Serata di gala per l’apertura della sede all’Eur
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Da via del Vicario a viale Tolstoj, dal centro di Roma all’Eur, a metà strada tra il cuore della città e Trigoria. La Roma presenta stasera la nuova sede, già operativa da un paio di mesi, e lo fa con una serata a cui sono state invitate tutte le cariche istituzionali dello sport e dell’amministrazione della città, accolte da Mauro Baldissoni e Guido Fienga,nuovo amministratore delegato. Loro ormai da settimane lavorano nei nuovi uffici insieme alla biglietteria, la segreteria e tutta l’area commerciale. Il via della serata è in programma alle 18.30, previsto un discorso dei dirigenti (ci sarà anche Totti) e un aperitivo per brindare ai locali fortemente voluti da Pallotta.
Da Frosinone a Frosinone: ElSha è tornato Faraone
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Contro il Frosinone, il 30 gennaio 2016, Stephan El Shaarawy ha segnato il primo gol con la maglia della Roma. Sempre contro il Frosinone potrebbe arrivare un piccolo traguardo. Se dovesse andare in rete, sarebbe il 9° centro in Serie A, suo record in campionato con la Roma e miglior risultato in A dall’anno magico 2012-2013, quando arrivò a 16. «Però non voglio parlare di stagione della maturità, preferisco non sbilanciarmi perché nel calcio le cose cambiano da un momento all’altro», dice ai microfoni di Dazn, in un’intervista che sarà disponibile da stamattina.
Jesus e Santon si candidano
IL TEMPO - MENGHI - Col peso della diffida sulle spalle di tre difensori titolari su quattro, le seconde linee si fanno avanti: Jesus e Santon sono i ricambi a cui sta pensando Di Francesconel piano di turnover per la retroguardia in vista del derby e del ritorno in Champions col Porto.
Uno tra Manolas e Fazio, entrambi soggetti a squalifica in caso di ammonizione a Frosinone, può rifiatare e lasciare spazio al brasiliano che ha avuto un recupero rapido dall’infortunio al ginocchio e ora spera di rientrare nelle rotazioni del tecnico giallorosso, che lo considera più di una riserva: nelle 10 partite di campionato precedenti il problema al menisco Jesus aveva giocato 6 volte titolare ed è il 17° giocatore per utilizzo nella rosa. Un gradino sopra di lui c'è, a quota 915 minuti, Santon, che nell'ultimo periodo è stato messo in stand-by non per guai fisici bensì per l'esplosione di Karsdorp, ma al momento è tornato ad essere l’unica alternativa a Florenzi (diffidato), visto che l'olandese è ai box e prosegue il lavoro individuale al pari di Schick.
Continuano invece i progressi di Under, confermato in gruppo: Di Francesco domani lo porterà in panchina. Perotti, invece, spera di trovare spazio in squadra, dal primo minuto o a gara in corso. Dzeko sarà esentato dal turnover, De Rossi potrebbe aspettare il derby per riprendersi maglia e fascia.
Sarri alla Roma, la strada è possibile
IL TEMPO - MENGHI - Conferme, smentite e nuovi appuntamenti in agenda. Una strada per Sarri alla Roma c'è, poi ce n’è pure un’altra, che ora è quella principale, in cui Di Francesco guida tranquillo perché fino alla fine della stagione avrà la corsia libera e il destino in mano per decidere dove andare e soprattutto dove arrivare.
Il futuro non è già scritto, è tutto in divenire e a Trigoria avrebbero evitato volentieri di ritrattare il tema allenatore in un momento in cui era tornata un po’ di pace e l’unica priorità era, ed è, l'attualità, con la Champions da conquistare attraverso il campionato e la qualificazione ai quarti di finale che passa dal secondo atto col Porto in programma tra due settimane. L'Inghilterra prova ad accendere quel focolare che nella capitale vogliono spegnere subito, da Londra, dove si è svolto l’incontro a tavola tra Sarri e Baldini, fanno sapere che la Roma ha contattato l'agente del tecnico del Chelsea per sondare il terreno e scoprire se è interessato alla proposta giallorossa. Sì, lo è. Anzi, avrebbe già in mente un progetto tattico preciso da mettere in pratica il prossimo anno, sull’impronta data dallo stesso Di Francesco con cui condivide la filosofia del 4-3-3 e da quella ripartirebbe, avendo a disposizione giocatori esperti del suo sistema di gioco preferito e peraltro molto graditi come El Shaarawy, Under e quello Zaniolo che «acquisterebbe» a costo zero chiedendo alla società lo sforzo di tenerlo (cosa che è già nelle intenzioni di Pallotta) e vorrebbe trasformare in un centravanti atipico, proprio come fatto con Mertens al Napoli. L'unica differenza: qualche centimetro di altezza in più del 19enne, che fa gioco nell’evoluzione da punta.
Sia mo già oltre, forse troppo. Perché 2 più 2 non fa sempre 4 e la frattura tra Sarri e il Chelsea più i dubbi venuti in questa stagione alla Roma su Di Francesco non fanno per forza del primo il futuro proprietario della panchina giallorossa. Se dall'Inghilterra, poi, confermano i contatti, da Trigoria arrivano solo smentite in questo senso: Baldini non avrebbe avuto modo di vedere l’amico allenatore a Londra perché da qualche mese sarebbe in Sudafrica per questioni personali e non nella City. In effetti, l’uomo di fiducia di Pallotta si trova in questo momento a Cape Town, ma avrebbe in agenda un imminente (nuovo) incontro con Sarri in terra inglese, fissato per fine mese.
Nel frattempo potrebbero esserci sviluppi sulla panchina Blues, ieri è sta ta superata la prova Europa League col Malmoe ma domenica arriva il test «vero» con il Manchester di Guardiola e sarà decisivo per il futuro del tecnico italiano a Londra. Lui vorrebbe riavvicinarsi a casa, altro motivo per cui la tentazione Roma gli solletica la fantasia. L'amore per Londra non è mai sbocciato, l’ambiente si è stancato presto del «Sarri-bal», ora criticato, i rapporti con la dirigenza e in particolare con Marina Granovskaia non sono. idilliaci, tutt'altro, e lo scollamento con lo spogliatoio traspare anche dalle parole dell'ex romanista Rüdiger: «Facciamo moltissima tattica, sembra di essere tornati a scuola, nell’ascoltare l’insegnante che ripete le cose all'infinito. Si rischia di diventare matti, ma è il nostro lavoro e va fatto. Giochiamo sempre per l’allenatore ma vorremmo che arrivassero anche i risultati». La salvezza di ogni tecnico, Di Francesco compreso. In più, l’abruzzese ha potuto contare sul pieno sostegno di Monchi, il primo a mettersi in discussione per le scelte fatte tra mercato e panchina, il primo a pagarne le conseguenze, casomai, a giugno. Sarri o non Sarri.
La Iena si scusa: mazzo di rose e pace fatta con Zaniolo e sua madre
LEGGO - BALZANI - Rose giallorosse, le scuse e un selfie con tre facce sorridenti. Quelle della Iena De Devitiis, di Nicolò Zaniolo e di sua mamma Francesca. È pace fatta tra il giornalista e la famiglia del talento romanista a pochi giorni dalla messa in onda di un servizio pieno di doppi sensi sessisti che aveva mandato su tutte le furie Zaniolo e i tifosi romanisti. De Devitiis ieri intorno alle 13 si è presentato all’Eur sotto casa di Zaniolo con un mazzo di 22 rose giallorosse per mamma Francesca. L’inviato de Le Iene si è scusato per i toni eccessivi dell’intervista ricevendo il pronto perdono di entrambi come dimostra una doppia storia su Instagram.
Poco prima, De Devitiis era intervenuto a Teleradiostereo per chiarire il suo pensiero e scusarsi: «È una cosa che non mi rappresenta da uomo. Ci sono degli ordini di scuderia che sono imprescindibili, cerco di portare i miei valori e stavolta ho sbagliato. L’ho fatta fuori dal vaso. Ho 28 anni e non 40, sbagliando s’impara e questa roba me la porterò dietro come bagaglio personale».
Eusebio cambia ancora e ritorna al 4-2-3-1 con De Rossi e Nzonzi
IL MESSAGGERO - CARINA - «A volte sento dire che con il 4-3-3 abbiamo sistemato tutto e poi siamo dovuti tornare al 4-2-3-1 per rimettere a posto questa partita». Le parole di Di Francesconel post-gara contro il Bologna, potrebbero avere un seguito anche a Frosinone. Questo almeno è quanto emerso dalle prove tattiche di ieri dove il tecnico ha schierato insieme a centrocampo Nzonzi e De Rossi con Pellegrini nella posizione di trequartista nel tridente dietro Dzeko. Un segnale, apparentemente chiaro, di come il tecnico stia pensando di proseguire sul canovaccio del doppio mediano davanti alla difesa. Del resto i 90 minuti contro la squadra di Mihajlovic sono stati troppo brutti per far finta di nulla. E la fragilità emersa, va curata in qualche modo. Benché Eusebio abbia più volte ripetuto di non guardare mai alla partita successiva, i numerosi diffidati (Florenzi, Manolas, Fazio e Zaniolo) in ottica derby meritano una valutazione approfondita. Anche perché in alcuni casi si sommano a situazioni di evidente appannamento atletico e/o tecnico. Tradotto: Florenzi e uno dei due centrali dovrebbero partire dalla panchina. La scelta su chi far riposare in mezzo dipenderà dalle condizioni di Manolas che convive con un leggero problema al pube. Se, come accaduto con il Chievo, Di Francesco vorrà preservare il greco, toccherà a Jesus prenderne il posto. Al posto del nazionale azzurro, invece, è pronto ad essere rilanciato Santon. L’ex interista non è titolare da Juventus-Roma del 22 dicembre. Da quella partita ha racimolato appena 28 minuti: «Ho avuto un problemino che mi ha tenuto fuori un po’ ma adesso sono tornato ad allenarmi regolarmente e fisicamente sto bene - ha spiegato ieri a margine dell’evento Junior Tim Cup, Il calcio negli Oratori - Spero di partire titolare in una di queste gare. Dobbiamo puntare a vincere sempre perché non possiamo più sbagliare».
SEMPRE DIVERSA Ma le novità non finiscono qui: perché Zaniolo (anche lui diffidato), dopo 7 gare consecutive nelle quali è partito dal primo minuto (intramezzate dal quarto d’ora finale contro l’Entella in Coppa Italia, altrimenti sarebbero state 11 di fila) ieri non faceva parte dell’undici presunto titolare provato a Trigoria. Perotti si candida per un posto: l’argentino, tornato a disposizione nel match di lunedì contro il Bologna, dovrà però regalare conferme anche nella seduta di oggi pomeriggio. Si prospetta per l’ennesima volta una Roma diversa: la trentaquattresima in altrettante gare stagionali che potrà avvalersi anche del ritorno nella lista dei convocati di Under. Il turco è ai box daRoma-Torino (19 gennaio).
Lazio-Roma, la questura chiede l’anticipo alle ore 15
IL MESSAGGERO - MAGLIOCCHETTI - Anticipiamo il derby alle 15. La richiesta arriva direttamente dalla Questura di Roma ed è stata inviata, come da prassi, all’Osservatorio delle manifestazioni sportive al Ministero dell’Interno. Le forze dell’ordine spingono parecchio su questo tasto, ovvero sulla possibilità di gestire la sicurezza e il servizio pubblico non in notturna, ma nelle ore in cui c’è luce, anche perché preoccupate dall’escalation della violenza delle tifoserie.
Non solo. Nella corposa relazione inviata all’Osservatorio si ricordano gli scontri d’inizio gennaio a Piazza della Libertà, in occasione del compleanno della Lazio, ma anche quanto accaduto nelle sfide europee con l’Eintracht Francoforte, il Cska Mosca con gli ultrà della Roma e la recente rissa in centro tra i laziali e i tifosi del Siviglia. Non solo. Nel giorno della stracittadina del 2 marzo pare ci possa essere una specie di “rendez vous” di parecchi ultras stranieri ad affiancare entrambe le tifoserie di Roma e Lazio, con l’arrivo nella capitale di tifoserie greche, i polacchi del Wisla Cracovia, i bulgari del Levski Sofia, più una nutrita parte degli Ultras Sur, la parte più calda dei tifosi del Real Madrid che ricambiano quanto fatto dai laziali in occasione del derby tra Real e Atletico d’inizio febbraio. All’inizio della prossima settimana l’Osservatorio prenderà una decisione, ma non sarà semplice convincere la Lega e le Tv, in questo caso Dazn. Da ricordare che proprio l’anno scorso il derby della capitale tornò a giocarsi di sera, dopo gli incidenti del 2013.
Roma, un esame lungo tre mesi
IL MESSAGGERO - TRANI - In bilico a Trigoria, come nel resto d'Italia. Anche a Milano e Torino, addirittura sponda Juventus. In ogni società, e quindi anche nella Roma, ogni ruolo è in discussione, ovviamente legato al raccolto stagionale. In palio c'è il futuro dei singoli che si giocano il posto: direttore sportivo, allenatore e giocatori. L'esame, per gran parte delle squadre di serie A, è lungo tre mesi, quelli che mancano alla fine del campionato: ultima giornata il 26 maggio. In teoria è possibile anche posticipare la scadenza: il 29 maggio c'è la finale di Europa League e il 1° giugno quella di Champions (la Coppa Italia, invece, si assegna il 15 maggio). Pallotta, come è successo alla fine di ogni annata e come ha spiegato anche recentemente al suo management, è pronto a intervenire prima dell'estate, scegliendo in prima persona, e sempre ascoltando il consulente Baldini, chi confermare e chi allontanare.
PATTO VULNERABILE Sotto osservazione, e ormai da tempo, Monchi e Di Francesco. Il presidente, come ha spesso fatto capire nei suoi interventi da Boston, non è soddisfatto dal rendimento della squadra in questa stagione. Il 5° posto in campionato, con i 13 punti lasciati per strada contro i club di bassa classifica, non gli va giù. E si prepara, dunque, a chiedere il conto sugli investimenti della scorsa estate che non hanno migliorato la rosa, sui 31 infortuni muscolari che sono finiti al centro del dibattito pure oltreoceano e sulle prestazioni altalenanti da agosto ad oggi. Il ds sa che le operazioni di mercato non hanno convinto la proprietà Usa: quelle in entrata e non certo le dismissioni eccellenti, con relative e ottime plusvalenze, di Alisson, Nainngolan e Strootman. L'allenatore, invece, è nel mirino dal ko del 23 settembre contro il Bologna al Dall'Ara. D 5 mesi, dunque, con Baldini che contattò Paulo Sousa. Il 30 gennaio, dopo l'umiliante 7-1 del Franchi nei quarti di Coppa Italia contro la Fiorentina, bastò l'«ask Monchi», inviato ai media da Boston, per definire la posizione di Pallotta. È toccato ancora allo spagnolo salvare il tecnico. Ma Monchi e Di Francesco, senza mettere in discussione l'alleanza siglata nel giugno 2017, hanno capito in quelle ore che pedalare in tandem pure nella nuova stagione, con il presidente di traverso, sarebbe stato complicato.
ENNESIMA RIVOLUZIONE Dal destino del ds e dell'allenatore, comunque, dipende la Roma che verrà. Monchi potrebbe decidere autonomamente di chiamarsi fuori, scegliendo di ricongiungersi ad Emery e di passare quindi all'Arsenal. Meglio Londra del ritorno a Siviglia dove lo vogliono da presidente. Tra i possibili eredi rimane in corsa Mirabelli. Di Francesco, forte del contratto fino al 2020, aspetta che escano allo scoperto Pallotta e Baldini. Il 4° posto dovrebbe bastare per restare a Trigoria. Ma avrebbe sicuramente più chance in caso di promozione ai quarti di Champions. I giocatori, invece, non possono avere al momento alcuna certezza. In particolare i big. La difesa, ad esempio, andrà rinnovata. Manolas ha un prezzo con la clausola da 36 milioni e quindi nessuno può garantirne la permanenza in giallorosso, gli altri sono appesi alle performance dei prossimi 94 giorni. Da Florenzi a Kolarov, da Fazio a Jesus, da Santon a Marcano. Ognuno deve dare garanzie al club. Già bloccato Mancini dell'Atalanta. La verifica è quotidiana, in allenamento e in partita. Ne sa qualcosa De Rossi che, dopo lo stop di 3 mesi abbondanti, deve valutare se è il caso di continuare a giocare o no. Nzonzi, invece, potrebbe chiedere di essere ceduto in Inghilterra. Il regista è la priorità: Sensi o Locatelli del Sassuolo, anche perché per Tonali la richiesta del Brescia è esagerata. I giovani della rosa sono (quasi) al sicuro. Non solo Cristante e Zaniolo, anche Pellegrini, nonostante sia accompagnato nella sua avventura da quei 30 milioni invoglianti di clausola, e Karsdorp che sembra in ripresa. L'attacco, come la difesa, va rivisitato. Se resta Dzeko, bisogna prendere il vice. Di ruolo. Se parte il centravanti, serve il titolare. Probabile il ritorno di Perotti in Argentina, Under è uomo mercato e bisogna vedere se spingerà per andarsene. Kluivert è ancora da decifrare, Schick l'interrogativo, Pastore il flop.
Sarri smentisce l'incontro con Franco Baldini
Al termine della partita con il Malmoe Maurizio Sarri, tecnico del Chelsea, ha parlato i merito alle voci che lo vorrebbero sulla panchina della Roma il prossimo anno e, in particolare, sull’incontro avvenuto con Franco Baldini. Queste le dichiarazioni a Sky Sport:
“Una bella caz**ata. L'ultima volta che ho sentito Franco era in Sudafrica, penso sia ancora lì”.
Altre dichiarazioni sono arrivate a BT Sport:
"Nessun contatto con la Roma, ho un contratto con il Chelsea anche per la prossima stagione, è impossibile per me. C'è anche chi ha detto di avermi visto a cena a Londra con Baldini, ma l'ultima volta che l'ho sentito era in Sudafrica e credo sia ancora lì".
Frosinone vs Roma - Le probabili formazioni: rebus diffidati, in campo o no?
INSIDEROMA.COM - Turno di risposo per il diffidati Manolas e Zaniolo? Al quesito risponderà probabilmente domani in conferenza stampa mister Di Francesco, ma in linea teorica, con il derby alle porte sarebbe rischiosissimo porgere il fianco ad avversari ed arbitro facendo giocare due (oltre a Florenzi e Fazio) dei 4 giocatori in diffida. Quale miglior occasione quindi per “testare” Jesus e Under al rientro dai loro infortuni? In regime di turn-over, coach Di Francesco lascerà in panchina De Rossi, anche per non affaticare il suo ginocchio, schierando un centrocampo a 3 con Cristante, Nzonzi e Pellegrini. In difesa quindi spazio a Jesus che con Fazio formerà la linea dei difensori centrali, Kolarov e Florenzi giocheranno ai loro lati (attenzione alla possibile sorpresa Santon, schierato pochissimo in questa prima parte del 2019). Under ed El Shaarawy affiancheranno Dzeko in avanti.
LE PROBABILI FORMAZIONI
FROSINONE (3-5-2): 57 Sportiello; 6 Goldaniga, 27 Salamon, 25 Capuano; 17 Zampano, 66 Chibsah, 8 Maiello, 24 Cassata, 33 Beghetto; 9 Ciofani (C), 28 Ciano.
A disp.: 91 Iacobucci, 32 Krajnc, 3 Molinaro, 23 Brighenti, 21 Sammarco, 7 Paganini, 16 Valzania, 5 Gori, 92 Viviani, 89 Pinamonti, 20 Trotta.
All.: Marco Baroni
INDISPONIBILI: Dionisi , Ghiglione, Simic | SQUALIFICATI: Nessuno | DIFFIDATI: Maiello, Chibsah, Sportiello
ROMA (4-3-3): 1 Olsen; 24 Florenzi, 20 Fazio, 3 Jesus, 11 Kolarov; 4 Cristante, 42 Nzonzi, 7 Pellegrini; 17 Under, 9 Dzeko, 92 El Shaarawy.
A disp.: 83 Mirante, 63 Fuzato, 44 Manolas, 15 Marcano, 18 Santon, 16 De Rossi, 27 Pastore, 19 Coric, 22 Zaniolo, 8 Perotti, 34 Kluivert.
All.: Eusebio Di Francesco
INDISPONIBILI: 14 Schick, 2 Karsdorp | SQUALIFICATI: Nessuno | DIFFIDATI: Fazio, Zaniolo, Florenzi, Manolas
Arbitro | MANGANIELLO
Guardalinee | RANGHETTI – MELI
IV uomo | DI PAOLO
VAR | PAIRETTO
AVAR | PAGANESSI
Pace fatta
INSIDEROMA.COM – ILARIA PROIETTI – Sembra ormai superata la bufera scatenatasi tra la tifoseria giallorossa e Aleksandar Kolarov. Tutto è iniziato dopo la sconfitta di Udine, quando il terzino è intervenuto in conferenza stampa al fianco di Eusebio Di Francesco alla viglia della sfida contro il Real Madrid:
"Ai tifosi non devo promettere nulla, loro ci sostengono sempre in casa e in trasferta. Devo promettere solo a me stesso e al mister di dare il massimo. A Roma si parla tanto, ma il tifoso deve sapere che capisce poco di calcio".
Parole forti, che non hanno lasciato i supporters indifferenti. La vera goccia, però, è arrivata nel momento più buio della stagione giallorossa. Alla partenza per Firenze (dove la Roma avrebbe poi subito la sconfitta in Coppa Italia per 7-1) alcuni tifosi, come di consueto, hanno aspettato i giocatori alla stazione. Ad alcune sollecitazioni (“svegliatevi”) la risposta più animosa è stata quella di Kolarov (“sveglia tua madre”). L’episodio non è stato digerito dalla tifoseria, che ha contestato il giocatore per settimane con fischi allo stadio, scritte ingiuriose apparse per Roma e striscioni in Curva Sud.
La querelle continua con il 3-0 segnato al Chievo e l’inchino sospetto rivolto ai tifosi. Alcuni lo interpretano come un gesto di scuse, altri come un'ulteriore provocazione. Ci pensa De Rossi, da amico e capitano, a chiarire la situazione:
“Considero Alex (Kolarov, ndr) un fratello. Dico ai tifosi di fidarsi di me, e lui è un professionista e attaccato a quello che sta facendo. Preferisco quelli così a quelli che baciano la maglia, fanno dichiarazioni al miele e poi al primo dolorino si fermano o quando gli chiedono di giocare in un altro ruolo non sono contenti. Alex è un professionista”.
Lo strappo sembra ricucirsi con il rigore segnato allo Stadio Olimpico, proprio sotto la Curva Sud, lunedì sera contro il Bologna. I tifosi lo hanno festeggiato gridando a gran voce il suo nome. I numeri del terzino, infatti, iniziano a contare molto più delle parole. Con il suo settimo sigillo stagionale, Kolarov è il difensore ad aver segnato più gol nei top 5 campionati europei: numeri che lo rendono il secondo miglior marcatore della Roma dopo El Shaarawy (a quota 8). Nella classifica all time giallorossa il serbo ha raggiunto Riise, che ha avuto bisogno quasi del doppio delle partite per segnare gli stessi gol (78 contro 136), e ora punta Vincent Candela a quota 16 reti.
I 4 diffidati. Giusto farli giocare o risparmiarli per il derby? Tutti fuori o solo qualcuno? A Di Fra l'ardua sentenza
INSIDEROMA.COM - MASSIMO DE CARIDI - Sabato la Roma affronterà il Frosinone in trasferta con ben 4 calciatori diffidati ed il match successivo è il derby. In molti stanno già chiedendo al tecnico giallorosso di non far scendere in campo almeno Zaniolo e Manolas per avere tutti gli elementi di maggior valore a disposizione nella sfida del 2 marzo con la Lazio.
Gli altri 2 giocatori in diffida sono Fazio e Florenzi, che non stanno fornendo un rendimento importante ma soprattutto verrebbero sostituiti da Juan Jesus e Karsdorp (se dovesse recuperare dai problemi fisici) o Santon, che non hanno sfigurato rispetto ai compagni di squadra.
Queste le speranze dei tifosi ed i ragionamenti giornalistici ma ci sono da prendere in considerazione altri aspetti. Lasciare in panchina 4 titolari potrebbe però esser controproducente da un punto di vista psicologico, perché si potrebbe far pensare ai giocatori che il match con i ciociari è una scampagnata e la vinci facilmente.
Tecnicamente, invece, la squadra non perderebbe così tanto senza Florenzi e Fazio e lo stesso Zaniolo, per quanto ottimo giocatore ed in rampa di lancio, potrebbe anche riposare una gara visto che Perotti sembra esser finalmente in gruppo stabilmente ed El Shaarawy potrebbe fare la staffetta col rientrante Under sulla fascia destra.
Discorso a parte per Kostas Manolas. Il difensore greco ha dimostrato di esser uno dei 4 punti cardine di questa formazione insieme a Kolarov, De Rossi e Dzeko e fare a meno anche di uno crea delle squilibri nella squadra, come è apparso evidente quando il numero 16 ed il centravanti bosniaco sono rimasti fuori per diverso tempo o quando il terzino serbo è rimasto in panchina (vedi SPAL e Bologna, 2 delle peggiori partite disputate dalla Roma in stagione).
L'unico in grado di rispondere a questi interrogativi e che dovrà prendersene anche le responsabilità è Eusebio Di Francesco, nella speranza che scelga per il meglio e che la squadra possa portare a casa i 3 punti al Benito Stirpe e contemporaneamente i 4 diffidati restino tali anche dopo l'incontro.