Stadio Roma, Montuori: "Entro l'anno la prima pietra"
IL TEMPO - MAGLIARO -«Noi di qui a un mese potremmo essere pronti a chiudere per andare al voto in Consiglio comunale prima dell'estate». Luca Montuori, assessore all'Urbanistica di Roma Capitale, ha in mano il dossier Stadio della Roma e, prima ancora che responsabile per materia, da tecnico - professore associato di Progettazione architettonica urbana presso il Dipartimento di Architettura di Roma Tre - è sicuramente il più attendibile dentro la Giunta Raggi a parlare del dossier Tor di Valle. Mai si era sbilanciato prima. Oggi conferma: «Se tutto fila liscio, confermo che entro l'anno potremmo anche vedere la posa della prima pietra».
Assessore, partiamo dal piatto del giorno: la relazione finale del Politecnico di Torino. Testo che dovrebbe arrivare il 31 gennaio.
«Quando arriverà ne riceverò una relazione che dovranno predisporre gli uffici che, con maggiori competenze di me, dovranno verificarne il contenuto, vedere che le risposte corrispondano alle domande. Quando questo avverrà, saremo pronti ad andare avanti».
Se il Politecnico di Torino, però, non dovesse avallare le scelte fatte dall'Amministrazione Raggi e, pur senza nominarlo, il Ponte di Traiano tornasse in gioco?
«Non è una decisione che potrei prendere da solo ma andrebbe presa di concerto con la Sindaca, gli altri Assessori e i Consiglieri. Io credo, però, che il sistema Ponte dei Congressi con il potenziamento della Roma-Lido siano sufficienti e che il Politecnico di Torino ci dirà che va tutto bene».
Assessore, nelle carte integrative spedite al Politecnico, c'è il "redigendo" Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) che, salvo una funivia distante tre km dallo Stadio, non prevede investimenti nel quadrante.
«Io credo che il PUMS integri una serie di azioni già previste e che quindi migliori la situazione. A quanto ci risulta, il sistema Ponte dei Congressi, via del Mare/Ostiense, tutta rifatta, e implementazione Roma-Lido siano sufficienti a garantire la mobilità. Io però faccio l'assessore all'Urbanistica, pur lavorando su questo a stretto contatto con la Mobilità».
Il premier Conte e il ministro delle Infrastrutture, Toninelli hanno rilanciato in modo molto forte la possibilità che sia lo Stato a finanziare il Ponte di Traiano qualora ritenuto asse strategico. Va annotato poi un potenziale sviluppo urbanistico nel quadrante Tor di Valle-Magliana. Questo non rende il Ponte di Traiano un'opera strategica a prescindere dallo Stadio?
«Queste considerazioni impongono una riflessione sulla strategia e la visione futura della città. Al di là del Tevere insistono programmi di sviluppo urbanistico nati in un'epoca diversa, antecedente la crisi del 2008. Dobbiamo decidere se l'asse verso Fiumicino è quello portante nello sviluppo cittadino, piuttosto che quello della Stazione Tiburtina dove si attesta l'alta velocità, i pullman da Cracovia o da L'Aquila, i treni regionali. Per noi il Polo Tiburtino è irrinunciabile. Quello per Fiumicino è un asse in attesa da anni e quindi un confronto va avviato con tutti quelli che detengono diritti edificatori: gli investitori sono ancora disponibili sull'asse Fiumicino?».
Assessore, i suoi uffici, pero, ci dicono che proprio lo Stadio ha rimesso in moto progetti fermi da un decennio...
«A questo ragionamento manca un pezzo: i debiti contratti con le banche nel passato. Mentre in tutta Europa chiudono i grandi centri commerciali, ci servono nuove cubature lungo l'autostrada? Io ho trovato disponibilità per la discussione: gli imprenditori chiedono tempi e politiche certe».
E se gli imprenditori non accettassero una ridefinizione delle aree? Il Ponte di Traiano serve o no?
«Quando avremo il quadro più chiaro potremo decidere se il Ponte è un'infrastruttura che serve ai cittadini, alle comunità territoriali o a chi fa investimenti».
A che punto sono le trattative per variante e convenzione urbanistica? E la tempistica?«Abbiamo continuato a lavorare, anche in contraddittorio con i nostri interlocutori, ai testi di variante e convenzione urbanistica, quest'ultima particolarmente complessa perché mette insieme Enti diversi - Comune, Regione per la Roma-Lido e Città Metropolitana per la via del Mare/Ostiense. Dopo il voto in Consiglio comunale, c'è da fare l'adeguamento delle carte progettuali delle opere di interesse pubblico che vanno a gara europea da fare prima della firma della Convenzione. Tutto poi andrà in Regione la cui determina, che non dipende dal Comune, costituisce il titolo edilizio. Quindi, gare europee per le opere pubbliche e, se tutto fila liscio, entro l'anno possiamo avere la prima pietra. Tempistica che non può tener conto degli eventuali ricorsi sulle gare europee».
Scartato dai viola, idolo a Roma: Zaniolo contro il suo passato
REPUBBLICA - CARDONE - PINCI - Sulla carta ha già vinto Chiesa. Quella del famoso "pizzino" dimenticato dal ds della Juventus Paratici sul tavolo di un ristorante di Milano: 50 milioni la valutazione del gioiello della Fiorentina fatto dal dirigente juventino, "solo" 40 quella di Nicolò Zaniolo, la sorpresa romanista di questa stagione. Difficilmente quelle cifre soddisferebbero Della Valle e Pallotta, ma da domenica, con quell'appunto ritrovato, sono entrati entrambi nell'orizzonte di mercato della Juventus: risposte italiane all'idea Isco, costosissimo obiettivo straniero (nel pizzino non c'era: il Real lo valuta 75 milioni) della bulimia bianconera.
Oggi saranno avversari, in palio la semifinale di Coppa Italia, ma pure l'occasione del sorpasso per il trequartista giallorosso. Anche se proprio trequartista non è. "Una mezzala", dice di sentirsi lui. Lì gioca da quando a 10 anni la Fiorentina lo andava a prendere ogni pomeriggio: usciva mezz'ora prima da scuola, i genitori lo accompagnavano a Carrara dove arrivava il pullman per poi riaccompagnarlo alle 9.30 di sera. Una vita di sacrifici, poi la porta sbattuta in faccia alle soglie della Primavera: scartato perché il fisico non cresceva al ritmo del talento. Lo fece tutto insieme, 25 centimetri in 3 anni, da 1.65 a 1.90: a beneficiarne fu l'Entella, che lo aveva accolto. Lì Roberto Breda, oggi allenatore del Livorno, lo lanciò, tra i professionisti, in Serie B, a 17 anni, 8 mesi e 9 giorni. "Volevano che facessi debuttare altri ragazzi - racconta oggi - ma io risposi: mandatemi Zaniolo, che è più bravo. Aveva grandi doti fisiche e anche doti tecniche importanti, velocità. Soprattutto il carattere giusto: spesso i ragazzi sono timorosi o strafottenti o si sentono bravi dopo due allenamenti. Lui aveva una costanza da adulto. Tanti si perdono dopo la firma del primo contratto, lui no, neanche dopo salti avanti o dopo essere tomato indietro, nella Primavera dell'Inter. Ma una crescita esponenziale come quella che ha avuto non era immaginabile". Breda un paragone per Zaniolo lo scomoda: "Mi ricorda Stankovic per la capacità di giocare da interno, da mezzala, da mezzapunta. E' molto silenzioso, non parlava mai. Ma aveva idee chiare, ascoltava e cercava di mettere in pratica. Al debutto era emozionato e non gli ho detto nulla, ma alla prima palla ha quasi sfiorato il gol. Una freddezza da adulto".
Anche se adulto non è ancora: a Trigoria arriva ogni mattina accompagnato dalla mamma Francesca Costa, che con lui vive in una casa del quartiere Eur, a due passi dalla nuvola di Fuksas: i primi tempi si nascondeva nel sedile perché si vergognava a firmare autografi, ora s'è iscritto a scuola guida, nel frattempo se esce la sera - ed è raro- vengono a prenderlo gli amici, come Luca Pellegrini, terzino che la Roma sta cedendo al Cagliari e che un paio di volte lo ha convinto a seguirlo in discoteca. Al papa Igor Nicolò è legatissimo, ma lui, ex calciatore, è rimasto a La Spezia per gestire il suo bar Costa, acquistato dalla famiglia della moglie, e crescere la sorellina di Nicolò, Benedetta. Un quartetto a cui il numero 22 dalla Roma ha dedicato i suoi tatuaggi: la parola "Family" sul braccio, sulle gambe le date di nascita dei cari in caratteri romani e dedica alla sorella. Da qualche settimana ha anche una fldanzatina romana. Una carriera lampo, in 84 giorni dalla finale Primavera con l'Inter, da cui voleva scappare a gennaio dopo una serie di promesse disattese, alla convocazione in nazionale. Ma nonostante la notorietà le Feste le ha passate a casa sua, in famiglia, con gli amici di quando era bambino e col cane Nina, una femmina di carlino che adora. La Roma prova a limitarne l'esposizione: continuasse così, sarebbe dura davvero.
L'urlo dei tifosi a Termini: «Svegliatevi». L'ex Nicolò già si specchia in Chiesa
IL MESSAGGERO - CARINA - «Stai zitto c». Non il modo migliore per approcciarsi al quarto di coppa Italia. E sorprende che questo gesto di nervosismo sia arrivato da Manolas, uno dei beniamini accertati del pubblico giallorosso. Ieri, quando la squadra è arrivata alla stazioneTermini, un'esortazione in tipico slang romanesco «Aho svejateve, annamo eh» è stata respinta al mittente in maniera oltremodo stizzita dal greco. Anche Kolarov, poco dopo, non ha gradito lo stesso invito girandosi di scatto, e visibilmente contrariato, verso i tifosi. Ha bisbigliato qualcosa, non fermandosi, prima di essere affiancato da un dipendente del club che lo ha accompagnato al treno. Applausi invece per De Rossi e Dzeko. Fiorentina-Roma, insomma, inizia già nella Capitale. La gara che per Zaniolo ha un sapore speciale.
GIOVANE ITALIA - Proprio a il Messaggero, il papà del calciatore un paio di settimane fa raccontò l'addio inatteso da Firenze: «Per Nicolò è stato un momento di forte stress, non se lo aspettava. E se le devo dire la verità, ancora oggi non mi spiego il motivo di questa decisione». Questa sera incrocerà Chiesa. Avrebbero potuto giocare insieme a Firenze: lo faranno - al netto del pizzino di Paratici sugli obiettivi futuri della Juventus - in nazionale. Più punta Federico (5 centri a 2) anche se poi la media-gol per minuti giocati in campionato è simile (1 rete ogni 388 minuti per il giallorosso, ogni 359 per il viola). Più eclettico e preciso Nicolò (82,4% a 74,9% nei passaggi; 63,2% a 43,8% nelle conclusioni). Entrambi decisivi e in attesa di un rinnovo contrattuale. Se per Chiesa - decisivo negli ottavi contro il Torino con una doppietta - Corvino frena («Ha 4 anni di contratto ed è già il più pagato della rosa»), per Zaniolo Monchi ha già aperto al felice happy end: «Ci vedremo a mercato concluso ma Nicolò rappresenta il nostro futuro».
ATTESA PER IL DIFENSORE - Capitolo mercato: la Roma ha offerto un prestito oneroso con diritto di riscatto a 7 milioni per il difensore Vida. Il croato (che chiede un ingaggio di 2 milioni più bonus) e il Besiktas (che ha già trovato il sostituto acquistando Lemos dal Sassuolo) vorrebbero invece tramutarlo in obbligo. Si continua a trattare con Monchi che sembra pronto ad accettare. In alternativa, dopo Atalanta-Juventus di domani, Monchi potrebbe effettuare un rilancio in extremis per Mancini. Luca Pellegrini, invece, andrà in prestito al Cagliari. In quest'ottica, sondaggio per Barreca (Monaco) ma oggi il terzino firmerà per il Newcastle.
Di Francesco: "Voglio la Coppa Italia. Con la Fiorentina basta distrazioni"
REPUBBLICA - FERRAZZA - E' ancora scosso per il pareggio in rimonta subito a Bergamo, e neanche vuole prendere in considerazione l'idea di non arrivare in semifinale di Coppa Italia. "Ci teniamo tanto, com'è giusto che sia, perché le competizioni sono tutte importanti — spiega Di Francesco — cercheremo di superare la Fiorentina, anche se non sarà semplice, fuori casa, davanti a tanti tifosi avversari". Oggi contro la viola (ore 18,15 diretta su Rai-Due), davanti a 1.500 romanisti che riempiranno il settore ospiti, i giallorossi proveranno a riscattarsi dopo i punti persi contro l'Atalanta, a quattro giorni dallo scontro diretto per il quarto posto, con il Milan. "Siamo simili alla Fiorentina, segniamo tanto e ne subiamo altrettanti — l'analisi del tecnico — Dobbiamo migliorare in difesa, questo è certo".
Confermati Nzonzi e Cristante — che saranno squalificati domenica contro i rossoneri, costringendo al rientro dal primo minuto di De Rossi — e uno tra Dzeko e Schick in attacco. "E' probabile giochi solamente uno dei due, visto che stanno raggiungendo la forma ottimale". Il primo pensiero alla Fiorentina, poi si penserà al Milan, anche se è inevitabile che le scelte della prima saranno legate anche alla seconda. "Dobbiamo crescere mentalmente, soprattutto in una gara secca come questa di coppa, evitando le distrazioni che spesso abbiamo". Sul fronte mercato, sta andando in prestito al Cagliari, Luca Pellegrini, stretto da Kolarov e non in piena sintonia comportamentale con Di Francesco. Monchi sta lavorando, in entrata, sul prestito di Vida,difensore quasi trentenne, vice-campione del mondo con la Croazia, in forza al Besiktas. Due milioni per il prestito, pia riscatto già fissato per la prossima estate.
Il vecchio contratto con Veltroni: cinque milioni per 6 anni
LEGGO - Le società ricollegate a Francesco Totti, avevano già collaborato con l'amministrazione capitolina per rispondere alle emergenze immobiliari della città: la Immobiliare Ten, una delle aziende del Pupone infatti già nel 2015, aveva stipulato con il Campidoglio un accordo per l'affitto di 35 appartamenti in via Francesco Tovaglieri, nel quartiere Alessandrino. Una locazione vantaggiosa per l'ex capitano giallorosso: il contratto infatti aveva una durata di 6 anni, e ha portato nelle casse della Immobiliare Ten ben 5 milioni di euro. Ma quegi stessi appartamenti erano finiti nell'occhio del ciclone a causa della scarsa manutenzione che veniva effettuata nello stabile: gli inquilini infatti riportavano infiltrazioni dai soffitti e la spiacevole presenza di scarafaggi all'interno delle case.
L'accordo fra Comune e Totti sarebbe stato possibile grazie all'aiuto di Luca Odevaine: l'allora capo di gabinetto dell'ex Sindaco di Roma Walter Veltroni risultava come presidente della commissione di gara.
Il Cardiff di Sala offre 33 milioni. Ma Schick resta
IL TEMPO - VITELLI - Dallo shock all'idea Schick. Il Cardiff City ancora piegato dalla scomparsa del neo-acquisto Emiliano Sala, (le ricerche continuano finanziate privatamente dalla famiglia e dalle donazioni di molte persone tra le quali diversi calciatori), ma la Premier League va avanti e bisogna salvarsi. Ecco allora che, in attesa di capire se l'offerta del Leicester City di spedire gratis Islam Slimani (ora al Fenerbache) in Galles fino al termine della stagione come gesto di solidarietà diventi realtà, la dirigenza dei Bluebirds in puntato il ceco romanista
L'offerta arrivata a Trigoria è per un prestito oneroso a 2 milioni di euro fino al termine del campionato più 1 milione in caso di salvezza e un diritto di riscatto proposto a 30 milioni. Un'operazione che, se seguisse l'intero iter, porterebbe alla Roma un totale di 33 milioni (i giallorossi, due estati fa, ne stanziarono 42). Le chance che la trattativa possa anche solo essere presa in considerazione sono nulle, ma la buona notizia in casa Roma che, nonostante due stagioni con più bassi che alti, la valutazione dell'attaccante classe '96 resta elevata. Tornando al Cardiff City, arrivano le parole del manager Neil Warnock. "Non riesco più a dormire - ha detto trattenendo a fatica le lacrime - Emiliano mi aveva detto che avrebbe fatto tanti gol per farmi felice, ho pensato più volte di lasciare il club. Ho settant'anni, questa tragedia mi sta consumando".
Roma, al Franchi c'è la coppa della pace
IL MESSAGGERO - TRANI - Dentro o fuori, proprio come 4 anni fa. In quell'edizione, però, i quarti di Coppa Italia in gara unica si giocarono all'Olimpico. Oggi pomeriggio (ore 18,15), invece, l'appuntamento è al Franchi: la Fiorentina ospita la Roma e Pioli vuole imitare Montella che, da ex avvelenato, il 3 febbraio del 2015, eliminò dal torneo i giallorossi di Garcia (poi concesse il bis, il 19 marzo, in Europa League). Ma Di Francesco non intende certo scansarsi, dando la priorità allo scontro diretto con il Milan per la zona Champions, in calendario domenica sera e in casa. Il suo obiettivo è restare in corsa su tre fronti, seguendo dunque il consiglio della Sud che, durante la partita degli ottavi contro l'Entella, ha messo per iscritto l'input della tifoseria, chiedendo di non snobbare il trofeo, alzato già 9 volte (l'ultimo ormai 11 anni fa). «Noi ci teniamo tanto, soprattutto in questo momento in cui tutte le squadre vogliono andare avanti nella competizioni». Le migliori della serie A sono entrate nelle prime 8. Non c'è lo scudetto in palio, ma l'atmosfera è da play off.
SOTTO OSSERVAZIONE - Anche la proprietà Usa, pur considerando vitale il 4° posto, non ha alcuna intenzione di sminuire il valore della Coppa Italia. Pallotta è scontento di questa Roma in altalena, incapace di viaggiare con continuità in campionato. Il 3-3 di Bergamo ha avuto lo stesso effetto sia per il presidente che per l'ambiente: squadra assente nella ripresa e recidiva nel comportamento. L'allenatore ne ha preso atto, confermando la fragilità del gruppo:«Abbiamo dimostrato di dover ancora crescere nel nostro cammino. E, diminuendo le partite, dobbiamo farlo in fretta. La fortuna del calcio è quella di potersi rifare, al di là della partita comunque dal bicchiere mezzo pieno. Contro l'Atalanta abbiamo fatto un grande primo tempo e un secondo deficitario sotto tutti i punti di vista. Non ce lo possiamo permettere, specialmente in una gara secca come quella contro la Fiorentina in cui abbiamo pochissimi margini di errore».
TURNOVER ANNUNCIATO - Di Francesco si presenta al Franchi con 4 novità dopo il pari di domenica: dentro, nel 4-2-3-1, Florenzi e Fazio in difesa, Pastore da trequartista e Schick, in ballottaggio con Dzeko, nel ruolo di centravanti. Questo sta a significare che Zaniolo giocherà ancora da esterno alto a destra. Nella rotazione, scontato il turno di riposo per Pellegrini, unico centrocampista rimasto a disposizione per la sfida contro il Milan in campionato, anche se l'allenatore spera nel recupero di De Rossi. I mediani al Franchi saranno gli stessi di Bergamo: Cristante e Nzonzi, squalificati dal giudice sportivo e quindi out per domenica. La stanchezza accusata nell'ultimo match può spingere Dzeko in panchina proprio dopo aver interrotto il digiuno (2 gol, dopo il black out iniziato il 6 ottobre) e nel pomeriggio in cui Pastore riavrà la sua chance. Il finalizzatore di coppa è però Schick: dopo la doppietta all'Entella, insieme con El Shaarawy sfida Chiesa e Muriel che recentemente hanno sempre fatto la differenza nel tiro al bersaglio.
STESSO PERCORSO - La Fiorentina, negli ultimi 2 match, ha realizzato 7 gol e presi 6, la Roma ne ha segnati 6 e incassati 5. I pregi e i difetti uniscono le rivali del pomeriggio al Franchi. «Sì, attualmente siamo due squadre simili. Efficaci davanti, vulnerabili dietro» ammette Di Francesco. Che insiste: «Contano la testa e la personalità. La nostra fase difensiva è da migliorare: pensavamo di aver ritrovato maggiore equilibrio, ma queste due partite ci hanno fatto capire che dobbiamo lavorare ancora tanto sotto l'aspetto mentale, di attenzione. Il difensore deve pensare sempre in negativo, cioè che da un momento all'altro può succedere qualcosa. Una squadra che ambisce ad arrivare in Champions non si può distrarre come è successo a Bergamo».
InsideRoma Daily News | La Roma sul difensore Vida del Besiktas. Luca Pellegrini pronto per il prestito. Di Francesco: "Teniamo alla Coppa Italia, cercheremo di andare in semifinale"
NOTIZIE DEL GIORNO | 29 gennaio 2019
QUI ROMA
La squadra si è allenata a Trigoria in mattinata. Alla vigilia della sfida contro la Fiorentina, i giallorossi hanno svolto lavoro in palestra dopo la sessione video. Concentrazione sulla parte tattica in campo. Individuale per Mirante mentre Perotti, Jesus e Under proseguono le terapie.
Luca Pellegrini potrebbe partire per un prestito. Chiedono di lui Cagliari, Spal, Bologna ed Empoli e la Roma è d'accordo nel lasciarlo andare temporaneamente per poter dargli modo di giocare di più: il club capitolino vuole osservarlo da lontano fino a giugno e valuterà le richieste dei club italiani.
Il Giudice Sportivo ha emesso le sentenze riguardanti la scorsa giornata di campionato: un turno di squalifica per Cristante e Nzonzi (salteranno il Milan) e una multa di 12.000€ al club per il lancio di fumogeni da parte dei tifosi giallorossi durante il match contro l’Atalanta.
La Roma ha messo gli occhi su Domagoj Vida, difensore del Besiktas, come riportato da Gianluca Di Marzio a Sky Sport. Il croato è stato proposto anche all’Inter, alla ricerca di un centrale di difesa qualora partisse Miranda. Secondo quanto riportato da Bip Spor, i giallorossi avrebbero presentato un'offerta al club turco di 7,5 milioni di euro per Vida. Il Besiktas ha declinato la proposta, valutando il centrale croato 10 milioni di euro. Ali Naibi, ds del club turco, è stato contattato da Teleradiostereo. Alla domanda sulla trattativa con i giallorossi ha risposto: "Al momento non posso commentare nulla a riguardo".
INTERVISTE
Di Francesco: "Ci teniamo alla Coppa Italia, cercheremo di andare in semifinale"
Olsen: "Orgoglioso di rappresentare la Roma, vogliamo vincere ma non è facile"
Karsdorp: "Penso che tutte le partite siano importanti se giochi con la Roma"
Romagnoli: "Contro la Roma sarà una bella partita, dobbiamo vincere"
Alessio Romagnoli, capitano del Milan, ha rilasciato alcune dichiarazioni sul prossimo match di campionato in programma domenica contro la Roma all'Olimpico, ai microfoni di Rai Sport nell'intervista durante il post partita del match di Coppa Italia vinto contro il Napoli. Queste le sue parole:
“Contro la Roma sarà scontro diretto per la Champions, sarà una bella partita. Dobbiamo giocare per vincere”.
Coppa Italia, il Milan elimina il Napoli
Il Milan di Gennaro Gattuso elimina dalla corsa alla Coppa Italia il Napoli di Carlo Ancelotti. A decidere il match è la doppietta di Piatek (10', 27'). In semifinale i rossoneri incontreranno la vincente tra Lazio ed Inter che si giocherà giovedì 31 alle 21:00 a San Siro.
Sondaggio della Roma per Barreca
La Roma sonda il terreno per Antonio Barreca. I giallorossi avrebbero effettuato un sondaggio per il classe '95. Affare però difficile, visto che sul terzino di proprietà del Monaco c'è in pole il Newcastle. Lo riporta Sky Sport.
Primavera, Bouah: "Mi manca la squadra, voglio rientrare per le finali"
Devid Bouah, giocatore della Roma Primavera alle prese con il recupero dall'infortunio al ginocchio, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Roma Tv. Queste le sue parole:
Cosa ti manca di più in questo momento?
Mi manca stare con la squadra. Allenarmi insieme a loro e passarci quasi tutta la giornata. Mi ferisce un po' stare lontano perché ero abituato a stare in campo con gli amici e mi dispiace non esserci per l'infortunio. Ormai è così, sto due tre ore in fisioterapia, per cercare comunque di tornare nei prossimi mesi. Il mio è obiettivo è quello di tornare per le finali e di aiutare la squadra ma non devo forzare troppo allo stesso tempo. Non posso rischiare di farmi male di nuovo, devo stare bene attento a quello che faccio. Voglio rientrare per le finali, anche guardando a luglio se la Nazionale Under 19 riesce a passare il girone dell'Europeo.
Ci tieni tanto alla Nazionale?
Si perché soprattutto negli ultimi anni sono stato quasi sempre convocato e soprattutto questo salto con l'Under 19 non me lo sarei mai aspettato.
Ridiamoci su: chi sta meglio, tu o Calafiori?
Lui ha avuto un infortunio più grave, ma stiamo lavorando tutti e due: passo dopo passo. Ci siamo avvicinati tanto e abbiamo parlato facendoci forza. Ci siamo detti di stare tranquilli, di non forzare troppo perché sono episodi che in questo sport capitano. Poi ce l'ho anche in classe quindi praticamente ci sto insieme tutta la giornata e spero che anche lui si rimetta al più presto.
Perché Devid con la 'e'?
Perché mia madre all'epoca aveva un negozio di cd e c'era un cantante che aveva questo nome. Il suo soprannome era Didi ed è anche il mio.
Sei nato qui in Italia...
Sono nato in Italia, mio padre è della Costa d'Avorio. Da piccolo andavo spesso dai miei zii e c'era sempre musica africana: mi piace vivere quell'ambiente. Non sono mai stato lì e non sento un'appartenenza particolare, poi mio padre purtroppo neanche mi ha insegnato il francese, ma mi piace molto la loro musica.
Qual è il primo anno in cui sei entrato alla Roma?
Avevo 10 anni, quindi 7 anni fa. Parecchio tempo fa.
Sbaglio se dico il cambio di ruolo con Toti è stato il bivio nel settore giovanile della Roma?
Sì, devo tutto a Toti. Mi ha cambiato totalmente. Giocare sempre esterno alto e cambiare ruolo quando sono salito con gli Under 17 è stao bello ma anche molto difficile, non pensavo di farcela. Mi ha aiutato molto, all'inizio ci sono state molte difficoltà perché non sai come muoverti. C'è tutta la fase difensiva nella quale tutt'ora devo migliorare perché è un mio difetto. Con questo ruolo però ho fatto il salto di qualità: se fosse andata diversamente forse non sarei qui.
Poi la firma, il rinnovo con la Roma. Il sogno sta prendendo forma?
Da poco ho rinnovato e sono veramente contento, era uno degli obiettivi che volevo anche con mia madre. Significa che la società tiene a te e che ho fatto anche tanti sacrifici.
Sei molto attaccato alla tua famiglia vero?
Si abbiamo passato momenti difficili negli anni passati. Una mamma come la mia è difficile da trovare. Si è fatta sempre in due: anche mio fratello gioca qua. Noi abitiamo lontani e lei o faceva avanti e indietro oppure aspettava ore per noi. Le devo tutto. Dedico a lei questo rinnovo.
Pensi che un giorno potresti giocare con tuo fratello?
Questo me lo ha sempre detto anche papà. La prima volta che sono andato allo stadio, prima di entrare nella Roma, mi ricordo era contro l'Udinese lui mi ha detto: "Pensa se un giorno dovessi giocare qui dentro con la maglia della Roma". Io ho risposto che non lo sapevo perché era una cosa difficile ma lui ha detto che "non si sa mai". Spero un giorno di esordire e vedere anche mio fratello, o addirittura giocare insieme sarebbe bello.
So che c'è un rapporto particolare con Riccardi
Lo conosco da tantissimo, è un ragazzo speciale. Lo reputo come un fratello, negli ultimi anni soprattutto abbiamo approcciato in un modo pazzesco gli anni con Toti, siamo saliti solo io e lui e quindi ci siamo avvicinati tanto.
Riuscirete a vincere qualcosa insieme? Non siete stati fortunatissimi...
No infatti, spero che quest'anno riusciremo a portare qualcosa insieme che sia la Youth League o il campionato. Dobbiamo spezzare la maledizione della finale.