Ferrero “chiama” Pallotta: «Sarò presidente dopo di te»

IL MESSAGGERO - Il presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, rilancia (da Domenica in) il suo desiderio di sempre. «Sono romano e romanista. Quando James Pallotta andrà in pensione io sarò pronto. Diamo ai lupacchiotti la Roma che si meritano». In settimana, alcuni dirigenti della Roma voleranno a Doha per il “Togheter AS Roma”, workshop organizzato dallo stesso. Il tavolo di lavoro, che lo scorso anno si era tenuto a Madonna di Campiglio, vedrà la presenza del vicepresidente Baldissoni, dell’ad Fienga, del responsabile del settore ricavi Calvo, e anche di Francesco Totti. Il meeting servirà alla Roma per illustrare ai partners commerciali le strategie e i risultati raggiunti nel settore e non solo, e per tratteggiare i paini futuri. Una parte degli incontri a Doha, quartier generale della Qatar Airways (che per l’occasione sarà rappresentata dal Ceo Al Baker), sarà poi dedicata all’attività di produzione dei contenuti media che negli ultimi anni è cresciuta, assieme alle numerose iniziative che hanno contribuito ad aumentare la visibilità e il posizionamento del marchio giallorosso.


La lite, poi l’infortunio: ElSha ritorna col broncio

IL MESSAGGERO -  Si blocca anche Stephan El Shaarawy per un infortunio muscolare al polpaccio sinistro rimediato in Nazionale. Il Faraone è atteso a Roma in queste ore e si sottoporrà a risonanza magnetica domani, o nei prossimi giorni se non si fosse riassorbito l’edema. Il problema sembra meno grave del previsto e Ranieri spera di averlo almeno per la panchina contro il Napoli. Si tratta dell’infortunio muscolare numero 41 da inizio stagione (16esimo al polpaccio), che arriva tre giorni dopo quello di Florenzi, anche lui tornato a Romadopo un allenamento con gli azzurri per una lesione al soleo (20 giorni di stop). Stephan, oltre a sottoporsi alle terapie del caso, attenderà il rientro di Dzeko impegnato in Nazionale (100 presenze con la Bosnia) per chiarire la lite avvenuta negli spogliatoi all’intervallo del match con la Spal. Un diverbio duro in cui è volata qualche parola di troppo e che ha indotto Ranieri a lasciare El Shaarawy in panchina per tutto il resto della partita, una decisione presa sul momento per provare a portare a casa il risultato, ma che non assolve il bosniaco che rischia il posto contro la squadra di Ancelotti.

DZEKO IMPUTATO - I comportamenti di Edin negli ultimi mesi non sono piaciuti ad alcuni dirigenti, che non hanno apprezzato i video del compleanno tra alcol e danzatrici del ventre pubblicati sui social e ripresi da centinaia di media nazionali e internazionali. Il momento in casa Roma è delicato, 10 dipendenti meno di 20 giorni fa sono stati licenziati a causa dell’andamento negativo della squadra, tra di loro ci sono anche Di Francesco e il suo staffcolpevoli, secondo Pallotta, dei numerosi infortuni in casa giallorossa. Per risollevarsi Ranieri(ospite a Valencia per i 100 anni del club) tenterà di accorciare il divario con il Milan, ma avrà bisogno dei suoi uomini migliori, che al momento sono in infermeria: Pellegrini (lesione al bicipite femorale), Kolarov (flessore), De Rossi (soleo), Under (flessore), Manolas (soleo) e Pastore(polpaccio). Segnali positivi sono arrivati da Kolarov e Under che rientreranno in gruppo a metà settimana, anche gli altri hanno delle chance ma per non rischiare ricadute lo staff medico preferisce non sbilanciarsi e osservare lo stato delle lesioni alla ripresa degli allenamenti prevista per domani alle 11.


C'è Under, la maledizione della fascia destra (forse) è finita

IL MESSAGGERO - ANGELONI - Un'arma in più. Due mesi dopo. Quando Cengiz Under giocava al calcio c'era ancora Eusebio Di Francesco; la qualificazione contro il Porto era tutta da decidere; il quarto posto non era poi così lontano. La Roma era tornata dalle vacanze di Natale e aveva chiuso l'anno 2018 con la vittoria con il Sassuolo e quella in trasferta con il Parma. Tutto sembrava opaco, ma non scuro scuro. Ranieri era ancora (per poco) l'allenatore del Fulham e Monchi era il ds dei giallorossi. Quando giocava Under si guardava al futuro con un po' di ottimismo in più. Poi, da quel 19 gennaio, sfida casalinga contro il Torino, tutto è cambiato, la ruota è tornata a girare dalla parte opposta. E la maledizione della fascia destra non si placava.

 
LO STRAPPO - La vittoria contro i granata aveva illuso, da lì la figuraccia di Bergamo, il pari con il Milan, la decente vittoria a Verona con il Chievo e i tristi tre punti ottenuti con Frosinone e Bologna. Per non parlare del precipizio: Lazio e Porto. Quando giocava Under faceva freddo, ora siamo a Primavera, ci siamo tolti i maglioni e i cappelli. Under è tornato, due mesi dopo. Ma che fine aveva fatto? Il solito infortunio muscolare, uno dei tanti, ma per lui qualcosa di diverso dagli altri:rottura della fibra muscolare dopo quei sei minuti contro il Torino, appunto, il 19 gennaio scorso, a seguire altre noie. Lo scatto, la fitta, il dolore e addio. La fascia destra della Roma è entrata nella maledizione dalla scorsa estate, con il no di Malcom. Gli equivoci tanti, uno dopo l'altro: Schick non è andato bene, Perotti non ci ha potuto giocare perché è sempre stato male, El Shaarawy è comparso in quella zona per pochissime volte. Ci sono finiti Kluivert, Florenzi, Zaniolo, eppure niente di che. Solo Under aveva il vestito giusto per giocare lì. Ma il ragazzo col sinistro esplosivo ammirato la passata stagione da febbraio a maggio, in questa non lo abbiamo quasi mai visto: 18 partite di campionato, 6 in Champions, una in Coppa Italia.

 
I GOL - Reti segnate: 3 in A, con Frosinone, Inter e Parma, 3 in Champions 2 al Viktoria Plzen e una al Cska. Non tanto, ma nemmeno pochissimo. Magari con lui a disposizione la Roma avrebbe fatto meglio. Under è il solito giocatore perennemente sul mercato, perché il suo talento lo hanno notato tutti. Ora rientra, contro il Napoli verrà convocato, chissà se giocherà e quanto giocherà. Sta a lui dimostrare, per il bene suo e della Roma. L'arrivo di Kluivert gli ha creato dei fastidi, perché l'olandese, pronti e via, già guadagnava più di lui. E questo effettivamente può creare malumori, non tali da giustificare un rendimento non soddisfacente e soprattutto questo infinito infortunio muscolare. C'è tempo per rimettersi in riga, la Primavera porta freschezza e, dicono, buon umore. E pare che porti via le maledizioni. Pare.


Roma, ribaltone tecnico

IL MESSAGGERO - CARINA - Una corsa a due, con il terzo incomodo' già in casa. Petrachi e Campos, non rigorosamente in ordine di preferenza, sfidano Massara. Sì, perché l'attuale ds della Roma ha intenzione di giocarsi le sue carte. E ne sta dando prova in questi giorni. Dalle telefonate ad un paio di agenti (Zaniolo e El Shaarawy) per concordare quanto prima un incontro per discutere dei rinnovi, alla decisione che Balzaretti e Vallone non seguiranno più la squadra in trasferta, passando per l'incontro della settimana scorsa con la dirigenza dell'Atalanta. Sul tavolo calciatori in entrata (Mancini e Ilicic) e facile pensare in uscita (Defrel e Luca Pellegrini, richiesti anche la scorsa estate), più un inevitabile sondaggio per capire i margini di manovra su Gasperini. Se per i calciatori c'è da registrare l'apertura del club nerazzurro, frenata invece sul tecnico. Siamo però ancora a marzo e lo scenario alla fine della stagione potrebbe cambiare.

 
TENTATIVO DI SCALATA - Anche per Massara. Perché poi alla fine nel calcio sono sempre i risultati a fare la differenza. E una Roma in zona Champions, riporterebbe il sereno e potrebbe convincere Pallotta a continuare con lui visto che corrisponde all'identikit del ds non plenipotenziario, gode della sua stima e di quella della squadra. Senza contare che la permanenza di Massara, agevolerebbe il passo in avanti di Totti. L'ambizione, legittima, di Francesco è quella di ritagliarsi quanto prima un ruolo operativo nel club. E quella di supervisore a livello tecnico - dalla prima squadra alle giovanili - potrebbe essere un ruolo congeniale e gradito. Più facile da concretizzarsi con l'attuale ds, al netto dei rapporti da rinsaldare. Di certo a Trigoria cambieranno molte cose anche a livello di scouting. In bilico, ad esempio, c'è la figura di Tarantino, attuale responsabile del settore giovanile. Ma non è l'unico. Riflessioni in atto anche su Vallone. Dovesse passare invece la linea londinese, Massara verrebbe affiancato da un'altra figura. I candidati sono Petrachi e Campos. Il dirigente granata in questi giorni è a Lecce, vicino alla famiglia. La scorsa settimana s'è recato a Londra insieme alla moglie. Un viaggio che ha subito fatto pensare ad un incontro con Baldini. Petrachi invece era a Londra per questioni rigorosamente private, legate alla privacy più intima e familiare. Il contatto, quindi, risale ad una ventina di giorni fa. Poco più recente quello con Campos, attuale ds del Lilla. Non è un caso che negli ultimi giorni siano stati avvicinati alla Roma due calciatori del club francese: il difensore Magalhaes e il mediano Soumaré. Le riflessioni sul suo conto riguardano due aspetti. In primis, dopo il flop di Monchi, ripartire con un altro dirigente che non conosce la piazza e il campionato italiano, potrebbe rivelarsi un azzardo. Dall'altro non va sottovalutata una mera questione di rapporti. La Roma negli ultimi due anni s'è avvicinata molto a Raiola. Dal rinnovo e prolungamento di Luca Pellegrini, Manolas, Kluivert e Karsdorp, spesso e volentieri ci si è avvalsi delle conoscenze e della tela di rapporti dell'agente.

 
PANCHINA IN STAND-BY - Portare Campos equivarrebbe a fare entrare a Trigoria Jorge Mendes. Con tutto quello che ne consegue. Il discorso sull'allenatore arriva inevitabilmente dopo. Anche perché la prima scelta, Sarri, è ancora il tecnico del Chelsea. L'alternativa, Gasperini, per ora è stato bloccato dall'Atalanta. C'è poi la pista che porta a Jardim, strettamente legata alla candidatura di Campos. Si torna quindi al punto di partenza: prima il ds e poi l'allenatore.

 

 

 

Allenamento Roma, martedì la ripresa alle ore 11

Claudio Ranieri, tecnico della Roma, ha concesso ai suoi ragazzi due giorni di riposo per recuperare le forze. Il gruppo si ritroverà a Trigoria martedì alle opre 11 per cominciare a preparare la sfida contro il Napoli, anche se non ci saranno i nazionali.


E il premio alla carriera va a... Luciano Moggi

Il destinatario che proprio non ti aspetti. Un premio alla carriera conferito a Luciano Moggi, l'ex dirigente della Juventus radiato dal calcio in seguito allo scandalo di "Calciopoli" che relegò alla Serie B i bianconeri. Il Comitato dell’Ordine del Leone d’Oro di Venezia gli ha comunque conferito, nella sala Zuccari del Senato a Roma, uno speciale riconoscimento alla carriera, pubblicato sui social dallo stesso Moggi.


Stadio della Roma, Raggi: "Attivata diligence dopo l'arresto di De Vito. Impossibile rischiare un danno erariale per il Comune"

Virginia Raggi, sindaco della Capitale, è intervenuta nel corso della trasmissione “Non è l’Arena” su La7, trattando anche argomenti inerenti allo Stadio della Roma, in seguito all'arresto per corruzione di Marcello De Vito, presidente dell'Assemblea Capitolina. Queste le sue parole: “Noi ci siamo scagliati contro la proposta della Giunta Marino, abbiamo fatto un esposto in Procura, ma è stato archiviato perché evidentemente non era sufficiente. Noi non volevamo fare quel tipo di stadio, perché del progetto solo il 14% sarebbe stato destinato allo stadio. Quando ci siamo seduti, l’ex assessore Berdini ha attivato il processo, non richiesto da nessuno, della conferenza dei servizi. Se lui non l’avesse fatto noi non saremmo stati qui a parlare. Lui l’ha attivata, non ha chiesto pareri all’avvocatura. Ora lui è sempre polemico, si contraddice, dimenticandosi che andò via perché disse di avere un’amante. Ma quale stadio, Berdini è andato via per quelle cose. Io ho chiesto pareri all’avvocatura, per trovare un appiglio per smontare la delibera di Marino ma questo appiglio non ce l’hanno dato. Se si va avanti siamo soggetti a procedimenti risarcitori nei confronti del Comune. Io ho fatto una diligence sul procedimento e ora ne sto facendo un’altra. Io non posso sottoporre l’amministrazione capitolina a un danno erariale“.


Scarnecchia: "Quarto posto ancora possibile, Mister del futuro? Punterei su Gasperini o Sarri"

Roberto Scarnecchia, ex giocatore della Roma, ha commentato il momento negativo dei giallorossi ai microfoni di tuttomercatoweb.com. Queste le sue parole: "Il terzo e il quarto posto sono possibili, la Roma può farcela, dipende dalla squadra. L'allenatore del futuro? Serve un tecnico di temperamento e di carattere. Gasperini? Può essere, anche se ha sofferto le grandi piazze. Se è cresciuto, è un grandissimo allenatore e sarebbe interessante. Alternative? Forse Sarri, visto che ha già allenato il Napoli. Dzeko spero resti, se cediamo i giocatori validi è un problema poi costruire. È nervoso? È sempre stato apatico e se ora tira fuori le cosiddette... palle sono contento. A trent'anni magari ha tirato fuori la grinta".


Olanda-USA U21, Justin Kluivert titolare e in campo per 90'

Oggi è stato il turno di un altro giallorosso a scendere in campo con la propria nazionale: Justin Kluivert. L'esterno della Roma, infatti, ha affrontato gli Stati Uniti con la sua Olanda Under 21 alla Pinatar Arena alle 17.00. Il classe '99 ex Ajax, schierato titolare, è rimasto in campo per tutti i 90' nel match terminato 0-0.


InsideRoma Daily News | Baldissoni alla Raggi: "Lo stadio si farà" - Pallotta contatta Campos per il ruolo di DS. Ma il dirigente vuole carta bianca - Ferrero: "Pronto a prendere la Roma quando Pallotta andrà in pensione. Diamo ai lupacchiotti ciò che mer

NOTIZIE DEL GIORNO | 24 marzo 2019

QUI ROMA

IL TEMPO – MAGLIARO - "Per noi non è un'aspettativa ma è un diritto veder realizzato lo Stadio nei tempi più rapidi possibili visto che la Conferenza dei servizi l'ha ormai approvato da 15 mesi. Dal punto di vista giuridico non c'è alcun motivo per un rallentamento del processo". Il giorno dell'arresto del grillino Marcello De Vito, presidente dell'Assemblea capitolina, Mauro Baldissoni era stato molto chiaro. La Roma continua a mantenere un basso profilo di fronte agli ultimi eventi, in modo molto simile a quanto avvenuto all'epoca dell'arresto di Luca Parnasi. Anzi proseguono gli incontri con le più importanti aziende italiane nel settore delle grandi costruzioni - De Eccher di Udine, Salini Impregilo e altre - per trovare il partner cui affidare il ruolo di General contractor in vista del'avvio dei lavori. Così come d'accordo tra James Pallota e Eurnova per il passaggio di proprietà dei terreni è ormai pronto da firmare.

 

Perché una cosa per la Roma è un punto fermo: "Veder realizzato lo Stadio è un diritto". E poco interessano le fibrillazioni interne del Movimento 5 Stelle. Colloqui informali tra Palazzo Senatorio e il quartier generale giallorosso - chiacchiere anche con i vertici nazionali con il Movimento - vanno tutti nella direzione di proseguire con i lavori. Ci sono ancora alcune settimane in cui i dettagli degli accordi tecnici - le modalità di realizzazione delle opere di pubblico interesse che saranno inserite all'interno della Convenzione urbanistica da votare in Consiglio comunale insieme alla variante - dovranno essere limitati e messi a punto, anche se l'accordo con il Campidoglio è, in massima parte, raggiunto. Settimane che, per la Roma, potrebbero essere sufficienti a far rientrare le palpitazioni interne dei malpancisti grillini in Aula Giulio Cesare. Anche perché, ulteriore ragionamento, all'indomani dell'arresto di Parnasi, il Comune ha avviato e poi completato l'analisi di tutti gli atti, compresa la sceneggiata del Politecnico di Torino sulla mobilità, senza che emergesse nulla. Né l'arresto di De Vito può cambiare nulla: perché lo stadio, in questa seconda inchiesta, c'entra ancora meno della prima in cui era a mala pena una quinta teatrale. E perché al presidente del Consiglio comunale - a proposito, De Vito, senza che vi sia stata una votazione o dimissioni o altro, è stato completamente cancellato dal sito istituzionale del Comune come se non fosse mai esistito: una damnatio memoriae in salsa grillina - vengono contestati episodi legati ad altri progetti risalenti per altro a periodi in cui Parnasi era stato già arrestato e, quindi, posto nella condizione di non reiterare il reato.

 

Insomma come nel vecchio film di Luigi Magni, Nell'anno del Signore, "dovemo fà a fidasse" è casa ancora buona in casa giallorossa. Ma, per evitare sorprese sgradevoli, non è da escludersi che, se i singhiozzi grillini dovessero proseguire, la Società possa prendere in considerazione anche una qualche iniziativa più forte verso il Campidoglio. L'unica volta in cui la Roma alzò la voce è quando Spalletti e Totti rilanciarono "famostostadio", trasformato in un hashtag e rilancitao con una potenza mediatica di tale forza da spazzare via in mezzo pomeriggio le resistenze grilline. Questa volta potrebbe essere una presa di posizione mediatica ma, magari, accompagnata anche da un qualche tipo di comunicazione formale nella quale la Roma possa sottolineare come il diritto - già così forte nell'inverno 2016/2017 da non reggere al rischio causa di risarcimento - ora sia ancor più saldo, vista la delibera Raggi sul pubblico interesse ma, soprattutto, il via libera della Conferenza di Servizi.

Dopo l'addio di Monchi la Roma continua la ricerca di un nuovo DS. Il presidente Pallotta, come riferisce Tele Radio Stereo, vorrebbe fortemene Luis Campos; avviandone già i contatti. Ma Campos, oggi DS del Lille e nel mirino anche di Chelsea ed Arsenal, non si accontenterebbe solo della Champions League. Infatti il DS vorrebbe carta bianca, soprattutto per quanto riguarda la scelta del prossimo allenatore e la possibilità di cambiare la mentalità dello spogliatoio. Adesso la parola passa a Pallotta, che dovrà decidere il da farsi.

RAI UNO - Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria, ha parlato anche di una futura possibilità di acquistare la Roma, sollecitato dalla conduttrice Mara Venier durante la trasmissione "Domenica In": "Sono romano, romanista e nato a Testaccio, più di così non si può...Un giorno quando il signor Pallotta andrà in pensione io sarò pronto, così diamo a questi lupacchiotti la Roma che meritano".

 


Rabiot-Psg, la madre va dal governo francese. Il ministro dello Sport: "Non posso intervenire"

L'EQUIPE.FR - Tiene banco in Francia il caso Adrien Rabiot-Paris Saint-Germain. Il centrocampista classe '95, infatti, vive da separato in casa ed è stato sospeso dal club, comportamento che ha spinto la madre-agente del giocatore, Veronique, ad affermare che il figlio "è prigioniero del Psg".

La madre, poi, si è rivolta anche al ministro dello sport francese e tra l'altro ex nuotatrice, Roxana Maracineanu, per cercare di trovare una soluzione, che ha commentato ai microfoni di Europe 1“Non ho il potere di intervenire, non possiamo fare nulla in questo caso specifico. Non è perché si è Ministro dello sport che si può intervenire nello sport professionistico o in casi molto particolari come questo. Sono cose che devono essere risolte tra il club e il giocatore”.


Legends Cup, Amantino Mancini posa anche con Totti: "Torneo top con i migliori"

INSTAGRAM - L'ex 10 giallorosso e attuale dirigente della Roma, Francesco Totti, è in Cina per la Football Legends Cup. Oltre alla bandiera romanista, sono presenti anche tra gli altri l'ex giallorosso Amantino Mancini, Roberto Baggio e Julio Cesar.

Mancini ha condiviso su Instagram, tra le altre foto, anche uno scatto con Totti. "Legends Cup in Cina...torneo top con i migliori", la didascalia ad accompagnare la carrellata di immagini.