Dzeko-Milik, gli eurogol, la rabbia e la gioia. Roma-Napoli, in area è una sfida da pivot
LA GAZZETTA DELLO SPORT - NICITA, CECCHINI - Una volta li chiamavano «corazzieri». Ovvero, attaccanti alti e forti, perciò abili di testa ed in grado di fare a sportellate con difensori di stazza inevitabilmente simile alla loro. Il problema per questi ultimi, però, è che Edin Dzeko e Arkadiusz Milik hanno anche piedi assai educati. Quanto basta per diventare punti di riferimento per Roma e Napoli, che arrivano a questa partita con spiriti ed obiettivi molto diversi. Se i partenopei – saldamente secondi in classifica – rodano gamba e strategie in vista della sfida di Europa League contro l’Arsenal, i giallorossi giocano l’ormai consueta partita della vita, visto che l’ingresso in Champions resta l’ultimo (e per certi versi anche il primo) obiettivo stagionale.
SCUSE E DUBBI Per sperare, Claudio Ranieri avrebbe bisogno però della migliore versione dell’attaccante bosniaco. Non quella, per intenderci, che dal 28 aprile, quasi un anno, non riesce a trovare il gol all’Olimpico in campionato. Questione anche di testa, naturalmente. Se è vero che dal punto di vista fisico è reduce da un infortunio muscolare rimediato con la sua nazionale, è la serenità che Dzeko in questo momento cerca. Per informazioni, basta riavvolgere il nastro e riandare all’ultimo giocato in campionato, quello di Ferrara, dove all’intervallo proprio il bosniaco ha acceso una lite furiosa con El Shaarawy, che gli è costata una multa non banale e le scuse pubbliche tre giorni fa davanti a tutta la squadra, oltre che una «confessione» con un preoccupato Ranieri. Al netto del piccolo infortunio, forse però il periodo in nazionale lo ha tranquillizzato. Certo, dalla Bosnia rimbalzano un paio di concetti: Edin si sente un leader ma quest’anno vede che tanti di compagni col suo carattere sono stati ceduti. Inoltre, a 33 anni, vorrebbe vivere il tramonto di carriera in una squadra ambiziosa, che giochi per vincere. Cosa che Roma – dove pure lui e la sua famiglia stanno benissimo – non può garantirgli. Senza contare che lo stesso club giallorosso, qualora non arrivasse in Champions, avrebbe un qualche ridimensionamento a partire dal monte ingaggi da tagliare almeno del 20%, a cominciare magari proprio con Dzeko, che è quello che guadagna di più (circa 4,5 milioni). Resta sempre in piedi l’ipotesi di allungamento con spalmatura dello stipendio, ma forse è più robusta l’idea di una sua cessione, con Inter (soprattutto), West Ham ed Everton alla finestra, con la Roma che al momento chiede una ventina di milioni. Morale: arrivando in Champions, sarebbe più facile che il matrimonio continui.
IL SOLE DI AREK Matrimonio invece senza crisi e scricchiolii quello di Milik con il Napoli. Perché dopo due anni costellati di infortuni adesso finalmente i tifosi azzurri stanno scoprendo il valore di questo centravanti che segna con continuità e si è scoperto un’ottimo specialista su punizione: 3 gol diretti in questo campionato, nessuno come lui. «È tornato il sole, a Napoli sto bene e penso di restarci a lungo», ha detto ai microfoni di Sky Sport. Il polacco mostra così gratitudine al club che ha avuto la pazienza di aspettarlo e metterlo nelle condizioni di rialzarsi dopo due gravi infortuni. In più con Ancelotti – che non perde occasione di incensare anche quando si trova in nazionale – sta maturando anche sotto il profilo tattico, nella manovra della squadra. Per questo quando parla di Dzeko, il suo rivale odierno rispettosamente osserva: «Sta facendo bene. All’inizio no, ma quest’anno tiene la palla, fa salire la squadra e segna. È un esempio per tante persone».
I NASONI E in un Napoli sorridente e che arriva all’Olimpico senza troppe pressioni, spicca l’intesa che stanno costruendo da qualche tempo a questa parte la coppia d’attacco Milik-Mertens, forzata anche dall’infortunio di Insigne. «Ciro» Mertens, dopo aver servito al polacco uno splendido assist contro il Salisburgo, al San Paolo, per festeggiarlo lo ha preso per il naso, abbastanza prominente. Affettuosità ricambiata da Arek quando contro l’Udinese è andato in gol il belga, dopo quasi tre mesi di digiuno. Ci scherzano su:«Abbiamo nasi importanti». Che servono anche per avere fiuto del gol. E oggi all’Olimpico – dove Dries ha segnato 3 dei suoi 5 gol contro i giallorossi – la coppia azzurra farà le prove generali per la grande sfida dell’Emirates contro l’Arsenal, quando il Napoli si giocherà l’obiettivo della stagione.
Dieci anni dopo riecco Carletto: quanto amarcord all'Olimpico
IL MESSAGGERO - CARINA - Torna nella Capitale ma da avversario. Lo aveva già fatto in avvio di stagione contro la Lazio ma la Roma, ad Ancelotti, regala inevitabilmente emozioni diverse: «Roma ha rappresentato qualcosa di particolare nella mia carriera, mi è rimasto nel cuore quel periodo lì, ha lasciato un segno indelebile, al di là degli infortuni che ho patito». A tal punto che spesso, nella sua carriera da allenatore, s'è augurato prima o poi di tornare: «Mi ci vedrei bene». Inizialmente perché gli «sarebbe piaciuto allenare Totti». Poi soltanto per il piacere di «allenare una squadra che amo in una città che amo». Parole rimaste lì, in sospeso, senza un seguito. Della serie: poteva essere e non è stato. Almeno per ora. Curiosamente la Roma è la seconda avversaria che nella sua carriera in panchina ha affrontato di più: 32 partite, 11 vittorie, 12 pareggi e 9 sconfitte con 40 gol segnati e 37 subiti.
L'ultima volta che ha messo piede all'Olimpico incrociando i giallorossi risale però a più di 10 anni fa. Era una fredda sera di gennaio e Roma e Milan pareggiarono 2-2 con Vucinic e Pato a scambiarsi reciprocamente doppiette. Oggi pomeriggio rivedrà con piacere Ranieri che in carriera s'è tuttavia rivelato qualcosa di molto vicino ad un tabù. Sei confronti, zero successi: 3 sconfitte e 3 pareggi. Il Napoli, secondo, dovrà fare a meno di diversi calciatori (Insigne, Zielinski, Albiol, Diawara, Chiriches, Ospina e Ghoulam) ma non viene certamente a fare una passeggiata: «Mi aspetto una partita attenta e gagliarda da parte della Roma - spiega - ci saranno giocatori molto motivati e concentrati. La Roma è preoccupata. L'aspetto psicologico della partita è nelle nostre mani. La testa all'Arsenal? Sarebbe da folli e superficiali. È una gara di cartello e noi vogliamo consolidare il secondo posto».
Tutto il mondo è paese e come a Roma si teme una partenza di Manolas, Zaniolo e Pellegrini, a Napoli il timore riguarda Allan e Koulibaly. Sul tema Ancelotti è perentorio:«Entrambi sono giocatori del Napoli e rimarranno giocatori del Napoli. Quando mi vedrete incatenato a Castel Volturno significa che sono andati via. Non abbiamo l'esigenza di vendere». Parole che suonano familiari a queste latitudini. L'ultimo che le pronunciò - Garcia su Pjanic, il 5 aprile del 2014 - non fu particolarmente fortunato. Venti mesi dopo a Trigoria non c'erano più né lui tantomeno il bosniaco.
Roma, un esame senza appello
IL MESSAGGERO - TRANI - Dentro o fuori, anche se mancano ancora 10 partite al traguardo: la Roma non può sbagliare contro il Napoli, ospite nel pomeriggio all'Olimpico (ore 15), se vuole restare ancora in corsa per la zona Champions. E magari riuscire finalmente a battere una big: nessun successo fin qui contro le 4 formazioni che la precedono in classifica. È davvero l'ultima chiamata, insomma, in questo weekend cruciale che, dopo il ko del Milan quarto a Marassi contro la Sampdoria, si concluderà in serata con il posticipo di San Siro tra l'Inter e la Lazio. Ancelottitorna nello stadio in cui vinse da giocatore lo scudetto dell'83 senza avere l'assillo del risultato (2° posto da tempo al sicuro nel forziere azzurro). È, invece, il pensiero stupendo e al tempo stesso angosciante di Ranieri, chiamato da Pallotta a traghettare i giallorossi, dopo l'esonero di Di Francesco, nelle rimanenti 12 partite, per conquistare il 4° posto, mai raggiunto in questa stagione. Ma, prima della sosta, si è reso conto di quanto sia complicata la rincorsa all'obiettivo vitale per proprietà Usa: il ko di Ferrara contro la Spal (già capace di vincere la gara d'andata) ha certificato le lacune tattiche, caratteriali, fisiche, psicologiche e comportamentali del gruppo. E soprattutto ha lasciato strascichi pericolosi. L'aggressione di Dzeko ad El Shaarawy durante l'intervallo testimonia la spaccatura dentro lo spogliatoio.
TENTAZIONE 4-3-3 - Ranieri si è sfogato a Ferrara e ha concesso il bis a Trigoria: basta anarchia, nelle giocate e negli atteggiamenti, la sintesi del suo discorso. In palio, come ha ricordato loro l'allenatore, c'è il futuro dei giocatori. Ha cercato, insomma, di responsabilizzarli. E di sistemarli meglio in campo, passando al 4-4-2 che garantisce protezione e ordine e che contro il Napoli gli sarebbe utile per mettersi a specchio con il collega. Questo sistema di gioco, però, non è bastato per evitare la sconfitta contro la Spal. Tant'è vero che oggi è possibile rivedere il 4-3-3, con Zaniolo mezzala e Schick alto a destra. Modifica provata nella rifinitura, anche guardando alla fragilità della difesa che, in questa stagione, non ha (quasi) mai tenuto: 58 reti subite in 38 partite (media 1,52); in campionato 39 in 28 (1,39); nel 2019 non ha preso gol solo contro la la Virtus Entella in coppa Italia (14 gennaio) e Olsen ha chiuso senza incassarne solo in 7 gare. L'attacco, anche se di solito non fa cilecca, aspetta intanto i gol in casa di Dzeko, a digiuno in campionato all'Olimpico da 11 mesi (dal 28 aprile, doppietta nel 4-1 contro il Chievo). Schick sarà ancora il suo partner. In coppia si devono riscattare dopo la figuraccia in Emilia. Tra i 21 convocati tornano Manolas, Kolarov, De Rossi e Under. Solo il fluidificante mancino è sicuro di partire titolare.
RIVALE DIMEZZATA - Se Ranieri deve rinunciare agli azzurri Florenzi, Pellegrini ed El Shaarawy che sono stati spesso titolari in questa stagione e come al solito a Pastore, Ancelotti sta sicuramente messo peggio del collega. Il Napoli arriva nella Capitale con la rosa dimezzata: restano a casa gli infortunati Diawara, Albiol, Chiriches, Insigne, Ospina e Ghoulam più lo squalificato Zielinski. Sono, dunque, 7 gli assenti e appena 18 i convocati, tra i quali il millennial Gaetano (classe 2000) che per ora ha debuttato solo in Coppa Italia: il trequartista, 19 anni il prossimo 5 maggio, è nazionale Under 19. Recuperato in extremis Fabian Ruiz, pronto ad affiancare Allan a centrocampo.
Conferenza stampa Ancelotti: "Insigne tra 2-3 giorni starà bene. Roma mi è rimasta nel cuore"
Carlo Ancelotti, allenatore del Napoli, era presente quest'oggi in conferenza stampa alla vigilia della sfida di domani all'Olimpico contro la Roma. Queste le sue dichiarazioni:
Out Insigne, convocato Gaetano. Le sue condizioni?
"Ha fatto un'ecografia ieri. Non ci sono lesioni particolari, ma solo una contrattura all'adduttore, che non era il muscolo già interessato nel precedente infortunio. Il percorso di recupero è breve, tra 2-3 giorni starà bene. Valuteremo per mercoledì. non è a rischio per l'Arsenal, è convocato Gaetano che si allena con noi e può essere utilizzato".
Zedadka?
"Li facciamo venire, li valutiamo, ci aiutano negli allenamenti. Sono interessanti, è utile stare a contatto con i professionisti".
Domani test più impegnativo fino all'Arsenal?
"C'è qualche giocatore acciaccato, Zielinski squalificato, ma non credo di essere in emergenza. Non abbiamo avuto problemi dalle nazionali, tutti hanno recuperato bene, pure Fabian dopo una settimana d'influenza. Ci alleniamo con grande intensità, quindi ci sta qualche acciacco, ma la squadra sta bene e faremo una bella partita contro un'ottima squadra e sappiamo quanto sia importante per la classifica. Loro lottano, noi vogliamo consolidare il secondo posto".
Sulle condizioni di Fabian?
"Sta bene, ha fatto qualche giorno così, ma già da giovedì s'è allenato bene".
Sull'avvicinamento all'Arsenal...
"Siete focalizzati sull'Arsenal, ma noi pensiamo ai punti che servono ed all'autostima. Una gara fatta bene la aumenta, una fatta male la abbassa. Questo è importante per arrivare alla gara nelle condizioni migliori".
Che effetto fa tornare a Roma?
"Ha rappresentato qualcosa di importante per la mia carriera da giocatore, quel periodo lì mi è rimasto nel cuore, ero giovane ed ho vissuto otto anni che hanno lasciato un segno indelebile".
L'autostima in caso di vittoria a Roma.
"Sarebbe un colpo importante per l'autostima, non possiamo controllare il risultato, ma sicuramente la prestazione e mi aspetto una prestazione importante perché i segnali dagli allenamenti sono questi".
Younes?
"E' molto in crescita, ha evidenziato problemi per i 90', non ha ancora il ritmo perché ha giocato poco. Ma può crescere molto e lo sta facendo in fretta. E' utilizzabile, devo capire se meglio dall'inizio o in corso".
Con l'Udinese tutti e quattro gli attaccanti a segno, che segnale è?
"Che sono giocatori motivati, presenti, concentrati. Dall'altro ci sono quelli negativi".
Il nuovo corso della nazionale?
"Molto interessante. Il campionato sta proponendo nuovi giocatori giovani, poi dopo serve il coraggio per lanciarli e costruire un progetto con loro. Mancini ha iniziato un progetto e siamo contenti di quello che sta facendo".
A Roma definiscono la gara di domani un'ultima spiaggia. Ranieri ha punzecchiato i senatori. Che Roma si aspetta?
"Mi aspetto una partita attenta e gagliarda, è stata messa pressione sulla squadra che porterà grandi motivazioni. Una squadra preoccupata, l’aspetto psicologico in gran parte è nelle nostre mani. Dobbiamo essere bravi ad aumentargli la preoccupazione e non il loro coraggio: vedremo che partita riusciremo a fare".
Roma-Napoli, torna Calvarese dopo il 3-3 di Bergamo. I precedenti col fischietto di Teramo
INSIDEROMA.COM - ILARIA PROIETTI - Gianpaolo Calvarese, fischietto della sezione di Teramo, dirigerà Roma-Napoli, scontro cruciale per la corsa Champions dei giallorossi, obbligati a rimanere nella scia di Milan e Inter. Il direttore di gara sarà coadiuvato dagli assistenti Peretti e Del Giovane, mentre il IV uomo sarà Sacchi. VAR e AVAR rispettivamente Giacomelli e Tonolini.
I PRECEDENTI – Positivo il bilancio della Roma con l’arbitro abruzzese, che ha diretto i giallorossi quattordici volte con un totale di nove vittorie, quattro sconfitte e un solo pareggio. Calvarese è alla seconda designazione stagionale con la squadra capitolina, dopo il rocambolesco 3-3 del gennaio scorso contro l’Atalanta. L’ultimo successo, invece, risale alla partita contro il Chievo-Verona della scorsa stagione, vinto dai giallorossi per 4-1 grazie alle reti di Schick, El Shaarawy e la doppietta di Dzeko. Gli insuccessi si registrano in casa del Palermo (match del 30 marzo 2013), all’Olimpico con la Sampdoria (16 marzo 2015) e contro l’Atalanta a Bergamo. La partita, datata novembre 2015, ha visto i giallorossi uscire sconfitti per 2-0, subendo il gol del Papu Gomez e il rigore di Denis. Il match finì con tre uomini in meno, Maicon per la Roma e Stendardo e Grassi per i padroni di casa, espulsi entrambi nel finale di partita. In Coppa Italia, invece, Calvarese ha arbitrato la vittoria sulla Sampdoria per 4-0 – gol di Dzeko, El Shaarawy e doppietta di Nainggolan – e la sconfitta contro il Torino, entrambi ottavi di finale datati 2017.
Dieci precedenti totali, invece, per la squadra di Ancelotti. Il Napoli è imbattuto con l’arbitro abruzzese, registrando uno score quasi immacolato: sette vittorie e tre pareggi. Nella stagione in corso Calvarese ha arbitrato due volte i partenopei: il 3-2 casalingo contro il Bologna a fine dicembre e il pareggio 0-0 a Firenze dello scorso febbraio.
Serie A. La Samp vince 1-0 in casa col Milan, a segno Defrel
La Sampdoria vince 1-0 contro il Milan ed ora è in piena lotta per l'Europa. La rete è stata realizzata al 1' da Defrel e da quel momento in doriani sono riusciti a contenere gli ospiti, che ora rischiano di vedere l'Inter andare a +5 nel caso in cui domani sera dovesse battere la Lazio a San Siro in una sfida fondamentale per la zona Champions.
18/10/2013 – Doppio Pjanic e Garcia non si ferma più
INSIDEROMA.COM – MATTEO LUCIANI – E’ il 18 ottobre del 2013 e la Roma del nuovo mister Rudi Garcia fino a questo momento ha conosciuto soltanto una parola: vincere. Il percorso dei giallorossi è stato netto e si arriva all’anticipo del venerdì dell'ottava giornata di Serie A con la compagine capitolina prima in classifica a punteggio pieno.
Gonzalo Higuain sembrava al meglio per rientrare dal 1'. Invece, in campo ci va Goran Pandev, col Pipita in panchina. Decisione a sorpresa anche sulla corsia sinistra partenopea: Armero - rientrato solo il giorno prima dagli impegni con la nazionale colombiana - non è al 100% e Benitez gli preferisce Mesto. Tutto confermato in casa Roma, con Dodò e Gervinho che vincono i ballottaggi con Torosidis e Ljajic.
Prima avanzata della Roma su una punizione calciata male dal Napoli: murata la conclusione di Pjanic dal limite dell'area. E' ancora Gervinho a mettere in difficoltà gli azzurri con una sua accelerazione. Che lancio di Insigne per Callejon. Lo spagnolo non riesce ad agganciare la sfera, ma il taglio era perfetto e la difesa della Roma fuori causa. Intanto Rudi Garcia in panchina ha iniziato a prendere i primi appunti mentra Maradona arriva e si accomoda in tribuna. Applausi per il 'Pibe de Oro'.
Al 14' la Roma ci prova: corner di Pjanic per De Rossi. Colpo di testa del centrocampista di Ostia ma Reina è attento. La Roma però gioca meglio. Passano 120 secondi e Pjanic illumina per Gervinho: buon il controllo, ma il suo sinistro finisce in Curva Nord. Soffre il Napoli sceso in campo un po' troppo timoroso. La squadra di Benitez sembra voler badare di più alla fase difensiva che a quella offensiva. Al 21' il solito Pjanic ci prova dai 30 metri: palla alta.
Al 24' episodio da moviola: Pandev si difende con un gomitata su Pjanic. Per Orsato è giallo. Decisione giusta. Poco dopo Castan colpisce, sempre col gomito, Callejon. Orsato non sanziona. La partita, non bellissima, si gioca però sul filo del rasoio. Al 30' Totti, dolorante, si fa massaggiare a bordo campo. Guai al flessore per lui. Il Capitano non ce la fa e al suo posto Garcia inserisce Borriello, napoletano doc.
Al 34' occasionissima per il Napoli: Hamsik imbecca Pandev che, a tu per tu con De Sanctis, si fa ipnotizzare. Il portiere pare e De Rossi salva sulla linea. Il Napoli sembra crescere ma al 40' anche la Roma ha la sua grande chance. Lancio lungo, sponda di Borriello per Florenzi che calcia di destro.
Palla fuori di un metro e giallorossi che, al 40', rispondono all'occasione dell'ex laziale Pandev. Al 44' ci prova Strootman: palla alta di poco. Gli azzurri rispondono: Callejon ispira per Insigne. Il folletto napoletano resiste ad una carica di Maicon e calcia a rete: palla sul palo esterno. Nel frattempo anche Benitez è costretto ad un cambio: Cannavaro per Britos.
Proprio Cannavaro stende Gervinho al 47'. Giallo per l'ex capitano del Napoli e punizione per la Roma. Sul pallone va Pjanic che disegna un parabola stellare. Niente da fare per Reina e palla che si insacca all'incrocio dei pali. Un vera e propria perla applaudita anche dal re delle punizioni Diego Maradona, presente in tribuna. Roma avanti dopo il primo tempo.
Il secondo tempo si apre con il Napoli che prova a testa bassa. Al 3' Inler ci prova da 25 metri: il missile dello svizzero scheggia il palo ed esce. Al 12' Gervinho si accascia al suolo: problema muscolare per l'ivoriano. Al suo posto entra Ljajic. Al 13' De Rossi, da calcio d'angolo, sfiora il gol del raddoppio. Al 15' ci prova Hamsik: bolide che scheggia, anche in questo caso, l'incrocio dei pali. Benitez, in panchina, si sbraccia a il suo Napoli non riesce a dare di più.
La Roma è nella sua trequarti: ci prova Insigne dopo una lunga azione manovrata. Tiro murato. Attaccano gli azzurri ma Benatia comanda bene la sua difesa. Il Napoli in questo secondo tempo si sta facendo preferire ma, negli ultimi 20 metri, manca il guizzo decisivo agli ospiti. Si sente l'assenza di Higuain là davanti. Benitez allora capisce che è il momento di gettare nelle mischia anche il Pipita. Fuori Pandev.
Al 25' Cannavaro e Borriello si strattonano. Per Orsato è rigore, secondo giallo per Cannavaro (quindi espulsione) e altra occasione per la Roma. Dal dischetto va Pjanic. Reina, dopo aver ipnotizzato Balotelli, non fa lo stesso con il bosniaco. Gol e Curva Sud che gioisce. Il Napoli è alle corde. Le immagini evidenziano come il contatto abbia punito, severamente (per usare un eufemismo), Cannavaro.
Ci si avvia così nell'ultimo quarto d'ora. La Roma, avanti di due reti, gestisce la situazione. Il Napoli, sotto anche di un uomo, ci prova ma con poche idee. Rudi Garcia mette in scacco anche il maestro Benitez e firma così l'ottava meraviglie.
Otto vittorie consecutive, nella storia ci riuscì solo la Juve e ora la Roma sogna di prende il posto proprio di bianconeri come prossima campione d'Italia.
Bookie. Roma quotata a 2.95 contro il Napoli, partenopei a 2.35
La Roma torna in campo domani alle ore 15 allo stadio Olimpico contro il Napoli ma per i bookmakers partono sfavoriti. Negli ultimi anni, i giallorossi sono andati meglio in trasferta che in casa contro i partenopei perdendo gli ultimi due confronti tra le mura amiche. In più, sono reduci dalla sconfitta di Ferrara contro la SPAL. Secondo gli analisti Stanleybet.it il 2 è dato a 2,35, mentre la vittoria giallorossa si gioca a 2,95. Il pareggio manca dal 2012(ben 8 confronti) ed è offerto a 3,40. Edin Dzeko non ha ancora trovato la via del gol in casa e la fine del suo digiuno è giocabile a 2,75, mentre la rete di Milik a 2,50.
Serie A. Vittoria di misura per la Juve con l'Empoli grazie a Kean
La Juventus ringrazia l'ottima forma del giovane Moise Kean per battere l'Empoli in casa. I bianconeri vincono 1-0 all'Allianz Stadium per merito dell'ex Verona, che sigla la rete dei 3 punti al 72', dopo appena 3 minuti dal suo ingresso in campo. Gli uomini di Allegri sono sempre più vicini al loro ottavo titolo consecutivo ed ora sono a + 18 dal Napoli, che domani sarà di scena allo stadio Olimpico contro la Roma.
Roma-Napoli, i convocati di Ranieri. Presenti Under, Manolas, De Rossi e Kolarov (Foto)
Claudio Ranieri, tecnico della Roma, ha reso nota la lista dei giocatori convocati per la partita di domani contro il Napoli. Sono 21 i giallorossi selezionati dal mister, tra i quali non figura Lorenzo Pellegrini. Regolarmente presenti, invece, De Rossi, Manolas, Kolarov e Under. Di seguito la lista completa apparso sull'account Twitter della società capitolina:
Ecco i convocati di Claudio Ranieri per #RomaNapoli #ASRoma pic.twitter.com/6InW5TPFrl
— AS Roma (@OfficialASRoma) 30 marzo 2019
Roma Primavera, frattura di tibia e perone per Sdaigui. Auguri di pronta guarigione anche dal Genoa
La Roma Primavera è scesa oggi pomeriggio in campo allo stadio Tre Fontane per il match contro il Genoa. Negli ultimi istanti di gioco, il giallorosso Sdaigui ha subìto un gravissimo infortunio ed è stato subito portato a Villa Stuart per gli esami strumentali ma le prime impressioni non fanno ben sperare. Secondo quanto riportato da Roma TV, è questo il motivo per il quale nessun giocatore ha rilasciato dichiarazioni nel post gara.
Come riportato dalla Roma su Twitter, per il giovane giallorosso si tratta di frattura scomposta di tibia e perone e sarà operato nei prossimi giorni. Anche il Genoa fa gli auguri di pronta guarigione al giocatore.
Forbes Italia ha selezionato 100 eccellenze under 30, c'è anche Zaniolo
La rivista Forbes Italia ha selezionato 100 giovani eccellenze italiane under 30 in vari settori. Tra questi c’è anche lo sport e nella categoria figura il giovane giallorosso Nicolò Zaniolo, distintosi sia alla Roma sia nella nazionale allenata da Roberto Mancini.
“Sono i 100 leader italiani del futuro, tutti sotto i 30 anni di età e divisi per 20 categorie differenti, che Forbes Italia ha selezionato nell’ambito della seconda edizione del progetto Under 30” quanto si legge sulla rivista.