Derby: oggi orario ufficiale. Già venduti 40mila biglietti
GAZZETTA DELLO SPORT - Potrebbe essere oggi il giorno giusto per conoscere l’orario definitivo del Derby di Roma. Condizionale d’obbligo, però, perché già ieri si pensava che l’Osservatorio potesse comunicare la decisione dopo la richiesta di anticipo (alle 15 o alle 17) da parte della Questura. Le determinazioni vengono comunicate il mercoledì o il giovedì, ma questa volta non si dovrebbe andare oltre oggi, perché la partita è in programma sabato sera. La sensazione è che sarà confermato l’orario attuale, perché sembra che dalle forze dell’ordine siano arrivate relazioni meno allarmanti rispetto a quelle dei giorni scorsi, ma anche in questo caso condizionale d’obbligo, perché nessuno vuole sbilanciarsi. Intanto, sono quasi 40mila i biglietti venduti, di cui oltre 12mila ai romanisti che giocheranno in trasferta ma che, con il terzo posto di nuovo in ballo, non vogliono far mancare il loro supporto.
Sorpresa Manolas: può farcela per la Lazio, ci sarà col Porto
LEGGO - BALZANI - Le speranze di vederlo al derby sono poche, ma è già una buona notizia visto che fino a ieri erano pari a zero. Manolas può farcela per sabato e a questo punto sono molte le speranze di riaverlo per la fondamentale sfida di Champions col Porto del 6 marzo. La distorsione alla caviglia destra rimediata dal greco contro il Frosinone sembra meno grave del previsto. Le prime lastre hanno mostrato l'assenza di fratture e interessamenti ai legamenti, tanto da rendere inutile la risonanza magnetica. Ora bisogna attendere che la caviglia si sgonfi del tutto e che sparisca il dolore per capire se Manolas riuscirà a recuperare in tempo per la sfida alla Lazio di sabato. Senza rischiare, perché a Trigoria reputano più importante il passaggio ai quarti di Champions e quindi la partita col Porto. In caso di assenza al derby è pronta la coppia Fazio-Juan Jesus che di certo non offre troppe garanzie, mentre Marcano potrebbe scendere in campo con Manolas a Oporto dove ha giocato per 4 stagioni. Difficilmente sarà dei due match Under. Il turco non ha subito una ricaduta al flessore lesionato ormai 40 giorni fa, ma è ancora fuori forma e Di Francesco non punterà su di lui. Saranno a disposizione, invece, Schick e Karsdorp che tra oggi e domani torneranno ad allenarsi in gruppo.
Manolas torna a rivedere il derby. Under in ritardo, ma punta il Porto
IL MESSAGGERO - CARINA - Appesi a Manolas. Perché è inutile girarci intorno: con Kostas la difesa giallorossa è una cosa, senza un’altra. Ieri le notizie arrivate sul conto del greco hanno aperto uno spiraglio per il derby. Il controllo medico al quale s’è sottoposto non ha infatti evidenziato danni ai legamenti. Si complica invece la situazione legata a Under. Il turco, out ormai dal 19 gennaio per una lesione al retto femorale rimediata nel match con il Torino, nella scorsa settimana era tornato in gruppo, lasciando presagire un suo rientro nella lista dei convocati. Le sensazioni nei suoi confronti sono opposte a quelle per Manolas. Difficile che possa farcela per la Lazio: sarà fatto un tentativo per il Porto ma rimane a rischio anche per il ritorno degli ottavi contro i lusitani
Sarri e Kepa: quel "malinteso" che sa tanto di ammutinamento
IL MESSAGGERO - SACCA' - Inevitabilmente l'ammutinamento di Kepa e la figura imbarazzante rimediata da Maurizio Sarri sul prato di Wembley hanno lasciato in Inghilterra uno strascico dai mille colori. Domande, dubbi, un mare di opinioni, poche certezze. Il portiere basco del Chelsea, tanto per cominciare, non sarà punito perché il comportamento tenuto domenica pomeriggio è stato ridotto dal club a «banale malinteso»; mentre l'allenatore italiano è ormai un aquilone che vola in un uragano: rimane in bilico, è più sopportato che supportato dalla squadra e dai dirigenti, e rischia l'esonero domani nel derby di Premier League contro il Tottenham a Stamford Bridge. Pesanti sono le ore di Sarri. Perché il Chelsea proprio non riesce a innestare le marce alte sotto il profilo della manovra e soprattutto sul piano dei risultati. Dove dovrebbe volare una squadra di campioni, zoppica un gruppo di ragazzi più o meno indisciplinati tatticamente (e non solo).
LE FAZIONI - Si diceva che i vertici dei Blues siano intenzionati a non punire Kepa (super sponsorizzato da Marina Granovskaia, alter ego di Roman Abramovich), per il gran rifiuto di subentrare peraltro consentito dal regolamento andato in onda domenica anche nelle galassie più remote durante la finale di Coppa di Lega vinta dal City di Guardiola. Era stato lo stesso Sarri, d'altronde, a tentare di spiegare che tutta l'ineleganza della scena insulti, isterie, bestemmie era dovuta soltanto a un'incomprensione. Anche per non fare un torto alla potentissima Marina... In realtà pochi vi hanno creduto. Piuttosto ad affiorare sul campo è stata la sensazione di un allenatore inascoltato, privo di qualsiasi autorevolezza, poco sostenuto dai calciatori. Già due delle tre basterebbero a giustificare un esonero... La stampa inglese sussurra che a regnare nello spogliatoio del Chelsea adesso sia il caos totale. E a poco, anzi, pochissimo sono valse le parole dolci di David Luiz, che ha tenuto a specificare che «Sarri ha il rispetto della squadra». Senza dimenticare la difesa dello stesso Kepa, cantata all'unisono con Sarri: «Io non volevo disobbedire. Ci siamo capiti male». Tentativi maldestri di passare una spugna sulla macchia, si direbbe.
LA CONFUSIONE - La confusione, però, non abita soltanto nelle stanze segrete di Cobham, il centro sportivo dei Blues. La difformità di vedute interessa anche la critica e la tifoseria, dato che ai supporter non è affatto piaciuto l'atteggiamento di Kepa, mentre i giornali inglesi inquadrano nel mirino l'allenatore. «Che vergogna, questo è il risultato della cultura del potere ai giocatori promossa da Abramovich. Kepa, devi chiedere scusa all'allenatore. Vattene dal club», attacca un tifoso attraverso Twitter. I giornali, al contrario, studiano analisi differenti. «L'ammutinamento di Kepa è emblematico di come la nave di Sarri stia affondando», ha titolato il Guardian, ad esempio. Insomma lo scenario non suscita sorrisi. Va riconosciuto, comunque, che l'amore tra Sarri e il Chelsea non è mai scoppiato: e solo ora, dopo mesi di rose e fiori, si sono scoperte le spine.
Caccia a Zaniolo
LEGGO - BALZANI - «Nessun problema, Nicolò resta alla Roma». Papà Zaniolo prova a spegnere l'incendio di mercato che sta per avvolgere l'estate romanista. Nonostante le rassicurazioni paterne, infatti, ci sono elementi che preoccupano i tifosi. La Juventus, che come anticipato da Leggo qualche giorno fa sta preparando un'offerta da capogiro, ma pure il Real Madrid che è peraltro la squadra contro la quale Zaniolo ha esordito tra i big. Domenica sera, infatti, sia Zaniolo sia papà Igor sono stati beccati al ristorante Il Kaimano in via Brera a Milano in compagnia di due persone che parlavano con loro in un animato spagnolo. Un incontro né confermato, né smentito dagli interessati. Proprio venerdì sera a San Siro erano presenti due emissari del Real per seguire Piatek. E a Madrid hanno messo da tempo gli occhi su Zaniolo per rinnovare una squadra arrivata fine ciclo e rispondere ai colpi milionari del Barcellona in grado di spendere un totale di 330 milioni per Coutinho, Dembele e de Jong. Una cessione all'estero sarebbe meno dolorosa rispetto al passaggio alla Juve, ma la volontà resta comunque quella di proseguire il rapporto con la Roma. Alle giuste condizioni. La prima offerta del club è stata ritenuta bassa dall'entourage del giocatore. Pronto il rilancio a 2,5 milioni a stagione più bonus, quasi il quadruplo di quanto percepisce ora (700 mila euro) ma forse ancora non abbastanza per coprire le offerte di Juve, Real e Psg (sì, anche i francesi sono alla finestra). Sono sempre più intensi i contatti col procuratore Vigorelli che ha vinto la concorrenza di Raiola. «Mino ha chiesto informazioni ed è interessato - ha confermato papà Zaniolo al Corriere dello Sport - Ma Vigorelli resterà l'agente di Nicolò per tanto tempo. A fine stagione ci sarà un incontro con la Roma per il rinnovo, non ci saranno problemi. Da entrambe le parti c'è la volontà di chiudere positivamente». Per ora Zaniolo è concentrato sulle due sfide decisive che attendono la Roma. A cominciare dal suo primo derby capitolino. E Nicolò, almeno in questo, vorrebbe superare Totti che ha segnato il suo primo gol in una stracittadina a 21 anni, anche se va detto che fu decisivo già a 17 rimediando un rigore (poi sbagliato da Giannini).
Roma, appunti sulla difesa
IL MESSAGGERO - TRANI - La vulnerabilità, ormai certificata, rende inaffidabile la Roma di questa annata. Ma se la squadra di Di Francesco continua, in ogni partita, a prendere gol in modo spesso dilettantistico non è esclusivamente colpa del singolo o della difesa. O del sistema di gioco, a prescindere da quale sia. La questione è più ampia. I giallorossi sono fragili contro qualsiasi avversario, cioè si comportano sempre allo stesso modo, sia se affrontano i campioni che le comparse. L'allenatore cerca la soluzione del problema. A quando pare inutilmente. A vedere le ultime prestazioni, nessun passo avanti. Anzi, sono tornate a galla le solite gaffe. Individuali e, peggio ancora, collettive. Si persevera nell'errore, come se andasse comunque inserito nel menu di giornata. I numeri, dopo 34 partite (8 senza incassare reti), confermano quanto la mancanza di solidità abbia inciso sul rendimento, soprattutto in campionato: 49 gol subiti (33 in 24 gare di serie A, 7 nelle 2 di Coppa Italia e 9 nelle 7 di Champions, 45 da Olsen e 4 da Mirante). La media è di 1,4 a match. Rispetto alla passata stagione, l'involuzione è di sicuro preoccupante. Cerchiamo di capire che cosa è successo.
QUADRATURA IMPERFETTA - Il lavoro quotidiano di Di Francesco sembra evaporare appena la Roma entra in campo. E, in ogni partita, dà l'idea di non essere mai preparata. Non si comporta da squadra, difetta nell'organizzazione e procede con l'improvvisazione. In sintesi: collaudata solo la trazione anteriore. La seconda fase, quella difensiva, è altrettanto fondamentale, ma è sempre male interpretata. La linea dei quattro giocatori sistemati davanti al portiere non è mai al sicuro, chi si piazza davanti a loro si ritrova in inferiorità numerica per la mancanza di collaborazione di chi gioca sui lati, il pressing sembra più iniziativa personale che di gruppo e la concentrazione è minima e mai duratura. Non conta, insomma, se il centrocampo è a tre o a due, se lo schermo è De Rossi o Nzonzi, se gli esterni alti hanno caratteristiche più o meno offensive, come si è visto nell'alternanza degli interpreti, passando da Under a Pastore, da Schick a Perotti, da Florenzi a Kluivert, da Pellegrini a Zaniolo. Sono più i tentativi a vuoto delle mosse efficaci.
CORREZIONE (QUASI) INUTILE - L'umiliazione del 30 gennaio al Franchi ha spinto Di Francesco a modificare l'atteggiamento della Roma in partita. Da quel 7-1 contro la Fiorentina in Coppa Italia, ne sono state giocate 5, 4 in campionato e 1 in Champions. L'allenatore, rivisitando le posizioni in campo, ha deciso di abbassare il baricentro della squadra e di limitare l'applicazione del fuorigioco. Clean sheet solo contro il Chievo. E 5 reti prese, niente guardando soprattutto alle chance lasciate agli avversari nelle ultime 2 gare, più in quella con il Bologna che contro il Frosinone. Match giocati senza ritmo e collaborazione. Vinte sui nervi e con le giocate. Gli aggiustamenti hanno funzionato solo contro il Milan, il Chievo e il Porto, in cui il 4-3-3, con il play basso che lo ha trasformato nel 4-1-4-1, è sembrato almeno ordinato e compatto. Ogni progresso, però, è subito sparito. Sabato nel derby e, la prossima settimana, a Porto, si riparte da zero o quasi. Aggrappandosi a Manolas. Al singolo, quando la priorità rimane, invece, il comportamento di squadra. E, come sempre, l'equilibrio.
Derby, si va verso la conferma dell’orario serale. Attesi gruppi di ultras stranieri
INSIDEROMA.COM - ILARIA PROIETTI - Sorvegliato speciale della prossima giornata di campionato è il derby di Roma, in programma sabato sera alle 20:30. Partita tra le più difficili da gestire, dentro e fuori dal campo. I biancocelesti saranno i padroni di casa, dopo la sconfitta subita all’andata per 3-1. Vista la forte rivalità tra le due tifoserie, le forze dell’ordine della Capitale lavorano da giorni ad un piano sicurezza adeguato per il regolare svolgimento della partita e per evitare ogni tipo di disordine nella zona circostante lo Stadio Olimpico. Proprio l’anno scorso, per la prima volta dopo i problemi del 2013, il derby romano si è giocato nuovamente di sera e senza particolari scompigli.
La Questura ha, però, richiesto l’anticipo del match alle 15, ora considerata più consona e, soprattutto, sicura per una partita ad alto rischio come questa. Le forze dell’ordine preferirebbero gestire il piano sicurezza e mobilità durante il giorno, con la luce solare. Una corposa relazione è stata, come da prassi, inviata all’Osservatorio delle manifestazioni sportive al Ministero dell’Interno e nel vertice di oggi si attende una risposta. A preoccupare le forza dell’ordine, inoltre, sarebbe il probabile arrivo di violente tifoserie straniere a supportare sia giallorossi che biancocelesti. Si parla di gruppi greci, polacchi e bulgari (in particolare del Wisla Cracovia e del Levski Sofia) più alcuni ultras del Real Madrid pronti a ricambiare quanto fatto dai laziali in occasione del derby tra Real e Atletico d’inizio febbraio.
Nonostante ciò si va verso la conferma dell'orario serale, anche per una questione di diritti televisivi: DAZN, come di consueto, trasmette la partita del sabato sera e se venisse spostata alle 15 non otterrebbe la stessa audience.
Oltre 10 mila i biglietti venduti per il derby
Anche se non è stato confermato l’orario della stracittadina, prevista per le 20.30 di Sabato 2 marzo, la prelazione per gli abbonati romanisti in campionato è finita ieri, mentre oggi è iniziata la vendita libera. Al momento attuale sono oltre 10 mila i biglietti venduti.
Risonanza magnetica annullata per Manolas. Infortunio meno grave del previsto e potrebbe esser in campo al derby (Foto)
Annullata la risonanza magnetica prevista questa mattina per Kostas Manolas. Secondo quanto riportato da Sky Sport, sarà effettuato un semplice controllo precauzionale, visto che le condizioni del numero 44 romanista sono migliorate. Alessandro Austini de Il Tempo, tramite il suo account Twitter, aggiunge che ci sono possibilità che il greco possa giocare nel derby di sabato. Leggera distorsione alla caviglia, mercoledì tornerà in gruppo ed è molto probabile a questo punto un suo impiego dal 1'. Questo è quanto aggiunge la stessa Sky Sport in merito alle condizioni del difensore greco.
Buone notizie per #Manolas : distorsione meno grave del previsto, se diminuisce dolore può giocare il derby. Per #Under si valuta giorno per giorno, escluse ricadute ma il ragazzo non si sente ancora al 100% #Derby #LazioRoma
— Alessandro Austini (@aleaus81) 25 febbraio 2019
Allenamento Roma. Domani squadra a Trigoria alle ore 10:45
Domani alle ore 10:45, gli uomini di Di Francesco torneranno ad allenarsi a Trigoria in vista del derby di sabato con orario ancora da confermare. Saranno da valutare le condizioni di Manolas (uscito malconcio dalla sfida di Frosinone), Under, Karsdorp e Schick tutti in via di guarigione.
La Lazio dovrà risarcire De Sisti per dequalificazione professionale
Condanna definitiva per la Lazio da parte della Cassazione. La società biancoceleste dovrà risarcire Giancarlo 'Picchio' De Sisti, l'ex centrocampista di Roma e Fiorentina, già mister della squadra viola, con 29 presenze in nazionale e quattro gol, per dequalificazione professionale. Il club laziale - come stabilito dalla Corte di Appello di Roma nel 2013 - è 'colpevole' di averlo tenuto ai margini per un anno dopo averlo ingaggiato, ai tempi di Sergio Cragnotti, dal 2001 al 2004 come responsabile delle squadre giovanili biancocelesti. Senza successo, la difesa della Lazio ha sostenuto che non c'era stato alcun "demansionamento" e che semmai c'erano stati "inadempimenti del lavoratore". Invece, gli 'ermellini' sottolineano che la Corte di Appello "ha accertato l'inattività a cui fu costretto De Sisti a far data dal gennaio del 2003 ed ha valutato come generiche e prive di riscontri le allegazioni della società sulla condotta inadempiente" di 'Picchio'.
I supremi giudici inoltre hanno respinto anche il tentativo della Lazio di contestare il diritto di De Sisti al risarcimento del danno "morale ed esistenziale". La Cassazione - sentenza 5431 - ha ricordato che questo diritto è stato accertato fin dal primo grado nel 2006 per "la lesione della dignità, della personalità morale e della stessa immagine professionale del De Sisti tanto più grave alla luce della stessa eco che la vicenda ha avuto nell'opinione pubblica". A sua volta 'Picchio' aveva fatto ricorso in Cassazione, ottenendo il parere favorevole del Sostituto procuratore generale Mario Fresa, per ottenere - come avvenuto in primo grado - anche il risarcimento per il "danno patrimoniale da demansionamento". La richiesta, che avrebbe implicato la riapertura del caso che si protrae ormai da 15 anni, non è stata accolta perché non sono state approfondite le conseguenze negative subite da De Sisti per la forzata inattività.
L'Arsenal concretizza l'opzione Monchi (Foto)
Monchi guarda sempre più fuori dalla Roma. Il suo addio ai giallorossi potrebbe non essere lontano, soltanto dopo due stagioni: l'Arsenal è l'opzione concreta sul tavolo anche se non c'è un vero e proprio accordo. Il giornalista Nicolò Schira su Twitter conferma la notizia: potrebbe trasferirsi già nella prossima sessione di mercato.
Update about #Monchi-#Arsenal: at the moment there isn't an agreement, but he is really tempted from #Gunners bid. Contacts ongoing to finalize the deal for the summer. #transfers #AFC
— Nicolò Schira (@NicoSchira) February 25, 2019