E Ranieri prova Zaniolo trequartista
GAZZETTA - ZUCCHELLI - Oggi parlerà in conferenza, domani la partenza per Milano, sabato a San Siro la sfida contro l’Inter. Ieri, invece, giornata di prove a Trigoria per Ranieri, che ha voluto testare Zaniolo trequartista, con Pellegrini arretrato in mediana insieme a Cristante. Per ora sembra questa la soluzione più probabile contro i nerazzurri, a meno che negli ultimi allenamenti Nzonzi non riesca a strappare un posto da titolare. Il francese, assente contro l’Udinese per un’infiammazione al ginocchio, è tornato ad allenarsi in gruppo, così come Olsen, che ha archiviato il fastidio alla spalla. Niente da fare, invece, per Perotti, che continua a lavorare a parte nella speranza di ritrovare una condizione accettabile. L’argentino dovrebbe, in ogni caso, partire per Milano, mentre gli unici assenti, oltre al capitano, dovrebbero essere Santon e Karsdorp. In attacco, oltre a Dzeko, ci sarà El Shaarawy, che ieri su Instagram è stato «accusato» da Strootman di aver messo una foto «da modello». Tanta nostalgia, nel leggere il commento dell’olandese, da parte dei tifosi.
Under ci crede «Niente paura battiamo l’Inter»
GAZZETTA - CECCHINI - avviso ai naviganti. La Roma che si vedrà a San Siro potrebbe essere più a trazione anteriore rispetto al consueto. E tutto questo grazie al ritorno da titolare di Cengiz Under, pronto a scorrazzare sulla destra come farà El Shaarawy sulla sinistra, entrambi un passo dietro a Dzeko nell’ormai classico 4-2-3-1.
L’OTTIMISMO L’attaccante turco, pur immalinconito per le tante occasioni perse dalla squadra durante la stagione, professa ottimismo per la rincorsa Champions. «Abbiamo sbagliato le partite apparentemente più facili e quelli sono tutti punti persi – dice al sito del club –. Le ragioni non le conosco, forse ci è mancata la concentrazione, ma certe sfide dovevamo vincerle. Ora, però, da due settimane abbiamo iniziato a giocare meglio con Ranieri, abbiamo vinto due partite consecutive e dobbiamo continuare così». Under ringhia tutta la sua convinzione. «Dobbiamo solo pensare a un obiettivo ora: vincere contro l’Inter. Vogliamo qualificarci in Champions. Una squadra come la Roma deve sempre qualificarsi per la Champions. Credo che ci riusciremo. In Italia ci sono tante buone squadre e noi siamo tra quelle. Dobbiamo farcela».
LA RIPRESA La voglia del turco, forse, è anabolizzata dal ritorno in campo dopo aver vissuto il primo, vero infortunio della carriera, che gli è costato circa due mesi di stop. «È stato un momento duro, il più difficile da quando sono qui. Mi sono fermato per un po’ e ora sto lavorando ancora di più, anche extra-campo. L’anno scorso nella seconda parte della stagione ho dimostrato chi sono, so cosa posso fare. Ho grande fiducia nei miei mezzi e in quelli della squadra. Adesso sto bene. Spero di giocare tutte le partite, ho ripreso minuti nelle gambe, ho voglia di segnare di più e di dare il mio contributo ai compagni». Magari già da sabato contro l’Inter.
Stadio, tentazione M5S: “Ripetere il voto in aula”
IL MESSAGGERO - DE CICCO - La tentazione, nel Movimento 5 Stelle, c’è: rimettere ai voti la delibera che ha attribuito il «pubblico interesse» al controverso progetto stadio. Una mossa che, di fatto, riavvolgerebbe il nastro a due anni fa, indietro tutta fino al giugno 2017, quando la maggioranza stellata rilasciò, tra mal di pancia e distinguo nelle concitate riunioni interne, un via libera preliminare all’operazione Tor di Valle. La prima, clamorosa inversione a U rispetto a quanto promesso in campagna elettorale - fino al 2016 il M5S parlava di «speculazione» e di progetto «non migliorabile, da bocciare e basta», Marcello De Vito dixit - una giravolta che tante seccature, per usare un eufemismo, ha causato all’amministrazione grillina, tra grane giudiziarie e il divorzio con la base.
Il fatto è che quella delibera, all’epoca, venne messa in votazione da De Vito, il presidente dell’Assemblea capitolina finito agli arresti il 20 marzo, con l’accusa di corruzione proprio per avere favorito Parnasi nell’affare dello stadio. Prende corpo allora l’idea di resettare tutto. Ripartire da lì, dal voto del provvedimento, senza che De Vito, ancora in custodia cautelare, conduca i giochi sul pallottoliere. Altrimenti su tutto l’iter di approvazione, si ragiona nel Movimento, potrebbe allungarsi l’ombra di quel vizio originario.
La voce di un voto bis vortica da giorni nei corridoi di Palazzo Senatorio. E la conferma al Messaggero Donatella Iorio, grillina di ferro e presidente della Commissione Urbanistica del Campidoglio: «Ci stiamo ragionando, c’è la possibilità che la delibera sul pubblico interesse venga votata nuovamente», rivela al telefono, proprio perché il vecchio provvedimento era stato «messo ai voti da De Vito».
Se i grillini giocassero questa carta, per il progetto la strada si farebbe ancora più impervia. Intanto perché una seconda conta in Aula Giulio Cesare, dopo l’inchiesta per tangenti e il parere del Politecnico che ha parlato di «impatto catastrofico” sulla viabilità di Roma Sud, potrebbe avere esiti tutt’altro che scontati. E poi perché slitterebbe la variante urbanistica, già congelata da un anno. «La variante è uno step successivo; in caso, sarebbe discussa solo dopo il pubblico interesse», riflette Iorio.
IL NUOVO PARERE - Oggi intanto in Commissione Urbanistica arriva la delibera per l’”annullamento” del pubblico interesse, portata avanti da Cristina Grancio, la dissidente espulsa dal M5S per non avere cambiato linea su Tor di Valle. La proposta, firmata anche da StefanoFassina, era stata discussa lunedì in Commissione Sport, ma all’ultimo la maggioranza ha fatto slittare il voto. Nella Commissione presieduta da Iorio, invece, la conta ci sarà. Ma non dovrebbero esserci sorprese: i grillini già da ieri sbandieravano il «parere contrario» del dipartimento Urbanistica, che ha giudicato «inesatta» la formulazione di Grancio. «A questo punto non possiamo che votare contro», spiega Iorio. Grancio, in Commissione Sport, aveva invece letto un altro parere, quello fornito dall’Avvocatura due anni fa, in cui si diceva che «la scelta di realizzare un impianto del tutto nuovo in un’area non edificata richiede un’adeguata motivazione» e che «in caso di mancata motivazione, il procedimento è a rischio annullamento». Come «nella deliberazione in esame», cioè Tor di Valle, dove «la questione non viene minimamente trattata».
Conte: “Non ho deciso, ma andró dove mi convince di più il progetto”
IL MESSAGGERO - CARINA - «Non so ancora dove andrò l’anno prossimo. Una cosa è certa: sarò in una squadra che ha un progetto che mi convince». Parole, quelle rilasciate da Antonio Conte, ospite di ‘E poi c’è Cattelan’ in onda stasera ( 21,15 su Sky) che si vanno ad incastrare in un contesto dove il domino tanto atteso degli allenatori in serie A rischia di essere meno radicale di quanto si pensava. Soprattutto se Agnelli e Allegri dovessero dare seguito ai propositi post-Ajax di restare insieme ancora un anno alla Juve. Con la panchina del Real occupata in corsa da Zidane, per il tecnico salentino rimarrebbero le due milanesi (soprattutto l’Inter), il BayernMonaco e... la Roma. Il problema, come ribadito in tv, è convincerlo. Non tanto con l’ingaggio, certamente importante, quanto con il progetto. La palla passa dunque a Pallotta che tempo fa, congedandosi da Monchi, dichiarò di esser rimasto deluso perché l’ex ds non lo aveva accontentato, avendo richiesto «preparatori e tecnico di primo livello». Ora ha la possibilità di agire in prima persona. O appoggiarsi a dirigenti (Petrachi) che sarebbero il passe-partout ideale per arrivarci. Basta convincerlo: impresa non facile. Per questo motivo, rimane vivo il pressing su Sarri. Intanto Massara è rientrato da Boston. A fine stagione Totti diventerà responsabile tecnico. Non direttore tecnico. Praticamente lo stesso ruolo attuale (collante tra dirigenza e squadra) ma ufficializzato dal club.
Claudio & Lucio, chi si rivede
IL MESSAGGERO - ANGELONI - L'uno andò via per far posto all'altro. Lucio out, Claudio in. E la Roma sognò. Oggi i sogni sono diluiti per entrambi, Spalletti da una parte e Ranieri dall'altra, due allenatori che un qualcosa di giallorosso nella loro vita ce l'avranno sempre, se non altro per aver sfiorato tutti e due lo scudetto a Roma. Oggi sono su due panchine diverse, che domenica saranno vicine, a San Siro, dove anche Ranieri ha allenato, qualche anno fa, quando qui c'era la rifondazione americana e il tecnico della Roma si chiamava Luis Enrique. Spalletti e Ranieri hanno qualcosa in comune alla fine: uno ad esempio, Claudio, ha allenato il Chelsea, Lucio invece l'ha solo ambito; un'altra storia in comune, roba dei giorni d'oggi, che entrambi hanno sulla testa l'ombra lunga di Antonio Conte. A Ranieri, questo, interessa poco, è arrivato a Roma sapendo che l'incarico era a termine (poi non si sa mai), mentre Spalletti questa ombra non la gradisce, perché la panchina nerazzurra la vuole difendere con le unghie. Cosette in comune, ma se li guardi, li studi, ti accorgi che sono diversi, lontani, quasi opposti. Ora antagonisti. Uno, Ranieri, si comporta da lord inglese, sa sempre quello che deve dire, con le pause giuste, con i riferimenti corretti, e come dirlo, toni, sorrisi sempre da dispensare; l'altro si agita nelle polemiche, le subisce, le respinge, le lotta, le sconfigge (non sempre), sia a Roma sia a Milano.
L'AGGIUSTATUTTO - L'aggiustatore Ranieri è venuto a Roma - di nuovo, proprio come Spallettiuna decina di anni dopo - per aggiustare e sabato a San Siro ha quasi la possibilità di completare la riparazione: vincendo in casa dell'Inter si ritrova improvvisamente vicino il terzo posto, quanta grazia. E Lucio, invece, se ne vuole andare in fuga, possibilmente dando un bel calcione alla Roma, che nella sua seconda avventura, forse, non lo ha capito. O magari non si è spiegato bene, chissà. Piccoli rancori. Tra i due non ci sono troppi precedenti sul campo, solo quattro, in serie A e sempre scontri tra Roma e Juve (tre successi per i bianconeri di Ranieri e un pareggio). Era la Roma del primo Spalletti (che spettacolo, quella) ed era la Juve rinnovata e in ripartenza del post Calciopoli, non un granché: biennio 2007-2009. Sono passati poco più di dieci anni dall'ultima volta che si sono scontrati, eravamo all'Olimpico, passa con un treno la Juve di Ranieri sulle macerie di una Roma spallettiana dilaniata dagli infortuni (succedeva anche all'epoca): lo storico 4-2-3-1 era rinforzato dall'esordiente Filipe, da Tonetto alto a sinistra, da Loria al centro della difesa. In panchina, tanto per far capire la disgraziata serata: Artur, D'Alessandro, Malomo, Brosco, Stoian, Crescenzi e Montella. Finisce 4-1, reti di Iaquinta, pari illusorio di Loria, quindi ancora Iaquinta, Melberg e Nedved. Era il 21-marzo 2009, appunto dieci anni fa. Male per la Roma e Spalletti anche all'andata: 2-0 - Del Piero e Marchionni - per la Juve e tutti a casa. Nell'anno precedente, spettacolo vero all'Olimpico: Roma, bellissima, rimonta la rete di Trezeguet con una doppietta di Totti e nel finale gol beffa di Iaquinta. Unico pari di Spalletti, che perderà la sfida di ritorno di quella stessa stagione (2007-2008), 1-0, Del Piero. In comune, oggi, un'altra cosa ce l'hanno: il modulo. Quel 4-2-3-1, marchio di fabbrica di Spalletti, usato ora anche da Ranieri, cultore invece del 4-4-2. Ieri l'allenatore della Roma ha provato Pellegrini al fianco di Cristante nei due di centrocampo. Questo apre la strada all'ipotesi di rivedere un attaccante (Under o Kluivert) alto a destra, con Zaniolo trequartista.
Mancini: "Sono più le voci di mercato che i fatti. Devo rimanere concentrato sul presente"
Gianluca Mancini, difensore dell'Atalanta ma proveniente dal vivaio della Fiorentina, è stato intervistato il giorno del suo 23esimo compleanno e parla così dei prossimi due impegni dei nerazzurri tra il posticipo di campionato di lunedì e la partita decisiva per l'accesso alla finale di coppa Italia in programma il 15 maggio a Roma:
"Né Gasperini né noi giocatori facciamo calcoli, perché non possiamo affrontare il Napoli pensando alla semifinale di ritorno di Coppa Italia con la Fiorentina tre giorni dopo".
Turnover?
"Decide l'allenatore chi gioca. Si affronta una gara per volta, sperando di esserci tenuti in canna con l'Empoli i gol per questi due scogli cruciali per i nostri obiettivi. Lunedì ci sono andato vicino anche io, soprattutto con quel colpo di testa: purtroppo ho sbagliato. Ci terrei a rifarmi con la Fiorentina. Coi cinque già fatti in A in questa stagione ho raggiunto un piccolo traguardo stagionale ma il regalo che vorrei me lo tengo per me per scaramanzia. A segnare e a far segnare ci pensano Gomez, Ilicic e Zapata".
Da tempo, è al centro di voci di mercato che lo vorrebbero soprattutto vicino alla Roma ma lui smentisce:
"Sono più le voci e gli articoli che i fatti, devo rimanere concentrato sul presente per costruirmi il futuro. Dobbiamo finire bene tutti l'annata, poi si vedrà. Ma non c'è ancora nulla di concreto".
Sprint finale che vale più di un posto Champions
INSIDEROMA.COM - MASSIMO DE CARIDI - La Roma è ad un bivio. Inutile recriminare sui tantissimi punti persi con le squadre in lotta per non retrocedere (compresi i 2 persi in casa col Chievo ormai di nuovo in B), questo è "l'ora de mostrà quanto valemo" cantava Lando Fiorini nel primo inno dedicato ai giallorossi.
La vigilia di Pasqua sarà un'occasione importante per gli uomini di Ranieri: dimostrare di che pasta sono fatti, dopo le 2 vittorie contro Sampdoria in trasferta e con l'Udinese in casa che hanno risollevato anche il morale dell'ambiente, che vedeva questo finale di stagione come l'ennesimo anno buttato. Invece proprio le ultime due partite hanno riconsegnato qualche speranza, anche in concomitanza dei risultati di Lazio ed Atalanta, che ora sono dietro alla Roma e con il Milan quarto ma ad un solo punto di distacco.
La sfida di San Siro con l'Inter sarà lo spartiacque di queste 6 giornate che mancano alla chiusura dei giochi. La Roma sarà priva del suo faro De Rossi ed il suo sostituto potrebbe esser nuovamente Nzonzi, giocatore più deludente della campagna acquisti dell'ex ds romanista Monchi. Forse, sarebbe il caso di dare fiducia alla coppia italiana formata da Lorenzo Pellegrini e Cristante, che non ha sfigurato nella mezz'ora in cui i 2 hanno giocato insieme in mediana contro i friulani.
Sulla trequarti, Zaniolo potrebbe finalmente tornare a giocare dietro Dzeko in posizione centrale, dove ha mostrato le cose migliori e con El Shaarawy ed il ristabilito Under sugli esterni a supporto dell'attaccante bosniaco.
In difesa, tornerà Kolarov sulla sinistra dopo il turno di squaifica e dovrebbe rivedersi Florenzi sul lato opposto dal primo minuto, viste le contemporanee assenze per infortunio di Karsdorp e Santon. Confermatissimo Manolas, certamente il migliore della retroguardia giallorossa e con Fazio al suo fianco, che si spera possa replicare le prestazioni fornite nelle ultime uscite, dopo una stagione nettamente al di sotto delle sue annate precedenti in maglia giallorossa.
La porta dovrebbe esser difesa ancora da Mirante, ormai titolare a tutti gli effetti dopo le pessime prestazioni di Olsen dopo la splendida partita contro il Bologna.
Il finale di stagione della Roma farà da spartiacque al futuro. La possibilità, ancora meno remota, è che la società capitolina la prossima estate non avrà il budget garantitole dall'accesso alla fase a gironi di Champions League, come capitatole nelle ultime 5 stagioni (escluso l'anno in cui venne eliminata dal Porto ai preliminari) ed è ancora alla ricerca di un direttore sportivo o direttore tecnico, nel caso in cui Massara venisse confermato nel ruolo di ds ma anche del futuro allenatore.
Per il ruolo di ds o dt la rosa si è ristretta a 2 nomi, eccezion fatta appunto la soluzione interna che potrebbe permettere a Totti di diventare di direttore generale e sono: Gianluca Petrachi e Luis Campos. Il primo è l'attuale direttore sportivo del Torino ed Urbano Cairo non ha nessuna intenzione di farlo partire un anno prima della scadenza del suo contratto, nonostante vi sia qualche dissidio interno ed il secondo è quello caldeggiato da Franco Baldini, che vorrebbe il ds del Lille alla Roma ma anche qui la dirigenza del club francese ha posto un forte veto. Questa seconda soluzione avrebbe anche diverse controindicazioni: la prima è che Campos sarebbe il secondo direttore sportivo straniero consecutivo dopo il fallimento di Monchi e la seconda è che non si trasferirebbe in Italia ma resterebbe a Montecarlo per motivi personali. Insomma, la Roma avrebbe i 3 massimi dirigenti sparsi per il mondo: il presidente negli USA, il consigliere principe in Inghilterra ed il direttore sportivo o tecnico a Monaco, non proprio ciò che si augurano i tifosi, che vorrebbero un rapporto più diretto con la proprietà.
Poi, ci sarebbe pure da sistemare la questione allenatore. Da qualche settimane, il nome di Claudio Ranieri ha preso punti, soprattutto perché sta facendo ciò che gli riesce meglio: "normalizzare" gli ambienti complicati. L'attuale tecnico giallorosso viene ben visto da buona parte della stampa e della tifoseria ed al netto di scelte simili alle precedenti che poco o nulla hanno regalato, come quelle che porterebbero a Gasperini o a Giampaolo, allora il mister testaccino sarebbe preferibile.
Se invece si tentasse "il grande colpo", il nome sulla bocca di tutti sarebbe quello di Antonio Conte ma sembrerebbe che sull'ex trainer di Juve e Chelsea sia in netto vantaggio l'Inter anche se Totti sta provando a fare opera di convincimento. L'alternativa più plausibile sarebbe quella di Maurizio Sarri, amico di vecchia data di Baldini e che è in rotta con i Blues. Ci sono altri 2 allenatori entrati nel novero dei "papabili" ma anche i più "fantasiosi" e sono quelli di Rino Gattuso e Josè Mourinho. Il primo ha smentito ogni contatto e vorrebbe proseguire in rossonero ed il secondo è il più affascinante ma anche il più costoso ed il suo arrivo significherebbe la svolta totale nella storia della Roma americana: addio al trading per provare a vincere subito.
Champions League. Tottenham e Liverpool in semifinale
Il Tottenham vola in semifinale di Champions dopo 57 anni, in una gara indimenticabile. All'Etihad Stadium di Manchester, City avanti con Sterling (4'), gli Spurs ribaltano la partita con la doppietta di Heung-Min Son (7' e 10'). Immediata risposta dei Cityzens, che si portano sul 3-2 con Bernardo Silva (11') e Sterling (21'). Agüero fa il 4-2 al 59', poi il Var convalida il 4-3 di Llorente (73') e nega il tris a Sterling. Il Tottenham sfiderà l'Ajax in semifinale. - Niente rimonta per il Porto. Il Liverpool vince anche la gara di ritorno dei quarti di Champions League per 4-1 e vola in semifinale. I Reds sbloccano il risultato al 26’, con Sadio Mané che insacca in rete l’assist di Salah; l’egiziano firma il raddoppio al 65’. Militao segna il gol della bandiera, prima del tris di Firmino al 77’ e il definitivo 4-1 di van Dijk (84’). La formazione di Klopp affronterà il Barcellona di Messi tra due settimane.
Skriniar: “Contro la Roma dobbiamo vincere per andare a +9”
Milan Skriniar, ha parlato in vista della prossima gara contro la Roma ai microfoni di Sky Sport. Queste le sue parole all’emittente satellitare:
“Abbiamo una partita importantissima davanti, bisogna vincere assolutamente. Se vinciamo andiamo a +9 dalla Roma e sarà ancora meglio. Anche il Milan ha perso tanti punti anche se adesso si sono ripresi. Noi abbiamo sbagliato la partita in casa contro la Lazio, si poteva vincere anche contro l’Atalanta. Ma questo è il passato e dobbiamo guardare avanti. Dzeko è un attaccante forte, lo dico sempre. Fisicamente forte, ha un grande tiro, dobbiamo stare attenti e concentrati“.
Serie A. La Lazio vince 2 a 0 nel recupero contro l'Udinese
Tutto facile per la Lazio nel recupero della 25esima giornata contro l'Udinese. All'Olimpico finisce 2-0, con entrambe le reti nel primo tempo. La squadra di Simone Inzaghi sale così a quota 52 punti, a 3 lunghezze dal Milan quarto. Per i friulani la strada verso la salvezza è invece ancora lunga. Sullo 0-0 i biancocelesti corrono un unico spavento quando al 20' Badu di testa colpisce la traversa sul cross di De Paul. Poi sino all'intervallo è un monologo: un minuto dopo sblocca Caicedo su invito di Immobile, con un bel sinistro rasoterra. Al 24' il raddoppio da corner: Milinkovic allunga, Musso va a vuoto e Sandro devia nella propria porta. L'Udinese non reagisce, Maresca annulla con l'ausilio del Var il tris di Acerbi prima del riposo per fallo di mano di Milinkovic. Nella ripresa l'Udinese almeno ci prova. La grande occasione per riaprire la gara gli ospiti l'hanno al 51', ma De Paul si fa parare da Strakosha il rigore concesso per fallo di Lulic su Lasagna. La Lazio tiene bassi i ritmi e porta a casa senza troppa sofferenza 3 punti fondamentali per credere ancora nel sogno Champions.
Gagliardini: "Con la Roma vale doppio perché è una diretta rivale. Dobbiamo tenere il distacco invariato con le inseguitrici"
Roberto Gagliardini, centrocampista nerazzurro, è stato intervistato da Inter Tv a 3 giorni dalla sfida con la Roma. Queste le sue dichiarazioni:
"È una di quelle partite che vale doppio perché la Roma è una diretta rivale quindi vincere sabato vorrebbe dire prendere punti ai giallorossi che sarebbe un grande vantaggio. Poi abbiamo anche la Juventus che è un'altra sfida importante a cui penseremo sicuramente da settimana prossima".
Sui due big match a San Siro a una settimana di distanza:
"Sono due tappe fondamentali, sarà importantissimo partire bene sabato con la Roma però mancano sei partite e bisogna giocarle tutte al meglio e cercare di fare più punti possibili. Le squadre dietro corrono e dobbiamo tenere invariato fino alla fine questo piccolo vantaggio che ci aiuta a livello di classifica e che dovremo gestire al meglio. Dobbiamo scendere in campo con l'idea di vincere e di fare risultato".
Infine sullo stato di forma dei giallorossi: "La Roma ha avuto delle difficoltà durante l'anno, poi c'è stato il cambio di allenatore ma nelle ultime due partite hanno fatto risultati positivi quindi sicuramente c'è da stare attenti".
In caso di addio ad Allegri, la Juve ripensa a Conte
Massimiliano Allegri sarà il tecnico della Juventus anche il prossimo anno. Questo quanto comunicato dallo stesso mister bianconero subito dopo l'eliminazione dai quarti di finale di Champions League della squadra di Torino per mano dell'Ajax, che aveva detto ai microfoni di Sky Sport:
"Due giorni fa mi sono incontrato con il presidente e gli ho comunicato la decisione di restare, nei prossimi giorni ci incontreremo per programmare il futuro".
Le voci dall'Inghilterra, però sono altre. Se le cose tra la Juve ed Allegri dovessero mettersi male, Andrea Agnelli avrebbe già la soluzione alternativa: il ritorno di Antonio Conte. Per il momento si tratterebbero di colloqui per sondare la disponibilità dell'ex Chelsea. Questo è quanto fa sapere skysports.com.