Prof. Castellacci: "Ho proposto di ridurre la quarantena a sette giorni, come in Bundesliga"

Enrico Castellacci, ex medico della nazionale ed oggi presidente dell'Associazione Italiana Medici del Calcio, ha parlato ai microfoni di Radio Punto Nuovo della ripresa del campionato e di alcuni accorgimenti da prendere in caso di giocatori positivi:

"I protocolli attuali, per quanto riguarda la quarantena, sono rigidi. Il concetto della quarantena di 14 giorni, porterebbe a bloccare il campionato. La mia proposta è stata quella di valutare di portare la quarantena a 7 giorni così che si permetterebbe la conclusione del campionato. È un metodo adottato anche dalla Bundesliga, quindi realizzabile. Man mano che si avvicina l’inizio del campionato, c’è l’incubo che su una marea di persone, 300 per ogni partita, può uscire fuori un caso di Covid. Se alla fine c’è stata una decisione strettamente politica, quella di far ricominciare il campionato, penso ci sia stata un’evoluzione mentale anche in chi ha deciso. Il calcio è un’industria importante del Paese, come tale, aveva l’obbligo di ricominciare. Ma se ricomincia, è giusto vederlo finire. Finire in maniera alternativa come è stato proposto, non sarebbe simpatico. Ci auguriamo che tamponi, test sierologici e test salivari possano essere sfruttati per garantire maggiore sicurezza".


Incontro a Trigoria tra Petrachi e l'agente di Pellegrini. Il giocatore vuole restare

Quest'oggi si è tenuto un incontro a Trigoria tra Gianluca Petrachi, DS dei giallorossi, e Giampiero Pocetta, agente di Lorenzo Pellegrini.
Alla base di questo incontro, come riferisce Sky Sport, fare il punto della situazione sul futuro del ragazzo. Pellegrini ha un contratto in scadenza nel 2022 e comprende una clausola rescissoria di 30 milioni. Una cifra bassa che fa gola a diversi club sia del panorama italiano che europeo.
Ma Petrachi, come dichiarato nei giorni scorsi, non teme la clausola ed è sicuro della volontà del giocatore che non vuole lasciare la Roma.


Pau Lopez: "Speriamo che queste ultime partite ci portino il risultato che vogliamo"

Pau Lopez, portiere della Roma, ha concesso un'intervista in una diretta Instagram sulla pagina di BcnBest. Queste le sue parole:

Come va il polso?
"Un po' meglio, all'inizio muovere la mano era un po' complicato, ora va meglio. Ci vuole un po' di pazienza".

Cosa cambia col ritorno in campo?
"La Roma ci ha mandato un piano da seguire, tutti i giorni avevamo qualcosa da fare".

La quarantena?
"Il fatto di non sapere quando si poteva tornare a giocare era la cosa più dura".

Come ti allenavi?
"Abbiamo un preparatore fisico specifico per i portieri. Lavoravamo un po' sulla forza, facevamo un po' di allenamento aerobico".

Come hai iniziato a fare il portiere?
"Mio padre faceva il portiere nella squadra del quartiere dove vivevamo e ho deciso di farlo anche io. Prima non mi piaceva come mi piace ora. Ho fatto anche basket a scuola per un periodo ma poi sono tornato al calcio e alla porta e ci sono rimasto fino ad oggi".

 

L'Espanyol?
"È un cambiamento molto grande, per la mia vita ma anche per la mia famiglia. Mi veniva a prendere un taxi a scuola, mi portava agli allenamenti e poi tornavo a casa tardissimo. Mio padre il fine settimana mi accompagnava alle partite per tutta la Catalogna. È stata però una bella esperienza, sono cose che vanno fatte, mi divertivo".

 

Il passaggio in prima squadra?
"Ero molto tranquillo, non avevo la pressione di giocare ogni settimana visto che il primo era Kiko Casilla. Poi dopo la sua partenza è arrivata quella pressione, ma fa parte del calcio. Un portiere deve stare tranquillo, deve controllare le emozioni, deve essere sempre pronto mentalmente".

 

La Roma?
"Non avevo intenzione al momento di andare via dal Betis, la mia famiglia stava benissimo a Siviglia e anche io. Poi però è arrivata la Roma e ho avuto l'opportunità di giocare in un club storico che va sempre in Champions, era difficile dire no. C’erano molti soldi in ballo ed è stata un’ottima operazione anche per il Betis. Non potevo dire no. I tifosi e i compagni mi hanno trattato benissimo. Ci sono giocatori come Dzeko, Pastore, Fazio e Kolarov, è una grande cosa dividere lo spogliatoio con loro".

 

L'italiano?
"Sono arrivato a Roma senza sapere una parola di italiano, ma non ho grandi problemi a imparare le lingue e piano piano parlando col traduttore della Roma, che conosce 8 lingue, sono migliorato".

Un messaggio ai tifosi giallorossi?
"Speriamo che queste ultime dodici partite ci portino al risultato che vogliamo ottenere".


Petrachi: "Faremo di tutto per tenere Smalling e Mkhitaryan. La linea è non cedere Pellegrini e Zaniolo"

VIRGINIA RIFILATO - Gianluca Petrachi, DS della Roma, ha parlato della ripresa del campionato e del futuro calciomercato ai microfoni di Sky Sport, di seguito una sintesi del suo intervento, curata da InsideRoma:

Sui giocatori in prestito.
I calciatori in prestito si trovano molto bene e sono stati titolari, a parte qualche eccezione come Kalinic. Ora bisogna aspettare e cercheremo di capire come sistemare il tutto. Avendo un colloquio ogni giorno con loro, sono fiducioso che i miei ragazzi vogliano continuare con noi e non ritornare nelle squadre che ce li hanno prestati”.

Il futuro di Smalling e Mkhitaryan?
"Loro sono stati due prestiti vincenti, Mkhitaryan l'abbiamo perso per un po' di tempo per problemi fisici ma qui sta bene, così come Smalling. La Roma farà di tutto per tenere entrambi i ragazzi. Poi se ci riusciremo o meno lo vedremo più avanti

Il nuovo mercato post COVID-19 può far aumentare le possibilità?
Il mercato che verrà è difficile da stabilire e i prezzi caleranno. Andrà rivisto tutto il piano del mercato. La Roma ha sempre venduto e comprato giocatori, credo che qualora dovesse vendere qualcosa, dovrà essere brava a investire i soldi incassati. Il trading va fatto come fanno tutte le società. Nel momento in cui si vende si deve cercare di saperli reinvestire. È l’argomento più importante per un ds”.

Zaniolo e Pellegrini.
Pellegrini ha una clausola rescissoria, ma è molto legato alla Roma e se il giocatore decide di non andare è libero di non andare. Ho pochi dubbi, secondo me non lascerà la Roma, soprattutto in questo momento. Zaniolo rappresenta il giocatore che emoziona i tifosi, faremo di tutto per tenerlo e credo che la linea sia quella. Il mercato poi mette davanti a tante difficoltà, ma la volontà è quella”.

Come sarà il mercato?
"Tutti aspettano, nessuno fa una prima mossa. Anche su giocatori che hanno fatto bene. Se prendiamo per esempio Schick, il Lipsia ancora tergiversa per capire cosa deve fare con il giocatore. Provano a ottenere uno sconto, ma non siamo qui a elemosinare qualcosa. Me lo hanno già chiesto, ha mercato. Quindi, ci sta che il Lipsia prenda tempo, ma se non lo dovessero riscattare è possibile che arrivino più soldi di quelli che il Lipsia ha come diritto di riscatto. Gonalons per esempio resterà al Granada se la squadra si salverà, lo stesso vale per Defrel con il Sassuolo. Ci sono tante situazioni in cui sei impicciato per cercare di capire quanti soldi avrai. Florenzi? Ho parlato col suo procuratore e ci sono due squadre molto interessate. Abbiamo parlato dell'ipotesi di valutare anche la cessione visto che a gennaio è uscito in prestito. Zappacosta? È stato molto sfortunato, ora ha recuperato e credo troverà il suo spazio. Ha tanta voglia di dimostrare alla tifoseria romana cosa è capace di fare".

La cessione della società.
“La squadra non ha accusato questa problematica. Le vicende societarie entrano in scena quando ci sono da fare delle valutazioni sul futuro e sul mercato. Questa situazione ha portato a rilento un po’ tutto, quindi oggi è inutile dire se c’è a disposizione x o y, se non sai che giocatori devi vendere, che valutazioni puoi fare. A tempo debito arriveranno anche queste risposte”.

Senza vendere non si compra?
Il mio lavoro mi porta a valutare chi sono i giocatori a parametro zero. Ma questo è stato un campionato monco. Non ha dato risposte definitive. A gennaio ho detto che Kalinic stava entrando in forma e puntualmente ha cominciato a fare prestazioni e gol. Oggi è prestito. Se dovesse fare altri 7-8 gol da qui alla fine le valutazioni su di lui cambiano. E quindi che devo fare? Vado a prendere un altro attaccante quando ne ho uno in casa che merita di restare. Se dovesse capitare il colpo non saremo impreparati”.

Lei ha detto che la Roma è un punto di arrivo.
Sono arrivati dei giocatori giovani e ho cercato di svecchiare la squadra, ma soprattutto mi piacerebbe costruire una Roma ancora più solida e più forte. C’è un gruppo importante. Dzeko è il nostro capitano e un punto di riferimento. Se ci parli, capisci quanto è stato fatto e quanto lui è contento di essere rimasto qui. Vorrei continuare il lavoro fatto quest’estate, è stata fatta una grande semina e bisogna aspettare che fiorisca”.

Ti sei sentito in discussione?
Dispiace quando strumentalmente escono fuori queste notizie. Io, purtroppo, sono una persona scomoda in questo ambiente. Roma rappresenta tante insidie, se non ti prendi un caffè con un giornalista o non rispondi al telefono è chiaro che vieni attaccato. Ma questo mi ha permesso di essere ancora più intransigente con me stesso. Al momento ho la fiducia della società, poi, come sapete a Roma ne hanno fatti fuori molti di dirigenti, direttori sportivi. Ma non sono problemi legati alla tifoseria, che è passionale e è davvero il valore aggiunto. Non sono una persona che scende a compromessi. Vedremo cosa succederà, io sono pronto alla sfida”.

Rapporto con allenatore e squadra.
A Sassuolo mi sono sentito nelle condizioni di dire due paroline alla squadra, perché me lo sentivo e loro dovevano tirare fuori gli attributi. Non ho parlato di tecnica, poi l’allenatore ha preso la parola e ha fatto quello che doveva fare. Fonseca è preparato, molto capace e di un’intelligenza fuori dal comune, ma è in un nuovo campionato quindi io devo aiutarlo. Esprimo i miei concetti, ma non dico al mister cosa deve fare”.

Cosa farete quando tornerete?
"Soprattutto i primi giorni ho visto grande voglia, cattiveria e concentrazione. Questa ultima settimana li ho visti un po’ così, quindi devo fargli capire che ci stiamo avvicinando al campionato. All’inizio è stato molto bello stare insieme e ritrovarsi. Siamo una famiglia, ma dei figlioli ogni tanto uno ti scappa, uno esce".

Quindi lei è il padre severo che dà le punizioni?
"Mio padre mi diceva sempre di amare chi mi fa piangere e non chi mi fa ridere. Quindi, se do un consiglio a Zaniolo o a qualche giocatore più giovane, cerco di dargli quel valore aggiunto di un direttore sportivo attento che non si perde neanche un allenamento e se c’è qualcosa da dire a un giocatore sono il primo che interviene”.

Ünder e Kean?
Kean è un ottimo giocatore, ma non è mai entrato nelle mire della Roma. Ünder è un talento davvero forte, fa la differenza, rompe gli equilibri ed è un esterno dal valore assoluto. Su di lui ci sono delle squadre molto interessate perché è un giocatore molto appetitoso, ma è prematuro parlarne ora. Dobbiamo vedere come si sviluppa la situazione”.

Per la formazione dei ragazzi state pensando a una seconda squadra?
Sulla seconda squadra non è che non sono d’accordo, ma credo che serva relativamente. Noi siamo cresciuti facendoci le ossa per la Serie C, il giocatore deve fare campionato vero e deve prendere gli schiaffi anche in qualche campionato difficile”.

Ci saranno formule particolari nel mercato?
Credo ci saranno tanti scambi tra giocatori. L’abilità di chi fa il mio lavoro è individuare uno scambio furbo e capire cosa accadrà. Penso che chi sbaglierà meno, avrà la meglio. Paratici? Non lo sento da gennaio, non abbiamo mai parlato né di Mandragora nè di Rugani. Entrambi non entreranno nel progetto della Roma”.


Roma-Juve, affari con vista Zaniolo. Pallotta contestato

IL MESSAGGERO - CARINA - Non passa giorno che la contestazione nei confronti di Pallottanon assuma forme diverse. Tornata in auge una settimana fa con due striscioni all’Eur, passata per i manifesti pro Friedkin a New York, ha raggiunto ieri l’ultimo step: due striscioni pesanti contro il presidente all’Eur e Trigoria. Nel frattempo si muove il mercato giallorosso, con Roma e Juventus che hanno avuto il primo confronto serio venerdì, per cercare di capire se ci possono essere delle possibilità di scambio tra le parti, volte anche a riequilibrare qualche conto. S’è tornato a parlare di Mandragora e Cristante: l’idea è valutare entrambi i cartellini 35 milioni per regalare una plusvalenza di quasi 17 milioni all’ex atalantino. Ribadito il ‘no’ a Rugani, sono state chieste informazioni su Romero da un lato e Under dall’altro e sono entrambi discorsi futuribili. Il piatto forte però è stato Zaniolo. Per Petrachi non è il momento di parlarne, visto che si vuole evitare la cessionedel numero 22, sacrificando altri giocatori. Al momento la sua permanenza non è in discussione.


Micki, scelta di cuore

IL MESSAGGERO - La città di Roma deve avere un particolare ascendente sui calciatori che transitano per Trigoria. Quasi tutti si innamorano della Capitale e se non fosse per i problemi economici nei quali versa il club di Pallotta, chissà quanti campioni sarebbero rimasti con il sorriso. L’ultimo a spendere parole d’amore per la città eterna è stato Mkhitaryan. La sua voglia di restare c’è, tutto dipende da quello che decideranno Roma e Arsenal: “Mi piacerebbe rimanere e non solo la prossima stagione, vorrei restare anche per i prossimi anni“, ha detto a Futbol with Grant Wahl. Un desiderio a cui dovrà lavorare il suo agente, Raiola, che è sulla stessa lunghezza d’onda della Roma. La prima mossa sarà quella di parlare con i Gunners e capire se hanno intenzione di rinnovargli il contratto che scade a giugno 2021, per non perderlo a parametro zero. L’alternativa è trovare un accordo per la cessione con la Roma, che però non può garantire all’armeno 7 milioni a stagione: “Ho un contratto con l’Arsenal, non sta a me decidere. Penso ad allenarmi e giocare bene, non vedo l’ora di sapere cosa succederà. Se non resterò a Roma tornerò in Inghilterra senza lamentarmi, il calcio cambia in fretta e devi essere pronto a giocare ovunque ti trovi“.


Marotta: “Zaniolo? Non ci sono le condizioni per prenderlo”

Giuseppe Marotta, amministratore delegato dell’Inter, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport, nella quale ha risposto a svariate domande sul prossimo mercato dei nerazzurri. Gli è stato fatto anche il nome di Zaniolo, sul quale si sono accumulati diversi rumors di mercato nelle ultime ore. Queste le sue parole in merito:

Zaniolo può tornare all’Inter?

Richiede un investimento elevatissimo. Non ci sono le condizioni economiche per affrontare il discorso.


Pallotta nel mirino: nuovi striscioni contro di lui

LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI -  James Pallotta è vicino, ma nello stesso tempo lontano. La dirigenza ha un confronto costante con lui, ma alcuni giocatori non lo hanno nemmeno mai visto da vicino. Fonseca lo ha incrociato a Londra in occasione della firma del suo contratto, esattamente un anno fa. I tifosi, per questo ed altri motivi, non ci stanno e ieri hanno contestato il presidente con due striscioni feroci, di cui si riporta solo il primo: “A Roma di papponi ne sono passati tanti, tu li batti tutti quanti“.


La grinta di Mkhitaryan: “Voglio Roma e Champions”

LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Henrikh Mkhitaryan ha un doppio obiettivo: arrivare in Champions League con la Roma e restare nella Capitale, per continuare a masticarne calcio e vita. “Mi piace giocare nella Roma per il club e per la filosofia dell’allenatore che si sposa bene con me. Sono felice di giocare questo tipo di gioco, mi permette di divertirmi“. Proprio per questo vorrebbe ripagare la società con una qualificazione alla massima competizione europea per club: “Penso che non sia finita e che sta a noi far vedere le nostre qualità. Abbiamo la capacità per essere tra le prime quattro e io sono sicuro che possiamo farcela. Mancano dodici partite, proveremo a vincerne il più possibile. Alla fine della stagione vedremo se ce l’avremo fatta. D’altronde, il nostro obiettivo primario è arrivare tra le prime quattro e fare il meglio in Europa League. È difficile, amc redo che tutto sia possibile e faremo il meglio per riuscirci“.


Intervento al naso: per Zaniolo breve stop

CORRIERE DELLA SERA - PIACENTINI - Dovrà fare un’altra sosta ai box, Nicolò Zaniolo, prima di tornare definitivamente a disposizione di Paulo Fonseca. Il gioiello giallorosso infatti dovrà sottoporsi domani a un intervento al naso, assolutamente di routine, per risolvere un leggero problema di ipertrofia dei turbinati che può causare qualche difficoltà di respirazione. Il giocatore avrà bisogno di un paio di giorni di riposo prima di poter tornare a lavorare con il gruppo, all’inizio della prossima settimana. Il suo sarà un ritorno definitivo, visto che ormai ha recuperato anche dall’infortunio al ginocchio: la data da scrivere sul calendario per rivederlo in una gara ufficiale è quella del 15 luglio, quando all’Olimpico arriverà il Verona.


La Roma sceglie gli ultratrentenni

CORRIERE DELLA SERA - VALDISERRI - Il campo è l’unica speranza. Per cercare di raggiungere il quarto posto, fondamentale per mettere un argine a un bilancio che sarà in profondo rosso, con un meno seguito da tre cifre. Petrachi dovrà dunque far quadrare i conti in un mercato complicato. Ma come inquadrare una strategia che può portare alla cessione di due giovani come Under e Kluivert per mantenere in rosa Mkhitaryan e fare spazio a Pedro, ennesimi ultratrentenni che chiuderanno la carriera in giallorosso? L’ultima voce, da verificare ma non assurda, è che la Roma possa offrire il cartellino gratuito a Dzeko, al quale sarebbe interessata la Juve, nell’ottica di scambi anche legate alle plusvalenze, stile Spinazzola-Pellegrini. Il calciomercato è pieno di notizie e bufale, però i numeri di Dzeko – 7 milioni netti l’anno tra ingaggi e facili bonus – non sono più sostenibili per un club che deve fissare un tetto massimo di stipendio a 3 milioni.


Scossa di Petrachi: “Gruppo distratto”. Miki vuole restare

LA REPUBBLICA - FERRAZZA - Nei primi giorni di lavoro a Trigoria ho ritrovato nei giocatori grande voglia, cattiveria e concentrazione, mentre questa ultima settimana li ho visti un po’ così, quindi gli devo far capire che il campionato è vicino“. Parole e musica di Gianluca Petrachi, che su Sky ha suonato un campanello d’allarme rispetto alla scarsa attenzione di Dzeko e compagni a poco meno di tre settimana dalla ripresa del campionato. Al di là dell’uscita del dirigente romanista, il suo lavoro sul mercato ruota intorno al riscatto di Mkhitaryan: “Mi piacciono la vittà e la Roma come squadra e spero di restare a lungo, ma non sta a me decidere“, ha detto l’esterno. In prestito dall’Arsenal, l’armeno spera che i due club possano trovare un accordo che al momento sembra lontano (gli inglesi chiedono una ventina di milioni).