Strootman in visita a sorpresa. Pastore ko, stavolta è il polpaccio

IL TEMPO - MENGHI - Un leader in più a Trigoria alla vigilia della sfida decisiva col Porto: Strootman ha fatto visita alla Roma ieri mattina, prima della partenza per il Portogallo, ha assistito alla rifinitura della squadra, ha salutato tutti, allenatore e dirigenti
compresi, e si è intrattenuto anche nel luogo «sacro» dei giocatori, lo spogliatoio, dando la
carica ai suoi ex compagni in vista della Champions. Intanto a fermare Pastore è un problema al polpaccio dovuto ad una forte contusione subita nella stracittadina: difficile un rientro per l'Empoli. Nulla a che vedere con la lesione fibrotica al soleo destro curata a Barcellona a novembre, e nessuno screzio con l'allenatore come qualcuno aveva malignamente ipotizzato.


La notte della verità

IL TEMPO - AUSTINI - Dall’inferno al paradiso in quattro giorni? La Roma è capace di farlo. Così come di affondare definitivamente negli abissi di una stagione assurda. Nessuno, da Di Francescoa De Rossi fino all'ultimo giocatore, è in grado di prevedere cosa accadrà
in questa ennesima prova d'appello stasera in casa del Porto. Decisiva, a differenza
di un derby perso in malo modo, teoricamente l’occasione migliore possibile per ribaltare di nuovo prospettive e umori generali. In palio c'è un posto tra le prime otto squadre d'Europa
che vale 15 milioni per il bilancio, traguardo incredibile se si pensa alla dimensione della Roma attuale in campionato, eppure a portata di mano peril secondo anno di fila. Il bis nella storia è riuscito solo a Spalletti a cavallo tra il 2007 e il 2008, quando eliminò il Lione nella prima sua campagna in Champions e il Real Madrid nella stagione dopo. Adesso ci riprova Di Francesco, l’uomo che è riuscito addirittura a portare i giallorossi in semifinale. Con rimpianti. Un anno dopo i problemi sono aumentati, la crescita auspicata è diventata involuzione, l'allenatore si ritrova all'ennesima partita da dentro o fuori. Non solo per la
Champions, ma per il suo futuro sulla panchina romanista. Pesa molto di più la pressione che quel gol beffardo subìto all'andata, il 2-1 è tutto sommato un buon vantaggio da gestire su un campo tostissimo, non più di altri dove la Roma si è cimentata di recente. Di fronte ci sarà un avversario esperto e pieno di buoni giocatori, ma dipende molto da quale versione dei giallorossi si ritroverà di fronte l'ex laziale Coincecao. Di Francesco dovrebbe optare per il 4-3-3, questa l’unica indicazione fornita dall’abruzzese, che ha blindato tutte le prove a Trigoria, oscurando pure le riprese della tv del club. Se non bluffava - testato anche il 3-5-2 - si vedrà quindi una linea a quattro dietro, con Manolas al rientro probabilmente spalleggiato da Marcano, che il Do Dragao lo conosce meglio di tutti. Lo spagnolo è favorito su Juan Jesus e Fazio, uno fra i centrali dovrà accomodarsi in tribuna. Sulle fasce Karsdorp in vantaggio su Florenzi, mentre dall'altra parte è sicuro di giocare Kolarov. Se il centrocampo sarà a tre, rischia i star fuori di nuovo Nzonzi, De Rossi è irrinunciabile in un
momento e una partita del genere, gli intermedi dovrebbero essere Pellegrini e Zaniolo. Ma Cristante spera. Davanti la certezza si chiama Dzeko, stavolta spalleggiato da due esterni d'attacco puri: con El Shaarawy potrebbe toccare a Perotti, seduto ieri in sala stampa allo stadio accanto a Di Francesco. «Sono qui da tre anni e mezzo - analizza l'argentino - e ci sono stati sempre alti e bassi, non succede solo adesso. Una delle cose più brutte di essere stato fuori a lungo è stata quella di non poter dare una mano e allenarmi con loro. Abbiamo un vantaggio da gestire, se segniamo un gol per loro sarà più difficile. E in campionato abbiamo solo tre punti di distanza dall'Inter quarta». Il Porto dal canto suo ha appena perso lo scontro diretto contro il Benfica e il primato della Liga portoghese. Ma tutti qui confidano nella rimonta. Un contrattempo per Coincecao alla vigilia: troppo vento allo stadio per allenarsi, la squadra ha fatto solo quattro giri di campo ed è rientrata negli spogliatoi. Le notizie migliori il portoghese le aveva però avute dall’infermeria: tutti disponibili, il bomber Marega compreso, tranne Aboubakar.


Di Francesco duro: «C'è solo la Roma»

IL TEMPO - AUSTINI - «Non gioca Di Francesco, gioca la Roma». Ci prova direttamente lui a riportare l’attenzione su quello che conta di più. La Champions, un posto fra le prime otto, roba che in questo momento è diventata addirittura un sogno per la Juventus di Cristiano Ronaldo, presa a schiaffi a Madrid dall’Atletico. É troppo più importante questo traguardo, seppur parziale, che tutto il resto, compreso il futuro di una panchina scricchiolante da ottobre e rimasta in qualche modo incollata sulla schiena dell’abruzzese. Provato, visibilmente stanco, ma non rassegnato, l’allenatore si affaccia velocemente sul campo del Do Dragao «Ispezionato» dai giocatori, poi sale nella sala stampa per spiegare che «non prevale  il discorso Di Francesco o altro, davanti a tutto va messa la Roma. Dobbiamo passare il turno, ci siamo conquistati questa possibilità e io e la mia squadra vogliamo sfruttarla. Conta di più rispetto alle chiacchiere che ci sono dietro, l’attenzione va riportata sulla partita e non su di me, la gente lo capisca: l'interesse comune di un romanista deve essere qualificarsi ai quarti, sarebbe una cosa storica per il club. E mi dà fastidio che i
tifosi non capiscano che in campo ci va la Roma». Poi una frase che non si capisce se rivolta ai giocatori o ai dirigenti: «Essere supportato è fondamentale, sopportato no». Di Francesco sa bene cosa lo aspetta in caso di un altro crollo, con eliminazione incorporata: a quel punto la società sarebbe intenzionata a cambiare guida tecnica, per provare a dare una scossa al
gruppo e tentare di prendersi almeno il quarto posto. «Per me è sempre difficile da quando alleno questa squadra - dice ancora Eusebio - e il momento più duro è sempre quello che deve venire. Fa parte del mio lavoro, certi discorsi li metto da parte, i risultati  condizionano la carriera di ogni allenatore». L'ultimo è stato un disastro. «Ma il derby è stata una gara particolare, nella ripresa sembravamo in grado di poter pareggiare e il 2-0 ci ha tagliato le gambe». Contro la Lazio ha schierato la Roma col suo modulo preferito e dopo il gol di
Caicedo ha ripristinato il 4-2-3-1, stasera «il pensiero è di partire con il 4-3-3 - conferma a Sky - poi vedremo come si mette la gara e se la notte porterà altre idee. Non dico nulla sulla formazione, non la sanno neppure i giocatori: Voglio decidere alla fine e vedere anche le loro facce per scegliere chi mandare in campo ad affrontare questa grande battaglia. Tutti devono pensare alla partita della vita e metterci il massimo impegno. Sarà fondamentale fare una buona fase difensiva, il resto verrà da sé». E mentre Coincecao invita il Porto alla prudenza («non dobbiamo avere fretta di segnare»), la stampa locale annuncia la possibile presenza di Paulo Sousa in tribuna. Il portoghese, a un passo dall'accordo con il Bordeaux
(gli avvocati stanno scrivendo i contratti), non sarebbe comunque il favorito per l’eventuale sostituzione di Di Francesco, che si mostra sereno riguardo all’«ombra» dell'ex juventino, poco garbato qualche mese quando si candidò pubblicamente per la panchina giallorossa. «Un conto è fare dichiarazioni antipatiche o senza stile - ribatte Eusebio, stizzito per le parole di allora di Paulo Sousa - un altro è vedere in giro le partite: fa parte del nostro mestiere e in futuro potrebbe accadere con me». Poi chiede ironico: «Ma verrà allo stadio?». Lui forse, Donadoni e Panucci no: sono loro gli altri due che sperano di soffiargli il posto. Della serie: mors tua, vita mea.


Souad: «Avanti con DiFra comunque vada»

IL TEMPO - LO RUSSO - Sbai Souad (nata in Marocco ma cittadina italiana dal 1981) si occupa principalmente della condizione delle donne musulmane nel contesto dell'immigrazione in Italia, dal 2014 è componente dell'Osservatorio contro la violenza sulle donne presso la Regione Lazioe nel 2016 relatrice al convegno presso la Camera dei deputati, oltre che giornalista e saggista. E la sua seconda passione è la Roma. Tifosa sfegatata da quando ha messo piede nella capitale per poi restarci. «Tutta la mia famiglia è romanista, i miei figli neanche a dirlo, una passione nata subito, senza pensarci un attimo».

Come va con i colleghi laziali?
«Purtroppo ne sono circondata. Nella politica ci sono molti più laziali di quanto possiamo immaginare! Che dire... bisogna sopportarli, al contrario di noi romanisti loro sono spietati e infieriscono come possono, poi in questi giorni, lasciamo perdere».

Appunto, come è stato tornare a lavoro dopo il derby?
«Una tragedia, durante la partita ho avuto la tachicardia fino all'ultimo minuto, ma in fondo ho pensato che noi i derby siamo abituati a vincerli, quindi, va bene così...qualche volta tocca anche a loro».

Che valutazione dà alla stagione della Roma?
«Bisogna soffrire. Ma dobbiamo darci una mossa. La Roma ha dei giovani interessantissimi, devono giocare loro. Lo ammetto, il mio preferito è El Shaarawy».

Perché proprio lui?
«Lo considerato un giocatore eccellente anche come atteggiamento. E serio e rispettoso. Da Falcao a Totti a El Sha, è lamia Roma. Anche se ho casa piena di poster di Totti».

Oggi c'è il Porto.
«Fondamentale. Dobbiamo  vincere a tutti i costi, la mia famiglia è già tutta lì. Dopo il derby perso non può essere altrimenti».

E se dovesse perdere, appoggerebbe un cambio in panchina?
«Assolutamente no. Ammiro Di Francesco e voglio che resti lui nonostante tutto. Ha ancora bisogno di tempo, sarei cauta in questo senso. Criticare i dirigenti non serve e chi lo fa è in malafede».

Quindi è ottimista?
«Lo stadio di Oporto è uno stadio molto difficile, ma se mettiamo quella grinta che tante volte abbiamo dimostrato di avere, possiamo farcela».

Cosa deve fare la politica per eliminare del tutto il razzismo nel calcio?
«Purtroppo la mamma degli stupidi è sempre incinta ma nelle nostre squadre il 60% dei
giocatori sono stranieri. Nelle scuole dobbiamo dare l’esempio. Io lavoro da una vita per i
diritti umani. Deve nascere un nuovo pensiero proprio da quei campi, il calcio deve unire e non dividere».


Se parte Zaniolo, la Roma pensa a Chiesa

La Roma potrebbe mirare a Federico Chiesa. Se nella sessione estiva di calciomercato dovesse partire Zaniolo, sarebbe un buon candidato: secondo tuttomercatoweb.com, però, non è un accordo semplice soprattutto per la partecipazione alla Champions League e inoltre sarebbero interessate Juventus e Inter.


Dzeko: "Dobbiamo dimostrare di essere forti, non siamo una squadra che resta dietro in attesa"

Edin Dzeko affida le sue dichiarazioni a Blue Win. A poche ore dalla sfida col Porto parla così:

Il 3-0 al Barcellona?

"Amiamo questo sport proprio per storie così. Se andiamo avanti, con un po’ di fortuna potremmo arrivare un’altra volta in semifinale. Ma prima c’è il ritorno col Porto. In Portogallo dobbiamo dimostrare di essere forti, non siamo una squadra che resta dietro in attesa. Dobbiamo fare almeno un gol per passare al turno successivo“. 

I favoriti per la finale?
“Barcellona, Real Madrid, (uscito ieri, ndr) e Manchester City. E l’Atletico giocherebbe la finale in casa, questa è sicuramente una forte motivazione. Credo una di queste 3 squadre. Ma sarebbe meglio se vincesse la Roma!“.


Marega: "Conceicao? Sa come comportarsi con me" (Foto)

Moussa Marega, attaccante del Porto, è stato intervistato dal sito della UEFA e le sue parole sono state riprese dal quotidiano portoghese Record. Questo il suo pensiero sul tecnico lusitano, Sergio Conceiçao:

"Sa come comportarsi con me".


Conceicao contro la fretta. Aggressività ed equilibrio la chiave per i quarti (Foto)

Ieri Sergio Conceiçao, allenatore del Porto, era presente in conferenza stampa alla vigilia del match contro la Roma in programma stasera alle 21 al Do Dragao. Questo il titolo del quotidiano portoghese O Jogo:

"Sergio contro la fretta - Aggressività ed equilibrio sono la chiave per accedere ai quarti di finale di Champions League".


Lo stadio Do Dragao apre i cancelli alle 18.30 (Foto)

Poche ore ormai a Porto-Roma. Il club giallorosso annuncia su Twitter l'orario di apertura dei cancelli: lo stadio Do Dragao inizierà ad ospitare i tifosi dalle 18.30.

 


Meeting point per i tifosi della Roma a Porto

La Roma fa sapere che sarà istituito un meeting point per i tifosi giallorossi che sono a Porto e sarà costituito in Avenida dos Aliadosdal quale sarà possibile raggiungere lo stadio in metro, sotto la supervisione della polizia locale. L'apertura dei cancelli è fissata per le 18:30. Questo è quanto riporta l'account ufficiale Twitter del club giallorosso.


Graziani: "Rispetto all'anno scorso, il piatto piange ma Di Francesco sta facendo un buon lavoro"

Francesco Graziani, ex attaccante della Roma, è stato intervistato nel corso della trasmissione Maracanà in onda su RMC Sport. Queste le sue parole: 

"Avete mai visto un allenatore far gol dalla panchina? La parte fondamentale di una squadra deriva da chi scende in campo. Questa Roma negli ultimi tempi cammina, non corre. Nel calcio di oggi è fondamentale pressare, sprintare: sono preoccupato per la condizione atletica dei giallorossi. Rispetto allo scorso anno il piatto piange, ma Di Francesco sta comunque facendo un buon lavoro. Se la squadra non risponde in campo, non possiamo dare solamente la colpa all’allenatore". 

La fase difensiva?

"L’anno scorso aveva fatto bene, ma i giocatori non possono avere sempre lo stesso rendimento”.


Giornalista straniero incontra Zaniolo a poche ore dal match di ritorno col Porto (Video)

Fernando Perez, giornalista di Bleacher Report, ha incontrato Nicolò Zaniolo a poche ore dal match di ritorno degli ottavi di finale con il Porto decisivo per il passaggio del turno. Il reporter rimase incredulo nel momento del secondo gol del romanista nella gara d'andata all'Olimpico e si mise le mani in faccia. Questo il video dell'incontro tra i 2 apparso sull'account Twitter di Perez: