Roma sorridi: è tornato Dzeko
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Guai a far arrabbiare i campioni. Nell’ultima azione della partita ci pensa Dzeko - beccato ferocemente dal pubblico di casa per gran parte della partita - a segnare il gol che regala alla Roma un 2-3 francamente ingeneroso per il Frosinone, che pensava di aver santificato un pari propiziato dalle reti di Ciano, Pellegrini, Pinamonti e dello stesso Dzeko. Niente da fare. Così i giallorossi continuano a restare in scia al Milan per il 4° posto, mentre la corsa salvezza dei ciociari - che pure era da ottobre che non segnavano più di un gol in casa - si complica ulteriormente. [..] Il gol partita però, viene appannato dall’infortunio alla caviglia destra occorso a Manolas, uscito in barella e con le mani sulla faccia. Inutile dire che, col derby e il Porto che incombono, per la Roma è la peggiore notizia della giornata.
Dzeko spinge in alto la Roma
IL MESSAGGERO - TRANI - All'ultimo respiro, e dopo aver rischiato la nuova figuraccia contro una piccola del nostro torneo, la Roma riesce ancora a replicare al Milan. E, battendo 3-2 il Frosinone penultimo nel freezer dello Stirpe, resta in scia dei rossoneri, quarti e sempre con il vantaggio di 1 punto (e degli scontri diretti). Di Francesco si tiene stretto soprattutto il risultato che gli permette di restare in corsa per la zona Champions e che dà continuità alla striscia positiva in campionato: adesso è di 8 match (6 vittorie e 2 pareggi). I giallorossi, dopo aver perso la sfida allo Stadium prima di Natale, viaggiano alla stessa velocità della Juve. La prestazione, però, non convince. Al gioco si sostituiscono le giocate: la doppietta di Dzeko, in questo senso, è davvero preziosa.
ANCORA DIVERSA - Lo spartito, nella circostanza, non aiuta il coro che in questa trasferta sembra stonato. Di Francesco, anche perché si presenta allo Stirpe con 5 novità dopo la vittoria di lunedì scorso contro il Bologna, schiera la 34esima formazione diversa in 34 partite. Il turnover chiama in causa 3 diffidati su 4: partono in panchina Florenzi, Fazio e Zaniolo (solo il primo non avrà spazio). Manolas, invece, viene rischiato, ma dietro entrano sia Santon a destra che Marcano in mezzo. In più tornano De Rossi, Perotti ed El Shaarawy. Ma, con la formula del doppio play, ecco il ritorno al 4-2-3-1, cioè al sistema di gioco utilizzato per gran parte della stagione e riproposto anche in corsa per mettersi a specchio con Mihajlovic nell'ultimo match di campionato. Pellegrinirisale da trequartista e Perotti comincia alla destra di Dzeko, pure se a metà tempo è già a sinistra dove si trova meglio, lasciando l'altra corsia a El Shaarawy che è più abituato a cambiare fascia. Baroni, invece, conferma il 3-5-2, con l'ex giallorosso Viviani in regia.
OMAGGIO PRE-CONFEZIONATO - Il regalo della Roma, inaspettato e improvviso, indirizza presto il match. Nzonzi, palleggiando lentamente, appoggia il pallone al limite dell'area, senza indirizzarlo verso alcun compagno. Il più vicino è De Rossi che non fa in tempo a intervenire. Più rapido è Ciano: conclusione dal limite che sorprende Olsen. Respinta, abbastanza goffa, di mano, e volo che produce l'effetto boomerang: il Frosinone va subito in vantaggio. La partenza dei giallorossi, nuovamente sotto ritmo, non convince. E giocare contro vento di sicuro non li aiuta nel possesso palla.
SORPASSO LAMPO - La Roma si sistema meglio in campo e, più spigliata nella gestione, diventa almeno propositiva. Dzeko, dopo aver incassato gli insulti del pubblico, fa centro, approfittando della distrazione di Goldaniga: destro, palo e pareggio alla mezz'ora. È il suo 1° gol al Frosinone, adesso in Serie A l'unica squadra a cui non ha segnato rimane il Parma. In appena 72 secondi i giallorossi completano la rimonta. Protagonista, ribaltando l'azione, è ancora il centravanti che apre per El Shaarawy a destra: sul tiro dell'attaccante sporcato da Sportiello, irrompe Pellegrini per il vantaggio.
ASSALTO FINALE - Il Frosinone resta in partita per l'incapacità della Roma di chiudere la partita. Egoismo, frenesia e superficialità sono fatali. Baroni, inserendo Molinaro e Pinamonti, complica la serata a Di Francesco che, dopo aver sostituito Nzonzi e Perotti rispettivamente con Cristante e Zaniolo, perde Manolas (distorsione alla caviglia destra). Dentro anche Fazio che assiste, con De Rossi, al contropiede decisivo, con Ciano che libera in area Pinamonti per il pari. Olsen salva su Trotta. E Dzeko non si arrende. El Shaarawy, su lancio di De Rossi, parte in profondità e gli offre il pallone da 3 punti. Davanti alla porta e al fotofinish, per la doppietta della vittoria.
Di Francesco: «Tanti errori ma si vince anche così»
IL MESSAGGERO - ANGELONI - Il vento sta cambiando, signori. Il vento, e ce ne era tanto qui a Frosinone (freddo anche in abbondanza), prima di cambiare ha prima congelato la Roma e poi l’ha spinta alla vittoria. È una di quelle serate del tipo “contava solo vincere”. Già, perché la prestazione c’è stata, ma solo a sprazzi. Giocate tante, quelle sì. Lo sa anche Di Francesco, che continua a correre verso il quarto posto, sperando nel testa a testa con il Milan: l’Atalanta si è allontanata e sabato la Roma si augura di allontanare anche la Lazio. Certo, giocando così è complicato. Complicato anche se si pensa all’infortunio di Manolas, uscito in lacrime, su una barella e con le mani nei capelli: sospetta distorsione alla caviglia. Rischia proprio il derby, appunto. «Preferivo una prestazione differente, ma si vince anche così. L’ambiente e il vento non aiutavano, il Frosinone ce l’ha messa tutta. Cosa non è andato? Ho visto tanti errori tecnici, abbiamo rischiato di perdere, ma abbiamo voluto vincerla fino alla fine», le parole di Di Francesco.
DERBY E DINTORNI - Il modulo, stavolta 4-2-3-1, per DiFra è un falso problema. «Il secondo gol del Frosinone è arrivato dopo un calcio piazzato nostro su quale eravamo posizionati male. La partita ce l’avevamo in mano, anche se andava chiusa, non gestita. Non è il sistema di gioco, ma l’atteggiamento di squadra. Quando si sbaglia tanto nel palleggio, quando non sei pulito, dai forza all’avversario. La prestazione di Pellegrini? E’ trequartista, mediano e mezzala. Ha qualità differenti da Zaniolo: è meno fisico e ha più tecnica, ma nella continuità della partita ti dà tanto. È completo, può solo migliorare». Se Manolas rischia di saltare la partita contro la Lazio, almeno sono “salvi” gli altri diffidati. «Ho messo solo chi poteva avere più freschezza mentale. Era importante arrivare con una vittoria, quando si gioca con le squadre che lottano per la salvezza non è mai facile».
STEPHAN: «PIÙ CORAGGIO» - A fine partita Dzeko rifiuta l’intervista come migliore in campo (era ancora troppo nervoso) e scappa negli spogliatoi, tocca quindi a Pellegrini che ne approfitta per dedicare gol e vittoria alla bambina che la moglie Veronica in estate gli regalerà una figlia. Un gol pesante, il secondo in campionato, non segnava dal derby. E la prossima c’è proprio la Lazio. «Era fondamentale vincere nonostante le difficoltà partita fisica e cattiva. A volte abbiamo dovuto rinunciare al bel gioco ma l’importante era portare a casa la vittoria. Purtroppo continuiamo a prendere gol, ci dobbiamo lavorare. Ma era fondamentale la voglia di vincere con il gol all’ultimo minuto. Bellissima l’esultanza con tutta la panchina perché siamo un gruppo vero che si vuole bene e lotta fino alla fine. Il derby? Arriviamo alla sfida con la Lazio con una serie di vittorie, speriamo possano continuare...». Infine El Shaarawy, decisivo in due gol della Roma. «Io leader? Sento solo che sono cresciuto. Giocando sempre si acquisisce consapevolezza. Fisicamente mi sento bene, mi sento cambiato anche nell’attaccare lo spazio. Anche nel gol vittoria la palla di De Rossi la leggo prima e cerco di andare in profondità. E ci credo quando gli avversari non lo fanno: questa è la caratteristica migliore. Devo invece migliorare e avere più coraggio nell’uno contro uno».
Prima la Champions, poi quel che sarà sarà
IL MESSAGGERO - FERRETTI - La Roma non può permettersi di non arrivare tra le prime quattro del campionato. Non può permettersi, in parole povere, di non partecipare alla prossima edizione della Champions League. Perché non è padrona, lo conferma la sua storia recente, di non mettere in cassa i soldi derivanti dalla presenza nella massima competizione continentale. Qualora il traguardo Champions non venisse raggiunto, le conseguenze sarebbero gravi, ed evidenti già a partire dalla prossima sessione di calciomercato. Con movimenti che, soprattutto in uscita, potrebbero essere ancora più pesanti rispetto a quelli degli anni passati. Uno scenario inquietante, se ci pensate bene.
IL CONTRIBUTO DI EDIN - Ragionamenti non inediti, ma che vanno rinfrescati adesso che la lotta per conquistare un posto Champions si sta facendo sempre più serrata, con la Roma (per ora) fuori dal gruppo delle elette al di là del sofferto successo di Frosinone. Qui, però, non è più tempo di pensare a quello che (non) è stato, ma solo a quello che sarà. O che dovrebbe essere, per arrivare a dama. I punti lasciati in modo vergognoso per strada nei mesi passati non verranno mai restituiti e, adesso, non è neppure il caso di individuare responsabilità e responsabili. Serve far punti e basta. Non serve neppure ricordare che in gennaio la Roma non ha (colpevolmente) fatto mercato in entrata. Il fatto non va assolutamente dimenticato, ma ora non si può tornare indietro. Il tempo per fare bilanci non mancherà. Così come per capire che Roma, intesa come dirigenti, staff tecnico e giocatori, farà nella prossima stagione. Oggi se qualcuno non remasse verso un'unica direzione, quella dell'interesse supremo della Roma, sarebbe semplicemente un traditore. Poi, se sarà il caso, morto un papa se ne farà un altro. Come sempre, da queste parti.
A Frosinone, contro una squadra che non aveva mai vinto in casa, Dzeko, dopo aver cambiato gli scarpini, risolve la faccenda all'ultimo respiro e con la sua doppietta dà un'altra bella spinta alla squadra verso l'Europa che conta. Ma la prestazione lascia abbastanza perplessi. Archiviati i ciociari, sabato arriverà il derby con la Lazio. Che, vista la classifica, avrà un doppio, intenso valore. Non si giocherà solo per il primato cittadino, ma anche per la Grande Europa. Senza trascurare, ovviamente, quanto sta accadendo a Milano, con il Milan (che con gli innesti di gennaio sta letteralmente volando) avanti ai giallorossi.
Edin, gol e nervosismo. Londra chiama Monchi
IL MESSAGGERO - TRANI - Dzeko a muso duro. Nervoso, tanto da rifiutare pure l’intervista di migliore in campo a fine gara, ma ancora decisivo. Il centravanti trascina la Roma, come spesso ha fatto dall’inizio del nuovo anno. La doppietta al Frosinone è pesantissima: la rete per rispondere a Ciano e pareggiare, l’altra alla fine del recupero per il successo. È sempre dentro la partita. Suo pure il contropiede per il 2° gol giallorosso. Si è scatenato quando il pubblico dello Stirpe ha deciso di offenderlo per aver restituito “male” il pallone al Frosinone. L’attaccante ha pensato che gli avversari volessero perdere tempo, interrompendo spesso il gioco. E lo ha detto, indurendo la mascella, pure a De Rossi, con il quale si è scambiato il cinque dopo la rete del pari. E dopo aver risposto alla gente che gli ha insultato a lungo la madre e gli ha urlato: «Zingaro». È stato anche ammonito, ritrovando l’arbitro Manganiello che lo cacciò a Firenze in coppa Italia. E ha difeso Manolas dai giocatori di Baroni. Ma si è sfogato come piace a lui, festeggiando con i tifosi della Roma l’85° gol in 166 partite. E in 6 degli ultimi 9 gol segnati dalla Roma in trasferta in campionato c’è stato lui: con 5 reti e 1 assist. In questo torneo fa centro solo fuori casa: 7 reti. In casa i 5 della Champions.
FUTURO NELLA CITY - In Spagna e in Inghilterra, intanto, insistono: Monchi a fine stagione raggiungerà Emery all’Arsenal. Non c’è niente di ufficiale, ovviamente, ma sono però confermati i rumors sull’addio del ds giallorosso che lascerebbe dunque Trigoria in anticipo sulla scadenza del contratto (30 giugno 2021) e dopo appena 2 anni di lavoro con la società di Pallotta. Il club londinese avrebbe già presentato la sua offerta, anche per battere la concorrenza del Siviglia che ha proposto a Monchi il ruolo di presidente. L’Arsenal, invece, lo vorrebbe come direttore tecnico, affidandogli quindi il mercato e la gestione della squadra. Lo spagnolo, per liberarsi dalla Roma, dovrà comunque versare una penale che è superiore ai 2 milioni di euro, cifra che sarà pagata dalla società inglese.
Cassata: "Siamo amareggiati, abbiamo dato tutto. Ma il calcio è così"
Francesco Cassata, centrocampista del Frosinone, ha parlato in zona mista dopo il match perso contro la Roma: "Siamo amareggiati ma il calcio è così, a volte va bene e dà e a volte toglie. Pensiamo alla prossima partita, giocando così ci salveremo. Oggi abbiamo dato tutto, purtroppo contro avevamo giocatori di livello ma il calcio è così".
Frosinone-Roma 2-3 - Le pagelle dei giallorossi
INSIDEROMA.COM – ANDREA FOTI – Una vittoria in piena zona Cesarini. Una vittoria che serve per rimanere in corsa per il quarto posto. Una vittoria che sulla carta sembrava scontata o quasi, ma che in realtà è stata molto sofferta. Il Frosinone ha giocato bene, chiudendo gli spazi e non avendo paura di attaccare. La Roma dopo lo svantaggio ha reagito, ma le solite amnesie e gli errori di concentrazione avevano complicato tutto. Per fortuna la Dea bendata ha girato la testa nella direzione dei giallorossi poco prima del triplice fischio. Una vittoria si, ma che ha il sapore di sconfitta per come si è giocato.
Ma vediamo come si sono comportati i giallorossi in campo:
OLSEN 5.5 – Comincia male, malissimo, con un intervento che sembrava perfetto ma si rivela beffardo per la Roma. Sulla seconda rete ciociara è incolpevole, mentre nel finale salva il risultato con un buon guizzo.
SANTON 6 – Nulla da recriminare contro il terzino giallorosso. Fa il suo giocando bene in fase difensiva e facendosi vedere anche davanti, anche se in rare occasioni.
MANOLAS 6 – Sempre puntuale negli interventi e incisivo anche con la sola presenza li dietro. Peccato per l’infortunio che lo costringe a lasciare il campo anzitempo.
FAZIO (dal 77’) 5 – Entra per sostituire l’infortunato Manolas, ma è lui stesso a “infortunare” la Roma. Sbaglia tutto, perdendosi Pinamonti in occasione del 2-2 e rischiando di portare gli avversari a segnare la terza rete. Passi l’entrare a freddo, ma l’attenzione è un qualcosa che si deve sempre avere.
MARCANO 6 – Una buona gara quella dello spagnolo, che ci mette qualche minuto a prendere le misure agli avversari. Ma una volta ingranato si rivela quasi perfetto.
KOLAROV 6 – Meno impegnato del solito, ma fa la sua gara facendo entrambi le fasi.
NZONZI 5 – Partita da dimenticare la sua, ma che non era giornata lo si capiva già dai primi minuti. Suo l’errore (con la complicità di De Rossi) che porta al vantaggio ciociaro. Per il resto del match controlla male la sfera e la perde in diverse occasioni. Una diga che fa acqua da tutte le parti.
CRISTANTE (dal 65’) 6 – Entra al posto del francese e si comporta bene tenendo palla e gestendola nel migliore dei modi. Prova anche a trovare la gioia personale, ma la sua conclusione è imprecisa.
DE ROSSi 5.5 – Partita che rasenta la sufficienza la sua. Sbaglia molto per il suo solito, peccando di attenzione e precisione. Si salva nel finale con il lancio lungo che libera El Shaarawy e porta al gol della vittoria.
EL SHAARAWY 6 – Prova meno azioni personali e gioca più per la squadra. Mette lo zampino in due delle tre reti giallorossi. Altruista nel finale con l’assist per Dzeko.
PELLEGRINI 6 – Molto più preciso in fase realizzativa, quando arriva sul pallone con i tempi giusti per spingerlo in rete. In mezzo al campo fa fatica e non è determinante come in altre occasioni.
PEROTTI 6 – Nonostante le condizioni non al 100% dopo il lungo stop fa il suo dovere facendo vedere anche delle buone cose. Che sia il ritorno definitivo e non un’altra semplice comparsata.
ZANIOLO (dal 65’) 5.5 – Combatte in mezzo al campo, subendo falli e reagendo con rabbia. Ma ai fini del gioco fa vedere poco rispetto a come ci aveva abituati.
DZEKO 7.5 – Era nervoso, sia per vecchi attriti con l’arbitro che per gli insulti dei tifosi. Battibecca anche contro gli avversari ma alla fine risponde con eleganza e rabbia mettendo in rete una doppietta che regala il successo alla sua Roma.
DI FRANCESCO 5.5 – Voleva una Roma diversa da quella vista contro il Bologna, e lo è stata. Perché oggi la Roma a sprazzi è sembrata anche peggiore di quella vista lunedì. Prova a sistemare le cose con i cambi a partita in corsa, ma deve ringraziare Dzeko che gli regala la vittoria e gli evita una brutta figura.
La vittoria di cui la Roma ha bisogno
INSIDEROMA.COM - ELISA GIOCONDI - Per riscaldare la fredda serata al Benito Stirpe e puntare ad un buon risultato, Di Francesco sceglie Danielino De Rossi. Una di quelle partite che serve vincere e dove è necessario sfoggiare i pezzi da 90: tra le varie fasi turbolente a cui la panchina ha dovuto far fronte, recentemente il mister ha dovuto schivare i rumors sul nome di Sarri che aleggiava contro di lui. In conferenza stampa ha chiarito: “Il mio referente resta Monchi. Tutto il resto sono chiacchiere. A me piace parlare di calcio, bisognerebbe approfittare di questo, ma ci sono maggiori interessi su altro. A me interessa il Frosinone e basta”.
Eusebio, quindi, ha l’obbligo di portare a casa punti questa sera: il quarto posto che attende i giallorossi come i quarti di finale di Champions. Il Frosinone ha sulle spalle soltanto tre vittorie in campionato e nessuna risulta essere al Benito Stirpe: questo potrebbe essere un buon inizio per la Roma che ha l'onere di continuare questa tradizione e battere la squadra in casa.
La rosa a disposizione dell’allenatore giallorosso non è (mai) facile: tra chi fa avanti e indietro in infermieria e chi è diffidato, gli assenti sono Fazio, Manolas, Florenzi, Zaniolo e non compare tra i convocati neanche Under. Di Fra può contare su Perotti e Pastore: uno non gioca da dicembre e l’altro è stato avvistato l’ultima volta contro la Fiorentina e quel 7-1 da dimenticare. Probabilmente Pastore entrerà in campo a partita iniziata mentre Perotti dal primo minuto di gioco: “Pastore non può essere contento di giocare pochissimo, però adesso si sta allenando veramente bene. Sono contento di come sta approcciando agli allenamenti. Si ferma spesso anche più degli altri per ritrovare condizione fisica adeguata. Perotti sta molto meglio, si è alleato con maggiore continuità e potrebbe essere della partita”. Con la presenza dei due desaparecidos l’atmosfera è leggermente più serena e Zaniolo potrebbe riposare, anche se Eusebio non si sbilancia per non dare vantaggio a nessuno. Ha giocato molte partite e non va strizzato fino all’osso, soprattutto per il ritmo ferrato a cui è stato sottoposto finora.
Quindi i presupposti (e la speranza) per tornare nella capitale con degli ottimi successi ci sono, affidiamoci a capitan De Rossi e alla sua magistrale guida.
Frosinone-Roma, arbitra Manganiello. I precedenti col fischietto di Pinerolo
INSIDEROMA.COM - ILARIA PROIETTI - Sarà Gianluca Manganiello della sezione di Pinerolo a dirigere il match tra Frosinone e Roma, in programma stasera alle 20:30 al Benito Stirpe. Assistenti Ranghetti e Meli con Di Paolo IV uomo. VAR assegnata a Pairetto, Paganessi AVAR.
PRECEDENTI – Impossibile non pensare all’ultimo incrocio con Manganiello: l’umiliante sconfitta per 7-1 in Coppa Italia contro la Fiorentina dello scorso 30 gennaio. Da segnalare anche il cartellino rosso rifilato ad Edin Dzeko per proteste, uno degli unici due rimediati in carriera dal centravanti bosniaco. Partita da dimenticare sotto ogni aspetto per i giallorossi che, però, possono guardare sorridenti ai precedenti di Serie A. In campionato, infatti, la Roma con Manganiello ha fatto en plein: tre partite tre vittorie. Il successo con il Parma, del 29 dicembre scorso, 2-0 firmato da Cristante e Under, oltre alle vittorie interne con Benevento e Crotone della passata stagione.
Ben 10 precedenti, invece, con il Frosinone, tra Serie A e Serie B. Guardando al massimo campionato, la squadra di Baroni non ha mai vinto con Manganiello, nei tre soli precedenti di A: due pareggi (0-0 con Parma e Bologna) e una sconfitta (il 4-0 subito col Napoli). Migliore il bilancio con il giudice di gara in Serie B: quattro vittorie, un pareggio e una sconfitta.
30/01/2016 - Buona la terza per lo Spalletti 2.0
INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI - Il mese di gennaio dell'anno 2016 per la Roma rappresenta una sorta di terremoto. Dopo una grande stagione, un'altra con un buon secondo posto (ma tante ombre) e sei mesi finali pessimi, a causa di una crisi tecnico-tattica che pare senza fine e soprattutto per i rapporti con i vertici societari, accusati di "non dire la verità ai tifosi", ormai ai minimi storici, Rudi Garcia viene esonerato.
La situazione, in bilico già da diverso tempo, precipita al termine di un Roma-Milan pareggiato per 1-1 la sera del 9 gennaio. Non è tanto il risultato né la prestazione, l'ennesima non positiva degli ultimi mesi, a scatenare la reazione di Pallotta, quanto le dichiarazioni del mister francese alle tv in riferimento ai preparatori atletici Norman e Lippie ("La squadra è indietro fisicamente. Mi è apparsa stanca nella ripresa"), imposti dalla società a Garcia a partire dalla precedente estate.
Via l'artefice del riscatto romanista dopo il drammatico 26 maggio del 2013, la società si interroga su chi possa diventare il nuovo allenatore di una rosa qualitativamente ottimale ma assai in ritardo in classifica rispetto alle primissime.
In breve tempo, il nome forte diventa uno soltanto. Si tratta di un cavallo di ritorno, ovvero Luciano Spalletti.
Il mister di Certaldo debutta (nuovamente) da allenatore della Roma in un freddo pomeriggio di metà gennaio all'Olimpico contro il fanalino di coda Verona. Il compito sembra tutt'altro che impossibile ma i giallorossi sono una squadra in piena crisi e ne esce fuori uno scialbo 1-1. La strada per Spalletti è subito in salita.
La settimana seguente, la Magica esce sconfitta per l'ennesima volta dallo Stadium di Torino a causa di una splendida rete di Dybala e l'allenatore toscano sbotta: "Bisogna cambiare mentalità".
Il terzo appuntamento per lo Spalletti 2.0 nella capitale è in casa contro il Frosinone.
I ciociari sono penultimi in classifica e si trovano addirittura a -7 dall'ultimo posto utile per rimanere nella massima serie: in pratica, la squadra del pur bravo Stellone è con un piede in B.
La Roma, dal canto suo, ha un bisogno spasmodico di tornare a conquistare i tre punti, soprattutto per non iniziare già ad alimentare problemi da parte di addetti ai lavori e tifoseria anche nei confronti del nuovo tecnico.
Per vincere la sfida, Spalletti punta ancora sul 3-4-2-1 con quella che egli stesso ha definito una difesa "a tre e mezzo". Questa la formazione scelta dall'allenatore della Roma: Szczesny, Manolas, De Rossi, Zukanovic, Rudiger, Pjanic, Keita, El Shaarawy, Nainggolan, Salah, Dzeko.
Stellone risponde con uno spregiudicato 4-3-3 composto da: Leali, Rosi, Ajeti, Blanchard, Pavlovic, Sammarco, Chibsah, Frara, Soddimo, D.Ciofani, Dionisi.
Arbitra il signor Guida della sezione di Torre Annunziata.
L'inizio della sfida conferma che i giallorossi sono ancora tutt'altro che guariti dalla crisi in cui sono finiti ormai da settimane. La Roma, infatti, fatica a rendersi pericolosa. Alla prima, vera occasione, tuttavia la squadra capitolina passa in vantaggio: Nainggolan, lanciato in area, vince un rimpallo e con un destro da terra in scivolata batte imparabilmente Leali.
Il Frosinone, dal canto suo, conferma l'intenzione anticipata da Stellone alla vigilia della sfida e se la gioca a viso aperto. Ne risulta che al 24’ i gialloblu trovano il pari: Chibsah serve al limite dell'area romanista Ciofani che, dopo aver saltato facilmente Zukanovic, supera Szczesny sotto le gambe con un forte diagonale destro.
Cala il gelo sull'Olimpico.
La Roma stavolta non si abbatte e anzi inizia finalmente a produrre gioco e occasioni. Leali è dapprima bravo ad alzare in angolo un bolide da 25 metri di Nainggolan e poi addirittura superbo a deviare in tuffo un sinistro in girata di Edin Dzeko. Si va, dunque, al riposo sull'1-1.
Durante l'intervallo, Spalletti manda Totti a scaldarsi per cercare di capitalizzare ma già al 3' della ripresa arriva il nuovo vantaggio grazie a due nuovi acquisti: Zukanovic da sinistra trova in area El Shaarawy, che con un bel colpo di tacco in anticipo su Ajeti supera Leali. Il secondo tempo della gara scorre via senza tante emozioni fino all'84', quando capitan Totti, subentrato a uno spento Dzeko, inventa il 3-1. Il numero dieci giallorosso lancia magistralmente in contropiede Pjanic, bravo a chiudere i conti con un preciso destro in diagonale.
Finisce così. Spalletti centra finalmente la prima vittoria dal suo ritorno nella capitale ma il percorso da fare per una Roma bella e vincente appare ancora lungo.
Lo. Pellegrini: "Gol e vittoria speciali"
Lorenzo Pellegrini, centrocampista della Roma, può festeggiare la sua rete in maniera speciale visto che sta per arrivare la sua primogenita. Queste le sue parole pubblicate sul suo profilo Instagram:
"Gol e vittoria speciali".
Conferenza Baroni: "Il Frosinone ha fatto una grande partita. Non mi è piaciuta la gestione dopo l'1-0"
Marco Baroni, tecnico del Frosinone, ha parlato in conferenza stampa al termine del match perso 3-2 in casa con la Roma. Queste le sue parole:
“Per i valori che c’erano in campo, il Frosinone ha fatto una grande partita, non è sufficiente quello che abbiamo fatto perché dopo una prestazione così non si possono lasciare troppi episodi. La gestione dopo l’1-0 non mi è piaciuta, la Roma era nervosa e abbiamo regalato il primo gol, serviva più attenzione e capire determinati momenti della gara, c’è il momento in cui devi essere aggressivi o buttare via il pallone, nel leggere queste situazioni non siamo ancora bravi e mi dispiace per i ragazzi. Uscire con 0 punti è delittuoso dopo questa partita, probabilmente non siamo ancora pronti. Le gare sono sempre meno così come i punti, l’atteggiamento della squadra penso sia visibile, non possiamo difenderci e dobbiamo essere sempre aggressivi, se lo facciamo, lo facciamo con equilibrio e questa è l’unica strada che conosco. In casa secondo me poi diventa quasi un tabù e invece abbiamo fatto delle buone prestazioni, ci manca qualcosina in termini di punti ma non dobbiamo cercare alibi e dobbiamo solo lavorare anche perché già i ragazzi danno grande disponibilità ma non è ancora sufficiente, dobbiamo saper leggere i momenti topici della partita".
Perdere a 3’’ dalla fine?
"Difficile dirlo, ora non posso scoraggiarmi, anzi già sto pensando al prossimo allenamento ma è chiaro che ho visto i ragazzi a testa bassa ma non è facendo le vittime che si esce da questa situazione, ci sono dei momenti in cui la partita è finita, non c’è da attaccare. L’occasione di Trotta deve essere l’ultima e non si deve prendere alcun rischio, ci stava subire un angolo magari ma passato quel momento di 4 angoli consecutivi non si può subire gol su quella situazione lì. Nei minuti finali c’era ancora qualcuno che era troppo aperto. Noi abbiamo bisogno di punti e quando si va in campo dobbiamo meritare i punti e portarli a casa. La Roma ha tanti risorse per poterti far gol ma non si può concedere un gol così facile".
Su cosa si deve lavorare?
"Non è concluso ancora nulla, quando sono arrivato la situazione era ancora più difficile, siamo reduci da quattro gare proibitive ma abbiamo vinto a Genova contro la Sampdoria e fatto una grande partita contro la Lazio. Oggi si poteva portare a casa il pari, sul 2-2 la partita era chiusa ma non è che io domani devo rincuorare i giocatori, io sono arrabbiato perché mi dispiace per loro adesso, sono stati bravi ma non ci facciamo nulla con i complimenti, serve farli attraverso gioco e queste componenti qua, serve desiderio e non pensare che la partita sia finita e invece secondo me si è pensato che il risultato si era portato a casa".
Salamon?
"È cresciuto molto, io cerco di sfruttare le caratteristiche dei miei giocatori, questa squadra non può difendersi dentro l’area di rigore e dovevamo essere più aggressivi, importante è stata anche la prestazione di Capuano e Goldaniga, anche Viviani ha giocato molto bene, anche Cassata. Individualmente e collettivamente abbiamo giocato bene, ma abbiamo commesso delle disattenzioni che non possiamo permetterci. Sono incavolato perché non è possibile buttare dei punti così, con la Roma si può anche pareggiare la partita e invece abbiamo anche rischiato di vincerla, abbiamo ribattuto tutto colpo su colpo e mi dispiace soprattutto per il pubblico perché ci tenevo particolarmente a dare una gioia attraverso una prestazione d’intensità che il pubblico merita e quegli ultimi secondi mi rimarranno nella testa”.