Sabatini sincero: «Pastore mi imbarazza, deve cambiare»
LEGGO - BALZANI - «Pastore mi imbarazza. O cambia atteggiamento o si dedichi ad altro». La mazzata all’ex pupillo arriva direttamente da Sabatini che portò El Flaco in Italia ai tempi del Palermo. L’attuale ds della Sampdoria ieri, ai microfoni di Teleradiostereo, si è soffermato a lungo sull’argentino: «Non posso vederlo così, mi imbarazza moltissimo. Lui dominava il campo e abbagliava la gente. Deve attingere alla garra, all’orgoglio argentino se ce l’ha. È un playmaker a tutto campo, bisogna rimuovere l’idea che possa essere un trequartista. Lui si sposerebbe alla grande con il gioco di Giampaolo però non mi fate andare avanti perché sennò vengo frainteso». Sul suo rapporto con la Roma: «Un ritorno? Ma no, fatemi lavorare in periferia. La Roma è stato il mio destino, non è stato solo un fatto sportivo. Arriverà in Champions». Poi su Dzeko: «L’ho preso perché avevo la sensazione che la Roma dovesse avere un nuovo eroe dopo Totti». Infine, su Zaniolo: «Non sono stato io a scoprirlo, né ho aiutato a portarlo alla Roma. Monchi ha il merito di averlo portato in giallorosso».
L'ItalRoma nasce con un tacco
IL MESSAGGERO - TRANI - Il derby d'andata, lo scorso 29 settembre, ha indicato la nuova via alla Roma. Di oggi e anche di domani. Il tacco di Pellegrini al posto di quello di Pastore. La sostituzione in campo, nella finalizzazione e anche nella stagione. Perché, quel pomeriggio, Di Francesco ha scelto il giovane del vivaio e scarta il big spesso infortunato. Proprio contro la Lazio, insomma, è ufficiale la promozione del centrocampista di Cinecittà e l'accantonamento del Flaco. Ma la virata appartiene alla squadra e non al singolo. Perché, da quel giorno, la squadra diventa più italiana, con il coinvolgimento di chi è cresciuto nella Capitale o comunque nel nostro Paese. L'allenatore, in sintonia con Monchi, ha deciso gradualmente di dar spazio, anche in contemporanea, a Luca Pellegrini e non solo a Lorenzo, a Santon, Zaniolo, Cristante, El Shaarawy, mettendoli spesso accanto ai capitani De Rossi e Florenzi. Pure Mirante, approfittando di qualche stop di Olsen, è stato titolare. E in Coppa Italia ha debuttato il pischello Riccardi, centrocampista classe 2001.
NUOVO CORSO - Di Francesco, dunque, è arrivato a utilizzare 10 italiani nelle 34 partite stagionali, dando forza al progetto del ds che in estate ha allargato il gruppo azzurro con Cristantee Zaniolo (in più ha preso Mirante e Santon come ricambi). Monchi potrà anche dire addio a giugno, interrompendo con 2 anni d'anticipo il suo rapporto con il club giallorosso per trasferirsi all'Arsenal, ma di sicuro lascerà al suo successore (tra i candidati non va escluso Ausilio) il piano per la Roma che verrà. Già bloccato il difensore centrale Mancini dell'Atalanta: sarà lui il prossimo azzurro che sbarcherà a Trigoria. Non l'unico: trattative in corso per i centrocampisti Locatelli e Sensi del Sassuolo, Tonali del Brescia e magari pure per Barella del Cagliari. E, sempre della squadra di Maran, piace anche il portiere Cragno. Obiettivi di primo piano e anche complicati da centrare. Questo sta significare che l'attuale sterzata non sarà certo azzerata in futuro. L'allenatore, giovani o senatori che siano, si fida. E lo ha dimostrato quando ha chiamato in causa i 10 italiani di una rosa che, contando pure i giovani Fuzato e Bianda (non l'ex Strootman che comunque ha giocato il 1° match di questo torneo), accoglie 16 stranieri e, da gennaio, non ha più Luca Pellegrini, girato in prestito al Cagliari.
RECORD IN EUROPA - Sembra lontanissima la notte del 31 agosto, quando a San Siro contro il Milan, Di Francesco schierò De Rossi accanto a 10 stranieri. Il capitano e basta. E' vicina invece quella del 12 febbraio, all'Olimpico nell'andata degli ottavi di Champions contro il Porto, con 7 italiani nella formazione di partenza (l'ultimo fu Conte con la Juve, sempre 7 e ancora nella prestigiosa coppa continentale, per la partita a Copenaghen del settembre 2013). Il primato stagionale nella sfida più importante, a conferma di quello che è il nuovo percorso. Apprezzatissimo dalla gente e dal ct Mancini. Titolari, contro la squadra di Coinceçao, sono stati Mirante, Florenzi, Cristante, De Rossi, Lorenzo Pellegrini, Zaniolo ed El Shaarawy. E, nel finale, dentro Santon, cioè l'ottavo, anche se al posto di Zaniolo. L'Italia, dunque, al centro della Roma. Che, anche sabato contro la Lazio, in campo continuerà a parlare più la nostra lingua che le altre. Possibile l'en plein di centrocampisti: De Rossi insieme con Cristante e Pellegrini. E con Zaniolo che, al debutto nel derby, è pronto a sistemarsi a destra, da esterno alto. A loro si aggiungono altri 2 azzurri: Florenzi in difesa ed El Shaarawy in attacco.
De Rossi al bivio
LEGGO - BALZANI - Un capitano da gestire e due partite che valgono una stagione. La Roma tra sabato e mercoledì prossimo sfiderà Lazio e Porto, senza possibilità di errore soprattutto per quanto riguarda la sfida di Champions. Due partite da Daniele De Rossi per esperienza, intensità e livello tecnico. Ma il numero 16, come ha confermato a più riprese Di Francesco, «va gestito» a causa delle condizioni della cartilagine del ginocchio destro che lo ha costretto ai box per 3 mesi e mezzo. Tant'è che due partite di fila De Rossi non le gioca addirittura da settembre, guarda caso proprio con Frosinone e Lazio. Se aggiungiamo quella col Porto diventerebbero tre, troppe e troppo rischiose per il ginocchio di Daniele che a Frosinone ha provato ad autogestirsi nella speranza di una partita meno complicato salvo poi dover dare il fritto fino al 95'.
Ma un De Rossi poco teso perde tanto del suo potenziale come dimostra l'errore sul primo gol di Ciano. Che fare quindi? Vedere un derby senza De Rossi è quasi un delitto. E dal 2004 ad oggi (in un totale di 29 derby) è accaduto solo due volte: all'andata e al ritorno della stagione 2015-2016, entrambi terminati con i tre punti a favore dei giallorossi. Vincere un derby senza De Rossi (14 vittorie per Daniele in 30 precedenti di campionato e la ricerca del primo gol decisivo) è quindi possibile, ma di questi tempi la presenza del capitano appare indispensabile. La possibilità più alta è che possa iniziare il derby in panchina e magari entrare nella ripresa per poi farsi trovare al massimo nella gara della rivincita col Porto. In caso di assenza, con la Lazio Di Francesco potrebbe ricorrere di nuovo al 4-2-3-1 schierando Lorenzo Pellegrini al fianco di Nzonzi. «Se starò bene fisicamente continuerò a giocare, l'ho sempre detto. Con la giusta gestione del minutaggio sento di poter continuare», ha detto recentemente De Rossi.
Quindi niente rischi per la sua carriera, ma pure la consapevolezza di poter fare un piccolo sacrificio in due partite così per poi riposare lunedì 11 con l'Empoli magari proprio gestendo il minutaggio sui 180' (e forse passa) minuti. Ancora da valutare pure le condizioni della caviglia di Manolas che però già ieri dava segni di miglioramento tanto che il greco tra oggi e domani tornerà ad allenarsi in gruppo. «Sto bene, penso di farcela», ha confidato fuori Villa Stuart. In caso di assenza di dolore sarà a disposizione già con la Lazio. Discorso diverso per Under che anche ieri ha svolto solo terapie. Alcuni rumors parlano di una ricaduta al flessore destro nonostante le smentite del club. In questo caso lo stop sarebbe di almeno 10 giorni.
Orario derby: oggi l'ufficialità
LEGGO - A tre giorni dal derby resta in sospeso l’orario in cui giocheranno Roma e Lazio anche se tutto lascia pensare che resterà alle 20,30. La Questura continua a spingere per anticipare la sfida alle 15 o alle 17 per via dell’ordine pubblico, ma i tempi per un cambio orario sembrano troppo stretti. L’ultima parola spetta al prefetto Basilone, con una decisione che va presa necessariamente entro oggi.
Manolas a piccoli passi, Under recupero lento
IL MESSAGGERO - CARINA - Avanti a piccoli passi. Aspettando la nuova visita fissata per domani a Villa Stuart, Manolas ieri ha continuato la sua personale rincorsa verso il derby. Terapie e lavoro personalizzato ai quali poi si è poi aggiunta anche la parte tattica alla quale il greco ha presenziato senza partecipare attivamente. Oggi si attende uno step successivo, ossia iniziare a lavorare effettivamente sul campo per capire come reagirà la caviglia destra alle sollecitazioni. Intanto l'arto s'è sgonfiato e la paura è rientrata: due buoni segnali. A tal punto che ieri a Trigoria c'era anche chi off record azzardava che in giornata Kostas potrebbe alternare esercitazioni con il gruppo a quelle individuali: da verificare. È chiaro che sia oggi che in previsione di sabato a fare la differenza saranno le sensazioni del calciatore che ha patito un infortunio simile con la nazionale greca a metà novembre. Anche in quel caso la Roma aveva in calendario una gara di campionato (a Udine) e tre giorni dopo un'altra in Champions. All'epoca Kostas preferì non rischiare nella trasferta friulana (persa poi dai giallorossi per 1-0) per essere in campo contro il Real Madrid. Stavolta l'importanza del derby può fare la differenza e far pendere l'ago della bilancia verso una sua presenza.
ECCO SCHICK E KARSDORP - Se De Rossi continua nella sua gestione settimanale, oggi si capirà se Karsdorp e Schick saranno della stracittadina. I due infatti proveranno a forzare leggermente i ritmi: se non avranno problemi (l'attaccante è out per una lesione al bicipite femorale della coscia sinistra mentre l'olandese s'è fermato alla vigilia del match con il Porto) si riaggregheranno in gruppo. Da valutare, poi, la loro condizione atletica. Il discorso riguarda soprattutto l'ex Samp fermo ormai da 19 giorni. Anche Kolarov ieri ha lavorato a parte: programmato da tempo. Diverso il discorso relativo a Under: purtroppo arrivano conferme negative sul suo conto. Solo terapie per l'attaccante che giovedì scorso ha avvertito nuovamente fastidio al retto femorale (che lo ha costretto allo stop 39 giorni fa, il 19 gennaio). A questo punto, bypassato il derby, anche vederlo con il Porto appare molto difficile. Incontro tra vecchi amici per Di Francesco: ieri dopo aver ricevuto a Trigoria Zeman e Gautieri, ha poi pranzato con loro in un ristorante dell'Eur.
Sabatini: «Il Flaco mi imbarazza, tiri fuori il carattere»
IL MESSAGGERO - Il rendimento di Javier Pastore è una delle cause che ha spinto il presidente Jim Pallotta a riconsiderare il mercato estivo di Monchi. Il centrocampista ha collezionato appena 13 presenze in stagione per un totale di 620 minuti in campo: «Il suo rendimento mi imbarazza, non posso vederlo giocare così. Deve attingere al suo carattere argentino e all’orgoglio, altrimenti si dedichi ad altro», così Walter Sabatini (a Trs). L’ex ds romanista, che lo ha portato al Palermo, non si spiega l’involuzione degli ultimi mesi: «Ho avuto la fortuna di vederlo dominare in campo e di abbagliare la gente con giocate soprannaturali. Gli ho visto disputare partite epiche,mi dà grande dispiacere vederlo giocare così. È un playmaker a tutto campo, bisogna rimuovere l’idea che possa essere un trequartista», è il giudizio del dirigente. Sabatini, poi, racconta il perché ha acquistato Dzeko nel 2015: «L’idea è nata pensando che se la Roma non avesse avuto un nuovo eroe dopo Totti avrebbe fatto fatica. Tutte le squadre hanno bisogno del mito e del sogno che rassicuri i tifosi».
Un De Rossi da maneggiare con cura e il primo derby di Zaniolo
INSIDEROMA.COM - ELISA GIOCONDI - Daniele De Rossi non delude e non si smentisce mai. Anzi, si direbbe che continui a sorprendere: già il giorno dopo il suo grande ritorno nella partita contro il Milan, il mister ha affermato che è un giocatore eccellente nei minuti di gioco. E chi se l’aspettava, data l’età e soprattutto dati i problemi gravi al ginocchio che hanno rischiato di compromettere il suo futuro da calciatore. Proprio per questa va trattato con delicatezza e con cura: la sua presenza non va sprecata nè data per scontata, anzi è necessario selezionarla per le partite in cui realmente è fondamentale la sua presenza. Danielino è di fortissimo impatto per la squadra: la sua bravura, la maestria, il suo essere perfetto leader e riuscire a guidare i compagni lo rendono perennemente essenziale, ma il mister deve fare i conti con la realtà e decidere quando giocarselo. E i numeri parlano: con lui le vittorie della Roma salgono dal 47,2 al 59,2%, con una media di due punti a partita conquistati dalla squadra di Di Francesco e una percentuale di 1,6 nelle gare in cui invece non era in campo.
Che non fosse una situazione da sottovalutare si era intuito da subito: “Ho rischiato di smettere, questo è stato l’infortunio più grave della mia carriera”.
Ricordiamo benissimo i momenti di apprensione e spaesamento quando già immaginavamo una Roma senza De Rossi: invece poi le terapie hanno ribaltato la situazione ed ecco che possiamo tornare a goderci Daniele ancora.
Ma per poter fare ciò, non bisogna appesantire il suo ginocchio e quindi affidarsi anche ad altri come, per esempio, Zaniolo: così giovane ma già così forte, tutti parlano di lui ed ecco che sabato giocherà il suo primo derby. Di Francesco lo ha tenuto buono contro il Frosinone facendolo giocare veramente poco, essendo in diffida, mentre sabato sarà in campo sin dal fischio d’inizio.
Nonostante le numerose e invidiabili offerte che continuano ad arrivare al sorprendente numero 22, Nicolò è concentrato sul non deludere le aspettative che ora i romanisti hanno (giustamente) su di lui e giocare meravigliosamente questo primo derby, che non dimenticherà mai.
Con De Rossi hanno in comune l’inizio carriera, entrambi prima in Champions che in campionato, ma anche la fede alla maglia e l’affetto per i tifosi che, anche se prematuri, sono sulla buona strada: tutti ingredienti per poter fare bene sia in campo che fuori e quello che ti rende amato dai compagni e dal paese. Quando si dice “iniziare con il piede giusto”.
La settimana più importante della stagione
INSIDEROMA.COM - MASSIMO DE CARIDI - La Roma vince a Frosinone come aveva fatto col Bologna, soffrendo molto ma portando a casa i 3 punti. I giallorossi vengono da un mese in cui non hanno mai perso e non era mai successo nel resto della stagione, striscia positiva di 8 gare senza sconfitte e nelle ultime 10 hanno lasciato l’intera posta solo a Torino con la Juventus ma non basta per raggiungere gli obiettivi prefissati ad inizio stagione.
Una manifestazione abbandonata troppo presto e molto male (la coppa Italia) da dimenticare il più in fretta possibile ma soprattutto 2 ostacoli importanti da superare nel giro di una settimana. Gli uomini di Di Francesco sono chiamati alle sfide contro Lazio e Porto, che valgono l’intera annata.
Battere i biancocelesti non sarebbe fondamentale solo per il primato cittadino ed eliminare quasi definitivamente una diretta concorrente ad un piazzamento Champions ma vorrebbe dire rimanere in scia di un Milan che in questo momento appare avversario molto ostico e quel punto di svantaggio (quasi 2 se si considerano gli scontri diretti) pesa tanto. Altrettanto importante è la sfida del 6 marzo al Do Dragao contro il Porto, poiché passare il turno equivarrebbe al compiere un’altra impresa: confermarsi per il secondo anno consecutivo almeno tra le prime 8 formazioni d’Europa.
Il tecnico giallorosso spera nel recupero lampo di Manolas ma ci si domanda se sia il caso di rischiarlo nel derby con la possibilità di una ricaduta o tenerlo in una campana di vetro sino al match con gli uomini di Conceicao per avere un’arma in più in quell’incontro.
Da valutare anche le condizioni di Karsdorp, Under e Schick, altri elementi che potrebbero tornare utili più probabilmente a partire dalla sfida degli ottavi di Champions League ma che sarebbero alternative ulteriori per il mister romanista.
Tanti gli aspetti su cui ragionare, a partire dai tanti gol incassati contro qualunque squadra e con qualunque modulo venga fatta giocare la squadra. In molti si sono affrettati a dare le colpe a Di Francesco, reo di avere una concezione del calcio troppo “zemaniana” ma non è lo stesso allenatore che lo scorso anno aveva una delle migliori difese del campionato? Non sarà che alcuni giocatori cardine della passata stagione non ci sono più o che alcuni dei "sopravvissuti" sono in netto calo?
La difesa è meno coperta ed aiutata dai centrocampisti che hanno caratteristiche diverse da quelle dei calciatori della scorsa annata e se si segna di più ma si incassano anche tante reti in più, è forse questo il motivo più logico e non un’improvvisa follia del trainer.
C’è poi da aggiungere che se la Roma ha trovato un calciatore di grande prospettiva come Zaniolo, che si sta imponendo sin da subito, il merito è sì di chi lo ha portato a Trigoria nell’operazione Nainggolan ma anche di chi lo sta valorizzando facendolo giocare con sempre maggiore continuità e cercando di non esaltarlo troppo come sta provando a fare una certa parte di stampa, sempre pronta ad osannare ed un secondo dopo a distruggere chiunque alla prima bella giocata o rete o a fare il contrario al primo errore (vedi i fiumi d’inchiostro sprecati per denigrare un campione come Edin Dzeko).
La considerazione che ha avuto già lo scorso campionato per Under, che all’inizio era considerato “il nuovo Iturbe”, non l’avrebbero avuta tanti tecnici anche tra quelli passati da Trigoria nel recente passato o per altri calciatori che si sono poi rivelati determinanti per il raggiungimento di determinati traguardi.
Certo, diversi errori sono stati commessi dall’allenatore della Roma e qualche “fissa” gli rimane ma non tanto nel modulo quanto nel continuare a dare fiducia a giocatori che costantemente non si dimostrano all’altezza. Per chi dice che con un altro tecnico la squadra giallorossa avrebbe una classifica decisamente migliore (ovviamente, tesi non comprovata da nessuna fatto tangibile), si può rispondere in maniera altrettanto aleatoria che per la rosa che ha la Roma, il quarto posto sarebbe il massimo risultato a cui poter aspirare e se Di Francesco ci arriverà, avrà fatto non il suo dovere ma molto di più (idem per la qualificazione ai quarti di Champions League, cosa che per molti è scontata ma non è minimamente così vista la storia del club giallorosso).
Inzaghi mette le mani avanti: "Il derby? Avremo meno tempo della Roma. Radu rientrerà, Luiz Felipe da valutare"
Simone Inzaghi, tecnico della Lazio, era presente in conferenza stampa al termine della semifinale d'andata di Coppa Italia giocata questa sera all'Olimpico contro il Milan e terminata 0-0. Queste le sue dichiarazioni in merito al derby in programma sabato:
"Sappiamo quanto sia importante, avremo meno tempo della Roma ma lo prepareremo nel migliore dei modi. Loro sono forti ma li affronteremo con rispetto e con il piglio giusto. Sabato rientrerà Radu mentre dovrò valutare Luiz Felipe".
Coppa di Portogallo. I Dragones vincono 3-0 e sono ad un passo dalla finale
Netta vittoria del Porto nella semifinale di andata Taça de Portugal (Coppa di Portogallo) per 3-0 sul Braga. I prossimi avversari della Roma nella gara di ritorno degli ottavi di finale di Champions League hanno sconfitto gli avversari grazie ai gol di Telles su calcio di rigore, Soares e Brahimi.
El Shaarawy: "Ho tanti miei riti. Al mio primo derby ero carico, fare l'1-0 e sentire l'urlo della Sud è stato molto bello" (Video)
Stephan El Shaarawy, attaccante della Roma, è stato intervistato da Dazn a 4 giorni dal derby di ritorno di campionato e ha parlato del suo modo di avvicinarsi alla stracittadina. Queste le sue parole in merito alla sfida con la Lazio in programma sabato alle 20.30 allo stadio Olimpico:
“Vivo la giornata indipendentemente dalla partita che c’è in maniera naturale, così come lo faccio durante la settimana. A volte riesco a dormire e mi viene sonno, a volte guardo qualcosa sul cellulare. C’è la riunione tecnica e poi si parte per lo stadio: ascolto musica, mi guardo qualche video su Youtube, non dei miei gol però. Ogni giocatore ha i suoi riti, io ne ho tantissimi, devo dirlo: faccio tante cose mie, anche durante la giornata. Sono scaramantico da morire, non posso dirle… Ascolto sempre una mia canzone, Can’t Hold us di Macklemore. Poi arrivo negli spogliatoi, ci carichiamo tra compagni fino ad arrivare all’urlo che facciamo negli spogliatoi per stimolarci a vicenda. Cerco di pensare positivo, punto sempre a quello prima delle partite: penso a cosa posso fare per andare a far male agli avversari".
Il mio primo derby?
"Ero carico, era Lazio-Roma ma sbloccarlo e fare il gol dell’1-0 ed essere sommerso dai compagni e dall’urlo della Sud è stato molto bello. Nel tunnel ci guardiamo sempre tra compagni, ci carichiamo, ci diciamo le ultime cose. Lì si fa sempre più sentire l’adrenalina e la carica. I secondi prima del fischio d’inizio faccio gli stessi esercizi di stretching e aspetto che cominci la partita per spaccare tutto”.
Il derby non sarà mai una partita come tutte le altre
La carica di El Shaarawy e Parolo, tra riti scaramantici e playlist musicaliGuarda l'intervista completa https://t.co/2X1oj3XP3z #LazioRoma sabato alle 20.30 su #DAZN pic.twitter.com/JNTSETcR1J
— DAZN Italia (@DAZN_IT) 26 febbraio 2019
Coppa Italia. Lazio-Milan finisce 0-0, tutto rimandato al return-match di San Siro
Lazio e Milan pareggiano 0-0 nella gara d'andata della semfiinale di Coppa Italia. Meglio gli uomini di Inzaghi, che ritrovano Bastos dopo l'infortunio ma non riescono a concretizzare le occasioni avute ed i rossoneri possono tornare a casa con un buon punteggio anche se al ritorno saranno costretti a vincere per passare il turno. Da valutare le condizioni di Kessiè, uscito al 28' per un infortunio alla coscia.