Viaggio a ostacoli per la Grande Europa tra scontri diretti e avversari pericolanti

IL MESSAGGERO - FERRETTI - Sette gare alla fine del campionato, sei squadre in lizza per due posti Champions. Si va dall'Inter, terza a quota 57 punti, alla coppia formata da Lazio e Torino a 49. In mezzo Milan e Atalanta (52) e Roma (51) . Con un asterisco: i biancocelesti devono giocare una gara in più delle rivali, visto che il 17 recupereranno contro l'Udinese all'Olimpico. Ventuno punti a disposizione, numerosi gli scontri-diretti ma particolare attenzione deve essere rivolta anche alle sfide con chi è invischiato nella lotta salvezza, visto l'alto numero di squadre coinvolte: forse, proprio quei verdetti potrebbero indirizzare il traguardo finale delle aspiranti Champions.

VIA AL RUSH FINALE - L'Inter, ad esempio, comincerà il settebello finale in casa del Frosinone, rinfrancato dal successo a Firenze. Poi, a seguire, due impegni casalinghi da bollino rosso: prima la Roma e poi la Juventus. Va detto, però, che la squadra di Max Allegri probabilmente a partire da sabato sarà campione d'Italia e, quindi, potrebbe giocare l'ultima parte del campionato solo in funzione finale Champions, Ajax permettendo. Tre pericolanti nelle quattro partite prima dello stop del 26 maggio: massima attenzione, dunque.
Il Milan sabato ospiterà la Lazio a San Siro poi dovrà giocare due volte di fila in trasferta, la seconda in casa del Torino. Anche per i rossoneri, che oggi non stanno vivendo un momento esaltante di forma, tre sfide contro squadre invischiate nella lotta per non andare in serie B negli ultimi quattro turni. Come nel caso dell'Inter, massima attenzione ai colpi di scena. Senza dimenticare che, alla pari di Lazio e Atalanta, il Milan è ancora impegnato in Coppa Italia. Stress psico-fisico supplementare, per le tre.
L'Atalanta ha un calendario quasi spaccato in due per via del nome e della qualità degli avversari: tre squadre di bassa classifica e altrettante di alta, oltre al Sassuolo. Significativi, perciò, gli appuntamenti in casa di Napoli e Lazio, un po' meno elettrizzante quello allo Stadium contro la Juventus alla penultima. Di certo, la Dea, guidata magnificamente da Gian Piero Gasperini, sta vivendo un sogno e non vuole svegliarsi: resta da verificare se avrà la forza, non solo fisica, per arrivare fino in fondo con il passo mostrato finora.

RISCHIO CAPITOLINO - Il Torino di Walter Mazzarri rappresenta, forse, la reale sorpresa del campionato, anche se viaggia a sette punti dal terzo posto e a 35 dalla Juventus capolista. Milan, la stessa Juve e Lazio prima della fine: lo scontro all'Olimpico di Roma contro i biancocelesti proprio all'ultima giornata potrebbe rivelarsi decisivo. Per entrambe. Ma qualcosa, in ottica granata, potrebbe cominciare a capirsi in maniera netta dopo l'uno-due Milan-Juventus, quindi alla chiusura della giornata numero 35.
Quattro partite in casa e tre fuori per la Roma di Claudio Ranieri; quattro a Roma e quattro in trasferta per la Lazio Simone Inzaghi: facile ipotizzare che le due romane saranno costrette a fare la corsa sul quarto posto. Il rischio di una in Champions e l'altra fuori è pari a quello di entrambe fuori dalla Grande Europa.


La Roma a un anno dalla notte magica: il rischio è perdere Manolas, l’eroe di Coppa

CORRIERE DELLA SERA - Non è l’effetto collaterale più importante di Samp-Roma: quello è essere rientrati nella volata per il quarto posto. Però i tre punti strappati a Marassi rendono anche meno triste un «amarcord» che, altrimenti, sarebbe stato devastante: quello di Roma-Barcellona del 10 aprile 2018. Una partita che sembra essere stata giocata in un’altra era. (...) Tanto, troppo è cambiato da allora. A partire dal numero 1: lì c’era Alisson, uno dei tre migliori portieri del mondo mentre adesso c’è Mirante, che ha appena scalzato Olsen, schiacciato dall’eredità del brasiliano, troppo pesante da portare sulle sue spalle. Fazio non è più lo stesso e la difesa che aveva reso l’Olimpico un fortino si è trasformata in una banda del buco che, in stagione, ha incassato 64 gol in 41 partite tra campionato (45/31), Champions (12/8) e Coppa Italia (7/2). Dal centrocampo sono spariti Nainggolan e Strootman, ceduti in estate. Dzeko è diventato un grande punto interrogativo dopo essere stato l’eroe della Champions. (...) Il trait d’union non può che essere Kostas Manolas. È stato il greco a segnare il 3-0 che ha eliminato Messi e compagni, ma è sempre il greco uno dei due nomi - l’altro è Cengiz Under - che vengono fatti come cessioni estive per evitare il sacrificio di Nicolò Zaniolo per esigenze di bilancio (in caso di mancata qualificazione alla Champions). È vero che il difensore ha una clausola di rescissione da 36 milioni di euro, ma la sua cessione darebbe un segnale terribile alla tifoseria. Sarebbe una perdita tecnica e simbolica (...).


Attacco al Var: Rizzoli si difende

IL MESSAGGERO - RIGGIO - Non tutti i partecipanti alle due ore di dibattito hanno lasciato la Lega serie A con il volto sereno. Si ha la sensazione che club, allenatori e giocatori abbiano perso fiducia nei confronti dell'utilizzo del Var. Al di là del posticipo di ieri, Bologna-Chievo, o delle coppe europee che incombono (ma solo per Juventus e Napoli), erano presenti soltanto 10 allenatori: Andreazzoli, D'Aversa, Gasperini, Gattuso, Giampaolo, Maran, Pioli, Semplici, Spalletti e Tudor. La metà di quelli che siedono la domenica in panchina. Sono, infatti, aumentate le ammonizioni (da 83 a 100) e le espulsioni dirette per proteste (da una a nove), tornate ai livelli dell'ultimo anno pre-Var. Però, sono diminuiti gli interventi dell'arbitro davanti al video (121, di cui 89 correzioni e 32 conferme) e gli errori (18 a fronte di 1.984 situazioni sottoposte a check).

ABISSO OK - Visto quanto successo 24-48 ore prima della riunione (oltre a Nicola Rizzoli, c'erano anche Marcello Nicchi, Gabriele Gravina, Gaetano Micciché, Damiano Tommasi e Renzo Ulivieri), non si poteva non parlare del rigore concesso dall'arbitro Abisso (protagonista in negativo in Fiorentina-Inter del 24 febbraio) in Lazio-Sassuolo. Decisione giusta secondo il designatore della Can A, Rizzoli, con tanto di spiegazione a un incredulo Locatelli, presente ieri a Milano (assente De Zerbi, nonostante le polemiche del giorno prima), provando a fare chiarezza sui concetti di volontarietà, congruità e aumento del volume del corpo. Un rimpallo non esclude il fallo di mano: «Se l'intenzione è impattare la palla col corpo e il braccio è largo, poco conta che rimpalli su un'altra parte del corpo. Se invece l'intenzione è di giocare la palla, marcare l'avversario o presidiare la zona, si propende per la non punibilità», la tesi di Rizzoli. Parlando dei falli di mano, per Beppe Marotta «serve chiarezza su certe interpretazioni, dobbiamo farci sentire di più all'Ifab». Favorevole alla Var, si conferma il ct Mancini: «Sicuramente nel week-end sulla Var c'è stato qualche problema, ma sono convinto che risolva più problemi di quanti ne crei. Questa è una cosa positiva»

MICHAEL HA SBAGLIATO - Altro episodio controverso è stato il tocco di mano di Alex Sandro in Juventus-Milan. Rigore da concedere e quindi errore di Michael Fabbri non fischiarlo, nonostante sia andato a visionare le immagini al Var: «Non possiamo supportare la sua decisione», ha ammesso Rizzoli. «Fabbri deve crescere, così come tanti arbitri». Curioso che al dibattito non fosse presente Leonardo, il più arrabbiato dopo la sconfitta dei rossoneri contro la squadra di Allegri (anche lui non pervenuto, c'erano il suo vice Landucci e Barzagli). Per il Milan presenti Gattuso e Romagnoli, che non hanno fatto nessun intervento («Noi penalizzati, ma non deve essere un alibi», le parole di Rino, qualche ora dopo, al canale tematico rossonero). Nemmeno quando è stato analizzato il rigore non concesso a Piatek in Sampdoria-Milan, ritenuto non sanzionabile.

MANDZUKIC-ROMAGNOLI - Sempre Rizzoli non ritiene giustificate le proteste rossonere sulla reazione in area di Mandzukic contro Romagnoli. In quel caso non c'erano gli estremi per azionare il Var Calvarese perché mancava la componente del «chiaro errore dell'arbitro» che è poi alla base della revisione dell'assistenza tecnologica. La Procura della Figc ha richiesto la prova tv per Mandzukic. Oggi si pronuncerà il giudice sportivo, Gerardo Mastrandrea, ma è difficilissimo che il croato possa essere squalificato. Per due motivi: manca la condotta violenta e l'episodio è già stato analizzato dal Var. Infine, è stata ribadita l'importanza della control room, dal prossimo anno a Coverciano (tutti nello stesso luogo, fondamentale per l'uniformità di giudizio), e la necessità di individuare i migliori arbitri al Var.


Frontale con l'auto, per evitare la condanna El Shaarawy insegnerà calcio ai bimbi disabili

IL MESSAGGERO - LUPINO -  Un sorpasso di troppo porta a processo il Faraone. È finito davanti al giudice monocratico l'esterno d'attacco della Roma, Stephan El Shaarawy: lesioni personali stradali, l'accusa. Era il 25 settembre 2016, quando la sua Audi si è scontrata con una Panda che, in via Pontina, andava in senso opposto. Per il conducente dell'altra vettura poteva andare peggio, ma i 70 giorni di prognosi lo hanno portato a presentare una denuncia. E adesso il calciatore è rimandato a settembre. Per evitare la condanna, dovrà fare lezioni di calcio a bambini con disabilità.
Ieri la vicenda giudiziaria ha avuto un primo esito: il giocatore giallorosso, classe 92, da anni nel giro della nazionale, per i prossimi cinque mesi sarà un volontario presso l'accademia di viale Giotto Calcio Integrato. La messa alla prova, così viene definita la sospensione del procedimento ordinata ieri dal giudice monocratico, prevede che l'attaccante presti i suoi servizi e le sue conoscenze in ambito di assistenza presso la scuola calcio per bambini affetti da disabilità. La decisione del magistrato è stata sollecitata dalla difesa, rappresentata dall'avvocato Gianluca Tognozzi, che aveva richiesto, visto il completo risarcimento del danno alla parte offesa e l'ammissione di responsabilità dell'imputato, una misura rientrante nelle competenze del giocatore. A settembre, El SHaarawy dovrà ripresentarsi in aula dopo avere alternato allenamenti e big match al volontoriato.

L'INCIDENTE - Era appena finita una giornata di campionato non proprio fortunata per i giallorossi, sconfitti a Torino per tre reti a una dai Granata, quando l'esterno della Roma e della nazionale si trova nei pressi dell'Hotel Park Mancini. Si appresta a imboccare via Pontina, superando un'altra auto. Ed è a questo punto, come sostiene l'accusa, che il giocatore avrebbe commesso prima l'infrazione e poi urtato la macchina della persona offesa - un 70enne romano - nella parte anteriore sinistra.

L'ACCUSA - Il burocratico linguaggio del capo di imputazione ricostruisce i fatti: «Giunto nei pressi dell'intersezione tra via di Valleranello e scrive l'accusa rappresentata in aula dal pm Donatella Motta la strada laterale di via Pontina (l'imputato ndr) sorpassava invadendo l'opposta corsia di marcia, lungo la quale sopravveniva la persona offesa». Da lì il botto, nonostante l'estremo tentativo di rientrare nella carreggiata. Il mezzo della vittima «veniva travolto si legge ancora nell'imputazione e respinto all'indietro».
Lo scontro avrebbe provocato al 70enne «una lesione grave, consistente nella frattura scomposta della tibia sinistra, un trauma cranico non commotivo scrive l'accusa una contusione al ginocchio destro». Il referto del Sant'Eugenio stabilisce una prognosi totale di 70 giorni.  Il giocatore, uscito illeso dall'incidente, nonostante il veicolo si trovasse in condizioni pessime, aveva atteso i soccorsi sul posto e il giorno dopo aveva ripreso gli allenamenti a Trigoria dopo un controllo medico.
La querela della vittima, però, non si era fatta attendere. Ma, altrettanto in fretta, il calciatore aveva pagato l'intero danno. Una circostanza che, di certo, ha pesato sulla decisione del giudice, che ha accolto la richiesta di messa in prova. Rimandato a settembre, vedremo se avrà superato gli esami.


“La notte dei Re”, protagonisti Totti e Figo. Il dirigente: “Il Real Madrid è l’unica squadra in cui sarei andato”

Presso la location del Parco dei Principi Gran Hotel, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dell’evento La Notte dei Re”. I protagonisti della mattinata sono stati Francesco Totti e Luis Figo. All’evento era presente anche Mauro Baldissoni, vice presidente della Roma. Di seguito uno stralcio del dibàttito:

Qual è il tuo rapporto com l’ospedale Bambin Gesù? 
Totti: ” Il rapporto parte da quando ero giovane. Questi bambini sono meno fortunati di noi è avendo la possibilità di dargli un sorriso lo faccio. Ti fa stare bene”.

Il CT?
Totti: “Ho già un’idea ma.non lo voglio dire. È un allenatore che ha vinto”.

In Cina hai vinto il titolo come miglior giocatore del torneo… 
Totti: “Pensa gli altri come stanno”.

Chi scegliete?
Totti: “Lui va un Po meglio, tra Real è Barcellona. Cassano lo abbiamo scelto entrambi ma tanto lui giocherà con me. Il mio nome di grido è Candela. Sta qua davanti a me e glielo devo dire. Uno che fa la differenza nel calcio a 6 è Pirlo”.

Avete già fatto le squadre?
Figo: “Ci dobbiamo riunire per non chiamare gli stessi giocatori”.
Totti: ” Adesso è difficile trovare giocatori in forma (ride)”.

Hai avuto voglia di tornare a giocare? 
Totti: “Dalla tribuna tutto è più facile. Ora capisco quando mi criticavano perché non facevo una cosa. Sono sensazioni belle anche queste però”.

Mostrano un video su Francesco Totti, poi interviene l’ex numero 10: “25 anni con un’unica maglia sono tanti. Evito di guardare le immagini del ritiro (ride)”.

Potevate anche giocare insieme…
Totti: ” Diciamo di si. Il Real Madrid è l’unica squadra in cui sarei andato se fossi andato via da Roma”.

Figo sostiene di averti rubato il pallone d’oro…
Figo: “Ho avuto la fortuna del momento perché non è unicamente il talento. Sono condizioni che non si possono controllare. Poteva vincere facilmente Francesco”.

Che sfide ricordi contro Francesco?
Figo: ” Per me è facile ricordare i gol che facevo perché sono pochi, per lui è più difficile. Lo considero come un amico ed è sempre un piacere tornare qua e avere questa bella gente. Si tratta di beneficenza, un motivo spettacolare. Ringrazio l’organizzazione”.

Chi ha vinto più sfide tra voi?
Figo
: Più volte io.

Totti: Con Real Roma era più facile.


InsideRoma Daily News | Contatti tra la Roma e Mislintat. Giampaolo favorito per la panchina giallorossa. Karsdorp out 4 settimane. Candela: "La Roma andrà in Champions"

NOTIZE DEL GIORNO | 8 aprile 2019

QUI ROMA

La squadra di Ranieri torna a Trigoria, in mattinata i giallorossi hanno seguito il seguente programma di lavoro: palestra, riscaldamento, lavoro tecnico-tattico e partitella conclusiva. Seduta individuale per Santon, Florenzi, Perotti e PastoreKarsdorp, invece, svolgerà esami nel pomeriggio per far luce sull'infortunio subìto sabato sera durante Sampdoria-Roma. Assente De Rossi, che ha preso parte all'incontro tra club e arbitri in Lega. La Roma si ritroverà domattina alle ore 11 al centro Fulvio Bernardini di Trigoria per una nuova sessione di allenamento in vista della sfida interna contro l'Udinese in programma sabato alle ore 18. Claudio Ranieri terrà la conferenza stampa di rito giovedì alle 10.30.

Rick Kasdorp rimarrà fuori dai campi di gioco per 3-4 settimane. Questo l'esito della risonanza magnetica effettuata oggi dallo staff medico della Roma in seguito alla lesione al bicipite femorale destro occorsagli ad inizio del secondo tempo nel match di sabato scorso vinto 1-0 contro la Sampdoria al Luigi Ferraris.

La Roma pensa a Sven Mislintat a prescindere da chi sarà il nuovo direttore sportivo, poiché abituato a lavorare in gruppo. Secondo quanto riporta il sito tuttomercatoweb.com, nei giorni scorsi l'ex Borussia Dortmund ed Arsenal sarebbe stato presentato a James Pallotta ed ora sono in corso le riflessioni del caso.

Marco Giampaolo, attuale allenatore della Samp, sarebbe il favorito nel toto-nomi per la panchina della Roma. Secondo quanto riporta tmw.com, però, molto dipenderà anche dal futuro societario della Sampdoria. Negli ultimi giorni si è parlato infatti di una possibile cessione del club da parte di Massimo Ferrero. Con il cambio di proprietà, management e staff tecnico lascerebbero i blucerchiati.

Il Milan punta su Lorenzo Pellegrini. Questo è quanto riporta il sito tuttomercatoweb.com, che spiega come ancora non ci sia un accordo tra la Roma e l'entourage del calciatore per cercare di togliere la clausola rescissoria di 30 milioni di euro presente attualmente nel contratto e che potrebbe esser considerata proprio dai rossoneri ma non solo. La proposta che potrebbe pervenire da Leonardo è quella di quindici milioni da pagare subito, quindici da versare l'anno successivo. Sarebbe un'operazione che avrebbe il placet di Gazidis, perché giovane e italiano, senza eccedere con le spese. Sul centrocampista ex Sassuolo ci sarebbero anche Inter e Juventus ma al momento appaiono più fredde.

INTERVISTE

Totti: "Per me la Roma è tutto"

Candela: “In Champions andrà la Roma e salverà la stagione"

Amelia: "Ranieri ha salvaguardato Olsen in un momento difficile. Sarri adatto a tutte le piazze"


Sopresa Roma, la lotta Champions potrebbe non esser chiusa

INSIDEROMA.COM -MASSIMO DE CARIDI - Il gol di Daniele De Rossi a Genova contro la Sampdoria può non esser solo un bagliore nel buio. Mercato inadeguato per i soldi spesi, qualche sbaglio tecnico sia di Di Francesco che di Ranieri (anche se quest'ultimo ha avuto solo 5 gare a disposizione), qualche decisione arbitrale avversa, guai fisici a ripetizione ed errori sotto porta clamorosi hanno impedito alla Roma di ripetere quantomeno i piazzamenti delle ultime 5 stagioni. 

Dopo la vittoria a Genova con la Sampdoria ed il concomitante pareggio interno della Lazio e  quello esterno del Torino, i giallorossi sono risaliti al sesto posto in classifica ad un solo punto dalle quarte Milan ed Atalanta. Nella lotta Champions, solo gli uomini di Ranieri hanno fatto bottino pieno e dopo 3 partite in cui avevano portato a casa la miseria di un punto, è finalmente arrivata la seconda vittoria del tecnico romano. E' vero, i biancocelesti hanno una gara in meno da disputare tra 9 giorni in casa contro l'Udinese, i bergamaschi ospiteranno l'Empoli ma proprio la truppa di Simone Inzaghi avrà lo scontro diretto a San Siro con i rossoneri e questa potrebbe esser l'occasione per superare 2 pretendenti ai posti della massima competizione europea e non perdere terreno sugli uomini di Gasperini. 

Dopo il deludente pari interno contro una Fiorentina che ormai appare in disarmo (vedi la sconfitta al Franchi contro il Frosinone), in pochi avrebbero scommesso un solo centesimo sulla vittoria della Roma contro i blucerchiati ed i risultati che si sono concretizzati in questa giornata. A questo punto, i capitolini devono dimostrare di voler realmente tornare a sentire "la musichetta" pre-gara della Champions League e vivere emozioni come quella del 10 aprile dello scorso anno e non solo a parole ma combattendo su ogni pallone per quest'obiettivo e provando a racimolare più punti possibili nelle ultime 7 giornate di campionato.


Serie A. Il Bologna vince 3 a 0 contro il Chievo ed alimenta le speranze di salvezza

L'ultimo match della 31ª giornata di serie A si gioca a Bologna, dove si giocava lo scontro salvezza tra la squadra di Sinisa Mihajlović ed il fanalino di cosa Chievo. Vincono gli emiliani per 3 a 0 grazie a due rigori, realizzati entrambi da Pulgar e sul finire da una rete di Dijks.


Mancini: "Spero che Zaniolo continui a crescere e che rispetti chi gli ha dato fiducia"

Roberto Mancini, allenatore della nazionale italiana, ha partecipato all'evento "Radio Italia con la Nazionale". Il ct ha rilasciato alcune dichiarazioni riguardo Nicolò Zaniolo e il suo futuro: 

"Zaniolo farà le sue scelte, è abbastanza grande per farlo. Deve avere rispetto di chi ti da fiducia quando sei un ragazzino, spero solo che continui a migliorare".


Totti: "Per me la Roma è tutto, vivo ancora Trigoria come fossi un giocatore"

Francesco Totti ha preso parte all'evento 'Togheter As Roma', workshop organizzato in Qatar dal club giallorosso e rivolto ai propri partner commerciali. Queste le dichiarazioni dell'ex capitano all'emittente Bein Sports:

Com’è l’esperienza da dirigente?
È un’esperienza diversa da quella da giocatore. È un altro lavoro, molto impegnativo, molto passionale e l’ho intrapreso con lo spirito giusto, come se facessi il calciatore. Inizia una nuova avventura e sono molto contento.

C’è più pressione da giocatore o dirigente?
Quando sei dirigente. Da giocatore riuscivi sempre a trovare qualche guizzo all’improvviso, questo nuovo ruolo è diverso: è più difficile.

Cosa le manca della vita da calciatore? Gli spogliatoi, i ritiri?
Non mi manca niente, vado a Trigoria tutti i giorni, vivo lo spogliatoio come se fossi un giocatore. I rapporti con i giocatori, l’allenatore, vado in ritiro con la squadra… Da quel punto di vista non mi manca niente, la cosa che mi manca veramente è spogliarmi la domenica.

I ricordi più belli: lo scudetto nel 2001 e il Mondiale nel 2006. 
Sono due momenti della mia carriera indimenticabili. Ho avuto la possibilità di vincere un Mondiale che non è mai facile, le possibilità sono ridotte e ho avuto la fortuna di poterlo vincere. L’altro è stato il mio sogno fin da bambino, poterlo realizzare con la maglia della Roma è qualcosa di eclatante, soprattutto per averlo fatto in questa città.

Ha avuto un infortunio prima del Mondiale e hai recuperato in tempo record. Con grinta e volontà l’hai giocato e vinto, è una cosa straordinaria. 
Ho avuto questo infortunio quattro mesi prima del Mondiale, un infortunio abbastanza serio e brutto. Non era facile recuperare, invece con la struttura fisioterapica e il professor Mariani, che mi ha operato subito, mi sono rimesso in sesto. Ma soprattutto mister Lippi mi ha sempre stimolato e consigliato, ha sempre voluto che andassi a fare quest’avventura con gli azzurri, ho avuto tanti stimoli e tanta forza per accelerare il recupero.

La parentesi di Bianchi è stata una parentesi, per fortuna, poi è arrivato Zeman. 
Ero impaurito, era un allenatore molto pesante dal punto di vista atletico, noi giocatori eravamo strani da quel punto di vista. Conoscendolo quotidianamente ho apprezzato la persona diversa da tante altre, una persona vera e sincera che ci mette amore in quello che fa.

Capello?. 
È il tipico allenatore che ovunque è andato, ha vinto. È un allenatore vincente, bravo a farsi completare una squadra competitiva che possa lottare per i vertici. Quando lotti tanto in Europa vuol dire che sei un allenatore forte.

Il giorno dell’addio al calcio.
Lasciare la maglia della Roma è stato pesante, ma ho capito che quella giornata sarebbe stata bella. Ho vissuto una giornata intensa, d’amore, di 25 anni di cose belle e brutte con la mia gente, perché i tifosi della Roma sono la mia gente e il mio popolo. Fare quel giro di campo, l’amore che provavo io per loro e loro nei miei confronti... Vedevo delle facce diverse da quando giocavo: cercavo di farli sorridere con i miei gol e i miei assist, invece con quel giro di campo quelle facce si erano capovolte: dal sorriso alle lacrime vere. Lacrime commoventi perché, se ripenso ai 25 anni vissuti con questa maglia, penso sia normale passare quei momenti... Non dico brutti, ma che nessuno avrebbe mai voluto che succedessero. Quella giornata la prendo come un punto di rilancio, perché alla fine per me la Roma è tutto e quella giornata ha significato tanto per me. La mia famiglia, i miei figli, i miei amici, mi sono sempre stati vicini, soprattutto nei momenti difficili e hanno contribuito a poter fare 25 anni serenamente e con tranquillità, dando tutto per questa società e questa città. Potrei parlare per ore… Quella giornata è stata storica per tutti, anche per la gente perché con la fine della mia carriera si è chiuso un ciclo.

Il derby? Vincendolo andata e ritorno la stagione è salva… 
Quando ero giovane la gente pensava più ai derby piuttosto che vincere uno scudetto o una Supercoppa.

Salah. 
Ha fatto bene ad andare al Liverpool, è una delle società più importanti d’Europa. E' giusto che un top player come lui sia andato a giocare lì. Ci sentiamo, sono contento di poter dire che ho conosciuto una grande persona e un grande giocatore.

Quando ci sarà un’anti-Juve? Quanto durerà il dominio dei bianconeri? Ogni anno la stessa storia...
Purtroppo è la verità. Speriamo che dal prossimo anno questa cosa possa fermarsi. Sarà difficile perché la Juve è strutturata per vincere, come società e come squadra. Va presa come esempio in determinati modi e in determinati momenti della stagione: quando una squadra vince sempre ,vuol dire che è forte in tutto. È una squadra completa, ha uno stadio personale, ha più disponibilità, può vendere e comprare e rispetto ad altre è facilitata. Il campo dà la sentenza definitiva e dice che è la più forte d’Italia e una delle più forti d’Europa. Ci sono squadre in Europa ancor più strutturate, ma ha comprato Ronaldo e i top del top, sono tanti anni che non vincono la Champions e l’obiettivo principale per loro è questo.

Con Mancini sta tornando la Nazionale: una squadra giovane, con Zaniolo e Cristante… Ci aspetta una squadra migliore?
Mancini sta facendo un buon lavoro, ha la possibilità di allenare questa nazionale piena di talenti giovani. Fortunatamente ci sono parecchi giocatori della Roma: Cristante, Pellegrini, El Shaarawy, Florenzi, Zaniolo… Giocatori per noi fondamentali e la Roma è contenta di avere questi nazionali, che possono rappresentare i nostri colori in tutto il mondo. Abbiamo una nazionale che può far bene e deve far bene, deve tornare sul tetto del mondo.

È la vostra prima visita in Qatar. 
Ci ero stato solo di passaggio, non l’ho visitata quotidianamente. Ho avuto questi 2-3 giorni la possibilità di visitare un po’ di cose, sono rimasto basito. Anche se dicono tutti che sei nel deserto ed è diverso da una città normale, ma tra palazzi, grattacieli, monumenti… Sono cose piacevoli da vedere, col Mondiale avrò l’occasione di vedere più cose.

Cosa pensa del Mondiale del 2022 in Qatar?
È un’esperienza bellissima soprattutto per questa città e questo Paese. Ospitare un Mondiale è gratificante, non è una passeggiata ma è un lavoro h24. Si devono dare tante possibilità alle squadre e agli abitanti, ma questo Paese lo prospetta e sarà un mondiale bellissimo. Sono contento si possa fare qui.


Giampaolo in pole position per la panchina della Roma

Marco Giampaolo, attuale allenatore della Samp, sarebbe il favorito nel toto-nomi per la panchina della Roma. Secondo quanto riporta tmw.com, però, molto dipenderà anche dal futuro societario della Sampdoria. Negli ultimi giorni si è parlato infatti di una possibile cessione del club da parte di Massimo Ferrero. Con il cambio di proprietà, management e staff tecnico lascerebbero i blucerchiati.


Marcolin: "A Genova la Roma è stata squadra"

Dario Marcolin, ex giocatore di Lazio e Torino, ha parlato ai microfoni di tmw.com a margine dell'evento "Il Giorno dei 10 - 90 minuti per L'Aquila”. Questo un estratto delle sue dichiarazioni:

"La Roma a Genova ha giocato di squadra, in modo compatto, come mai era successo con Ranieri. Gli esterni hanno aiutato molto, è stata una mossa tattica importante. A fine partita gli ho chiesto se avesse un po' riproposto quello che faceva a Leicester, con gli esterni che stringevano. Zaniolo e Kluivert hanno aiutato molto".