Il talentino Bonavita nella scuderia di Totti
CORRIERE DELLA SERA - PIACENTINI - Qualche settimana fa, in una delle sue dirette social, Francesco Totti aveva dichiarato il suo amore calcistico per Sandro Tonali, che avrebbe voluto come suo assistito. Non potendo arrivare a lui, ha puntato su quello che già molti addetti ai lavori hanno individuato come il nuovo Tonali, ovvero Simone Bonavita. Il centrocampista classe 2004 gioca nell’Inter ed è di fatto il primo calciatore che entra a far parte della scuderia di Francesco Totti, che ne aveva sentito parlare qualche anno fa, quando la Roma provò a strapparlo all’Inter. La firma è arrivata un paio di giorni fa nella Capitale: a darne l’annuncio è stato proprio il giovane calciatore tramite una foto pubblicata sul suo profilo Instagram.
Fonseca ottimista: “Più forti di prima per il quarto posto”
LA REPUBBLICA - FERRAZZA - Paulo Fonseca ha festeggiato il suo primo anno nella Capitale, dichiarando quali sono i suoi propositi per fine stagione: “Vogliamo entrare in Champions anche se sappiamo che è una missione molto difficile, i nostri avversari sono avanti a noi in classifica e sono molto forti. Proveremo a recuperare una gara alla volta, ma una cosa è certa: saremo più forti rispetto a prima. Sarà difficile conquistare il quarto posto, ma vogliamo dimostrare davvero chi siamo“. Pau Lopez intanto continua ad avere problemi a causa della microfrattura al polso sinistro e sarà costretto a saltare la sfida contro la Samp il 24 giugno.
Lopez si arrende, Pastore ammette limiti da leader
LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Si comincia a profilare il rischio che Pau Lopez salti l’esordio contro la Sampdoria. Il portiere spagnolo è ancora alle prese con il recupero dopo la frattura al polso della mano sinistra e nessuno vuole che lui rischi, così Mirante già si scalda per battezzare l’esordio. Javier Pastore invece, parlando di Totti dichiara: “A Roma è unico, è quello che è Maradona per il resto del mondo. Ha fatto cose incredibili, occupa un posto speciale e non mi piacerebbe essere paragonato a lui perché non mi sento alla sua altezza“. Quando gli viene chiesto se in carriera avrebbe potuto fare di più risponde: “Sì, penso di sì. Quando sono andato a Parigi ero un leader in campo, poi giocatori come Ibrahimovic si sono presi tante responsabilità all’interno del gruppo e ho smesso di giocare da stella. Non ho mai avuto la mentalità per essere il numero uno“. L’accordo di Morgan De Sanctis con l’Ascoli invece non è andato in porto e tutto lascia pensare che potrebbe avere responsabilità maggiori nella Roma.
Roma all’attacco, sfida all’Atalanta per la Champions
LA GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - Paulo Fonseca ha le idee chiare: bisogna cercare di agguantare in extremis il quarto posto, il che non significa solo raggiungere l’Atalanta, con tre punti di vantaggio e una partita in meno, ma anche superarla, dato il vantaggio dello scontro diretto a favore della squadra di Gasperini. “Vogliamo entrare in Champions anche se sappiamo che è una missione molto difficile. Ci proveremo, una partita alla volta vogliamo dimostrare chi siamo” ha dichiarato ieri Fonseca. I numeri hanno già dimostrato che la Roma è tra le squadre più offensive del campionato, davanti a lei solo Lazio e Atalanta. Simili i numeri per le occasioni da gol create: in media 8, come la Lazio, mentre l’Atalanta 9.
Fonseca II: “Tanti alti e bassi ma essere giallorosso è davvero fantastico”
LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Paulo Fonseca festeggia il suo primo anno di Roma, sgranando la sua storia giallorossa. “La passione dei tifosi mi affascinava e a distanza di un anno devo dire che abbiamo passato diversi momenti felici insieme. Oggi mi sento totalmente integrato nella Roma e mi piace far parte di questa famiglia”. Poi entra nel dettaglio dei singoli match: l’esordio col Genoa (“Pareggiammo ingiustamente“), l’Atalanta “ci riportò con i piedi per terra“, quella contro il Cagliari “una partita sfortunata“. Da dimenticare l’inizio del 2020 tra Torino e Juventus, prima del vero e proprio flop contro il Sassuolo. “La squadra non è scesa in campo e quella sconfitta ha lasciato un piccolo segno a livello mentale nei ragazzi, abbiamo perso fiducia“. Poi l’Europa League: “Battere il Gent in casa ci ha portato a rialzare la testa e assicurarci una parte della qualificazione agli ottavi. Alla Coppa ci teniamo, vogliamo andare avanti il più possibile“. Dagli USA il presidente lo benedice: “Non potrei non essere felice di lui, la Roma sarà fortunata se resterà a lungo”.
James sta con Paulo
IL MESSAGGERO - CARINA - Passano gli anni, cambiano i protagonisti, ma non le dinamiche. La Roma nell’era Usa ha visto alternarsi 2 presidenti, altrettanti vicepresidenti, 4 direttori sportivi, 8 allenatori e 5 tra ad e Ceo, senza dimenticare i 3 dg. Se non è un record poco ci manca. Ciclicamente quindi le scosse telluriche si ripresentano. Adesso sono state le parole di Petrachi ad accendere la miccia, dopo la pubblicazione dei conti in rosso. Gli scivoloni del ds si sommano ai rapporti deteriorati dentro al club. Con Baldissoni il feeling non è mai nato e nei mesi il leccese ha perso anche l’appoggio del segretario Longo e quello di Fienga. Nel frattempo Pallotta non sembra curarsene più di tanto e ieri nel tessere le lodi di Fonseca (“Non potrei essere più felice di Paulo“) ha menzionato il Ceo ma non Petrachi. Il tecnico dal canto suo ha capito che da questa incertezza possono arrivare soltanto benefici per lui. Se non centrerà la Championsdovrà solo scegliere l’alibi. In caso contrario si trasformerà in eroe. Fino alla prossima puntata.
Zaniolo rientra, il futuro viene dopo
IL TEMPO - AUSTINI - «Finito.. .da adesso giuro faccio i buchi in campo. Ci vediamo tra poco». Il grido di battaglia di Zaniolo arriva sui social al termine dell'intervento chirurgico al naso a cui si è sottoposto nella clinica del Santo Volto, dove il prof. Di Rienzo Businco ha risolto il problema di ipertrofia dei turbinati. Ora basta con le sale operatorie, in posa con la bella Sara tornata al suo fianco Zaniolo fa il conto alla rovescia per tornare in campo. Ieri è stato subito dimesso, già domani potrà allenarsi, tra la fine della prossima settimana e l'inizio di quella successiva si riunirà al gruppo per le esercitazioni tattiche e il lavoro atletico, per il recupero al 100% si dovrà aspettare luglio. Zaniolo spera di dare una mano anche in Europa League: dipenderà dalla decisione della Uefa sulle liste. E il futuro? Petrachi ha detto la verità, la Roma vuole tenerlo ma non può garantirlo: in caso di un'offerta monstre, che al momento non c'è, la società sarebbe costretta a riflettere. Pellegrini, avendo la clausola rescissoria, può invece decidere in autonomia: ieri il suo agente era a Trigoria. Intanto Fonseca spera di riavere Pau Lopez il 24 contro la Samp, ma non è detto ce la faccia («sto meglio ma non so quando potrò tornare» ha detto il portiere), mentre Mancini non sembra in dubbio.
Serie crAc, rischio infortuni: +30% previsto. Occhio soprattutto ai muscoli
GAZZETTA DELLO SPORT - A 24 ore dalla ripresa del calcio italiano le domande che ci si pone sono: questa lunga inattività aumenta il rischio di infortuni? Quali problemi potrebbero nascere? Noisefeed, la piattaforma di monitoraggio dei social network, ha provato a mappare gli infortuni delle ultime tre stagioni di Serie A e, dai dati raccolti è emerso come, soprattutto nelle prime partite, è alto il rischio di farsi male. Infatti nel 2017-18 ci sono stati in media 10,8 infortuni ogni settimana, 28 infortuni solo nei primi 14 giorni, in media 14 a settimana. Il 30% in più. Nella stagione successiva il trend è stato simile, mentre il 2019-20 ha avuto dati molto più equilibrati. I preparatori atletici sono avvisati: nella prima settimana di calcio c’è un 30% in più di possibilità di farsi male. I numeri si riferiscono per lo più a problemi muscolari che interessano soprattutto la coscia, come riferisce un report dell’Uefa sulla Champions League 2017-18.
Serie A, schiarita sulle gare in tv
IL MESSAGGERO - Un incontro dal clima positivo e di massima collaborazione quello andato in scena ieri tra il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, l'Amministratore Delegato di Sky Italia, Maximo Ibarra, e il Direttore delle Relazioni esterne e istituzionali, Riccardo Pugnalin i quali hanno discusso sulla possibilità di trasmettere i gol delle partite in chiaro. Varie le ipotesi prese in considerazione, che hanno trovato la disponibilità dell'emittente di Santa Giulia, che vanno dalla possibilità di mandare in chiaro su Tv8 un paio di gare delle prime giornate fino alla riduzione dei tempi di embargo per quanto riguarda le immagini dei gol e degli highlights. Ma prima la Lega dovrà comunicare a Sky e Dazn, con cui i rapporti non sono affatto distesi, per via del mancato pagamento dell'ultima rata dei diritti tv, cosa è possibile fare e in che modalità.
Inoltre nel colloquio con il governo i rappresentanti di Sky hanno voluto chiarire che è la Serie A a dover fare esplicita richiesta di poter fare un uso più esteso del prodotto che ha venduto (quindi di poter utilizzare i diritti in chiaro e le immagini in embargo). La Lega, dal canto suo, chiede invece che sia il governo a fare una norma. Da Palazzo Chigi però vogliono perseguire fino all'ultimo la via dell'accordo tra tv e club. Il decreto arriverà solo come extrema ratio.
Pellegrini al Psg: il lungo addio
LEGGO - BALZANI - Niente rinnovo e quella clausola da 30 milioni che gli permette di andar via e che in qualche modo solleverebbe la Roma da ogni imbarazzo. Lorenzo Pellegrini ha in mano il suo destino, come ha detto Petrachi. Sa che lo vogliono in tanti: su tutti il Psg e poco dietro Juve, Inter ed Everton.
Lui vuole la Roma, sin da bambino quando tirava calci al pallone a Cinecittà. La maglia con la quale tornerà in campo tra pochi giorni per riprendere un percorso di crescita frenato non solo dal Covid ma pure da un inaspettato calo di rendimento. Fonseca contro la Samp lo rimetterà al centro della sua regia d'attacco: poco dietro Dzeko con ai fianchi Carles Perez e Mkhitaryan (in attesa di Zaniolo). Ma il futuro? Lorenzo attende da un anno e mezzo un incontro per discutere il rinnovo del contratto e l'eliminazione della clausola. Un picolo passo è stato fatto ieri, quando il suo agente è stato ricevuto a Trigoria dall'ad Fienga. Al momento nulla di fatto, però è stato confermato che la Roma punta a Lorenzo, ma non gli può garantire un aumento.
Al momento, infatti, in rosa è uno di quelli che guadagna meno (2 milioni) arrivando dopo giocatori poco utili alla causa come Juan Jesus o Pastore che a fine stagione potrebbe trasferirsi negli Usa. A Parigi, dove preparano il dopo Verratti, gliene garantirebbero il doppio. E allora farsi venire dubbi è più che legittimo con la Roma pronta ad accettare ogni scelta in virtù di una ricca plusvalenza (circa 26 milioni). Si tratterebbe del quarto addio romano e romanista dopo quelli di Totti, De Rossi e Florenzi. Scalda i motori pure Zaniolo che ieri si è sottoposto a un piccolo intervento al naso e che per il momento non sembra a rischio cessione. «Ora sono pronto a fare i buchi sul campo», la promessa su Instagram.
Kalinic, tanti gol e lo sconto per restare giallorosso
GAZZETTA DELLO SPORT - Sembrava che Kalinic fosse destinato a tornare all'Atletico Madrid a fine stagione e invece, dopo le parole del d.s. Petrachi di qualche giorno fa, non è detto che il croato lasci Tirgoria. L'ex Fiorentina potrebbe ancora vestire la maglia giallorossa, a patto che in questi due mesi e mezzo riesca a sfoggiare prestazioni di altissimo livello. Petrachi gli chiede «Sette o otto gol», non pochi per un giocatore che ne ha segnati sei in due anni e che spesso si è dovuto fermare per infortunio. Quando è tornato a Trigoria, dopo il lockdowon, si è presentato con qualche ruggine addosso, tanto che la Roma ha studiato per lui un programma apposito. Ora lavora in gruppo e l'impressione è che voglia giocarsi le sue occasioni.
Non basterà far vedere solo buone prestazioni perché nel caso in cui Roma e Atletico dovessero sedersi attorno a un tavolo per discutere sulla possibilità di trattenere il croato ancora nella Capitale, Kalinic dovrebbe abbassarsi il suo stipendio di 3 milioni, troppi per un giocatore 32enne, non titolare. Sotto questo punto di vista il classe 1988 avrebbe dato più di un'apertura.
Pellegrini è un re di denari, ma nel futuro c'è la Roma
GAZZETTA DELLO SPORT - Il d.s Petrachi, nell'intervista rilasciata qualche giorno fa a Sky Sport, ha ribadito di voler trattenere ancora Lorenzo Pellegrini, facendo appello alla suo romanismo, che travalica clausole e bilanci, e che prescinde anche dal rinnovo di contratto, nonostante la clausola rescissoria da 30 milioni. È stata addossata troppa responsabilità al giocatore, cosa di cui si è lamentato l'agente del centrocampista Giampiero Pocetta nell'incontro avuto ieri a Trigoria. Diversi invece i giocatori che sono con le valigie già in mano, a partire da Pastore, corteggiato dai Los Angeles Galaxy e da Cetin, che piace a Galatasaray e Levante (la Roma chiede 8-10 milioni). Pedro è invece sempre più giallorosso, nonostante la corte in Liga.
Intanto, sul fronte societario, giunge dagli Usa l'interessamento, magari solo come socio, della «North Bridge Venture Partners», una società di telecomunicazioni ubicata a Wellesley, in Massachusettes, che ha come cofondatore Richard D'Amore, socio di Pallotta nella Roma fin dalla prima ora, ma negli ambienti finanziari non si dà molto credito ad una scalata.