Lucio: «Totti dirigente? Lui sa cosa fare»
IL MESSAGGERO - Quella contro la Roma è una sfida Champions che l’Inter non può perdere. «Se ci troviamo a questo punto, a lottare con la Roma, significa avere ridotto il gap. Per noi è un momento importantissimo»,
ammette Luciano
Spalletti. «Penso ai
tre punti, poi ricordo
le stagioni fatte sulla panchina giallorossa,
tutte in maniera molto sentita, vissuta». Spalletti ritroverà Totti: «Di lui si parla di un futuro dirigenziale? Mi rimane difficile andare in casa d’altri a dare consigli. Alla Roma sanno come fare. Totti sa cosa fare. Preferisco non entrarci dentro. Il mio ruolo ora è un altro e loro rimarranno una delle società forti qualsiasi cosa farà». Su Dzeko, obiettivo di mercato del club nerazzurro,l’allenatore dell’Inter ha poi concluso: «Parlo dei nostri di calciatori. Abbiamo un avversario temibilissimo e noi in quel ruolo abbiamo Lautaro Martinez e Icardi che stanno facendo entrambi bene. Per il mercato chiedete ad Ausilio». Saranno proprio Icardi e Lautaro Martinez (in vantaggio) a giocarsi un posto da titolare in attacco.
Vietato perdere con i nerazzurri
IL MESSAGGERO - LIGUORI - Claudio Ranieri mette le mani avanti: con l’Inter il risultato può essere determinante soltanto in caso di vittoria. Sarà vero, però una sconfitta renderebbe inutili i risultati strappati nelle ultime due giornate. E poi non si possono passare le settimane a discutere dei nuovi tecnici e dei possibili acquisti in una costante corsa al ribasso. Per i gioielli giallorossi c’è forte domanda, ad esempio Pellegrini e Zaniolo, per la nuova rosa i nomi che circolano mettono tristezza. Tra l’altro, sarà un caso ma appena il Tottenham si è liberato dei preziosi consigli di Baldini ha cominciato a volare: terza in Premier e in semifinale Champions. Il connubio con Pallotta finora è misterioso e a farne le spese è sempre Totti, l’unico giallorosso vivente nello staff dirigenziale. A conti fatti si sono accorti che Dzeko vale molto di più carico che demoralizzato, in procinto di essere rottamato e ceduto. E sarebbe ben difficile sostituirlo ai prezzi stracciati che la Roma rischia di dover sopportare senza il 4° posto. Dunque, avanti tutta per fare risultato con l’Inter, anche se non è facile. Si è già detto e sarà così anche stavolta: la Roma di Ranieri si difenderà e spererà nei guai di Spalletti, che resta il più bravo di tutti a procurarseli in casa.
La strada di Conte verso Trigoria: conferma dei big e più ambizione
IL MESSAGGERO - S. CARINA - Il futuro di Antonio Conte deve essere ancora scritto. Al di là di dove allenerà, una cosa è certa: la Roma sta provando a convincere l'ex ct. E proprio per questo a Trigoria sono abbastanza infastiditi quando, nell'accostare il tecnico salentino ai giallorossi, vengono utilizzati i termini sogno o suggestione. Pur consapevoli dell'Everest da scalare, degli avversari da superare e del programma da presentare, la volontà di non lasciare nulla per intentato esiste, è reale. Poi riuscirci è un'altra cosa. Paradossalmente l'ingaggio è l'ultimo dei problemi. Perché un club che si appresta a salutare Dzeko e proverà a piazzare Pastore in estate, non avrebbe poi problemi ad accontentare Conte. Le difficoltà sono altre e riguardano soprattutto il programma. O per dirla con le parole dell'allenatore, il famigerato «progetto». In questi 8 anni di gestione Usa, la società s'è sempre contraddistinta per un trading di calciatori molto aggressivo. Non che non si sia speso (per intenderci: nell'ultima sessione estiva, Monchi ha investito la bellezza di 145 milioni, senza considerare i bonus) ma spesso ci si è privati degli elementi migliori, quelli più richiesti dal mercato. E anche quest'anno, soprattutto se non venisse centrata la qualificazione alla Champions, il copione sarebbe lo stesso, con big quali Manolas, Dzeko, Under e Pellegrini in bilico.
NON SOLO SOLDI - Operazioni che servirebbero non tanto per rientrare nei parametri finanziari entro il 30 giugno (dove a bilancio figurano già le cessioni di Strootman e di Alisson) ma in ottica futura, sapendo di non poter contare sui milioni della maggiore competizione europea per club. Una falsa partenza che rischia di minare in partenza il corteggiamento a Conte. Che però, ama lavorare circondato da persone di assoluta fiducia. E a Trigoria ritroverebbe Totti, Vito Scala, De Rossi e Florenzi, con le quali in nazionale ha legato molto. Senza contare che in ballo c'è ancora la questione legata a Petrachi, suo amico fraterno. La differenza quindi la farà cosa Pallotta (che al nome di Conte in privato, fa finta di non conoscerlo, ndc) sarà in grado di garantirgli. Se Sarri, probabilmente al momento il candidato in pole per la panchina giallorossa, è un tecnico che più volte ha dichiarato (pubblicamente e in privato) di essere abituato a lavorare con il materiale che il club gli mette a disposizione, Conte è stato capace nel 2004 (dopo aver vinto 3 scudetti consecutivi) di lasciare la Juventus, «perché non puoi sederti al ristorante da 100 euro con 10 euro in tasca». In una parola: ambizione. E la domanda, senza girarci troppo intorno, è proprio questa: la Roma è ambiziosa quanto Conte?
Roma, assalto alla Champions
IL MESSAGGERO - TRANI - Il Meazza accende i riflettori sulla corsa Champions, d'attualità anche alla vigilia di Pasqua: l'Inter ospita la Roma, nell'unico scontro diretto della giornata. Che può incidere sulla volata finale, pure se mancano ancora 6 tappe al traguardo. Spalletti sa che questa può essere la notte ideale per blindare il 3° posto e al tempo stesso per sbarrare la strada alla sua ex squadra verso il 4°. Ranieri, invece, si presenta con la convinzione che, a prescindere dal verdetto, la sfida non sarà decisiva. È, però, anche consapevole di avere la chance per tentare il ribaltone: il collega sta al sicuro con 6 punti di vantaggio, non lo sarebbe più se perdesse stasera contro i giallorossi. E i posti da assegnare raddoppierebbero: da 1 a 2. Entrambi gli allenatori, dunque, giocano per il presente più che per il futuro. Cercano il piazzamento, più che la conferma. Zhang e Pallotta trattano, già da tempo, con altri tecnici.
DUELLO ALLO SPECCHIO - Stesso destino in panchina e stessa traccia in campo: l'Inter e la Roma, almeno in fase offensiva, utilizzano il 4-2-3-1. È, del resto, il sistema di gioco che Spalletticonosce meglio. Basta pensare al raccolto con la Roma, nella sua prima esperienza a Trigoria, e con Totti centravanti mascherato. Ranieri, anche per le caratteristiche dei suoi interpreti, lo propone in modo diverso, passando in corsa, quando i giallorossi sono chiamati a difendersi, al 4-4-2 (o 4-4-1-1) e quindi all'assetto sui cui ha costruito la carriera. Modifica utile alla squadra, fragile e impaurita, per ritrovare l'equilibrio e la compattezza. Con il 4-2-3-1 ha iniziato 5 delle sue 6 gare in giallorosso. Il bilancio parziale gli ha dato ragione: 3 successi, 1 pari e 1 ko.
FORMULA SPREGIUDICATA - La Roma, mai in stagione al 4° posto, entrerà in campo conoscendo il risultato del lunch match al Tardini tra il Parma e il Milan. Gattuso vuole difendere il punto di vantaggio in classifica. Ranieri, imbattuto nei 4 precedenti in serie A contro Spalletti (3 vittorie e 1 pari)però, è pronto a rilanciare a San Siro. Senza De Rossi e con Nzonzi appena recuperato, punta contemporaneamente sui 3 azzurri: a centrocampo: Pellegrini e Cristante in mediana, Zaniolo dietro a Dzeko. In difesa rientrano i terzini Florenzi e Kolarov. El Shaarawy è tra i 22 convocati: il ballottaggio, in attacco, è quindi tra Under e Kluivert.
INCROCIO DI MERCATO - Pellegrini, interpellato sul suo futuro, è stato sincero. «Non lo so». Il centrocampista è nel mirino proprio dell'Inter: «Qui sto bene, sto a casa, la Roma è una delle piazze più importanti d'Italia e io non cerco altro. A volte ci sono delle dinamiche che non sei l'unico a gestire». La clausola di 30 milioni, pagabile in 2 anni, invoglia il club nerazzurro. Che, studierà da vicino, anche Dzeko, indicato come il possibile sostituto di Icardi che stasera potrebbe lasciare il posto all'amico Lautaro. Il centravanti giallorosso è dato in partenza proprio adesso che Pallottavorrebbe il top coach a Trigoria, cioè Sarri o Conte che rispettivamente chiamarono Dzeko al Napolie al Chelsea.
Inter-Roma duello totale: i due club si sfidano su Conte
IL TEMPO - AUSTINI - Per chi tifa Antonio Conte stasera? A San Siro c’è Inter-Roma, duellanti per un posto in Champions e... per l’allenatore più ambito sul mercato italiano. Una sfida totale, tra presente e futuro, che inizia a parti invertite rispetto al trend delle ultime stagioni.
C’è la difesa titolare, El Shaarawy ok
IL TEMPO - BIAFORA - Ranieri ha scelto di ripartire dal 4-2-3-1 con Dzeko riferimento centrale. Il tecnico della Roma ha messo da parte l’esperimento del doppio centravanti e stasera contro l’Inter proporrà una squadra simile a quella vista nel secondo tempo della scorsa giornata. Davanti a Mirante agirà la difesa titolare, con il ritorno di Florenzi e Kolarov ai lati di Manolas e Fazio. In mediana Pellegrini raccoglierà l’eredità di De Rossi, abbassandosi di qualche metro a fianco di Cristante. Alle spalle del bomber bosniaco ci sarà Zaniolo in posizione di trequartista, El Shaarawy sulla fascia sinistra (nessun problema fisico per lui), mentre sulla destra Kluivert è favorito nel ballottaggio con Under. Panchina per Nzonzi, tornato tra i convocati. In casa nerazzurra il grande dubbio di Spalletti, che ha optato per portare la squadra in ritiro in un hotel nei pressi di San Siro, è quello della prima punta, ma Icardi è in leggero vantaggio su Lautaro. Da valutare le condizioni di Borja Valero, non al meglio dopo l’infortunio accusato con il Frosinone, assente invece Brozovic. Se lo spagnolo non dovesse essere pronto ci sarà Gagliardini accanto a Vecino per coprire Politano, Nainggolan e Perisic. Confermato il pacchetto arretrato in protezione di Handanovic: D’Ambrosio e Asamoah i terzini, Skiriniar e De Vrij i centrali. Sugli spalti del Meazza ci saranno 60mila tifosi, di cui circa 1200 romanisti. Alla vigilia sono arrivate le parole di Pellegrini sul suo futuro in un’intervista a Sky: “Non so che cosa succederà, a Roma sto bene e io non cerco altro. Sarei onorato di rimanere, ma si sa a volte ci sono delle dinamiche che non sei l’unico a gestire”.
Dzeko, a Milano contro il suo futuro?
INSIDEROMA.COM - SARA BENEDETTI - In 90 minuti per Dzeko si nasconde un arco temporale completo a San Siro. A partire da quello che è stato, da quel Luciano Spalletti che è riuscito a tirargli fuori quella cattiveria che sembrava non appartenergli. Un rapporto di alti e bassi, di bastone e carota, di elogi e reprimende pubbliche, di sostituzioni mal digerite e reazioni sin troppo plateali. C'è un po' tutto in quella stagione, la migliore di Edin in giallorosso. Trentanove gol totali (29 in campionato, 8 in Europa League e 2 in coppa Italia) e un feeling interrotto drasticamente da fine febbraio quando il centravanti e i suoi compagni di squadra hanno capito che Lucio aveva deciso di andar via. Un malumore sopito, deflagrato il 25 aprile, quando sul 4-0 a Pescara, a 20 minuti dal termine, Spalletti decide di sostituire il centravanti (rimasto a digiuno in quella gara), in corsa per la scarpa d'oro. La stilettata non si fa attendere: «Fai il furbo, ancora?», con la mano sinistra alzata per mandare a quel paese il tecnico. Ne segue poi la corsa negli spogliatoi, senza neanche passare dalla panchina. Una frase dietro la quale si celava il pensiero di grande parte dello spogliatoio giallorosso che non aveva digerito le dichiarazioni ondivaghe di Lucio sul suo futuro.
FUTURO NERAZZURRO? - Dzeko all'Inter ha già segnato due volte, sempre all'Olimpico. Mai a San Siro. Uno stadio che il prossimo anno potrebbe diventare il suo. Inutile girarci intorno: al momento a Trigoria non hanno intenzione di rinnovargli il contratto. E a meno che non arrivi un allenatore che ponga come conditio sine qua non la sua permanenza per accettare l'incarico, difficile che possa restare. Inevitabilmente, a un anno dalla scadenza, Edin - da poco 33enne - si guarda intorno. Ha un'offerta del West Ham ma con la moglie vorrebbe restare in Italia. Proprio l'Inter, al netto delle smentite ufficiali, ha sondato il suo agente ricevendo la disponibilità a trattare. Per ora la Roma non ha ricevuto offerte ma soltanto perché il club nerazzurro vuole la certezza di approdare in Champions. Poi, che sia Conte o lo stesso Spalletti in panchina, Edin - con Icardi pronto a salutare - a Milano sarebbe il benvenuto. C'è però da scrivere prima il presente. Targato ancora giallorosso. Dzeko ha messo fine sabato scorso al tabù Olimpico in campionato, segnando il gol-vittoria contro l'Udinese. E di tabù in tabù, vorrebbe ora infrangere quello di San Siro. La corsa al quarto posto passa per i suoi gol. Ranieri lo sa e non perde occasione per coccolarselo a livello di dichiarazioni. Oggi toccherà all'ex City guidare l'attacco romanista. Che potrebbe essere privo di El Shaarawy, almeno dal via. Il Faraone, top scorer giallorosso in campionato con 9 gol (e 5 assist) in 22 partite, ieri ha avvertito un fastidio al polpaccio che lo ha indotto a svolgere del lavoro personalizzato. La convocazione non sembra in dubbio, la partenza dal primo minuto sì. 90 minuti fondamentali e in caso di vittoria, mai come prima di oggi, la Roma sarebbe davvero competitiva nella corsa alla Champions League.
Dzeko avrebbe contattato Nainggolan e Perisic per una eventuale casa a Milano
Dzeko avrebbe contattato Nainggolan e Perisic per avere informazioni sulla casa da prendere a Milano. Questo è quanto riferisce Sport Mediaset in merito al futuro del centravanti bosniaco della Roma proprio alla vigilia del match tra i giallorossi e l'Inter. Strategia che era già stata usata dalla stessa emittente televisiva e di altri giornali del Nord alla vigilia delle sfide della Lazio con le milanesi e con la Juventus quando si era parlato di un possibile approdo in quelle squadre di Milinkovic Savic e del tecnico Simone Inzaghi. L'ex City ha comunque il contratto in scadenza nel 2020 con la società giallorossa non convintissima di rinnovarglielo ma nulla appare al momento deciso.
Roma non interessata a Radu, portiere del Genoa. Pellegrini deciderà il suo futuro in autonomia
Roma non interessata a Radu. Il portiere dell'Inter ed attualmente in prestito al Genoa costa circa 12 milioni di euro e da Trigoria smentiscono ogni trattativa per il giocatore, che invece piace a Monchi e potrebbe farci un pensierino per portarlo a Siviglia.
Per quanto riguarda Lorenzo Pellegrini, è reale l'interessamento dei nerazzurri ma sarà lo stesso centrocampista giallorosso a decidere del suo futuro in quanto ha una clausola rescissoria di 30 milioni e sarà lui eventualmente a dover portare alla società capitolina tale somma per esser ceduto o rifiutare ogni offerta e rimanere alla Roma, magari con un nuovo contratto in tasca. Questo è quanto fa sapere il sito fcinternews.it.
Compensi agli agenti nel 2018. Roma terza dietro Inter e Juve
Le società di Serie A hanno aumentato il budget da dare agli agenti dei calciatori. Questo è quanto pubblicato dal sito figc.it in merito ai Compensi dei Procuratori Sportivi per l’anno 2018 nella nostra massima serie. Complessivamente, i club del nostro campionato hanno elarginato ai procuratori ben 171 milioni di euro, con una media di circa 8,55 milioni di euro per ciascuna squadra, in aumento del 24%. rispetto al 2017, quando la spesa complessiva è stata di 138 milioni.
Prima di questa speciale classifica è l'Inter, passata dai 3,1 milioni del 2017 a 24,9 milioni nel 2018, circa 600mila euro in più della Juventus. Sul podio la Roma, con 22,9 milioni di euro, dato in linea con quello della passata stagione. Al quarto posto c’è il Milan con 16,7 milioni (21 milioni nel 2017), davanti al Napoli con 14,2 milioni (5,2 milioni nel 2017).

Swaby: "In un anno, ci siamo qualificate per il Mondiale, sono andata prima in Islanda e poi qui alla Roma"
llyson Swaby, difensore della squadra femminile giallorossa, è la protagonista di una nuova puntata della rubrica Ladies First in onda su Roma Tv. Queste le sue dichiarazioni:
Come va?
"Bene, Grazie".
Che ne pensi dell'Italia?
"Molto bella, ovviamente all'inizio il passaggio è stato un po' difficile, venivo da un ambiente completamente diverso, Adesso sono a mio agio e mi godo ogni giornata qui".
Qual è la cosa più difficile a cui ti sei dovuta abituare?
"Credo sia stato il tipo di allenamento, qualcosa di molto diverso rispetto alle mie precedenti esperienze. Il tempo era simile a quello del Connecticut, a volte faceva freddo, quello andava bene, ma mi sono dovuta abituare a un modo diverso di stare in campo. È un modo di giocare diverso rispetto a quello a cui ero abituata. Ovviamente è difficile inserirsi in una squadra a stagione in corso. All'inizio cercavo di capire quale fosse la mia posizione, il mio ruolo all'interno della squadra. Ora mi sento a mio agio".
Con la tua nazionale parteciperai al Mondiale?
"Non so ancora se credere o no a quello che sta succedendo, Fino a quando non sarò sull'aereo per la Francia. Sono molto contenta e orgogliosa di quello che abbiamo fatto e delle difficoltà che abbiamo attraversato come gruppo".
Com'è per te vivere tutto questo da statunitense di origini giamaicane?
"Mio padre è nato e cresciuto in Giamaica, si è trasferito negli Stati Uniti quando aveva 18 anni. Mia madre è cresciuta a Londra, da genitori giamaicani, quindi le mie origini sono giamaicane quanto americane. Quando ero piccola sono stata immersa nella cultura giamaicana ed è stato bello poterne far parte attraverso il calcio".
Dal punto di vista del gioco?
"La nostra Nazionale è simile a quanto ho visto negli Stati Uniti, anche se gli standard di gioco sono elevati: hai a che fare con la forza fisica e un'ottima tecnica. Ho preso quello che ho fatto negli USA per essere più forte fisicamente, più tecnica e più abile tatticamente".
Come sei stata scelta per la Nazionale?
"Nel 2014, il coach che viveva in Florida ha cominciato a cercare ragazze che vivevano negli Stati Uniti. Sono stata invitata a partecipare a questo camp. Io giocavo per Boston e mi chiedevo cosa volessi fare realmente e non mi ha preso. Quando hanno deciso di riproporre il programma nel 2018 mi ha chiamato e mi ha chiesto di aiutarli per le qualificazioni ai Mondiali. In quel momento ero contenta di provare a raggiungere quel traguardo, quindi ho acettato".
Era nei piani diventare una calciatrice professionista?
"Non esattamente. Sono una ragazza che ha bisogno di sicurezze, quindi pensavo fosse stato meglio cercare lavoro".
Di che segno sei?
"Sono della bilancia, nata a ottobre. Mi dicevo che dovevo cercare lavoro, dopotutto avevo una laurea e sapevo cosa volessi fare. Abbiamo fatto le qualificazioni e lì ho capito che volevo continuare a giocare. Quindi mi sono laureata e ho cercato di andare in qualsiasi club. Sono andata in Islanda in estate e ho giocato lì. Poi ci siamo qualificate per la Coppa del Mondo ed è arrivata questa opportunità con la Roma".
Il 6 giugno ci sarà Italia-Giamaica...
"Credo che il modo migliore per affrontarla sarà fare quello che siamo solite fare. Bisognerà tenere testa dal punto di vista fisico. Sarà come olio e acqua, quello che proporranno loro sarà molto diverso da quello che proporremo noi. Credo che sarà una partita entusiasmante. Noi giochiamo in maniera più diretta, cercando il nostro attaccante che è una calciatrice fantastica e riesce a creare occasioni dal nulla. Le italiane giocano in maniera più tattica. Cercano di fare avanzare il pallone trovando gli spazi giusti. Sarà interessante vedere questi due stili di gioco diversi affrontarsi".
Piatto preferito romano?
"Probabilmente la pasta cacio e pepe. Poi ogni tipo di pizza. Poi anche la carbonara ma potrei andare avanti all'infinito".
Una cosa di cui non puoi fare a meno?
"Il mio telefono".
Adulto o bambino tutta la vita?
"Bambino".
Mattina o sera?
"Sera".
Obbligo o verita?
"Obbligo".
Niente più TV o social media?
"Social media".
Pizza o tacos illimitati?
"Tacos".
Leggere la mente o vedere nel futuro?
"Leggere la mente".
Cosa ti fa sentire realizzata?
"Un buon allenamento, se mi sono impegnata e ho dato il massimo".
La vita è?
"Complicata".
Ti sono rimasti 5 euro, che ti ci compri?
"Qualcosa da mangiare, un gelato o dei tacos".
InsideRoma Daily News | 3 incontri tra Roma e Conte - Convocati, out De Rossi, El Sha c'è - Pellegrini: "Sto bene qui"
NOTIZIE DEL GIORNO | 16 aprile 2019
QUI ROMA
- Il futuro della Roma potrebbe essere legato sempre più al nome di Antonio Conte. Infatti, come riferito da Radio Radio, ci sarebbe stati tre incontri tra l'allenatore e la dirigenza giallorossa prima del summit di Boston. Uno di questi incontri si sarebbe tenuto a Londra alla presenza di Franco Baldini. Conte, attualmente senza panchina, starebbe prendendo in seria considerazione l'idea di sedersi su quella della Roma.
- La Roma Primavera di Alberto De Rossi si è imposta in casa per 5-0 sul Torino. Ancora titolare Fuzato, che non ha subito alcuna rete. I giallorossi puntano ora al secondo posto dopo un periodo di grande difficoltà di gioco e risultati. A segno Besuijen 2 volte: al 9' ed al 45', col primo tempo che si era chiuso col parziale di 3-0 grazie al gol di Pezzella al 38'. Nella ripresa, va in rete Celar al 55' e chiude i giochi D'Orazio al 70'.
AS ROMA (4-3-3) : Fuzato; Parodi (86' Nigro), Trasciani, Cargnelutti (C), Semeraro; Riccardi, Pezzella, Greco J. (82' Simonetti); D'Orazio (86' Cancellieri), Celar (75' Felipe Estrella), Besuijen (75' Cangiano).
A disp.: Cardinali (GK), Santese, Buttaro, Silipo, Bucri, Darboe, Berti (GK).
All.: De Rossi.
TORINO FC (4-3-1-2) : Gemello; Gilli, Marcos (46' Ghazoini), Ferigra (C), Ambrogio; De Angelis (71' Isacco), Onișa, Petrungaro (82' Garetto); Kone B. (56' Murati); Belkheir (56' Moreo), Rauti.
disp.: Trombini (GK), Portanova, Potop, Enrici, Kone H., Fasolino (GK), Del Bianco
All.: Coppitelli.
- Domani sera alle 20.30 si giocherà Inter-Roma. Alla vigilia del match, come di consueto, sono stati resi noti i convocati da Ranieri:
Portieri: Olsen, Fuzato, Mirante
Difensori: Jesus, Kolarov, Marcano, Fazio, Florenzi, Manolas
Centrocampisti: Cristante, Pellegrini, Coric, Zaniolo, Pastore, Nzonzi, Riccardi
Attaccanti: Perotti, Dzeko, Schick, Ünder, Kluivert, El Shaarawy.
- La Roma è scesa in campo a Trigoria per effettuare l'allenamento di rinfinitura in vista della partita di domani sera contro l'Inter. I giallorossi hanno iniziato con una sessione in sala video per poi spostarsi in palestra. Successivamente campo, dove la squadra si è concentrata sul lavoro atletico e la parte tattica. Ancora a parte Santon, Karsdorp e De Rossi. El Shaarawy regolarmente in gruppo.
- Lorenzo Pellegrini, centrocampista della Roma, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport. Ecco le sue parole.
Due vittorie di fila senza prendere gol. È il momento migliore?
"Sì, è importante per un giocatore vincere. Sono due partite che non prendiamo gol, dobbiamo continuare così e vincere anche la prossima, anche se sarà difficile".
Hai rivisto un Nainggolan brillante?
"In stagione ci siamo sentiti, magari tramite qualche compagno. Sono contento quando un mio ex compagno sta bene o ritrova la forma, sono contento che stia meglio e speriamo che stia peggio sabato".
Partita decisiva per il quarto posto?
"No, perché finché la matematica non ci chiude le possibilità nulla è decisivo. Ma ci permetterebbe di accorciare anche con l'Inter stessa, da qui alla fine può succedere di tutto. Però sicuramente il nostro obiettivo è quello di entrare in Champions, da terzi o quarti non ci interessa".
Com'è cambiato il gioco con Ranieri?
"Siamo sicuramente più compatti di prima, è quello su cui lavoriamo durante la settimana, stare corti, anche se lo facevamo anche con Di Francesco, con cui forse l'ultimo periodo ci è mancata un po' di compattezza. Stiamo ritrovando questo, è normale anche che ritrovando le vittorie si ritrovi serenità, è una cosa molto importante, per questo Ranieri è veramente forte, ci ha dato la giusta serenità e felicità di venire al campo ad allenarsi".
Avverti forte l'idea di rimanere a lungo?
"In questa stagione mi sono tolto qualche soddisfazione, ma non è stata come mi aspettavo. Non sono riuscito a giocare con continuità a causa degli infortuni, entro in forma giocando, fisicamente e mentalmente. Mi è mancato il fatto di dovermi fermare nel momento in cui stavo andando forte. È stata una stagione di crescita, e speriamo di arrivare in Champions, altrimenti sarebbe un grande dispiacere".
Il futuro?
"Qui sto bene, a casa. La Roma è una delle società più importanti di Italia, non cerco altro. Vediamo, ho sempre detto che rimanere qui mi renderebbe molto orgoglioso, ne sarei onorato. Ma ci sono delle dinamiche secondo cui non ti gestisci da solo".
- Fernando Magliaro, giornalista de Il Tempo, è intervenuto ai microfoni di Rete Sport in merito all'infinita vicenda sullo Stadio della Roma. Queste le sue parole a proposito del progetto di Tor di Valle:
"Nonostante il clima politico, gli uffici proseguono con tranquillità. C’è la maggioranza per una conclusione positiva dell’iter”.