Manolas: oggi la verità in vista del derby
IL MESSAGGERO - Di Francesco rischia di perdere Manolas per il derby. Il greco ha lasciato il campo in lacrime al 77’ della gara contro il Frosinone per un contrasto con Molinaro, la diagnosi parla di una forte distorsione alla caviglia destra. La stessa che Kostas si è infortunato in nazionale a metà novembre (saltò il match perso contro l’Udinese, rientrando 3 giorni dopo con il Real). Già sabato sera l’arto si è gonfiato e ieri Manolas ha svolto una lastra per escludere fratture. Oggi la risonanza magnetica a Villa Stuart - se la caviglia si sarà sgonfiata - per far chiarezza sui tempi di recupero. La speranza a Trigoria è che non siano interessati i legamenti, se così fosse allora sarebbe in pericolo anche per il Porto (6 marzo). Radiografia al gomito, invece, per Marcano. In vista del derby possibile il recupero di Schick e Karsdrop, in forse Under che giovedì ha sentito nuovamente dolore al flessore della coscia destra. Da oggi vendita libera dei biglietti per sabato (già venduti 10mila).
Dagli errori ai triangoli: la difesa soffre
GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - La battuta fatta da Eusebio Di Francesco nel post-partita di Frosinone non era male. «Il fatto di non riuscire a far rimanere la porta inviolata è un bel cruccio che mi porto dietro. Lo scorso anno siamo stati la seconda miglior difesa del campionato, mentre in questa stagione segniamo di più. Forse sono diventato più zemaniano», e ha sorriso, ricordano il suo maestro.
triangoli in mediana Prima cominciamo con i numeri. La Roma finora non ha subito gol soltanto in 8 partite sulle 34 disputate: 5 su 25 in campionato, 2 su 7 in Champions League, 1 su 2 in Coppa Italia. Olsen o Mirante, perciò, sono stati battuti 33 volte in campionato, 9 in Europa e 7 in Coppa Italia (tutti nella disfatta contro la Fiorentina). Non basta. Negli ultimi 8 match la Roma ha subito reti in 7 occasioni (per un totale di 17), ottenendo un «clean sheet» soltanto nella partita contro il fanalino di coda Chievo (0-3) dell’8 febbraio scorso. L’allenatore abruzzese, però, sa bene come il problema non sia addebitabile solo ai difensori, che pure qualche sbavatura l’hanno concessa. Non è un caso che, anche per dare maggiore copertura alla retroguardia, la Roma sia passata dal 4-3-3 al 4-2-3-1, quindi con una doppia cerniera sui sedici metri. Insomma, il triangolo di centrocampo è passato da avere il vertice basso (generalmente De Rossi, ma anche Nzonzi) al vertice alto (Pastore, Pellegrini, Zaniolo), che nonostante tutto non ha assicurato quella impermeabilità richiesta. Ciò nonostante in alcune situazioni sembra il male minore. Non è un caso che sia stato riproposto sia nel sofferente finale contro il Bologna che in partenza contro il Frosinone, quando Di Francesco temeva una partita difficile soprattutto dal punto di vista della corsa. E allora, in attesa che gli acciacchi finiscano, è assai probabile che anche in una stessa partita i due sistemi di gioco tornino ad affacciarsi. Perché tornare zemaniani in questa fase della stagione potrebbe essere pericoloso.
Primavera stanca: 0-0 con rigore fallito allo scadere
GAZZETTA DELLO SPORT - SCANO - Voltare pagina non è cosa semplice. Alla Roma Primavera non bastano quattro giorni per dimenticare l’eliminazione in Youth League e per ripartire dal campionato, unico obiettivo rimasto. I ragazzi di De Rossi rallentano col Palermo, terzultimo in classifica, e tornano dalla trasferta siciliana con un pari a reti inviolate. Tante le occasioni per i giallorossi e per Celar, che al 94’ non è riuscito trasformare il rigore procurato da Cangiano. Sfuma così l’aggancio alla vetta della classifica: la Roma è momentaneamente terza, a pari punti col Torino (oggi impegnato col Milan).
CATTIVERIA Il match contro i pari età dell’ex giallorosso Scurto poteva essere una vittoria all’ultimo respiro, fotocopia del sabato sera di Dzeko col Frosinone, e invece è stato il primo in cui l’attacco giallorosso, il più prolifico del campionato con 58 gol in 20 gare, è rimasto a secco. «I ragazzi non riescono a incidere come prima - ha detto De Rossi -. Il viaggio dalla Danimarca è stato lungo, ma qualcuno si accontenta: ci vorrebbe più determinazione». Stanchezza e delusione per Semeraro, terzino sinistro classe 2001, vanno accantonate, sabato il big match con la capolista Atalanta: «Col Palermo ci è mancata un po’ di cattiveria: c’è rammarico per l’occasione persa a un minuto dal termine. Adesso pensiamo a riscattare il 4-0 con l’Atalanta che ci è costato la Coppa Italia».
PALERMO-ROMA 0-0
PALERMO (4-3-3) Al Tumi (dal 32’ p.t. Avogadri); Sicuro (dal 26’ s.t. Petrucci), Fradella, De Marino, A. Gallo; Ruggiero (dal 20’ s.t. Gambino), Santoro, Mendola; Rizzo, Cannavò, Lucera (dal 26’ s.t.’ Birligea). PANCHINA Angileri, Giuliano, Garofalo, Montaperto, Correnti, De Stefano. ALLENATORE Scurto.
ROMA (4-3-3) S. Greco; Parodi, Trasciani, Cargnelutti, Semeraro; Riccardi, Pezzella, F. Greco (dal 32’ s.t. Estrella Galeazzi); D’Orazio (dal 15’ s.t. Darboe), Celar, Besuijen (dal 1’ s.t. Cangiano). PANCHINA Zamarion, Santese, Buttaro, Simonetti, Chierico, Sdaigui, Bucri. ALLENATORE De Rossi.
ARBITRO Curti di Milano
NOTE Ammoniti De Marino e Ruggiero (P), Parodi, Trasciani e Cargnelutti (R) .
Il derby di papà Pellegrini «Siamo carichi per vincerlo»
GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - Ci sono momenti nella storia di un calciatore che ti restano dentro per sempre, perché sono quelli in grado di cambiare – in un senso o nell’altro – il corso di una carriera. Momenti a cui sei legato, a cui ripensi ogni volta che ripercorri il tuo film calcistico e che senti più tuoi di tutto il resto. Uno di quei momenti lì, ovviamente in positivo, Lorenzo Pellegrini l’ha vissuto nel derby d’andata, quando gli è cambiata un po’ tutta la prospettiva giallorossa. Discusso e incompreso prima, applaudito e indispensabile dopo. A cambiare il corso della sua storia Romanista è stato ovviamente il gol di tacco alla Lazio, ma anche quella posizione lì, da trequartista, in cui ha confessato di trovarsi più a suo agio. Da lì è partito un nuovo Pellegrini e lì vuole rituffarsi subito, già sabato prossimo, dopo aver aiutato la Roma ad arrivare al derby con un’altra vittoria, quella ottenuta sabato sera sul Frosinone. «Una vittoria fondamentale, perdere punti con il Frosinone sarebbe stato un dispiacere immenso per tutti – ha detto alla fine il centrocampista giallorosso, direttamente nella pancia del Benito Stirpe –. Invece così arriviamo al derby sereni e con una serie di vittorie importanti, che speriamo possa continuare anche sabato prossimo. Loro saranno carichi, ma noi lo saremo anche di più di loro».
L’ATTESA E lo è anche Lorenzo, che proprio a Frosinone ha segnato la sua seconda rete stagionale in campionato, proprio dopo quella segnata al derby, quasi cinque mesi dopo la prima volta. Di segnare, in realtà, gli era capitato ancora a Mosca, il 7 novembre, ma in Champions League, contro il Cska. In campionato, invece, niente più, nonostante Lorenzo ci abbia provato spesso e volentieri, rischiando anche in un paio di occasioni di riuscirci. E allora chissà, magari il tris in campionato potrebbe arrivare anche sabato prossimo, sarebbe la chiusura ideale di un cerchio perfetto. In caso, la dedica sarebbe sostanzialmente identica a quella di Frosinone, quando dopo aver segnato il 2-1 Pellegrini ha esultato con il gesto del ciuccio. «Sto aspettando una bambina, sono molto felice. Dedico tutto questo, la vittoria e il gol, a mia moglie ed alla mia futura bambina».
L’ALTRA DEDICA La moglie, Veronica, sabato sera era proprio lì, sugli spalti del Benito Stirpe, ad ammirarlo dal vivo. In attesa poi di renderlo padre la prossima estate, probabilmente tra luglio ed agosto, quando il caldo sarà pesante esattamente come l’attesa di abbracciare una figlia. Veronica che, tra l’altro, ieri ha dedicato a Lorenzo un post molto tenero sui social, con una loro foto dove si inizia a vedere il pancione. «Ci siamo conosciuti che eravamo due bambini, ma con le idee molto chiare sul nostro futuro insieme. Non vedevamo l’ora di andare a convivere, di sposarci, ma soprattutto di creare la nostra famiglia. Ed ora eccoci qua ad aspettare la nostra bambina. Sarà la più amata del mondo e tu sarai un papà unico». Firmata Veronica, per Lorenzo. Una gioia in più anche per Tonino, il papà di Pellegrini, che ha già la fortuna di essere nonno tre volte ma che non vede l’ora di firmare il prestigioso poker.
AL DERBY Pellegrini a Frosinone è tornato a giostrare da trequartista, alle spalle di Edin Dzeko, esattamente il ruolo che gli piace di più. Possibile, però, che contro la Lazio debba cambiare ancora, ritornando a giocare da intermedio, nel caso in cui Di Francesco decida di optare di nuovo per il 4-3-3. In caso non sarà un problema, perché con la carica che ha dentro in questo momento può far bene ovunque. Del resto, l’amore per una figlia ti dà sempre una carica speciale.
Oggi l'orario forse non si cambierà: via alle 20:30
GAZZETTA DELO SPORT - ZUCCHELLI - Trentacinquemila persone già sicure di essere allo stadio, ma senza sapere l’orario. Dovrebbe essere decisa oggi, o al più tardi domani in mattinata, l’ora d’inizio del derby di Roma, in programma sabato 2 marzo. Al momento il via è per le 20.30, con diretta su Dazn, ma per motivi di ordine pubblico la Questura ha richiesto all’Osservatorio l’anticipo alle 15 o, al più tardi, alle 17. Oggi dovrebbe essere comunicata la decisione che, stando a quanto filtrava nelle ultime ore, potrebbe essere negativa rispetto alla richiesta, con il derby confermato in notturna. Con soddisfazione della televisione e dei tifosi, considerando che il sabato è un giorno lavorativo, meno delle forze dell’ordine. Molto dipenderà dalle ulteriori relazioni inviate in queste ultime ore dalla Digos: le prime parlavano di clima più teso rispetto al solito tra Roma e Lazio, anche per la presenza di tifosi in arrivo dall’estero, come ad esempio quelli del Real che si infiltrerebbero tra quelli biancocelesti per ricambiare la presenza di alcuni supporter della Lazio in un derby con l’Atletico.
VERSO I 50MILA I biglietti staccati fino a questo momento sono oltre 35mila, di cui poco meno di 10mila dal lato Roma, che giocherà in trasferta. Oggi partirà la vendita libera e la sensazione è che dopo il successo al 95’ contro il Frosinone possano essere molti i romanisti a caccia del biglietto. L’obiettivo è arrivare a 50mila spettatori, se fosse confermato l’orario notturno potrebbero essere di più.
Baldissoni candidato al consiglio
GAZZETTA DELLO SPORT - Oggi alle 14 torna a riunirsi l’assemblea della Lega di Serie A. Dopo l’ultima fumata nera, si proverà a integrare i posti in consiglio di Lega. Tra i nomi considerati più forti a entrare a far parte dell’organismo, c’è anche quello di Mauro Baldissoni, da pochi giorni è diventato vicepresidente della Roma. Sul tavolo dell’assemblea, comunque, ci sarà un argomento non banale, ovvero i criteri di ripartizione dei diritti tv. Tra l’altro sarà la prima assemblea per il nuovo amministratore delegato De Siervo, insediatosi una settimana fa.
Manolas, niente fratture: è distorsione.
GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - C’è una flebile speranza. Ma è, appunto, flebile. Insomma, le chances che Kostas Manolas possa giocare il derby, sabato prossimo, sono davvero poche. E considerando l’importanza che ha il difensore greco per la retroguardia giallorossa, questa non è certo una buona notizia.
IL GRECO Ieri Manolas si è sottoposto agli esami strumentali (radiografia) a Villa Stuart, per valutare l’entità dell’eventuale danno alla caviglia destra, quella che sabato sera lo ha costretto ad alzare bandiera bianca a Frosinone, nel corso della ripresa, dopo uno scontro con Molinaro. E gli esami hanno scongiurato il rischio di eventuali fratture, confermando invece la prima diagnosi, quella della distorsione alla caviglia. Ieri Manolas zoppicava e oggi farà anche una risonanza magnetica per monitorare i legamenti della caviglia. La distorsione è stata forte e lo mette a serissimo rischio per il derby, se non già addirittura out. Nel senso che mancando ancora sei giorni alla partita, la Roma farà di tutto per provare a rimetterlo in piedi e fargli giocare una sfida chiaramente decisiva. Ma senza rischiare, molto dipenderà dall’esito delle terapie a cui Manolas si sottoporrà in questi giorni. Non dovesse farcela (che oggi poi è l’ipotesi più accreditata), l’obiettivo si sposterebbe inevitabilmente sulla gara di Oporto, quella del 6 marzo prossimo, dove la Roma andrà a caccia del pass per i quarti di finale della Champions League.
gli altri E il derby potrebbe saltarlo anche Cengiz Under, che sembrava pronto al rientro ed invece non è stato convocato neanche per la trasferta di Frosinone. Il giovane turco verrà valutato anche lui di giorno in giorno, ma spifferi di corridoio parlano di una ricaduta al flessore della coscia destra. Schick e Karsdorp, invece, possono rientrare in settimana in gruppo, anche se difficilmente saranno della partita. Il derby lo giocherà di certo De Rossi, la cui situazione viene seguita attentamente. Il capitano durante la settimana fa spesso individuale, gestendo i carichi di lavoro. Il che, però, lo vincola dal punto di vista della forma.
Occhio DiFra, ti giochi tutto
GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Tutte le storie cominciano, ma non tutte hanno un vero finale. Il Romanzo di Italo Calvino «Se una notte d’invero un viaggiatore» spiega meglio di ogni parola un concetto del genere. Ci sono dieci «incipit» che però non portano mai ad alcuna conclusione, col (possibile)Romanzo che ricomincia sempre in un altro modo. Ecco, la storia della Roma a trazione statunitense è anche una collezione di storie interrotte, ed anche quest’anno si corre il rischio di rivivere situazione già viste. Inutile dire che, in situazioni del genere, è l’allenatore l’anello debole di ogni catena di comando. Così Eusebio Di Francesco, nonostante venga da due vittorie consecutive (contro Bologna e Frosinone), sa bene come le sfide che lo attendono – contro la Lazio in campionato ed il Porto in Champions League – potrebbero essere decisive per la stagione giallorossa e conseguentemente per il suo futuro.
EFFETTO MONCHI Non basta. L’allenatore in questo momento corre il rischio di pagare due situazioni diverse fra loro. La prima è legata a lui, visto che le ultime due gare, pur vittoriose, hanno evidenziato una squadra con grandi difficoltà, tant’è che se Bologna e Frosinone avessero pareggiato, non sarebbe stato uno scandalo. La seconda invece lo prescinde, visto che riguarda quello che è stato finora il suo mentore, ovvero il d.s Monchi, sempre più vicino all’addio a fine stagione. Ieri il tweet postato dallo spagnolo («In molti possono avere quello che hai, ma nessuno può essere ciò che sei…», con foto della Curva Sud e riferimenti alle prossime due partite) inevitabilmente non hanno fugato dubbi sul suo futuro, che sembra sempre più legato all’Arsenal, anche se il club londinese dovrà pagare una clausola di rescissione alla Roma, a cui è legato da un contratto fino al 2021. Logico che il suo addio indebolirebbe la posizione di Di Francesco, anche se il tecnico abruzzese è ancora perfettamente in grado di costruire la sua fortuna. Come? Arrivando in zona Champions League (fondamentale) e magari facendo ancora strada in Europa, visto che il Porto non è sembrato avversario irresistibile.
si cambia Logico che, se al direttore sportivo vengono accollati alcuni errori sul mercato (nel polverone di radio mercato i nomi più gettonati sono tre: Pastore, Nzonzi e Bianda, ma Zaniolo?), i tanti problemi muscolari non aiutano la gestione dell’allenatore. «Troppi infortuni stupidi», ha detto infatti pochi giorni fa il presidente Pallotta. Se Di Francesco onorerà il suo contratto fino al prossimo anno, qualcosa forse dovrà essere rivisto in merito, ma l’attualità non aspetta e così già contro la Lazio la squadra cambierà. Probabile infatti il ritorno al 4-3-3, con il sacrificio di Nzonzi a beneficio di Cristante, mentre sulla fascia destra dovrebbe tornare Zaniolo. Più o meno la stessa squadra che potrebbe giocare quattro giorni dopo a Oporto in Champions, sperando in quella occasione di poter recuperare Manolas, assai a rischio per il derby (vedi sotto).
RIVOLUZIONE Insomma, nel giro di due partite parte del futuro della Roma potrebbe essere scritto. Quanto basta per cominciare altri Romanzi che corrono a loro volta il rischio di restare incompiuti. Sul fronte della panchina, logico che lo show di ieri a Londra allontani Sarri dalla panchina del Chelsea con tutte le ricadute del caso, mentre sul fronte della direzione sportiva, accanto a nomi noti (Faggiano e Mirabelli) prende corpo anche la soluzione interna, che galleggia tra Balzaretti e Massara. Ma tornando alla panchina, c’è da registrare l’ottimismo di Di Francesco: «Sono convinto che faremo un grande derby, anche se l’ambiente destabilizzante non aiuta». Ne siamo convinti, ma c’è un futuro da scrivere. E sono in tanti a credere che, se anche questo Romanzo fosse interrotto, sarebbe una sconfitta per tutti.
Dailynews InsideRoma - Campionato Primavera, 0-0 tra Palermo e Roma - Lazio-Roma, già venduti 9 mila biglietti per il settore giallorosso - Monchi verso l'Arsenal. Possibile soluzione interna
NOTIZIE DEL GIORNO | 24 febbraio 2019
- Si è concluso a reti bianche, con un pareggio per 0-0, il match del Campionato Primavera tra la Roma ed il Palermo.
Il primo tempo è stato quasi tutto a tinte giallorosse che sprecano molto, ma nella ripresa i ragazzi di De Rossi hanno abbassato i ritmi. Più pericoloso il Palermo che sfiora il vantaggio al 75' con Cannavò, ma Greco è bravo a negargli di no con un ottimo intervento. Due minuti più tardi è il rosanero Gambino ad avere sulla testa la palla dell'1-0, ma sbaglia clamorosamente. Il match potrebbe prendere una piega in favore della Roma nel finale, con un calcio di rigore iper i giallorossi, ma Celar calcia alle stelle.
- Il prossimo sabato, nello specifico il 2 marzo, è cerchiato in rosso sul calendario di molti tifosi giallorossi. Sabato 2 marzo, infatti, è il giorno del derby contro la Lazio. Un evento per tutta la città di Roma. Nonostante si giochi all'Olimpico, la Roma farà le veci di squadra ospite ed i biglietti per i propri tifosi verranno messi in vendita ufficialmente da domani. Ma dalle prime stime, come riferisce Il Messaggero, i tifosi giallorossi saranno di più rispetto ai cugini biancocelesti. Infatti ad oggi sono 9000 i tagliandi pre-acquistati dai tifosi della Roma contro i 6500 dei tifosi biancocelesti.
- Secondo alcuni media e spagnoli Monchi a fine stagione lascerà la Roma per passare all’Arsenal, dove ritroverebbe il tecnico Unai Emery. Per il club londinese – che gli riserverà il ruolo di direttore tecnico – non sarà un problema pagare la clausola liberatoria di circa 3 milioni che il club giallorosso può vantare. Con l’addio di Monchi, che ha ancora un contratto fino al 2021, si apre il capitolo della sua sostituzione. Oltre a nomi più o meno illustri – che vanno da Faggiano del Parma a Mirabelli ex del Milan –, a Trigoria però si valuta anche l’ipotesi di una sostituzione interna, ed a questo punto il tandem Balzaretti-Massara potrebbe avere chance per prendere il posto dello spagnolo.
- Un'altra partita al cardiopalma per la Roma, che vince grazie all'ultimo pallone spinto in rete da un super-Dzeko e si avvicina al derby con la miglior classifica che potesse avere. «Mio padre mi dice sempre che va dal cardiologo dopo ogni gara», ci scherza su Di Francesco al triplice fischio, dopo essersi disperato e dimenato per 95 minuti in cerca della quadra giusta: «Riusciamo a complicarci la vita con le nostre disattenzioni, poi dall'altra parte ci sono squadre con il coltello tra i denti e non è mai facile. Quello che mi ha sorpreso sono stati i tanti errori tecnici, forse dovuti al campo o al vento che non aiutava il calcio. Sicuramente preferisco una prestazione differente, è un periodo in cui non stiamo facendo benissimo, mi auguro che cercheremo di giocare meglio. Dovevamo essere più bravi nell’interpretare la gara, così si rischia di pareggiare o anche di perdere».
Aveva posto l’attenzione sull’approccio da fare con la testa giusta alla vigilia e neanche a farlo apposta è arrivato il primo gol nel quarto d'ora iniziale («doveva accadere perché noi non ci possiamo far mancare niente», sorride amaro l'allenatore) e la strada è diventata in salita. Su una cosa è stato ascoltato, l'invito a sbloccarsi è stato raccolto da Dzeko, che «ha trascinato la squadra, lo deve fare sempre. Quest'anno non ha fatto tanti centri in campionato, in questo momento abbiamo più una cooperativa del gol. Io spero ne faccia tanti. Penso fosse nervoso perché era lo stesso arbitro di Firenze, Manganiello ha fatto un po’ di tutto, creando un’atmosfera antipatica. Fa parte del calcio italiano, il suo nervosismo l’ha portato a voler far gol, mi auguro sia sempre un po’ nervoso». Il bosniaco ha messo lo
zampino pure nel 2-1 firmato Pellegrini, che ha voluto dedicarlo alla moglie incinta di una femminuccia, attesa in estate: «Sono felice, dedico il gol e la vittoria a lei e alla bambina. Arriviamo al derby con una serie di risultati positivi che vogliamo allungare». Con questa «vittoria di cuore», come la chiama El Shaarawy, la Roma rimane attaccata al Milan, a -1
dal 4° posto: «Per noi la Champions non è sicura come non lo è la retrocessione per questo vivo Frosinone. Il bicchiere - dice Di Francesco - è interamente pieno perché i 3 punti erano importantissimi. In passato si faceva fatica a vincerle queste partite, cadevamo in certe situazioni, invece ci abbiamo creduto e siamo stati bravi. Mi auguro che una prestazione migliore ci sia sabato, non possiamo permetterci contro la Lazio di giocare così».
Si alza il livello e non sono ammesse distrazioni: «Il secondo gol viene su un piazzato nostro dove eravamo posizionati male, De Rossi ha letto male. Avevamo la partita in mano, ma vanno chiuse, non gestite. Siamo una squadra che ha dimostrato la capacità di fare gol ma anche di prenderne. C’entra anche l'allenamento di squadra. I centrocampisti non sono stati puliti in determinati momenti, dobbiamo migliorare in queste situazioni di gioco. Li giustifico in parte, ma certe prestazioni non pagano se le proponi troppo spesso». Qualcosa bisognerà cambiare, allora: «Sicuramente sì e va fatto subito. Sono convinto faremo una grande partita, possiamo solo crescere perché non si può sbagliare così tanto». Non in un derby.
- Tutti i risultati della della 25a giornata di Seria A:
MATCH GIOCATI
Milan-Empoli 3-0 (49' Piatek, 51' Kessié, 67' Castillejo)
Torino-Atalanta 2-0 (42' Izzo, 46' Iago Falque)
Frosinone-Roma 2-3 (5' Ciano, 30', 90'+5 Dzeko, 31' Pellegrini, 80' Pinamonti)
Sampdoria-Cagliari 1-0 (66' rig. Quagliarella)
Bologna-Juventus 0-1 (67' Dybala)
Chievo-Genoa 0-0
Sassuolo-SPAL 1-1 (43' Peluso, 67' rig. Petagna)
Parma-Napoli 0-4 (19' Zielinski, 36' e 73' Milik, 82' Ounas)
Fiorentina-Inter 3-3 (1' De Vrji aut., 6' Vecino, 40' Politano, 52' Perisic rig., 74' Muriel, 99' Veretout rig.)
Manolas rientrato a Roma senza stampelle, domattina la risonanza magnetica
INSIDEROMA.COM - ILARIA PROIETTI - Quando è Kostas Manolas ad accasciarsi a terra i cuori dei giallorossi saltano un battito. Inutile dire che l’apprensione sia tanta per le condizioni del pilastro della difesa: Manolas è uno dei tre imprescindibili, insieme a De Rossi e Dzeko, e quando non c’è lui le cose sembrano sempre girare male. Tant’è che la Roma, poco dopo la sua sostituzione, incassa il gol del momentaneo 2-2 del Frosinone. Il centrale greco, in lacrime, si tocca sofferente la caviglia destra: si tratta probabilmente di una distorsione. Subito dopo il match (vinto in extremis dalla Roma), l’allenatore giallorosso Eusebio Di Francesco aveva espresso tutte le sue preoccupazioni:
"La caviglia di Manolas è gonfia. Spero non sia nulla di grave, dobbiamo valutarlo attentamente".
All’orizzonte ci sono due impegni importantissimi: il derby con la Lazio e, soprattutto, la delicata trasferta al Do Dragao. I giallorossi si giocheranno la qualificazione ai quarti di finale di Champions League contro il Porto e, con un risultato così aperto (2-1 allo Stadio Olimpico grazie alla doppietta di Zaniolo) la presenza di Manolas è più che mai fondamentale. Potrebbe essere Jesus, ormai recuperato, ad affiancare Fazio, ma il brasiliano è fuori da oltre un mese e potrebbe non avere i 90 minuti nelle gambe.
Questa mattina il difensore è rientrato senza stampelle, nonostante il gonfiore persistente. Per capire se c’è l’interessamento dei legamenti (oltre alla distorsione) bisognerà aspettare un esame più approfondito con risonanza magnetica a cui si sottoporrà domattina mattina.
Mai dare per sconfitto Edin Dzeko
INSIDEROMA.COM – MATTEO LUCIANI – Minuto 95 della sfida tra Frosinone e Roma: Daniele De Rossi verticalizza improvvisamente il gioco in direzione di Stephan El Shaarawy, il ‘Faraone’ controlla la sfera e vede tutto solo in mezzo all’area di rigore l’accorrente Edin Dzeko, che, adeguatamente assistito dall’ex Milan, butta dentro, in un modo tutt’altro che calcisticamente limpido, il pallone del definitivo (e soffertissimo) 3-2 contro i ciociari. Il bosniaco esplode e con lui tutto il settore ospiti tinto di giallorosso dello Stirpe.
La Roma di Eusebio Di Francesco conferma il suo non eccellente momento di forma in campionato, dopo i tre punti con tanti patemi ottenuti la scorsa settimana contro il Bologna di Mihajlovic, ma continua a vincere e a credere quindi al quarto posto, attualmente occupato dal Milan di Gattuso e soprattutto del suo bomber Piatek.
Se nel capoluogo meneghino, sponda rossonera, si godono il nuovo acquisto arrivato dal Genoa, i tifosi giallorossi non possono che esultare per aver ritrovato (semmai si fosse realmente perso) il vero Edin Dzeko.
Con la doppietta realizzata contro la formazione di Marco Baroni, il centravanti ex City ha toccato quota 85 gol con la maglia della Roma. Tale dato proietta Dzeko all’ottavo posto in solitaria nella classifica all time dei marcatori della compagine capitolina: un risultato davvero straordinario se si pensa a come era iniziata la storia d’amore tra il bosniaco e i giallorossi, oltre che ai vari mugugni sul suo modo di scendere in campo in alcuni match durante i tre anni e mezzo sin qui disputati da Dzeko con la Roma.
Estate 2015. Rudi Garcia resta l’allenatore giallorosso nonostante il finale di stagione precedente infuocato e le dichiarazioni assai poco concilianti nei confronti dei vertici della società, rei di non essere trasparenti nei confronti dei tifosi perché qui “ogni anno bisogna vendere per poi comprare e così è impossibile colmare il gap con la Juventus”. Pallotta e Sabatini decidono di rispondere a tali accuse con i fatti e portano nella Capitale il grande bomber atteso probabilmente ormai dai tempi del mitico Gabriel Omar Batistuta: la scelta ricade su Edin Dzeko e l’opzione pare proprio non potesse essere migliore. Un nome altisonante, con tanta esperienza internazionale e valanghe di gol e successi alle spalle.
Il giorno dell’arrivo del bosniaco a Roma l’aeroporto di Fiumicino è praticamente bloccato: migliaia i tifosi accorsi per salutare e accogliere il nuovo beniamino. Passato l’iniziale entusiasmo, però, il campo dice tutt’altro; Dzeko appare il lontano parente dello straordinario attaccante ammirato nelle stagioni precedenti con le maglie di Wolfsburg e Manchester City. Nel frattempo, Garcia viene esonerato e con Spalletti, nonostante i tentativi iniziali di recupero del calciatore, Dzeko diventa sempre più una presenza fissa in panchina. La sua prima stagione termina con soltanto dieci reti totali all’attivo.
Colui che un anno prima veniva accolto come un re, l’estate seguente viene ritenuto uno dei principali problemi della Roma e non diventa così difficile immaginare un suo addio dopo soltanto una stagione in Serie A. Errore marchiano. Mai dare per sconfitto Edin Dzeko.
L’annata 2016/2017 è semplicemente meravigliosa per il bosniaco. Luciano Spalletti rigenera l’attaccante e lo porta fino alla clamorosa vittoria della classifica marcatori della massima serie (29 reti). In tutto, fanno 39 gol in 51 partite disputate: un mostro.
L’estate del 2017, però, porta via Spalletti da Roma e con il nuovo mister, Eusebio Di Francesco, le cose sembrano iniziare in modo non proprio ottimale per Dzeko, che dopo un sofferto pareggio casalingo per 0-0 contro l’Atletico Madrid in Champions League sbotta e afferma: “Non si può giocare così e restare in difesa per tutta la partita. Se non mi arrivano palloni giocabili, è difficile segnare”. Nonostante alcune perle autentiche (leggasi, ad esempio, rete al volo in Chelsea-Roma 3-3), il rendimento del numero nove romanista cala rispetto alla stagione precedente. Tornano, come nel primo anno, le critiche, alcune anche giuste, altre francamente inaccettabili. Si rivelerà un clamoroso autogol: mai dare per sconfitto Edin Dzeko.
Si arriva, così, al mercato di gennaio, quando in pochi giorni emerge che il Chelsea di Antonio Conte voglia puntare forte proprio su Dzeko per arricchire il proprio parco attaccanti. Si tratta di una sorta di fulmine a ciel sereno per i tifosi. La sera del 24 gennaio del 2018, il bosniaco scende in campo a Marassi contro la Sampdoria con un piede e mezzo già dentro alla nuova avventura londinese, almeno in base a quanto affermato da quasi tutti gli operatori di mercato e addetti ai lavori. Il destino vuole che sia proprio lui, a tempo scaduto, a siglare la rete del definitivo 1-1 contro i doriani.
Il giorno seguente, quello che dovrebbe mettere nero su bianco il trasferimento in Premier, il clamoroso dietrofront: Edin Dzeko rifiuta il Chelsea perché non se la sente di lasciare la Capitale. Succede così che diventi poi proprio lui tra i principali protagonisti della meravigliosa cavalcata romanista in Champions, stoppata in semifinale dal Liverpool dell’ex Salah sul più bello e del raggiungimento del terzo posto in campionato. Ancora una volta, mai dare per sconfitto Edin Dzeko.
Anno nuovo, storie vecchie. Edin Dzeko fatica, come tutta la squadra di Eusebio Di Francesco, nella prima parte della stagione 2018/2019 ed ecco, puntuali, arrivare i mugugni dei tifosi e le voci di mercato che lo vogliono in procinto di lasciare Roma, non rinnovando il proprio contratto in scadenza nel 2020. Il lungo periodo di astinenza dal gol fa il resto, ma non scoraggia Dzeko, che risponde come sempre sul campo.
Tante chiacchiere, eppure soltanto i fatti e i numeri possono parlare: Edin Dzeko ha siglato 85 reti in 166 partite con la maglia della Roma. Tra coloro che lo precedono nella speciale classifica dei migliori cannonieri della storia giallorossa, soltanto Manfredini è stato in grado di siglare tante reti con un numero minore di partite e nessuno, invece, ha una migliore media nel rapporto gol-minuti giocati (una marcatura ogni 153 minuti per il bosniaco, contro i 156 dell’indimenticato ‘Piedone’).
Mai dare per sconfitto Edin Dzeko, se non fosse chiaro.
Cracovia, Pigliacelli tira un rigore (Video)
Mirko Pigliacelli ha iniziato la carriera con i giovani giallorossi. Ha girato un po per l'Italia e a gennaio si è trasferito al Cracovia. La squadra di Devis Mangia aveva problemi nella scelta dei giocatori per battere i calci di rigore e ha puntato sul portiere, che però non ha salvato la sua squadra e la partitasi è conclusa con una sconfitta per 3-2 con l'FCSB.
Craiova missed 5 penalties this season. So, for the most important game of the year, they asked Italian goalkeeper Pigliacelli to take it. Amazing. pic.twitter.com/P3RWmg2wzQ
— Emanuel Roşu (@Emishor) February 24, 2019