Roma, la Champions appesa ai fedelissimi
IL MESSAGGERO - «Tutti sotto esame». Virgolettato del ceo Fienga durante il confronto di sabato mattina a Trigoria che sintetizza il momento della Roma, chiamata a risalire la classifica. Fallire l'obiettivo dichiarato della Champions per il 2° anno consecutivo porterebbe automaticamente al ridimensionamento. Il piazzamento in campionato avrà l'effetto di una sentenza: conferma o piazza pulita.
Anche Fonseca si gioca il posto da qui alla fine del torneo, proprio come gran parte dei suoi giocatori. L'allenatore, però, ha ancora la fiducia del management di Pallotta. Il tecnico, contando pure sulla risposta avuta dai test fisici, ha impostato la stagione proprio sul suo forte legame con il gruppo. Oltre a Dzeko, suo interlocutore privilegiato già dalla scorsa estate, piena sintonia pure conSmalling, Mancini, Cristante, Pellegrini, Veretout e Mkhitaryan. E anche con lo stessoKolarov, nonostante il calo di rendimento del mancino che rimane leader puro e sponda autorevole anche per la dirigenza.
Solo con la partecipazione alla prossima Champions sarà evitata l'ennesima rivoluzione. Fienga inoltre ha chiesto di evitare di piangere in pubblico su arbitri, infortuni e sfortuna. Messaggio recepito dal gruppo che sabato ha rassicurato il tecnico, garantendo concentrazione e sacrificio.
Giallorossi con le vertigini: solo 3 punti con chi sta lassù
IL MESSAGGERO - l destino della Roma passa per Bergamo. Il confronto di sabato con l'Atalanta sulla carta è difficilissimo, anche se la squadra di Gasperini proprio in casa ha dimostrato di perdere qualche colpo: 4 sconfitte nelle 11 gare disputate e appena un punto racimolato contro le ultime della classe nelle ultime due uscite stagionali (1-2 contro la Spal e 2-2 con il Genoa).
Il ruolino di marcia della Roma contro le prime quattro della classe lascia alquanto a desiderare: su 5 gare, con 15 punti a disposizione, i giallorossi ne hanno ottenuti appena 3 (0,6 a partita). Sconfitta con la Juventus, pareggio con l'Inter, doppio pari con la Lazio e ko all'Olimpico con l'Atalanta.
Roma, testa alla Champions o sarà ancora rivoluzione
LA GAZZETTA DELLO SPORT - La partita di sabato prossimo contro l’Atalanta rappresenta uno spartiacque per la Roma: o si resta in corsa per il posto in Champions oppure si affonda. Da questo punto di vista, nel discorso alla squadra fatto sabato dalla dirigenza, il concetto è stato chiaro: tutti sono sotto esame.
Il ceo Fienga può godere della franchigia dovuta al fatto che il suo piano industriale è stato approvato dallo stesso Friedkin. Quella del d.s. Petrachi al momento pare la posizione più fragile: il mercato è stato poco convincente e il «modus operandi» a Trigoria è stato finora inutilmente muscolare, tanto da rimanere inviso ai calciatori.
In bilico anche l'area tecnica. Fonseca ha in mano il gruppo, però deve dimostrare di essere capace di saper uscire dal momento difficile. Due giorni fa il tecnico portoghese ha portato tutto il suo staff a pranzo a Siena per fare il punto della situazione e trovare nuove soluzioni. L’ultimo avviso della dirigenza è per i calciatori. Da Trigoria fanno sapere che, se si postassero meno foto conviviali sui social nei momenti difficili (come questo), tutti vivrebbero meglio.
Chi è Watts, l'uomo dei conti: sarà lui a riferire a Friedkin
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Non c'era Friedkin in prima persona, nemmeno il figlio Ryan. A condurre le danze nella varie trattative tenutesi all’Eur nella sede della Roma c'era Marc Watts, uomo di fiducia del magnate texano e dal 2011 il presidente di The Friedkin Group, prossimo proprietario della Roma.
Curriculum di tutto rispetto: laureato in legge ad Harvard nel 1984, esperto di diritto societario, prima di iniziare a lavorare per Friedkin è stato vicepresidente di Locke Lord, uno degli studi legali internazionali più famosi negli Usa. Dal 2017 al 2019 è stato anche presidente del Consiglio di Amministrazione della Federal Reserve Bank di Dallas. Sarà lui a riferire direttamente a Friedkin. E, probabilmente, ad indirizzarlo verso l’eventuale offerta finale.
Staffetta in fascia. Kolarov in discesa, Spinazzola risale: a sinistra si cambia
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Fa fatica, è discusso. Ma, soprattutto, in campo non rende più come dovrebbe. Aleksandar Kolarov vive un momento di difficoltà. E c'è anche il recente battibecco con i tifosi della tribuna Tevere, solo uno dei tanti episodi che a molti romanisti non sono andati giù.
Dopo le panchine con Lazio e Sassuolo e la brutta prestazione con il Bologna, Kolarov sembra destinato a lasciare nuovamente il posto da titolare a Spinazzola, che quando è stato chiamato in causa dopo la cessione-non cessione all’Inter ha sempre risposto presente.
Sorpresa: fisicamente la squadra sta bene. Nei test brillano pure Mkhitaryan e Kalinic
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Dopo la prova con il Bologna, Fonseca aveva smentito categoricamente problemi fisici della sua Roma. Nei giorni scorsi, infatti, i risultati dei test non solo avevano dato dei risultati confortanti, ma avevano dimostrato come quei calciatori fin qui impiegati meno, e vittime a lungo di problemi fisici, stessero meglio.
Due esempi su tutti: in alcuni esercizi sulla resistenza Kalinic era stato tra i migliori, in altri sulla rapidità si era messo in mostra Mkhitaryan. E i numeri dell’armeno contro il Bologna lo hanno confermato: è lui il giocatore ad aver corso più di tutti (12,964 km di media).
Roma, il rinnovo porta male
IL TEMPO - AUSTINI - Firma e scompari. Quasi una regola nella Roma di quest'anno, dove dall'estate ben sei giocatori hanno rinnovato il contratto ma, per un motivo o un altro, sono via via spariti dal campo. L'unica eccezione si chiama Edin Dzeko, che non sta certo brillando, ma è rimasto un punto di riferimento assoluto in attacco e talvolta un trascinatore nel deserto.
Detto che Zaniolo si è fermato per colpa della sfortuna sempre puntuale quando c’è da spezzare le ali a un talento giallorosso, i vari Under, Fazio, Cristante e persino Kolarov ad oggi rappresentano diverse facce di una delusione comune. Quella dei tifosi e di Fonseca, che nel 2020 non riconosce più la sua Roma.
L'attaccante turco è il caso più emblematico. Confermarlo in rosa è stata una precisa richiesta del tecnico, la società ha deciso di accontentare il ragazzo con un aumento di stipendio a cui aspirava da mesi, il gol al debutto stagionale col Genoa sembrava il preludio a un campionato da protagonista, poi tra nuovo infortunio muscolare, lunghissima riabilitazione, difficoltà ad apprendere le richieste tattiche di Fonseca e la concorrenza con Zaniolo fino a quando era disponibile, Under si è completamente perso. Derby a parte, un gol fortunoso col Genoa e uno inutile in coppa con la Juve, il turco è una delusione. Diciamolo chiaramente: se non si fosse infortunato Zaniolo, la Roma era pronto a sacrificarlo nel mercato di gennaio. Una cessione probabilmente solo rimandata, ma come questo ragazzo sia passato dall'essere un precoce protagonista anche in Champions a una sorta di comparsa rimane un mistero.
Per Cristante non può bastare il grave infortunio al tendine per spiegare la sua totale involuzione. Il centrocampista esplosivo e completo dell'Atalanta qui non si è mai visto, durante il lungo stop Petrachi ha deciso comunque di prolungargli il contratto fino al 2024 con largo anticipo rispetto alla scadenza per motivi di bilancio (diminuisce la quota annuale di ammortamento del cartellino pagato finora 27.6 milioni) ma, a parte un paio di buone partite, da quando è rientrato è un giocatore in chiara difficoltà.
Sabato sarà squalificato e non potrà giocare la sua gara da ex a Bergamo, probabile l'avanzamento di Mancini in mediana, con Fazio di nuovo al centro della difesa. L’ultima presenza dell'argentino è di due mesi fa contro la Spal, il contratto che ha firmato in estate fino al 2021 è addirittura il terzo da romanista, ma in realtà il club non punta più su di lui. E neppure Fonseca.
Il tecnico credeva invece che Kolarov fosse ancora un leader insostituibile. Lo ha fatto sempre giocare, fino alla comprensibile e giusta panchina al derby e poi col Sassuolo. Si è riaffidato a lui col Bologna ma si è rivisto un Kolarov in evidente sofferenza atletica. Un calo iniziato dopo il rinnovo. Ora è meglio nascondere le penne a Trigoria, almeno per un po’.
Totti lancia due società da procuratore
IL TEMPO - BIAFORA - Inizia la nuova vita di Francesco Totti a meno di un anno di distanza dal brusco addio alla carriera dirigenziale nella Roma dopo aver rifiutato l’incarico di direttore tecnico del club di Trigoria. La bandiera giallorossa, con alcuni post sui propri account social, ha annunciato ufficialmente che intraprenderà la carriera nel mondo dei procuratori sportivi e dello scouting: «Inizia una nuova avventura. Con orgoglio - le parole del Capitano accompagnate da un video in cui compare il logo "Totti Scouting and Management"- vi annuncio che ho fondato due società di consulenza e assistenza per club e calciatori che hanno sede a Roma, la CT10 e IT Scouting». Totti, che ha scelto come sede un ufficio all'Eur, sarà affiancato in questa nuova avventura dall'amico Carlo Cancellieri, allenatore della squadra di calcio ad otto di Totti ed ex membro dello staff di Roberto Mancini al Manchester City, Giovanni DeMontis, avvocato e agente iscritto nel nuovo albo della Federazione, Matteo Fittavolini, match analyst e talent scout, e Adolfo Leonardi, commercialista che da anni segue da vicino - compresi gli ultimi contratti da calciatore - l’ex numero 10 della Roma. L'agenzia di Totti dovrebbe essere indipendente dalla Stellar Group di Barnett e Manasseh, potenti procuratori inglesi. Manasseh aveva anche avuto un incontro a Londra con Totti, ma alla fine non è stato trovato un accordo per collaborare.
De Rossi: "L'addio alla Roma il mio vero ritiro, la Nazionale una porta socchiusa"
Daniele De Rossi, da poco ritirato dal calcio giocato, ha rilasciato un'intervista a GQ. Queste le sue parole:
«Quelli dell'addio a Buenos Aires sono stati giorni tristi ma la vera batosta è stato l’ultimo giorno a Trigoria. Uscendo dalla mia camera per andare allo stadio Olimpico ho pensato: è l’ultima volta che chiudi questa porta. E lì mi è parso di tremare. Devastante», le parole dell'ex capitano giallorosso al mensile, che gli dedica la copertina del numero di febbraio. Dopo la Roma, appunto, la suggestiva esperienza in Argentina: «Di offerte per continuare a giocare in serie A ne avevo parecchie, ma non ho voluto aggiungere un'altra maglia italiana a quella della Roma, mi pareva di sprecare una storia bellissima. Il Boca è sempre stato un sogno per me è stato un onore».
De Rossi svela anche le vere ragioni per le quali ha scelto di appendere poi le scarpette al chiodo: «Quando sto bene sarei ancora in grado di giocare nella Roma, nel Boca, ma non succede quasi mai. Ho 36 anni, il fisico è logoro, di soldi ne ho abbastanza: meglio tornare. Si è parlato di gravi problemi di mia figlia Gaia. Non c’è nulla di particolare. Semplicemente ha 14 anni ed è normale che abbia bisogno di avere il papà vicino. Siccome si sa che il rapporto fra me e sua madre ha vissuto momenti faticosi, qualcuno si è immaginato chissà che».
Poi il rapporto con Totti: «Abbiamo giocato vent'anni assieme, ci siamo abbracciati dopo i gol, ci siamo frequentati fuori dal campo, abbiamo avuto anche delle sonore litigate, è capitato di non parlarci per un mese, pure l'anno scorso, ma poi è sempre finita a risate. Vita vera, non recitata». E sul tormentato addio dell'ex numero 10, De Rossi rivela: «È un periodo che ricordo come un incubo. Mi sentivo come il bambino che assiste ai litigi tra mamma e papà. Di Totti le ho detto, con Spalletti ho condiviso tanto, ci siamo pure scannati ma conservo grande stima per lui. Mi infastidiva l'assurdità della situazione: la squadra vinceva eppure Spalletti veniva fischiato, dall'altro lato qualcuno si azzardava a dire che Totti non volesse il bene della Roma».
De Rossi parla anche di un possibile futuro da allenatore e dell'ipotesi di iniziare proprio dal settore giovanile della Roma: «Qui il discorso è diverso perché al settore giovanile c'è mio padre, perché i rapporti col club comunque non li ho persi, perché al termine del corso che intendo fare potrò allenare in terza serie oppure una Primavera, vediamo. Un futuro da allenatore in prima squadra? Devi prima dimostrare di saperlo fare, se perdi tre partite di fila la gente si dimentica che eri il suo Capitan Futuro e pretende che tu ottenga risultati nel presente. E poi l'ultima cosa che voglio è creare problemi a Fonseca. I miei modelli? Luis Enrique e Antonio Conte: all'Europeo mi ha letteralmente conquistato». C'è anche chi aveva immaginato che il suo ritorno a Trigoria fosse imminente: «La tempistica della mia uscita dal Boca, unita alla trattativa per la cessione della Roma, ha fatto pensare a molti che il gruppo Friedkin mi avesse contattato. Non è successo, non li ho mai sentiti; ma non è che io sia in attesa di un nuovo proprietario per tornare a Trigoria su un cavallo bianco».
Infine De Rossi, che racconta di voler fare l'allenatore in futuro, lascia uno spiraglio aperto sulla possibilità di collaborare con il ct azzurro Roberto Mancini: «Abbiamo un rapporto eccellente. il fatto di non aver lavorato assieme non ha diminuito la stima reciproca, anzi. Fra i discorsi che abbiamo fatto tempo fa, non in gennaio intendo, una porta azzurra era socchiusa». Anche il presidente della Figc Gravina potrebbe presto chiamarlo per proporgli un posto al fianco del ct.
Stadio Roma, UniCredit alla firma su Parnasi: si punta a chiudere con Vitek entro la prossima settimana
MILANO FINANZA - UniCredit è al lavoro per chiudere la vicenda Parnasi e l'ingresso nell'operazione stadio della Roma di Radovan Vitek è entrata nella fase clou. A dicembre UniCredit ha accettato la proposta avanzata dall’imprenditore ceco, attraverso Cpi Property Group per l’acquisto delle tre società Parsitalia, Capital Dev ed Eurnova. Per la banca si tratta di una partita delicata visto che l’esposizione si attesta attorno a 500 milioni e i tempi per formalizzare l’intesa sono stretti. Il 17 febbraio si terrà l’udienza per il fallimento di Parsitalia e l’obiettivo è naturalmente chiudere il deal prima di quella data.
Quanto al compratore, Cpi Property Group ha un portafoglio europeo (337 proprietà in Repubblica Ceca, Germania, Polonia, Croazia, Ungheria, Francia, Slovacchia, Romania, Svizzera e Italia, con un tasso di occupazione del 94,6%) del valore di 7,9 miliardi, con asset totali per 9,5 miliardi, un Nav di 4,7 miliardi e 1,5 miliardi di liquidità. Nella partita Unicredit è stata assistita dall’avvocato Giuseppe Lombardi, Cpi Property Group dallo studio Dentons e Parnasi dallo studio Di Gravio.
L'AS Roma lancia il Fan Token in criptovaluta $ASR
Il primo sondaggio dell’AS Roma sulla app di fan engagement e assegnazione di premi Socios.com è ufficialmente aperto. Questo significa che i tifosi giallorossi di tutto il mondo hanno ora a disposizione un nuovo modo per interagire con il proprio club.Con questo primo sondaggio, il club chiede agli appassionati di rendere omaggio a una leggenda giallorossa intitolandole uno dei campi del Centro Sportivo di Trigoria.
È già possibile utilizzare i Fan Token $ASR su Socios.com per votare in questo primo sondaggio, scegliendo tra queste 5 leggende della Roma:
Guido Masetti
Attilio Ferraris
Amedeo Amadei
Pedro Manfredini
Aldo Madera
Solo coloro in possesso di Fan Token $ASR potranno esprimere il proprio voto. È possibile acquistare i Fan Token $ASR esclusivamente sulla AS Roma Fan Token Offering (FTOTM), aperta su Socios.com. Il prezzo di ogni Fan Token $ASR è di circa 2€, a seconda del tasso di cambio del Chiliz $CHZ, la valuta digitale di Socios.com al momento dell’acquisto. Una volta acquistati, i Fan Token $ASR non possono essere spesi e utilizzati in tutte le votazioni sull’app.
La partecipazione ai sondaggi garantirà agli appassionati dei punti ricompensa e darà loro la possibilità di accedere a esperienze uniche e a merchandising del club esclusivo. Le esperienze possono includere la possibilità di assistere a una partita dalla zona VIP dello Stadio Olimpico, di incontrare le stelle della squadra e le leggende giallorosse. Socios.com e l’AS Roma offriranno anche altri premi, garantendo esperienza uniche e consentendo ai tifosi di avvicinarsi ai propri beniamini. Più Fan Token saranno accumulati e più il tifoso interagirà con l’app, più punti ricompensa saranno accreditati, aumentando così la possibilità di vincere uno di questi incredibili premi.
Tutti i sondaggi avvengono in un ambiente sicuro e la partecipazione viene registrata su una blockchain, affinché i risultati siano trasparenti e non possano essere alterati. Questo significa che gli appassionati giallorossi possono utilizzare i Fan Token $ASR per prendere parte ai sondaggi del club, certi che il risultato saranno equi e certificati.
Centinaia di migliaia di Chiliz $CHZ, la valuta digitale di Socios.com, e un numero limitato di Fan Token $ASR sono stati messi a disposizione gratuitamente nel mese di gennaio attraverso la modalità in-app Realtà Aumentata (AR) Token Hunt di Socios.com. Gli appassionati che hanno collezionato $CHZ nella Token Hunt giornaliera possono utilizzarli per l’acquisto di Fan Token $ASR ora che la FTO è aperta.
Alexandre Dreyfus, CEO e fondatore di Socios.com, ha affermato: “Gli appassionati giallorossi di tutto il mondo hanno ora la splendida possibilità di omaggiare una leggenda del club. Questo primo sondaggio spiega bene come i Fan Token $ASR creeranno un legame ancora più stretto tra la squadra e i suoi sostenitori, consentendo agli appassionati di giocare un ruolo attivo nel plasmare la storia del club. Gli appassionati possono ora aspettarsi infinite possibilità future di interazione con la squadra, così come l’opportunità di vincere alcune fantastiche esperienze”.
L'Arsenal chiede 20 milioni di sterline per Mkhitaryan
Henrikh Mkhitaryan, arrivato alla Roma in estate dall'Arsenal a titolo temporaneo, potrebbe tornare a Londra per la prossima stagione. I Gunners, infatti, chiedono per il giocatore armeno circa 20 milioni di sterline. Al momento, i giallorossi non sembrano disposti a sborsare tale cifra (offerti 8,5 milioni di sterline, rispediti al mittente). Lo riporta il The Sun.