Roma, la svolta è nei tre tenori. Gol e fantasia per Dzeko

LA GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - Subito dopo Napoli, Paulo Fonseca lo aveva detto che non avrebbe cambiato molto. Qualcosa però sì, e dunque il 3-5-2 del San Paolo si è trasformato in 3-4-2-1 all’Olimpico contro il Parma. Una differenza sottile, ma che in realtà fa tutta la differenza del mondo. Perché con i due trequartisti alle spalle della punta la Roma ha trovato più palleggio e pericolosità in fase offensiva. Con questo sistema tra l’altro Fonseca si può permettere di tenere vicino alla punta Mkhitaryan, che in 22 partite ha sfornato 8 gol e 5 assist. Insomma, un giocatore che deve essere vicino alla porta. L’armeno tra l’altro sarà assente a Brescia, causa squalifica, e al suo posto potrebbe essere schierato Perotti. A fare la differenza contro il Parma è stato anche Pellegrini, per il velo sul gol del pari, per il palo colpito e per una serie di belle giocate. Quando i piedi buoni si accompagnano, è facile che i pericoli crescano. Così si è visto spesso dialogare nello stretto anche tutti e tre i tenori della Roma: Pellegrini, Mkhitaryan e Dzeko.


Zaniolo avanti con giudizio. Al top per l’Europa League

LA GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - Nicolò Zaniolo contro il Parma ha fatto la sua seconda, seppur breve, apparizione dopo l’infortunio al crociato. Il giocatore si sente bene, il ginocchio regge, dunque spera di avere più minuti nelle gambe già domani a Brescia, per poi, magari, partire dal primo minuto contro il Verona. L’obiettivo è chiaro: essere al top per la partita di agosto di Europa League contro il Siviglia di Monchi, l’uomo che due anni fa lo ha portato a Roma. Fonseca lo gestirà a piccoli passi. Il piano prevede una sua forma almeno al 70-80% in Europa League, perché in gare secche e in ambito europeo un giocatore così può fare la differenza. E il tecnico portoghese lo sa, così come sa che il momento di gettarlo nella mischia a pieno regime è vicino.


Veretout già sapeva tutto: “Pronti, che stavolta segno”

LA GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - Succede, nel calcio come nella vita. Che certe cose uno se le senta prima, quasi come una premonizione. È una questione di sensazioni , di quanto uno si senta bene e di quanta voglia abbia di arrivare a dama. Ecco, Jordan Veretout prima di Roma-Parma era davvero carico a pallettoni. Così tanto che alla moglie Sabrina glielo aveva preannunciato: “Prepara un’esultanza particolare, che stavolta segno“. Dopo la rete è arrivata poi la dedica social della moglie: “Amore, sono troppo fiera di te“. Il gol inoltre è stato molto pesante per il giocatore, che non segnava su azione da oltre due anni, e per la Roma, che è potuta tornare alla vittoria. Ieri è tornato anche a parlare l’agente del francese, Mario Giuffredi, in particolare dell’interesse del Napoli: “Bisognerebbe chiedere a Giuntoli e De Laurentiis. Ma Jordan vuole restare a Roma: è un ragazzo serio, non siamo abituati a firmare contratti e andare via dopo un solo anno. Naturalmente a fine stagione tireremo le somme, ma vuole restare in giallorosso“. E anche la Roma vuole che Veretout resti.


Roma, equilibrio sopra la follia

IL MESSAGGERO - ANGELONI - Jim Pallotta venderà, per ora aspetta un’offerta degna e intanto fa i conti con ciò che ha; la Champions è ormai andata e questo è un danno economico enorme. Alla Roma non resta che rallentare la caduta (in classifica) e prepararsi per l’Europa League, quella Final Eight nella quale può succedere di tutto. Gli errori grossolani dell’allenatore sono stati evidenziati da più parti, ma poi Fonseca ha cambiato rotta e la vittoria contro il Parma è una piccola luce. Adesso il portoghese può sperare in un finale di stagione più dignitoso. La difesa a tre, nonostante l’assenza di Smalling e l’esperimento di Cristante centrale, è risultata quasi sufficiente. Bryan domani a Brescia sarà squalificato e una soluzione potrebbe essere quella di adattare Kolarov nei tre di difesa.


Kluivert, l’esclusione per “giusta causa”: Paulo prova a svegliarlo prima dei saluti

IL MESSAGGERO - CARINA - Scelta tecnica. Una definizione che spesso nel calcio nasconde un litigio, uno scadimento di forma o una cessione imminente. Nel caso di Kluivert, rimasto fuori dalla lista dei convocati contro il Parma, si tratta invece di una semplice valutazione, seguita alla prova opaca di Napoli e sommata ad un allenamento pre-gara dove è apparso andare al minimo. Domanda lecita: possibile passare in tre giorni dall’essere titolare al San Paolo al non venire nemmeno convocato per la partita successiva? La risposta è affermativa, basti guardare Bruno Peres: titolare contro l’Udinese, non convocato per scelta tecnica contro gli azzurri e schierato nuovamente dal primo minuto contro il Parma. Senza voler far finta di nulla, comunque, nella testa di Kluivert e Fonseca qualcosa è cambiato. Il tecnico non ha più tempo di aspettare nessuno e dunque ha provato a stimolare l’olandese con questa esclusione. Il futuro del giocatore però ormai è deciso e sarà lontano da Trigoria: il discorso con l’Arsenal è ancora aperto, soprattutto alla luce della particolare modalità con la quale Mkhitaryan è riuscito a diventare giallorosso.


Pelonzi, PD: "Stadio? Valuteremo solo l'interesse pubblico. Niente calcoli politici"

Giulio Pelonzi, consigliere comunale del PD, ha parlato ai microfoni di Centro Suono Sport del futuro Stadio della Roma:

"Noi votammo contro lo stadio, e fummo anche contestati nel 2017 per questo. Il voto contrario personalmente lo basai sul rapporto tra cubatura privata e opere pubbliche a carico del proponente, e poi anche per il tema legato alla viabilità. Dal 2017 ad oggi sono cambiate un po’ di cose. Sia dal punto di vista politico che dal punto di vista economico: il no alle Olimpiadi ha eliminato la possibilità di fare opere a Roma da qui a non so quando. Noi non affrontiamo la vicenda dal punto di vista demagogico, ma dal punto di vista tecnico: leggeremo attentamente tutte le carte prima di maturare la nostra posizione. Io sono il più grande avversario politico del progetto della Raggi, lo sapete, ma lo rileggerò senza preconcetti con la speranza che la Sindaca non presenti lo stesso progetto di tre anni fa. Vi sembra normale che un consigliere comunale non ha potuto vedere le carte per non so quanto? Ma per trasparenza andava messo tutto sul sito del Comune, non bisogna limitarsi a dare il libero accesso a noi. Noi giudicheremo l’interesse pubblico, solo quello, non faremo calcoli politici". Roma-Lido? I 180 milioni della Regione sono stati stanziati, i 40 del Comune sono ancora ‘ballerini’ e mi auguro che entro il 31 luglio il Comune li possa stanziare definitivamente, sennò c’è un problema per me. Io devo capire se il potenziamento della Roma-Lido è sufficiente a coprire la mancanza dei ponti, questo è un altro problema. Se uno volesse farlo il ponte dei Congressi potrebbe esser fatto insieme allo stadio, ma bisogna vedere se c’è la volontà. Nessuno vuole fare un braccio di ferro politico sulla vicenda stadio, per carità, noi siamo a favore dello stadio sia della Roma che della Lazio, ma bisogna vedere il progetto: ad andare a votare siamo noi, e i rischi penali e contabili li paghiamo noi".


Bergonzi: "Fabbri mette a disagio tutti i suoi colleghi. Gli serve un riposo lungo"

L'ex arbitro Mauro Bergonzi ha commentato ai microfoni di TMW Radio l'arbitraggio di Fabbri nel match di ieri sera tra Roma e Parma. In particolare l'ex fischiatto ha voluto soffermarsi sul calcio di rigore negato al Parma dopo il mani di Mancini:

"Fabbri? Sono amareggiato e deluso da ex arbitro per quello che ho visto. Mette a disagio tutti i suo i colleghi, l'AIA e il designatore, è un errore inconcepibile. Dovrebbe chiedere scusa, non si capiscono le motivazioni. Credo che sarà sospeso, gli serve un riposo lungo".


La Juventus pronta ad offrire 50 milioni più bonus per Zaniolo

Nonostante l'infortunio non sono diminuiti gli estimatori di Nicolò Zaniolo.
In particolare la Juventus che, come riferito dal sito alfredopedullà.com, sarebbe pronta ad offrire 50 milioni di euro più bonus per per far vacillare la Roma e convincerla a cedere il proprio talento.
Ma non sarà un'impresa facile, poichè i giallorossi ritengono Zaniolo un incedibile ed il giocatore vorrebbe continuare il suo percorso alla Roma.


Ag. Ibanez: "Ieri ha giocato bene. Continuerà a migliorare"

Frederico Moraes, agente del difensore Roger Ibanez, ha parlato ai microfoni di romapress.net del suo assistito e di come si stia trovando alla Roma:

"Ha giocato bene contro il Parma, una buona gara ed è andato vicino al gol. Aveva semplicemente bisogno di tempo per ambientarsi, esattamente come accadde con la Fluminense e con l’U23 brasiliana. Quando iniziò a giocare, si conquistò il posto. Difesa a 3? Sono convinto giochi meglio a 4, ma sta facendo bene e continuerà a migliorare".


La Roma riparte

IL TEMPO - CARMELLINI - Sulle note di «C'era una volta in America» la Roma si rialza e torna al quinto posto. Inizia tutta in salita, va sotto col Parma, poi spinge sull'acceleratore e ribalta con Mkhitatyan e Veretout una gara che poteva finire anche con un punteggio più netto. Ma va bene così, i giallorossi rispondono a Milan e Napoli e restano in corsa per l'Europa: o meglio per evitare il "maledetto" preliminare.

Fonseca non cambia modulo, con Smalling infortunato arretra Cristante al centro della difesa dando fiducia ancora a Ibanez e Mancini. In avanti conferme di Mkhitaryan e Pellegrini e di Spinazzola sulla sinistra: a destra c'è invece Bruno Peres per Zappacosta rimasto in panchina. Davanti alla difesa il rientro di Diawara con Veretout spostato di qualche metro. Fuori da tutto Kluivert: scelta tecnica che andrà approfondita per il futuro. Pronti via subito sotto, perché al primo affondo del Parma Cristante, che ancora deve capire deve capire dove si trova, tocca Cornelius in area e Fabbri viene richiamato dal Var: l'analisi dell'episodio non lascia scampo ai giallorossi e dal dischetto Kucka porta avanti i suoi. E' la botta che sveglia la Roma. Reagisce, cresce col passare dei minuti e fino al termine della prima frazione si gioca praticamente a una porta. Così, dopo un palo centrato da Pellegrini (17') arriva l'atteso gol del pareggio (42'). Lo firma Mkhitaryan al suo ottavo sigillo in giallorosso. Un gol che rimette in corsa una Roma sfortunata: perché allo scadere meritava di passare in vantaggio ma il colpo di testa di Ibanez esce di un soffio.

E nella ripresa la dinamica non cambia, la Roma spinge, cresce e passa in vantaggio con il gran gol di Veretout tornato ad essere fondamentale per questa squadra. Il francese prende palla da Mkhitaryan (c'è sempre lo zampino dell'armeno ancora una volta centrale nella manovra giallorossa), punta la porta difesa da Sepe e lo inchioda con un destro micidiale. Cinque minuti e Pellegrini ha tra i piedi la palla per chiudere la pratica, ma si perde in uno dei suoi eccessi di autostima e il Parma salva la pelle. Non solo ma dieci minuti dopo Fabbri torna alla Var per un fallo di mano in area di Mancini: ma stavolta l'arbitro decide che va bene così. Ma la beffa è nell'aria e arriva l'immancabile gol dell'ex firmato Gervinho: ma un fuorigioco salva i giallorossi. Da qui in avanti è battaglia, più di nervi che fisica perché la Roma è sulle gambe e Fonseca tentenna sui cambi. Poi mette Carles Peres e Villar ed è proprio il nazionale under 21 spagnolo a sbagliare la palla match. Finita? Macché, entra Zaniolo e a 3' dalla fine serve al giovane collega spagnolo una palla sulla quale c'è scritto sopra: spingere. Niente, non ce la fa e l'ultimo brivido corso dalla Roma è tutta colpa sua. Ma stavolta gli va bene... perché lassù qualcuno li ama.


Stadio, corsa contro il tempo della Raggi

IL TEMPO - MAGLIARO - La foto con la prima pietra dello Stadio della Roma potrebbe farla il nuovo sindaco se la Raggi e i suoi non si sbrigano: le elezioni per eleggere il successore di Virginia a Palazzo Senatorio sono a giugno 2021 e se il sindaco e i 5Stelle intendono realmente utilizzare lo Stadio come oggetto di campagna elettorale, il tempo è davvero minimo. In attesa che i consiglieri comunali 5Stelle, dopo 4 anni di governo della città e un numero elevatissimo di incontri tecnico/politici, decidano, forse lunedì, di dare il via libera per portare alla votazione finale il progetto Stadio della Roma, piovono dichiarazioni politiche, dal Pd a Salvini a Fassina, e si può iniziare a tracciare un potenziale cronoprogramma.

In Campidoglio "gira" un timing minimo/massimo: quello ottimistico è di portare in Giunta la delibera Stadio intorno al 10 agosto per poi farle iniziare, alla ripresa dei lavori, l'iter nelle cinque commissioni consiliari (Urbanistica, Lavori pubblici, Mobilità, Ambiente e Commercio) e nel IX Municipio per l'espressione dei pareri obbligatori ma non vincolanti. Quindi, dopo un breve riepilogo delle carte in Giunta, la calendarizzazione del voto in Aula. La velocità dei passaggi intermedi è un elemento fondamentale: possono bastare pochi giorni se le Commissioni lavorano a spron battuto. In questo caso, il voto potrebbe esserci nella prima metà di settembre. Il timing meno ottimistico e molto legato alle fibrillazioni interne dei 5Stelle, invece, prevede che tutto l'iter descritto termini con il voto finale a fine novembre. Oltre è poco pratico andare, visto che a dicembre inizia la sessione di bilancio.

Intano iniziano i posizionamenti delle forze politiche: il Pd, prima schierato su un "no" oltranzista, ora apre timidamente la porta. "Leggeremo attentamente tutte le carte, poi, se le prescrizioni della Regione saranno state tutte accolte, valuteremo", dice il capogruppo Dem in Campidoglio, Giulio Pelonzi al programma «Gli Inascoltabili» su NSL Radio e TV. Ancor più importante la posizione di Matteo Salvini che, pur rimandando la decisione al gruppo in Aula Giulio Cesare, ha detto: "Io tifo perché ci sia uno stadio nuovo e spero che si sblocchi". Contrario, come al solito, Stefano Fassina che parla di "un'altra incompiuta in arrivo" e che chiede ai 5Stelle di "bloccare l'ennesima speculazione su Roma".


De Rossi pronto per la Fiorentina: "Ho già lo staff"

IL TEMPO - BIAFORA - A pochi mesi di distanza dal suo addio al calcio giocato Daniele De Rossi è pronto per iniziare la sua nuova vita da allenatore. L'ex capitano della Roma, intervistato dal quotidiano argentino La Nacion, conferma indirettamente di essere ad un passo dalla panchina della Fiorentina, che ha deciso di ripartire da lui dopo la deludente stagione con Montella e Iachini: "Penso di essere molto vicino a diventare un tecnico. Mi sento pronto ed entusiasta. Faccio - ha rivelato DDR - già riunioni con il mio staff tecnico, anche senza una squadra, stiamo già lavorando insieme, guardiamo le partite. Non ho fretta, ma la possibilità mi entusiasma perché voglio farlo davvero".

Il campione del Mondo ha poi ricordato con affetto l'avventura al Boca Juniors e non ha escluso un clamoroso ritorno dal sapore romantico: "Molte volte mi sveglio che mi manca il Boca, voglio tornare alla Bombonera come allenatore. Se le cose fossero andate bene Burdisso mi avrebbe fatto iniziare la mia carriera da allenatore in fondo al club".