DiFra salva solo i 3 punti: “Vincere così non mi piace”
MESSAGGERO - CARINA - Di buono, per una volta, c'è soltanto il risultato che permette alla Roma di mantenere la scia del Milan nella corsa alla prossima Champions. Di Francesco prova (a fatica) a trovare anche dell'altro: «Complimenti al Bologna per la partita fatta, ma nel primo tempo non siamo entrati in campo. Avremmo meritato di star sotto, abbiamo lavorato male. Abbiamo vinto come non piace a me, scordiamoci di vincere altre gare così. Nella ripresa però mi è sembrata una squadra migliore quando ho modificato qualcosa a livello tattico». Il riferimento del tecnico è al passaggio dal 4-3-3 al 4-2-3-1 con l'ingresso di De Rossi: «C'è un motivo dietro per il quale Daniele non è partito dall'inizio. Bisogna testarlo giorno dopo giorno. Sapevo che mi sarebbe servito a partita in corso ma credo che sia bastato il cambiamento tattico a fare la differenza. A volte sento dire che con il 4-3-3 abbiamo sistemato tutto e poi siamo dovuti tornare al 4-2-3-1 per rimettere a posto questa partita». Non certo una consolazione. Come preoccupa la constatazione successiva di Eusebio: «Non dico che noi fossimo svogliati, ma sembrava che loro andassero a velocità doppia rispetto alla nostra. E in più abbiamo perso i duelli fisici in tutti i settori». Considerando che la gara con il Porto s'è disputata 6 giorni fa non si può chiamare in causa nemmeno la stanchezza. Un aspetto, quello legato alla tenuta atletica della squadra, che torna ciclicamente a far discutere insieme a quello legato agli infortuni muscolari.
LAZIO ANCORA IN GIOCO - Un successo comunque fondamentale in ottica Champions (giallorossi di nuovo a -1 dal Milan): «Le sconfitte dell'Atalanta e della Lazio cambiano poco. Ci sono anche loro per la corsa Champions. La vittoria del Milan è invece un segnale importante anche per la prestazione fatta dalla squadra di Gattuso a Bergamo. Siamo stati bravi a restare in scia, meno dal punto di vista della prestazione. Accontentiamoci dei 3 punti». Analizza poi la prestazione di alcuni singoli, in primis Zaniolo: «Mi aspettavo che Nicolò potesse dare più fastidio a Dijks. Sui colpi di testa di Santander i difensori invece erano troppo distanti tra di loro». Poi, più in generale: «Siamo stati poco ludici nelle scelte, abbiamo subito troppe ripartenze, sbagliando passaggi molto semplici, cose che non possiamo permetterci. Quando queste gare le vincono le grandi squadre si fanno i complimenti ma ripeto, a me non piace vincerle così»
MIHAJLOVIC INCREDULO - Figuriamoci a Mihajlovic di perderle: «Se non la butti dentro, la Roma ha giocatori che al primo errore ti puniscono. È assurdo perdere una partita del genere. Il pareggio ci sarebbe stato stretto. Abbiamo creato 12 occasioni da gol per farne soltanto uno. Questo comunque è lo spirito di una squadra che gioca per vincere. Olsen è stato molto bravo». Glissa sul rigore concesso ai giallorossi: «Non ho visto cosa è successo. Diciamo che ci poteva stare ma il difensore non poteva neanche scomparire. Come nel basket se ti va addosso è fallo. Gli errori ci stanno, è un'ingenuità che mettiamo in conto ma non posso dire nulla ai miei ragazzi. Al di là di tutto hanno fatto bene. Mancavano solo i gol». Non poco. Passerella finale per Patrick Kluivert, ieri allo stadio per vedere il figlio Justin: «Gli serve più consapevolezza nei suoi mezzi e un briciolo di fortuna in più. Vorrebbe giocare titolare ma deve lavorare per riuscirci».
Olsen, che rientro! “Io decisivo, è stato bello...”
GAZZETTA DELLO SPORT - Si attendeva il primo gol casalingo in campionato del bomber Dzeko per risolvere la pratica ed invece per portare a casa una vittoria pesante per i progetti Champions della Roma è stato determinante il portiere, Robin Olsen. Il 29enne svedese è stato la diga giallorossa per incassare i tre punti. Olsen era al rientro dopo aver saltato le gare contro Chievo e Porto per guai muscolari. Cercava anche il riscatto personale dopo alcune incertezze. Sognava una serata da protagonista. Parata su parata ha costruito la vittoria della Roma.
(...) Olsen sta superando il suo esame con la Roma. Quello per essere il numero uno senza ombre dei suoi predecessori, soprattutto di Alisson. «Sono soddisfatto, contro il Bologna effettivamente ho fatto una bella partita, sono felice di aver dato il mio contributo. Abbiamo concesso troppo, dobbiamo migliorare molte cose: la fase difensiva ma non solo. Lavoreremo su questo a partire da domani. Abbiamo giocato meglio nel secondo tempo, è ovvio. Ci siamo parlati e ci siamo detti che dovevamo cambiare marcia e salire di livello». (...)
L'intervista delle Iene a Zaniolo e alla mamma fa infuriare i tifosi
LEGGO - PASQUALETTI - Le Iene portano bene, recitava uno slogan di qualche anno fa. Oggi, però, il programma di Italia 1 è nella bufera per il servizio andato in onda domenica che ha visto protagonista il baby gioiello giallorosso, Nicolò Zaniolo e sua madre Francesca Costa. Sette minuti e 40 secondi di battute allusive, doppi sensi al limite del sessismo e una serie di provocazioni che hanno mandato su tutte le furie il calciatore che alla fine è sbottato in un «adesso basta!».
La pietra dello scandalo è stata proprio la vivace mamma di Zaniolo che usa i social senza troppi freni, postando foto e selfie ammiccanti e mettendo in mostra la sua bellezza. Fin qui nulla di strano: ognuno è libero di fare ciò che vuole con i propri social. La cosa triste è l'intervista, una serie di doppi sensi a metà strada tra un film erotico anni 70 e un bar di periferia: «Che posizione ti piace?», «Parliamo di misure...», «Dove ti piace farlo?», etc. Un gusto cattivissimo, almeno secondo il baby campione, che è andato su tutte le furie. E con lui un'intera tifoseria che dai social al sito delle Iene ha sfogato il proprio sdegno.
Sicuramente una cosa del genere solo a Roma e alla Roma si poteva vedere: alzi la mano chi ha mai visto un simile trattamento per un calciatore della Juve? Del Milan? Dell'Inter? Solo nella Capitale e solo per la squadra giallorossa (anche se la società si è lamentata con Mediaset...). Zaniolo, fortunatamente, ha la testa sulle spalle e un'intelligenza sopra la media dei calciatori, ma il servizio delle Iene gli ha fatto capire quante insidie si nascondano in questo mondo patinato. Ora si dovrà capire se mamma Francesca si sia accorta del pericolo a cui sta sottoponendo il ragazzo. Una sovraesposizione che rischia di rovinarne il futuro. «Nicolò si è arrabbiato quando ha visto il conduttore, non voleva rilasciare dichiarazioni, poi hanno montato il servizio e messo la sua sfuriata nel finale ha scritto Francesca Costa su Instagram -. Vivo per i miei figli e mi fanno ridere tutti quelli che pensano che stia destabilizzando Nicolò».
Certo è che a 19 anni, un calciatore di serie A non può essere accompagnato al campo da mamma. Specialmente a Roma, dove voci e pettegolezzi corrono più veloce del pallone. Per la crescita di un ragazzo con un simile potenziale - e la storia di Totti dovrebbe insegnarlo a tutti - serve una blindatura totale della famiglia, degli amici e della società.
La Roma soffre ma batte il Bologna. DiFra: “Vincere così non mi piace”
LEGGO - BALZANI - Da Bologna al Bologna c'è un Olsen in più e tre punti benedetti ma immeritati. La Roma resta incollata al treno Champions ma deve ringraziare i miracoli del portiere svedese che ha evitato in più di un'occasione la caduta con almeno quattro miracoli su Soriano e Poli. Il passo indietro rispetto alla bella gara col Porto è evidente soprattutto nel primo tempo quando la squadra si schiera con un 4-3-3 orfano del (purtroppo o per fortuna) indispensabile DeRossi. Il centrocampo con uno Nzonzi soporifero e un Cristante distratto ha sofferto tanto e in difesa le solite amnesie di Fazio e Florenzi hanno peggiorato le cose. Nella ripresa Di Francesco ha aggiustato modulo e uomini con l'ingresso decisivo di El Shaarawy bravo a prendersi un rigore sacrosanto realizzato da Kolarov (con 7 gol è il difensore più prolifico d'Europa nonché i vicecapocannoniere della rosa), e quello dello stesso De Rossi che prima ha rimproverato Florenzi che stava perdendo tempo consegnandogli la fascia da capitano poi è andato a svettare di testa per mettere sul piedone di Fazio il gol del 2-0. Nel finale la solita paura e la rete bolognese con Sansone.
Anche Di Francesco non è soddisfatto: «Abbiamo vinto come non piace a me. Abbiamo preso di nuovo gol, ma ho avuto una risposta dopo un primo tempo svogliato. Nel primo tempo hanno vinto molti duelli che in campo fanno la differenza e meritavamo di andare sotto. Eravamo poco lucidi nelle scelte, sbagliavamo passaggi semplici. Cose che non possiamo permetterci. Nel secondo tempo siamo stati più bravi e ordinati anche se con qualche errore di troppo. Cambiare serve a livello tattico ma pure di mentalità. La lucidità mentale può fare la differenza». E dovrà farla nel trittico di partite che aspetta la Roma: Frosinone, Porto e Lazio. La vittoria resta comunque fondamentale per non far scappare le milanesi e allontanarsi da Atalanta e Lazio ora a -3. «Faccio i complimenti al Bologna, ma abbiamo vinto da squadra matura», il commento di Fazio. Gli risponde Mihajlovic: «Anche il pareggio ci sarebbe stato stretto, ma se non la butti dentro una grande come la Roma prima o poi ti punisce».
Prima della gara Monchi ha parlato di Dzeko e Zaniolo: «Nicolò ha la testa giusta per reggere la pressione. Il futuro di Edin? Conta il presente». Proprio Zaniolo ha giocato una gara da terrestre dopo tante prestazioni extra. Non si può non pensare alla pressione psicologica di una settimana sulle montagne russe tra la doppietta in Champions e certe interviste.
Una difesa di bomber. Roma al top d’Europa
MESSAGGERO - TRANI - Nessuno in casa segna come la Roma: 30 reti. La Juventus prima e il Napoli secondo sono a quota 28, avendo tra l’altro giocato 13 partite contro le 12 dei giallorossi. Ma non sono gli attaccanti a fare la differenza nel gruppo di Di Francesco. Kolarov e Fazio firmano la vittoria sul Bologna e confermano il trend stagionale: con 15 gol, insieme con l’Atalanta, la squadra di Di Francesco è, nei 5 principali tornei del nostro continente, quella che ha festeggiato più gol con i difensori. Il fluidificante mancino è già a quota 7 in campionato (8 con quello in Coppa Italia al Franchi contro la Fiorentina) per il massimo raccolto della sua carriera. Nessun difensore, sempre tra i migliori 5 campionati d’Europa, ha segnato quanto lui. E nella Roma solo El Shaarawy, in questo torneo, ha fatto meglio con 8 reti. Il centrale, invece, ne conta 4 e sale a 8 nelle 92 gare giocate in serie A.
NESSUNA GIUSTIFICAZIONE - Fazio abbraccia Perotti dopo il gol e, a fine partita, fa i complimenti alla squadra di Mihajlovic che non riesce a evitare il 1° ko dopo i 4 punti presi in 2 partite: «Queste partite dobbiamo vincerle se vogliamo arrivare in Champions. E’ ancora lunga... Il Bologna ha fatto una grande prestazione ma la Roma si è comportata da squadra matura. Nel 1° tempo più bravi loro, nella ripresa noi». Olsen si coccola la moglie e il piccolo erede a bordocampo. E ammette: «Non è questa la vera Roma. Possiamo fare di più. Il match andrà analizzato a fondo».
I tifosi giallorossi infuriati con le Iene
MESSAGGERO - Il programma televisivo Le Iene ha fatto un buco nell’acqua facendo infuriare tifosi romanisti e non solo rimasti attoniti e sconcertati domenica sera durante il servizio di Nicolò De Devitiis su Nicolò Zaniolo e sua mamma Francesca. Domande inopportune e squallidi doppi sensi hanno innervosito il centrocampista giallorosso che scocciato ha lasciato l’auto rifugiandosi nel suo appartamento quando si è reso conto che la chiacchierata sarebbe sfociata in una partecipazione della mamma al Grande Fratello: «Questa intervista neanche la volevo fare. Mia madre in un reality? Proprio no». Il servizio, dicevamo, ha scatenato la reazione dei tifosi che hanno intasato le bacheche social e le radio per gridare tutto il loro dissenso: «Fate le lotte per i diritti delle donne e il bullismo e poi solo perché una bella donna si fa due selfie sui social la trattate come una poco di buono», si legge sulla pagina ufficiale del programma in onda su Italia 1. «Ma come si fa ad andare davanti a un ragazzino a dire certe cose a sua mamma? Vergognatevi», «Approfittarsi dell’ingenuità di un ragazzo ridicolizzandone la madre è un gesto vigliacco». Il trend è sempre lo stesso, ma nell’era dei clic e delle visualizzazioni, i social media manager delle Iene hanno anche riproposto il servizio ieri pomeriggio che ha totalizzato numeri da record: quasi mezzo milione di views e più di 2.000 commenti. Migliaia gli utenti hanno pensato anche di scrivere direttamente a mamma Francesca Costa su Instagram
per esprimerle solidarietà, lei ha raccontato alcuni retroscena dell’intervista: «Non era voluta, quando Nicolò ha visto il giornalista si è arrabbiato perché non voleva rilasciare dichiarazioni». Lo hanno intuito anche i tifosi della Roma che in massa hanno inondato di insulti e critiche il profilo Instagram di De Devitiis costringendolo a rendere privato l’account. Di bello restano le parole di Nicolò che, nonostante l’ondata di popolarità che sta vivendo, ha scelto di pensare solo al calcio e al futuro: «Mi piacerebbe diventare una bandiera come lo sono stati Totti o Del Piero. Francesco mi ha detto di rimanere con i piedi per terra perché il bello deve ancora venire».
Robin si veste da supereroe come Batman
MESSAGGERO - FERRETTI - La Roma vince la partita che doveva vincere per guardare il Diavolo più da vicino. Ma quanta sofferenza. Troppa, come è accaduto un sacco di volte nel passato più o meno recente. I giallorossi portano a casa tre punti e, per questo, devono ringraziare, tanto, lo svedese Robin Olsen che para tutto quello che era possibile (e assolutamente non semplice) parare. Il successo porta soprattutto la sua firma, a legger bene la cronaca.
Partita complicata, secondo pronostici. Bologna attento nella fase di palleggio, Roma meno ordinata ma più rabbiosa quando entra in possesso del pallone. Nulla di straordinario, comunque, per via della serata in sordina di troppi elementi con la maglia rossa. La squadra di Di Francesco sembra aspettare le mosse del nemico prima di mettersi in moto oppure, probabilmente, non ce la fa proprio a prendere in mano le redini della partita. Troppi errori, ad esempio, nella fase di impostazione del gioco, con una marea di palloni bruciati nella fase di uscita. E con un'altissima percentuale di errori riferibile ai difensori, eccessivamente fallosi al momento di azionare il pallone. E Zaniolo? Là a destra poco servito, poco cercato, molto marcato e, per questo, poco nel vivo della partita. Un paio di strappi in avanti, anche un paio di recuperi importanti in fase difensiva ma nulla da Zaniolo. Da segnalare nel primo tempo, invece, quattro parate determinanti di Olsen e una traversa di Soriano. La testimonianza diretta della serata svagata della squadra di EDF. Sì, bravino il Bologna ma Roma molle e troppo perforabile specie centralmente. E con la testa chissà dove. Mah.
L'INTERRUTTORE - Ancora una volta, insomma, stupisce l'immensa capacità della Roma di giocare in maniera pessima una partita contro un avversario sulla carta (molto) abbordabile. Come se a far funzionare o meno i giallorossi ci fosse un interruttore on off nelle mani del destino. Impensabile, del resto, che tutte le cose brutte siano frutto solo della mente dei calciatori o di chi li guida. Fosse vero il contrario, si sarebbe trovata da tempo una soluzione, invece niente. Tu non sai mai che Roma farà. Puoi, anzi devi aspettarti di tutto nel bene o nel male. E, per l'appunto, il cambio di modulo nella ripresa, con El Shaarawy dentro e Zaniolo al centro, porta quasi subito al calcio di rigore trasformato da Kolarov, sette gol in campionato, proprio sotto la Sud. Niente inchino, stavolta. Olsen protegge ancora da par suo il vantaggio, poi Fazio raddoppia sugli sviluppi di una palla inattiva. Evidentemente l'interruttore durante l'intervallo era stato spostato sull'on. Così il gol di Sansone, nel finale, non preoccupa più di tanto.
La Roma vede il Diavolo
MESSAGGERO - TRANI - Basta metà prestazione per prendersi il match: la Roma, entrando in scena all'Olimpico solo nella ripresa, supera il Bologna (2-1) e si riavvicina al Milan quarto, ora a più 1, restando in corsa per la zona Champions e staccando di 3 punti l'Atalanta e la Lazio. Successo, dunque, sofferto, ma prezioso per la classifica: allungata la striscia positiva in campionato (7 risultati utili: 5 vittorie e 2 pari), cominciata dopo Natale.
FALSA PARTENZA - Di Francesco limita gli interventi e, per otto-undicesimi, ripropone la formazione che ha battuto martedì scorso il Porto. È sempre inedita, la numero 33 in 33 partite, come è nuovo il tridente con Zaniolo, Dzeko e Kluivert. Sono loro, del resto, gli unici 3 giocatori offensivi a dare garanzie. In panchina torna Perotti e trova spazio, recuperato in extremis, El Shaarawy. I 3 che entrano sono Olsen, cioè il portiere titolare, Nzonzi, anche per evitare la full immersion a De Rossi dopo i 3 mesi abbondanti di stop, e appunto Kluivert. Zaniolo, dunque, gioca il suo 3° match di fila da esterno alto. Il 4-1-4-1, però, va presto in tilt: la Roma non ha l'equilibrio delle ultime partite e, nella prima parte, rischia come spesso è accaduto in questa stagione. Mihajlovic risponde al collega con il 4-2-3-1, puntando sul rombo offensivo che ha qualità e potenza: dietro al centravanti Santander, il trequartista è Soriano, con Edera e Sansone rispettivamente sulle corsie di destra e di sinistra. Il più ispirato è Soriano che calcia subito di destro: Olsen alza sopra la traversa. Sempre Soriano, dopo torre di Santander, calcia sul portiere giallorosso di sinistro, sprecando la chance per il possibile vantaggio. Ancora decisivo Olsen prima dell'intervallo: chiusura con le gambe sul sinistro di Edera. E nel recupero Soriano centra la traversa. Fazio sbanda e spesso è fuori posizione. L'Olimpico fischia i giallorossi, bocciati dal pubblico per la prova sciatta e soprattutto fiacca.
SENZA RITMO - Il Bologna usa il pressing per limitare la Roma. La scelta paga nel 1° tempo. Le assenze non incidono sul piano di Mihajlovic: mancano gli infortunati Lyanco, Mattiello, Orsolini, Destro e Gonzalez, più lo squalificato Palacio, ma l'atteggiamento di chi va in campo è comunque propositivo. I giallorossi, lenti nel palleggio, faticano a conquistare campo. Timidi e impacciati, anche se davanti hanno la terzultima squadra della serie A, non riescono a salire, restando bloccati nella loro metà campo. Kluivert va per conto suo, Dzeko, ancora a digiuno all'Olimpico in campionato, non ha l'appoggio di Cristante e Pellegrini che si preoccupano solo della fase difensiva e di collaborare con Nzonzi passeggia. Kolarov frena a sinistra, Florenzi è almeno più intraprendente.
CORREZIONE IN CORSA - Fuori Cristante, dentro El Shaarawy che indirizza il match: Di Francesco cerca di aggiustare l'assetto, mettendosi a specchio con il 4-2-3-1. Pellegrini va ad affiancare Nzonzi, Zaniolo si accentra da trequartista e Kluivert passa a destra, lasciando la fascia sinistra a El Shaarawy. Fazio regala a Edera il contropiede: conclusione scontata e Olsen blocca. El Shaarawy, andando a chiudere il triangolo con Dzeko, cade in area, atterrato da Helander: rigore, trasformato da Kolarov sotto la Sud. Il gol del vantaggio sveglia i giallorossi, anche se Olsen deve subito volare sul tiro di Poli. Skorupski ferma Zaniolo, lanciato da El Shaarawy. Cambia pure Mihajlovic: Svanberg per Edera. Esce Kluivert per De Rossi che lascia la fascia a Florenzi. Pellegrini si alza a destra. Ecco Dzemaili per Poli. Fazio si fa perdonare e firma il raddoppio: destro su spizzata di De Rossi. Olsen è il migliore in campo e si arrende solo prima del recupero sul destro di Sansone (gol confermato dal Var).
Cornet, il nome nuovo per il mercato di Monchi
INSIDEROMA.COM - SARA BENEDETTI - La Roma guarda già al mercato estivo e nonostante quello invernale sia da poco concluso, il toto nomi è già più vivo che mai. E' di iei la notizia che la Roma ed il ds Monchi avrebbero messo gli occhi su Cornet, attaccante ivoriano di proprietà del Lione, club con il quale, il classe '96 si sta mettendo in mostra. Lo sa bene anche il Manchester City che nel girone di Champions tra andata e ritorno contro i francesi, ha subito ben quattro gol, tre dei quali segnati dallo stesso ragazzo nativo di Bregbo, piccola realtà urbana vicina alla capitale ivoriana Abidjan.
UN PO' DI STORIA - Maxwel Cornet nasce il 27 settembre 1996 a Bregbo, località della Costa d’Avorio, tuttavia, il calciatore del Lione è praticamente cresciuto sempre in Francia, dato il trasferimento nel paese transalpino all’età di tre anni. Non c’è voluto molto per comprende le capacità del ragazzo: a sette anni era stato già inserito nelle giovanili del Metz, ma le sue doti colpiscono così tanto gli allenatori francesi che viene inserito in squadra con i ragazzini di undici anni. Già a sedici anni esordisce tra i professionisti con il Metz, due stagioni più tardi il Lione lo acquista per 200 mila euro. Con la maglia dell’OL dimostra le sue qualità vestendo il numero 27. Cornet è una attaccante mobile, dotato di tecnica e rapidità, che ama partire dall’esterno per poi accentrarsi e cercare la giocata vincente con il suo piede preferito, il sinistro. Il ragazzo sulla carta può giocare sia come ala destra che sinistra, infatti spesso durante le partite si allarga per cercare spazi e lo scambio veloce con i compagni. Da evidenziare la sua grande abilità di scattare e attaccare la profondità, mettendo spesso in difficoltà le retroguardie avversarie. Nonostante la struttura fisica non sia imponente e l’altezza arrivi fino a 179 cm, il Nazionale ivoriano in area di rigore sa farsi valere: la velocità nel breve, unita alla capacità di andare al tiro con entrambi i piedi, risulta spesso fatale alle difese che giocano contro Cornet, come testimoniano i 33 gol (alcuni pesantissimi) messi a segno in 149 presenze (molte delle quali da subentrato) con la maglia dell’OL. Il ragazzo è in continua evoluzione, anche in virtù dell’età (22 anni): non ha limiti e sembra rispecchiare a pieno il prototipo del calciatore moderno. Diversi top club hanno già manifestato un grandissimo interesse, ma se il Lione dovesse cederlo allora metterebbe a segno una grande plusvalenza. Per il momento il club francese si gode il talento di Maxwel Cornet, pronto a brillare anche nei palcoscenici più prestigiosi d’Europa e chissà che il prossimo stadio in cui poterlo ammirare non sia proprio l'Olimpico di Roma, con la casacca giallorossa sulle spalle.
Conferenza Di Francesco: "Ho cambiato col 4-2-3-1 che ha dato maggior equilibrio e ripartenze"
Eusebio Di Francesco, tecnico della Roma, ha parlato in conferenza stampa dopo la vittoria contro il Bologna. Queste le sue parole:
Aveva chiesto un atteggiamento in stile Porto. Come si spiega un passo indietro?
"In altre occasione avevamo meritato qualcosa in più. Ci tengo alla prestazione, non è stata all’altezza soprattutto nel primo tempo. La ripresa ha un senso differente. Il Bologna ha fatto una grande partita, erano più brillante, vincevano i duelli. Forse abbiamo pagato la partita col Porto e qualche cambiamento. Il calcio è tutto e il contrario di tutto, soprattutto qui. Tante partite ravvicinate non ti aiutano".
Loro arrivavano prima. Erano più vicini alla zona del pallone.
"Non è questione di stare vicini alla zona, tutti stanno vicini. Poi il pallone lo prende chi è più attento. Abbiamo fatto errori di posizionamento: hanno creato le occasioni più importanti su due spizzate, tutte sottigliezze che stavamo pagando profumatamente. Ho cambiato col 4-2-3-1 che ha dato maggior equilibrio e ripartenze. Il secondo tempo è stata un’altra partita, la squadra è stata differente".
De Rossi perché non dall’inizio visto che stava bene?
"Se dico che stava bene è anche per nascondere la formazione. Non è che ho un redattore che devo dare conto. So benissimo che Daniele potrebbe giocare, ma non so come reagisce il giorno dopo. Dobbiamo centellinarlo. Se ci basiamo solo su un giocatore c’è qualcosa che non va. I risultati sono stati fatti con e senza Daniele, che è un giocatore importantissimo soprattutto nel 4-3-3. Ne è stato avvantaggiato anche Nzonzi, che poteva aggredire in avanti e con meno tatticismi. Per noi De Rossi è molto importante. Se si allena oggi non so se si allena domani, dobbiamo essere bravi a portarlo gradualmente a giocare tre partite con continuità".
Olsen: si può dire che la Roma ha un top in porta dopo Alisson?
"La più difficile su quel traversone di Poli, una palla difficilissima da leggere. È un grandissimo professionista, non è stato sempre brillantissimo nell’ultimo periodo ma è rientrato bene. Le grandi squadre spesso hanno i portieri migliori in campo. Contenti di averlo".
Gli indisponibili erano tre più Perotti. Lei non fa turnover perché?
"È una scelta, per giocare 4-3-3 devo mettere determinati giocatori. Speravo dessero continuità, sono rimasto sorpreso che nel primo tempo eravamo poco brillanti. Non ho la sfera magica, è tutto e il contrario di tutto. Devo capire questa squadra che manca di continuità di prestazione. Chi era stato poco lucido nella ripresa è cresciuto, ma dopo il primo tempo non bastavano due cambi".
Da dicembre il cambio di passo: Roma imbattuta in campionato da sei giornate
INSIDEROMA.COM – ILARIA PROIETTI – Come molto spesso succede dall’inizio della stagione, in casa Roma vige un imperativo, guardando all’impegno di stasera: vietato sbagliare. Lazio e Atalanta, entrambe sconfitte durante il weekend, hanno lasciato un po’ di strada alla Roma per tentare di staccarsi dalle dirette avversarie alla lotta Champions, e di rimanere nella scia del Milan, la squadra da battere secondo Di Francesco.
Anche perché il momento della Roma in campionato è più che positivo. I giallorossi, infatti, non perdono una partita dal 22 dicembre scorso, dall’1-0 contro la Juventus allo Stadium. I numeri parlano di sei giornate senza subire sconfitte, più precisamente di quattro vittorie (Sassuolo, Parma, Torino e Chievo Verona) e due pareggi (Atalanta e Milan). I giallorossi mettono a segno la miglior serie positiva della stagione, eguagliando CR7 e compagni (14 punti conquistati in 6 giornate). Dal clamoroso pareggio di Cagliari la Roma ha infatti cambiato passo in campionato. Da dicembre soltanto la Juventus ha fatto meglio della squadra di Di Francesco, raccogliendo 20 punti in otto giornate, a fronte dei 17 conquistati dai giallorossi.
Le pagelle di Roma-Bologna
La Roma vince 2-1 soffrendo in casa contro il Bologna. I giallorossi giocano male soprattutto nel primo tempo e vengono salvati da Olsen ed una traversa che impedisce agli ospiti di passare in vantaggio. Nella ripresa, sono i difensori Kolarov (su rigore) e Fazio a regalare i 3 punti anche se devono stringere i denti sino all'ultimo, poiché segna Sansone il gol che riapre il match.
Olsen 7.5 Il portiere svedese è spesso criticato da una certa parte della stampa e della tifoseria ma contro il Bologna il merito principale della vittoria appartiene all'estremo difensore. Non sarà mai Alisson ma è comunque un ottimo elemento per la squadra e la sua presenza è un fattore in quasi tutte le gare.
Florenzi 6 - Si impegna molto sia in fase difensiva che offensiva ma è poco lucido in entrambe le fasi anche se non fa errori importanti e recupera qualche pallone importante. Sbaglia un paio di ultimi passaggi che avrebbero messo Dzeko solo davanti alla porta e pronto a fare il tap-in vincente. (85' Santon s.v.) Pochi minuti nei quali fa un paio di buoni interventi ma lascia girovagare Sansone in area di rigore e non lo contiene nell'azione della rete del 2-1. Si poteva fare meglio.
Manolas 7 - Peccato per il gol subito nel finale, altrimenti la sua prestazione sarebbe stata ancora migliore. Praticamente, in difesa la Roma può contare quasi solo su di lui, che si carica la retroguardia sulle spalle salvando più volte quando le punte felsinee erano sicure di arrivare al tiro.
Fazio 6 - Lo salva la rete della vittoria che gli permette di raggiungere la sufficienza in una giornata in cui in fase difensiva non ne indovina molte. Sempre in ritardo con Santader ed è addirittura colpevole dell'assist a Soriano, che tira sulla traversa a fine primo tempo.
Kolarov 6.5 - Comincia sbagliando troppi palloni e appoggi semplici per un giocatore della sua esperienza e del suo valore. Poi, cresce cammin facendo e con El Shaarawy davanti nella ripresa, torna ad esser un fattore in avanti ma è anche più attento in difesa. Il rigore trasformato lo porta a 7 reti stagionali, record personale ed è il capocannoniere europeo dei difensori.
Cristante 5.5 - E' un pò in fase di down rispetto ad un mese fa e ha forse giocato troppe gare consecutive e merita di riposare. Esce a fine primo tempo e la squadra migliora. (46' El Shaarawy 6.5) - Entra e dopo pochi minuti ha il pregio di fare uno splendido 1-2 con Dzeko e di procurarsi il rigore del vantaggio giallorosso. La sua presenza in campo è sempre importante anche se l'alternanza con Perotti sarà una risorsa da tirar fuori più avanti.
Nzonzi 5 - Il centrocampista francese gioca finalmente nel suo ruolo naturale ma Soriano non gli dà respiro e lo soffre moltissimo, sia quando è in possesso del pallone sia quando deve recuperare sull'ex Torino. Un pò meglio quando entra De Rossi e si posiziona accanto al capitano romanista ma gioca male soprattutto la prima frazione di gioco.
Pellegrini 6 - Prova diligente del centrocampista romano che non eccellente ma svolge il suo compito in maniera ordinata anche quando viene spostato sulla fascia. Si rende utile quando serve giocare di sciabola e lascia finalmente da parte il fioretto.
Zaniolo 6 - Non la miglior partita del talentino romanista. Troppe luci della ribalta dopo la doppietta di Champions ma gli avversari lo tartassano di falli con la compiacenza di un pessimo Di Bello, che gli concede la prima punizione al 75'. Inizia con un paio di spunti dei suoi ma piano piano va sparendo dalla gara.
Dzeko 6.5 - Poco lucido sotto porta ma fondamentale in questa squadra. La sua presenza in campo si fa sentire sempre, recupera palloni impossibili, li protegge, nel finale si mette sulla bandierina del calcio d'angolo per far passare i secondi. Un altro che si sta caricando la squadra sulle spalle.
Kluivert 6 - L'olandese gioca 2 partite: una nel primo tempo telecomandato da mister Di Francesco, dove si impegna e lotta su ogni pallone, mostrando buona tecnica, qualche spunto ma poche idee. Nella seconda parte di gara, si estranea dal gioco sino all'inevitabile sostituzione. (67' De Rossi 6.5) - Entra in campo e la squadra cambia marcia, così come fatto all'ingresso in campo di El Shaarawy. Uno dei primi palloni da lui toccati si trasforma in oro: lancio in verticale per Dzeko, che Helander è costretto a deviare in angolo. Sugli sviluppi del corner, proprio il suo colpo di testa fa da assist al gol di Fazio. Leader vero in campo ma ancora grandissimo giocatore.
Di Francesco 6 - La vittoria è una medicina importante per una squadra che deve ancora ritrovare la piena fiducia dei suoi tifosi, che in ogni caso hanno fatto il loro dovere sostenendo i giallorossi nel momento più difficile, come i veri innamorati fanno. Primo tempo orribile e solo sorte ed Olsen hanno impedito guai peggiori del pareggio ma l'ingresso in campo di El Shaarawy prima e De Rossi poi hanno dato linfa vitale ai compagni, apparsi più sicuri sino ai soliti 10-15 minuti finali, dove il punteggio di 2-0 a proprio favore viene visto come uno spauracchio e su questo dovrà lavorare molto per evitare nuove rimonte stile Chievo e Cagliari ma anche Genoa e Torino, dove alla fine si è vinto ma soffrendo tantissimo.