La sincerità di De Rossi: «Loro hanno fatto meglio e basta»
IL MESSAGGERO - ANGELONI - Scende in campo il capitano, Daniele De Rossi. Affranto ma lucido. Critico ma non abbattuto. Ombre sì, ma pure un bagliore di luce. «La Roma fa fatica, da un po’. Dopo questa sconfitta la classifica subisce un brutto colpo ma non è finito niente». Forse c’era il Porto nella testa, forse anche la sconfitta dell’Inter ha più tolto che dato. «Non ha influito nulla, loro hanno fatto meglio e basta. L’inerzia era sempre dalla loro parte, nei duelli e nei contrasti. Non è il primo derby che perdo così ma il primo derby che ho perso, per esempio, quello dei fratelli Filippini, noi eravamo nettamente più forti di loro. Stavolta hanno fatto una partita interessante ma sono più forti di quella Lazio lì, questa gioca bene».
Lotito ha apprezzato il discorso («da uomo») e alla fine se l’è abbracciato. La botta è forte e suona nella testa dei calciatori: De Rossi prova a diffondere calma. «Non è certo il primo che perdiamo, succede. Ora dobbiamo preparare al meglio la prossima e passare il turno in Champions, che potrebbe farci cambiare la testa. Anche l’anno scorso abbiamo passato momenti difficili dai quali poi ci siamo alzati. Alla Roma è mancato il veleno? Riportare tutto alla grinta è riduttivo».
Delusione DiFra: «Sconfitta pesante, sono preoccupato»
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Problema di testa. Questa la sintesi dell’analisi di Eusebio Di Francesco dopo il ko nel derby con la Lazio. «Abbiamo avuto un approccio sbagliato, nel primo tempo abbiamo perso troppi duelli, poi il rigore del 2-0 ci ha tagliato le gambe - dice l’allenatore della Roma -. Ma non voglio sentir parlare di Champions, mi rifiuto di pensare che si sia sottovalutato un derby pensando al Porto. Io non ci pensavo e penso neanche i giocatori. Non è ammissibile una cosa del genere».
«Gli errori difensivi continuano a ripetersi. Si vede che dobbiamo lavorare ancora tanto mentalmente, anche se con questa squadra non so più neanche se sia sufficiente - ha proseguito - Una sconfitta pesante, ora dobbiamo essere bravi a ripulirci dalle scorie. Sono preoccupato, ma ora dobbiamo preparare al meglio il Porto».
Radu-Kolarov, lite anche nel post-gara
IL MESSAGGERO - CASSETTA - Primo round in campo, il secondo fuori. La discussione tra Radu e Kolarov non è finita sul prato. Uscendo dallo stadio il serbo e il romeno hanno continuato a far valere le proprie ragioni. Durante il match i nervi erano saltati al numero 11 giallorosso. Due gialli rimediati in meno di un minuto: uno per le scaramucce con l’ex compagno Stefan, l’altro per il duro fallo su Immobile, costato l’espulsione. La sua passeggiata verso l’ingresso degli spogliatoi dell’Olimpico è stata accompagnata dall’ovazione dei laziali e dalle parole del 26 biancoceleste: «Dai, su, esci». Inviti che Kolarov non avrebbe digerito neanche dopo la doccia anticipata.
Comportamenti che non sono piaciuti a Claudio Lotito. Il presidente della Lazio, da «pater familias», ha redarguito i due al termine del match: «Non litigate, queste cose non servono». Lotito si è poi complimentato con De Rossi per le dichiarazioni pro Lazio rese nel post gara e ha abbracciato uno per uno i suoi giocatori, a partire da Caicedo, «perché la vittoria è stata di gruppo».
Rabbia De Rossi: «Testa al Porto»
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Daniele De Rossi è l’unico calciatore della Roma a presentarsi davanti ai microfoni, parlando con onestà e senza cercare alibi: «Hanno giocato meglio loro, sono partite decise da episodi e in questo caso hanno fatto meglio. A volte bisogna dire che gli avversari sono stati più bravi».
Parole piaciute al presidente laziale Lotito, che in zona mista dice di volersi complimentare con lui perché «non è da tutti dire queste cose dopo aver perso un derby in modo così netto», ma per Daniele non è aria di complimenti: «Sono due partite che facciamo fatica, un momento di flessione ci sta. Ma dobbiamo analizzare tutto, perché mercoledì abbiamo una partita importantissima che non dobbiamo sbagliare. È un brutto colpo – ammette –, ma non è finito niente. La partita di Champions ci darà l’appiglio, sappiamo che avrà un grande impatto sul resto della stagione».
Kolarov, da un derby all’altro il suo mondo si è capovolto
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Come all’andata, l’ha chiusa lui. Anche se si tratta di un epilogo totalmente diverso, nel risultato e nelle sensazioni. Il 29 settembre scorso Aleksandar Kolarov era uscito da trionfatore assoluto, dopo aver siglato il gol che aveva riportato avanti la Roma. Ieri, invece, ha chiuso il derby con quel rosso, eccessivo che però per i laziali ha avuto il sapore della rivincita.
Quando ha dovuto lasciare il campo, il pubblico biancoceleste lo ha fischiato a lungo e lo ha anche provocato, con molte mani in area a fare il gesto delle tre dita. Quelle stesse tre dita che nella simbologia del nazionalismo serbo vogliono dire tante cose ma che ieri, a Kolarov, non sono proprio andate giù.
Con l’Empoli senza Dzeko, Kolarov e Fazio
IL MESSAGGERO - LENGUA - Paura per Nicolò Zaniolo che ha chiesto il cambio al 16’ del secondo tempo per una contusione all’anca sinistra. Il centrocampista, dopo un tiro strozzato facile preda di Strakosha, si è accasciato a terra e Di Francesco lo ha sostituito con Perotti. Nel primo tempo l’ex Inter è stato vittima di un forte contrasto con Radu che lo ha lasciato dolorante al fianco e di una botta alla schiena, al momento non sono previsti esami e dovrebbe partecipare alla trasferta al do Dragao.
A poche ore dal fischio d’inizio si è fermato anche Manolas per febbre alta e dissenteria, il tecnico lo porterà in Portogallo e cercherà di schierarlo titolare per il mercoledì di Champions, anche se debilitato. L’ammonizione di Fazio rimediata su fallo in area su Correa e il nervosismo di Dzeko a fine gara (entrambi diffidati), li costringeranno a saltare per squalifica la partita contro l’Empolidi lunedì prossimo (stadio Olimpico ore 20.30). Resterà a guardare Kolarov, espulso in pieno recupero.
E al minuto 13 tutti fermi per Astori
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Tutti uniti nel segno di Davide Astori. Commovente l'omaggio all'ex capitano della Fiorentina scomparso un anno fa. Anche i 50mila dell’Olimpico al 13’ si sono fermati, come i giocatori, per ricordare l'ex difensore, che ha vestito la maglia della Roma nella stagione 2014/15. La partita si è interrotta per un minuto, con l’immagine di un sorridente Davide proiettata sui maxi schermi.
Lancio di sassi, ferito un poliziotto
IL MESSAGGERO - MARANI - L’assalto laziale di giovedì notte al bar giallorosso di Casal Bertone, ha segnato l’attesa per il derby tra Lazio e Roma. Un match ad altissima tensione per l’ordine pubblico, il primo evento gestito dal neoquestore Esposito: erano più di mille gli agenti impegnati a sorvegliare l’area dell’Olimpico. Ci sono stati momenti di tensione prima della gara, fra lanci di petardi e bombe carta, mai contatti diretti sono stati scongiurati. Un agente che si trovava sul lungotevere Maresciallo Diaz è stato colpito da un sasso alla testa lanciato dai supporter biancocelesti che avevano lasciato Ponte Milvio per raggiungere la Nord. Il poliziotto è stato soccorso dall’ambulanza e se l’è cavata con dei punti di sutura.
Scontri, invece, in Curva Sud, dove i Fedayn sono scesi nella parte bassa occupata dai “Roma”prima del fischio iniziale innescando la rissa .Vecchi e nuovi screzi, che hanno fatto saltare la coreografia. A riportare la calma sono stati gli steward che hanno spostato un gruppo di supporter nei Distinti. Ieri in risposta a uno striscione appeso dai giallorossi «Laziale Mahmood» (un’offesa?), i biancocelesti hanno bruciato una bandiera della Roma. Dopo il match la polizia ha fermato un romanista già daspato che ha provato a sfidare i laziali rimasti a festeggiare a Ponte Milvio.
L’imbarazzante notte dei fantasmi vestiti di giallo e rosso
IL MESSAGGERO - FERRETTI - Doveva essere il derby di Dzeko, a secco all’Olimpico in campionato dal 28 aprile dello scorso anno; poteva essere il derby del talentuoso Zaniolo, debuttante nella stracittadina romana dopo aver accumulato minuti e applausi; sperava, il tifoso della Roma, che potesse essere il derby di De Rossi, capitano ferito, acciaccato ma ancora con la bandiera tra le mani; confidava, il vecchio lupo di Testaccio, di salutare con gli occhi umidi una giocata a colori di El Shaarawy o un altro colpo di tacco da maestro di Pellegrini invece è stato il derby dei fantasmi. Quelli vestiti con la maglia rossa e gialla, giocatori che c’erano ma non si sono visti. La Lazio ha vinto il derby, la Roma non ha fatto nulla per non perderlo.
INQUIETANTI E SENZA CUORE La Roma ha avuto un approccio imbarazzante con la partita, in avvio è stata presa a pallonate dalla Lazio in ogni angolo del campo e il gol di Caicedo è arrivato quasi come una (il)logica conseguenza dell’assenza in campo della squadra guidata da Eusebio Di Francesco. Una Roma nella sua peggior veste, peraltro già vista in molte (troppe) precedenti occasioni, incapace di mettere in fila due passaggi e di difendere come imponeva il copione. Gruppo moscio, quello giallorosso; imbambolato, bloccato, lento, macchinoso e costantemente in ritardo sui palloni decisivi. Il motivo? Lo sanno solo loro, cioè i protagonisti (protagonisti?) che erano in campo. E in panchina. Reparti slegati, approssimazione tecnica e pochezza tattica con continui rischi nella fase di rifinitura laziale. Rari segnali di risveglio, a seguire, nonostante il cambio di modulo. Una prestazione modesta sul piano tecnico e ancora meno buona sotto l’aspetto temperamentale. Alla faccia di tutte le succose ipotesi legate alla classifica, dopo il tonfo dell’Inter a Cagliari. Ciò che stupisce, e in maniera davvero negativa, è la mancanza di personalità che la Roma ha mostrato non solo nella prima frazione di gara. Possibile che neppure il richiamo del derby sia riuscito a smuovere le coscienze (professionali) del gruppo di EDF? Si è avuta la conferma che la Roma quando gioca male non usa mezzi termini e gioca male male. Possibile? Tutto normale? No. Assolutamente no. Nel secondo tempo si è avuta la breve sensazione che la squadra giallorossa potesse fare qualcosa di più concreto, ha avuto un’occasionissima per pareggiare poi, subito dopo, è arrivato il gol di Immobile su calcio di rigore, complice la solita indecisione (eufemismo...) di Fazio, e la partita si è chiusa lì, ben prima della rete di Cataldi. Dopo la vergognosa eliminazione dalla Coppa Italia, un’altra “impresa” che non dovrà essere dimenticata quando, a fine stagione, si andranno a fare i conti. La Roma non solo ha perso il derby, e la faccia, ma soprattutto ha sprecato l’occasione di avvicinarsi alla zona Champions, il suo triste obiettivo stagionale.
Di Francesco: «Il rigore ha chiuso i giochi»
IL MESSAGGERO - CARINA - Una serataccia. Non solo perché la Roma non perdeva un derby da squadra ospitante dal novembre 2012. E nemmeno perché il ko per 3-0 mancava addirittura dal 2006. La prova offerta dai ragazzi di Di Francesco, oltre a far rientrare in gioco i biancocelesti in ottica Champions che ora è lontana 3 punti (Inter), diventa un pericoloso campanello d’allarme in vista del ritorno degli ottavi di finale di Oporto. La squadra vista nel derby, al Dragao (nonostante il Porto ieri abbia perso in casa contro il Benfica, lasciando alla squadra di Lisbona il primato in classifica) ha poche speranze. Per questo motivo, l’augurio è che sia stata soltanto una serata-no. L’analisi della gara è molto semplice: «Il primo tempo, siamo stati al di sotto delle aspettative - spiega il tecnico - abbiamo perso troppi duelli. Nella ripresa abbiamo reagito bene, abbiamo avuto occasioni ma il rigore ci ha tagliato le gambe. ll 3-0 è comunque eccessivamente pesante per quanto visto durante la gara». Troppi gli errori per uscire indenni: «E’ una grande verità, sono stati troppi, partendo dall’approccio alla gara. Poi su un fallo laterale non si può prendere gol internamente (il riferimento è a Fazio, ndc). Era successo anche a Frosinone e lo abbiamo ripetuto anche sul rigore. Capita a tutti, ma la continuità d’errore in questa stagione è eccessiva. Non si può sempre rincorrere».
IL PORTO NON C’ENTRA Appare angosciato. E non lo nasconde: «Non posso essere ottimista, sono preoccupato, questo sì. Bisogna capire velocemente se c’è qualcosa da cambiare. Mi girano le scatole, come a tutti. Dobbiamo far tesoro di questa partita per evitare gli errori, ma siamo troppo vicini alla partita di Oporto, quindi pensiamo a prepararla almeglio. Mi attendo una reazione». La sensazione di fragilità tattica e fisica rimane comunque negli occhi: «La cosa che tutti devono capire che se non difendi in un certo modo fatichi anche ad attaccare. Non si deve pensare solo ad una fase. Occorre difenderci sempre con maggiore compattezza. Nella ripresa abbiamo avuto occasioni per segnare e non siamo stati lucidi, altrimenti commenteremmo un’altra partita». È deluso ma apparentemente calmo. Si innervosisce soltanto quando gli chiedono se qualcuno possa aver snobbato il derby in ottica Champions: «Posso capire partite di livello diverso, ma non si può sottovalutare un derby. Non ci sta. Non ci sto. Questo aspetto mentale non si lega al fatto che pensavamo inconsciamente al Porto, io non ci pensavo e penso lo stesso anche dei giocatori. Mentalmente bisogna lavorare tanto ma evidentemente non basta, le risposte sono sempre alterne. Questa prestazione nel derby non ci voleva». Passerella finale sugli infortunati: «Zaniolo ha ricevuto un brutto colpo durante il match. Manolas ha avuto invece febbre alta e dissenteria. Sono convinto di recuperarli entrambi». Parole cariche di speranza. Anche perché senza il greco, la difesa fa acqua da tutte le parti.
Conferenza Stampa Inzaghi: "Abbiamo approcciato bene la gara, dedico la vittoria ai tifosi"
Simone Inzaghi, tecnico della Lazio, ha parlato in conferenza stampa dopo la vittroria contro la Roma:
Immaginava una vittoria così?
"I miei ragazzi hanno interpretato benissimo la partita fin dall'inizio, forse il primo tempo dovevamo chiuderla con un altro gol. Ricordiamo che abbiamo preparato la partita in 3 giorni e mezzo visto che abbiamo giocato martedì con il Milan, ma la squadra ha approcciato bene la gara"
È tornato il vero Milinkovic?
"Stasera è stato bravissimo. Non so quanti duelli ha fatto con i giocatori della Roma. Ha forse sbagliato all'ultimo, ma ricordiamo che ha avuto un piccolo stiramento all'adduttore durante la gara con l'Empoli ed è riuscito a rientrare in anticipo con il Siviglia. Toccando ferro la sua condizione può solamente crescere".
Stratagemma per caricare la squadra? Immobile scelta tecnica o fuori per infortunio?
"Ciro ieri in allenamento non era andato bene. Parlando con il ragazzo mi ha detto che il flessore non fosse a posto. Nel risveglio muscolare l'esito era andato meglio. Non è stato semplice tenerlo fuori, ma era giusto il cambio, la staffetta con Caicedo. Immobile è entrato bene, ma penso che i primi 60' di Caicedo sono stati ottimi. Nessun stratagemma. Di moduli se ne parla tanto. Oggi vi ho accontentato: con Marusic alto su Kolarov, in fase di possesso difendevamo a 4".
Che tipo di soddisfazione è vincere un derby? Strakosha infortunato nel finale...
"Il derby è una partita importante: vincere in questo modo sarebbe entrato nella storia. Già ci siamo dopo la Supercoppa. Senza gli infortuni eravamo più avanti e non fuori dall'Europa League. Sappiamo Roma poi come è. Condivido questa soddisfazione con la mia famiglia, a mia moglie, mia madre. Le mie donne hanno compiuto gli anni in questi giorni. Dedico a loro questa vittoria e ai tifosi. Su Strakosha ho aspettato dopo che Correa mi aveva chiesto il cambio. Thomas ha subito un colpo alla spalla, speriamo non sia nulla di grave".
Lazio-Roma, arbitra Mazzoleni. I tanti precedenti del fischietto di Bergamo
INSIDEROMA.COM – ILARIA PROIETTI – Il derby della Capitale, in programma sabato 2 marzo alle 20:30, è stato affidato alla direzione di Paolo Silvio Mazzoleni della sezione di Bergamo. Vuoto e Paganessi saranno gli assistenti, Chiffi IV uomo. VAR e AVAR rispettivamente assegnate a Calvarese e Peretti. Per il fischietto bergamasco è la terza stracittadina, le precedenti due sono entrambe finite in parità: l’1-1 dell’8 aprile 2013 (Hernanes e Totti i marcatori) e il pareggio a reti bianche dello scorso 15 aprile.
I PRECEDENTI – Mazzoleni ha diretto i giallorossi ventisei volte in carriera e il bilancio è assolutamente favorevole: 14 vittorie, 9 pareggi e solo 3 sconfitte. In questa stagione ha già diretto gli uomini di Di Francesco in tre occasioni, ossia nei brucianti pareggi contro Chievo (il 2-2 del 16 settembre 2018) e Cagliari (sempre 2-2, l’8 dicembre scorso) e nella vittoria per 0-2 sul campo dell'Empoli (6 ottobre 2018). L'ultima sconfitta risale alla stagione passata, quella contro il Milan allo Stadio Olimpico per 0-2 (25 febbraio 2018).
La Lazio, invece, è la squadra più diretta da Mazzoleni, che ha arbitrato i biancocelesti ben 29 volte. Anche il bilancio biancoceleste è più che positivo, con 16 vittorie, 7 pareggi e 6 sconfitte. Nonostante i numerosi precedenti, la squadra di Inzaghi verrà diretta per la prima volta dal fischietto bergamasco in stagione. L’ultimo incontro è il 2-2 del 13 maggio contro il Crotone, il pareggio che compromise l’ingresso in Champions League di Immobile e compagni.