Fienga e il futuro: “Il d.s. sospeso? Era inevitabile, ma le ambizioni non cambiano”
LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Scompiglio nell’universo giallorosso. Ieri la Roma ha sospeso il d.s. Petrachi, da tempo non più in sintonia con i vertici del club e del gruppo. Guido Fienga, Ceo della società giallorossa, ha allora deciso di spiegare in un’intervista quali sono piani futuri adesso e che cosa sia successo con il dirigente salentino. Queste le sue parole:
La sospensione del ds a pochi giorni dal ritorno in campo sembra un autogol: quasi a volersi far male da soli. Cosa è successo?
Non crediamo che la Roma si stia facendo male. Proseguiamo convinti nel nostro progetto di crescita e ci affidiamo agli uomini che sappiamo interpretarlo. Avremmo voluto evitare la decisione di sospendere il d.s., ma evidentemente è stata inevitabile, essendosi rotto un rapporto fiduciario, che è la base di una relazione. Ma la concentrazione di club e squadra resta massima, in vista del campionato e dell’Europa League.
I social però ribollono. C’è chi pensa che la separazione dal ds sia dovuta a un ridimensionamento della ambizioni.
Innanzitutto ci tengo a dire che il progetto Roma non prevede ridimensionamenti, prescinde dai singoli e va avanti sulle stesse traiettorie che abbiamo sempre illustrato. Non cambia di una virgola l’intenzione di far salire di livello società e squadra con elementi all’altezza per far stare la Roma lì dove merita: ai vertici del calcio italiano e protagonista in Europa. Petrachi ha partecipato allo sviluppo di questo progetto, ma è stato evidente, specie nelle ultime esternazioni pubbliche e private, un disallineamento nella sua percezione dei ruoli e nel rapporto con i vertici della società. In ogni caso, il disallineamento non riguarda assolutamente temi di mercato.
I modi bruschi e le uscite a vuoto mediatiche del d.s. sono ormai note, ma non si poteva proprio temporeggiare?
Mi creda, avremmo preferito evitare una scelta del genere a una settimana ad una ripresa della stagione, soprattutto considerando la fatica che abbiamo fatto per riprendere. Evidentemente non è stato possibile.
La trattativa con Friedkin è ancora aperta?
Il tema della cessione del club è un discorso che riguarda la proprietà, che fa le sue valutazioni. Ma è assolutamente chiaro il compito del management che guida il club: portare la Roma sempre più in alto con un percorso di sviluppo che consenta a tutti i giocatori, dai giovani talenti ai campioni più esperti, di soddisfare le loro legittime ambizioni di giocare qualsiasi competizione sempre con la possibilità di vincerla. L’eventuale cambio della proprietà non ha alcun impatto sulla strategia e sulle modalità di gestione del club.
A volte i nomi dei giocatori giallorossi vengono associati ad altri club come se la Roma fosse un supermercato…
Io credo che già la scorsa estate la Roma ha dimostrato di non essere un supermercato, come molti la descrivevano o la consideravano. Il nostro obiettivo è quello di trattenere i giocatori migliori e sinergici ai nostri piani di crescita, offrendogli un progetto dove possano realizzare le ambizioni che nutrono. E posso assicurare che, dall’allenatore ai calciatori, il senso di appartenenza al progetto è veramente forte. In ogni caso, parlare di mercato quando ci sono 12 partite e l’Europa League da giocare è prematuro. Puntiamo a conseguire gli obiettivi e trattenere i giocatori che dimostreranno il loro valore. Il mercato ora è legato solo a completare alcune cessioni già impostate. Vogliamo entrare in Champions e vincere l’Europa League.
Quindi Pellegrini e Zaniolo restano?
La risposta è nei concetti che ho spiegato. Far trovare qui a Nicolò e Lorenzo riscontro alle loro ambizioni. Questo è il modo più corretto di motivare i nostri giocatori e fargli vedere il futuro sempre nella Roma.
Friedkin insiste. Ecco l’offerta inviata a Pallotta
LA REPUBBLICA - PINCI - Mentre la Roma esplode nell’ennesima questione con il caso Petrachi, c’è un osservatore interessato. Dan Friedkin non si è arreso all’idea di rinunciare all’acquisto della società giallorossa. Anzi, il magnate texano ha da qualche ora fatto arrivare segnali chiari: l’interesse è ancora vivo. Lo testimonia l’ultima proposta partita dal Friedkin Group all’indirizzo di Pallotta, un all-in da chiavi in mano, per come la vedeva l’offerente: 125 milioni da versare al closing, più altri 52 nei prossimi 6 mesi. A cui aggiungere ovviamente i 300 milioni di copertura del debito, ma soprattutto 85 milioni che il gruppo acquirente avrebbe investito entro il 31 dicembre nella squadra di calcio. Per coprire perdite e acquistare giocatori. Voci ricorrenti poi parlano di altri due gruppi che avrebbero mostrato interesse per la Roma. Ma la situazione del club non permette attese lunghe: e le condizioni proposte da Friedkin restano ancora sul tavolo.
Petrachi-Roma, è rottura. L’ombra di Baldini sul mercato
LA REPUBBLICA - CARDONE, PINCI - Ora la rottura è definitiva. La Roma ha sospeso il direttore sportivo Gianluca Petrachi, apice di una tensione germogliata durante il lockdown e materializzata, al ritorno del dirigente a Trigoria, con un’intervista molto poco gradita ai giocatori e un sms carico di rancore nei confronti del presidente James Pallotta. Per il momento le sue competenze sono state assorbite da Fienga, dirigente più alto in grado. Ma dietro di lui continuerà ad operare Franco Baldini, consulente sempre più presente nelle strategie di mercato della Roma: ha in pugno l’acquisto di Pedro e tratta lo scambio tra Kluivert e Mkhitaryan con l’Arsenal.
Petrachi sospeso, Roma senza pace
IL TEMPO - AUSTINI - Non ci si annoia mai a seguire le vicende della Roma. L'ultima puntata di una telenovela non proprio divertente è la sospensione del direttore sportivo Gianluca Petrachi, decisa ieri dopo che lo stesso aveva seguito a bordo campo l'allenamento mattutino della squadra. Sospeso e non licenziato, una roba mai vista, che ora può portare a due soluzioni: un accordo sulla buonuscita con separazione consensuale, oppure una causa in tribunale che potrebbe partire da ambo le parti.
Pallotta, che già da tempo aveva scaricato il diesse, ha rotto gli indugi dopo aver ricevuto da Petrachi un sms di insulti (scritto in italiano) venerdì scorso e ha deciso di affidare la squadra direttamente a Guido Fienga, come annunciato dal comunicato ufficiale del club. Il Ceo, che ha rapporto diretto con i giocatori e Fonseca e ormai da mesi si occupa anche di calciomercato, è quindi il nuovo plenipotenziario di Trigoria. Sarà affiancato nell’attività di direzione sportiva da Morgan De Sanctis, che ha il patentino da diesse ed è quindi autorizzato anche a svolgere le funzioni burocratiche: ieri il dirigente abruzzese era segnalato a colloquio con l’agenteAlessandro Moggi, figlio di Luciano. Ovvero il nemico storico di Franco Baldini, che continua da Londra a trattare giocatori della (e per la) Roma in Inghilterra.
Petrachi era ormai un uomo solo, si è sentito fatto fuori dalla strategie, invaso nel suo campo e anche negli ultimi giorni ha continuato a sbottare a destra e sinistra, ma non ha intenzione di dimettersi e di lasciare sul tavolo il contratto da 1.2 milioni netti a stagione per altre due stagioni. In meno di un anno si è ritrovato contro diversi giocatori, in parte Fonseca che non gradiva le sue intemerate negli spogliatoi, gli altri dirigenti, la proprietà e persino i collaboratori che si era portato dietro da Torino: il segretario Longo, con cui ha litigato dopo una conferenza stampa in cui attaccò i media, e lo scout Cavallo restano per ora in sella. Ma è evidente che questa è una situazione transitoria, in attesa della cessione del club: Pallotta continua a cercare acquirenti negli Usa, Friedkin, seppur irritato, è ancora alla finestra.
Intanto Fonseca prepara la ripartenza: ha ritrovato in gruppo Pellegrini mentre si è fermato Mkhitaryan per un lieve affaticamento. Visita ok per Zaniolo dopo l’operazione al naso, ora punta a tornare disponibile nel giro di 15-20 giorni.
L’Uefa «allegerisce» il Fair Play Finanziario e allunga il mercato
IL TEMPO - BIAFORA - La Uefa viene incontro ai club sulla questione del Fair Play Finanziario. Dopo l'incontro sul calendario di mercoledì, ieri il Comitato Esecutivo si è riunito ed ha approvato una serie di misure di emergenza per ridurre l'impatto del Coronavirus sulle finanze dei club. L'obiettivo della federazione di Ceferin è quello di «affrontare il problema attuale della carenza di entrate dovuta all'emergenza COVID-19 e nona una cattiva gestione finanziaria».
Da parte della Uefa non c'è l'intenzione di fare sconti sui debiti scaduti ed è stato stabilito che cambieranno i periodi di monitoraggio. I bilanci chiusi nel 2018 e nel 2019 saranno valutati insieme (il deficit permesso è di 30 milioni): una buona notizia per i club italiani, a partire dalla Roma, che rientrerà agilmente all’interno dei parametri. Il monitoraggio successivo riguarderà invece quattro esercizi (dal 2018 in avanti), con quello del 2020 che sarà valutato insieme a quello del 2021, facendo la media del deficit combinato e consentendo ulteriori aggiustamenti specifici legati al Covid. In sostanza la deadline del 30 giugno non avrà alcun valore nell'attuale stagione (niente cessioni immediate per la Roma) e ci sarà un anno di tempo per sistemare la situazione dei bilanci.
Kluivert: “Voglio vincere l’Europa League e segnare più spesso”
Justin Kluivert, attaccante della Roma, ha rilasciato un’intervista a Goal e Voetbalzone, nella quale ha parlato sia dei suoi progressi che dei suoi obiettivi, passando anche per l’inevitabile paragone con il padre. Queste le sue parole:
Come ti trovi con Fonseca?
All’Ajax e il primo anno alla Roma giocavo molto largo, ora invece sono più un numero 10 o faccio l’ala sinistra a piede invertito. Mi piace molto perché ho più libertà e posso trovare la mia posizione. Il mio secondo anno sta andando molto meglio, sono soddisfatto. Nella scorsa stagione era tutto nuovo: lingua, compagni, stile di gioco. Devi abituarti a tutto. Ora sono felice.
Sono concentrato sull’obiettivo Champions e sull’Europa League. C’è ancora molta strada da fare ma vogliamo vincerla. Sarà un torneo ad eliminazione diretta quindi molto emozionante. Io voglio segnare più spesso e raggiungere quota dieci goal. Smalling è un guerriero, ha subito fatto la differenza. E anche Mkhitaryan segna, fa assist: è importante per la squadra. Posso sicuramente imparare da loro. Alla Roma parlo molto con i compagni più giovani come Cengiz Under o Karsdorp perché parla olandese ed è un ragazzo eccezionale.
Come vivi il paragone con tuo padre?
Un giorno spero di diventare una leggenda come mio padre. Nel mio nuovo ruolo segno più goal ma non sono ancora al suo livello. Lui pensava fosse meglio restare all’Ajax però mi ha supportato. All’Ajax mi vedevano tutti come il grande talento, è strano che non credano più in te a causa di un trasferimento. Se continuo a fare del mio meglio posso dimostrare che si sbagliavano.
Qualche anno fa hai vinto il NxGn. Questo ti ha creato maggiori pressioni?
Io adoro giocare a calcio. Faccio le cose per piacere e non sento la pressione per questo.
Quali sono gli obiettivi con la Nazionale per il prossimo anno?
Avrò un anno in più di esperienza e spero di guadagnarmi la convocazione. L’anno scorso non ero pronto, ora devo fare del mio meglio ed il premio arriverà automaticamente.
Che cosa ne pensi del razzismo?
Il razzismo è la cosa peggiore al mondo, non appartiene a quest’epoca. Dovrebbe essere finito, ma sfortunatamente non è così. Dobbiamo tutti rendere il mondo un posto migliore, insieme.
Farai qualcosa a riguardo in caso di gol?
Vedremo. Io non ho subito mai offese razziste, ma molti altri sì. Il calcio invece dovrebbe essere solo divertimento.
Leggero affaticamento muscolare per Mkhitaryan. In dubbio per la Sampdoria
La Roma continua il periodo di avvicinamento al match contro la Sampdoria, e se da un lato gioisce per Pellegrini che è rientrato in gruppo dall'altro si rammarica per Mkhitaryan.
L'armeno infatti, come riportato da calciomercato.com, ieri ha accusato un leggero affaticamento muscolare che verrò monitorato nei prossimi giorni. Ma le sue condizioni mettono in forte dubbio la presenza in campo contro la Sampdoria.
Tentata rapina ai danni di Cristante. Ma il giocatore riesce a fuggire
Mattinata di paura per Bryan Cristante, avvicinato da due individui mentre era in auto in zona Prati. I due armati di pistola, come riferisce ilmessaggero.it, hanno provato a strappargli dal polso il Rolex.
Ma Cristante è riuscito a fuggire sporgendo immediatamente denuncia al commissariato più vicino.
Le richieste della FIFPro alla Fifa: pausa di metà stagione e gestione dei carichi di lavoro
Con la modifca dei calendari a seguito del Covid-19 e con le gare ravvicinate per permettere la fine dei campionati entro un determinato limite di tempo, si sta percependo un malumore tra i giocatori che vorrebbero delle pause più lunghe per ricaricare le energie. E così la FIFPro, il sindacato mondiale dei calciatori, dopo varie videoconferenze con alcuni giocaori ha presentato alla FIFA delle richieste tramite un comunicato sul proprio sito ufficiale:
"FIFPRO accoglie con favore i passi compiuti verso il recupero del calcio professionistico nelle competizioni nazionali e continentali. Tuttavia, siamo preoccupati che finora le parti interessate non abbiano introdotto misure di salvaguardia per proteggere la salute dei giocatori durante quello che sarà un programma altamente congestionato.
La stagione di una grande percentuale di calciatori di livello d’élite era già stata allungata anche prima della pandemia di Covid-19, con una mancanza di tempo di recupero tra le partite e un riposo mentale e fisico insufficiente tra le stagioni. Ora, dal riavvio, stiamo assistendo a un primo picco di infortuni a causa di un tempo di preparazione insufficiente e di un calendario congestionato.
Comprendiamo che è un compito impegnativo recuperare le partite perse negli ultimi mesi. L’impatto di COVID-19 significa che il programma delle partite sarà ancora più intenso nei prossimi due anni e la risposta deve essere garanzie migliori e innovative per la salute dei giocatori e non l’erosione dei pochi quadri esistenti. È fondamentale che le parti interessate proteggano i giocatori e consentano loro di esibirsi al meglio.
Finora le discussioni sulle riforme del calendario delle partite hanno ignorato la responsabilità di bilanciare le esigenze degli organizzatori della competizione con quelle dei giocatori. Lasciare la gestione del carico di lavoro dei giocatori alle decisioni individuali porterà a conflitti specialmente con gli impegni delle nazionali, un’indebita pressione su di loro per andare oltre ciò che è salutare e, in definitiva, una diminuzione della qualità delle competizioni.
- Sulla base di consigli medici, FIFPRO ha richiesto una pausa fuori stagione da cinque a sei settimane. In questa situazione unica, almeno, i periodi minimi di vacanza concordati contrattualmente devono essere rispettati per le prossime pause. Nella maggior parte dei paesi sono almeno tre settimane. Questo dovrebbe essere seguito da un periodo di preparazione per evitare lesioni. Non è accettabile che l’alterazione dei calendari della concorrenza porti alla pressione di violare questi diritti.
- FIFPRO ha richiesto una pausa obbligatoria di metà stagione tra 10 e 14 giorni . Questo ora diventa più importante che mai durante quello che sarà un programma di partite altamente congestionato per molti giocatori nei prossimi 2-3 anni
- Dovrebbero essere stabiliti i principi di gestione del carico di lavoro individuale per limitare il più possibile calciatori che giocano partite consecutive senza tempi di recupero adeguati. La ricerca ha mostrato un aumento dei tassi di infortuni quando il calendario prevede meno di sei giorni di riposo tra le partite. Questa frequenza di abbinamento sarà la norma nel prossimo periodo, quindi la gestione del carico individuale deve essere regolamentata.
- I consigli di viaggio e i protocolli di salute e sicurezza relativi a Covid-19 si stanno evolvendo in diversi paesi e continueranno ad avere un impatto sul calcio. Sono necessari standard chiari per prevenire qualsiasi pressione indebita o misure disciplinari applicate ai giocatori che potrebbero mettere la propria salute e quella della famiglia al di sopra degli obblighi di gioco. Parallelamente, FIFPRO è fermamente convinto che le recenti modifiche alle regole come l’aumento del numero di sostituzioni dovrebbero essere estese.
Il calcio sta mostrando un processo decisionale innovativo e ora è il momento di armonizzare questo processo tenendo conto della salute del giocatore. Nessuno dovrebbe rischiare la propria salute e sicurezza per raggiungere obiettivi commerciali o sportivi".
Malagò: "Tifosi allo stadio? Bisogna valutare anche in base alla curva epidemiologica"
Giovanni Malagò, presidente del Coni, ha parlato ai microfoni di RTL 102.5 circa la possibilità di poter rivedere i tifosi in uno stadio di calcio e su come verranno gestiti i contatti tra i giocatori sul terreno di gioco:
"Se è immaginabile un ritorno a breve degli spettatori negli stadi? Non lo so e non lo sa nessuno e non si può fare un discorso uguale per tutti gli sport, all’aperto? Al chiuso? Bisogna valutare la capienza dello spazio, la distanza tra le persone per capire quanta gente poter far entrare, la difficoltà di gestione di un evento dove da una parte hai gli oneri, sanificazione, pulizia, controlli etc. e dall’altra non c’è un beneficio di avere ricavi pieni se non hai il pubblico pieno. Sono valutazioni che devono essere fatte anche in base alla curva epidemiologica. Tutte le dinamiche di sottoporsi con quella cadenza così intensiva e continuativa ai controlli dei tamponi e tutti gli accorgimenti che ci sono impongono già restrizioni e limitazioni a monte oggettivamente molto importanti. È normale che se uno vede un contatto fisico vicino tra due giocatori pensa, ma questo cozza con le normali regole del cittadino, ma il contatto è giustificato perché si ha la certezza, attraverso i controlli fatti a monte, che le persone che vanno in campo e che si abbracciano non siano contagiati, è come se avessero una forma di passaporto".
Uva, vice presidente Uefa: "Tifosi allo stadio? Non ipotizzabile entro agosto"
Dopo Giovanni Malagò anche Michele Uva, vicepresidente Uefa, ha parlato della possibilità di rivedere i tifosi allo stadio. Ma al contrario del presidente del Coni, che lasciava aperti degli spiragli, Uva si è dimostrato molto più negativo e categorico. Queste le sue parole a Radio24:
"Non è ipotizzabile pensare entro agosto ad avere tifosi allo stadio. Viaggiamo sempre monitorando tutto quello che avviene in Europa, molto dipende dai governi nazionali e non deve essere scelta dell’Uefa. Noi con grande responsabilità abbiamo messo al sicuro il sistema calcio e in questo si è dimostrata la Uefa leader in Europa per senso di responsabilità. Senza alcun dubbio è stato un lavoro complesso quello di riportare le squadre in campo, anche perché la situazione europea era variegata. Abbiamo spostato l’Europeo di un anno per dare possibilità ai campionati nazionali di ripartire. Oggi 40 paesi in Europa hanno ripreso il proprio percorso, che però non è normale perché manca la parte meravigliosa, quella degli spettatori".
Fonseca, caccia al quarto posto che salva la Roma
IL MESSAGGERO - CARINA - Friedkin, il bilancio, Pallotta, Petrachi, i conti in rosso, Pedro, i dissidi interni, il mercato. Tutto confermato e ampiamente documentato. E la Roma? Mercoledì la squadra di Fonseca tornerà a giocare, ospitando la Sampdoria, dando così via alla rincorsa al quarto posto. Se l’Atalanta dovesse vincere il recupero con il Sassuolo, Fonseca non dovrebbe recuperare solo 7 punti di svantaggio, in virtù dello scontro diretto, ma anche e soprattutto tenere unito un gruppo pieno di dubbi. Sono tanti i calciatori con le valigie in mano. Il tecnico ha comunque le idee chiare e almeno per adesso andrà avanti senza alcuno stravolgimento tattico e con esperienza. Quindi punterà sul classico 4-2-3-1 e un gruppo di titolari consolidato, con l’unico dubbio relativo al titolare a destra nel tridente offensivo, con il ballottaggio tra Perez e Under, aspettando il rientro di Zaniolo.