Castan: "Avrei voluto tornare alla grande con la Roma. Sentivo la maglia come una seconda pelle"
Leandro Castan, ex difensore della Roma oggi al Vasco Da Gama, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Centro Suono Sport per parlare dei giallorossi:
“Sono a Rio, al Vasco, una squadra importante che sta lottando per rinascere dopo alcuni problemi avuti dal club in questi anni, sono felicissimo di questa avventura. Ho ritrovato il calcio brasiliano dopo alcuni anni, tatticamente e fisicamente il nostro calcio è cresciuto tanto, chiaramente in Italia si gioca un calcio di un livello superiore, ma siamo cresciuti tanto. L’esempio è Paquetà che appena arrivato in Italia al Milan si è subito adattato alla grande”
Dopo una grande annata con Garcia, a Empoli ci fu l’inizio del tuo calvario, come hai vissuto quell'esperienza incredibile che ti ha visto però vincere la tua battaglia e tornare in campo?
“Mi vengono i brividi ripensandoci: fu un momento molto difficile della mia vita e della mia carriera. Quel problema arrivò nel mio miglior periodo della carriera, avevo appena rinnovato il contratto con la Roma, insieme a Benatia avevamo fatto un campionato importante, potevamo lottare e battere la Juve perché c’eravamo rinforzati. Grazie a Dio, sono riuscito a tornare a giocare, non era facile. Ho tenuto per me quella vicenda, non volevo che nessuno mi compatisse, volevo essere considerato come tutti gli altri, ho vinto una battaglia difficile, avrei voluto tornare a giocare alla grande con la Roma, ma ho capito che avevo perso tanto tempo, il ritmo di gioco. Sono contento di aver trovato continuità qui in Brasile. Mi dispiace non aver potuto continuare a dare me stesso alla Roma, perché sentivo la maglia come una mia seconda pelle”
Che cosa è mancato alla Roma di Garcia per vincere lo Scudetto o un altro trofeo?
“Credo che sia mancata solo continuità: è andato via Benatia, io mi sono fermato, si è fatto male Strootman, Maicon è sceso di livello rispetto all'anno prima. E’ mancata la fortuna e i giocatori importanti che c’erano nel primo anno di Garcia, poi sono venuti meno, peccato perché era una grande Roma”
Il tuo ricordo di Garcia?
“Ho solo ricordi positivi per lui, è stato un grande con me, ho capito che lui mi ha voluto tanto bene e mi preservava, perché vedeva che il vero Castan non era ancora pronto per tornare. Era difficile per me non giocare, ma dopo alcuni anni ho capito che non poteva fare altrimenti. Dentro la Roma nessuno era passato in una situazione del genere, un intervento al cervello per un giocatore. Mi dispiace tantissimo che dopo la partita col Verona con Spalletti, non ho trovato spazio. Poi sono andato a Torino, poi a Cagliari, non so dire se avessi giocato 10 partite di fila avrei potuto fare di meglio. La Roma lottava per lo Scudetto, non poteva darmi spazio, non sono arrabbiato con nessuno, devo solo ringraziare tutti. Mi sono solo arrabbiato con Spalletti che mi disse che non potevo più giocare alla Roma andai a Torino e sfogai la mia rabbia in quell'esultanza, poi però chiarimmo tutto.”
Che coppia con Benatia…
“Con Mehdi ci trovammo subito bene, perché avevamo l’ambizione di vincere sempre e non prendere gol. Non c’erano grandi segreti: uno marcava all'uomo e l’altro si staccava. Negli allenamenti Garcia diceva a tutti ‘tranquilli che dietro ci sonoBenatia-Castan, che marcano 5 giocatori’. Giocavamo anche a campo aperto, con grande tranquillità, eravamo una coppia fortissima”.
Nel tuo primo anno c’era da correre molto con mister Zeman…
“Era troppo diverso per quello che ero abituato, arrivavo dal Brasile dovevo inserirmi nel calcio italiano, ogni allenatore ha le sue idee e l’ho sempre rispettato. Io credo che lui sbagliò a creare un ambiente troppo pesante nel corso degli allenamenti, arrivai dalla Libertadores senza fare la prima parte della preparazione. Trovai una squadra disunita: quando perdevamo non facevamo il suo gioco, quando vincevamo facevamo il suo gioco, nel nostro primo anno non c’era unione d’intenti, cosa che si è materializzata l’anno dopo”
Consiglieresti a Pallotta di riportare a Roma Walter Sabatini?
“Al 100% consiglierei alla Roma di riportarlo a Roma: non ho mai conosciuto un direttore sportivo più forte di lui, è bravissimo in quello che fa, è un numero uno, ama tanto la Roma, conosce bene l’ambiente. Ho seguito la Roma in questo ultimo periodo, credo che dopo questi problemi avuti dalla squadra, Sabatini sarebbe l’uomo perfetto per ricostruire la Roma e riportarla in alto”.
Ti senti ancora romanista?
“Si come no, appena finisce la stagione qui a dicembre mi farebbe piacere venire a Roma per vedere una partita all’Olimpico”
Totti dirigente e De Rossi allenatore nel futuro della Roma?
“Tanta roba (ride ndr). Amano la Roma, hanno fatto la storia della Roma, hanno giocato tutta la vita lì, Totti come dirigente lo vedo benissimo, è il ruolo perfetto per lui. Daniele ha tutto per diventare un grandissimo allenatore, tatticamente è intelligente, giocare con lui era facilissimo, ha una personalità incredibile per gestire lo spogliatoio”
Primavera, Greco: "Nasco come terzino, ma mi esprimo al meglio da mezz'ala"
Freddi Greco, giocatore della Roma Primavera, ha rilasciato un'intervista a Roma TV. Di seguito le sue dichiarazioni:
18 anni ma ancora niente patente?
"Sì, me la sto prendendo con calma, presto mi metterò a studiare per prenderla".
Le tue origini?
“Ho vissuto fino a tre anni in una casa famiglia in Madagascar, poi sono arrivati i miei genitori adottivi che mi hanno portato qui”.
Quando hai saputo dell'adozione?
“Sinceramente non ho molti ricordi del momento in cui mi hanno adottato. Mi hanno spiegato tutto quando avevo dieci anni e sono stato contento, perché so che eravamo in difficoltà io e mio fratello e sapere che due persone ci hanno voluto bene e ci hanno adottato è bello”.
Sui genitori adottivi.
“Devo tutto a loro. Spero un giorno di regalargli la gioia di vedere un figlio sul campo dell'Olimpico. Hanno fatto molti sacrifici per me, standomi vicino nei momenti difficili come l'infortunio al ginocchio”.
C'è stato un ritorno in Madagascar?
“No, ancora no, ma sto organizzando con mio fratello e, se possibile, anche con i miei genitori di tornare”.
Cosa senti di tuo del Madagascar?
“Il sangue che scorre dentro di me è sia italiano che del Madagascar. Le mie doti calcistiche ed atletiche vengono da lì, poi le ho sviluppate crescendo”.
Sui ruoli ricoperti?
“Ho fatto un po' di tutto, mi manca solo il portiere (ride, ndr), ma non credo di cavarmela male tra i pali”.
Tanta duttilità, ma c'è un ruolo che prediligi?
“Sinceramente da mezz'ala mi riesco ad esprimere di più al livello di inserimenti e gioco. Nasco come terzino e molti mi dicono che posso fare bene sulla fascia, ma a me interessa principalmente giocare”.
Giocare in diversi ruoli porta più vantaggi o svantaggi?
“Credo più vantaggi perché ti permette di avere più possibilità di giocare, ma rischia di essere svantaggioso perché ti porta a dover ricordare molti dettami tattici differenti”.
Sul primo gol in Primavera?
“È stato un po' fortunoso, ma nel calcio ci vuole”.
9 anni di settore giovanile con la Roma, ricordi il giorno in cui ti hanno detto dell'interesse dei giallorossi?
“Sì, tornando da scuola i miei genitori mi hanno detto che mi volevano parlare, pensavo di aver fatto qualcosa di male, ma invece mi hanno detto che era arrivata una mail dalla Roma che mi convocava per il provino. Mi stavo per mettere a piangere”.
Il giorno del provino?
“Ero molto emozionato. Tutti i bambini che erano lì dicevano di essere attaccanti, allora ho detto di essere difensore, anche se in realtà alla scuola calcio giocavo in attacco”.
Sulla vittoria del campionato dello scorso anno.
“Il coronamento di un sogno, spero di poter vincere anche con la Primavera. Siamo una squadra molto forte, anche se non lo dimostriamo sempre, ma possiamo dire la nostra”.
Allenamento Napoli, iniziata oggi la preparazione in vista della Roma
Il Napoli ha ripreso gli allenamenti in vista del prossimo impegno di campionato contro la Roma, in programma domenica 31 marzo alle ore 15 allo stadio Olimpico. La squadra ha svolto la sessione divisa in due gruppi: prima torello poi lavoro tecnico. La sessione si è conclusa con esercitazioni su sviluppo di gioco e tiri in porta. Lo riporta sscnapoli.com.
Il PSG vince il ricorso contro l'accusa di violazione del FFP relativo al 2015-2017
Il Psg vince contro l'Uefa: il Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna ha infatti dato ragione al club parigino, annullando la decisione della Federcalcio europea che voleva tornare ad investigare sui conti della società transalpina nel triennio 2015-2017. Il Tas ha quindi dichiarato chiuso il processo aperto dall'Uefa contro il Psg per il mancato rispetto del Fair Play finanziario.
Il ricorso del Psg era riferito alla riapertura, da parte del Comitato di Controllo Finanziario dell'Uefa, nel settembre 2018, del dossier (chiuso a giugno) sugli investimenti fatti nell'estate del 2017 e che portarono tra gli altri al Parco dei Principi Neymar e Mbappé. Per il Tas, insomma, il caso è definitivamente archiviato e non c'è alcuna necessità di aprire nuovi procedimenti.
La Roma sul giovane Lonwijk del PSV Eindhoven
Justin Lonwijk, centrocampista offensivo del PSV Eindhoven, ha attirato l’attenzione di più club europei.Il classe ’99 è in scadenza in estate con il club olandese: la società vorrebbe rinnovare il contratto ma per il giovane l'Eintracht Francoforte ha già preso contatti. Poi Bielsa lo sta studiando per il suo Leeds United mentre in Italia sono in fase iniziale i contatti con la Roma. Lo riporta tuttomercatoweb.com.
Faggiano: "Io accostato a Roma e Fiorentina? Fa piacere ma il Parma è il Parma"
Daniele Faggiano, direttore sportivo del Parma, è stato intervistato dal portale tuttomercatoweb.com in occasione della consegna del premio La Clessidra a Sansepolcro. Questo uno stralcio del suo intervento in merito al suo futuro:
"I rumors fanno piacere ma allo stesso tempo possono creare un po' di scompiglio. A me non lo creano perché io vengo dalla strada e cerco sempre di fare un gradino alla volta. Adesso io ho un contratto col Parma e sto bene a Parma. La piazza è esigente e vuole fare sempre meglio, la società è ambiziosa. Sono fortunato perché con la società siamo moto uniti".
Io accostato a squadre come Roma e Fiorentina?
"Fa piacere, è normale, ma il Parma è il Parma".
Floccari: "Contenti di aver ottenuto una vittoria prestigiosa contro la Roma ma le altre continuano a vincere"
Sergio Floccari, attaccante della SPAL, è stato intervistato dal portale tuttomercatoweb.com in occasione della consegna del premio La Clessidra a Sansepolcro. Questo il suo pensiero in merito alla vittoria contro la Roma:
"Adesso stiamo entrando nella fase finale della stagione dove le partite contano sempre di più, siamo contenti di aver ottenuto una vittoria prestigiosa contro la Roma. Vediamo però che anche le altre vincono, quindi siamo consapevoli che sarà ancora difficile, tutte le squadre sono determinate".
InsideRoma Daily News | Manolas lascia il ritiro della Grecia e rientra a Trigoria per le terapie. Vicino il rinnovo di El Shaarawy, congelato quello di Zaniolo
NOTIZIE DEL GIORNO | 19 marzo 2019
QUI ROMA
La Roma tornerà ad allenarsi sui campi di Trigoria domattina alle 11. La squadra, senza i nazionali, inizierà la preparazione in vista della sfida contro il Napoli.
Stephan El Shaarawy, attaccante della Roma, sarebbe ormai prossimo al rinnovo contrattuale con la società capitolina. Il Faraone, in scadenza di contratto a giugno 2020, dovrebbe arrivare a percepire un ingaggio da quasi 3 milioni a stagione.
Nessun passo avanti, invece, per il rinnovo di Nicolò Zaniolo. Il contratto del centrocampista ex Inter scade il 30 giugno 2023 ma con l'ex ds Monchi si era parlato di accelerare le trattative in questo mese e l'addio dello spagnolo ha ovviamente fermato le cose. In ogni caso, l'entourage di Zaniolo aspetta una chiamata della società, facendo leva sulla promessa di riparlarne comunque a fine stagione, prolungando l'accordo di un anno e adeguando lo stipendio del numero 22.
Kostas Manolas, valutato non idoneo dalla nazionale greca per disputare i match di qualificazione di Euro 2020, è rientrato nella Capitale per recuperare dall'infortunio al polpaccio. Il difensore giallorosso è andato a Trigoria e ha fatto fisioterapia e poi palestra per provare ad esser in campo il 31 marzo contro il Napoli. Diverso il discorso per Aleksandar Kolarov, rimasto nel ritiro della nazionale serba. Il terzino salterà la partita con la Germania ma punta ad essere in campo per la sfida contro il Portogallo.
Steven Nzonzi avrebbe attirato l’interesse dell'Olympique Marsiglia ma per ora siamo a dei timidi sondaggi. Al 31 dicembre 2018 Nzonzi era a bilancio per 26,648 milioni di euro, dunque, considerando l'ammortamento che il suo cartellino avrà da qui al 30 giugno, se la Roma vuole cedere il giocatore a titolo definitivo, per non realizzare una minusvalenza dovrà farlo ad almeno circa 25 milioni di euro.
Roma, santa sosta!
INSIDEROMA.COM - SARA BENEDETTI - Sei mesi, era il tempo da cui la SPAL non vinceva in casa. Eppure così è, a Ferrara i padroni di casa si impongono per 2-1 per una Roma nuovamente irriconoscibile, o forze fin troppo riconoscibile nella continua disorganizzazione di questa stagione. Ora per fortuna è il momento della sosta, con i giallorossi che a fine mese incontreranno tra le mura amiche il Napoli. Una pausa per leccarsi le ferite e provare a recuperare i pezzi da novanta. Trigoria si svuota col richiamo delle nazionali, ma tra chi è destinato a fare un viaggio di andata e ritorno immediato e chi rimarrà direttamente nell'affollata infermeria della capitale il lavoro certo non mancherà. Ranieri spera di ritrovare per la sfida col Napoli i titolarissimi che finora non ha potuto nemmeno allenare, in primis De Rossi, Pellegrini e Manolas, tutti alle prese con guai muscolari che dovrebbero risolversi in queste due preziose settimane. Kolarov ha saltato la SPAL per colpa di un'infiammazione alla cicatrice di una vecchia lesione al flessore, dovrebbe comunque andare in Serbia, farsi controllare dai medici e tornare indietro per curarsi al Bernardini. Stesso programma previsto per il centrale greco. Niente nazionale per Under, rallentato da un problema simile a quello del terzino sinistro. Pastore è sparito dai radar di nuovo, non è comunque lui l'uomo della svolta che Ranieri aspetta. Dita incrociate per chi parte: gli azzurri El Shaarawy, Cristante, Florenzi e Zaniolo, poi Kluivert, Dzeko, Schick e Olsen.
ERRORI ARIBITRALI MA NIENTE ALIBI - La partita con la SPAL viene decisa da netti errori arbitrali, che evitano a Cionek l rosso in occasione del fallo da rigore su Dzeko e concedono il tiro dagli undici metri a Petagna per un fallo di Juan Jesus più che dubbio, se non del tutto inventato. Ciononostante non esistono alibi per questa Roma, troppo moscia sul campo, considerando inoltre che, almeno sulla carta, i capitolini sono ancora in piena lotta per un piazzamento Champions. Un fallimento di risultati — la SPAL tra andata e ritorno ha conquistato sei punti contro i giallorossi (non accadeva da 53 anni) —e di prestazioni, con Ranieri che sta mettendo la faccia su un tracollo di cui è ovviamente l'ultimissimo responsabile, in ordine di tempo. Sconfitta per 2-1 e umiliata nell'atteggiamento tenuto in campo, la Roma barcolla senza sapere da cosa ripartire. "Non siamo stati squadra — è frastornato il tecnico — abbiamo messo solo la buona volontà ma evidentemente ci sono giocatori che non hanno proprio nelle loro corde di vincere i duelli. Altri non hanno fiducia e non riescono a essere determinati. Tra noi e la Spal, era più determinata la Spal. La testa? E' uno dei problemi, il secondo che dobbiamo essere più squadra, il terzo che dobbiamo migliorare sotto l'aspetto fisico, perché abbiamo corso, ma l'abbiamo fatto male".
CONDIZIONE FISICA RIVEDIBILE - Giocatori che faticano a stare in piedi, tantissimi gli assenti, tanto terrore nelle giocate e nervosismo soprattutto in Dzeko: il crollo della Roma è totale e la sosta arriva nel momento migliore, per congelare muscoli e pensieri, prima di affrontare la gara col Napoli. "Se non riusciamo ad andare in Champions, cambieranno aria in parecchi — è durissimo Ranieri — devono dimostrare di essere da Roma i calciatori e ho detto loro, fin dal mio primo giorno, che devono meritarsi quello che guadagnano. Abbiamo perso contro una squadra che guadagna meno, che è più umile e più determinata, che sta con l'acqua alla gola e l'ha fatto vedere. Senza l'introito della Champions, qualcosa dovrà cambiare". Il messaggio a tutti era arrivato bello forte e chiaro dal ds pro tempore Massara, prima del fischio d'inizio. "Non vogliamo neanche considerare l'ipotesi di non arrivare tra le prime quattro". Una frase, quella di Massara, che risuona come un funesto rimbombo, per un finale di stagione che rischia di essere disastroso. E sembra davvero stonare la critica all'arbitraggio di Rocchi, che assegna un rigore generosissimo ai padroni di casa. Tutto è schiacciato dall'imbarazzo che si respira nello spogliatoio giallorosso dopo la sconfitta. "L'arbitro può sbagliare — spiega ancora Ranieri — anche gli uomini della Var devono fare la loro esperienza, io resto positivo su questo strumento e bisogna cercare di fare meno polemiche". Non cerca alibi neanche Cristante. "Il rigore non ci sta, ma noi ci abbiamo messo del nostro e non siamo in un momento facile. Dobbiamo ritrovarci, tutti insieme, in questo finale di stagione, mettendoci con la testa giusta, inutile parlare di gare singole. Dobbiamo entrare in campo con una mentalità diversa e con continuità. Mancano dieci partite e dobbiamo crederci". Nelle prossime tre partite la Roma se la vedrà in casa con Napoli e Fiorentina, prima di affrontare a Genova la Sampdoria. 270 minuti che decideranno questa volta definitivamente l'avvenire del club di Trigoria. Ora o mai più.
Roma, quel poco di buono
IL MESSAGGERO - ANGELONI - Claudio Ranieri, parlando quasi da dirigente, fa ampiamente capire come l'anno prossimo non ce n'è (sarà) per nessuno. Specie se si continua così male. Il problema sarà sbarazzarsi di chi non serve e trattenere chi invece ha ancora un senso. Due imprese toste, difficili entrambe: trattenere Zaniolo, ad esempio, è complicato quasi come piazzare Pastore. Perché dopo certe stagioni, ci sono i calciatori sviliti e invendibili e quelli bravi che sono tentati da qualche altra avventura e che allo stesso tempo la società vorrebbe/dovrebbe tenere. Se chiudiamo gli occhi e pensiamo su chi puntare l'anno prossimo, ci accorgiamo che basta una mano. Zaniolo, ovviamente, è uno di questi, al quale però va rinnovato il contratto, specie dopo l'accordo raggiunto con il giovane della Primavera, Riccardi, che gioca con Alberto De Rossi e già si prepara a guadagnare più di Nicolò. E' giovane, vive di alti e bassi, ma si capisce chiaramente che il ragazzo di Massa sia uno vero, uno da non lasciarsi scappare (almeno per ora). Bisognerà capire se lui, in sede di rinnovo, avrà voglia di credere ancora nel progetto Roma o di lasciarsi trasportare verso qualche altra avventura. Il dovere di un club, specie se si trova in queste difficoltà, è di trattenerlo, di costruirci attorno la squadra. Zaniolo sarebbe anche in discreta compagnia. Pellegrini è un altro che merita attenzione, seppur vivendo con una clausola di trenta milioni addosso. Che lo connota quasi come un assegno circolare. Pellegrini ha il prezzo fissato, se uno vuole lo prende a quella cifra, medio bassa. A meno che, anche lui, non decida di cambiare marcia e fare un passo indietro: rinnovo con clausola più alta o senza. I giovani, specie quelli romani, hanno il piacere di vestire la maglia giallorossa ma il professionismo non è una malattia, è un dovere, che spesso ti fa prendere decisioni poco romantiche, ma più razionali.
DUBBI E DOVERI - Vale per Zaniolo, per Pellegrini e varrà per uno come Cristante, che è arrivato a Roma con ben altre aspettative. E dopo quasi un anno anche lui si trova a ragionare su se stesso: resto, non resto, meglio scappare, meglio crederci etc etc. Bryan è stato pagato 20 milioni di euro (più dieci di bonus), dei nuovi alla fine è quello che, seppur a sprazzi, ha convinto di più (Zaniolo è un discorso a parte: è arrivato a Roma quasi come quelle caramelle che si danno al cliente per completare il resto).
LE ALI - Ce n'è uno a destra e uno a sinistra da tenersi stretti, questo sempre in teoria, sia chiaro. Under ed El Shaarawy dovranno far parte della Roma dell'immediato futuro. Under perché è giovane e deve esplodere definitivamente, ha cominciato male il 2019, in pratica non lo abbiamo mai visto. Ma è una risorsa, una perlina lasciata da Monchi (anche se la paternità spetta a Massara). Under, si sa, è sotto osservazione da tempo, il suo umore è cambiato da quando Kluivert lo ha scavalcato nello stipendio. Va ridiscusso il suo futuro romanista, partendo proprio dal contratto. Anche lui, per forza, dovrà resuscitare, perché è un po' sparito dai radar. El Shaarawy è il classico giocatore affidabile, serio. Ma pure su di lui incombe una scadenza contrattuale tutta da ridefinire. Uno dice, è Manolas? Kostas è un calciatore già ben strutturato, e con clausola non altissima, 30 milioni. Trattenerlo si deve, ma forse non si può.
Monchi torna a Siviglia: in valigia danni e soldi
IL MESSAGGERO - FERRETTI - «Ci vediamo al Circo Massimo?», disse una volta a un gruppo di tifosi, facendo come sua abitudine lo splendido («Vi vengo a prendere uno a uno...»). Meglio di no, verrebbe da consigliargli, vista la stretta attualità. Ramón Rodríguez Verdejo, detto Monchi, è tornato ufficialmente alla guida sportiva del Siviglia: il lutto per l'addio all'Italia è durato la bellezza di nove giorni. La Roma è ridotta a brandelli soprattutto per le sue sciagurate operazioni di mercato, lui invece se la ride. C'est la vie. Accolto nella Capitale come un fuoriclasse del mestiere, Monchi se ne è andato lasciando danni incalcolabili sfruttando l'esonero ordinato da Jim Pallotta(e Franco Baldini) di Eusebio Di Francesco (la logica ci spinge a pensare che lo porterà immediatamente in Spagna, o no?). Non una parola, tranne un comunicato di bugiarda maniera, ma - raccontano - senza null'altro pretendere dal punto di vista economico. Lodevole, se non fosse che per i suoi due anni scarsi con la divisa della Roma ha incassato 1.939.515,00 euro per la prima stagione (assunzione il 26 aprile 2017 ma stipendio per tutto l'anno), 1.050.000,00 euro per la seconda e circa la metà da luglio 2018 fino all'8 marzo scorso, giorno della separazione dalla Roma. Senza contare un bonus da 1.454.000,00 euro previsto alla fine della passata stagione per il raggiungimento di determinati obiettivi sportivi: con la semifinale di Champions League e il terzo posto in campionato, va da sé che Monchi ne ha incassata una bella fetta. Tutto al lordo, per carità.
LA VERITÀ SU ZANIOLO - Alla Roma ha movimentato decine e decine di milioni di euro e un fitto gruppo di calciatori, toppando quasi tutte le scelte in entrata. Sfortunato, forse. Chissà. Come nel caso del Flaco Pastore, mister polpaccio di seta, pagato 24,7 milioni con stipendio di oltre 4 milioni netti a stagione fino al 2023. Gli riconoscono l'abilità di aver portato a Roma il talento Zaniolo, salvo ricordare che lui all'Inter aveva chiesto il portiere Radu (è stato lo stesso Monchi a svelarlo) e che voleva dar via Zaniolo già poche settimane dopo averlo preso. Ultimo giorno di mercato, un'ora alla fine delle contrattazioni: Monchi chiama il fido Balzaretti e gli dice di contattare al volo il direttore sportivo di una società di Serie A del Nord. Detto, fatto. «Vuoi Zaniolo in prestito secco?». Non mi dai neppure un diritto di riscatto?. «No, prestito secco». Non se ne fece niente. Zaniolo, dunque, è rimasto alla Roma solo perché non si è trovata la formula della cessione. Il resto sono chiacchiere andaluse.
Tutti sotto processo: Ranieri è l'accusa
IL MESSAGGERO - TRANI - «Io sto qui solo tre mesi, ma se andiamo avanti così, non sarò l'unico ad andare via». Ranieri, nello spogliatoio del Mazza, ha urlato in faccia ai giocatori la sua rabbia per il ko di Ferrara. Deluso dal gruppo. «Non siete una squadra: avete finito gli alibi». Gli sono bastate 2 partite per capire che la Roma, dopo l'esonero di Di Francesco, rischia di non riprendersi più da qui al traguardo. In campo ha paura di se stessa e di chi ha davanti. Ecco perché l'allenatore ha indicato i responsabili anche in pubblico. Parlando da dirigente. Magari pure da tifoso. Ricordando ai suoi interlocutori che si devono meritare gli ingaggi da top player. Senza Champions, la resa dei conti. Solo due ore prima Massara, il ds di scorta, ha invece dato garanzie sulla solidità del club. E sulla continuità di quello che nessuno però chiama più progetto. Posizioni differenti, in attesa dell'ennesima rivoluzione.
INTERVENTO PERICOLOSO - Bisogna vedere, alla ripresa del campionato, se il discorso di Ranieri, apprezzato più dalla tifoseria che dalla squadra, sarà utile. L'allenatore di solito non si rivolge così ai suoi giocatori. Perché, quando si fa riferimento agli ingaggi, è spesso scontato che si offendano, scaricando appena è possibile il tecnico. La mancanza di personalità è, comunque, la sua preoccupazione principale. In più non gli piace affatto l'egoismo di chi va in campo pensando al proprio interesse. Il nervosismo di Dzeko, con El Shaarawy e Cristante oltre che con il pubblico di Ferrara e il ds della Spal, ha animato anche i 15 minuti dell'intervallo. Discussione di gruppo pure dentro lo spogliatoio. Urla che confermano la spaccatura interna.
FUTURO INCERTO - La piazza, senza la partecipazione alla prossima Champions, teme il ridimensionamento. Magari con ulteriori plusvalenze generate dalle cessioni di Manolas, Under e lo stesso Zaniolo. In più manca la chiarezza su chi dovrà prendere le decisioni più significative. Dalla scelta del nuovo ds a quella dell'erede di Ranieri. Pallotta si fida di Baldini che però non ha alcun ruolo se non quello del suggeritore. Diversi procuratori si interfacciano ancora con il consulente. Lui spinge per Sarri che comunque è vincolato al Chelsea. A Trigoria, Fienga e Totti cercano di essere operativi. L'ex capitano oggi è l'ombrello sempre aperto per qualsiasi problema. A Torino, invece, Petrachi è in attesa. Fa sapere, essendo amico di Conte, di essere pronto a convincerlo a trasferirsi nella Capitale. Missione, al momento, quasi impossibile. Soprattutto se la proprietà Usa deciderà di ridurre gli investimenti sul mercato. In pole per la panchina, da qualche giorno, ecco Gasperini, legato all'Atalanta fino al 2021: ok per gioco, spirito e professionalità. E senza fare distinzioni tra big e giovani. L'alternativa, da mesi, è Giampaolo, apprezzato da Baldini. Qualche dubbio ce l'ha, però, chi vive da sempre in questa città: non c'è la certezza che l'attuale tecnico della Samp sia il profilo giusto per la pressione che troverebbe quotidianamente attorno alla Roma. Dove l'ideale sarebbe stato il totem alla Ancelotti, come in passato lo fu Capello che, non a caso, arrivò a conquistare il 3° (e ultimo) scudetto della storia giallorossa.