Kolarov, da un derby all’altro il suo mondo si è capovolto
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Come all’andata, l’ha chiusa lui. Anche se si tratta di un epilogo totalmente diverso, nel risultato e nelle sensazioni. Il 29 settembre scorso Aleksandar Kolarov era uscito da trionfatore assoluto, dopo aver siglato il gol che aveva riportato avanti la Roma. Ieri, invece, ha chiuso il derby con quel rosso, eccessivo che però per i laziali ha avuto il sapore della rivincita.
Quando ha dovuto lasciare il campo, il pubblico biancoceleste lo ha fischiato a lungo e lo ha anche provocato, con molte mani in area a fare il gesto delle tre dita. Quelle stesse tre dita che nella simbologia del nazionalismo serbo vogliono dire tante cose ma che ieri, a Kolarov, non sono proprio andate giù.
Con l’Empoli senza Dzeko, Kolarov e Fazio
IL MESSAGGERO - LENGUA - Paura per Nicolò Zaniolo che ha chiesto il cambio al 16’ del secondo tempo per una contusione all’anca sinistra. Il centrocampista, dopo un tiro strozzato facile preda di Strakosha, si è accasciato a terra e Di Francesco lo ha sostituito con Perotti. Nel primo tempo l’ex Inter è stato vittima di un forte contrasto con Radu che lo ha lasciato dolorante al fianco e di una botta alla schiena, al momento non sono previsti esami e dovrebbe partecipare alla trasferta al do Dragao.
A poche ore dal fischio d’inizio si è fermato anche Manolas per febbre alta e dissenteria, il tecnico lo porterà in Portogallo e cercherà di schierarlo titolare per il mercoledì di Champions, anche se debilitato. L’ammonizione di Fazio rimediata su fallo in area su Correa e il nervosismo di Dzeko a fine gara (entrambi diffidati), li costringeranno a saltare per squalifica la partita contro l’Empolidi lunedì prossimo (stadio Olimpico ore 20.30). Resterà a guardare Kolarov, espulso in pieno recupero.
E al minuto 13 tutti fermi per Astori
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Tutti uniti nel segno di Davide Astori. Commovente l'omaggio all'ex capitano della Fiorentina scomparso un anno fa. Anche i 50mila dell’Olimpico al 13’ si sono fermati, come i giocatori, per ricordare l'ex difensore, che ha vestito la maglia della Roma nella stagione 2014/15. La partita si è interrotta per un minuto, con l’immagine di un sorridente Davide proiettata sui maxi schermi.
Lancio di sassi, ferito un poliziotto
IL MESSAGGERO - MARANI - L’assalto laziale di giovedì notte al bar giallorosso di Casal Bertone, ha segnato l’attesa per il derby tra Lazio e Roma. Un match ad altissima tensione per l’ordine pubblico, il primo evento gestito dal neoquestore Esposito: erano più di mille gli agenti impegnati a sorvegliare l’area dell’Olimpico. Ci sono stati momenti di tensione prima della gara, fra lanci di petardi e bombe carta, mai contatti diretti sono stati scongiurati. Un agente che si trovava sul lungotevere Maresciallo Diaz è stato colpito da un sasso alla testa lanciato dai supporter biancocelesti che avevano lasciato Ponte Milvio per raggiungere la Nord. Il poliziotto è stato soccorso dall’ambulanza e se l’è cavata con dei punti di sutura.
Scontri, invece, in Curva Sud, dove i Fedayn sono scesi nella parte bassa occupata dai “Roma”prima del fischio iniziale innescando la rissa .Vecchi e nuovi screzi, che hanno fatto saltare la coreografia. A riportare la calma sono stati gli steward che hanno spostato un gruppo di supporter nei Distinti. Ieri in risposta a uno striscione appeso dai giallorossi «Laziale Mahmood» (un’offesa?), i biancocelesti hanno bruciato una bandiera della Roma. Dopo il match la polizia ha fermato un romanista già daspato che ha provato a sfidare i laziali rimasti a festeggiare a Ponte Milvio.
L’imbarazzante notte dei fantasmi vestiti di giallo e rosso
IL MESSAGGERO - FERRETTI - Doveva essere il derby di Dzeko, a secco all’Olimpico in campionato dal 28 aprile dello scorso anno; poteva essere il derby del talentuoso Zaniolo, debuttante nella stracittadina romana dopo aver accumulato minuti e applausi; sperava, il tifoso della Roma, che potesse essere il derby di De Rossi, capitano ferito, acciaccato ma ancora con la bandiera tra le mani; confidava, il vecchio lupo di Testaccio, di salutare con gli occhi umidi una giocata a colori di El Shaarawy o un altro colpo di tacco da maestro di Pellegrini invece è stato il derby dei fantasmi. Quelli vestiti con la maglia rossa e gialla, giocatori che c’erano ma non si sono visti. La Lazio ha vinto il derby, la Roma non ha fatto nulla per non perderlo.
INQUIETANTI E SENZA CUORE La Roma ha avuto un approccio imbarazzante con la partita, in avvio è stata presa a pallonate dalla Lazio in ogni angolo del campo e il gol di Caicedo è arrivato quasi come una (il)logica conseguenza dell’assenza in campo della squadra guidata da Eusebio Di Francesco. Una Roma nella sua peggior veste, peraltro già vista in molte (troppe) precedenti occasioni, incapace di mettere in fila due passaggi e di difendere come imponeva il copione. Gruppo moscio, quello giallorosso; imbambolato, bloccato, lento, macchinoso e costantemente in ritardo sui palloni decisivi. Il motivo? Lo sanno solo loro, cioè i protagonisti (protagonisti?) che erano in campo. E in panchina. Reparti slegati, approssimazione tecnica e pochezza tattica con continui rischi nella fase di rifinitura laziale. Rari segnali di risveglio, a seguire, nonostante il cambio di modulo. Una prestazione modesta sul piano tecnico e ancora meno buona sotto l’aspetto temperamentale. Alla faccia di tutte le succose ipotesi legate alla classifica, dopo il tonfo dell’Inter a Cagliari. Ciò che stupisce, e in maniera davvero negativa, è la mancanza di personalità che la Roma ha mostrato non solo nella prima frazione di gara. Possibile che neppure il richiamo del derby sia riuscito a smuovere le coscienze (professionali) del gruppo di EDF? Si è avuta la conferma che la Roma quando gioca male non usa mezzi termini e gioca male male. Possibile? Tutto normale? No. Assolutamente no. Nel secondo tempo si è avuta la breve sensazione che la squadra giallorossa potesse fare qualcosa di più concreto, ha avuto un’occasionissima per pareggiare poi, subito dopo, è arrivato il gol di Immobile su calcio di rigore, complice la solita indecisione (eufemismo...) di Fazio, e la partita si è chiusa lì, ben prima della rete di Cataldi. Dopo la vergognosa eliminazione dalla Coppa Italia, un’altra “impresa” che non dovrà essere dimenticata quando, a fine stagione, si andranno a fare i conti. La Roma non solo ha perso il derby, e la faccia, ma soprattutto ha sprecato l’occasione di avvicinarsi alla zona Champions, il suo triste obiettivo stagionale.
Di Francesco: «Il rigore ha chiuso i giochi»
IL MESSAGGERO - CARINA - Una serataccia. Non solo perché la Roma non perdeva un derby da squadra ospitante dal novembre 2012. E nemmeno perché il ko per 3-0 mancava addirittura dal 2006. La prova offerta dai ragazzi di Di Francesco, oltre a far rientrare in gioco i biancocelesti in ottica Champions che ora è lontana 3 punti (Inter), diventa un pericoloso campanello d’allarme in vista del ritorno degli ottavi di finale di Oporto. La squadra vista nel derby, al Dragao (nonostante il Porto ieri abbia perso in casa contro il Benfica, lasciando alla squadra di Lisbona il primato in classifica) ha poche speranze. Per questo motivo, l’augurio è che sia stata soltanto una serata-no. L’analisi della gara è molto semplice: «Il primo tempo, siamo stati al di sotto delle aspettative - spiega il tecnico - abbiamo perso troppi duelli. Nella ripresa abbiamo reagito bene, abbiamo avuto occasioni ma il rigore ci ha tagliato le gambe. ll 3-0 è comunque eccessivamente pesante per quanto visto durante la gara». Troppi gli errori per uscire indenni: «E’ una grande verità, sono stati troppi, partendo dall’approccio alla gara. Poi su un fallo laterale non si può prendere gol internamente (il riferimento è a Fazio, ndc). Era successo anche a Frosinone e lo abbiamo ripetuto anche sul rigore. Capita a tutti, ma la continuità d’errore in questa stagione è eccessiva. Non si può sempre rincorrere».
IL PORTO NON C’ENTRA Appare angosciato. E non lo nasconde: «Non posso essere ottimista, sono preoccupato, questo sì. Bisogna capire velocemente se c’è qualcosa da cambiare. Mi girano le scatole, come a tutti. Dobbiamo far tesoro di questa partita per evitare gli errori, ma siamo troppo vicini alla partita di Oporto, quindi pensiamo a prepararla almeglio. Mi attendo una reazione». La sensazione di fragilità tattica e fisica rimane comunque negli occhi: «La cosa che tutti devono capire che se non difendi in un certo modo fatichi anche ad attaccare. Non si deve pensare solo ad una fase. Occorre difenderci sempre con maggiore compattezza. Nella ripresa abbiamo avuto occasioni per segnare e non siamo stati lucidi, altrimenti commenteremmo un’altra partita». È deluso ma apparentemente calmo. Si innervosisce soltanto quando gli chiedono se qualcuno possa aver snobbato il derby in ottica Champions: «Posso capire partite di livello diverso, ma non si può sottovalutare un derby. Non ci sta. Non ci sto. Questo aspetto mentale non si lega al fatto che pensavamo inconsciamente al Porto, io non ci pensavo e penso lo stesso anche dei giocatori. Mentalmente bisogna lavorare tanto ma evidentemente non basta, le risposte sono sempre alterne. Questa prestazione nel derby non ci voleva». Passerella finale sugli infortunati: «Zaniolo ha ricevuto un brutto colpo durante il match. Manolas ha avuto invece febbre alta e dissenteria. Sono convinto di recuperarli entrambi». Parole cariche di speranza. Anche perché senza il greco, la difesa fa acqua da tutte le parti.
Conferenza Stampa Inzaghi: "Abbiamo approcciato bene la gara, dedico la vittoria ai tifosi"
Simone Inzaghi, tecnico della Lazio, ha parlato in conferenza stampa dopo la vittroria contro la Roma:
Immaginava una vittoria così?
"I miei ragazzi hanno interpretato benissimo la partita fin dall'inizio, forse il primo tempo dovevamo chiuderla con un altro gol. Ricordiamo che abbiamo preparato la partita in 3 giorni e mezzo visto che abbiamo giocato martedì con il Milan, ma la squadra ha approcciato bene la gara"
È tornato il vero Milinkovic?
"Stasera è stato bravissimo. Non so quanti duelli ha fatto con i giocatori della Roma. Ha forse sbagliato all'ultimo, ma ricordiamo che ha avuto un piccolo stiramento all'adduttore durante la gara con l'Empoli ed è riuscito a rientrare in anticipo con il Siviglia. Toccando ferro la sua condizione può solamente crescere".
Stratagemma per caricare la squadra? Immobile scelta tecnica o fuori per infortunio?
"Ciro ieri in allenamento non era andato bene. Parlando con il ragazzo mi ha detto che il flessore non fosse a posto. Nel risveglio muscolare l'esito era andato meglio. Non è stato semplice tenerlo fuori, ma era giusto il cambio, la staffetta con Caicedo. Immobile è entrato bene, ma penso che i primi 60' di Caicedo sono stati ottimi. Nessun stratagemma. Di moduli se ne parla tanto. Oggi vi ho accontentato: con Marusic alto su Kolarov, in fase di possesso difendevamo a 4".
Che tipo di soddisfazione è vincere un derby? Strakosha infortunato nel finale...
"Il derby è una partita importante: vincere in questo modo sarebbe entrato nella storia. Già ci siamo dopo la Supercoppa. Senza gli infortuni eravamo più avanti e non fuori dall'Europa League. Sappiamo Roma poi come è. Condivido questa soddisfazione con la mia famiglia, a mia moglie, mia madre. Le mie donne hanno compiuto gli anni in questi giorni. Dedico a loro questa vittoria e ai tifosi. Su Strakosha ho aspettato dopo che Correa mi aveva chiesto il cambio. Thomas ha subito un colpo alla spalla, speriamo non sia nulla di grave".
Lazio-Roma, arbitra Mazzoleni. I tanti precedenti del fischietto di Bergamo
INSIDEROMA.COM – ILARIA PROIETTI – Il derby della Capitale, in programma sabato 2 marzo alle 20:30, è stato affidato alla direzione di Paolo Silvio Mazzoleni della sezione di Bergamo. Vuoto e Paganessi saranno gli assistenti, Chiffi IV uomo. VAR e AVAR rispettivamente assegnate a Calvarese e Peretti. Per il fischietto bergamasco è la terza stracittadina, le precedenti due sono entrambe finite in parità: l’1-1 dell’8 aprile 2013 (Hernanes e Totti i marcatori) e il pareggio a reti bianche dello scorso 15 aprile.
I PRECEDENTI – Mazzoleni ha diretto i giallorossi ventisei volte in carriera e il bilancio è assolutamente favorevole: 14 vittorie, 9 pareggi e solo 3 sconfitte. In questa stagione ha già diretto gli uomini di Di Francesco in tre occasioni, ossia nei brucianti pareggi contro Chievo (il 2-2 del 16 settembre 2018) e Cagliari (sempre 2-2, l’8 dicembre scorso) e nella vittoria per 0-2 sul campo dell'Empoli (6 ottobre 2018). L'ultima sconfitta risale alla stagione passata, quella contro il Milan allo Stadio Olimpico per 0-2 (25 febbraio 2018).
La Lazio, invece, è la squadra più diretta da Mazzoleni, che ha arbitrato i biancocelesti ben 29 volte. Anche il bilancio biancoceleste è più che positivo, con 16 vittorie, 7 pareggi e 6 sconfitte. Nonostante i numerosi precedenti, la squadra di Inzaghi verrà diretta per la prima volta dal fischietto bergamasco in stagione. L’ultimo incontro è il 2-2 del 13 maggio contro il Crotone, il pareggio che compromise l’ingresso in Champions League di Immobile e compagni.
Le pagelle di Lazio-Roma
Netta sconfitta della Roma in campionato nel derby contro la Lazio. Giallorossi sconfitti per 3-0 ma non solo nel punteggio ma anche nell'atteggiamento. In rete per i laziali Caicedo, Immobile su rigore e Cataldi. Gli uomini di Di Francesco sono ora a 3 punti dal quarto posto con gli scontri diretti a sfavore sia con la Lazio che col Milan, in attesa della sfida a San Siro con l'Inter.
Olsen 5 - Incolpevole sui primi 2 gol (il rigore lo aveva intuito ma non è riuscito a respingerlo), non esente da colpe sul tiro non imparabile di Cataldi.
Florenzi 5.5 - Uno dei meno peggio della disfatta contro i laziali. Prova a rendersi utile nelle 2 fasi, meglio quando si propone anche se in difesa è troppo solo visto il poco aiuto di Zaniolo.
Fazio 4 - La sua presenza in campo è un uomo in più per la Lazio. Si fa superare in maniera banale nell'azione del primo gol e viene sorpreso dalla velocità di Correa, che lo ha puntato per tutta la partita. L'argentino atterra il connazionale e la gara si chiude virtualmente così.
Juan Jesus 5.5 - Alterna cose buone a cose meno buone ma è uno degli ultimi a mollare e ce la mette tutta, limiti tecnici a parte.
Kolarov 5 - Se all'andata era stato l'ago della bilancia in favore della Roma, in questo match viene oscurato dai continui rapporti e gli anticipi di Marusic e Milinkovic. L'espulsione è eccessiva ma l'atteggiamento nel finale non è dei migliori.
De Rossi 5 - Molto più impreciso del solito e la sostituzione al 63' fa capire come le batterie si siano esaurite troppo presto. (Pastore 6 - Non una partita da ricordare per tanti motivi ma mostra qualcosa che sinora non aveva fatto vedere: un pò di voglia).
Cristante 5 - Sbaglia tutti i passaggi, è troppo morbido nei contrasti e non riesce mai a far ripartire l'azione nel modo giusto.
Pellegrini 5 - Gioco sempre di fioretto anche nel derby e non si rende conto che stavolta i dirimpettai ci mettono tanta grinta e sparisce dal campo. Riappare sporadicamente ma spesso non per illuminare il gioco, anzi.
Zaniolo 5.5 - Prova ad inventare qualcosa ed una sua progressione poteva avere miglior sorte ma viene rimpallata dalla difesa laziale. Per il resto, tanti colpi proibiti subiti col beneplacido dell'arbitro Mazzoleni ed uno di questi gli è fatale perché lo costringe ad uscire. (Perotti 5.5 - Tanto fumo e poco arrosto ma è un pò più incisivo di El Shaarawy anche se non riesce a fare un granché neanche lui).
Dzeko 6 - Lotta, combatte, si impegna contro un ottimo Acerbi ma alla fine è poco aiutato dai compagni e deve giocare un match a parte col difensore laziale ma non può sempre pregare e reggere la croce da solo.
El Shaarawy 5 - Completamente avulso dal gioco per tutta la gara. Enorme passo indietro rispetto all'ultimo periodo ed in generale alla stagione che sta facendo. Si spera possa esser stata solo una giornata negativa perché c'è veramente bisogno del miglior Faraone al Do Dragao mercoledì per portare a casa una difficile qualificazione (85' Schick s.v. - Entra nei minuti finali e può fare ben poco a risultato ampiamente compromesso).
Di Francesco 4 - Perde Manolas a poche ore dal match e, non per colpe proprie, si ritrova a far giocare Fazio-Juan Jesus come coppia centrale ma non li aiuta più di tanto. Giocare 2 contro 2 con Correa e Caicedo prima e l'ex Siviglia ed Immobile poi, appare un suicidio tattico che ha conseguenze devastanti. Forse sarebbe stato meglio inserire uno tra Santon e Karsdorp avanzando Florenzi sulla trequarti a destra per dare maggiore fisicità e copertura in fase difensiva. Con Zaniolo al posto di uno tra Cristante e Pellegrini a fare il trequartista, la squadra sarebbe stata più equilbrata non perdendo la fantasia offensiva, proprio come fatto all'andata, quando vinse il derby grazie a questo atteggiamento.
6/12/2009 – Il derby di Marco Cassetti
INSIDEROMA.COM – MATTEO LUCIANI - Roma di Ranieri in lenta ripresa, Lazio di Ballardini in crisi nera e con lo spettro della Serie B. Queste le premesse del derby capitolino del 6 dicembre del 2009.
Il mister giallorosso punta sul modulo 'alla Spalletti' confermando il talentuoso Menez nel trio di trequartisti, insieme a Perrotta e Vucinic, dietro all'unica punta Totti, con Burdisso preferito sull'out destro difensivo a Motta.
Ballardini, dal canto suo, si affida alla fantasia di Zarate, unico terminale offensivo, supportato dal tandem Mauri-Matuzalem. Nelle retrovie, Diakité soffia il posto a Siviglia.
Aria molto tesa quella che si respira all'Olimpico con Rizzoli costretto ad interrompere la gara per 6' a causa di tafferugli in Tribuna Tevere ed un continuo lancio di petardi che rende necessario l'intervento delle forze dell'ordine.
Il primo tempo scorre via tra nervosismi e tanti sbadigli e i due migliori (Mexes e Matuzalem) devono lasciare il campo entrambi infortunati. Nella prima parte un po' meglio la Roma (destro di Menez bloccato da Muslera al 20'), ma con il passar dei minuti cresce la Lazio, pericolosa al 31' con un tiro-cross di Matuzalem che Julio Sergio respinge in tuffo.
Qualche conclusione dei mancini Kolarov e Riise ed è tutto qui il primo tempo del derby.
Finalmente al 61’ la partita trova uno dei suoi indiscussi protagonisti: Julio Sergio. La sua parata sulla ribattuta ravvicinata di Mauri, dopo il palo colpito da Zarate, è inenarrabile. Le parole rovinerebbero il meraviglioso colpo di reni con il quale il portiere brasiliano balza da terra per negare un goal ormai praticamente fatto.
Passano solo cinque minuti e Muslera non vuole essere da meno del rivale. Anche il suo intervento sul colpo di testa ravvicinato di Perrotta è da applausi.
Finalmente la gara si sveglia.
La Lazio ha più grinta e più voglia di vincere, ma fa fatica a rendersi pericolosa e così viene punita al 78’ da chi non ti aspetti: Cassetti. Grande inserimento dell’esterno giallorosso che sfrutta alla perfezione un bel cross di Vucinic, infilando Muslera con un destro al volo.
Ballardini decide di affidarsi al suo capitano Rocchi, ma è la Roma ad andare vicina al 2-0: dopo una splendida azione Riise sfodera un sinistro al volo su cui il portiere uruguaiano deve compiere un nuovo grande intervento. I giallorossi sembrano in controllo, ma Pizarro commette l’enorme ingenuità di farsi espellere per doppia ammonizione, lasciando in difficoltà i compagni.
La Lazio però non si rende più pericolosa e la Curva Sud può esplodere al triplice fischio di Rizzoli.
Un goal di Marco Cassetti al 78’ dà a una brutta Roma la vittoria nel derby contro la Lazio. La squadra di Ranieri, che finisce in dieci per l'espulsione di Pizarro, è ora a un punto dal quarto posto e sente odore di Champions League.
Alla Lazio rimane la buona prestazione, soprattutto nel secondo tempo. Troppo poco per gli aquilotti sempre più nella zona calda della classifica e con Ballardini sempre più a rischio.
Caicedo: "Segnare nel derby emozione unica. Abbiamo un pubblico pazzesco"
Felipe Caicedo, attaccante biancoceleste ed autore del primo gol del derby vinto 3-0, è stato intervistato da Lazio Style Channel. Queste le sue dichiarazioni:
"Un'emozione unica, segnare in questo stadio in una partita così importante davanti alla nostra gente è incredibile. Abbiamo vinto e quello era l'importante, ora vorrei che i tifosi mi ricordassero per questo gol e non per l'errore di Crotone. Abbiamo un pubblico pazzesco. Abbiamo giocato alla grande, la squadra era carica perché avevamo bisogno di un trionfo che ci riavvicinasse alla corsa Champions, oggi avevamo un'opportunità unica e non dovevamo farcela scappare. Sono contento perché i tifosi mi hanno sempre dato una mano e supportato, una partita del genere fa piacere".
Cataldi: "Il gol è stata una gioia immensa. Abbiamo messo tutto in campo"
Danilo Cataldi, centrocampista della Lazio, ha parlato in zona mista al termine del derby vinto contro la Roma:
L’esultanza?
"In quel momento non ci ho capito molto, è stata una gioia immensa che porterò sempre con me. Ho pensato solo di andare a festeggiare con i tifosi e la squadra che mi è stata sempre vicina".
Che partita è stata?
"Oggi abbiamo messo tutto in campo, anche perchè giocavamo contro la nostra rivale numero uno".
Il gol?
"Non ho avuto il tempo di rivederlo, potevo segnare in qualsiasi modo. Questo è uno dei derby più importanti al mondo, è giusto festeggiare".
Il tuo amore per la Lazio?
"Da parte mia non è mai mancato l’amore verso la Lazio, anche se qualche episodio poteva far sembrare il contrario. Sono cresciuto, nelle difficolta si cresce. Sperò non sia un punto di arrivo".