Ugolotti, il Nicolò di 40 anni fa: «I genitori ora gli stiano accanto»

IL MESSAGGERO - FERRETTI - Fari puntati su Nicolò Zaniolo, classe 1999, (già) due reti in campionato con la maglia della Roma nella stagione dell'esordio. Giusto. Doveroso. Inevitabile. Ma nella storia del club giallorosso c'è chi ha fatto addirittura meglio dell'ex interista. Si tratta di Guido Ugolotti, classe 1958, attuale allenatore del Floriana nella Premier League maltese. Il quale, all'inizio della stagione 1977-78, segnò tre volte nelle prime tre giornate di campionato. Un gol al debutto contro il Torino all'Olimpico (2-1), uno a Perugia (3-2 per gli umbri) e il terzo ancora in casa contro il Foggia (1-0).
Il giorno del primo gol in Serie A (11 settembre 1977), Ugolotti, attaccante cresciuto nel settore giovanile giallorosso, aveva 19 anni e 14 giorni, esattamente 163 giorni meno di Zaniolo, andato a segno contro il Sassuolo (26 dicembre 2018) a 19 anni, 5 mesi e 24 giorni. Qui, per carità, non si vuole fare alcun tipo di paragone tra i due, e neppure con Valter Casaroli, gol all'esordio in A l'8 febbraio 1976 (Cagliari-Roma 1-5: 18 anni, nove mesi e 26 giorni), bis nella partita successiva e gol pure alla quarta; se mai, si vuol capire, da uno che c'è passato, cosa non si deve fare per non perdere la testa in una città come Roma quando sei un ragazzino e il tuo nome è sulle prime pagine di tutti i giornali. «E a quel tempo non c'erano i social, c'era solo la Rai e le trasmissioni sportive in tv erano davvero poche», ricorda. «Non c'era la cassa di risonanza attuale, ma se tu giochi con la Roma e a diciannove anni segni tre gol di fila la vita ti cambia in maniera automatica. Io, ad esempio, ricordo che il giorno dopo il gol al Torino feci un lungo servizio fotografico per il Guerin Sportivo... Fino alla settimana prima ero un illustre sconosciuto che giocava con la Primavera. Restare con i piedi per terra, con la gente che ti riconosceva per strada, con i tifosi che ogni minuto ti chiedevano l'autografo non è stato facile». Il trucco, o il segreto, per riuscirci ha basi semplici. «In certi casi, conta la famiglia. Conta l'educazione che ti hanno dato i tuoi genitori, conta poggiare su valori concreti. Io, sotto questo aspetto, non ho avuto problemi: mio padre lavorava all'Enel, la mia famiglia era molto semplice e non ho avuto difficoltà a restare nella realtà. Sono nato in Toscana, ma Roma la conosco bene: ti basta un attimo per svalvolare, per perdere il contatto con la vita reale. Mi hanno raccontato che Zaniolo è un ragazzo con la testa molto, molto sulle spalle e, quindi, non temo ripercussioni negative dopo tutte le cose belle che sta dimostrando. Ma mi affido ai suoi genitori: gli stiano vicino, lo facciano sempre sentire protetto. Il resto verrà da sè».

CHE PRIMAVERA - Ugolotti, chiusa la carriera di calciatore nel 1991 (con la Roma 46 partite, 11 reti e tanti gravi infortuni; ultima presenza in Roma-Ascoli 2-1, 9 maggio 1982), come detto lavora a Malta: guida il Floriana di Riccardo Gaucci che naviga a metà classifica («Il livello del calcio maltese è paragonabile a quello della Lega Pro in Italia»), e in passato ha allenato in molti club italiani («Ho fatto la B con il Grosseto») dopo aver cominciato nelle giovanili della Roma. «Nella mia Primavera c'erano De Rossi, Aquilani, Pepe, Bovo, Ferronetti... Tutti ragazzi che hanno fatto del calcio la loro professione, e il ricordo mi riempie di soddisfazione. Daniele De Rossi, a dire il vero, l'ho avuto anche con i Giovanissimi: aveva tutto un altro fisico, giocava da attaccante ma si vedeva già in quel periodo che ci sapeva fare. E non mi sono sbagliato...».


El Shaarawy, il gol è in percentuale

IL MESSAGGERO - CARINA - «El Shaarawy nel mio modo di giocare è uno dei più bravi nell'attaccare la profondità, per me è l'attaccante ideale». Era il 23 settembre del 2017 e Di Francesco, a margine del match vinto 3-1 contro l'Udinese, elogiava l'attaccante. Quattrocentottantré giorni e un modulo dopo, il concetto non cambia. Il Faraone è sempre fondamentale e quando sta bene viene (quasi) sempre schierato. Con il Torino è entrato a partita in corsa ma soltanto perché era reduce da 8 gare (incluse le 2 panchine pro forma contro Sassuolo e Parma) nelle quali era rimasto a guardare per un problema muscolare. Sabato ha segnato il gol numero 50 in serie A (29 con il Milan e 21 in giallorosso) confermando il trend felice di questa stagione. In campionato ha giocato (964 minuti) meno di Under (1232 minuti) e Dzeko (1229 minuti) ma ha segnato rispettivamente il doppio e il triplo. Sei gol, cinque in casa (Chievo, Frosinone, doppietta alla Sampdoria e contro il Toro) e uno, fondamentale, in trasferta (a Napoli). Meno altruista (appena un assist, a Edin con l'Empoli) ma più finalizzatore. Segna un gol ogni 160 minuti, con una percentuale di realizzazione sui tiri totali effettuati (23) del 26%. Per intenderci, Under e Schick viaggiano all'11% (3 su 27 e 2 su 19), Kluivert al 9% (1 su 11), Dzeko addirittura al 4% (2 su 57).

DOPPIO OBIETTIVO - Sempre pericoloso (18 occasioni create) ma poi pronto a regalare quella fase difensiva della quale la Roma non può fare a meno. In questa stagione sta ricalcando il suo arrivo nella Capitale, quando acquistato a gennaio, segnò 8 gol in 16 presenze. Otto reti è rimasta la soglia oltre la quale in serie A non è mai riuscito ad andare in giallorosso: 8 centri (in 32 gare) anche nella stagione seguente e 7 su 33 l'anno passato. Sabato contro il Torino è stato fondamentale sia segnando il gol del 3-2 ma in precedenza procurandosi il rigore del 2-0. Non avrà il dribbling secco di Perotti, la rapidità di Kluivert o il tiro secco di Under ma rimane, per Eusebio, l'attaccante più affidabile, quello più eclettico, lucido sotto porta, ala o seconda punta in appoggio a Dzeko a seconda delle esigenze. Considerando quanto sinora ha mostrato e l'età (26 anni) stona che nel nuovo ciclo azzurro targato Mancini (ma anche in precedenza con Di Biagio) sia rimasto a guardare. L'ultima presenza in Nazionale risale al 13 novembre del 2017, a quei disperati 28 minuti nei quali Ventura, buttandolo nella mischia, gli chiese il miracolo contro la Svezia. Poi, più nulla. Chissà che l'ottima prestazione contro i granata, proprio sotto gli occhi di Mancini, non gli valga una nuova chance. Stephan ci tiene. E se la merita.


Tutti pazzi per Zaniolo. La Roma s’innamora e Monchi lo blinda. Lui: “Piedi per terra”

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Dopo che i fatti gli hanno dato ragione, il c.t. azzurro Mancini rivendica la convocazione di Zaniolo fatta a settembre: “Qualcuno mi aveva detto che ero matto e che chiamavo gli sconosciuti ma in realtà di quel ragazzo già sapevo qualcosa e l’ho voluto vedere dal vivo. Mi sembra che i fatti mi diano ragione”. C’è chi si sbilancia paragonandolo a Totti. Intendiamoci, a tutto questo Nicolò si sottrae con garbo, ma è inutile negare che i complimenti che l’ex Divo gli riserva spesso a Trigoria, gli sciolgano il cuore un orgoglio saggio.

Dopo Roma-Torino, Zaniolo è andato a festeggiare in un locale del centro. A chi gli diceva: “Devi restare alla Roma a vita”, accompagnando l’appello con definizioni che andavano da “fenomeno” a “campione”, lui ha risposto “non ho fatto ancora niente”. Nella Roma ha il penultimo ingaggio, meglio solo di Fuzato e a fine mercato cominceranno le trattative per un restyling del contratto, che dovrebbe essere sulla base di un quinquennale da circa 1,5 milioni a stagione più bonus legati a risultati e rendimento.


Assalto a Mancini: conto alla rovescia

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Nonostante la buona notizia del rientro in tempi brevi di Juan Jesus, la Roma vuole accelerare sulla pista che porta a Gianluca Mancini. La trattativa però non è semplice, poiché il giocatore sta vivendo un gran momento e l’Atalanta vorrebbe monetizzare. La proposta di Monchi è di un prestito per 18 mesi con pagamento obbligatorio alla fine di 25 milioni, ma i bergamaschi ne vogliono 30 in tempi più rapidi. Per l’estate poi il direttore sportivo cerca rinforzi anche per altri ruoli ed è spuntato il nome di Landry Dimata, 21 anni, attaccante belga, ma di origine congolese in forza all’Anderlecht.


Tra La Spezia e Roma, la famiglia è l’altra ricchezza di Zaniolo

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Papà Igor è a La Spezia, per per seguire il bar di casa, insieme alla sorella, mamma Francesca è a Roma con Nicolò. Una famiglia spezzata dalla distanza ma profondamente unita nelle emozioni, soprattutto ora che è il momento di stare vicini al giocatore giallorosso. Igor e Francesca si sono conosciuti proprio nella città ligure, dove il primo giocava, poiché la madre del numero 22 romanista era andata a trovare la cugina nel suo centro estetico, frequentato dai bianconeri e si sono incrociati per la prima volta. A distanza di due anni è poi arrivato Nicolò, che adesso vive all’Eur e, non avendo ancora la patente, si fa fare da autista dalla madre.


Casiraghi su Zaniolo: “Nessuno così negli ultimi vent’anni”

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Nicolò Zaniolo è l’uomo del momento e ha sorpreso un po’ tutti. Il giocatore giallorosso è riuscito a sbalordire anche chi di talenti ne ha visti da vicino tanti negli ultimi anni, come l’ex c.t. dell’Under 21 Pierluigi Casiraghi: “È un talento naturale di grandissima qualità, che sorprende pure per forza fisica e aerobica: per questo fa già la differenza. La personalità è la caratteristica principale del talento: se a 19 anni dimostri di essere già pronto in Champions al debutto in casa del Real oppure in A è chiaro che devi avere una personalità fuori dal normale. Nicolò ha tutte queste doti e può giocare in tanti ruoli. Non è il brevilineo che gioca tra le righe, è forza fisica e organica al servizio di una grande tecnica. Può fare il trequartista ma anche la mezzala. Mancini lo ha paragonato a Pogba? Ci sta, anche se io oggi trovo difficile fare un paragone: Zaniolo è un “unicum” degli ultimi venti anni, non ricordo giocatori con questo mix fisico e tecnico. Di sicuro ha colpi da big“. 


Under torna a febbraio, Jesus punta la Champions

LA GAZZETTA DELLO SPORT - L’ufficialità si avrà tra oggi e domani, ma l’infortunio al retto femorale terrà Cengiz Under lontano dal campo di gioco almeno per tre settimane. Il giocatore salterà sicuramente le partite di campionato contro Atalanta, Milan e Chievo, oltre alla sfida di Coppa Italia con la Fiorentina. L’obiettivo è tornare in tempo per l’andata degli ottavi di finale di Champions League contro il Porto, in programma il 12 febbraio allo Stadio Olimpico. Tempi simili per Juan Jesus, che non dovrà essere operato. Capitolo De Rossi: da domani tornerà in gruppo e se darà le risposte attese partirà per Bergamo con la squadra. Perotti invece starà fuori almeno un’altra settimana.


Zaniolo, zero minuti nell'Inter: club e Spalletti nel mirino

LA GAZZETTA DELLO SPORT - A sette mesi di distanza, la trattativa che ha portato Zaniolo dall'Inter alla Roma fa imbestialire i tifosi nerazzurri. E lo fa soprattutto perché il rendimento di Nainggolan è nettamente sotto le aspettative. Le parole di Spalletti nel post Sassuolo fanno in qualche modo rumore: «Radja non ha la condizione per mettere il suo marchio. Deve continuare a lavorare, mettere qualcosa in più nel motore. Non è mai stato in condizione di giocare. Ma siamo convinti sia un acquisto importante per il prossimo futuro, può darci tanto».Spalletti lo mise in prima fila, dopo un inseguimento che durava da 12 mesi. E mandò il messaggio forte e chiaro al club: chiudere assolutamente, è il giocatore che cambierà il volto della squadra. Tutti d’accordo, benintesi, come lo stesso Spalletti tiene a ricordare oggi. Tanto che durante la trattativa con la Roma, a fronte della richiesta di Monchi di inserire uno tra Radu, Colidio e appunto Zaniolo, l’Inter cede solamente di fronte al terzo nome, valutato 4 milioni e 230 mila euro. E oggi, tra i tifosi nerazzurri, qualche domanda nasce spontanea. Com’è stato possibile, è l’interrogativo più gettonato sui social. C’è chi chiede dimissioni a destra e sinistra, chi vorrebbe vedere le relazioni della partite della Primavera. E chi ironicamente domanda: non si potevano dare alla Roma Joao Mario e D’Ambrosio? La consolazione dell’Inter è (almeno) in un passaggio: l’accusa di «plusvalenza facile» nel caso di Zaniolo non regge... Certo, i rimpianti sembrano destinati a durare nel tempo. E solo un fatto potrebbe in qualche modo renderli più tollerabili: un girone di ritorno di Nainggolan da vero Ninja. Perché ora c’è da star dietro a Nicolò anche sulla quantità, non solo sulla qualità.


Roma a tutto gas sulle fasce

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Il fattore K può davvero cambiare la vita alla Roma sulle corsie esterne: Kolarov a sinistra e Karsdorp a destra, un’assistenza continua a alla fase offensiva. E se sul capitano della Serbia non c’erano dubbi, la vera sorpresa di questo inizio di 2019 è invece l’olandese, capace tra Entella e Torino di riprendersi in sole due partite la fiducia che aveva smarrito nel precedente anno e mezzo. La grande novità, dunque, è proprio lui, Rick Karsdorp. Inutile girarci intorno, considerando che appena due settimane fa l’olandese era più là che qua, nel senso che la Roma stava cercando una squadra che lo prendesse in prestito per farlo giocare fino a giugno, per poi riprenderlo con la speranza di rivederlo rigenerato. Qualche approccio c’era stato anche con il Feyenoord, la squadra da cui Rick arrivò nella Capitale nell’estate 2017 per 14 milioni di euro (più 5 di bonus), ma gli olandesi avrebbero voluto un’opzione di riacquisto, cosa che Monchi non ha mai preso in considerazione. Il d.s. spagnolo ha continuato infatti a credere nelle qualità di Karsdorp e le ultime due prestazioni fanno capire che ci ha visto giusto.  Sull’apporto di Kolarov, invece, c’erano pochi dubbi, anche se poi l’inzio di stagione del terzino serbo non è che sia stato di quelli da incastrare nell’album personale dei ricordi. Complice probabilmente il Mondiale russo e le scorie che quasi ogni giocatori si porta dietro da quell’esperienza lì, Aleksandar era partito con il freno a mano tirato. Poi, però, si è sciolto, la gamba ha iniziato a tornare quella di sempre e le prestazioni sono cresciute. Così tanto che con loro sono arrivate anche cinque reti, fattispecie che fa sì che Kolarov sia attualmente il vicecapocannoniere della Roma in campionato, subito alle spalle di El Shaarawy (sei centri personali).


Gerarchie ribaltate: da un girone all’altro Roma rivoluzionata

CORRIERE DELLA SERA - Nessuna squadra come la Roma ha visto sovvertire le sue gerarchie in così poco tempo. La parola d’ordine ora è ricostruire, proprio come ai tempi di Luis Enrique e Walter Sabatini. Chissà però se questa volta il progetto durerà di più visto che la Roma per necessità ha dovuto imboccare questa strada guidata da giovani. Nei prossimi giorni i recuperi di Nzonzi e De Rossisaranno molto utili a Di Francesco. Florenzi domenica tornerà titolare, mentre Perottiresta una valida opzione per la fascia. Patrik Schick ha iniziato molto bene questo 2019 e nelle gerarchie sta recuperando terreno su Dzeko. Adesso c’è una lotta generazionale all’interno del gruppo: Difra ad inizio stagione non ha praticamente quasi mai usato i giovani, ora ha capito che si può fidare di loro. Gli infortuni l’hanno costretto a sperimentare, ma non tutti i mali vengono per nuocere. Adesso dopo 4 vittorie consecutive i baby giallorossi non hanno intenzione di fermarsi.

 

Zaniolo, l’evoluzione del numero 10

CORRIERE DELLA SERA - Nicolò Zaniolo, che ha scelto il numero 22 per Kakà, è un 10 molto atipico, se per 10 si intende un trequartista. Ha un fisico da decatleta, è alto 1.90 e pesa 78 chili, ma quello che fa più impressione è la sua forza fisica travolgente, vedere la rete al Torino per credere. Ha segnato 2 gol in campionato come Dzeko, che di mestiere fa l’attaccante. Ha messo in panchina uno come Javier Pastore, è il grande rimpianto di Inter e Fiorentina, ora i tifosi lo osannano sui social. Non è un caso che Mancini immagini per lui un ruolo in Nazionale a tutto campo come Pogba. Probabile che il c.t. azzurro e Di Francesco lo abbiano usato come esempio: entrambi hanno voluto dare un segnale alle proprie squadre. Monchi ha detto che è il futuro della Roma e per questo motivo è già pronto il rinnovo fino al 2024 ad 1 milione con bonus. 


Rete, elogi e disco la giornata epica di super Zaniolo

LA REPUBBLICA - FERRAZZA - Gol, elogi e discoteca. D’altra parte ha solamente diciannove anni, Zaniolo, il talento che ha fatto innamorare tutti i romanisti. La conferma, contro il Torino, di quanto sia già un leader della Roma, ragazzo dotato di grande personalità e qualità non comuni, capace di realizzare una rete bellissima, e di aiutare la squadra a battere il Torino (3-2). Il girone di ritorno giallorosso poggia il suo avvio su Nicolò, che ieri, dopo la partita, per festeggiare ha deciso di andare in un locale insieme agli amici. Un locale nel cuore di Villa Borghese, dove il ragazzo voleva rilassarsi, ma è stato riconosciuto immediatamente dai presenti ai quali, a poche ore dalla vittoria contro il Torino, non pareva vero di ritrovarsi a un passo da quello che è ormai un idolo. Zaniolo è stato stra-disponibile con tutti, tra foto e autografi, pronto a godersi la serata in compagnia oltre che degli amici di sempre, anche del compagno di squadra, Luca Pellegrini. «Ma ancora non ho fatto niente», ha dribblato tutti i complimenti, il ragazzo, che sabato pomeriggio ha ricevuto l’ovazione dell’Olimpico. Di Francesco si augura che «Stia zitto e continui a lavorare con la stessa umiltà e dedizione fatte vedere fino a questo momento», preoccupato che il giovane – sul quale sono finiti gli occhi dell’Arsenal e di altri club inglesi – rischi di montarsi la testa. Il numero 22, classe ’99, sembra avere i piedi ben saldi a terra, aiutato dalla giovanissima mamma Francesca(42 anni), che lo accompagna a Trigoria in macchina dal Torrino, visto che lui non ha ancora la patente. Monchi è pronto a ridiscuterne il contratto, blindandolo con tanto di aumento contrattuale (è arrivato da giocatore della Primavera interista e percepisce circa 300 mila euro). Si arriverà intorno al milione netto di stipendio (a crescere), con l’inserimento di una clausola che al momento potrebbe essere di 40 milioni. «Mi dicevano che ero matto quando ho convocato in nazionale Zaniolo – ricorda il ct Mancini, presente in tribuna all’Olimpico – ma di quel ragazzo sapevo già qualcosa e l’ho voluto vedere dal vivo. Mi sembra i fatti mi stiano dando ragione: contro il Torino gli ho visto fare un gran gol ed è stato il migliore in campo». C’è da giurarci che il mister azzurro convocherà Nicolò alla prossima occasione, insieme anche agli altri talenti tricolori già belli confezionati dalla Roma (vedi Pellegrini, Cristante e la conferma di Florenzi). Sta molto tranquillo sul fronte mercato, Monchi, viste le conferme che cominciano ad arrivare da alcuni giovani presi la scorsa estate e con le buone notizie dal fronte Juan Jesus: il brasiliano non si dovrà operare al ginocchio, ma seguirà la terapia conservativa. Un mesetto, in totale lo stop previsto, con la ricerca di un altro difensore che non viene vista come un’urgenza dentro Trigoria. Da verificare le condizioni di Under, uscito contro il Torino per un problema muscolare alla coscia.