DiFra, tutto in una notte
GAZZETTA DELLO SPORT - Strana la vita. Dieci mesi fa Di Francesco era l’eroe di una città per aver riportato la squadra giallorossa in semifinale di Champions dopo 34 anni, oggi invece rischia di perdere tutto in una notte storta, nonostante la corsa europea in campionato sia ancora aperta. Un paradosso. Ma in Portogallo non si possono non ascoltare i brusii che parlano di Paulo Sousa, dopo che l’ultima offerta del Bordeaux – biennale dal 2,3 milioni a stagione – è stata congelata fino a domani. Certo, se Sousa pare avere già un accordo di massima ed è quindi candidato fortissimo, i tentennamenti interni fanno parlare anche di Panucci, Ranieri e Donadoni, ma senza convinzione, nonostante il tecnico abruzzese abbia perso lo scudo di Monchi, in uscita forse anche subito, in caso di esonero dell’allenatore. «Non troverei inopportuna la presenza di Sousa in tribuna col Porto (come si dice, ndr ) – dichiara cavallerescamente il tecnico –. Un conto sono le dichiarazioni (che in passato non gli erano piaciute, ndr ) e un conto è il lavoro. In futuro potrebbe succedere anche a me. È da quando sono seduto sulla panchina della Roma che conosco le difficoltà. Non voglio portare l’attenzione su di me: gioca la Roma. Credo ancora nella possibilità di fare un risultato positivo. Il resto sono chiacchiere, che fanno parte del gioco. Noi siamo criticati più per i risultati che per il lavoro. Il pensiero non va a me stesso ma alla squadra, se passiamo se ne gioveranno tutti, al di là di chi sia l’allenatore. Certo, dopo un periodo di risultati positivi il derby ha inciso sul morale generale, ma occorre pensare a questa come partita secca, quella della vita. Essere supportato è fondamentale, essere sopportato no. Voglio un match di altissimo livello, come quelli dello scorso anno».
Difesa a 4 o a 3. I dubbi di DiFra per poter rivivere una notte epica
REPUBBLICA - PINCI - Due idee di Roma. Una tradizionale, quasi classica. E una rivoluzionaria. La decisione la prenderà soltanto stamattina, Eusebio Di Francesco, ma al di là delle dichiarazioni d’intenti in diretta tv («La mia idea è di partire col 4-3-3»), l’allenatore sta valutando pure l’idea di uno stravolgimento tattico. Una Roma epica, come «quella delle grandi notti di Champions dello scorso anno», ha evocato in conferenza stampa, nella pancia del Do Dragao che oggi ne deciderà il destino e che ieri gelava di fronte al suo sguardo immobile. Sa Di Francescoche potrebbe essere l’ultima sulla panchina della Roma e per l’occasione sta studiando una soluzione in grado di sorprendere anche il Porto: il ritorno alla difesa a tre. Così lo scorso anno schiantò il Barcellona regalandosi la notte più emozionante della carriera e un’insperata semifinale di Champions, l’ha riprovata nella rifinitura a Trigoria prima di imbarcarsi per il Portogallo. Stavolta insegue i quarti, un passo prima, ma sta valutando comunque quella formula. In fondo, quando parla del match che aspetta la Roma al Do Dragao, stanotte, non ha timore ad ammettere che «servirà una grande partita difensiva». E la formula con tre difensori è forse quella che si adatta meglio a colmare le lacune di una retroguardia che nelle ultime due gare ha incassato 5 reti da Frosinone e Lazio. Ovviamente, ogni ipotesi resta verosimile, pure il ritorno al 4-2-3-1, che restituirebbe una maglia da titolare al francese Nzonzi, eclissato dal ritorno in campo di De Rossi. Di certo l’allenatore non ha ancora fatto la scelta ultima: «Per decidere voglio vedere le facce dei calciatori, sceglierò chi mi convincerà di essere pronto per questa grande battaglia». E la squadra giura di sostenerlo: »Siamo con lui al cento per cento», la parola data dall’esterno d’attacco Perotti. Chissà se lo hanno ascoltato i dirigenti Fienga, Baldissoni e Totti, che pochi istanti prima della sua conferenza discutevano – forse sulle sorti della squadra, forse chissà – appartati sul prato dell’impianto. Chiave potrebbe essere la posizione di Zaniolo, pronto a farsi in tre: esterno alto a destra nel 4-3-3, trequartista nel 4-2-3-1, mezzala nell’ipotesi di virare a sorpresa sul 3-5-2. Lui è l’uomo che il Porto seguirà più attentamente, dopo averlo scoperto sulla propria pelle nella gara d’andata. Quel 2-1, oggi, è il mattone da cui ripartire. E anche l’unica certezza che ha in mano la Roma.
L'assordante silenzio degli uomini di James
MESSAGGERO - FERRETTI - Cacciare o confermare un allenatore in base al risultato secco di una partita significa non aver saputo gestire una spinosa situazione che si trascina, tra alti e bassi, da parecchi mesi. Non c'era bisogno di arrivare a un ultimatum per stabilire il futuro dell'allenatore della Roma. ma questa è la situazione reale, dato che nessuno, a Trigoria e dintorni, si è premurato di smentire le voci, le notizie che vanno in questa direzione dalla fine del derby. Fosse stato vero il contrario, qualcuno avrebbe urlato ai quattro venti che quanto riportato da giornali, radio, tv e siti internet non era vero; che Eusebio Di Francesco, nonostante tutto, continua a essere al riparo da cattive sorprese. Invece niente. La maniera peggiore per preparare una sfida delicatissima come quella di Oporto.
Se la Roma va fuori dalla Champions, si cambia. Non conta più come, ma adesso conta solo se: se va fuori, via l'allenatore. Come unico capro espiatorio, con buona pace di tutti gli altri colpevoli. E, molto probabilmente, via anche il direttore sportivo. Anche se per una sua scelta, anticipando nei tempi una mossa già decisa alla fine dello scorso dicembre.
E così, tra un'ipotesi e l'altra legata al nome del nuovo allenatore, la partita contro il Porto arriva quasi in sordina. Come se l'appuntamento al Do Dragao non fosse la cosa più importante in casa Roma. Al punto che sono molti - oltre il recinto del Bernardini - coloro che si augurano che la Roma stasera venga eliminata dalla Champions pur di non vedere più Di Francesco (pronto a tutto, confidano...) sulla panchina giallorossa. In realtà, oggi il primo pensiero di tutti - anche all'interno del recinto del Bernardini - dovrebbe essere la Roma. Non il suo allenatore o qualsiasi altro stipendiato da Jim Pallotta. Fin quando si continuerà a pensare al singolo, e soltanto al problema singolo, non si arriverà mai a una soluzione ottimale. Non lo diciamo noi, ma la recente storia della Roma.
«Non voglio vivere da sopportato»
MESSAGGERO - «Non gioco io, ma la Roma». Di Francesco, aspettando la notte del giudizio, sventola la bandiera giallorossa. E mette la squadra sul palcoscenico, rifugiandosi dietro le quinte. Anche lì può essere, però, colpito se non riuscirà a centrare, anche in questa stagione, la qualificazione ai quarti. Sa che cosa lo aspetta in caso di eliminazione. Ha vissuto già 3 vigilie simili: prima del Frosinone, del Genoa e del Milan. Rischia di non finire il semestre dedicato agli esami.
SOLO IL RISULTATO - Eusebio non si spaventa. «Da quando sono seduto su questa panchina che conosco le difficoltà. Il momento complicato è sempre il prossimo... Ma non è la mia partita. Gioca la squadra. E, anche se si parla di altro, l'interesse del tifoso giallorosso è che la Roma passi, a prescindere di chi sia l'allenatore in futuro. Il mio pensiero sincero va ai ragazzi per fare una partita di altissimo livello, come quelle dell'anno scorso, e per andare avanti. Mi dà fastidio che si parli del sottoscritto. Prima viene la Roma. Credo ancora nella possibilità di fare un risultato positivo. Il resto sono parole che fanno parte del gioco. Noi siamo criticati più per i risultati che per il lavoro. Il pensiero non va a me stesso ma alla squadra, se passiamo se ne gioveranno tutti. Dopo un periodo positivo di risultati il derby ha inciso sul morale generale, ma occorre pensare a questa come partita secca, quella della vita. Essere supportato è fondamentale, essere sopportato no». Non è certa la presenza di Paulo Sousa, altro rivale portoghese della serata del Do Dragao.
TRIBUNA SCOMODA - «Se viene non ci vedono niente di male. E' giusto per chi fa il nostro mestiere andare a seguire i match. Potrebbe capitare pure a me. Un conto è il lavoro e un altro, invece, certe dichiarazioni...». Indicazioni verso i quarti: «Ha ragione Coinceçao, sarà una partita lunga. Voglio vedere una grande fase difensiva. Non dirò per ora ai giocatori chi sarà titolare: voglio decidere alla fine e vedere le loro facce per decidere chi scenderà in campo per questa grande battaglia. L'idea è partire con il 4-3-3, ma poi se la notte porterà consiglio...».
GLI ESLCUSI - Nessun vantaggio al Porto, dunque. I convocati sono 21: fuori con pastore, anche Coric e Under. «Siamo tutti con Di Francesco, al cento per cento. Basta chiacchiere, ma dobbiamo dimostrarlo con i fatti. Abbiamo un piccolo vantaggio, difendiamolo. E io vorrei tornare decisivo». Coinceçao perdona Militao (fuori 3 partite per aver partecipato ad una festa prima di una trasferta) e ritrova Marega. «Anche io sono in grande difficoltà. Siamo tutti sulla corda». Il riferimento è al 1° posto in classifica lasciato al Benfica dopo la sconfitta casalinga nello scontro diretto. «Dobbiamo cercare di vincere, ma non con fretta».
Pastore, il polpaccio misterioso e l'annata piena di risentimenti
MESSAGGERO - Come se il momento delicato che sta attraversando la Roma non bastasse a scaldare gli animi, da ieri è spuntato il caso Pastore. L'argentino, reduce da un derby incandescente durante il quale prima di essere chiamato in causa ha rivolto un gesto poco elegante verso la panchina, non è stato convocato per la sfida di Champions contro il Porto. Il perché? Le fonti ufficiali fanno sapere che il centrocampista ha avuto l'ennesima ricaduta al polpaccio sinistro diagnosticata lunedì sera dopo alcuni esami strumentali. Ed è per questo che non solo non ha partecipato alla rifinitura di ieri mattina, ma assisterà all'ottavo di finale seduto sul divano di casa. Il gesto, che ha innervosito Di Francesco, è il risultato di frustrazione e risentimento accumulati durante la stagione in cui non è riuscito a dare il meglio di se proprio a causa di quel polpaccio, giunto alla quarta lesione e che lo ha fatto stare in infermeria per circa due mesi.
IL POST - Poco dopo la comunicazione della notizia della mancata convocazione, la moglie dell'argentino Chiara Picone ha postato su Instagram una foto del marito con in braccio il figlioletto. Nulla di strano se non fosse che la didascalia allegata recita: «Mi auguro che sia come te che hai l' anima pura. Educato, paziente, sempre gentile e generoso con tutti. Sei un signore nella vita, professionale e onesto. Vivi per la tua famiglia e noi viviamo per te, chi ti conosce sa di cosa sto parlando». È la seconda volta in pochi giorni che la moglie di Pastore prende le difese del centrocampista: nelle scorse settimane oltre alle critiche dei tifosi, l'ex ds romanista e suo scopritore lo ha definito «imbarazzante». Chiara non ci ha pensato due volte e ha reagito: «Sul cadavere dei leoni festeggiano i cani. Ma i leoni rimangono leoni e i cani rimangono cani». Impossibile dire a chi fosse riferito il messaggio, ma è che certo la signora Pastore ha molto cuore le sorti di suo marito.
Roma&Eusebio: l'ultimo Porto
MESSAGGERO - TRANI - Pioggia e vento, davanti all'Atlantico. Anche il set sembra insomma studiato nei dettagli per la notte da passare all'Estadio do Dragao. Da dentro o fuori. Banale, vero. Anzi scontato. Ma è così quando è in programma la sfida di ritorno di qualsiasi turno ad eliminazione diretta e di qualunque coppa quando il punteggio della partita d'andata è rimasto in bilico. Come è successo lo scorso 12 febbraio all'Olimpico: 2-1. Il valore del Match di Oporto è, però, doppio. Va oltre la Champions. Non c'è, dunque, in ballo solo la promozione della Roma ai quarti per il 2° anno di fila o l'esclusione della stessa dalle migliori 8 d'Europa. Testa o croce anche per Di Francesco. Il destino dell'allenatore seguirà il verdetto del campo: in caso di qualificazione resterà sulla panchina giallorossa, al contrario con l'eliminazione dovrà lasciarla all'erede.
ULTIMA CHIAMATA - Pallotta, su consiglio del suggeritore-consulente Baldini, ha scelto il successore di Di Francesco dopo il ko del 23 settembre a Bologna: Paulo Sousa. Che, tra l'altro, è già in zona, la famiglia vive a Viseu, 120 km da Oporto. In tasca ha l'accredito per il match da tempo, non il contratto. Monchi per 5 mesi ha fatto scudo all'attuale allenatore. Il ds, ormai più vicino all'Arsenal (a Londra lo aspettano addirittura a fine marzo) che al tecnico, si è dovuto arrendere domenica sera. Anche se la soluzione scelta a Boston non piace al gruppo. Che preferirebbe l'ex compagno Panucci, attuale ct dell'Albania. Cristian e Paulo si conoscono bene, avendo giocato insieme nell'Inter, guidata da Lippi, nella stagione 1999-2000. La proposta del club giallorosso è legata al 4° posto: senza il raggiungimento dell'obiettivo, stop all'avventura pure per chi entra in corsa. Donadoni è disponibile, accettando il legame di 4 mesi, ovviamente da allungare se farà centro: in questo senso è il traghettatore ideale. Sousa, invece, chiede di restare a prescindere e almeno fino al 30 giugno 2020: Baldini vorrebbe accontentarlo. Rilancio del Bordeaux, ad inizio settimana: contratto fino al 30 giugno 2021, con ingaggio da 2,3 milioni netti all'anno. Paulo, però, prende tempo: domani la sua risposta definitiva al club francese.
FORMULA CONDIVISA - Di Francesco, anche se tentato dalla difesa a 3 (provato lunedì il 3-5-2) con cui eliminò il Barcellona di Messi il 10 aprile 2018, accontenta i giocatori che lo devono aiutare nel match della verità e ripropone quindi il 4-2-3-1, usato in corsa pure contro la Lazio. Ma azzerando, o quasi, la linea difensiva del derby: dentro Karsdorp, Manolas e Marcano, fuori Fazio e Jesus. Più Florenzi alzato nel tridente a destra o, se a destra si sposterà El Shaarawy, anche lui spinto in panchina come i due centrali. In mezzo al campo spazio ai senatori, con torna Nzonzi accanto De Rossi. Zaniolo, invece, sale dietro a Dzeko e si riprende il ruolo di trequartista. In caso di ripensamento, ecco pronto il 4-3-3: con Pellegrini in campo e non più Nzonzi.
IMMAGINE E RICCHEZZA - La sfida di Oporto, numero 111 in Champions e 7° tentativo (3 a vuoto e 3 riusciti) di andare ai quarti, non vale solo per il prestigio del club di Pallotta. Conta, e parecchio, pure per il bilancio. La qualificazione garantirebbe alla Roma almeno altri 20 milioni (incassati fin qui quasi 70): 10,5 per la promozione al turno successivo, più l'incasso della partita in casa e il market pool (cifra che si calcola al traguardo e che aumenta a seconda delle gare disputate e se, ad esempio, dovesse uscire la Juve come accadde la stagione scorsa).
Conferenza stampa Di Francesco: "Domani la fase difensiva sarà fondamentale, il resto verrà da sè". Perotti: "Abbiamo voglia di migliorare l’immagine data sabato"
Eusebio Di Francesco, tecnico della Roma, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match di Champions League contro il Porto. Accanto all’allenatore ha incontrato i giornalisti anche Diego Perotti.
Queste le dichiarazioni di Di Francesco
Che cosa dice ai ragazzi?
“E’ una partita lunga, c’è un gol di differenza e dobbiamo essere bravi a difenderlo. E’ fondamentale fare una grande fase difensiva, il resto verrà da sé”.
Marcano è pronto? In partite di grande livello ha spostato Florenzi più avanti…
“Tutto è possibile, i ragazzi sanno che devono essere preparati a giocare. Non sanno la formazione, l’abbiamo preparata con tutti. Non dirò chi gioca domani, voglio decidere alla fine e vedere le loro facce”.
Sono ore in cui percepiamo che questa potrebbe essere una partita limite. Che stato d’animo si porta dietro? Che peso si porta?
"Per me è difficile da quando mi sono seduto sulla panchina della Roma, fa parte del lavoro. Voglio riportare l’attenzione non su di me, domani gioca la Roma. L’interesse comune del romanista è che la Roma passi. Il mio pensiero non va a me ma alla mia squadra, ai ragazzi che facciano una grande partita, di conseguenza ne gioveranno tutti. Non è la partita di Eusebio Di Francesco. Mi dà fastidio che la gente non capisca che va in campo la Roma. E’ una partita importantissima per tutti".
Ti senti supportato come prima?
"Il momento più difficile è sempre il prossimo. Dopo un periodo positivo di risultati il derby ha inciso sul morale e su tanti discorsi. Dobbiamo pensare a questa partita secca, una partita della vita. Essere supportato è fondamentale, essere sopportato no".
La gara contro la Lazio ti ha portato a fare scelte diverse in vista di domani? Terrai presente gli errori individuali?
"Se dobbiamo parlare di singoli facciamo un errore, il collettivo in primis l’allenatore ha approcciato male alla partita. Dobbiamo pensare alle caratteristiche degli avversari. Uno che esce non è una bocciatura, ci sono tanti aspetti in un calciatore, fisici e psicologici oltre che tattici, ed è importante mandare in campo chi ha desiderio di fare una grande prestazione".
Troverebbe inopportuna la presenza di Sousa?
"No. Un conto è fare dichiarazioni non simpatiche, un conto è vedere le partite. Potrebbe accadere anche a me un domani, non ci vedo niente di male".
Queste le parole di Perotti
Sei legato a molti episodi favorevoli per la Roma in Champions…
“Si, tutto quello che è successo in passato è positivo, ma domani è un’altra partita, spero possa succedere di nuovo quello che hai detto. Abbiamo voglia di migliorare l’immagine data sabato, domani abbiamo la prova per dimostrare che siamo pronti”.
In queste partite un solo gol cambia completamente la storia…
“Ovviamente abbiamo questo vantaggio, piccolo ma che dobbiamo sfruttare con la consapevolezza che se segniamo per loro diventa più complicato. Non possiamo pensare al risultato dell’andata, ma fare la nostra partita a tutti i livelli. Se facciamo un gol o due diventa complicata per loro”.
Questo Porto è più simile a quello del 2011 o del 2016?
“Non so se trovo similitudini, ricordo la gara col Siviglia nel 2011, loro avevano Falcao e una squadra forte, abbiamo vinto 1-0 ma perso a Siviglia 1-2. Loro in casa diventano molto forti con i loro tifosi, domani non sarà per niente facile per noi. Abbiamo un piccolo vantaggio, dobbiamo sfruttarlo sapendo che arrivare ai quarti è una cosa incredibile. Vogliamo farlo ancora”.
Sei stato spesso decisivo per la Roma. Quest’anno ti manca un acuto…
"Magari potessi aiutare la squadra per tutto quello che non sono riuscito a fare in questo periodo. Non è stato un periodo fortunato, ho avuto tanti infortuni che mi hanno costretto a vedere i miei compagni giocare. Speriamo che quella di domani possa essere d’aiuto. Se devo giocare, darò tutto per farci arrivare ai quarti di finale".
Che problemi ha la squadra?
"Purtroppo questa cosa succede da quando sono qui, sono 3 anni e mezzo che sto qua. Quando potevamo fare quel passo in avanti abbiamo perso punti in partite a priori più semplici. Non succede solo adesso. Dobbiamo migliorare su questo aspetto, essere più concreti in certi momenti. Una delle cose più brutte di essere stato fuori è stata non poter dare una mano. Ritrovare la condizione ora non è semplice, non ho più 20 anni. Domani possiamo raggiungere un obiettivo importante, siamo a 3 punti dall’Inter in campionato".
La panchina di Di Fra nelle mani del Porto
INSIDEROMA.COM - ELISA GIOCONDI - Neanche la vittoria per 2-1 dell’andata fa partire la Roma tranquilla. Ora c’è pressione per i corridoi di Trigoria. Di Fra si gioca il tutto per tutto. Soprattutto dopo la sconfitta nel derby c’era da aspettarselo: se i giallorossi non superano il turno di ritorno degli ottavi di finale, si concretizza realmente l’opzione esonero. Più volte Eusebio ha rischiato di farci i conti, ma l’ha sempre scampata per un pelo (o quasi), ma adesso la dirigenza giallorossa gli ha dato l’ultima possibilità di farsi valere e ora i nodi vengono al pettine. La serie di brutti colpi che hanno affondato la squadra, naturalmente, non sono passati inosservati e sono ricaduti soprattutto sull’allenatore; ricordiamo le sconfitte o i pareggi contro Chievo, Bologna, Spal, Udinese, Atalanta, Fiorentina, Lazio che hanno portato sul lastrico il tecnico abruzzese.
NON VA MALE, MA SE VA MALE.. - Se lo scenario finale dovesse rivelarsi fatale per Di Francesco, la società non si farebbe trovare impreparata. Con Di Fra in uscita, la Roma potrebbe avere un nome pronto: Paulo Sousa. L’allenatore portoghese avrebbe ricevuto un’offerta anche dal Bordeaux che però ha lasciato in sospeso almeno fino a domani, stesso giorno del verdetto finale. Coincidenze?
NEL FRATTEMPO.. - Intanto, in campo Manolas sarà cruciale. Tornato ad allenarsi dopo la distorsione alla caviglia e la brutta influenza intestinale, il greco sarà fondamentale nel risollevare le sorti della squadra e sarà affiancato proprio da chi l’avversario lo conosce bene: Marcano, che ha indossato la maglia del Porto per 4 anni e ad oggi scalpita per scendere in campo sin dal fischio d’inizio. Fazio rimarrà in panchina con la coda tra le gambe dopo i disastri del derby, mentre Nzonzi potrebbe essere al fianco di De Rossi. Un’alternativa da valutare è Mirante: negli allenamenti di questa mattina il mister valuta se sostituire Olsen con il portiere campano. Ultimamente, le performance dello svedese sono state deludenti mentre all'andata con il Porto, Mirante ha ben difeso la porta rendendo più sicura la difesa. Soprattutto Di Francesco non può permettersi passi falsi per far sì che questa non sia la sua ultima partita in giallorosso.
Ora come non mai il mister non può sbagliare, deve affidarsi ai grandi della sua rosa e sperare che tutto vada per il meglio. Molta ansia ma il giusto quantitativo di pressione: ce la farà il nostro eroe a salvare la panchina?
Champions League. Clamoroso al "Bernabeu", l'Ajax vince per 4 a 1 e si qualifica. Ai quarti anche il Tottenham che vince a Dortmund
Champions League, al via le gare di ritorno degli ottavi di finale. Nelle gare del martedì si sfidano il Real contro l’Ajax ed il Borussia Dortmund contro il Tottenham. Dramma al Bernabeu con l'Ajax che vince per 4 a 1 dominando il match. Bene anche il Tottenham che vince per 1 a 0 contro il tedeschi del Dortmund.
MARTEDÌ 5 MARZO 21:00
- Real Madrid-Ajax 1-4 (8' Ziyech, 19' Neres, 63' Tadic, 71' Asensio, 73' Schøne - Andata 2-1)
- Borussia Dortmund-Tottenham 0-1 (49' Kane - Andata 0-3)
Pres. Bordeaux ottimista su Sousa: "Siamo in contatto con il portoghese..."
Joe Da Grosa, presidente del Bordeaux, ha parlato a Canal+ di Paulo Sousa, accostato sia alla squadra francese che alla Roma, nel caso di un esonero di Di Francesco. Queste le sue dichiarazioni:
"Siamo in contatto con Sousa, siamo ottimisti. Ci auguriamo di raggiungere l'accordo entro questa settimana".
Perotti: "Noi siamo con il mister al 100%, basta chiacchiere"
Diego Perotti, ha parlato ai microfoni di Sky Sport a poche ore dal match contro il Porto. Di seguito le sue parole:
Dopo un evento negativo c’è stata quasi sempre una reazione. Può esserci anche questa volta?
"Sì, sono convinto. Basta parlare e chiacchierare, dimostriamolo. Domani è una partita diversa da sabato per quello che rappresenta e per il futuro della Roma. Dobbiamo migliorare l’immagine e quello che abbiamo fatto fino ad ora, abbiamo un piccolo vantaggio e dobbiamo sfruttarlo. Giocando così non passeremo ai quarti di finale, ma è una buona prova per dimostrare che siamo ancora lì e che questa squadra si merita di giocare i quarti di finale di Champions League".
Perché questa differenza di rendimento tra campionato e Champions?
"No, a volte è difficile trovare una risposta concreta e capire quello che succede. Purtroppo non abbiamo fatto benissimo fino ad ora, ma nulla è perduto. Domani possiamo raggiungere questo obiettivo e siamo a tre punti dall’Inter e dall’obiettivo di rigiocare il prossimo anno la Champions. Siamo lì, anche con i risultati negativi dell’ultimo periodo siamo vicini e finché ci sarà la possibilità faremo di tutto per raggiungerlo".
Empatia tra il gruppo e Di Francesco?
"Noi siamo al 100% con lui e dobbiamo dimostrarlo, non bastano le parole. Dobbiamo scendere in campo per il mister, per noi, per la Roma, per i tifosi e per la storia della squadra. Dobbiamo dare una buona risposta e sono convinto che lo faremo".
La Roma è arrivata ad Oporto. Subito ricognizione sul campo del do Dragão
La Roma è arrivata ad Oporto. I giallorossi sono atterrati alle 17:30 circa per recarsi poi subito all’Estadio do Dragão dove hanno effettuato una ricognizione del terreno di gioco. Presenti insieme alla squadra anche Monchi, Totti, Baldissoni e Conti.