Inter, se parte Icardi ipotesi Dzeko

GAZZETTA DELLO SPORT - L'Inter pensa ad un attaccante per sostituire Icardi nel caso in cui l'argentino dovesse lasciare il club a fine stagione, infatti la sua querelle con il club (e i compagni) fa credere che in estate cambierà aria: il rischio è concreto. Ma l’Inter si sta attrezzando per sostituirlo? Inutile strappare indiscrezioni ai vertici nerazzurri. Lautaro Martinez si sta giocando tanto in queste settimane, ma è chiaro che il posto di Maurito dovrà avere un erede all’altezza. Nel nostro campionato potrebbe esserci una candidatura rodata, quell’Edin Dzeko già accostato ai nerazzurri. Il bosniaco sarebbe la chioccia ideale per Lautaro.


Festa con Totti per Casa Roma. Il futuro parte dall’Eur

MESSAGGERO - Il giallorosso che colora tutto l’Eur non si vedeva da anni in un’atmosfera talmente rilassata che trasforma il Premier Conte in un tifoso di calcio interessato a sapere la formazione della Roma che giocherà questa sera a Frosinone. Non solo campo, però, al presidente del Consiglio sta a cuore anche la costruzione del nuovo stadio della Roma che dovrebbe sorgere a Tor di Valle: «Mi auguro che questo investimento sia presto “cantierizzato”.Ben vengano investimenti che si preannunciano significativi come questo nel quale si parla di 800 milioni o più», ha detto durante la presentazione dei nuovi uffici della Roma a viale Tolstoj. La sede club giallorosso si sposta dal centro sportivo di Trigoria (dove resterà solo la parte sportiva) all’Eur in cui lavoreranno il marketing, la biglietteria e l’amministrazione. A fare gli onori di casa per la Roma il vicepresidente esecutivo Mauro Baldissoni, l’amministratore delegato Guido Fienga, Francesco Totti, Bruno Conti e il direttore sportivo Monchi. Ospiti d’onore l’avvocato Conte, la sindaca Virginia Raggi e Monsignor Fisichella che ha benedetto i nuovi uffici già operativi da quasi due mesi. Grande tifoso della Roma, Conte appena ha fatto il suo ingresso all’ultimo piano del palazzo che sorge a due passi dall’obelisco Marconi, ha ricevuto una maglia giallorossa in regalo, ha subito cercato Francesco Totti con cui si è scattato una foto e scambiato qualche battuta: «Al governo stiamo lavorando tanto», immediata la risposta dell’ex numero 10:«E menomale». Poi alcune considerazioni sull’andamento della squadra allenata da Di Francesco: «I calciatori sono giovani e sono fiducioso in vista della Champions, anche il campionato è lungo.La Roma è una passione nata negli anni dell’università e della quale sono diventato anche un po’ maniaco. La Lazio? Quando gioca non la gufo». Conte e Raggi hanno visitato con attenzione i due piani dei nuovi uffici apprezzando la nuova concezione architettonica degli spazi, con Fienga e Baldissoniche hanno svolto il ruolo di ciceroni. Giunti all’ultimo piano è scattata la foto di gruppo e il discorso sul pulpito di Virginia Raggi: «Quella che è nata come squadra di calcio, piano piano si è evoluta diventando molto di più che una semplice squadra. Le istituzioni sono qui a esprimere la loro vicinanza a tutti coloro che scommettono sulla riuscita del proprio progetto e ce la fanno». Baldissoni era accompagnato dalla compagna Amalia, che in estate gli regalerà una bambina, mentre con Federico Balzaretti c’erano la moglie,Eleonora Abbagnato, e i 4 figli.


Le critiche del cuore

MESSAGGERO - LIGUORI - Non bastano le scuse a Zaniolo per sanare un brutto episodio che affonda le radici in un modo sbagliato di leggere il calcio e la Roma. Non si tratta di un delitto di lesa maestà sotto gli occhi dei tifosi giallorossi, al contrario si tratta di una specie di cristallizzazione e della mostrificazione di un giovane talento che merita rispetto e attenzione, l’esatto contrario della spettacolarizzazione dell’uso del personaggio per attirare l’attenzione. Bisogna lasciare in pace Niccolò, senza neppure pretendere che giochi sempre e porti sulle spalle il peso di una squadra incompleta. E conviene essere un po’ tolleranti anche con la Roma , che alterna prestazioni buone ad altre discutibili. Le ragioni le conosciamo. E se credessi seriamente che anche smettere di esprimere le critiche che mi sembrano ovvie ed evidenti, per conquistare questi obbiettivi possa essere utile, lo farei. Perché la pelle è giallorossa e il cuore ha quel colore lì. Però stasera a Frosinone bisogna essere concentrati e spietati. Non servono prediche. Una squadra che conosce i suoi obiettivi, probabilmente il tifo amico è l’unica cosa che serve.


De Rossi sotto sforzo

MESSAGGERO - CARINA - Poche certezze. L’unica si chiama Daniele De Rossi: «Contro il Frosinone partirà titolare», l’ammissione di Di Francesco. Torna Daniele, torna il riequilibratore. Che sia 4-3-3 o 4-2-3-1 (più probabile questa sera) poco cambia. O meglio, cambia tutto. Perché c’è una Roma con De Rossi e un’altra senza. Una dicotomia più evidente dal rientro del centrocampista dopo i tre mesi di stop. Con lui in campo è un’altra squadra. Più coperta, maggiormente convinta dei propri mezzi, più cinica, più presente nella gara. I primi 67 minuti di Roma-Bologna, che anticipano il suo ingresso in campo, ne sono l’ennesima conferma.

IL FARO - Ma anche il primo tempo contro il Chievo, paradossalmente viste le due reti di vantaggio nei primi 18 minuti, può esser letto in quest’ottica. Senza Daniele, la Roma appare più fragile. È come se mancasse qualcosa: la carica ai compagni, la sicurezza ai giovani, la comunicazione, la tranquillità nella giocata. Chiamatelo come preferite: allenatore in campo, guida, capitano. La cosa importante è che ci sia. I numeri sono lì a confermarlo: 12 reti subite (Torino, Atalanta e Fiorentina) nelle tre gare prima del suo rientro dal primo minuto. Tre gol al passivo nelle successive quattro, dove De Rossi è partito titolare con Milan e Porto e subentrato in corsa con Chievo e Bologna. Oggi a Frosinone concederà il tris. Probabilmente vicino a Nzonzi. Una scelta che ha una sua logica visto il centrocampo a cinque che il Frosinone è solito utilizzare. Contro il Bologna, infatti, la Roma ha sofferto maledettamente le ripartenze centrali della squadra di Mihajlovic. Serve un argine, dentro quindi Daniele. Che lunedì s’è rivisto anche in fase offensiva: l’assist a Fazio, per il parziale 2-0, porta la sua firma. Il gol invece gli manca da tempo. Quasi da un anno. Lo scorso 9 marzo, sfruttando un assist di Nainggolan, l’ultimo acuto: il 2-0 contro il Torino (gara che poi si concluse con la vittoria dei giallorossi per 3-0). Sfruttando l’assenza di Perotti, Kolarov è diventato rigorista. Per un periodo, anche Daniele lo è stato. Ultima tranche dello Spalletti bis: tira un penalty nel derby e con il Milan, si ripete in nazionale contro l’Albania dopo aver già segnato alla Spagna. Se serve, anche adesso è pronto. Ma più che farli, i gol, in questa Romaha il compito di evitarli. Oggi, nel derby e con il Porto. Per arrivare quarti in campionato e ai quarti in Champions, c’è infatti bisogno di lui.


La nuova sede all’Eur, un viaggio nel futuro

MESSAGGERO - Un pezzo di Roma passa da Trigoria all’Eur, in viale Tolstoj. Lì, batterà il cuore amministrativo del club. Una piccola grande creatura inaugurata ieri. Presente la Roma, da Totti a Baldissoni, poi i big della politica italiana come il premier Conte («non me ne vado finché la mia maglia non verrà firmata da Totti».Che però se ne era andato) e la sindaca della Capitale, Raggi. Il padrone di casa,Mauro Baldissoni, ora vice presidente del club. «Questo è un edificio che ha un significato culturale, con riferimenti alla storia, all’impero. Siamo orgogliosi di essere sempre più parte del tessuto connettivo delle città. Volevamo avvicinare la Roma verso il centro». Con lui, anche Guido Fienga, ceo del club. «Prima eravamo solo una squadra di calcio, ora anche un’azienda con il suo quartier generale».


Baroni: io non firmo per il pareggio

MESSAGGERO - DE SANTIS - La sconfitta contro la Juve non ha scalfito l’ambiente giallazzurro. Il Frosinone intende ripartire dall’incoraggiante prestazione di Marassi, che ha fruttato la terza vittoria esterna in campionato, per provare l’impresa contro una big, la Roma.Ci crede il tecnico Baroni, ci puntano i leoni ciociari, in piena corsa salvezza e a caccia del primo successo interno.Ci proveranno stasera, in uno «Stirpe» gremito da almeno quindicimila tifosi. Baroni, il quale a differenza di patron Stirpe ha spiegato che non firmerebbe per un pareggio, schiererà il miglior Frosinone possibile. Si affiderà al 3-5-2 con  un centrocampo di sostanza,pronto a supportare le folate e le verticalizzazioni sulle corsie e in profondità. In mediana dovrebbe rientrare Maiello al posto di Viviani, mentre sulla fascia sinistra dovrebbe tornare Beghetto. Una mossa per sfruttare la mole di cross dell’esterno. L’unico dubbio è per l’attacco: scontata la presenza del fantasista Ciano, solo dopo la rifinitura il tecnico deciderà se affiancargli Ciofani o Pinamonti, con il bomber abruzzese che sembra in vantaggio. «Voglio pressing, aggressività e una costante compattezza - ha spiegato Baroni - Contro un avversario di qualità come la Roma, dovremo giocare con grande determinazione».


Roma: il grande tranello

MESSAGGERO - ANGELONI - Eusebio Di Francesco ha perso un po' il sorriso, non l'orgoglio. Ha superato ostacoli, crisi di risultati, possibili esoneri, si è visto camminare davanti prima il fantasma di Sousa, ora di Sarri. Come se ne esce? Con i risultati, che fino a ora sono stati altalenanti, ma che da qui in avanti possono prendere ben altre pieghe, chissà quali orizzonti. La Roma deve raggiungere il quarto posto (e può farlo), può arrivare ai quarti di finale di Champions(ne ha i mezzi e la possibilità, vista l'andata con il Porto, 2-1). Tutto è da giocare, tutto ancora si può sognare, come la semifinale europea dello scorso anno, raggiunta dalla Roma, allenata guarda caso dal tecnico che oggi siede ancora sulla stessa panchina. Il futuro è nei prossimi tre mesi, quelli che mancano alla fine della stagione, e comincia questa sera, a due passi da Roma. Contro il Frosinone, penultima in classifica con sedici punti e solo tre vittorie in questo campionato, nessuna allo Stirpe. Sembra facile, no? Vittoria da prendere al volo, sperie alla luce della vittoria del Milan. Tutto scontato, ma di scontato non c'è proprio nulla. E Di Francesco ricorda, appunto, le difficoltà vissute contro un'altra pericolante, il Bologna, per quello vuole «evirare figuracce». E la storia diSarri-Baldini non ha certo acceso i sorrisi del tecnico. «Questo è un ambiente che destabilizza e trova cose senza senso come questa storia qui a me non interessa nulla. Il mio referente resta Monchi. Tutto il resto sono chiacchiere. A me piace parlare di calcio, bisognerebbe approfittare di questo, ma ci sono maggiori interessi su altro. A me interessa il Frosinone e basta». Di Francesco fa riferimento a Monchi e i rumors spagnoli e non lo vogliono lontano dalla Roma la prossima stagione, per lui è come combattere una battaglia per il futuro. Che deve conquistarsi e quello che ha non vuole perderlo. Carattere. Che serve alla Roma, a partire da questa sera allo Stirpe, passando per la sfida con la Lazio e poi con il Porto, etc etc.
PASTORE E DILEMMI - La Roma deve far fronte agli infortuni e ai diffidati (Fazio, Manolas, Florenzi e Zaniolo), le insidie principali vengono da dentro. De Rossi deve mettere minuti e verrà rischiato, con o senza Nzonzi. Zaniolo viene messo a freno, così come Manolas. Gente come Kolarov e Dzeko, invece, non potranno riposare, vista la mancanza di alternative nei ruoli: Santon può sostituire Florenzi e non tutti e due gli esterni, Karsdorp è ancora out. Rientra Perotti, che Eusebio ha intenzione di utilizzare subito. Dubbio a destra, dove la spunterà uno tra El Shaarawy (favorito) e Kluivert (Under e Schick non sono ancora disponibili). C'è anche Pastore a reclamare il posto, che avrà, seppur non dall'inizio (a meno di ripensamenti dell'ultima ora). Il finale è su Zaniolo: DiFra chiede una maggiore tutela da parte degli arbitri, che non gli fischiano troppi falli a favore. «Se gli dovessi parlare solo per difenderlo gli creerei degli alibi. Deve capire che è un giocatore fisico e non deve sempre andare a terra. Ci sta che possa prendere un giallo ogni tanto perché è un calciatore di impeto. Sui pochi falli fischiati è vero, spesso è stato poco tutelato, ma non dico che sia stato preso di mira. Gli avrebbero dovuto fischiare qualche fallo in più, questo sì».


Marco Baroni, l'ex che non ricordi?

INSIDEROMA.COM – SARA BENEDETTI – Per Frosinone e Roma è arrivato il momento di scendere in campo. Questa sera infatti alle 20:30 le due squadre si sfidano in occasione della 25° giornata di Serie A. 90 minuti che almeno sulla carta sembrano avere poco da dire. Il Frosinone penultimo in classifica è reduce comunque da due vittorie nelle ultime cinque giornate e nonostante le difficoltà sembra vivere un periodo di ripresa; nell’ultima giornata di Serie A il club laziale è stato fermato allo Juventus Stadium da una Juve straripante che ha dominato la gara con un netto 3-0. Dall’altra parte gli ospiti, la Roma, in piena lotta per un piazzamento in zona Champions che per ora premia il Milan, al quarto posto già sicuro, per questa giornata, grazie al 3-0 conquistato ieri sera tra le mura amiche contro un Empoli mai entrato in partita. Eusebio Di Francesco, tecnico giallorosso, opterà molto probabilmente per un turnover comunque ragionato, lasciando spazio in campo a Kolarov, Dzeko (anche perché Schick è ancora ai box ndr), De Rossi ed uno tra Manolas e Fazio, oltre all’ormai solito Robin Olsen a difendere i pali. Probabilmente verrà invece dato un turno di riposo, a meno che le cose non prendano una brutta piega sul rettangolo verde, a Nzonzi e soprattutto a Zaniolo, al centro di svariate voci “gossippare” negli ultimi giorni, dopo il chiacchieratissimo servizio del programma Le Iene.

L’EX CHE NON TI ASPETTI – In una partita che prevede un vero e proprio esodo romanista in quel di Frosinone, tra i protagonisti della gara c’è uno di quelli che la maglia giallorossa l’ha indossata. Non facciamo riferimento a Federico Viviani, centrocampista da poco arrivato ai gialloblu e cresciuto sui campi di Trigoria ma bensì all’allenatore dei padroni di casa, Marco Baroni. Bisogna andare indietro nel tempo di un po’ di anni e fermarsi alla stagione 1986/87, il campionato italiano e l’Italia intera è a bocca aperta per le prodezze di un certo Diego Armando Maradona, appena arrivato al Napoli, che proprio alla fine di quella stagione porterà al primo Scudetto della sua storia. La Roma nell’estate dell’86 decide di puntare su un difensore dell’Udinese, un certo Marco Baroni, sì, proprio lui. Il Presidente è Dino Viola, l’allenatore Angelo Sormani e nel quadro dirigenziale, come direttore tecnico c’è Sven-Goran Eriksson, affiancato nel ruolo di segretario sportivo da Giorgio Perinetti, attuale dirigente del Genoa e da Dario Borgogno come direttore generale. Il mercato estivo e quello invernale si divodono tra gli acquisti di Baldieri, Agostini, Di Livio, Berggreen, Baroni, Luci e Gespi. Tra le ceccioni, spiccano i nomi di Ciccio Graziani, che va all’Udinese e dell’amato Toninho Cerezo, passato alla Sampdoria. Un’annata sfortunata che culminerà con il settimo posto finale della Roma, senza grandi squilli. Con la maglia capitolina per Baroni appena 19 presenze condite anche da due gol e poi un addio in estate, senza troppi ripensamenti, per approdare in Serie B al Lecce e per rilanciare una carriera che tocca il suo apice nella stagione 1989/90 quando con la maglia del Napoli vince Campionato e Supercoppa Italiana.

 


Ci vuole calma e sangue freddo

INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI - Vince, ma non convince. La Roma di Eusebio Di Francesco conquista tre punti preziosissimi all'interno della lotta per un posto nella Champions League della prossima stagione, avendo la meglio su un ottimo Bologna, ma rischiando oltremisura se si considera il divario tecnico tra le due compagini in campo.

Nel primo tempo, soprattutto, i giallorossi faticano in maniera incredibile ad imbastire gioco e occasioni da rete, sfiorando invece più volte di andare sotto nel punteggio e venendo salvati sia dal proprio numero uno Olsen sia dalla dea bendata (in particolare nella circostanza della clamorosa traversa colpita da Soriano sul finire della prima frazione).

Difficile comprendere fino in fondo la Roma di questa stagione, una formazione in grado di offrire una prestazione di livello sotto ogni punto di vista contro i lusitani del Porto e soltanto qualche giorno dopo, spesso neppure capace di riuscire nell'intento di creare un abbozzo di manovra.

Ad ogni modo, nulla è ancora da buttare, con una squadra rimasta in corsa per il quarto posto in campionato (obiettivo minimo stagionale) nonostante le tante debacle vissute e in leggero vantaggio nel punteggio riguardo alla sfida da 180' contro il Porto in Champions League.

Mai come in questa fase della stagione, può valere il famoso coro della Curva Sud: "Dammi i tre punti, non chiedermi niente", cantato sulle note della popolare hit anni 80 di Alan Sorrenti "Tu sei l'unica donna per me".

Gli impegni si infittiscono sempre di più e la stanchezza psico-fisica rischia di prendere il sopravvento, quindi anche una vittoria rosicchiata con le unghie e con i denti sia al momento la benvenuta.

Tuttavia, pare ovvio affermare che prestazioni quali quella offerta nel monday night contro il Bologna, come candidamente affermato da mister Di Francesco nel post partita ("Abbiamo vinto, ma non come piace a me"), difficilmente porteranno alla gloria.

Correre un numero di rischi del genere in difesa e basarsi quasi unicamente sulle fiammate dei singoli in fase offensiva, per giunta contro un avversario nettamente più debole, non è la via giusta per raggiungere i risultati che i tutti i tifosi sperano e sognano.

L'aspetto positivo riguarda il fatto che anche diversi membri della formazione capitolina sono consapevoli che sia necessario dare molto di più di quanto visto lunedì scorso all'Olimpico; Robin Olsen, per esempio, al termine della gara contro i felsinei ha onestamente ammesso davanti ai microfoni che "sì, abbiamo portato a casa i tre punti, ma mi sarei aspettato ben altra Roma".

Fino a questo momento, la stagione giallorossa è stata tutt'altro che colma di soddisfazioni per i sostenitori della 'magica'; tuttavia, non è questo il momento di dare il là a processi sommari. C'è ancora una qualificazione alla Champions League 2019/2020 da raggiungere e soprattutto un Ottavo di Finale da portare a casa per provare a continuare a sognare ad occhi aperti.

Come cantava la meteora musicale Luca Dirisio nell'estate del 2004, "ci vuole calma e sangue freddo".


Serie A. Il Milan vince 3-0 con l'Empoli e si porta a -1 dall'Inter

Continua il momento positivo del Milan, che vince 3-0 con l'Empoli e si avvicina ai cugini dell'Inter, ora ad un solo punto di distacco anche se con una gara da giocare. Quinta rete in campionato in 5 partite per Piatek, che pure sotto la Madonnina prosegue la sua marcia e segna con grande regolarità. Nella sfida contro i toscani va in rete al 49'. Raddoppio dei rossoneri dopo soli 2 minuti con Kessiè e terza marcatura siglata da Castillejo, sostituto di giornata dello squalificato Suso. Era andato a segno anche Borini ma il suo gol è stato annullato dal VAR. Gli uomini di Gattuso sono ora a +4 dalla Roma e a +7 da Lazio ed Atalanta, che dovranno ancora giocare un incontro e si preparano nel migliore dei modi alla semifinale d'andata di Coppa Italia contro i biancocelesti in programma martedì allo stadio Olimpico.


Inaugurazione della nuova sede della AS Roma all’Eur: Il Presidente del Consiglio Conte: “Lo Stadio è un investimento importante per l’Italia”

A Viale Tolstoj  sono stati inaugurati i nuovi ufficie e quindi la sede della Roma. Durante la presentazione, avvenuta in serata, oltre a Mauro Baldissoni, nuovo vicepresidente, a Guido Fienga, Ceo capitolino erano presenti tutte le cariche istituzionali del mondo dello sport e dell’amministrazione della città, in primis il Sindaco di Roma, Virginia Raggi ed il Premier Giuseppe Conte. Di seguito le dichiarazioni ufficiali:

Ore 20.16 – Interviene allora il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: “Grazie per l’invito e ringrazio tutti i vertici della Roma Calcio. Devo confessarlo, parlo in duplice veste come Presidente del Consiglio e come tifoso della Roma. La mia passione è stata resa nota e non è un segreto. Non so se mi è più facile parlare nella prima o nella seconda veste. Con la seconda dico che sono un grande tifoso della Roma. Ho appreso questa passione nel corso degli anni universitari quando mi trasferii dalla Puglia a qui. Ero circondato da tanti amici, anche laziali, ma piano piano nacque questa passione e poi sono diventato un po’ maniaco e la seguo sempre con grande attenzione. Sono anche un tifoso un po’ anomalo: rimango molto sportivo.

Ore 20.14 – Riprende la parola Mauro Baldissoni“Ripetiamo spesso che la Roma non è solo una squadra di calcio ma anche una piattaforma economica e sociale per il territorio della città di Roma. Rappresentiamo anche l’Italia e cerchiamo di crescere con investimenti, nel nostro caso stranieri. Mi permetto di chiedere una battuta anche al nostro Presidente del Consiglio”.

Ore 20.07 – La Sindaca Virginia Raggi interviene e risponde scherzando alle parole di Baldissoni: “Non c’è neanche un po’ di pressione in questo, mi sento molto leggera (ride ndr). Ringrazio i padroni di casa, nella persona del vicepresidente Berlusconi, del CEO Fienga. Saluto e ringrazio il Presidente del Consiglio, l’avvocato Conte, e tutti voi per avermi accolto qui. Questa è una serata molto importante perché quella che nasce come una squadra di calcio si evolve e diventa molto di più, un progetto imprenditoriale molto importante e questo è un ulteriore passo avanti. Le istituzioni sono qui per testimoniare la loro vicinanza a chi scommette sul proprio progetto e ci riesce. Siamo al vostro fianco e sappiamo che a volte la burocrazia è molto più lenta di voi imprenditori. Il nostro obiettivo è quello di velocizzare le macchina amministrative per essere un valido supporto per le imprese. Questo è fondamentale per il rilancio della comunità romana e del nostro paese. Noi ci siamo assolutamente. In bocca al lupo per questa nuova avventura.

Ore 20.04 – La parola torna a Baldissoni: “Se possibile chiedo un indirizzo di saluto alle istituzioni presenti partendo dal Sindaca di Roma. Prima Monsignor Fisichella si è augurato che questa inaugurazione sia prodroma ad un’altra ma non dico uguale (ride ndr).

Ore 20.00 – Parla il CEO della Roma Fienga: “Volevo semplicemente aggiungere un ringraziamento a tutti nostri dipendenti che hanno fatto crescere questo nostro progetto che non è più solo sportivo ma oggi è uno dei principali progetti per la costruzione di infrastrutture, tra i più innovativi per i media e per lo sviluppo del brand. Stiamo parlando della Roma che oggi è un’azienda che si dota di un quartier generale come questo dove spero che tutti i dipendenti possano lavorare al meglio, in un ambiente stimolante, piacevole, e che porti la creatività”.

Ore 19.49 – Ecco le parole del vicepresidente esecutivo, Mauro Baldissoni“Grazie alle istituzioni che hanno partecipato, in primi al Presidente del Consiglio Conte e alla Sindaca Raggi. grazie al gabinetto del Sindaco che ci ha permesso di colorare di giallorosso questo angolo della città. Magari lo chiederemo di nuovo. Grazie a tutti voi per essere venuti a visitare questa nuova casa. Diceva prima Monsignor Fisichella che ciascuno di noi passa più tempo a lavoro che a casa quindi è giusto chiamare casa un posto dove svolgiamo gran parte della nostra attività soprattutto per chi come noi intende considerarsi una famiglia. La Roma è una famiglia per quasi tutte le persone di questa città. Anche il Centro sportivo Fulvio Bernardini resta la casa della Roma dove è rimasta la parte sportiva. In quel centro abbiamo investito tanto in questi anni per renderlo un centro moderno all’altezza di quelle che sono sfide del calcio odierno. Siamo molto orgogliosi di quel centro ma aveva bisogno di più spazio per crescere ancora. Non era la soluzione migliore per chi si occupa della parte sportiva avere anche dipendenti amministrativi come il contrario. è stata una soluzione che is rendeva necessaria. Abbiamo trovato questo spazio dopo una lunga ricerca e ci rende molto soddisfatti perché abbiamo riportato la Roma al centro della città. Un altro impegno che ci eravamo presi era quello di riportare questo edificio in condizioni ottimali ed è stato fatto un lavoro per ripristinare quello che era il significato storico, culturale e architettonico. Devo dire grazie a chi ci ha lavorato per aver saputo mantenere i riferimenti alla storia che ci godevamo dall’esterno e ora ci godiamo dall’interno. Vogliamo essere sempre di più parte di questa città.

Ore 19.06 – Alle ore 19.30 interverranno i dirigenti della Roma. Arrivata la Sindaca Raggi e il Presidente del Consiglio Conte.

Ore 19.02 – Queste le parole dell’Arcivescovo Fisichella che ha benedetto i nuovi uffici della Roma“Mi ha fatto particolarmente piacere ricevere questo invito da parte di vicepresidente e amministratore delegato. La benedizione dei locali non è un atto magico, ma un momento in cui il Signore speriamo possa proteggere chi ci lavora e che tragga soddisfazione per il lavoro, perché è il tempo che viene più impegnato nella vita di una persona. Passiamo più tempo nei locali di lavoro che in famiglia, che si possa costruire anche qui quel clima di impegno, lavoro e famiglia, credo sia quantomai importante. Invocare la benedizione del signore in questi locali, per i quali devo fare le mie congratulazioni, è il prodromo di una grande iniziativa per Roma, il Paese e la Roma. Le mie congratulazioni a chi ha reso questi locali belli e luminosi, in modo che si possa ammirare la bellezza di questa parte di Roma. Roma non è solo il centro storico, ma anche l’Eur e tutte queste realtà, Roma arriva fino a Ostia, ci appartiene anche il mare. Facciamo in modo che attraverso l’impegno di tutti la squadra possa raggiungere obiettivi, la vittoria del campionato. Roma non ha più vissuto un momento com quello e ha bisogno di rivivere un momento come quello”.

Ore 18.19 – Presenti anche Zecca e l’Arcivescovo Fisichella.

Ore 18.00– Alla nuova sede della Roma è arrivato Francesco Totti.

 


Frosinone-Roma, i convocati di Di Francesco. Out Under, in Perotti

Alla vigilia della partita di campionato contro il Frosinone, in programma domani alle 20.30 allo stadio ‘Benito Stirpe’, il mister giallorosso Eusebio Di Francesco ha diramato la lista dei convocati dove non campare il nome di Cengiz Under

Di seguito la lista dei convocati: 

Portieri: 1 Olsen, 63 Fuzato, 83 Mirante
Difensori: 5 Juan Jesus, 11 Kolarov, 15 Marcano, 18 Santon, 20 Fazio, 24 Florenzi, 44 Manolas.
Centrocampisti: 4 Cristante, 7 Pellegrini, 16 De Rossi, 19 Coric, 22 Zaniolo, 27 Pastore, 42 Nzonzi.
Attaccanti: 8 Perotti, 9 Dzeko, 34 Kluivert, 92 El Shaarawy.