Roma quarta con vista Champions
IL TEMPO - Massimo risultato col minimo sforzo. Mezz’ora di buona Roma sono bastati per espugnare Verona, rifilare tre gol al Chievo e portar via 3 punti che rimettono la Roma al quarto posto assieme alla Lazio e aspettando Atalanta e Milan. Un turno che rischia di cambiar poco alla corsa Champions, ma che significa molto per Di Francesco alla vigilia della partita più importante della stagione. Già perché martedì all’Olimpico arriva il Porto per l’ottavo di Champions League: partita che la Roma non può sbagliare.
Stop dei baby giallorossi dopo 5 vittorie di fila. Il Chievo ne fa quattro
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Dopo cinque vittorie consecutive la Roma Primavera di Alberto De Rossi si ferma. A rallentare la scalata alla vetta è il Chievo, che batte i giallorossi 4-3. Ora la Roma rischia il sorpasso dalla Fiorentina che potrebbe battere il Torino e agguantare il terzo posto. Le reti giallorosse portano la firma di Darboe, Riccardi e Cangiano.
Porto, torna Pellegrini. Olsen e Manolas stringeranno i denti?
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Martedì prossimo all’Olimpico si presenterà il Porto. Lorenzo Pellegrini recupererà senza dubbio per il match di Champions League. Ancora qualche incertezza per Olsen e Manolas alle prese coi rispettivi infortuni al polpaccio e, per il greco, alla schiena e al pube. L’impressione è che entrambi possano stringere i denti.
Di Francesco loda Kolarov: «Ci mette dal nostro inviato la faccia»
IL MESSAGGERO - Torna la Champions e la squadra conferma la sua crescita. Di Francesco può sorridere: «E’ fondamentale l’apporto degli attaccanti per stare in campo in questo modo. Nella gestione della gara possiamo fare meglio, ma nell’insieme generale mi è piaciuto l’approccio della squadra. Dzeko? Ci esalta con grandi giocate, spero si sia tenuto qualche gol per martedì». Eusebio si sofferma sul caso Kolarov e sul suo inchino di pace verso il settore ospiti: «Sta rispondendo sul campo, con atteggiamenti e prestazioni. Credo che l’inchino fosse un gran gesto per chiedere scusa.Questo ragazzo ha giocato con le infiltrazioni per un mese, non riusciva a camminare. Delle volte si sbaglia ma ci ha sempre messo la faccia. Spero dia continuità alle prestazioni,ma non ho mai messo in discussione l’uomo».
Kolarov, fischi dopo l’inchino. Ma Di Francesco: “Un gran gesto”
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Aleksandar Kolarov, terzino della Roma, ha siglato il terzo gol del match con il Chievo. Il serbo dopo la rete messa a segno si è inchinato al settore ospiti romanista, il risultato? Una pioggia di cori al segno di “bastardo” e altre amenità. “Credo che Kolarov abbia fatto un gran gesto – ha ammesso Di Francesco – all’altezza della grande professionalità del calciatore. Ribadisco che ha giocato per un mese col piede rotto”.
Dzeko: «Serata tranquilla? Con noi è difficile…»
IL MESSAGGERO - Dzeko sente profumo di Champions, che ha lasciato con quei cinque gol nel girone. Cinque, come le reti che avrebbe potuto fare al Chievo, ma alla fine ne arriva solo una. Cinque come quelle in campionato. Serata da 10. Poi c’è il numero 83, che rappresenta il numero di gol con la maglia della Roma, tanti quanti Delvecchio. Lui però non è soddisfatto: «Dopo la partita contro la Fiorentina non eravamo contenti nemmeno noi. Speriamo di riavere i nostri tifosi con il Porto, solo se siamo uniti ce la possiamo fare. E’ sempre difficile per noi avere serate tranquille: Mirante ha fatto una grande parata sul due a zero… Con il Milan abbiamo fatto vedere di essere forti e che possiamo essere una squadra compatta, con il Chievo abbiamo dato continuità con il risultato, non è mai facile vincere fuori casa in Serie A».
El Shaarawy rispetta la tradizione: ancora gol e vittoria
IL MESSAGGERO - Ieri Edin Dzeko ha indossato la fascia di capitano al braccio, come quel pomeriggio di fine gennaio a Bergamo quando si sbloccò segnando due gol. Come contro l’Atalanta anche ieri ha segnato Stephan El Shaarawy. Il Faraone è l’ammazza Chievo: settimo gol in carriera e undicesimo successo più due pareggi contro i veronesi. I giallorossi così ritornano al quarto posto anche complice la pochezza del Chievo, una sola vittoria dopo 23 giornate di campionato. A conti fatti, non varrebbe neppure la pena esaltarsi per il clean sheet se non fosse che è arrivato con la coppia Fazio-Marcano lì dietro. Da sottolineare che Zaniolo, impiegato da mezzala sinistra, ha beccato la terza ammonizione nelle ultime tre partite ed è entrato in diffida.
Roma, tiro al bersaglio prima della Champions
GAZZETTA DELLO SPORT - La Capitale ha parlato, Milano risponderà? Anche la Roma ha fatto quel che doveva: bracca la Lazio, si prende almeno un paio di notti al quarto posto mettendo altra pressione all’Inter e sperando in una frenata del Milan, lancia l’operazione Championsscaldando Dzeko, sempre più attaccante di squadra, totale: un gol (il 5° in campionato, tutti in trasferta), un assist, il 4-0 sfiorato due volte. Manifesta superiorità di qualità, per la Roma: altri impegni diranno se è stata vera gloria. Ma intanto: tre gol, due legni(il totale sale a 12), capacità nella sua imperfezione di leggere i momenti per colpire un Chievo che ha detto un altro importante addio ai suoi sogni. Benino a tratti, mai bene bene, quasi sempre male dietro con l’8° gol beccato nel primo quarto d’ora, in totale nove nelle ultime tre partite, e per la prima volta dopo cinque partite un digiuno in casa: così è dura salvarsi. Il primo gol della Roma è stato un torto dei suoi a Di Carlo, che li aveva scongiurati di non ricadere in certe distrazioni difensive: un colpo di testa centrale di Nzonzi è diventato assist per El Shaarawy (7° gol personale al Chievo), stavolta impietoso nel leggere un errore difensivo collettivo, riassunto dal ciapanò di Bani e Frey. Tutti messi, o usciti, male e in ritardo: più che un buco una voragine. Un regalo, più che altro. Invece il secondo gol, quello del 2-0 (23° nei primi tempi in campionato: record), se l’è fatto da solo Dzeko, con un gol capolavoro per lettura, costruzione (uno-due richiesto a Karsdorp) e soluzione finale: sterzata su Hetemaj che lo sta ancora cercando e traiettoria disegnata in spazi ristretti, sul palo lontano. Il terzo gol porta la firma di Kolarov che si inchina ai tifosi giallorossi.
Chievo-Roma 0-3 - Le pagelle dei giallorossi
INSIDEROMA.COM – FEDERICO FALVO – La Roma torna alla vittoria e lo fa nel migliore dei modi con un tondo 3-0. Certo, l’avversario non era dei più ostici, ma visto il momento il successo può fare solo che bene ed aumentare il morale.
Ma vediamo come si sono comportati i giallorossi in campo:
MIRANTE 6.5 – Torna titolare e difende alla perfezione la porta giallorossa. Due gli interventi decisivi per lui, uno nel primo tempo e uno nel secondo. Entrambi decisivi ai fini del risultato.
KARSDORP 6.5 – Sempre perfetto dal punto di vista atletico. Avanza e rientra senza accusare i metri macinati. Migliora anche nelle chiusure difensive.
FAZIO 6 – Molto meglio che in passate occasioni. Prende in mano la difesa e la guida alla perfezione. Ottime chiusure e tempi di intervento.
MARCANO 6.5 – Si posiziona bene prendendo il tempo agli attaccanti avversari ed intervenendo in più di una occasione per liberare l’area o porre fine a situazioni di possibile pericolo.
KOLAROV 6.5 – Si sovrappone sempre bene ed in contropiede piazza la cavalcata che porta al diagonale vincente.
CRISTANTE 6 – Inizia con foga agonistica e rimedia un giallo che ne condiziona il rendimento. Abbassa i ritmi per non venire espulso. Rispetto alle precedenti uscite è meno preciso palla al piede.
NZONZI 6.5 – Positiva la prova del francese, che da diga davanti alla difesa recupera molti palloni e riapre per i compagni in cerca del contropiede vincente.
ZANIOLO 6.5 – Buon primo tempo con pressing a tutto campo ed ottimo controllo della sfera. Si da sempre da fare per la squadra ma nella ripresa, forse anche per stanchezza, perde incisività.
DE ROSSI (dal 76’) SV – Pochi minuti, per far vedere che è completamente recuperato.
SCHICK 6 – Sottotono la prova del ceco, che non riesce a dare il giusto apporto alla manovra offensiva della squadra. Fuori fase e molto meno incisivo dei compagni, anche se compie buoni ripiegamenti. Ma l’infortunio muscolare alla coscia ha fatto anche il suo. Uscito per evitare il peggio.
FLORENZI (DAL 58’) 5.5 – Il risultato è ormai acquisito al suo ingresso in campo. Fa il suo senza incidere.
EL SHAARAWY 7 – Apre le marcature con un ottimo scavetto sull’uscita di Sorrentino. Tiene bene la palla e prova a metterla in area per i compagni. Sfortunato quando il palo gli nega la doppietta personale.
KLUIVERT (dall’85’) SV – Solo cinque minuti per lui, otto totali considerando il recupero.
DZEKO 7 – Da capitano sfodera una prestazione eccezionale. Perfetto sul 2-0 quando trova l’angolo giusto con il mancino e altruista con l’assist per Kolarov. Agisce da boa tenendo palla e aprendo per i compagni che si sovrappongono. Peccato per la traversa che gli nega la doppietta.
Chievo-Roma, arbitra Abisso. I precedenti col fischietto di Palermo
INSIDEROMA.COM - ILARIA PROIETTI - Sarà Rosario Abisso della sezione di Palermo ad arbitrare Chievo-Roma, anticipo della 23esima giornata di Serie A. Il direttore di gara sarà coadiuvato dagli assistenti Bettegoni e Prenna con Piscopo quarto uomo. VAR e AVAR rispettivamente a Pairetto e Tolfo.
PRECEDENTI – Un solo incrocio tra il fischietto siciliano e i giallorossi. Abisso ha diretto Roma-SPAL dello scorso campionato, sempre in un friday night, quando gli uomini di Di Francesco conquistarono la vittoria per 3-1. Le reti giallorosse portano la firma di Dzeko, Strootman e Pellegrini (assente causa squalifica questa sera). Da sottolineare il rosso a Felipe, assegnato dopo pochi minuti di gioco in seguito all’intervento del VAR; il direttore di gara aveva optato per il cartellino giallo, in seguito al contrasto con Dzeko al limite dell’area di rigore, decisione poi rettificata col rosso dopo l’on field review.
Sette, invece, sono le gare dei clivensi dirette da Abisso. Il bilancio è negativo, con una sola vittoria, due pareggi e quattro sconfitte per i gialloblù. L’unico successo, però, è proprio al Bentegodi, nel derby vinto 3-2 contro l’Hellas Verona nel 2017. L’ultima sconfitta, invece, è lo schiacciante 6-1 subito dalla Fiorentina lo scorso agosto.
Il doppio ex di Chievo-Roma: Massimo Marazzina
INSIDEROMA.COM – MATTEO LUCIANI - L'attaccante Massimo Marazzina giunge nella Capitale in prestito per sei mesi, a partire da gennaio del 2003, non riuscendo però mai a essere decisivo. In sua difesa, si può affermare, però, che l'ex centravanti del 'Chievo dei miracoli' abbia avuto veramente poche partite per mettersi in mostra.
Marazzina nasce a Lodi il 16 luglio del 1974, crescendo nel vivaio della squadra della sua città, il Fanfulla, prima di essere notato dagli osservatori dell’Inter ed essere portato in nerazzurro, dove debutta nella massima serie nel corso della stagione ’93-94. Tre sole presenze, prima di girovagare per l’Italia nelle serie inferiori per tanto tempo.
Dal ’94 al 96 gioca nel Foggia, mettendo a segno le sue prime 5 reti da professionista nelle 38 partite giocate. Arriva poi il Chievo Verona, l’esperienza più importante dell’intera carriera di Marazzina. In tutto, nella città di“Romeo e Giulietta”, Marazzina gioca sei stagioni, tra il ’96 e il 2003, eccezion fatta per l’anno in cui veste la maglia amaranto della Reggina, campionato 2000/2001, giocando per la prima volta con continuità nella massima serie.
Durante la prima esperienza veronese, l’attaccante di Lodi colleziona 119 presenze con 29 gol all’attivo. A Reggio Calabria scende, invece, in campo 29 volte mettendo a segno cinque reti. Tornato al Chievo, Marazzina diviene parte integrante del cosiddetto “Chievo dei miracoli” di Gigi Del Neri che, alla prima apparizione in serie A, stupisce tutti con un calcio spettacolare e un ottimo quinto posto finale. Marazzina giostra da seconda punta accanto all’ariete Bernardo Corradi, svolgendo un grande lavoro anche in fase di ripiego. Nell’anno e mezzo giocato con il Chievo in Serie A, Marazzina colleziona 60 partite e 18 gol.
Durante il mercato invernale del gennaio del 2003 per Marazzina arriva la grande occasione: la chiamata della Roma di Fabio Capello.
Franco Sensi ha appena ceduto un Gabriel Omar Batistuta sul viale del tramonto, affermando di aver lasciato all’Inter di Moratti una vera e propria “sòla” e i giallorossi si mobilitano per trovare un sostituto all’altezza. Il mercato di gennaio non offre grandi occasioni, soprattutto se pensiamo che il nuovo arrivato avrebbe dovuto rimpiazzare uno dei più grandi centravanti della storia del calcio, seppur ormai a fine carriera, come il “Re Leone”. Alla fine la spunta Massimo Marazzina, un nome tutt’altro che altisonante e che non fa decisamente infiammare i tifosi giallorossi, ancora tristi per l’addio del capocannoniere dell’ultimo tricolore romanista.
Marazzina si presenta nella Capitale con qualche problema fisico ereditato dall’ultimo mese veronese. Su alcuni quotidiani dell’epoca si legge addirittura di un Capello entusiasta per l’arrivo dell’attaccante di Lodi. In realtà, sembra difficile immaginare un tecnico di Pieris festante, con champagne al seguito, per l’arrivo di quello che era comunque un buon attaccante ma non certo una punta in grado di fare la differenza. Marazzina arriva a Roma a pochi minuti dalla chiusura ufficiale del mercato di gennaio, dopo aver temuto anche che la trattativa potesse saltare, dicendosi ovviamente carico e al settimo cielo per l’opportunità capitatagli.
L’attaccante afferma di essere molto felice anche perché la sua compagna è romana e quindi sarebbe stato il sogno di entrambi potersi fermare a lungo all’ombra del Colosseo. La sua, invece, risulta essere una vera toccata e fuga.
Debutta in maglia giallorossa il 9 febbraio del 2003, entrando nel secondo tempo, al posto di Vincenzo Montella, in un Modena-Roma terminato 1-1. Marazzina fa tanto movimento ma senza rendersi mai pericoloso. Alla fine è il gigantesco difensore greco Traianos Dellas a fare il mestiere di Marazzina, pareggiando i conti allo scadere, nell’insolita posizione di centravanti boa. La settimana successiva, per l’ex Chievo arriva la grande chance da titolare nel non proibitivo impegno interno della Roma contro il Brescia. Marazzina, seppur inserito in una delle annate peggiori della Roma di Capello, buca anche questa volta, sostituito al 62’ da Montella. Il tecnico romanista prova a lanciarlo titolare per la seconda volta consecutiva in campionato, in unUdinese-Roma terminato 2-1 per i bianconeri, ma Marazzina viene richiamato in panchina dopo soli 45’. Capello capisce, quindi, che probabilmente non è la cosa migliore puntare tutto sull’attaccante lombardo quando in attacco dispone già di Montella e Cassano, oltre che del solito capitano Francesco Totti; per Marazzina si spalancano così le porte di panchina e tribuna. Alla fine, in giallorosso raccoglie solo 7 presenze in campionato senza mai andare in rete.
Il compito di sostituire uno come Batistuta non sarebbe stato semplice per nessuno, tuttavia Marazzina, arrivato nella Capitale anche non a posto fisicamente da Verona, dimostrò di non riuscire minimamente ad avvicinarsi all’essere un cecchino infallibile. Peccato, anche se si capì fin da subito che il suo acquisto era avvenuto per mettere una vera e propria “pezza” su quanto non era stato fatto in sede di mercato durante l’estate precedente.
Allenamento Roma, domani la ripresa alle 10:30
La Roma, dopo la vittoria contro il Chievo, tornerà ad allenarsi sui campi di Trigoria domattina alle 10:30. In vista c'è la partita di andata contro il Porto martedì sera, valida per gli ottavi di finale di Champions League.