Occhio DiFra, ti giochi tutto

GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Tutte le storie cominciano, ma non tutte hanno un vero finale. Il Romanzo di Italo Calvino «Se una notte d’invero un viaggiatore» spiega meglio di ogni parola un concetto del genere. Ci sono dieci «incipit» che però non portano mai ad alcuna conclusione, col (possibile)Romanzo che ricomincia sempre in un altro modo. Ecco, la storia della Roma a trazione statunitense è anche una collezione di storie interrotte, ed anche quest’anno si corre il rischio di rivivere situazione già viste. Inutile dire che, in situazioni del genere, è l’allenatore l’anello debole di ogni catena di comando. Così Eusebio Di Francesco, nonostante venga da due vittorie consecutive (contro Bologna e Frosinone), sa bene come le sfide che lo attendono – contro la Lazio in campionato ed il Porto in Champions League – potrebbero essere decisive per la stagione giallorossa e conseguentemente per il suo futuro.

EFFETTO MONCHI Non basta. L’allenatore in questo momento corre il rischio di pagare due situazioni diverse fra loro. La prima è legata a lui, visto che le ultime due gare, pur vittoriose, hanno evidenziato una squadra con grandi difficoltà, tant’è che se Bologna e Frosinone avessero pareggiato, non sarebbe stato uno scandalo. La seconda invece lo prescinde, visto che riguarda quello che è stato finora il suo mentore, ovvero il d.s Monchi, sempre più vicino all’addio a fine stagione. Ieri il tweet postato dallo spagnolo («In molti possono avere quello che hai, ma nessuno può essere ciò che sei…», con foto della Curva Sud e riferimenti alle prossime due partite) inevitabilmente non hanno fugato dubbi sul suo futuro, che sembra sempre più legato all’Arsenal, anche se il club londinese dovrà pagare una clausola di rescissione alla Roma, a cui è legato da un contratto fino al 2021. Logico che il suo addio indebolirebbe la posizione di Di Francesco, anche se il tecnico abruzzese è ancora perfettamente in grado di costruire la sua fortuna. Come? Arrivando in zona Champions League (fondamentale) e magari facendo ancora strada in Europa, visto che il Porto non è sembrato avversario irresistibile.

si cambia Logico che, se al direttore sportivo vengono accollati alcuni errori sul mercato (nel polverone di radio mercato i nomi più gettonati sono tre: Pastore, Nzonzi e Bianda, ma Zaniolo?), i tanti problemi muscolari non aiutano la gestione dell’allenatore. «Troppi infortuni stupidi», ha detto infatti pochi giorni fa il presidente Pallotta. Se Di Francesco onorerà il suo contratto fino al prossimo anno, qualcosa forse dovrà essere rivisto in merito, ma l’attualità non aspetta e così già contro la Lazio la squadra cambierà. Probabile infatti il ritorno al 4-3-3, con il sacrificio di Nzonzi a beneficio di Cristante, mentre sulla fascia destra dovrebbe tornare Zaniolo. Più o meno la stessa squadra che potrebbe giocare quattro giorni dopo a Oporto in Champions, sperando in quella occasione di poter recuperare Manolas, assai a rischio per il derby (vedi sotto).

RIVOLUZIONE Insomma, nel giro di due partite parte del futuro della Roma potrebbe essere scritto. Quanto basta per cominciare altri Romanzi che corrono a loro volta il rischio di restare incompiuti. Sul fronte della panchina, logico che lo show di ieri a Londra allontani Sarri dalla panchina del Chelsea con tutte le ricadute del caso, mentre sul fronte della direzione sportiva, accanto a nomi noti (Faggiano e Mirabelli) prende corpo anche la soluzione interna, che galleggia tra Balzaretti e Massara. Ma tornando alla panchina, c’è da registrare l’ottimismo di Di Francesco: «Sono convinto che faremo un grande derby, anche se l’ambiente destabilizzante non aiuta». Ne siamo convinti, ma c’è un futuro da scrivere. E sono in tanti a credere che, se anche questo Romanzo fosse interrotto, sarebbe una sconfitta per tutti.


Dailynews InsideRoma - Campionato Primavera, 0-0 tra Palermo e Roma - Lazio-Roma, già venduti 9 mila biglietti per il settore giallorosso - Monchi verso l'Arsenal. Possibile soluzione interna

NOTIZIE DEL GIORNO | 24 febbraio 2019

- Si è concluso a reti bianche, con un pareggio per 0-0, il match del Campionato Primavera tra la Roma ed il Palermo.
Il primo tempo è stato quasi tutto a tinte giallorosse che sprecano molto, ma nella ripresa i ragazzi di De Rossi hanno abbassato i ritmi. Più pericoloso il Palermo che sfiora il vantaggio al 75' con Cannavò, ma Greco è bravo a negargli di no con un ottimo intervento. Due minuti più tardi è il rosanero Gambino ad avere sulla testa la palla dell'1-0, ma sbaglia clamorosamente. Il match potrebbe prendere una piega in favore della Roma nel finale, con un calcio di rigore iper i giallorossi, ma Celar calcia alle stelle.

- Il prossimo sabato, nello specifico il 2 marzo, è cerchiato in rosso sul calendario di molti tifosi giallorossi. Sabato 2 marzo, infatti, è il giorno del derby contro la Lazio. Un evento per tutta la città di Roma. Nonostante si giochi all'Olimpico, la Roma farà le veci di squadra ospite ed i biglietti per i propri tifosi verranno messi in vendita ufficialmente da domani. Ma dalle prime stime, come riferisce Il Messaggero, i tifosi giallorossi saranno di più rispetto ai cugini biancocelesti. Infatti ad oggi sono 9000 i tagliandi pre-acquistati dai tifosi della Roma contro i 6500 dei tifosi biancocelesti.

- Secondo alcuni media e spagnoli Monchi a fine stagione lascerà la Roma per passare all’Arsenal, dove ritroverebbe il tecnico Unai Emery. Per il club londinese – che gli riserverà il ruolo di direttore tecnico – non sarà un problema pagare la clausola liberatoria di circa 3 milioni che il club giallorosso può vantare. Con l’addio di Monchi, che ha ancora un contratto fino al 2021, si apre il capitolo della sua sostituzione. Oltre a nomi più o meno illustri – che vanno da Faggiano del ParmaMirabelli ex del Milan –, a Trigoria però si valuta anche l’ipotesi di una sostituzione interna, ed a questo punto il tandem Balzaretti-Massara potrebbe avere chance per prendere il posto dello spagnolo.

-  Un'altra partita al cardiopalma per la Roma, che vince grazie all'ultimo pallone spinto in rete da un super-Dzeko e si avvicina al derby con la miglior classifica che potesse avere. «Mio padre mi dice sempre che va dal cardiologo dopo ogni gara», ci scherza su Di Francesco al triplice fischio, dopo essersi disperato e dimenato per 95 minuti in cerca della quadra giusta: «Riusciamo a complicarci la vita con le nostre disattenzioni, poi dall'altra parte ci sono squadre con il coltello tra i denti e non è mai facile. Quello che mi ha sorpreso sono stati i tanti errori tecnici, forse dovuti al campo o al vento che non aiutava il calcio. Sicuramente preferisco una prestazione differente, è un periodo in cui non stiamo facendo benissimo, mi auguro che cercheremo di giocare meglio. Dovevamo essere più bravi nell’interpretare la gara, così si rischia di pareggiare o anche di perdere».
Aveva posto l’attenzione sull’approccio da fare con la testa giusta alla vigilia e neanche a farlo apposta è arrivato il primo gol nel quarto d'ora iniziale («doveva accadere perché noi non ci possiamo far mancare niente», sorride amaro l'allenatore) e la strada è diventata in salita. Su una cosa è stato ascoltato, l'invito a sbloccarsi è stato raccolto da Dzeko, che «ha trascinato la squadra, lo deve fare sempre. Quest'anno non ha fatto tanti centri in campionato, in questo momento abbiamo più una cooperativa del gol. Io spero ne faccia tanti. Penso fosse nervoso perché era lo stesso arbitro di Firenze, Manganiello ha fatto un po’ di tutto, creando un’atmosfera antipatica. Fa parte del calcio italiano, il suo nervosismo l’ha portato a voler far gol, mi auguro sia sempre un po’ nervoso». Il bosniaco ha messo lo
zampino pure nel 2-1 firmato Pellegrini, che ha voluto dedicarlo alla moglie incinta di una femminuccia, attesa in estate: «Sono felice, dedico il gol e la vittoria a lei e alla bambina. Arriviamo al derby con una serie di risultati positivi che vogliamo allungare». Con questa «vittoria di cuore», come la chiama El Shaarawy, la Roma rimane attaccata al Milan, a -1
dal 4° posto: «Per noi la Champions non è sicura come non lo è la retrocessione per questo vivo Frosinone. Il bicchiere - dice Di Francesco - è interamente pieno perché i 3 punti erano importantissimi. In passato si faceva fatica a vincerle queste partite, cadevamo in certe situazioni, invece ci abbiamo creduto e siamo stati bravi. Mi auguro che una prestazione migliore ci sia sabato, non possiamo permetterci contro la Lazio di giocare così».
Si alza il livello e non sono ammesse distrazioni: «Il secondo gol viene su un piazzato nostro dove eravamo posizionati male, De Rossi ha letto male. Avevamo la partita in mano, ma vanno chiuse, non gestite. Siamo una squadra che ha dimostrato la capacità di fare gol ma anche di prenderne. C’entra anche l'allenamento di squadra. I centrocampisti non sono stati puliti in determinati momenti, dobbiamo migliorare in queste situazioni di gioco. Li giustifico in parte, ma certe prestazioni non pagano se le proponi troppo spesso». Qualcosa bisognerà cambiare, allora: «Sicuramente sì e va fatto subito. Sono convinto faremo una grande partita, possiamo solo crescere perché non si può sbagliare così tanto». Non in un derby.

- Tutti i risultati della della 25a giornata di Seria A:

MATCH GIOCATI
Milan-Empoli 3-0 (49' Piatek, 51' Kessié, 67' Castillejo)
Torino-Atalanta 2-0 (42' Izzo, 46' Iago Falque)
Frosinone-Roma 2-3 (5' Ciano, 30', 90'+5 Dzeko, 31' Pellegrini, 80' Pinamonti)
Sampdoria-Cagliari 1-0 (66' rig. Quagliarella)
Bologna-Juventus 0-1 (67' Dybala)
Chievo-Genoa 0-0
Sassuolo-SPAL 1-1 (43' Peluso, 67' rig. Petagna)

Parma-Napoli 0-4 (19' Zielinski, 36' e 73' Milik, 82' Ounas)

Fiorentina-Inter 3-3 (1' De Vrji aut., 6' Vecino, 40' Politano, 52' Perisic rig., 74' Muriel, 99' Veretout rig.)


Manolas rientrato a Roma senza stampelle, domattina la risonanza magnetica

INSIDEROMA.COM - ILARIA PROIETTI - Quando è Kostas Manolas ad accasciarsi a terra i cuori dei giallorossi saltano un battito. Inutile dire che l’apprensione sia tanta per le condizioni del pilastro della difesa: Manolas è uno dei tre imprescindibili, insieme a De Rossi e Dzeko, e quando non c’è lui le cose sembrano sempre girare male. Tant’è che la Roma, poco dopo la sua sostituzione, incassa il gol del momentaneo 2-2 del Frosinone. Il centrale greco, in lacrime, si tocca sofferente la caviglia destra: si tratta probabilmente di una distorsione. Subito dopo il match (vinto in extremis dalla Roma), l’allenatore giallorosso Eusebio Di Francesco aveva espresso tutte le sue preoccupazioni:

"La caviglia di Manolas è gonfia. Spero non sia nulla di grave, dobbiamo valutarlo attentamente".

All’orizzonte ci sono due impegni importantissimi: il derby con la Lazio e, soprattutto, la delicata trasferta al Do Dragao. I giallorossi si giocheranno la qualificazione ai quarti di finale di Champions League contro il Porto e, con un risultato così aperto (2-1 allo Stadio Olimpico grazie alla doppietta di Zaniolo) la presenza di Manolas è più che mai fondamentale. Potrebbe essere Jesus, ormai recuperato, ad affiancare Fazio, ma il brasiliano è fuori da oltre un mese e potrebbe non avere i 90 minuti nelle gambe.

Questa mattina il difensore è rientrato senza stampelle, nonostante il gonfiore persistente. Per capire se c’è l’interessamento dei legamenti (oltre alla distorsione) bisognerà aspettare un esame più approfondito con risonanza magnetica a cui si sottoporrà domattina mattina.


Mai dare per sconfitto Edin Dzeko

INSIDEROMA.COM – MATTEO LUCIANI – Minuto 95 della sfida tra Frosinone e Roma: Daniele De Rossi verticalizza improvvisamente il gioco in direzione di Stephan El Shaarawy, il ‘Faraone’ controlla la sfera e vede tutto solo in mezzo all’area di rigore l’accorrente Edin Dzeko, che, adeguatamente assistito dall’ex Milan, butta dentro, in un modo tutt’altro che calcisticamente limpido, il pallone del definitivo (e soffertissimo) 3-2 contro i ciociari. Il bosniaco esplode e con lui tutto il settore ospiti tinto di giallorosso dello Stirpe.

La Roma di Eusebio Di Francesco conferma il suo non eccellente momento di forma in campionato, dopo i tre punti con tanti patemi ottenuti la scorsa settimana contro il Bologna di Mihajlovic, ma continua a vincere e a credere quindi al quarto posto, attualmente occupato dal Milan di Gattuso e soprattutto del suo bomber Piatek.

Se nel capoluogo meneghino, sponda rossonera, si godono il nuovo acquisto arrivato dal Genoa, i tifosi giallorossi non possono che esultare per aver ritrovato (semmai si fosse realmente perso) il vero Edin Dzeko.

Con la doppietta realizzata contro la formazione di Marco Baroni, il centravanti ex City ha toccato quota 85 gol con la maglia della Roma. Tale dato proietta Dzeko all’ottavo posto in solitaria nella classifica all time dei marcatori della compagine capitolina: un risultato davvero straordinario se si pensa a come era iniziata la storia d’amore tra il bosniaco e i giallorossi, oltre che ai vari mugugni sul suo modo di scendere in campo in alcuni match durante i tre anni e mezzo sin qui disputati da Dzeko con la Roma.

Estate 2015. Rudi Garcia resta l’allenatore giallorosso nonostante il finale di stagione precedente infuocato e le dichiarazioni assai poco concilianti nei confronti dei vertici della società, rei di non essere trasparenti nei confronti dei tifosi perché qui “ogni anno bisogna vendere per poi comprare e così è impossibile colmare il gap con la Juventus”. Pallotta e Sabatini decidono di rispondere a tali accuse con i fatti e portano nella Capitale il grande bomber atteso probabilmente ormai dai tempi del mitico Gabriel Omar Batistuta: la scelta ricade su Edin Dzeko e l’opzione pare proprio non potesse essere migliore. Un nome altisonante, con tanta esperienza internazionale e valanghe di gol e successi alle spalle.

Il giorno dell’arrivo del bosniaco a Roma l’aeroporto di Fiumicino è praticamente bloccato: migliaia i tifosi accorsi per salutare e accogliere il nuovo beniamino. Passato l’iniziale entusiasmo, però, il campo dice tutt’altro; Dzeko appare il lontano parente dello straordinario attaccante ammirato nelle stagioni precedenti con le maglie di Wolfsburg e Manchester City. Nel frattempo, Garcia viene esonerato e con Spalletti, nonostante i tentativi iniziali di recupero del calciatore, Dzeko diventa sempre più una presenza fissa in panchina. La sua prima stagione termina con soltanto dieci reti totali all’attivo.

Colui che un anno prima veniva accolto come un re, l’estate seguente viene ritenuto uno dei principali problemi della Roma e non diventa così difficile immaginare un suo addio dopo soltanto una stagione in Serie A. Errore marchiano. Mai dare per sconfitto Edin Dzeko.

L’annata 2016/2017 è semplicemente meravigliosa per il bosniaco. Luciano Spalletti rigenera l’attaccante e lo porta fino alla clamorosa vittoria della classifica marcatori della massima serie (29 reti). In tutto, fanno 39 gol in 51 partite disputate: un mostro.

L’estate del 2017, però, porta via Spalletti da Roma e con il nuovo mister, Eusebio Di Francesco, le cose sembrano iniziare in modo non proprio ottimale per Dzeko, che dopo un sofferto pareggio casalingo per 0-0 contro l’Atletico Madrid in Champions League sbotta e afferma: “Non si può giocare così e restare in difesa per tutta la partita. Se non mi arrivano palloni giocabili, è difficile segnare”. Nonostante alcune perle autentiche (leggasi, ad esempio, rete al volo in Chelsea-Roma 3-3), il rendimento del numero nove romanista cala rispetto alla stagione precedente. Tornano, come nel primo anno, le critiche, alcune anche giuste, altre francamente inaccettabili. Si rivelerà un clamoroso autogol: mai dare per sconfitto Edin Dzeko.

Si arriva, così, al mercato di gennaio, quando in pochi giorni emerge che il Chelsea di Antonio Conte voglia puntare forte proprio su Dzeko per arricchire il proprio parco attaccanti. Si tratta di una sorta di fulmine a ciel sereno per i tifosi. La sera del 24 gennaio del 2018, il bosniaco scende in campo a Marassi contro la Sampdoria con un piede e mezzo già dentro alla nuova avventura londinese, almeno in base a quanto affermato da quasi tutti gli operatori di mercato e addetti ai lavori. Il destino vuole che sia proprio lui, a tempo scaduto, a siglare la rete del definitivo 1-1 contro i doriani.

Il giorno seguente, quello che dovrebbe mettere nero su bianco il trasferimento in Premier, il clamoroso dietrofront: Edin Dzeko rifiuta il Chelsea perché non se la sente di lasciare la Capitale. Succede così che diventi poi proprio lui tra i principali protagonisti della meravigliosa cavalcata romanista in Champions, stoppata in semifinale dal Liverpool dell’ex Salah sul più bello e del raggiungimento del terzo posto in campionato. Ancora una volta, mai dare per sconfitto Edin Dzeko.

Anno nuovo, storie vecchie. Edin Dzeko fatica, come tutta la squadra di Eusebio Di Francesco, nella prima parte della stagione 2018/2019 ed ecco, puntuali, arrivare i mugugni dei tifosi e le voci di mercato che lo vogliono in procinto di lasciare Roma, non rinnovando il proprio contratto in scadenza nel 2020. Il lungo periodo di astinenza dal gol fa il resto, ma non scoraggia Dzeko, che risponde come sempre sul campo.

Tante chiacchiere, eppure soltanto i fatti e i numeri possono parlare: Edin Dzeko ha siglato 85 reti in 166 partite con la maglia della Roma. Tra coloro che lo precedono nella speciale classifica dei migliori cannonieri della storia giallorossa, soltanto Manfredini è stato in grado di siglare tante reti con un numero minore di partite e nessuno, invece, ha una migliore media nel rapporto gol-minuti giocati (una marcatura ogni 153 minuti per il bosniaco, contro i 156 dell’indimenticato ‘Piedone’).

Mai dare per sconfitto Edin Dzeko, se non fosse chiaro.


Cracovia, Pigliacelli tira un rigore (Video)

Mirko Pigliacelli ha iniziato la carriera con i giovani giallorossi. Ha girato un po per l'Italia e a gennaio si è trasferito al Cracovia. La squadra di Devis Mangia aveva problemi nella scelta dei giocatori per battere i calci di rigore e ha puntato sul portiere, che però non ha salvato la sua squadra e la partitasi è conclusa con una sconfitta per 3-2 con l'FCSB.


Serie A. Inter fermata nel finale a Firenze e Milan e Roma si avvicinano

Tutti i risultati della della 25a giornata di Seria A:

MATCH GIOCATI
Milan-Empoli 3-0 (49' Piatek, 51' Kessié, 67' Castillejo)
Torino-Atalanta 2-0 (42' Izzo, 46' Iago Falque)
Frosinone-Roma 2-3 (5' Ciano, 30', 90'+5 Dzeko, 31' Pellegrini, 80' Pinamonti)
Sampdoria-Cagliari 1-0 (66' rig. Quagliarella)
Bologna-Juventus 0-1 (67' Dybala)
Chievo-Genoa 0-0
Sassuolo-SPAL 1-1 (43' Peluso, 67' rig. Petagna)

Parma-Napoli 0-4 (19' Zielinski, 36' e 73' Milik, 82' Ounas)

Fiorentina-Inter 3-3 (1' aut. De Vrji, 6' Vecino, 40' Politano, 52' Perisic rig., 74' Muriel, 99' Veretout rig.)


Santon: "Vittoria sofferta ma voluta fino alla fine. Adesso testa al derby" (Foto)

David Santon è con il pensiero al derby. Tolta di mezzo la sfida contro il Frosinone con tanto di vittoria, pubblica una foto con Kolarov e Dzeko sul profilo Instagram:
"Vittoria sofferta ma voluta fino alla fine... Adesso testa al derby".

 
 
 
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Vittoria sofferta ma voluta fino alla fine... Adesso testa al derby #ForzaRoma #DS18

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Sarri imbestialito contro Kepa (Video)

Sarri su tutte le furie nella finale di Carabao Cup. Episodio non indifferente durante la partita di Coppa di Lega Inglese: in campo il Manchester City di Guardiola e il Chelsea e alla fine dei supplementari Kepa, il portiere dei Blues, è stato sostituito. A ridosso del cambio però lo spagnolo si è rifiutato di uscire e ciò ha fatto imbestialire il tecnico che, come vediamo nel video sul profilo Twitter di Marco Conterio, dapprima si è strappato la tuta e poi ha minacciato di uscire dal campo.
In conclusione, la partita è finita con un 4-3 per il City che si è meritato la coppa.


Dzeko: record a un passo. Un gol e bye bye Wolfsburg

GAZZETTA.IT - ZUCCHELLI - Un gol, uno solo, e poi la Roma diventerà la squadra con cui Edin Dzeko avrà segnato più gol in carriera. Con la doppietta di ieri a Frosinone è salito a quota 85, come con il Wolfsburg: segnando già nelle prossime due con Lazio o Porto arriverebbe a 86, mettendosi alle spalle il club con cui si è rivelato in Europa.

RABBIA E GIOIA - Una soddisfazione per lui, alle prese con una stagione divisa tra luci e ombre. I gol non sono pochi - 12 - ma neppure troppi, di certo non sufficienti a regalare alla Roma un anno sereno. Ieri a Frosinone, complici anche i cori dei tifosi locali, era piuttosto nervoso, tanto da rifiutare le interviste, ma quando poi ha acceso il telefono ha ricevuto una marea d’amore dai tifosi. C’è chi lo ha paragonato a un fidanzato, chi ha descritto il suo gol come “migliore di un amplesso” e chi ha immediatamente chiesto a Monchi il suo rinnovo (l’attuale accordo scade nel 2020). Dal canto suo, Edin ha continuato a non parlare ma ha pubblicato una foto presa sempre dai social: “Sei bella come un gol al 95’”. Poco ma sicuro, almeno per lui, che continua a non segnare in casa, ma fuori sta trovando continuità, tanto da realizzare cinque gol nelle ultime cinque partite.

IL FUTURO - Adesso, però, la Roma chiede a Dzeko di prendersi sulle spalle la squadra nelle due decisive partite contro Lazio e Porto. I compagni si affidano a lui, per Di Francesco è praticamente sempre la prima maglia da assegnare, per gli avversari è il pericolo numero uno. E lui è pronto, perché l’Europa, sia quella attuale sia quella del prossimo anno, è la sua dimensione. E chissà che non possa avvicinarlo ad un futuro a Roma che vada oltre il 2020. Lui ci spera, la sua famiglia, decisiva un anno fa nel no al Chelsea, anche più di lui.


La Roma sulle tracce di Cragno. Sul portiere del Cagliari c'è anche l'Inter

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Cragno è felice a Cagliari. A giugno sposerà la sua Silvia (cagliaritana), ha comprato casa in centro, ama club e città. Ha un contratto fino al 2022. Non ha fretta di rimettersi in viaggio. Ma alle big piace tanto. Sirene spagnole, ma pure italiane che portano alla Roma che potrebbe cambiare a giugno. All'Inter interessa. Ma Alessio non va a fare il secondo, non ne ha intenzione. Da nessuna parte. Ha lavorato a lungo per arrivare a essere protagonista in A. Partirà, Cragno partirà. Dove arriverà? Questo non si sa...


Serie A, Sampdoria-Cagliari 1-0 grazie al penalty realizzato da Quagliarella

Si conclude il lunch match della 25esima giornata di Serie A, in campo Sampdoria e Cagliari al Marassi. Dopo un primo tempo a ritmi alti ma con poche emozioni, sono i padroni di casa a sbloccare il match. Attorno al 65esimo di gioco, Pellegrini trattiene Gabbiadini per la maglia e il direttore di gara assegna calcio di rigore ai doriani: Quagliarella si porta sul dischetto e non sbaglia dagli undici metri.  


Porto, Marega punta al rientro contro la Roma

Moussa Marega, attaccante del Porto, punta a rientrare per la partita di ritorno degli ottavi di Champions League contro la Roma, in programma mercoledì 6 marzo nello stadio Do Dragao. Il giocatore aveva già saltato la gara d’andata contro i giallorossi per una lesione muscolare alla coscia sinistra procuratasi nella partita di Primeira Liga contro il Vitoria Guimaraes.