosso, così come a Torino poi e a Napoli ancora dopo, dove incrociò la strada di un altro futuro romanista: Daniel Fonseca.
Condotto in Italia dal Cagliari, in maglia azzurra l'uruguagio trascorse solo due stagioni, ma fece in tempo a restare nei ricordi per la prestazione con la quale consentì al Napoli di battere il Valencia in Coppa Uefa. Risultato finale 5-1, unico marcatore proprio il "Conejo". A Roma arrivò invece nel '94, pagato la bellezza di 17,5 miliardi di lire più il cartellino di Benito Carbone. Per un altro doppio ex come Carlo Mazzone era la pedina ideale da inserire in attacco insieme a Balbo e Cappioli. "Er Magara" fu profetico e tutti e tre decisero un derby mai dimenticato. Fu la stracittadine del "tre" di Peppe Giannini sotto la Sud, appena prima di lasciare la sua Roma e passare anche per Napoli, così come con qualche anno di anticipo avevano fatto Sebino Nela e Francesco Moriero.
A questi poteva aggiungersi anche Bruno Conti, per tanto tempo corteggiato da un certo Maradona, che in lui vedeva un partner ideale e una possibile spalla con la quale alzare trofei. Sicuramente aveva ragione l'argentino, ma da Roma Bruno non si è mai mosso. Lì sarebbe stato solo Conti, qui era anche MaraZico.
InsideRoma Daily News | La Roma perde 4-1 con il Napoli. Martedì la conferenza stampa di Ranieri pre-Fiorentina. Manolas: "Napoli superiore a noi in tutto"
NOTIZIE DEL GIORNO | 31 marzo 2019
QUI ROMA
La Roma perde in casa contro il Napoli per 4-1. Milik punisce i giallorossi dopo appena due giri di lancette e, nonostante il momentaneo 1-1 alla fine del primo tempo, raggiunto grazie al rigore trasformato da Perotti, una bruttissima Roma crolla sotto i colpi di Mertens, Verdi e Younes che chiudono il conto. La Roma perde quota in classifica e compromette forse definitivamente la possibilità di arrivare tra le prime quattro a fine campionato.
Manolas, ammonito nel corso della gara, salterà la partita di mercoledì sera contro la Fiorentina.
La squadra riprenderà gli allenamenti domani mattina alle 11, mentre Claudio Ranieri interverrà in conferenza stampa nella giornata di martedì 2 aprile.
INTERVISTE
Ranieri: "E' difficile aiutarli a lavorare. Stiamo cercando di fare di tutto"
Roma-Napoli è anche Barella
INSIDEROMA.COM – SARA BENEDETTI – Autore di una grande prestazione ieri sera nella vittoria corsara del suo Cagliari a Verona, Nicolò Barella sembra far appetito a molti club, tra questi sicuramente Roma e Napoli. Ecco perché la sfida alla Roma non è solo sul terreno dell'Olimpico, ma anche sul mercato. Il Napoli non ha mai mollato Nicolò Barella: ma, la presa sul ventiduenne sardo non l'hanno attenuata né la Roma né l'Inter. Ancelotti, anche dopo la chiusura del mercato, ha continuato a manifestare tutto il suo gradimento per il calciatore, si è mosso per far comprendere la bontà del progetto Napoli, ponendo a garanzia la sua stessa presenza. In tal senso, il Cagliari non rappresenta un ostacolo: il club del presidente Giulini è consapevole di perdere il centrocampista a fine stagione. Vero che l'idea è di portare sull'isola circa 60 milioni, ma non è detto che l'accordo non si possa trovare con l'inserimento di contropartite che abbassi la cifra cash. Lo scoglio sul quale si sta scontrando il desiderio di Ancelotti di portare Barella alle sue dipendenze è legato ad una forte perplessità del mediano ad accettare Napoli: Barella ha spiegato al suo entourage, capeggiato dall'agente Alessandro Beltrami, che vuol restare in Italia (spegnendo le sirene della Premier, sponda United e Chelsea ndr), ma che preferisce Milano o Roma. Ad oggi Napoli non è piazza gradita. Se il salario proposto dal Napoli sarà superiore a quello di Inter e Roma, potrebbe iniziare a cambiare qualcosa.
UN PREDESTINATO – Appena 22 anni eppure già con le spalle larghe. Dal gol in Nazionale contro la Finlandia fino al suo Cagliari. In questa stagione con la maglia degli isolani un gol e due assist e tanta tanta personalità. Sempre presente in ogni fase di gioco, dalla costruzione dell’azione fino al recupero palla dove risulta uno dei migliori nell’intera Serie A. La Roma studia il modo per arrivare a Barella e nelle ultime ore si è paventata anche la possibilità di cedere Lorenzo Pellegrini. Come riferito da Radio Radio per il giocatore il club giallorosso avrebbe già presentato un'offerta da 35 milioni al Cagliari, derivanti dalla cessione di Lorenzo Pellegrini. La chiave per arrivare al centrocampista sarebbe, oltre alla cessione del numero 7 giallorosso, l’equivalente della metà del valore del cartellino di Luca Pellegrini e più il 50% del valore del cartellino di uno dei giovani della Primavera. Una cosa è certa, prima di cedere Lorenzo Pellegrini la Roma ci penserà bene. Non è da escludere che si tenti il colpo Barella, anche senza privarsi del talento consacratosi a Sassuolo con Eusebio Di Francesco.
Batistuta: "Volevo vincere uno Scudetto, per questo ho lasciato la Fiorentina per la Roma"
GAZZETTA DELLO SPORT - Il Re Leone all’ombra del David. Tutto è pronto per la festa dei 50 anni di Gabriel Batistuta,domani in piazza Signoria. «Ho dato tanto ai fiorentini ma Firenze ha dato di più a me. Volevo vincere lo scudetto con la maglia viola e conquistare il Mondiale con la Selección. Sono stato tanti anni arrabbiato con me stesso per aver fallito questi due traguardi. Ora ho ritrovato un pizzico in più di serenità e mi godo la vita» (...)
E dello scudetto vinto a Roma?
«Se avessi conquistato il titolo a Firenze non me ne sarei mai andato. Ma volevo vincere uno scudetto e ho accettato la sfida della Roma. Dimostrando a me stesso che potevo essere importante anche in un club che aveva tanti grandi giocatori».
Occasione Schick: "E' un talento, può diventare una stella mondiale"
GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Abbiamo un sogno. Che col calcio c’entra solo parzialmente, ma che grazie al calcio può avere ali robuste per diffondersi. A prescindere da come finirà Roma-Napoli, immaginate se domani, 31 marzo, Patrik Schick facesse gol e lo dedicasse non alla famiglia o alla fidanzata (troppo banale, no?), bensì a Milan Kundera, il più celebre scrittore ceco dei nostri giorni, che il primo aprile compirà 90 anni. Storico: il baby talento della Repubblica che accende un potente riflettore – come solo il pallone sa fare – sulla «insostenibile leggerezza dell’essere» scrittori nei nostri giorni tiepidi. La Roma ne guadagnerebbe in fascino e forse lo stesso 23enne attaccante potrebbe incamerare sicurezza in se stesso. Perché di doti ne ha di sicuro, come certifica anche il c.t. della sua nazionale, Jaroslav Silhavy. «Schick è un grande talento, e ora con il nuovo allenatore nella Roma sembra che possa avere più spazio. Ha giocato bene nelle ultime gare, può crescere ancora e diventare un grande calciatore, una stella del calcio internazionale, ne sono convinto».
RANIERI E L’ATTACCO E allora la palla passa a Claudio Ranieri, chiamato a trasformare il brutto anatroccolo di quasi due stagioni giallorosse (appena 5 gol in 41 partite di campionato) nel cigno delle speranze romaniste, abbagliate dal fatto di essere stato l’acquisto più caro della storia del club (42 milioni). Contro il Napoli quindi toccherà a lui, forse ancora più responsabilizzato del consueto, visto che Dzeko non è al meglio per via del problema muscolare occorsogli in nazionale, El Shaarawy è fermo per infortunio e Under tornerà in panchina dopo più di due mesi di assenza. D’altronde, visto che la tecnica che l’attaccante ceco dimostra di avere è indiscutibile (per informazioni, notare il colpo di tacco con cui ha mandato in gol un compagno in nazionale), quello che Ranieri chiede a lui e ai suoi compagni è innanzitutto una cosa: avere carattere. E proprio per stimolarli, dopo il k.o. con la Spal aveva usato parole taglienti. «Ho usato una comunicazione forte – spiega il tecnico – e mi aspetto una risposta forte, un allenatore non fa nulla per nulla. Voglio cose importanti dai calciatori che giocano nella Roma, risposte di carattere e personalità. Io credo che questa squadra abbia le potenzialità per lottare per entrare in Champions League. Le altre, davanti e dietro, spingono forte. Quindi mi auguro che i miei reagiscano forte alle avversità dell’ultimo periodo».
MULTA DOPPIA Proprio per questo non fa drammi sulla lite di Ferrara tra El Shaarawy e Dzeko, che costerà ad entrambi la multa (anche se al Faraone solo simbolica, mentre il bosniaco è dovuto passare dalle scuse pubbliche). «È uno scazzo normale che avviene in ogni famiglia, ora è tutto a posto. La sostituzione di Stephan all’intervallo non è stata punitiva. Avevo già parlato con lui prima, gli avevo chiesto determinate cose come quarto di sinistra di un 4-4-2. Non facendole e avendo già in mente di mettere Perotti, ho fatto questo cambio. Solo una motivazione tattica; non riguardava la discussione che hanno avuto».
TUTTO O NIENTE Ecco, e se Ranieri giura di non aver mai pensato «Chi me l’ha fatto fare?» («Mai. La Roma l’ho sempre seguita, anche da lontano. Sapevo dove venivo, sapevo che era una situazione eccezionale»), a fine stagione toccherà a Schick ammettere se quel concetto gli ha attraversato la mente, perché questo ottovolante di speranze e delusioni vissute in maglia giallorossa finora gli abbia nuociuto. Perciò, se non ora quando? E poi, dove troverà un altro come Ranieri che, fin dal primo giorno, ha puntato pubblicamente sulla coppia composta da lui e Dzeko? Insomma, a cominciare da domani, meglio non deluderlo. Altrimenti, inizierà davvero «il valzer degli addii». A pensarci bene, proprio come scriveva Milan Kundera.
La Raggi non cita lo stadio ma dice: "Si va avanti"
GAZZETTA DELLO SPORT - PICCIONI - Non ha parlato dello stadio della Roma, Virginia Raggi. In una giornata da corrida nell’aula Giulio Cesare, con le opposizioni scatenate nel chiedere le sue dimissioni e la seduta ripetutamente sospesa, la Sindaca ha preferito tenere da parte Tor di Valle. Anche se in quel «noi vogliamo andare avanti e lo faremo come sempre a testa alta, abbiamo gli anticorpi per resistere a questi attacchi e lo abbiamo dimostrato», le parole con cui ha introdotto il dibattito in Campidoglio, c’è probabilmente anche il progetto stadio. Su cui, dopo l’inchiesta «congiunzione astrale» con l’arresto del presidente dell’assemblea capitolina Marcello De Vito, sono in corso le «verifiche», la cosiddetta due diligence, per scongiurare il pericolo che alcuni atti amministrativi possano risultare inquinati.
DA UN’ALTRA PARTE A tornare alla carica sul no a Tor di Valle sono stati invece Cristina Grancio e Stefano Fassina, i due consiglieri che hanno firmato una proposta di delibera per «l’annullamento dell’interesse pubblico». Per ora il documento si trova all’attenzione dei Municipi, ma alla fine del prossimo mese potrebbe arrivare in Aula. «Secondo noi prima della variante urbanistica». I due precisano che nella proposta, al secondo punto c’è l’invito ad individuare un’altra area per la costruzione della stadio giallorosso. «E nel dibattito porteremo anche degli amministrativisti super partes - dice Fassina - per dimostrare che non c’è alcun rischio di risarcimento». Ma è chiaro che uno stop a Tor di Valle significherebbe rifare se non tutto, molto da capo. «Tre anni? Se le cose si fanno bene molto meno», dice la Grancio, che proprio sullo stadio ha rotto con i 5 Stelle. 5 Stelle che il capogruppo Gianluca Pacetti assicura «compatti». Anche se si moltiplicano le voci sulla consistenza della fronda dei dubbiosi pentastellati sul fronte stadio.
NIENTE FIRMA Intanto, l’inchiesta dei pm prosegue. L’avvocato Camillo Mezzacapo, finito in carcere con l’inchiesta «Congiunzione astrale», cerca di smontare le accuse: «De Vito tagliava solo nastri, non aveva potere. E Parnasi l’ho visto solo tre volte in vita mia». Mentre è stato revocato l’obbligo di firma per il consigliere regionale Michele Civita, coinvolto nella prima inchiesta, l’operazione «Rinascimento». Per i pm aveva chiesto una raccomandazione per il figlio a Parnasi. Che aveva però precisato ai pm: «Civita ha fatto sempre gli interessi dell’amministrazione e l’episodio è avvenuto quando la conferenza dei servizi era stata già chiusa».
Allerta alta, ma saranno soltanto 300 i tifosi ospiti
GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - L’Allerta è sempre alta perché i rapporti tra le tifoserie di Roma e Napoli erano e restano molto tesi, e il gemellaggio negli anni del derby del sole è ormai solo un ricordo. All’Olimpico, però, domani non ci sarà il pubblico delle grandissime occasioni, anche se, per come è andata la stagione della Roma, 40mila presenze scarse non sono poche. Le misure di sicurezza saranno importanti, anche se i tifosi del Napoli non arriveranno a 300, nonostante la vendita del settore ospiti fosse vietata ai soli residenti nel capoluogo e provincia (non nella Regione). I cancelli apriranno alle 13, e il consiglio è quello di arrivare in anticipo (pur essendo giorno festivo e con la partita alle 15) perché i controlli agli ingressi saranno accurati e dettagliati. Partita dal sapore speciale per il nuovo Questore Carmine Esposito, che aveva debuttato nel derby e si troverà a dover gestire il suo primo Roma-Napoli, lui che nella città campana è nato e cresciuto.
SICUREZZA Circa 800 gli steward impegnati, stesso numero da parte delle forze dell’ordine, ai tifosi ospiti si raccomanda, come in passato, di non ostentare bandiere e sciarpe nei luoghi di solito frequentati dai romanisti. In ogni caso, Polizia e Carabinieri hanno predisposto un piano di accesso allo stadio per evitare che le due tifoserie entrino in contatto, con ingressi ed uscite dallo stadio separate, sia come percorso che come orari.