L'highlander De Rossi guida la Roma in Porto
IL TEMPO - AUSTINI - È tornato appena in tempo. Con una voglia matta di godersi fino in fondo tutte le emozioni che gli può ancora regalare il campo. Daniele De Rossi ha ripreso per mano la Roma e ora vuole guidarla... in Porto. Domani andata degli ottavi di Champions all’Olimpico, una di quelle serate speciali da vivere con intensità, una partita che vale prestigio, soldi e può indirizzare la stagione: il capitano risponde presente e cerca una rivincita personale. Sì perché l’eliminazione ai preliminari dell’estate 2016 se la sente addosso, l’incredibile batosta nel ritorno in casa (0-3) fu la conseguenza della sua espulsione, seguita poi da quella di Emerson Palmieri, in una notte da incubo. E di tragedia: poche ore dopo il ko della Roma un terremoto ha fatto tremare il centro Italia distruggendo Amatrice.
A due anni e mezzo di distanza rieccolo qui De Rossi, ancora punto fermo e leader di una squadra che in Champions League può riprendersi le tante occasioni buttate in campionato. Tra tutti i giocatori di movimento rimasti in ballo negli ottavi, il solo juventino Barzagli è più «vecchio» di lui: classe '81 per il difensore, non c’è nessuno dell’82 mentre De Rossi fa parte dei quattro ragazzi dell’83 ancora in lizza. Uno sarà fra i rivali domani sera, quel Pepe tornato un mese fa dalla Turchia per guidare nuovamente la difesa del Porto. Vanno per i 36 anni anche Ribery del Bayern e Huntelaar dell’Ajax, idem Riether che fa parte della rosa dello Schalke, ma non è in lista Uefa e non ha giocato un minuto in stagione.
Insomma De Rossi fa parte di una ristretta cerchia di «highlander» del calcio europeo e, come ricordato dalla stessa Uefa a inizio stagione, è la bandiera più fedele in attività dopo aver iniziato la diciottesima stagione da romanista. Come Zaniolo, esordì in Champions a 18 anni contro l’Anderlecht ancor prima di giocare in campionato, da allora (ottobre 2001) ha messo insieme 61 presenze nella competizione più prestigiosa superando Totti, che si è fermato a quest'anno da 57. Se allarghiamo il conto a tutte le competizioni continentali, De Rossi è a quota 96 e sogna di tagliare il traguardo dei 100 quest'anno portando la Roma ai quarti. E giocando. In quel caso il record di presenze europee di Totti sarebbe distante appena 3 partite.
Una cosa per volta. Intanto Daniele sta gestendo allenamento dopo allenamento la tenuta del ginocchio, dopo un lavoro individuale fatto sabato, ieri è tornato in gruppo al pari di Lorenzo Pellegrini e Manolas. Tutti e tre saranno titolari domani e se in difesa l’unico dubbio è a destra tra Karsdorp e Florenzi, a centrocampo potrebbe riposare Nzonzi, pronto magari a dare il cambio proprio a De Rossi. Ma non è escluso che Di Francesco opti per il doppio mediano nel cuore del campo in una partita dove sarà importante non subire gol. Schick è fuori causa insieme a Under e Perotti, tocca quindi a Zaniolo completare il terzetto d’attacco con El Shaarawy e Dzekomentre solo oggi si capirà chi gioca in porta: Olsen è atteso al provino nella seduta di rifinitura del pomeriggio, Mirante si scalda per sostituirlo mentre Fuzato potrà eventualmente andare in panchina dopo il suo inserimento in lista Uefa a fine mercato.
Ilicic svela: «Sì è vero, i giallorossi mi volevano»
LEGGO - BALZANI - Josip Ilicic è stato davvero vicino alla Roma. A confermarlo è stato lo stesso sloveno dopo la gara con la Spal: «Sono un professionista. Se ti viene a chiamare la Roma è normale che tu voglia andare. Ma sono contento qui, voglio fare bene all'Atalanta e provo a fare il massimo possibile». A gennaio Monchi ha offerto 13 milioni. Offerta giudicata troppo bassa dall'Atalanta, ma in estate (visto anche l'affare Mancini in ballo) se ne riparlerà.
C'è Makkelie alla prima con la VAR
IL TEMPO - MENGHI - «Sono bravi di loro, non hanno bisogno di essere aiutati dall’arbitro»,finiva così l’ultima partita della Roma diretta da Makkelie lo scorso aprile. Quelli bravi erano i giocatori del Barcellona, quelli penalizzati i giallorossi, che dalla pancia del Camp Nou dopo un bugiardo 4-1 chiedevano giustizia con Di Francesco e se la sono poi fatta da soli al ritorno dei quarti all'Olimpico. Lo stesso fischietto olandese è stato designato per l'andata degli ottavi con il Porto e sarà la sua terza volta con la Roma (l’altro precedente è la vittoria per 4-0 due anni fa in Europa League col Villarreal).
Stavolta, però, non sarà «solo», domani sera, per la prima volta in Champions, gli arbitri sarannoaiutati dalla Var e il prescelto al video per la sfida nella capitale è Pol van Boekel. Anche se della scuola olandese negli ultimi Mondiali c'era Makkelie alla Var, che sbarca nella massima competizione europea con l’obiettivo di «ridurre al minimo gli errori», come ricordato dal capo degli arbitri per la Uefa Rosetti. Un passo in avanti nella rivoluzione che in un futuro non troppo lontano porterà sui tabelloni degli stadi gli episodi incriminati e darà voce ai fischietti che spiegheranno al pubblico le decisioni.
In campo domani anche Manchester United e Psg, dirette dall’italiano Orsato, quello «allontanato»dalla Roma dopo il mancato intervento sul fischio di Banti per il contatto Olsen-Simeone al Franchi, dalla postazione Var, che nel suo utilizzo è ancora incoerente, ma nel calcio 2.0 la speranza è di renderla (quasi) perfetta.
Conceiçao senza Marega, Herrera pericolo n°1
IL MESSAGGERO - CARINA - Senza Marega (5 gol nella prima fase) e lo squalificato Jesus Corona, il Porto di Conceiçao (ex Lazio) arriva all’Olimpico forte del primato in classifica nella Liga portoghese (+1 sul Benfica) e di un primo posto nel gruppo D di Champions (16 punti) davanti a Schalke (11), Galatasaray (4) e Lokomotiv Mosca (3). Non proprio un girone dantesco ma tanto è bastato ai lusitani per ottenere l’invidiabile score di 5 vittorie e un pareggio. Squadra ricca di talento che però, senza il centravanti francese (out anche Aboubakar, rottura del legamento crociato) e l’ala destra messicana, perde molto in avanti.
IL DUBBIO Il dubbio della vigilia è legato proprio a chi sostituirà Jesus Corona nel tridente offensivo. In ballottaggio ci sono Otavio e Fernando Andrade: uno dei due andrà a completare l’attacco con Soares e Brahimi. Nel caso Conceiçao optasse invece per il 4-4-2, più facile che possa essere Otavio a scalare in mediana al fianco del trio Danilo Pereira, Herrera (più volte cercato in estate da Monchi) e Torres. Tra i pali l’immortale Casillas, con la difesa a quattro affidata a Militao, Felipe, Pepe e l’ex interista Telles. Il Porto è reduce da due pari in campionato ed è stato eliminato nella coppa di Lega ai rigori dallo Sporting Lisbona ma è comunque imbattuto nella Liga dal 7 ottobre. A Trigoria non si fidano e fanno bene. L’eliminazione nell’agosto del 2016 nel playoff di Champions brucia ancora. Ex di turno: Marcano.
Basta errori e orrori, debutta la Var. E tocca subito a Irrati
IL MESSAGGERO - AVVANTAGGIATO - Tocca al migliore in assoluto, Massimiliano Irrati, l'onere e l'onore del debutto davanti al video in Champions League. L'italiano, insieme all'olandese van Boekel sarà il primo Var della storia della principale competizione internazionale per club. Così come lo era stato, nel giugno scorso, il primo della storia del Mondiale. D'altronde, come non essere d'accordo con Roberto Rosetti, designatore Uefa e fortemente voluto dal presidente Uefa Ceferinper dare una svolta tecnologica anche alla Champions. Irrati è il miglior Var al mondo e sarà lui ad assistere Orsato (primo big match stagionale per lui) nella direzione di Manchester United-Psg, sicuramente l'ottavo più interessante, affidato ad una formazione tutta italiana, completata da Guida (Avar), Doveri (IV uomo) e dagli assistenti Preti e Costanzo. A Roma, invece, per la gara tra i giallorossi e il Porto, la squadra arbitrale sarà tutta olandese, con Makkelie centrale. Il fischietto tulipano è lo stesso che diresse Barcellona-Roma, gara d'andata dei quarti della scorsa stagione e che non vide un rigore per i giallorossi.
SUL SICURO Nelle sue prime designazioni, Roberto Rosetti ha dunque puntato sull'affidabilità, ovvero sulle squadre che hanno saputo già svolgere egregiamente il compito nell'ultimo mondiale, quello di Russia. «È essenziale avere continuità e uniformità. Dobbiamo parlare una sola lingua», ha spiegato l'ex arbitro italiano, che qualche giorno fa ha incontrato a Francoforte i rappresentanti dei 16 club qualificati per gli ottavi di finali. Incontro nel quale ha spiegato il funzionamento della squadra Var (5 persone in tutto) che sarà tutta in una stanza dello stadio. Rosetti ha spiegato (e ribadito per gli italiani) che saranno controllati errori chiari ed evidenti legati ai gol, ai calci di rigori, ai cartellini rossi diretti e agli scambi di persona, secondo quanto previsto dal protocollo Ifab.
IL FUTURO Durante questo incontro, al quale hanno preso parte anche alcuni arbitri d'Elite, Rosetti ha anche fatto capire che le decisioni assunte davanti al video potranno (forse tra un paio di anni) essere spiegate dal direttore di gara agli spettatori presenti negli stadi, un pò come accade nel SuperBowl di football americano. I replay dell'azione saranno mandati sui maxischermi dello stadio e l'arbitro, in vivavoce, spiegherà i motivi che l'hanno spinto a prendere la decisione di convalidare o annullare un gol o concedere un rigore.
L'utilizzo della Var in Champions arriva dopo una serie di test tecnologici e allenamenti guidati da Rosetti, incaricato da Ceferin, subito dopo il Mondiale in Russia, di accelerare il processo introduttivo del mezzo tecnologico in campo internazionale. Una necessità avvertita soprattutto la scorsa stagione, quando nelle semifinali di Champions alcuni episodi arbitrali molto discussi hanno probabilmente inciso sull'esito delle due gare. Senza dimenticare, poi, il clamoroso errore di Kassai in Manchester City-Shakthar della fase a gironi di quest'anno, che assegnò un rigore agli inglesi per una caduta in area di Sterling, che in realtà era solo inciampato nel terreno.
Dragoni senza attaccanti, ma la loro forza è la difesa
LEGGO - BALZANI - Due pareggi e appena un gol realizzato nelle ultime due partite di campionato, quello di Herrera al 90’ che venerdì ha evitato la sconfitta col Moreirense. L’infortunio di Marega sta pesando sulle ambizioni del Porto di Sergio Conceiçao che si ritrova ora il Benfica (ieri 10-0 al National) a -1 e il Braga a -2.
Momento nero quindi per il club portoghese che domani sera affronterà la Roma, in un Olimpico da almeno 50 mila spettatori, tra defezioni e polemiche. Oltre a Marega (out due mesi per una lesione muscolare) mancheranno Aboubakar e Jesus Corona al quale la Uefa ha confermato lasqualifica di due giornate inflittagli per essersi fatto ammonire volontariamente durante la penultima gara del girone contro lo Schalke 04. Tre attaccanti out quindi. Conceiçao si affiderà a Tiquinho Soares (9 gol in 16 partite di Nos Liga) e quel Brahimi, che la Roma ha cercato in più di una finestra di mercato.
La vera forza del Porto, però, sta in difesa: appena 12 i gol subiti in 21 partite in campionato, 6 in Champions di cui tre in una sola partita (quella inutile col Galatasaray). Merito dell’esperienza di Casillas che domani taglierà l’incredibile quota di 100 presenze in Champions. L’ex portiere del Real ha disputato 20 stagioni di fila nella massima competizione europea e affronterà per la decima volta la Roma (5 vittorie, 1 pareggio e 3 sconfitte). Davanti a Iker è tornato Pepe, ma gioca soprattutto quel Militao che a fine stagione finirà proprio al Real per 50 milioni.
Un anno fa il Piedone di Peres spianò la strada verso i quarti
IL MESSAGGERO - FERRETTI - Ci sono ottavi e ottavi, e la Roma lo sa alla perfezione. Tipo quello della passata Champions, per fare un esempio. Un anno fa, più o meno di questi tempi, la squadra di Eusebio Di Francesco - orgogliosa e rinfrancata dal primo posto nel girone davanti a Chelsea e Atletico Madrid - cominciò in trasferta, nel gelo di Kharkiv, la seconda fase della sua Champions. Avversaria lo Shakhtar Donetsk di Paulo Fonseca, squadra forte ma non irresistibile. Temibile soprattutto a domicilio, come tradizione. E, non a caso, gli ucraini conquistarono il successo, rimontando la rete iniziale di Cengiz Under. Un risultato che, però, consentiva alla Roma di continuare a sperare concretamente nella qualificazione.
Era, quella, una Roma assai diversa da quella attuale, con Alisson, Nainggolan e Strootman titolari, e Defrel, Gerson e Bruno Peres panchinari subentranti. Sei uomini che oggi sono altrove, chi più e chi meno rimpianto. Facciamo un nome: Bruno Peres. Nella Capitale, probabilmente, non c'è un solo tifoso che stia maledicendo la cessione al San Paolo dell'esterno brasiliano. Ma se uno racconta un episodio della partita di Kharkiv, Brunetto Peres fa scattare un sorriso.Ricordatevi questa scena: Roma sotto nel punteggio e in affanno, occasionissima per i padroni di casa, Alisson battuto ma Peres, non si sa ancora bene come, riesce a sventare la minaccia di Ferreyra azionando il piedone addirittura da terra.
QUESTIONE DI AUTOSTIMA C'è qualcuno, adesso, che non sta sorridendo? Proprio quel piedone di Brunetto aiutò vistosamente la Roma a passare il turno grazie al successo di misura, firmato Dzeko, nella gara di ritorno all'Olimpico. E nel post partita la squadra giallorossa celebrò il successo postando sui social la foto del piede di Peres. Non c'è dubbio, riavvolgendo il nastro, che l'eliminazione dello Shakhtar, e quindi la qualificazione ai quarti, diede un'enorme spinta al gruppo di EDF. Gli diede una maggiore convinzione nei propri mezzi, ad esempio. Una qualità che, ripensandoci oggi, aiutò la Roma ad affrontare poi in quel modo in casa prima il Barcellona e infine il Liverpool.
Già, il Liverpool. Tutti sanno che da domani, per la prima volta nella storia della Champions, entrerà in campo la moviola, la Var. E il pensiero di qualsiasi tifoso della Roma di buona memoria va esattamente alla partita dell'Olimpico contro i Reds. Perché se in quell'occasione ci fosse stata la Var, la Roma - probabilmente, forse, chissà - sarebbe arrivata in finale. Minuto numero 66, risultato sul 2 pari: il terzino Alexander Arnold para sulla linea bianca un tiro di El Shaarawy, ma l'arbitro Skomina non vede niente. Ci fosse stata la Var, sarebbe stato calcio di rigore e rosso per l'inglese. Con mezzora di partita ancora da giocare. Una partita, vale la pena ricordare, terminata 4-2 per i giallorossi.
Era la semifinale di ritorno, domani invece ci sarà appena l'ottavo d'andata. Piano, please. Occhio al Porto. E Piedone Peres se ne sta in Brasile. Ma, nonostante quei ricordi, non ce la facciamo proprio a dire che ci manca.
Coppa e tulipani: Karsdorp e Makkelie, è Champions orange
LEGGO - BALZANI - Confidare nei Paesi Bassi per «entrare in Porto col vessillo» e continuare a sognare in Europa. La Roma domani sera disputerà per la 5ª volta nella sua storia gli ottavi di finale di Champions, ma la serata dell'Olimpico potrebbe tingersi d'arancione. Le tonalità rischiano però di essere diverse. Da una parte Karsdorp e Kluivert dall'altra l'arbitro Danny Makkelie. Quattro K e tanta Olanda. Di sicuro sarà una serata speciale per il terzino al debutto assoluto dal primo minuto in Champions e reduce da un mese di inaspettata rinascita. Karsdorp (oggi è il suo 24° compleanno) è il terzino destro titolare della Roma, dopo essere stato per settimane il primo nome sulla lista dei partenti e sull'elenco delle delusioni firmate Monchi. Due presenze tra agosto 2017 e gennaio 2019, colpa dei tanti infortuni ma non solo. In meno di un mese ne ha giocate cinque di fila tra campionato e coppa Italia.
La luna è cambiata, Karsdorp pure. Il tatuatissimo Rick prima era estraneo al gruppo, a Roma viveva male, non capiva le idee di Di Francesco e ha avuto bisogno di parecchi colloqui con Monchi e il team manager De Sanctis. Un lavoro certosino quello dei due dirigenti che ha portato risultati insperati. Senza trascurare il fatto che a giugno la splendida moglie Astrid Bell gli donerà il suo primo figlio. La bella prestazione col Torino è stata l'inizio della risalita anche se deve ancora recuperare la piena forma fisica. Deve ripartire (quasi) da 0 invece il connazionale Kluivert, che domani sera potrebbe trovare spazio visto il forfait di Schick e la flessione di Florenzi. Ma, come dicevamo, c'è pure l'altra faccia del tulipano. Ad arbitrare il match col Porto di domani, infatti, sarà l'ispettore poliziotto Danny Makkelie. Ovvero il direttore di gara della partita di andata col Barcellona nei quarti della scorsa stagione. Finì 4-1 tra enormi polemiche visto che l'olandese (nato in una colonia venezuelana) non concesse due rigori alla Roma. Clamoroso quello su Dzeko spinto e sgambettato in area da Semedo. Non c'era il Var, che esordirà proprio domani sera in Champions.
A fine gara il bosniaco usò parole molto dure nei confronti del fischietto olandese: «Il rigore? Avrebbe cambiato sicuramente il senso della partita, ma l'arbitro deve avere coraggio per assegnarlo in casa del Barcellona...». I due si troveranno faccia a faccia domani. Makkelie ha 36 anni compiuti a gennaio (praticamente coetaneo di De Rossi che li compirà il 24 luglio) ed è stato incoronato miglior fischietto d'Olanda tanto da partecipare all'ultimo mondiale. Ma già nel 2016 era finito nell'occhio del ciclone per un calcio di rigore inesistente assegnato allo scadere in Ajax-Utrecht. Un rigore definito uno scherzo dall'ex fischietto van der Ende (altro nome famigerato in casa Roma), per il quale Makkelie si è poi scusato tramite Instagram. Nel 2017, invece, la federazione calcio olandese ha sanzionato Makkelie dopo aver scoperto di un prestito di 35 mila euro ricevuto dall'ex collega, nonché suo allenatore e amico Jaap Uilenberg, membro della commissione arbitri dell'Uefa.
In ‘Porto’ col vessillo
INSIDEROMA.COM – MATTEO LUCIANI – La Roma di Eusebio Di Francesco sbanca la Verona clivense con un secco 3-0 e si prepara così psicologicamente al meglio in vista della gara di andata contro i lusitani del Porto, valevole per il passaggio ai Quarti di Finale di Champions League.
Dopo la batosta subita in quel di Firenze, che sembrava realmente poter condurre a un cambio di guida tecnica, i giallorossi hanno sorpreso nuovamente tifosi e addetti ai lavori; pareggio nello scontro diretto per la qualificazione all’Europa che conta contro il Milan di Gennaro Gattuso, in una sfida che i capitolini hanno però sostanzialmente dominato e avrebbero meritato di vincere e, appunto, il tris contro il Chievo di mister Di Carlo, ottenuto in modo autorevole e senza grossa sofferenza.
Cosa aspettarsi, dunque, dal prestigioso confronto con il Porto dell’ex laziale Sergio Conceiçao? Difficile effettuare un pronostico, vista la Roma totalmente incostante di questa stagione 2018/2019.
Per quanto concerne la forma psico-fisica, entrambe le compagini giungono all’appuntamento non al top. La squadra di mister Di Francesco soltanto una decina di giorni fa è stata sull’orlo dell’ennesima crisi di nervi e ha mostrato segnali di risveglio di portata non tale da poter pensare che possa partire con i crismi della favorita. Come se non bastasse, l’allenatore abruzzese sarà costretto a fare a meno del portiere titolare Olsen e di Patrik Schick, apparso finalmente in buono stato durante le ultime apparizioni.
Dal canto suo, il Porto, che comunque comanda la Primeira Liga portoghese, è reduce da tre pareggi nelle ultime quattro uscite, tra campionato e coppa; soprattutto, la formazione di casa allo stadio O Dragao deve rinunciare a due pezzi da novanta del proprio undici titolare, come il centravanti Marega e, con ogni probabilità, anche il funambolo messicano Jesus Corona, uno di coloro che ci ‘purgò’ nel tremendo 0-3 subito all’Olimpico nell’estate del 2016 nella gara di ritorno dei preliminari di Champions League.
Proprio questo precedente tanto vicino temporalmente quanto nefasto, aleggia sulla sfida e per gli amanti della cabala non è certo di buon presagio.
Scaramanzie a parte, ripensando alle formazioni che la Roma avrebbe potuto pescare nell’urna di Nyon lo scorso dicembre, di certo non ci si può lamentare: contro i portoghesi non si parte favoriti, ma senza dubbio neppure con la connotazione di ‘vittime sacrificali’ come sarebbe potuto accadere nel caso di sorteggi differenti.
Qualora la Roma ‘facesse la Roma’, espressione molto in voga soprattutto nei momenti di defaillance della squadra capitolina, avrebbe ottime chance di superare il turno e di finire dritta nella Top 8 dei club europei per il secondo anno di fila; tuttavia, c’è da confrontarsi con una squadra che dall’avvento di Sergio Conceiçao in panchina sembra non perdere colpi e, soprattutto, è anche storicamente più abituata a partite di questo tenore.
Oltre alla qualità tecnico-tattica necessaria per poter sopraffare l’avversario, mai come in questa circostanza i giallorossi dovranno essere in grado di ‘tirare fuori gli attributi’ e mettere in campo quella grinta che spesso gli è stato rimproverato di non avere.
Lo Stadio Olimpico farà la sua parte, con oltre 50.000 presenze previste sugli spalti nonostante il clima di aperta contestazione con squadra e società; la speranza è che i protagonisti sul terreno di gioco possano fare altrettanto per poter, parafrasando una frase pronunciata poco prima dello Scudetto del 1983 dal mai dimenticato Agostino Di Bartolomei, arrivare in ‘Porto’ col vessillo.
Serie A, Milan batte Cagliari 3-0 e scavalca la Roma tornando quarto
Il posaticipo serale di Serie A ha visto il Milan trionfare per 3-0 sul Cagliari.
Ad aprire il match un autogol di Ceppitelli al 13'. Nove minuti più tardi arriva la prima rete rossonera di Paqueta che al volo calcia e trova la sua prima gioia italiana. Chiude il match al 62' Piatek con un facile tap-in.
Serie A, Juve batte Sassuolo 3-0 e torna a +11 sul Napoli
Il primo posticipo di Serie A si è concluso con il successo in trasferta della Juventus sul campo del Sassuolo. Un 0-3 senza repliche aperto al 23' da Khedira con un tiro potente. Nella ripresa al 70' raddoppia Cristiano Ronaldo con un colpo di testa sugli sviluppi di un corner. Chiude il match all'86' Can con un diagonale preciso.
Kluivert: "Voglio rendere ancora più grande il mio nome" (video)
Justin Kluivert, giocatore della Roma, ha rilasiato un'intervista ai microfoni della Uefa:
"Se sento il mio cognome, Kluivert, quello è mio padre. Ha reso grande il suo nome, io voglio renderlo ancora più grande. È speciale giocare con un nome del genere. Non ho mai avuto la sensazione di dover essere migliore né provato alcuna pressione. Adoro giocare a calcio e gioco sempre molto liberamente. Questo è anche uno dei miei punti di forza, penso".
Queste, invece, le sue parole a ESPN:
Perché ho scelto la Roma?
"Il livello dei giocatori è molto alto in Italia ed è per questo che ho scelto di venire qui alla Roma. Ora mi aspetto molto da me stesso, voglio migliorare ogni giorno. Credo che quando senti di essere pronto a fare il prossimo passo, allora devi farlo. E sentivo di essere pronto per questo".
Differenze tra l'Olanda e l'Italia?
"Qui si difende da squadra e anche il ruolo di esterno è diverso. In Olanda si prende la palla e si va diretto all'uno contro uno. Qui invece si deve fare più movimento, bisogna attaccare gli spazi, un modo di giocare che mi porta a migliorare. Ho imparato molto, spero di poter giocare in tutti i ruoli dell'attacco in futuro".
I compagni di squadra?
"Manolas è il più veloce in campo, ma di sicuro è anche il più pazzo... fa sempre scherzi. De Rossi mi ha aiutato in tutto di quando sono qui, fin dal primo giorno. Parla un ottimo inglese. È davvero bello quando qualcuno come lui ti mostra così tanto rispetto e cerca sempre di aiutarti: l'accoglienza perfetta".
La vita a Roma?
"Ho comprato una piccola utilitaria da quando sono qui, ma guidare a Roma è impossibile, cercano sempre di sorpassarti e poi è pieno di buche, se non si sta attenti si rischia di bucare una gomma... Ma è qualcosa che ti tiene sull'attenti. Come in campo: bisogna sempre farsi trovare pronti".
Il calcio olandese?
"Siamo in crescita, invecchiando miglioriamo e vedrete che anche l'Olanda tornerà ad alti livelli, credo che possiamo migliorare molto. De Jong? È incredibile, un trasferimento da sogno al Barcellona. Per uno che ama il calcio e pensa solo a giocare, il Barcellona è il club ideale".
Il gol di mio padre in finale di Champions League?
"Non è qualcosa da tutti, è un momento davvero speciale della sua vita. Io mi sto impegnando a segnare molto di più".
"Chiamarsi Kluivert"@OfficialASRoma #UCL pic.twitter.com/6a9bbhCW0l
— La UEFA (@UEFAcom_it) 10 febbraio 2019