Milinkovic Savic: "Possiamo festeggiare ed andare a casa contenti"

Milinkovic Savic, centrocampista della Lazio, ha parlato ai microfoni di Dazn al termine del Derby contro la Roma:

Quanto li hai fatti gioire questi tifosi?
"Ne avevano bisogno. Noi abbiamo fatto una bella partita quindi possono festeggiare e andare a casa contenti".

Sarri parlava di una scintilla che doveva scoccare, è scoccata? E’ la partita della svolta?
"Abbiamo fatto finalmente una buona partita, abbiamo giocato meglio di quelle prima. La vittoria nel derby ci fa andare avanti con una motivazione in più".

Hai segnato tanti gol di testa, questo è uno dei più importanti?
"Sì, ho fatto tanti gol importanti ma mi piace segnare nel derby, questa è già la terza volta, cercherò di farli ancora".

Sul 3-2 ci sono state diverse occasioni per chiudere la partita ma è mancato cinismo
"Sì, su quello dobbiamo migliorare tanto. Spesso facciamo 1-2 ma perdiamo la cattiveria per farne altri, lì si sbaglia, l’altra squadra si alza e noi ci perdiamo. Dobbiamo migliorare".

Dopo questa partita l’autostima di cui parlava Immobile, da 0 a 100, quanto è?
"100".


Mourinho: "Arbitro e VAR non adatti ad una partita di questo livello. Questo è troppo"

José Mourinho, allenatore della Roma, ha parlato ai microfoni di Dazn al termine del Derby contro la Lazio:

A fine partita ha parlato alla squadra, cosa ha detto?
"E’ fra di noi, come per le cose che diciamo nello spogliatoio, rimane tra noi. A fine partita l’ho voluto fare subito lì, ma era come se fosse nell’intimità dello spogliatoio".

Ha provato a vincere la partita, quanto hanno pesato i primi venti minuti e l’episodio del secondo gol? Nell’intervallo ha parlato molto con la quaterna arbitrale
"Lasciami dire qualcosa di positivo da uno che è stato in Italia più o meno 10 anni fa. Il calcio italiano è migliorato tanto, la qualità del gioco, la voglia di vincere è migliorata tanto. Però purtroppo una partita fantastica e arbitro e VAR non hanno avuto la dimensione di una partita di questo livello. Nella situazione del secondo gol invece che 2-0 poteva essere 1-1. Ha sbagliato l’arbitro, il VAR, tutti. Questo è troppo. Il secondo giallo a Lucas Leiva è anche importante. Giocare contro 10 significa tanto. Dopo 2-3 situazioni molto simili a quella di Pellegrini che ha ricevuto il rosso, ma oggi assolutamente niente. Penso che i miei giocatori siano stati la squadra migliore in campo, quando concedi tre gol ovviamente hai sbagliato qualcosa, ma il 2 e 3 sono contropiedi. Nel secondo gol la squadra aspettava il rigore e non il contropiede, però ha giocato, abbiamo provato, abbiamo dominato. Anche noi in panchina le abbiamo provate tutte, abbiamo messo la Lazio in grande difficoltà. Hanno fatto la gestione degli ultimi minuti come hanno voluto fare e l’arbitro lo ha permesso, è così. Non ho tanto di più da dire".

E’ preoccupato per gli errori difensivi?
"No, non sono preoccupato. Lo sarei se non avessimo giocato o cercato di vincere la partita anche nella difficoltà del 2-0 e 3-1, sarei preoccupato se la Lazio ci avesse dominato dal primo all’ultimo minuto. Il secondo e terzo gol sono arrivati in contropiede, chi sta perdendo deve rischiare come abbiamo fatto noi".

Ha parlato di emozione e razionalità per affrontare questa partita. Sul primo gol l’errore è stato un eccesso di emotività? Voler fare qualcosa in più che poi non ha pagato all’inizio?
"Il calcio italiano è davvero cambiato perché dopo una partita così tu vuoi parlare di calcio e non di arbitri, complimenti per questo anche a voi. L’inserimento di Milinkovic, è una cosa che noi sapevamo che loro fanno, ma abbiamo lasciato troppo spazio e lui ha qualità di arrivare in area. Naturalmente abbiamo sbagliato subito, ma abbiamo avuto una reazione come piace a me, come se non fosse successo niente, dimenticando subito il risultato e l’errore, reagendo come squadra e cercando le opportunità per pareggiare".

Oggi mancava un leader come Pellegrini, ma Zaniolo aveva una voglia e cattiveria che ha trascinato la squadra. Aspetta che crescano loro per fare quello step in più che ha nominato questa settimana?
"Non vorrei parlare di Pellegrini, dovrei parlare di nuovo di quello che è successo l’ultima partita e non voglio. Nicolò ha fatto una buona partita, magari qualche errore ma lui fisicamente ha distrutto gli avversari, ha avanzato con la palla, ha deciso magari non nel miglior modo per noi ma ha fatto una partita fantastica. Un peccato che abbia avuto questo affaticamento fisico che non gli ha permesso di finire la partita. Parlare di individualità è difficile, per te è più facile. Alleno squadre e sono contento con la mia squadra".

La squadra esce con grande orgoglio e coraggio dalla partita
"Siamo sempre stati squadra, anche nel momento della difficoltà. Quando vai in svantaggio emotivamente non è mai facile. Nell’intervallo ho detto che dovevamo correre il rischio e lo abbiamo fatto. Orgoglio sì, squadra sì, qualità di gioco sì. Magari Marco (Parolo) o qualcuno di voi non è d’accordo con me, ma meritavamo un risultato diverso. L’arbitro è stato decisivo in questa partita, ma magari non siete d’accordo neanche in questo".


Sarri: "Non pensavo il Derby desse questa tensione. Soddisfatto di averlo vinto"

Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, ha parlato ai microfoni di Dazn al termine del Derby contro la Roma:

Alla fine ha esultato con Olimpia la vittoria, come le è venuto in mente?
"L’ho trovata lì per caso, poi Olimpia dorme dietro la mia stanza a Formello, la sento ogni tanto".

Felipe Anderson l’ha visto in campo come voleva lei oggi?
"Lui deve continuare con queste prestazioni, perché rientrano nelle sue qualità e caratteristiche. A me prende il dubbio che lui neanche si renda conto della sua forza, gioca in maniera timida, ma le qualità sue sono queste. E’ un giocatore che se trova convinzione è questo. Ha una coordinazione, una leggerezza nella corsa, una tecnica, che difficilmente ti fanno accettare partite di medio livello".

Nella fase di possesso Milinkovic ha giocato 5-6 metri più avanti. Era qualcosa che avete provato o che voleva fare lui?
"E’ qualcosa di cui ho parlato ai ragazzi in questi giorni, perché la sensazione è che fossero troppo bloccati dal pensare per giocare. Quindi ho detto loro di giocare più liberi, alcuni movimenti sono assodati ormai. Penso sia venuto fuori da quello. Mi dispiace aver fatto una buona prestazione difensiva e aver preso due gol su palle ferme".

Dicono tutti che sei un maniaco e un perfezionista sulle palle ferme, sei molto arrabbiato?
"Ieri abbiamo provato alcune soluzioni per quando loro portano questi grandi saltatori sul primo palo. Non era semplice, non tanto per i saltatori quanto perché Veretout ha messo 2-3 angoli stupendi, che dovevano solo essere toccati. Siamo andati un po’ in difficoltà. Su quel tipo di soluzione soprattutto dalla parte dove calciava Veretout è stata dura".

Le chiedo di Luis Alberto e del concetto di libertà rispetto alle partite precedenti
"Non esageriamo adesso col concetto di libertà, all’interno del contesto è chiaro che ci sono delle zone del campo dove si è più liberi di esprimersi".

Che margine di crescita c’è ancora secondo lei a centrocampo?
"Dipende da cosa si prende come punto di riferimento, perché ogni squadra ha le sue caratteristiche e ogni squadra deve plasmare il suo modo di stare in campo e di giocare. Questa non è playstation, questo è calcio vero. Questa è una squadra che stasera in 7-8 occasioni è uscita come piace a me, ma non si può trovare un clone di altre squadre in questa. La squadra ha potenzialità ancora da esprimere".

Quanto è cambiato anche lei rispetto a quando ha lasciato Napoli? Le esperienze successive le hanno consegnato rose troppo diverse? E’ stato un passaggio complicato?
"Qui lo sto vivendo benissimo, perché qui si può lavorare, sono stati presi dei giocatori come esterni. Poi cambiare 3-4 giocatori nella Juventus al momento erano spese inaccessibili e quindi ci siamo adattati noi, con qualche sofferenza perché non rinunci volentieri alle tue idee, però siamo riusciti a trovare un compromesso che alla fine ci ha portato a vincere".

Dove mette questa partita nella classifica delle più belle della sua carriera?
"Vengo da un anno in Premier dove queste partite vengono fuori abbastanza spesso. A livello di emotività sicuramente tra i primissimi posti, non pensavo desse questa tensione nel prepartita, questa adrenalina e questa soddisfazione nel vincerla. Sicuramente dal punto di vista emotivo una delle primissime".

Mourinho ha detto che ha trovato il calcio italiano migliorato, lei è d’accordo?
"Con la Premier purtroppo non c’è confronto. Sono su un altro livello, di giocatori, di qualità tecnica. Però vedo idee, stanno venendo fuori tantissimi gol. Vedremo nel girone di ritorno, adesso è un campionato pieno di idee".


Ibanez: "Peccato per il risultato e per i tifosi, ma andremo avanti"

Roger Ibanez, difensore della Roma, ha parlato ai microfoni di Dazn al termine del Derby contro la Lazio:

Dato il secondo tempo, quanto rammarico c’è per i primi 20 minuti? Cosa è successo?
"Siamo entrati con l’atteggiamento sbagliato, dopo 20 minuti abbiamo cambiato e la partita l’abbiamo sempre controllata noi. E’ un peccato per il risultato, per i tifosi, ma andremo avanti alla prossima".

Il derby l’anno scorso per te fu una partita complicata, cosa significa questo gol nel derby?
"Il gol per me ha significato tanto, ma mi dispiace per la sconfitta. Sarebbe stato più bello con la vittoria, ma per me il gol significa tanto".

Che cosa ha detto Mourinho alla fine?
"Ha detto il mister che è una roba tra di noi. Non posso parlare di questo. Però ti dico che l’atteggiamento che abbiamo tra di noi è sempre giusto e dobbiamo rimanere così".


Ibanez: "Peccato per il risultato e per i tifosi, ma andremo avanti"

Roger Ibanez, difensore della Roma, ha parlato ai microfoni di Dazn al termine del Derby contro la Lazio:

Dato il secondo tempo, quanto rammarico c’è per i primi 20 minuti? Cosa è successo?
"Siamo entrati con l’atteggiamento sbagliato, dopo 20 minuti abbiamo cambiato e la partita l’abbiamo sempre controllata noi. E’ un peccato per il risultato, per i tifosi, ma andremo avanti alla prossima".

Il derby l’anno scorso per te fu una partita complicata, cosa significa questo gol nel derby?
"Il gol per me ha significato tanto, ma mi dispiace per la sconfitta. Sarebbe stato più bello con la vittoria, ma per me il gol significa tanto".

Che cosa ha detto Mourinho alla fine?
"Ha detto il mister che è una roba tra di noi. Non posso parlare di questo. Però ti dico che l’atteggiamento che abbiamo tra di noi è sempre giusto e dobbiamo rimanere così".


Sarri: "Non pensavo il Derby desse questa tensione. Soddisfatto di averlo vinto"

Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, ha parlato ai microfoni di Dazn al termine del Derby contro la Roma:

Alla fine ha esultato con Olimpia la vittoria, come le è venuto in mente?
"L’ho trovata lì per caso, poi Olimpia dorme dietro la mia stanza a Formello, la sento ogni tanto".

Felipe Anderson l’ha visto in campo come voleva lei oggi?
"Lui deve continuare con queste prestazioni, perché rientrano nelle sue qualità e caratteristiche. A me prende il dubbio che lui neanche si renda conto della sua forza, gioca in maniera timida, ma le qualità sue sono queste. E’ un giocatore che se trova convinzione è questo. Ha una coordinazione, una leggerezza nella corsa, una tecnica, che difficilmente ti fanno accettare partite di medio livello".

Nella fase di possesso Milinkovic ha giocato 5-6 metri più avanti. Era qualcosa che avete provato o che voleva fare lui?
"E’ qualcosa di cui ho parlato ai ragazzi in questi giorni, perché la sensazione è che fossero troppo bloccati dal pensare per giocare. Quindi ho detto loro di giocare più liberi, alcuni movimenti sono assodati ormai. Penso sia venuto fuori da quello. Mi dispiace aver fatto una buona prestazione difensiva e aver preso due gol su palle ferme".

Dicono tutti che sei un maniaco e un perfezionista sulle palle ferme, sei molto arrabbiato?
"Ieri abbiamo provato alcune soluzioni per quando loro portano questi grandi saltatori sul primo palo. Non era semplice, non tanto per i saltatori quanto perché Veretout ha messo 2-3 angoli stupendi, che dovevano solo essere toccati. Siamo andati un po’ in difficoltà. Su quel tipo di soluzione soprattutto dalla parte dove calciava Veretout è stata dura".

Le chiedo di Luis Alberto e del concetto di libertà rispetto alle partite precedenti
"Non esageriamo adesso col concetto di libertà, all’interno del contesto è chiaro che ci sono delle zone del campo dove si è più liberi di esprimersi".

Che margine di crescita c’è ancora secondo lei a centrocampo?
"Dipende da cosa si prende come punto di riferimento, perché ogni squadra ha le sue caratteristiche e ogni squadra deve plasmare il suo modo di stare in campo e di giocare. Questa non è playstation, questo è calcio vero. Questa è una squadra che stasera in 7-8 occasioni è uscita come piace a me, ma non si può trovare un clone di altre squadre in questa. La squadra ha potenzialità ancora da esprimere".

Quanto è cambiato anche lei rispetto a quando ha lasciato Napoli? Le esperienze successive le hanno consegnato rose troppo diverse? E’ stato un passaggio complicato?
"Qui lo sto vivendo benissimo, perché qui si può lavorare, sono stati presi dei giocatori come esterni. Poi cambiare 3-4 giocatori nella Juventus al momento erano spese inaccessibili e quindi ci siamo adattati noi, con qualche sofferenza perché non rinunci volentieri alle tue idee, però siamo riusciti a trovare un compromesso che alla fine ci ha portato a vincere".

Dove mette questa partita nella classifica delle più belle della sua carriera?
"Vengo da un anno in Premier dove queste partite vengono fuori abbastanza spesso. A livello di emotività sicuramente tra i primissimi posti, non pensavo desse questa tensione nel prepartita, questa adrenalina e questa soddisfazione nel vincerla. Sicuramente dal punto di vista emotivo una delle primissime".

Mourinho ha detto che ha trovato il calcio italiano migliorato, lei è d’accordo?
"Con la Premier purtroppo non c’è confronto. Sono su un altro livello, di giocatori, di qualità tecnica. Però vedo idee, stanno venendo fuori tantissimi gol. Vedremo nel girone di ritorno, adesso è un campionato pieno di idee".


Mourinho: "Arbitro e VAR non adatti ad una partita di questo livello. Questo è troppo"

José Mourinho, allenatore della Roma, ha parlato ai microfoni di Dazn al termine del Derby contro la Lazio:

A fine partita ha parlato alla squadra, cosa ha detto?
"E’ fra di noi, come per le cose che diciamo nello spogliatoio, rimane tra noi. A fine partita l’ho voluto fare subito lì, ma era come se fosse nell’intimità dello spogliatoio".

Ha provato a vincere la partita, quanto hanno pesato i primi venti minuti e l’episodio del secondo gol? Nell’intervallo ha parlato molto con la quaterna arbitrale
"Lasciami dire qualcosa di positivo da uno che è stato in Italia più o meno 10 anni fa. Il calcio italiano è migliorato tanto, la qualità del gioco, la voglia di vincere è migliorata tanto. Però purtroppo una partita fantastica e arbitro e VAR non hanno avuto la dimensione di una partita di questo livello. Nella situazione del secondo gol invece che 2-0 poteva essere 1-1. Ha sbagliato l’arbitro, il VAR, tutti. Questo è troppo. Il secondo giallo a Lucas Leiva è anche importante. Giocare contro 10 significa tanto. Dopo 2-3 situazioni molto simili a quella di Pellegrini che ha ricevuto il rosso, ma oggi assolutamente niente. Penso che i miei giocatori siano stati la squadra migliore in campo, quando concedi tre gol ovviamente hai sbagliato qualcosa, ma il 2 e 3 sono contropiedi. Nel secondo gol la squadra aspettava il rigore e non il contropiede, però ha giocato, abbiamo provato, abbiamo dominato. Anche noi in panchina le abbiamo provate tutte, abbiamo messo la Lazio in grande difficoltà. Hanno fatto la gestione degli ultimi minuti come hanno voluto fare e l’arbitro lo ha permesso, è così. Non ho tanto di più da dire".

E’ preoccupato per gli errori difensivi?
"No, non sono preoccupato. Lo sarei se non avessimo giocato o cercato di vincere la partita anche nella difficoltà del 2-0 e 3-1, sarei preoccupato se la Lazio ci avesse dominato dal primo all’ultimo minuto. Il secondo e terzo gol sono arrivati in contropiede, chi sta perdendo deve rischiare come abbiamo fatto noi".

Ha parlato di emozione e razionalità per affrontare questa partita. Sul primo gol l’errore è stato un eccesso di emotività? Voler fare qualcosa in più che poi non ha pagato all’inizio?
"Il calcio italiano è davvero cambiato perché dopo una partita così tu vuoi parlare di calcio e non di arbitri, complimenti per questo anche a voi. L’inserimento di Milinkovic, è una cosa che noi sapevamo che loro fanno, ma abbiamo lasciato troppo spazio e lui ha qualità di arrivare in area. Naturalmente abbiamo sbagliato subito, ma abbiamo avuto una reazione come piace a me, come se non fosse successo niente, dimenticando subito il risultato e l’errore, reagendo come squadra e cercando le opportunità per pareggiare".

Oggi mancava un leader come Pellegrini, ma Zaniolo aveva una voglia e cattiveria che ha trascinato la squadra. Aspetta che crescano loro per fare quello step in più che ha nominato questa settimana?
"Non vorrei parlare di Pellegrini, dovrei parlare di nuovo di quello che è successo l’ultima partita e non voglio. Nicolò ha fatto una buona partita, magari qualche errore ma lui fisicamente ha distrutto gli avversari, ha avanzato con la palla, ha deciso magari non nel miglior modo per noi ma ha fatto una partita fantastica. Un peccato che abbia avuto questo affaticamento fisico che non gli ha permesso di finire la partita. Parlare di individualità è difficile, per te è più facile. Alleno squadre e sono contento con la mia squadra".

La squadra esce con grande orgoglio e coraggio dalla partita
"Siamo sempre stati squadra, anche nel momento della difficoltà. Quando vai in svantaggio emotivamente non è mai facile. Nell’intervallo ho detto che dovevamo correre il rischio e lo abbiamo fatto. Orgoglio sì, squadra sì, qualità di gioco sì. Magari Marco (Parolo) o qualcuno di voi non è d’accordo con me, ma meritavamo un risultato diverso. L’arbitro è stato decisivo in questa partita, ma magari non siete d’accordo neanche in questo".


Milinkovic Savic: "Possiamo festeggiare ed andare a casa contenti"

Milinkovic Savic, centrocampista della Lazio, ha parlato ai microfoni di Dazn al termine del Derby contro la Roma:

Quanto li hai fatti gioire questi tifosi?
"Ne avevano bisogno. Noi abbiamo fatto una bella partita quindi possono festeggiare e andare a casa contenti".

Sarri parlava di una scintilla che doveva scoccare, è scoccata? E’ la partita della svolta?
"Abbiamo fatto finalmente una buona partita, abbiamo giocato meglio di quelle prima. La vittoria nel derby ci fa andare avanti con una motivazione in più".

Hai segnato tanti gol di testa, questo è uno dei più importanti?
"Sì, ho fatto tanti gol importanti ma mi piace segnare nel derby, questa è già la terza volta, cercherò di farli ancora".

Sul 3-2 ci sono state diverse occasioni per chiudere la partita ma è mancato cinismo
"Sì, su quello dobbiamo migliorare tanto. Spesso facciamo 1-2 ma perdiamo la cattiveria per farne altri, lì si sbaglia, l’altra squadra si alza e noi ci perdiamo. Dobbiamo migliorare".

Dopo questa partita l’autostima di cui parlava Immobile, da 0 a 100, quanto è?
"100".


Lazio vs Roma 3-2 | Termina il Derby della Capitale

LAZIO (4-3-3): Reina; Marusic, Luiz Felipe, Acerbi, Hysaj; Milinkovic Savic, Leiva, Luis Alberto; Pedro, Immobile, Felipe Anderson.
A disposizione: Strakosha; Adamonis, Patric, Radu, Lazzari, Escalante, Akpa Akpro, Cataldi, Basic, Raul Moro, Romero, Muriqi.
Allenatore: Maurizio Sarri.
Squalificati:
Indisponibili: Adekanye e Zaccagni.
Diffidati: –

ROMA (4-2-3-1): Rui Patricio; Karsdorp, Mancini, Ibanez, Vina; Cristante, Veretout; Zaniolo, Mkhitaryan, El Shaarawy; Abraham.
A disposizione: Fuzato, Boer, Kumbulla, Smalling, Calafiori, Diawara, Darboe, Carles Perez, Shomurodov, Borja Mayoral.
Allenatore: José Mourinho.

Squalificati: Pellegrini.
Indisponibili: Spinazzola.
Diffidati:

Arbitro: Guida di Torre Annunziata.
Guardalinee: Meli, Peretti.
Quarto uomo: Di Bello.
VAR: Irrati.
AVAR: Longo.


Conferenza Stampa Mourinho: "E' più importante giocare che parlare. Mi aspetto i ragazzi giochino per vincere"

José Mourinho, allenatore della Roma, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del Derby contro la Lazio:

Nella sua carriera ha già vissuto 119 derby. Questo come se lo immagina?
"I numeri solo voi li conoscete, io non li conosco. Anche i numeri sulle mille panchine le conoscevo grazie alla stampa. Sono tutte partite belle da giocare, che preoccupano un allenatore. Perché non bisogna motivare, non bisogna stare attenti con i giocatori più o meno concentrati. Sono belle da giocare e da preparare. Non esistono questo tipo di problemi. Magari contro l’Udinese ci sono delle preoccupazioni. Ma nel derby la gente è al 100% nella partita. In questo senso è bello da giocare e preparare. Mi aspetto dalla mia squadra che giochiamo per vincere, che non possiamo vincere sempre, che dall’altro lato c’è una squadra con le nostre stesse ambizioni, ma vogliamo vincere e quando non vinciamo voglio uscire dal campo con la sensazione che i ragazzi hanno dato tutto".

La Roma attuale è la squadra meno forte che ha allenato, crede che questa sia una delle sfide più importanti della sua carriera?
"Una sfida diversa. Una sfida senza dubbi. Quando abbiamo parlato la prima volta dal primo minuto non ho avuto alcun dubbio. Sappiamo dove siamo e dove vogliamo andare e come. Io ho avuto già delle squadre prima con qualche dubbio. Qui non ci sono dubbi. Non è la squadra più difficile, è la sfida più difficile".

Per lei il derby è solo una partita da tre punti o ha uno slogan per questa partita?
"No. Rispetto Zeman e Rudi ma non vado a commentare le loro parole nè vado a dire che mi identifico più con l’uno o l’altro. E’ più importante giocare che parlare. Le parole possono andare al vento. Perché parlare? E’ quello che l’esperienza mi dice. L’ora della verità è là, qui è per rispetto vostro però le parole sono di circostanza. Domani, là dentro dal primo minuto".

E’ molto importante il lavoro di Pellegrini in fase difensiva. C’è un giocatore che ha queste caratteristiche per domani?
"Di Pellegrini ce n’è uno solo. Non volevo parlare di questo e ora ne parlo. Per me non è facile parlarne. Potevo anche dire che questa gara di domani si è iniziata a giocare al 90 contro l’Udinese. Avere Pellegrini è una cosa, non averlo è un’altra. Lui ha leadership e trascina la squadra, fa bene il capitano. Però non c’è. La tua domanda vuole arrivare a chi gioca o non gioca. Però non te lo dico. Molto onestamente non commento perché non lo dirò".

Quale pensa possa essere l’apporto dei tifosi romanisti? Che atmosfera sta vivendo?
"Quello che mi ha colpito di più è stato come la gente è stato prima dell’Udinese dopo la sconfitta. Questo mi ha fatto capire che c’è empatia. Dopo la vittoria l’empatia a volte è artificiale, va via con un risultato negativo. Invece abbiamo perso senza giocare bene e in pullman in momenti delicati della gara è lì che si sente questa empatia. I tifosi meritano tutto da noi. Ma i ragazzi anche meritano tutto da loro e questo esiste. I ragazzi in ogni minuto in campo, giocando bene o male, stanno rispettando la passione che la gente ha. Al 100% i tifosi sentiranno domani che la squadra giocherà per la nostra professionalità ma anche per la loro passione".

In oltre mille panchine, le era mai capitato di trovare dei tifosi che chiedessero alla squadra di perdere come in quel Lazio Inter del 2010? Già li aveva capito qualcosa di questa rivalità?
"Sono qui da pochi mesi, devo vivere di più, devo capire di più al dettaglio delle cose. Una cosa è sentire un’altra è essere dentro e capire tutto. Però la rivalità è una cosa bella al 100%. Questa è la normalità della rivalità. Per questo mi piace giocare il derby. E’ un privilegio per me giocarne uno nuovo ed è un privilegio per me provare questa esperienza per capire cosa sia un Lazio Roma o un Roma Lazio. Ma io voglio che la mia squadra abbia più ambizione rispetto che vincere un derby. Non è l’unico obiettivo della stagione. Mi ricordo di quella partita: abbiamo vinto 2-0 e tu potevi sentire che i tifosi laziali non appoggiavano la loro squadra. E’ una cosa che senti, ma mi sembra che l’Inter ha vinto lì come ha vinto tante gare in quella stagione".

Lei era considerato come antipatico in passato…E’ cambiato il suo modo di comunicare? O gli avversari hanno meno paura di lei?
"Dimmi un motivo per il quale in questi due mesi dovrei litigare. Ancora non mi è arrivato. L’unica cosa che mi ha dato un feeling negativo è stato l’espulsione di Pellegrini. Ma che faccio? Vado a litigare con l’arbitro che mi espelle e cosi domani non sono in panchina? Devi controllare la frustrazione. Quando la situazione arriverà arriverà. Ma non la devo cercare io. Io rispetto la gente e la gente mi rispetta. Non c’è un motivo per litigare con nessuno".

Sta utilizzando 11-12 calciatori. Qual’è la motivazione? Che devono fare le seconde linee?
"Io non vado a litigare con te. Però la domanda che mi fai sarebbe la stessa domanda al contrario se io faccio giocare venti giocatori e mi chiedereste: “Perché cambia cosi tanto?”. C’è sempre questo. All’inizio la gente va verso la stabilità e non c’è ancora stanchezza. Più avanti ci sarà tempo per fare turnover. La mia è una opzione ovvia. Abbiamo bisogno di stabilità e fiducia. Tanta gente è giovane, hanno bisogno di tempo. Non è preparatissima per entrare direttamente ma ha bisogno di più tempo e stabilità. Mi sembra un processo assolutamente normale".

Servirà più il coraggio di attaccare o più attenzione a difendere?
"Con palla vogliamo giocare e aggredire, segnare se possiamo. Senza palla si deve rispettare l’avversario che è una squadra di qualità che ha un modo offensivo di pensare il gioco. E’ difficile vincere una partita se sei bravo in una fase di gioco e dimentichi l’altra fase. Per vincere domani servirà una partita completa perché giochiamo contro una squadra di qualità".

La Lazio pressa alto. Quanto sarà importante giocare sotto pressione?
"E’ una buona domanda. Ma è un tipo di domanda alla quale non piace rispondere. Rispondere significa toccare un punto chiave. Tu hai analizzato la filosofia del nostro avversario, bravo. Ma non vado a parlare di quello che vogliamo fare. Posso dire solo una cosa basica: senza palla vogliamo difendere, con la palla vogliamo segnare".

Scusate, è un momento difficile per famiglia Zalewski. In questo momento siamo tutti con lui. Vediamo domani ma sarà decisione sua se può giocare o no. E’ importante che sia lui a decidere in accordo col suo modo di iniziare a convivere con un mondo nuovo per lui che è un mondo senza il suo papà. Io lo voglio per domani ma vediamo quello che dice lui. E visto che vi siete dimenticati una domanda chiave se Vina ci sarà o no. Io penso che Vina ci sarà“.


Conferenza Stampa Mourinho: "E' più importante giocare che parlare. Mi aspetto i ragazzi giochino per vincere"

José Mourinho, allenatore della Roma, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del Derby contro la Lazio:

Nella sua carriera ha già vissuto 119 derby. Questo come se lo immagina?
"I numeri solo voi li conoscete, io non li conosco. Anche i numeri sulle mille panchine le conoscevo grazie alla stampa. Sono tutte partite belle da giocare, che preoccupano un allenatore. Perché non bisogna motivare, non bisogna stare attenti con i giocatori più o meno concentrati. Sono belle da giocare e da preparare. Non esistono questo tipo di problemi. Magari contro l’Udinese ci sono delle preoccupazioni. Ma nel derby la gente è al 100% nella partita. In questo senso è bello da giocare e preparare. Mi aspetto dalla mia squadra che giochiamo per vincere, che non possiamo vincere sempre, che dall’altro lato c’è una squadra con le nostre stesse ambizioni, ma vogliamo vincere e quando non vinciamo voglio uscire dal campo con la sensazione che i ragazzi hanno dato tutto".

La Roma attuale è la squadra meno forte che ha allenato, crede che questa sia una delle sfide più importanti della sua carriera?
"Una sfida diversa. Una sfida senza dubbi. Quando abbiamo parlato la prima volta dal primo minuto non ho avuto alcun dubbio. Sappiamo dove siamo e dove vogliamo andare e come. Io ho avuto già delle squadre prima con qualche dubbio. Qui non ci sono dubbi. Non è la squadra più difficile, è la sfida più difficile".

Per lei il derby è solo una partita da tre punti o ha uno slogan per questa partita?
"No. Rispetto Zeman e Rudi ma non vado a commentare le loro parole nè vado a dire che mi identifico più con l’uno o l’altro. E’ più importante giocare che parlare. Le parole possono andare al vento. Perché parlare? E’ quello che l’esperienza mi dice. L’ora della verità è là, qui è per rispetto vostro però le parole sono di circostanza. Domani, là dentro dal primo minuto".

E’ molto importante il lavoro di Pellegrini in fase difensiva. C’è un giocatore che ha queste caratteristiche per domani?
"Di Pellegrini ce n’è uno solo. Non volevo parlare di questo e ora ne parlo. Per me non è facile parlarne. Potevo anche dire che questa gara di domani si è iniziata a giocare al 90 contro l’Udinese. Avere Pellegrini è una cosa, non averlo è un’altra. Lui ha leadership e trascina la squadra, fa bene il capitano. Però non c’è. La tua domanda vuole arrivare a chi gioca o non gioca. Però non te lo dico. Molto onestamente non commento perché non lo dirò".

Quale pensa possa essere l’apporto dei tifosi romanisti? Che atmosfera sta vivendo?
"Quello che mi ha colpito di più è stato come la gente è stato prima dell’Udinese dopo la sconfitta. Questo mi ha fatto capire che c’è empatia. Dopo la vittoria l’empatia a volte è artificiale, va via con un risultato negativo. Invece abbiamo perso senza giocare bene e in pullman in momenti delicati della gara è lì che si sente questa empatia. I tifosi meritano tutto da noi. Ma i ragazzi anche meritano tutto da loro e questo esiste. I ragazzi in ogni minuto in campo, giocando bene o male, stanno rispettando la passione che la gente ha. Al 100% i tifosi sentiranno domani che la squadra giocherà per la nostra professionalità ma anche per la loro passione".

In oltre mille panchine, le era mai capitato di trovare dei tifosi che chiedessero alla squadra di perdere come in quel Lazio Inter del 2010? Già li aveva capito qualcosa di questa rivalità?
"Sono qui da pochi mesi, devo vivere di più, devo capire di più al dettaglio delle cose. Una cosa è sentire un’altra è essere dentro e capire tutto. Però la rivalità è una cosa bella al 100%. Questa è la normalità della rivalità. Per questo mi piace giocare il derby. E’ un privilegio per me giocarne uno nuovo ed è un privilegio per me provare questa esperienza per capire cosa sia un Lazio Roma o un Roma Lazio. Ma io voglio che la mia squadra abbia più ambizione rispetto che vincere un derby. Non è l’unico obiettivo della stagione. Mi ricordo di quella partita: abbiamo vinto 2-0 e tu potevi sentire che i tifosi laziali non appoggiavano la loro squadra. E’ una cosa che senti, ma mi sembra che l’Inter ha vinto lì come ha vinto tante gare in quella stagione".

Lei era considerato come antipatico in passato…E’ cambiato il suo modo di comunicare? O gli avversari hanno meno paura di lei?
"Dimmi un motivo per il quale in questi due mesi dovrei litigare. Ancora non mi è arrivato. L’unica cosa che mi ha dato un feeling negativo è stato l’espulsione di Pellegrini. Ma che faccio? Vado a litigare con l’arbitro che mi espelle e cosi domani non sono in panchina? Devi controllare la frustrazione. Quando la situazione arriverà arriverà. Ma non la devo cercare io. Io rispetto la gente e la gente mi rispetta. Non c’è un motivo per litigare con nessuno".

Sta utilizzando 11-12 calciatori. Qual’è la motivazione? Che devono fare le seconde linee?
"Io non vado a litigare con te. Però la domanda che mi fai sarebbe la stessa domanda al contrario se io faccio giocare venti giocatori e mi chiedereste: “Perché cambia cosi tanto?”. C’è sempre questo. All’inizio la gente va verso la stabilità e non c’è ancora stanchezza. Più avanti ci sarà tempo per fare turnover. La mia è una opzione ovvia. Abbiamo bisogno di stabilità e fiducia. Tanta gente è giovane, hanno bisogno di tempo. Non è preparatissima per entrare direttamente ma ha bisogno di più tempo e stabilità. Mi sembra un processo assolutamente normale".

Servirà più il coraggio di attaccare o più attenzione a difendere?
"Con palla vogliamo giocare e aggredire, segnare se possiamo. Senza palla si deve rispettare l’avversario che è una squadra di qualità che ha un modo offensivo di pensare il gioco. E’ difficile vincere una partita se sei bravo in una fase di gioco e dimentichi l’altra fase. Per vincere domani servirà una partita completa perché giochiamo contro una squadra di qualità".

La Lazio pressa alto. Quanto sarà importante giocare sotto pressione?
"E’ una buona domanda. Ma è un tipo di domanda alla quale non piace rispondere. Rispondere significa toccare un punto chiave. Tu hai analizzato la filosofia del nostro avversario, bravo. Ma non vado a parlare di quello che vogliamo fare. Posso dire solo una cosa basica: senza palla vogliamo difendere, con la palla vogliamo segnare".

Scusate, è un momento difficile per famiglia Zalewski. In questo momento siamo tutti con lui. Vediamo domani ma sarà decisione sua se può giocare o no. E’ importante che sia lui a decidere in accordo col suo modo di iniziare a convivere con un mondo nuovo per lui che è un mondo senza il suo papà. Io lo voglio per domani ma vediamo quello che dice lui. E visto che vi siete dimenticati una domanda chiave se Vina ci sarà o no. Io penso che Vina ci sarà“.


Conferenza Stampa Mourinho: "Facciamo la nostra strada con tranquillità. Udinese squadra difficile"

José Mourinho, allenatore della Roma, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match di campionato contro l'Udinese:

La partita ha confermato di subìre i duelli fisici. Come si può risolvere? Con l'arrivo di una personalità importante a centrocampo come aveva chiesto?
“Il mercato è chiuso e non posso mettermi nella situazione di parlare di mercato, non lo faccio. Analizzo la questione, capisco la domanda ma non ti rispondo. Neanche alla prima parte sulla squadra che soffre in certe condizioni. Non voglio entrare in questa dinamica, nello stesso modo quando avevamo tre partite di fila di campionato più quelle in Europa. Non sono entrato in questa dinamica di euforia, ora non entro nella dinamica di problemi grossi. Abbiamo perso una partita, non abbiamo giocato bene e per me, con voi, non ho più niente da dire. Ai giocatori sì, abbiamo analizzato la partita nei dettagli e anche guardando al futuro e non a quella partita lì, ormai non la possiamo vincere”.

Dopo un passo falso così ha bisogno della controprova o ha già capito che è stata una giornata storta?
"Non ho capito molto bene la domanda. Perché pochi si aspettano la sconfitta? Perché abbiamo vinto prima? Qui è troppo facile andare con l’euforia e poi in depressione. Quando mi avete visto euforico un minuto in due mesi? Soltanto una volta. Non mi avete mai visto in questa dinamica. Adesso non mi vedrai nella dinamica opposta perché abbiamo perso. Forse sono troppo onesto e dopo quella partita lì dovevo dire dell’arbitro che non doveva dare il giallo a Veretout, il campo, la pioggia. Magari sono troppo onesto quando ho detto che abbiamo giocato male. Magari un pareggio andava bene, ma abbiamo perso. Siamo tristi, ma siamo ancora equilibrati. So perfettamente perché sono venuto qui. Penso che sono venuto qui per il mio livello di esperienza, di maturità, di equilibrio per non mandare questa gente in euforia o in depressione perché abbiamo perso una partita. Abbiamo tanto da fare. Voi cercate, in modo generale, di metterci nello stesso gruppo di squadre che hanno finito 20 punti sopra. Lasciateci tranquilli. Siamo solo candidati a vincere la prossima partita, solo questo. Volete analizzare con me il Verona, ma non posso. Lunedì giorno libero non per me, non per il mio staff. Lavoriamo tutti i giorni per analizzare e preparare, poi arrivano i giocatori. Ora siamo candidati a vincere una partita molto difficile contro l’Udinese, ma anche loro. Noi vogliamo vincere questa partita. Siamo equilibrati. Meno felici? Normale perché abbiamo perso. Trasformiamo la tristezza in motivazione e non in depressione. Pensate chi ha perso 2 partite, chi ne ha pareggiate 2. Noi facciamo la nostra strada e tranquillità. Abbiamo ambizioni con base di tranquillità".

Che insidie si aspetta da domani?
"Uno schiaffo nel risultato ma non nel gioco. Hanno giocato contro una squadra forte. Gol da palla inattiva, sul primo gol anche un po’ strano. L’organizzazione di gioco contro la Juventus, fino al Napoli dimostra che sono solidi. Sanno come si gioca, come si difende. È una squadra difficile. Giocheranno ancora con 5 dietro ma diverso dal Verona. Hanno stabilità nel loro gioco. Hanno questa fisicità ma anche qualità".

L’equilibrio che si è impostato si è smarrito?
"Se non dovessimo lavorare di più i Friedkin mi avrebbero fatto 3 mesi di contratto e non 3 anni. Per qualche ragione sono 3 anni. In 3 mesi è molto difficile. Puoi sviluppare una squadra che è già squadra, puoi dare qualcosa di personale. Quando non è una squadra non lo sviluppi in 3 mesi. Le occasioni contro il Sassuolo sono conseguenza di nostra ambizione non è un problema per me. Se perdiamo per ambizione o voglia di vincere, anche qualche cambio che ho fatto quando la partita era già “rotta”, è un cambio che rompe ancora di più. Se Pellegrini è stanco gioca da solo a centrocampo con Cristante sapevo quello che facevo. Sapevo di vincere o perdere. Un problema sono i 3 gol che sono troppi. Quando segni 2 gol fuori casa devi vincere e nemmeno pareggiare. Difensivamente abbiamo avuto dei problemi è vero, ma anche offensivi. Non abbiamo giocato bene. Non entro nelle dinamiche perché Gotti magari è interessato. Ma posso dire che abbiamo giocato male. Poteva essere un pareggio, si. Faraoni ha fatto il gol della vita mentre potevamo tornare. Non ho voluto cercare alibi. Non sto in questa dimensione di cercare alibi".

Come sta Vina?
"Domani no".

Idea Calafiori sempre valida o idea diversa?
"E’ valido Calafiori a 19 anni, con pochissime partite di Serie A. Valido per noi. Se fai la stessa domanda a 4-5 squadre che sono quelle più forti della Serie A, magari il loro allenatore ti direbbe che non è valido perché hanno giocatori più esperti. Per noi è valido e secondo me ha fatto una partita un po’ timida, ma equilibrata. Quando parliamo che abbiamo avuto problemi difensivi è vero, ma posso dire che mi aspetto dai miei terzini un po’ di più per giocare con fiducia. Ha 19 anni e ha qualità ma senza grande esperienza. C’è bisogno di tempo".

Come stanno i mediani?
"Ci sono delle squadre che hanno la possibilità di pensare ai cambi, per noi è più difficile. Per altre posizioni è più facile perché ci sono giocatori di livello generale. Altre è un po’ difficile per fare questo. Di solito non dico chi gioca o no, però domani giocano Cristante e Veretout".

Questo discorso di euforia e depressione riguarda anche i giocatori?
"Non posso controllare i giocatori o voi che siete i giornalisti più vicini alla Roma. Nemmeno i tifosi. Posso cercare di influenzare quelli che sono vicino a me. Mi è piaciuto quello che è successo dopo le vittorie. Abbiamo celebrato l’ultimo minuto contro il Sassuolo, ma nelle altre vittorie ho visto uno spogliatoio equilibrato. Dopo la sconfitta erano tristi come piace a me, equilibrato. Lavoriamo e dobbiamo giocare. Dobbiamo trasformare la tristezza in motivazione con la stabilità che è molto importante. Ho detto che la stagione è una strada con curve e tu devi guidare sempre con concentrazione, con visione. Non è un’autostrada. Questo lo è per una squadra top che vince sempre, magari il Bayern o il PSG. Piano piano".