Da Pizzaballa a Mancini: quanti incroci con la Dea
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Dall’uomo della figurina introvabile, Pizzaballa, all’attaccante che la Roma avrebbe voluto portare a Trigoria almeno un paio di volte, cioè il Papu Gomez. Dal portiere che Sensi scelse l’anno dopo lo scudetto, Pelizzoli, pagandolo 27 miliardi nel 2001, all’acquisto di Cristante, costato 30 milioni, centrocampista più caro dell’era americana: tra Roma e Atalanta la storia degli intrecci di mercato è una storia di amori nati all’improvviso e terminati in poco tempo. (...) Come nel caso di Mancini (...) Difficile che l’Atalanta sia dello stesso parere, perché il difensore è un pilastro della squadra di Gasperini. Con lui gioca Toloi, che a Trigoria si vide per appena una manciata di partite nel primo anno di Garcia, per poi tornare in patria perché i soldi per riscattarlo, circa 5 milioni, non c’erano. (...) Si è innamorato della squadra e della società, giocando 121 partite. È arrivato a 170, invece, il Papu Gomez, che alla Roma è stato vicino nel 2011 e poi qualche anno più tardi (...) Discorso simile, solo nell’esito finale, quello di Kessie: oggi gioca nel Milan, due anni fa dall’Atalanta sembrava destinato alla Roma. Accordo totale tra le due società, lui e gli agenti hanno cambiato idea all’ultimo, Monchi se ne è fatto una ragione e la scorsa stagione, sempre di questi tempi, ha gettato le basi per Cristante. (...)
Cristante ritorna dove è esploso: "Giocatore top"
LA GAZZETTA DELLO SPORT - In tutto diciotto mesi, in fin dei conti neanche tantissimo nella carriera di un calciatore. Ma diciotto mesi intensi, vivi, fatti di momenti esaltanti e di grandi soddisfazioni. E, soprattutto, diciotto mesi in cui Bryan Cristante ha messo da parte qualche brutta avventura del passato e dimostrato a tutti la grande qualità che aveva fatto intravedere nei suoi primi passi, quelli al Milan. Insomma, il legame tra Cristante e Bergamo è forte e resta ancora tale. Perché con l’Atalanta Bryan ha spiccato definitivamente il volo. (...) Domenica Cristante tornerà per la prima volta da avversario allo stadio Azzurri d’Italia, dove ha costruito alcune delle sue giornate più belle della sua carriera. Anche se, forse, la partita che gli resta di più nel cuore tra quelle giocate con l’Atalanta l’ha disputata lontano da lì. Esattamente a Liverpool, quando l’Atalanta vinse 5-1 in casa dell’Everton e Bryan segnò una doppietta meravigliosa. «È stata la giornata più bella mia carriera», disse lui a fine partita. (...) Domenica, dunque, il cuore per un po’ gli andrà in gola, l’emozione gli bloccherà i battiti e magari la salivazione diventerà faticosa. Per un po’, però, giusto il tempo di ambientarsi e tornare con la testa alla partita. Ma come verrà accolto Cristante dalla gente nerazzurra? Presumibilmente bene, perché la tifoseria della Dea gli è ancora legata. Cristante è arrivato in punta di piedi, a gennaio 2017, per sostituire Roberto Gagliardini, appena acquistato dall’Inter. Non si pensava potesse essere l’innesto che poi si è rivelato, ma lui invece ci ha messo dentro un po’ tutto. (...) Cristante a Bergamo dovrebbe ora giocare la sua ventunesima partita consecutiva. Dal 26 settembre, il giorno di Roma-Frosinone, Bryan non è più uscito di squadra. Un po’ per necessità (l’infortunio di De Rossi) un po’ per virtù, visto che i miglioramenti da mediano sono evidenti. Già, perché il cambiamento di Cristante rispetto all’esperienza all’Atalanta è proprio questo. In nerazzurro giocava da mezzala o da trequartista, qui si è oramai specializzato davanti alla difesa. (...)
Freuler non ce la fa, tocca a Pasalic. Si rivede Adnan
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Contro la Roma senza Freuler. Tutti i titolari tranne uno: domenica, l’Atalanta affronterà i giallorossi senza il cervello di centrocampo. Con ogni probabilità, lo svizzero sarà sostituito da Pasalic, che dovrebbe essere confermato dopo la buona prestazione di Frosinone: Pessina, l’alternativa, dovrebbe partire ancora dalla panchina. Nessuna sorpresa, dunque, sul fronte Freuler: l’elongazione all’adduttore destro rimediata venerdì scorso lo lascia ancora al palo: la speranza è recuperarlo per la Juventus (mercoledì prossimo, in Coppa Italia) o almeno per il Cagliari (la domenica successiva). (...) Come Freuler, anche Varnier ha lavorato a parte, ma qui il problema è più complicato: il difensore è fuori da luglio a causa della rottura del crociato e deve ancora attendere per il rientro in campo, fissato ora per marzo. Gli altri sono tutti disponibili, con un dubbio riguardante Alì Adnan: l’ex Udinese ha concluso anzitempo l’avventura in Coppa d’Asia dopo l’eliminazione del suo Iraq e domani si presenterà a Zingonia (...)
Il nuovo Papu inventato da Gasperini: segna meno, corre di più
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Grande, il Papu, lo è da sempre. Non nell’altezza (leggendo queste righe, siamo sicuri che ci perdonerà), ma nei suoi 165 centimetri c’è comunque un così gran concentrato di qualità che forse anche i giganti di 2 metri si sognano: tecnica, forza (68 kg di muscoli) e da un po’ pure un senso tattico unico. Dal 5-1 di Verona (21 ottobre) è cambiato tutto. Per sé, e di conseguenza per la squadra. Non più esterno nel 3-4-3, ma trequartista. (...) ra i calciatori in rosa, nessun altro avrebbe potuto sostituire Cristante. Un 10 sulla lavagna, vero collante tra le linee in campo. Non sarebbe bastato inventare là davanti, fondamentale dare una mano dietro: «Al 90’ sono morto, ma il gruppo viene prima», così Gomez a dicembre. Da uno con gli attributi, dopo le parole è logico aspettarsi i fatti: media di 9,62 km percorsi a partita in Serie A, resa bella con 5 reti e 6 assist in 19 presenze. Dati inferiori rispetto al primo anno di Gasperini (16 e 12 in 37 gare), ma solo numericamente. (...) A Bergamo c’è la Roma, che quando vede Gomez fa il segno della croce: Chievo a parte (colpito 5 volte), rappresenta la vittima preferita del gigante (senza virgolette) di Buenos Aires: in 13 incroci ha segnato 4 volte servendo 6 assist (stesso score col Genoa, affrontato una volta in più). E il bilancio di squadra sorride: 5 pareggi, 3 sconfitte e 5 successi. Memorabile quello del 21 novembre 2016, alla 13a giornata del campionato dei record di punti (Dea quarta a 72). Lì Gasperini capì che la sua creatura magica avrebbe potuto sgomitare con tutti: Roma k.o. 2-1 con tantissimo Papu. (...)
L'autopsia su Belardinelli: "Schiacciato da due sull'anca"
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Oggi nella sua Morazzone (alle 14.30 nella chiesa di Sant’Ambrogio), in provincia di Varese, ci saranno finalmente i funerali, ma intanto l’autopsia svela le cause dell’uccisione di Daniele Belardinelli, il 39enne ultrà del Varese morto al termine degli incidenti di Santo Stefano tra tifosi dell’Inter e del Napoli. Secondo gli esami, Dede è stato schiacciato da un’auto (con tutta la probabilità la Volvo V40 sequestrata a Napoli) che gli è passata sopra con le gomme all’altezza del bacino, provocando uno spostamento dell’anca che ha causato la lesione mortale degli organi interni. (...)
Il caso Gavillucci scuote gli arbitri
IL MESSAGGERO - ABBRUZZINO - Dismesso a giugno dalla Can-A, Claudio Gavillucci (36 anni) da mercoledì scorso è di nuovo un direttore di gara del massimo campionato di calcio. A deciderlo è stata la Corte Federale d'Appello, chiamata a pronunciarsi sul ricorso presentato dall'arbitro di Latina, dismesso dal Comitato Nazionale Aia per motivate ragioni tecniche. Il collegio presieduto da Sergio Santoro ha annullato «il Comunicato Ufficiale dell'Aia nella sola parte in cui comunica la dismissione del signor Claudio Gavillucci dalla Can A, deliberata in pari data dal Comitato Nazionale e, per l'effetto, annulla il provvedimento con il quale l'Aia ha disposto la predetta dismissione».
LA PRIMA VOLTA - Un provvedimento che ha profondamente scosso il mondo arbitrale, che mai si era trovato davanti ad una situazione simile. Ora sarà interessante leggere le motivazioni che hanno portato alla pronuncia, che introduce come elemento nuovo la connotazione pubblicistica dell'Aia e con essa il dovere a rispettare la legge sulla trasparenza negli atti amministrativi. Proprio l'assenza di chiarezza nei giudizi dei direttori di gara è stato uno dei punti su cui si è fondato il ricorso presentato da Gavilucci, che ha denunciato la non corretta applicazione del regolamento, una non chiara e intellegibile valutazione dell'operato dell'arbitro, la mancata comunicazione della graduatoria di fine anno. «La nostra battaglia commenta Gianluca Ciotti che insieme a Leonardo Guidi, peraltro un ex arbitro, ha assistito legalmente Gavillucci l'avevamo in parte già vinta nel momento in cui, in questa stagione, per la prima volta in assoluto, gli arbitri hanno ricevuto copia dei referti con i voti, avendo così una idea della loro valutazione».
I TRIBUNALI - La vicenda Gavillucci era iniziata nel luglio scorso, quando l'arbitro di Latina aveva presentato ricorso contro la dismissione dalla Can A. Ricorso bocciato dal Tribunale Federale, a sua volta smentito dalla Corte Federale d'Appello che ad agosto aveva ravvisato nel primo procedimento «il difetto di contraddittorio nei confronti di almeno uno dei contro interessati». Sulla base di questo pronunciamento Gavillucci è stato reintegro nei quadri arbitrali e il 13 ottobre è andato a dirigere la gara del campionato Allievi fascia B, Vis Sezze-Tor de' Cenci. Un ritorno che fece clamore, lui che vanta 135 partite arbitrate tra serie A (50), serie B (74) e Coppa Italia (11) e che nel maggio scorso aveva interrotto Sampdoria-Napoli per cori razzisti.
Ieri il presidente dell'Aia Marcello Nicchi ha annunciato che «in attesa di conoscerne le motivazioni, non può che esprimere rispetto verso tale pronuncia, pur non condividendola, riservandosi ogni impugnazione». Che significherà, probabilmente, un ricorso al Collegio di Garanzia: «Ho qualche perplessità che questo ricorso si faccia», la replica dell'avvocato Ciotti. «L'Aia è una componente della Federazione e il ricorso contro una pronuncia del Tribunale Federale significherebbe porsi fuori da se stessi». L'attesa, dunque, è quella di sapere quando Claudio Gavilucci sarà convocazione per il raduno della Can A. «Ci aspettiamo che Nicchi applichi la sentenza, altrimenti siamo pronti a presentare una diffida per la sua immediata applicazione».
Cristante, di fronte al passato per guardare al futuro
INSIDEROMA.COM - SARA BENEDETTI - Bryan Cristante sta diventando un calciatore sempre più completo. Due assist (Inter e Sassuolo), incisivo nel gioco aereo (40 duelli vinti su 63, pari al 63%), fondamentale nelle occasioni create (14), accettabile nelle palle recuperate (35), deve migliorare nei contrasti. Contro l'Atalanta il centrocampista taglierà il traguardo della quattordicesima gara consecutiva da titolare. È chiaro che lo stop forzato di De Rossi (datato 28 ottobre) ha contribuito ma il nazionale azzurro ha saputo ripagare la fiducia concessagli da Di Francesco.
PUNTI DEBOLI? - Subentrato a Firenze a 23 minuti dal termine del match, non è più uscito, nemmeno per rifiatare in anticipo qualche minuto. Tredici di fila, di cui 9 in campionato, 3 in Champions e una in coppa Italia. Domenica a Bergamo vedranno un altro Bryan, come si definisce lui stesso un "falso lento", un Cristante che ha lavorato tantissimo sul suo punto debole e non solo è riuscito a progredire ma anche a trasformarlo in uno dei suoi punti forti, infatti, ha spiegato come questa sia diventata una tecnica per ingannare gli avversari. In 90 minuti, che per il centrale destro non saranno di certo scontati, difronte al suo passato, il giallorosso cercherà di confermare i passi in avanti fatti nell'ultimo periodo, non solo in ottica Roma ma anche per la nazionale di Roberto Mancini che sembra essere deciso a far rientrare nel giro azzurro il classe '95.
Roma ed Albiceleste, un feeling da ritrovare
INSIDEROMA.COM - FEDERICO FALVO - Il Sudamerica, calcisticamente parlando, è stato la patria di diversi giocatori talentuosi saliti alla ribalta nei campionati europei. Negli ultimi anni sulla cresta dell’onda vi sono stati e vi sono tutt’oggi vari campioni nati nel sud dell’America, che hanno fatto e continuano a fare le fortune dei principali club europei. Principalmente i maggiori esponenti sudamericani di questo sport provengono dall’Argentina e dal Brasile. Su tutti basti pensare a Messi ed Aguero per l’Albiceleste o Neymar e Coutinho per la Seleção.
Anche dalla Roma sono passati vari brasiliani ed argentini, e ad oggi vi sono cinque calciatori provenienti dal sudamerica: i brasiliani JuanJesus e Fuzato e gli argentini Fazio, Pastore e Perotti.
Sui primi due, i brasiliani, c’è poco da dire visto che JuanJesus è infortunato e Fuzato non ha mai giocato. Discorso diverso legato agli argentini, con cui la Roma ha sempre avuto un feeling particolare.
Molti gli argentini che hanno vestito la maglia giallorossa, a cominciare dal primo argentino e primo straniero della storia per la Roma, Arturo Chini Ludueña. Sempre attaccante e recentemente scomparso, Pedro “Piedone” Manfredini. Nella storia più recente non possiamo non ricordare gli scudettati Batistuta, Balbo e Samuel; gli ultimi argentini ad aver vinto un titolo nazionale nella Capitale.
Ma torniamo ai giorni correnti ed ai tre argentini menzionati prima. A Fazio, Pastore, Perotti ed a come stanno aiutando sul campo la Roma a raggiungere i propri obiettivi:
PEROTTI – Diego “El Monito” Perotti è arrivato alla Roma il primo febbraio 2016 dal Genoa, in prestito oneroso con diritto di riscatto esercitato prima della fine del mese per un totale di 10 milioni di euro. Perotti comincia subito forte andando in gol contro la Sampdoria. Ma è nella stagione successiva che si consacra in giallorosso, con 47 presenze tra campionato e coppe e 10 reti, l’ultima delle quali in giorno dell’addio al calcio di Francesco Totti contro il suo Genoa, per il successo che è valso l’accesso diretto in Champions League.
Ma purtroppo in questa stagione El Monito è stato costretto a restare lontano dai campi a causa degli infortuni, troppi infortuni. Solo a dicembre contro l’Inter si è potuto vederlo in campo, subentrando dalla panchina e toccando le 100 presenze con la maglia della Roma. Sembrava tornato, pronto a giocare, ma alla prima di Coppa Italia contro l’Entella un problema al polpaccio lo ha bloccato di nuovo. Il rientro in campo, salvo ricadute, è previsto per la seconda settimana di febbraio.
Una stagione sfortunata per Perotti, che ancora non ha potuto dare il suo apporto alla causa avendo collezionato solo cinque presenze.
FAZIO – Federico Fazio è arrivato alla Roma sei mesi dopo Perotti, già suo compagno di squadra al Siviglia. In giallorosso il comandante ci impiega un po’ a farsi spazio, cominciando spesso come panchinaro. Ma piano il suo valore e la sua determinazione in fase difensiva lo rendono un titolare inamovibile e perno della retroguardia con Manolas. Una retroguardia che la scorsa stagione ha fatto vedere ottime cose risultando una delle migliori della stagione.
Ma è in questa nuova esperienza giallorossa che Fazio sta deludendo, facendo vedere solo in minima parte tutto il suo valore. In varie occasioni il difensore non si è dimostrato molto attento e determinante come l’anno scorso, commettendo diversi errori nonostante le reti segnate. Pochissime le partite, su 23 totali in stagione, in cui Fazio ha fatto vedere prestazioni di livello.
Un dato che potrebbe fare allarmare la dirigenza giallorossa, soprattutto in previsione della prossima stagione. Infatti Fazio, nonostante i 31 anni, dovrebbe essere il perno del reparto difensivo; soprattutto se dovesse partire Manolas (corteggiato da Chelsea e Manchester United) e con Marcano che non ha inciso e che sembra destinato all’addio. Un Fazio che si spera possa tornare sui suoi livelli, sia per il suo bene che per quello della Roma. Altrimenti in estate ci sarà tanto lavoro per Monchi, con un reparto intero da ricostruire da zero.
PASTORE – Javier Pastore è l’ultimo argentino, in ordine di arrivo, della Roma. Acquistato in estate dal Paris Saint Germain per circa 25 milioni. Il flaco è tornato così in Serie A dopo l’esperienza al Palermo ed i sette anni trascorsi in Francia in cui, causa anche i vari campioni arrivati sotto la Tour Eiffel, ha trovato sempre meno spazio. Sette anni in cui in Ligue 1 sono arrivati vari trofei ma a livello di prestazioni non ha mantenuto alta l’asticella. Un parere sull’argentino espresso anche da Walter Sabatini, che lo portò al Palermo nel 2009 dall’Huracan: “Pastore a 19 anni è arrivato a Palermo e giocava un calcio che solo nei sogni si poteva immaginare. Poi è andato al Psg, stava facendo una grande carriera, ma a un certo punto si è totalmente seduto e mi dispiace perché è un giocatore che avrebbe ancora delle qualità straordinarie”.
“Si è totalmente seduto”, una frase che per un calciatore fa male da sentire, ma che nel caso di Pastore è pura verità. L’argentino, infatti, è solo una pallida imitazione di se stesso ed i tempi in cui era determinante ed elegante come pochi in campo sembra ormai un lontano ricordo. Ed anche alla Roma la musica sembra rimasta su note basse.
Alla sua prima partita in giallorosso contro il Torino la sua prestazione è stata deludente, quasi sufficiente. In campo sembrava molto lento e macchinoso, sbagliando molti passaggi semplici. Alla prima in casa, contro l’Atalanta sembrava fosse tornato sui suoi livelli con un buon match ed un gol di tacco da vero fuoriclasse e genio del calcio. Ma è stato solo un fulmine a ciel sereno. Nelle partite successive il livello di Pastore è rimasto medio-basso, fino all’infortunio che lo ha portato a stare a lungo lontano dai campi. Uno stop forzato che è costato caro a Pastore, scavalcato nelle gerarchie di Di Francesco da Lorenzo Pellegrini e da Nicolò Zaniolo, che si stanno rivelando determinanti e fondamentali per la Roma.
Lunedì 14 gennaio, contro l’Entella in Coppa Italia, Pastore ha ritrovato il gol che potrebbe dargli nuova linfa per il prosieguo della stagione; ma principalmente dovrà lavorare sulla fase mentale e psicologica. Perché i numeri ed il talento per essere determinante li ha, deve solo ritrovare fiducia in se stesso e giocare senza pressioni dall’esterno.
La Roma e l’Argentina, un feeling che in passato ha fatto le fortune della compagine capitolina, ma che questa stagione sembra non funzionare più come una volta. Sembrano ormai lontani i tempi di Batistuta, bomber infallibile con una costante fame di gol. Manca molto la cattiveria e la presenza difensiva di Samuel, un muro quasi impenetrabile capace di fermare anche i più grandi campioni dei suoi anni. Mancano molto le trame e le giocate degli argentini che sono passati dalla Roma facendone le fortune e portando trofei.
Tempi andati, lontani, ma che si spera possano tornare il prima possibile. Fazio, Perotti e Pastore hanno tutti i numeri per essere determinanti sul campo e per portare in alto la Roma. La società e Di Francesco credono molto in loro, con l’augurio che questa fiducia venga ripagata nel migliore dei modi. La stagione è ancora lunga, la Roma è in corsa per tutti gli obbiettivi ed i tre giocatori argentini possono dare ancora il loro aiuto.
Fazio, Pastore, Perotti, “vamos”.
Atalanta-Roma, arbitra Calvarese. Il bilancio con il fischietto di Teramo
INSIDEROMA.COM - ILARIA PROIETTI - Gianpaolo Calvarese, fischietto della sezione di Teramo, dirigerà Atalanta-Roma, scontro cruciale per la corsa al quarto posto in ottica Champions League. Il direttore di gara sarà coadiuvato dagli assistenti Passeri e Manganelli, mentre il IV uomo sarà Giua. VAR e AVAR rispettivamente Di Bello e Bindoni.
I PRECEDENTI – Positivo il bilancio della Roma con l’arbitro abruzzese, che ha diretto i giallorossi undici volte per un totale di otto vittorie e tre sconfitte. Calvarese è alla prima designazione stagionale con la Roma, l’ultimo incontro risale alla vittoria giallorossa contro il Chievo-Verona, lo scorso 28 aprile, con le reti di Schick, El Shaarawy e la doppietta di Dzeko.
Gli insuccessi si registrano in casa del Palermo (match del 30 marzo 2013), all’Olimpico con la Sampdoria (16 marzo 2015) e proprio contro l’Atalanta a Bergamo. La partita, datata novembre 2015, ha visto i giallorossi uscire sconfitti per 2-0, subendo il gol del Papu Gomez e il rigore di Denis. Il match finì con tre uomini in meno, Maicon per la Roma e Stendardo e Grassi per i padroni di casa, espulsi entrambi nel finale di partita.
In Coppa Italia, invece, Calvarese ha arbitrato la vittoria sulla Sampdoria per 4-0 – gol di Dzeko, El Shaarawy e doppietta di Nainggolan – e la sconfitta contro il Torino, entrambi ottavi di finale datati 2017.
Risultati più che positivi anche per l’Atalanta. Dodici gare dirette in totale dal fischietto abruzzese, delle quali ben nove vittorie, due pareggi ed una sola sconfitta. Una delle vittorie nerazzurre con Calvarese è della stagione in corso, il successo in casa dell’Udinese per 3-1, con l’hat trick firmato dall’ormai inarrestabile Duván Zapata, sicuramente uno degli osservati speciali della partita di domenica pomeriggio.
InsideRoma Daily News | Fienga nuovo CEO, Baldissoni vice presidente esecutivo. Calvarese arbitrerà il match contro l'Atalanta. Sabato alle 12:45 la conferenza di Di Francesco
NOTIZIE DEL GIORNO | 24 gennaio 2019
QUI ROMA
L'AS Roma ha nominato Guido Fienga nuovo Chief Executive Officer. Fienga ricoprirà il nuovo ruolo con effetto immediato e riporterà direttamente al presidente Jim Pallotta e al Consiglio di Amministrazione del Club. Entrato nell’AS Roma come Strategy and Media Director nel 2013, il dirigente giallorosso è stato nominato Chief Operating Officer lo scorso anno. Nell'ambito di questi cambiamenti, Mauro Baldissoni sarà promosso a vicepresidente esecutivo dell’AS Roma.
La Roma è tornata ad allenarsi questo pomeriggio alle 14:45 in vista del match di domenica alle 15 contro l'Atalanta all'Atleti Azzurri d'Italia di Bergamo. Juan Jesus, Perotti e Mirante continuano a fare lavoro individuale in palestra. Daniele De Rossi prosegue ad allenarsi in gruppo, mentre Fazio si allena a parte ma in campo e Cengiz Under svolte le terapie per recuperare dall'infortunio. Il programma ha previsto lo svolgimento del riscaldamento, un lavoro tattico e una partitella finale. I giallorossi torneranno ad allenarsi domattina alle 11:00.
Eusebio Di Francesco, tecnico della Roma, interverrà sabato alle 12:45 in conferenza stampa, alla viglia del match contro l’Atalanta.
Atalanta-Roma sarà arbitrata da Gianpaolo Calvarese della sezione di Teramo. Il match è in programma domenica alle 15 allo stadio Atleti Azzurri d'Italia e ad assisterlo saranno gli assistenti Passeri e Manganelli con Giua che completerà il pacchetto degli arbitri di campo come IV uomo. Alla Var e Avar, invece, saranno impegnati Di Bello e Bindoni.
La Roma è risultata come il quindicesimo club al mondo per fatturato secondo lo studio condotta da Deloitte Football Money League.
INTERVISTE
Pallotta: "Fienga condurrà la Roma verso la prossima fase del nostro percorso di crescita"
El Shaarawy: "Siamo in crescita e dobbiamo avere sempre più consapevolezza delle nostre forze"
Monchi: "La Roma è sempre in prima linea nel preservare i valori e l’integrità del calcio"
Nzonzi: "La cosa più difficile da imparare per il mio ruolo? Probabilmente, la tattica"
Le risorse inaspettate per questa seconda parte di stagione
INSIDEROMA.COM - MASSIMO DE CARIDI - La Roma ha avuto e continua ad avere tanti, troppi infortuni. Mister Di Francesco sta combattendo da inizio stagione con questo problema, con le cessioni importanti (una anche a mercato chiuso e dopo un pre-campionato basatosi su Strootman a centrocampo) e con calciatori di spessore che non si sono ancora adattati come Pastore.
L’ex trainer del Sassuolo sta facendo davvero di necessità virtù e tutti questi aspetti negativi, però, hanno avuto un rovescio della medaglia: la scoperta di giocatori che forse avrebbero avuto poco spazio se questi elementi non si fossero incatenati in questo modo.
L’esempio più lampante è quello di Nicolò Zaniolo, prodotto del vivaio della Fiorentina che poi ha girovagato tra Inter e Virtus Entella prima di passare alla Roma insieme a Davide Santon nell’operazione Nainggolan. Nelle intenzioni della società, il numero 22 giallorosso sarebbe dovuto rimanere sino a gennaio, come sta avvenendo con Coric per farlo ambientare nella Capitale e poi magari terminare la stagione in prestito in qualche squadra minore di serie A per “farsi le ossa”.
A questo si è opposto Di Francesco, che ne ha riscontrato grandi doti sia fisiche che caratteriali oltre che tecniche e quando ne ha avuto bisogno, lo ha lanciato dal primo minuto al Santiago Bernabeu senza pensarci 2 volte. Anche il ct della Nazionale Roberto Mancini crede molto in lui e lo ha già convocato per un paio di amichevoli ma da lì in avanti il suo percorso in maglia giallorossa è stato un continuo crescendo. Prestazioni di livello che lo hanno portato agli onori della cronaca ed a paragoni importanti con campioni del passato per un giocatore che invece va tenuto lontano dai riflettori per non fargli subire il contraccolpo psicologico di tanta fama.
Non è l’unica risorsa a cui si è affidato il tecnico giallorosso in questo periodo di difficoltà: altri esempi sono Lorenzo Pellegrini, che dopo un inizio stentato, ha trovato il suo equilibrio e fatto il salto di qualità quando è stato inserito nella mischia nel corso del derby al posto dell’infortunato Pastore e la rete di tacco gli ha dato quella spinta in più per fare ancora meglio. Anche Justin Kluivert ha avuto le sue occasioni per dimostrare il suo valore ma è molto giovane e, a differenza di Zaniolo, mostra ancora i limiti che può avere un 19enne catapultato in una realtà diversa da quella vissuta sino a pochi mesi prima, come accadde lo scorso anno a Cengiz Under, ormai diventato titolare inamovibile (infortuni permettendo).
Prima parte di stagione a 2 facce per Bryan Cristante, che è arrivato a Roma con il difficile compito di non far rimpiangere il Ninja che aveva preso la direzione di Milano sponda nerazzurra e del quale ha preso anche il numero di maglia. L’inizio per l’ex atalantino è stato molto complicato, non riuscendo ad entrare nei meccanismi di interno di centrocampo nel 4-3-3 dell’allenatore romanista ma la svolta c’è stata anche per lui a causa di un altro infortunio: quello di Daniele De Rossi. A quel punto, Cristante si è dovuto abbassare in regia accanto a Steven Nzonzi e piano piano e con le sue caratteristiche, ha metabolizzato il nuovo ruolo, ha tirato fuori la personalità che gli era mancata nei primi mesi in giallorosso ed è diventato uno dei più positivi della squadra.
Il campione del mondo francese, invece, ha risentito un pò del cambio di modulo: lui era arrivato per fare il vice-De Rossi ed invece si è ritrovato prima a doverci giocare accanto avendo caratteristiche simili e poi affianco di Cristante, dove è sicuramente andato meglio anche se predilige giocare come frangiflutti davanti alla difesa.
Lo stesso Santon, arrivato a Roma con il tallone d’Achille della promessa mai realizzata affibbiatagli a Milano, ha avuto degli alti e bassi alla Roma ma è un elemento su cui si può contare in caso di necessità.
Un giocatore che invece potrebbe far fare il salto di qualità alla squadra in fase difensiva è Rick Karsdorp. Pure lui ha sfruttato la chance concessagli per l'influenza di Florenzi ma finalmente ha fatto intravedere cose interessanti. La Roma lo aspetta da 2 anni ed in molti avevano perso le speranze a causa dei tanti infortuni e della voglia dell’olandese di tornare in Patria per giocare con continuità ma prima la gara degli ottavi di finale di Coppa Italia con l'Entella e soprattutto il match contro il Torino hanno mostrato le ottime qualità del ragazzo, che non ha ancora i 90’ nelle gambe e ha commesso qualche sbavatura difensiva su cui si dovrà lavorare ma ha dimostrato di avere ampi margini di crescita e tecnica preziosa per un esterno difensivo.
Tutte queste risorse saranno importanti nella seconda parte di stagione soprattutto se a queste si abbinassero anche i ritorni a livelli alti di giocatori fondamentali come De Rossi, Pastore, Perotti e Dzeko e con El Shaarawy che ha già dato prova di quanto sia necessaria la sua presenza in campo.
Da Trentalange alle 'carte' di Totti passando per il ritardo di De Rossi, quant'è dura Bergamo per noi
INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI - Domenica prossima, ore 15, presso lo stadio Atleti Azzurri d'Italia di Bergamo, la Roma di Eusebio Di Francesco sfiderà la compagine orobica allenata da Gian Piero Gasperini nel tentativo di offrire ulteriore continuità a un filotto di vittorie che, compreso il successo negli Ottavi di Coppa Italia contro la Virtus Entella, vede i giallorossi in serie positiva da quattro partite.
L'impegno non si preannuncia dei più facili, innanzitutto per l'eccellente stato di forma attraversato attualmente dall'Atalanta, reduce da una sonora cinquina in quel di Frosinone e più in generale da quattro vittorie e un pareggio (conseguenza di una comunque ottima prestazione contro la Juventus di CR7) nelle ultime sei giornate di campionato. Inoltre, i nerazzurri hanno pure brillantemente superato il proprio turno nella coppa nazionale, andando ad espugnare la Sardegna Arena di Cagliari per 2-0 all'inizio del mese.
Come se non bastasse, si aggiungerà anche la caldissima atmosfera offerta dai tifosi padroni di casa, che attendono ogni anno la sfida tra le mura amiche contro la Roma come fosse un vero e proprio derby.
A testimonianza di ciò, è difficile dimenticare l'episodio avvenuto nell'estate del 2013, quando, in occasione della presentazione ufficiale della squadra, gli ultras atalantini prepararono un ingresso 'a effetto': l'ex bandiera Stromberg e l'allora centrocampista orobico Migliaccio entrarono in scena su un carro armato, finito poi a scontrarsi contro un'automobile con la scritta 'Roma M...'.
La formazione di mister Di Francesco, tuttavia, dovrà badare unicamente al campo e non lasciarsi intimorire dall'ambiente, poiché le grandi squadre è così che si comportano e il vero problema, semmai, dovrà unicamente essere legato alla sfera tecnico-tattica del match.
Ad ogni modo, c'è da dire che l'Atleti Azzurri d'Italia è storicamente sempre stato difficile terra di conquista per i protagonisti con la lupa sul petto.
Negli ultimi vent'anni, complice anche la spesso assai differente (in favore della Roma) cifra tecnica tra le due squadre, il bilancio di vittorie della squadra capitolina è migliorato, ma fino a metà degli anni Novanta Bergamo per la 'magica' era realmente un tabù.
È sufficiente evidenziare che dopo il successo per 2-0 nel primo confronto assoluto nella massima serie tra Roma e Atalanta (stagione 1937/38), i giallorossi tornarono a vincere in quel di Bergamo unicamente dopo quindici anni.
Lo stesso avvenne a partire dalla stagione 1952/53, annata in cui i capitolini centrarono appunto il secondo successo della propria storia contro gli orobici; sarebbero serviti altri tredici anni per assistere a una nuova vittoria romanista in terra bergamasca.
Dopo circa un trentennio di sostanziale equilibrio, la Roma ha poi iniziato a far sentire pesantemente la propria voce all'Atleti Azzurri d'Italia. Negli ultimi sedici confronti in Serie A, infatti, i giallorossi hanno ottenuto nove vittorie, tre pareggi e quattro sconfitte.
Il dato viene raccolto a partire dalla stagione 1996/97, quella del 'fenomeno' argentino Carlos Bianchi in panchina per intenderci (anche se in quell'occasione in panchina c'era la coppia Liedholm-Sella, che sostituì proprio l'ex Velez), quando ebbe inizio una mini-serie di tre vittorie consecutive a Bergamo contro i padroni di casa (le successive due volte in cui la Roma conquistò i tre punti furono nell'anno seguente con Zeman al timone e poi nell'anno del tricolore sotto un diluvio universale e tanto fango con i gol di Delvecchio e Tommasi).
Nel corso di questo spazio temporale, tuttavia, sono arrivate anche alcune pesanti cadute, seppur per ragioni diverse.
Il 19 gennaio del 2003, ad esempio, la Roma di Fabio Capello si recò a Bergamo per sfidare la formazione nerazzurra allenata da Giovanni Vavassori e cadde 2-1 non certo per proprie colpe. Si trattò dell'anno dei tanti torti arbitrali subiti dalla compagine giallorossa, stranamente conseguenti alla battaglia per la presidenza della Lega calcio che vide il numero uno della Roma Franco Sensi uscire sconfitto all'ultimo istante contro l'ad del Milan Adriano Galliani. Dopo l'iniziale vantaggio capitolino siglato da Vincenzo Montella, salì in cattedra il signor Alfredo Trentalange, l'arbitro della sfida, che grazie a decisioni discutibili (eufemismo) contribuì in modo decisivo alla rimonta subita dalla squadra di Capello. Cristiano Doni e Paolo Tramezzani ribaltarono la situazione e condannarono la Roma a una bruciante sconfitta.
Il 26 febbraio del 2012, invece, i giallorossi non poterono accusare che se stessi per una prestazione realmente imbarazzante. La trasferta bergamasca di quella stagione era nata sotto una cattiva stella già prima del fischio d'inizio della partita, poiché l'allora coach della Roma Luis Enrique decise di escludere clamorosamente Daniele De Rossi dal match. Molte voci si susseguirono sulle motivazioni, fino a scoprire che il centrocampista di Ostia si era presentato in ritardo alla riunione tecnica immediatamente antecedente alla sfida. Un atteggiamento inaccettabile per l'ex esterno del Barcellona, che ebbe in seguito modo di affermare che "per diventare una grande squadra non basta comprare calciatori ma prima di tutto viene l'acquistare una mentalità da grande club". La Roma, di fatto, non scese in campo, subendo un pesante ma giusto 4-1 da parte dell'Atalanta di mister Colantuono e del 'tanque' Denis, autore addirittura di una tripletta.
Il 17 aprile del 2016, invece, in una partita assolutamente folle, la Roma uscì indenne da Bergamo, raccogliendo un punto al termine di un pirotecnico 3-3. Alla fine di quella sfida, però, successe il finimondo in casa giallorossa. Luciano Spalletti era tornato nella Capitale da appena tre mesi ma la frattura con Francesco Totti appariva già insanabile: Bergamo fu soltanto l'ennesima tappa di tale stillicidio. Entrato a pochi minuti dal termine, il Capitano firmò la rete che regalò il pareggio alla Roma eppure Spalletti nella conferenza stampa post match non ebbe parole al miele per Totti, anzi. Emergerà successivamente che, nella nottata prima della sfida, l'allenatore toscano aveva sorpreso diversi calciatori, tra cui appunto Totti, a giocare a carte fino a tarda notte ed era andato su tutte le furie. La tensione nell'ambiente romanista raggiunse le stelle.
Infine, l'assurdo ko del 20 novembre del 2016. La stagione giallorossa era iniziata con lo shock dell'eliminazione nei preliminari di Champions League contro il Porto e i primi mesi furono tutt'altro che semplici. Ad ogni modo, la Roma di Spalletti si presentò a Bergamo in ottima forma e disputò un primo tempo di assoluta qualità: il meritato vantaggio arrivò al 40' con Diego Perotti su calcio di rigore. Sembrava il viatico per un successo che sarebbe stato fondamentale tanto per la classifica quanto per il morale; come spesso accade a questa magnifica ma dannata squadra, però, nel secondo tempo si 'spense la luce' e gli orobici di Gasperini ribaltarono il risultato grazie ai gol di Caldara e Kessié (proprio a tempo scaduto, su calcio di rigore).