Zaniolo e Schick pronti al recupero

IL MESSAGGERO - CARINA - Trentanove problematiche muscolari, 20 i giocatori coinvolti dall'inizio della stagione. Zaniolo è l'ultimo della lunga serie con un felice epilogo: il fastidio che lo ha costretto alla sostituzione lunedì contro l'Empoli, non è nulla di preoccupante. A tal punto che ieri il talento di Massa s'è limitato ad effettuare delle terapie, rinunciando anche agli esami strumentali che di norma, in questi casi, diventano di rito.

Buone notizie anche da Schick: il colpo ricevuto nel finale del match, che tanto aveva fatto allarmare il ct della Repubblica Ceca («Lunedì ha spinto molto, ma dopo mi è arrivata la notizia che ha avuto un nuovo problema fisico. Spero di non dover rinunciare alla convocazione»), aTrigoria sono convinti di risolverlo in pochi giorni, permettendo così a Patrik di giocare sabato a Ferrara. Per la gara contro la Spal (dove mancherà Florenzi, squalificato e sanzionato con 1500 euro), sono attesi i rientri dei tre squalificati (Fazio, Dzeko e Kolarov) anche se ieri il terzino serbo s'è allenato a parte per un problema ad una vecchia cicatrice. Terapie per Manolas, De Rossi, Pastore e Under: l'unico con chance di recupero è l'argentino.


Operazione rilancio. La nuova Roma di Ranieri ha già trovato i suoi eroi

LEGGO - BALZANI - Ci voleva l'arrivo di Ranieri per rivalutare gli acquisti di Monchi? Potrebbe essere questo il paradosso di un'annata nata sotto il segno dei fallimenti di mercato dell'ormai ex ds che nei prossimi giorni firmerà con l'Arsenal. Il tecnico romano d'altronde è stato spesso l'artefice di riscatto di molti giocatori che non trovavano spazio o che fino al suo arrivo non erano stati sfruttati a dovere. Di esempi ne è piena zeppa la sua prima Roma che nel 2010 sfiorò lo scudetto: dall'ex terzo portiere Julio Sergio all'eterno discontinuo Menez passando per Brighi, Burdisso o Vucinic. Ancora più eclatante il fenomeno Leicester dove Ranieri ha plasmato tanti piccoli miracoli. I più evidenti rispondono ai nomi di Drinkwater, Kante, Vardy e Mahrez. Proprio quest'ultimo, a un passo dalla Roma un anno e mezzo fa, passò dalla serie B francese con il Le Havre alla vittoria della Premier grazie alle intuizioni di Ranieri. Un percorso che Claudio vorrebbe far ripercorrere a JustinKluivert, abbracciato e coccolato dal tecnico dopo la bella prestazione con l'Empoli. L'olandese - pagato 17 milioni la scorsa estate - non ha legato con Di Francesco e lo evidenzia lo scarso minutaggio (1262') oltre a un rapporto spesso teso come dimostra l'esclusione di Madrid.

Il giocatore più nominato da Ranieri in questi primi giorni però è un altro. Ovvero Patrik Schick, 42 milioni e tanti passaggi a vuoto nella Roma di Di Francesco. «Ha tutto per sfondare, lui e Dzekodevono giocare insieme», è stato il marchio di Ranieri che ne vorrebbe fare un nuovo Vucinic. Il montenegrino giocava, infatti, da seconda punta al fianco di Toni e davanti a Totti. Ranieri vorrebbe fare lo stesso affiancandogli Dzeko e mettendogli qualche passo indietro Zaniolo. L'inizio fa ben sperare visto che il gol di Schick ha portato lunedì sera tre punti pesantissimi. Rivitalizzati dall'arrivo di Ranieri sono sembrati (ma forse è presto per dirlo) pure Marcano e Nzonzi. Il difensore spagnolo ha il fisico perfetto per l'identikit che cerca Ranieri, basti guardare la stazza della coppia difensiva del Leicester formata all'epoca da Huth e Morgan. Il centrocampista francese - pagato 27 milioni - invece sarà usato come vertice basso in attesa del ritorno di De Rossi e ha i tempi giusti per rallentare il gioco nei momenti di tensione. Ha deluso meno fin qui Cristante che tuttavia non è ancora riuscito a non far rimpiangere Nainggolan. L'ex atalantino può essere il Brighi di quella Roma che per poco non strappò il tricolore all'Inter di Mourinho. Più difficile sarà tirare fuori dal guado Pastore, ma per i miracoli nemmeno Ranieri è ancora attrezzato. Il primo obiettivo di Claudio è quello di riportare ossigeno a una squadra che si rompe spesso (oggi esami a polpaccio e flessore per Zaniolo e Schick a rischio con la Spal) e corre poco come dimostra una statistica: solo Udinese, Sampdoria e Torino fanno meno km dei giallorossi in media durante le partite. E oggi il tecnico di Testaccio a Trigoria terrà una lezione di tattica agli allievi per il master d'allenatore. Tra loro pure l'ex Mancini e il figlio di Zeman.


Ranieri, stile vintage e ritorno al 4-4-2: avanti Dzeko e Schick

LA REPUBBLICA - FERRAZZA - Una sua foto con lo zuccotto giallorosso di lana, stile vintage, schiacciato sulla fronte, con al collo il cronometro penzoloni mentre dirige l’allenamento, ha fatto il giro del web richiamando (volutamente?) il ricordo di Liedholm. Claudio Ranieri fa le cose semplici, e si muove con naturalezza senza troppi fronzoli, in modalità “Palla lunga e pedalare” per una Roma che ha necessità vitale di punti e certezze. Così la soffertissima vittoria contro l’Empoli,la prima delle dodici fatiche del tecnico testaccino, riporta a un’epoca diversa, quella fatta di cuore e sudore, in piena empatia col pubblico, concreta e piena di carattere, ma certamente non di quelle che nella storia hanno fatto stropicciare gli occhi. «La cosa migliore contro l’Empoli è stato il risultato», l’ammissione dello stesso Ranieri che, in piena emergenza infortuni, con i giocatori che cadono come mosche faticando a reggersi in piedi, si affida a dettami antichi quanto il calcio, ma efficaci in un momento così delicato. Difesa bassa, terzini bloccati, lanci lunghi a scavalcare il centrocampo, evitando un po’ il pressing alto, segreti per aiutare la squadra a prendere meno gol. Refrain che i giocatori dovranno ripetere a Ferrara (sabato prossimo), contro la Spal, quando rientreranno gli squalificati (Dzeko, Kolarov, Fazio) e il tecnico potrà schierare in attacco per la prima volta Schick (in gol con l’Empoli) insieme a Dzeko, all’interno di un 4-4-2.

La corsa al quarto posto impone di non fare errori e il prossimo turno di campionato, col derby di Milano, potrebbe significare l’aggancio al quarto posto, o comunque un avvicinamento sostanziale alla zona Champions. Ranieri e il suo staff stanno studiando le problematiche fisiche di tanti giocatori della rosa, non appesantendo gli allenamenti, e gestendo le (poche) risorse. Perché prima di decidere come giocare, l’allenatore dovrà contare le presenze. Non avrà infatti ancora a disposizione De Rossi, Pellegrini, Manolas, Under e Pastore, con Zaniolo non al meglio e tanti acciaccati che continuano a giocare sopra dei fastidi. Vedi Florenzi.

A proposito di Florenzi, il ginocchio sinistro continua a dargli qualche problema, a tal punto da non riuscire a muoversi senza dolore dopo ogni partita. La sua presenza però — nonostante il periodo di impopolarità con la tifoseria — è fondamentale per il gruppo. «Grazie a tutti per gli auguri — il post sui social del numero 24 dopo il suo compleanno — sento il vostro affetto e mi rende felice. Mi dispiace aver lasciato la squadra in dieci, anche se la cosa più importante è aver vinto». Florenziproprio non digerisce il secondo giallo rimediato contro l’Empoli, che gli è valso l’espulsione, la considera un’ingiustizia subita in un periodo già per lui difficile, sensazione confortata dalle scuse che gli ha fatto a fine gara l’arbitro Maresca. A Ferrara sarà quindi squalificato, poi ci sarà la sosta, settimane importanti per riposare e recuperare.


Roma, la rivoluzione è nelle piccole cose

IL MESSAGGERO - TRANI - Non è ancora la Roma di Ranieri. Che si è dedicato ai giocatori solo in un paio di allenamenti (subito più leggeri per prevenire gli infortuni) prima di metterli in campo contro l'Empoli. Ma questa, per coerenza, non è nemmeno la Roma. Con 8 assenti come Manolas, Fazio, Kolarov, De Rossi, Pellegrini, Dzeko, Under e, per fare cifra tonda, anche Pastore, un senso non ce l'ha. Non è neanche la Roma di Di Francesco perché, 37esima formazione in 37 partite, mai l'allenatore esonerato si è trovato con questa emergenza che ha dimezzato la rosa al nuovo arrivato proprio nella notte del debutto. Eppure Tinkerman, come lo definirono i perfidi inglesi nella sua avventura da coach del Chelsea (2000-2004), ha messo di sicuro la sua firma sul successo contro l'ex allievo Iachini. Piccoli accorgimenti. O, chiamiamole pure, se vogliamo, minime correzioni per prendersi i 3 punti e guardare avanti.

SEMPLICITÀ AL POTERE - L'Aggiustatore, da etichetta british, non si è smentito. E ha fatto subito centro, come il 13 settembre del 2019 a Siena, nel pomeriggio del primo esordio in giallorosso. Niente estetica, solo sostanza. E soprattutto sofferenza, oggi come ieri. Sir/Sor Claudio, però, sa che il percorso nella corsa Champions, mini torneo che adesso è di 11 giornate, è la volata in cui non è possibile fare alcun esperimento. Non c'è tempo per capire e programmare. Tantomeno per ripartire da zero. Ecco il 4-2-3-1. In corsa il 4-4-2. E giusto qualche mossa per non farsi trovare impreparati. In partita. Benzina sì. Ma normale e mai super, differenza che riporta nel passato. Poi, che sarà sarà.

RISCHIO (QUASI) ZERO - Ranieri si è concentrato solo sulla fase difensiva. Bocciata nei numeri: 56 reti, compreso l'autogol di Jesus (l'unico che l'allenatore ha visto dal vivo), in 37 partite. Vulnerabilità che non è da big. Tinkerman ha preparato la lista per presentarla poi ai suoi interlocutori. Con colloqui individuali e di gruppo. Ecco, in poche righe, lo stretto necessario per sistemarsi meglio e azzerare ogni pericolo: 1) terzini bloccati, in particolare nella ripresa; 2) ampiezza limitata, con gli esterni bassi e alti più dentro il campo e quindi più stretti; 3) mai palla indietro al portiere; 4) evitata la costruzione dal basso; 5) lancioni (aumentati del 20 per cento) per saltare il centrocampo avversario, coinvolgendo pure il portiere, e andare a combattere sulle seconde palle, semplicemente anche per cercare qualche spizzata del centravanti; 6) giro palla in sicurezza e in orizzontale, quindi più possesso come si è visto nel primo tempo, senza mai forzare la giocata o la verticalizzazione; 7) baricentro spostato dentro la propria metà campo, seguendo l'ultima volontà di Di Francesco; 8) niente pressing. Sembra la lista della spesa e invece è il minimo indispensabile per mettersi in viaggio verso il 4° posto. Non è casuale che, pur affrontando l'Empoli quartultimo (nessun successo esterno e solo 6 punti negli ultimi 3 mesi/12 match), quella di lunedì sera è stata la partita in cui la Roma, con il 4-2-3-1, ha subito meno conclusioni nello specchio della porta. Appena una, di Jesus, con quel disgraziato colpo di testa per l'autogol del momentaneo pari. Nessuna con il 4-4-2 della ripresa. Al Tardini, il 29 dicembre contro il Parma, furono due, quasi un inedito per la precedente gestione tecnica. «Dobbiamo ancora metabolizzare le novità» l'ammissione di El Shaarawy. «Quali? Io non ho detto niente...» ha sorriso Ranieri. Che ieri, a Trigoria, è stato docente al Master allenatori del corso Uefa Pro. Da Cerezo a Rivera, allievi per tutti i gusti. I tecnici saranno ospiti per due giorni della società giallorossa per il 4° stage della stagione.


Julio Sergio: «Mister magico, con lui divenni grande»

LEGGO - BALZANI - Julio Sergio era stato soprannominato da Spalletti il terzo miglior portiere del mondo. Un complimento a suo modo, ma pure una bocciatura. L'arrivo di Ranieri ha portato il brasiliano a prendersi i pali della porta che per poco non fu tricolore, diventando idolo dei tifosi.

Cosa ha pensato quando si è saputo che la Roma aveva puntato su Ranieri?
"Sono sincero a questo punto della stagione non avrei cambiato allenatore, ma la scelta di Ranieri era la migliore possibile dal momento in cui hanno esonerato Di Francesco. Certo ora il tempo è poco e non potrà ripetere i miracoli del 2010 ma conosce l'ambiente e ama Roma e la Roma. Ha fatto una scelta coraggiosa, sono convinto che farà bene".

Quanto è stato importante Ranieri per lei?
"Fondamentale. Spalletti aveva fiducia in Doni che stava andando bene. Poi è arrivato Ranieri. Il mister ha creduto in me, mi ha fatto sentire importante ho vissuto due anni meravigliosi anche se non ho proprio il fisico da portiere".

Potrebbe fare lo stesso con Fuzato o Mirante?
"Credo sia tardi, ora punterà su Olsen. Lo svedese fin qui ha commesso qualche errore ma non è colpa sua se la Roma è in queste condizioni. Già con l'Empoli ho visto maggiore equilibrio tattico".

Ranieri spesso ha tirato fuori il meglio dai suoi giocatori. Ci riuscirà anche stavolta?
"Ha una grande carisma e riesce sempre a tirare fuori il carattere ai suoi giocatori. Anche loro però devono mettere da parte social o altre cose e tirare fuori il cuore come ho fatto io nel 2010. Sono sicuro che anche loro hanno fame di vittorie, per farlo devono seguire in tutto e per tutto il mister".

 

 

 

Florenzi, Immobile e Ciofani in campo: i campioni danno un calcio al bullismo

IL MESSAGGERO - NEBULOSO - Roma, Lazio e Frosinone scendono in campo per No Bulli, la campagna di prevenzione e di contrasto al fenomeno del bullismo e del cyberbullismo promossa dal vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, Giuseppe Cangemi. L'iniziativa è stata presentata nel corso di un'affollata conferenza stampa alla quale hanno partecipato il presidente della SS Lazio, Claudio Lotito, il vice presidente della As Roma, Mauro Baldissoni, e il direttore dei Rapporti istituzionali del Frosinone calcio, Salvatore Gualtieri. Grande entusiasmo anche per l'arrivo dei testimonial ufficiali: i calciatori Alessandro Florenzi, Ciro Immobile e Daniel Ciofani che hanno presentato il logo e la maglia della campagna insieme alle calciatrici Melissa Adiutori, Martina Santoro e Flaminia Simonetti. L'intesa, sottoscritta anche dal Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza della Regione Lazio, Jacopo Marzetti, coinvolge le bambine e i bambini delle Scuole Calcio delle tre società professionistiche i quali indosseranno il logo No bulli sulla maglia di gioco durante tutte le partite per la stagione 2018/2019 fino al termine delle attività della Scuola Calcio, facendosi così portavoce di un messaggio di rispetto e amicizia da trasmettere agli altri atleti che incontreranno sul campo.

Cangemi ha ringraziato le società professionistiche della serie A per aver aderito da subito con entusiasmo alla proposta unendosi al fianco dell'istituzione regionale per intervenire sul rilevante fenomeno del bullismo. Il presidente della Lazio Lotito ha voluto sottolineare l'importanza dell'iniziativa ma ha lanciato un monito anche verso i genitori che troppo spesso sono i primi ad aizzare i propri figli contro gli avversari. «Il bullismo è da vigliacchi ha tuonato Baldissoni e mettersi tutti contro uno è un atteggiamento totalmente contrario a quanto avviene normalmente in un gruppo». Il rappresentante del Frosinone, infine, ha ricordato come la squadra ciociara sia già attiva nell'educazione dei giovani calciatori avendo attivato una campagna nelle scuole del frusinate alla quale hanno aderito anche la Questura e l'Università di Cassino.

IL MESSAGGIO - Florenzi, Immobile e Ciofani, infine, hanno portato il loro messaggio di saluto dichiarandosi orgogliosi del loro ruolo di testimonial. Significativa la presenza fra il pubblico di una rappresentanza delle squadre femminile e di quelle giovanili delle tre squadre. La campagna No Bulli proseguirà con altre iniziative e con il coinvolgimento del Corecom Lazio e prevede un mini torneo, che sarà programmato al termine delle attività della scuola calcio, e giornate di formazione e informazione, da svolgere negli impianti sportivi delle singole società, per coinvolgere il maggior numero di atleti e gli staff tecnici ai quali spetta il delicato compito di allenare e di educare le ragazze e i ragazzi, dentro e fuori il campo di gioco.


Ranieri dà la scossa ad un Roma in piena emergenza

INSIDEROMA.COM - MASSIMO DE CARIDI - La Roma vince 2-1 contro l'Empoli in un match sofferto ma con tanto cuore. I giallorossi conquistano i 3 punti a fatica sia per le decisioni arbitrali un pò sui generis sia per i tanti indisponibili sia perché la squadra non vive neanche un grande stato di forma psicofisico.

Il primo incontro di Claudio Ranieri sulla panchina romanista è stato complicato esattamente come ci si aspettava. Troppe assenze, troppi giocatori fuori condizione o in via di recupero e qualche elemento forse non proprio all'altezza della situazione. 

Bravo l'ex mister del Leicester dei miracoli a fare di necessità virtù nonostante avesse a disposizione realmente solo 13-14 giocatori più tanti ragazzi della Primavera. Ranieri è ripartito dalle basi: cercare la solidità difensiva con pochi fronzoli e davanti affidarsi al valore dei singoli.

La formazione è stata disegnata su un 4-4-2 "basic" con Florenzi terzino destro e Santon sul lato opposto e con Juan Jesus centro-destra e Marcano centro-sinistra. A centrocampo, i 2 centrali erano Nzonzi e Cristante e sulle fasce Kluivert a destra ed El Shaarawy a sinistra con Zaniolo a sostegno di Schick, centravanti di giornata. 

Qualche buona notizia è arrivata da 2 calciatori molto discussi sino a questo momento: Justin Kluivert e Patrick Schick. L'olandese ha dato ampiezza e profondità nelle ripartenze, mostrando anche delle discrete doti tecniche, mentre il ceco ha segnato un gol da attaccante puro e si è dato molto da fare fin quando il fisico lo ha sorretto, poi entrambi sono dovuti uscire per stanchezza e crampi. 

Purtroppo, ci sono state anche delle conferme negative. Una su tutti: Steven Nzonzi. Il centrocampista francese campione del mondo sinora non ha mai dimostrato il suo valore, anzi sono più che altro le sue lacune ad esser venute fuori. Primo tempo disastroso sia in fase di costruzione che di copertura. Sempre in ritardo, passaggi scolastici ed a volte sbagliati anche quelli, mai un'iniziativa o un lancio pericoloso. Nella ripresa ha avuto un moto d'orgoglio e si è fatto vedere un pò di più in fase propositiva, con risultati non eccelsi ma almeno si è notato l'impegno. 

Florenzi ha giocato una discreta partita. Attento in copertura e presente nella costruzione del gioco, mettendoci anche la giusta grinta in diverse circostanze. L'espulsione è apparsa eccessiva sia per il primo giallo arrivato per proteste dopo il gol del pareggio dell'Empoli e da capitano aveva tutto il diritto di parlare con l'arbitro. Nell'episodio del secondo giallo, il direttore di gara Maresca è stato decisamente troppo fiscale per un fallo che tutto era tranne che da ammonizione. 

Migliore in campo, senza ombra di dubbio, Stephan El Shaarawy. Il Faraone aveva guardato tutta la partita di ritorno col Porto dalla panchina ed è stato un vero peccato perché è sembrato anche contro i toscani uno dei più in forma. Il gol di pregevole fattura lo ha caricato e ha giocato da vero leader sia in copertura che quando si spingeva avanti. Sempre pronto a dare una mano in raddoppio e a far ripartire l'azione. Negli ultimi 10 minuti, è diventato anche capitano della squadra, giusto riconoscimento per un ragazzo che ha bisogno della fiducia di tutti per rendere al meglio e quando si sente circondato dall'affetto di ambiente e compagni, è un elemento fondamentale su cui puntare. L'ammonizione ricevuta è un'altra macchia sulla pessima prestazione dell'arbitro partenopeo, che invece di assegnare una punizione dal limite ai giallorossi, ha dato fallo contro per una simulazione inesistente.

L'episodio che deve servire da scossa e svolta all'ambiente romanista arriva all'87'. Gli uomini di Iachini entrano in area di rigore con Oberlin che si catapulta addosso a Juan Jesus in maniera scomposta e lo travolge, in più tocca la palla con il braccio e se ne avvantaggia, il pallone arriva poi sui piedi di Bennacer che scarica su Krunic, che segna la rete del 2-2. Maresca assegna il gol ma il VAR lo richiama ed il direttore di gara va a vedere le immagini ed annulla giustamente. Non è stato sanzionato il fallo sul difensore brasiliano della Roma ma il tocco con il braccio, che forse tra i 2 episodi è quello più discutibile. Ancora una volta, l'arbitro non si è dimostrato all'altezza della situazione in un match non certo scorretto. 

Dopo tante decisioni contrarie in questo periodo ma anche nella stessa sfida con l'Empoli, una a favore non può che far piacere ma servirà continuare a lottare tutti insieme e che magari la buona sorte (sia in campo che per quanto riguarda gli indisponibili, ieri ben 8) assista la formazione giallorossa. 


Champions League. Tripletta di Ronaldo e la Juve passa ai quarti di finale, goleada del City che vince 7 a 0 contro lo Schalke 04

Erano due le gare del martedì di Champions League, partite che valgono l’accesso ai quarti di finale: Manchester City-Schalke e Juventus-Atletico Madrid. Grazie ad una tripletta di Ronaldo la Juve conquista l'impresa più importante della sua stagione, vincendo per 3 a 0 contro l'Atletico di Simeone. Stravince il City che passa per 7 a 0 contro lo Schalke 04. 

Tabellino completo

  • Manchester City-Schalke 04 7-0 (35' e 38' Aguero, 43' Sané, 56' Sterling, 72' Bernardo Silva, 78' Foden, 84' Gabriel Jesus - Tot. 10-2)
  • Juventus-Atletico Madrid 3-0 (27', 49' e 86' rig. Ronaldo - Tot. 3-2)

Allenamento Spal. Possibile recupero di Lazzari per la gara contro la Roma

C'è ottimismo per la presenza in campo dell'esterno Manuel Lazzari. Questo è quanto riporta il sito estense.com. Ha svolto allenamento differenziato invece per il convalescente Murgia, che indossate le scarpe da tennis si è cimentato in numerose ripetute di corsa e allunghi per riprendersi dall’influenza che lo aveva reso indisponibile per la trasferta di Milano e che ora sembra essere solo un brutto ricordo, tant’è che il ragazzo sta bene e si sottoporrà alle prossime sedute insieme al resto dei compagni. Seduta di scarico senza palla infine per i vari Fares, Floccari, Kurtic, Schiattarella, Missiroli, Bonifazi e Vicari, reduci dalla partita persa con l'Inter, mentre dalle parti di via Copparo non si sono visti VivianoPetagnaValoti (squalificato per la sfida contro i giallorossi, ndr.) e Felipe, che con tutta probabilità hanno concordato un ulteriore giorno di riposo con lo staff tecnico e già da domani saranno agli ordini di mister Semplici.


Ipotesi suggestiva per la panchina giallorossa, Di Biagio allenatore con Ranieri DT

La Roma è alla ricerca di un nuovo tecnico, ma anche dei nuovi dirigenti. Secondo quanto riporta il sito tuttomercatowebb.com, la coppia Sabatini-Osti sarebbe in vantaggio, con uno fra Sarri - ma dipenderà dal Chelsea - Giampaolo o Gasperini in panchina, c'è una nuova possibilità all'orizzonte e caldeggiata da Franco Baldini. Una soluzione che andrebbe verificata dai risultati ottenuti da Claudio Ranieri in queste settimane: il tecnico giallorosso andrebbe a occupare la scrivania del direttore tecnico, con in panchina Gigi Di Biagio: ex romanista, da calciatore, è ora alla guida dell'Under21 dal 2013: sarebbe una soluzione "interna" e che farebbe risparmiare un ingaggio pesante come quello di un altro tecnico.


Spunta un nuovo nome per il centrocampo giallorosso, la Roma vira su Drinkwater

La Roma avrebbe messo nel mirino il centrocampista del Chelsea Danny Drinkwater. Questo è quanto riferisce il portale specializzato calciomercato.com, col giocatore dei Blues che con Sarri sta trovando pochissimo spazio. A fare il nome di Drinkwater, secondo il sito, sarebbe stato proprio il neo allenatore della Roma, Claudio Ranieri, che ha avuto alle sue dipendenze il centrocampista, ai temi del Leicester.


Roma, da comparse a protagonisti: la rivincita di Kluivert e Schick

LAREPUBBLICA.IT - PINCI - "Oggi come ieri, buona fortuna mister Ranieri", era il messaggio di ieri dei tifosi. Ne ha avuta, se a tempo scaduto il Var ha trasformato l'amaro che la sua Roma pareva costretta a bere in un dolce da gustare fino in fondo. Ma nella serata che apre con i tre punti la nuova gestione di Trigoria, a brillare sono stati tre attaccanti dalle storie strane. Tre esclusi a Oporto e determinanti ieri, in una logica del contrappasso che premia il cambiamento. Utile sabato a presentarsi in casa della Spal con l'occasione, vincendo, di portarsi nel peggiore dei casi a un solo punto dal 4° posto.

La rivoluzione ha volti e nomi che fino a ieri parevano caduti in un oblio tecnico. Kluivert lo stadio Do Dragao l'aveva visto immalinconito dalla tribuna, Ranieri gli ha affidato la fascia sacrificando addirittura Perotti. Ne avrà sorriso papà Patrick, che giusto qualche settimana fa di fronte a una domanda sull'ormai ex allenatore della Roma s'era fatto una risata.

L'olandesino ha giocato un tempo di elettricità in cui l'egoismo ha diluito gli effetti nuovamente devastanti del suo talento. Tornato lucido dopo mesi di melanconica opacità. Più che il gol di El Shaarawy, ormai una costante se in questo campionato è già il nono, a colpire è stato quello di Patrick Schick. L'ultima volta in cui aveva lasciato il segno era il 26 dicembre dello scorso anno, c'era Di Francesco e di Ranieri a Trigoria non aveva mai sentito parlare nessuno. Settantacinque giorni dopo ha benedetto il proprio 2019 - fermo sin qui alla doppietta non esattamente esaltante contro l'Entella - con il gol vittoria, sfruttando il fondamentale meno sviluppato del proprio portafoglio e forse l'unico su cui il nuovo tecnico non aveva messo l'accento alla vigilia.

Le sue parole però un effetto devono averlo prodotto, se due comparse decidono alla prima notte con lui di offrire un campione dei motivi per cui Monchi spese cifre sconvolgenti per loro. L'aggiustatore insomma ha aggiustato prima gli ingranaggi che scricchiolavano di più. Compresa forse la difesa: in difficoltà, graziata da imprecisioni avversarie e letture arbitrali. Ma capace di piegarsi alla fine solo a un autogol scellerato: nelle ultime tre partite aveva preso 8 gol facendosi maltrattare pure da Ciano e Pinamonti, Caicedo e Cataldi"Ho detto ai giocatori che davanti un gol prima o poi lo facciamo, dobbiamo pensare prima a registrare la difesa", ha spiegato Ranieri. Una missione ancora da completare. Intanto, quella del rilancio è iniziata.