Gasperini a Dazn: "Questa partita ci dà consapevolezza. Ce la siamo giocata alla pari"
Gian Piero Gasperini su DAZN
Che cosa vi dà questa partita a livello di consapevolezza?
"Credo che ce la siamo giocati alla pari, è uscita una partita dove entrambe a un certo punto potevano vincere. Il gol a inizio secondo tempo ha ridato grande energia all'Inter, che è una grande squadra e può fare sempre gol. Noi non abbiamo mai rinunciato, abbiamo avuto le nostre occasioni. E' una partita che ci deve dare soddisfazione e consapevolezza".
La distanza con l'Inter si sta assottigliando: questa vera Roma che margine ha rispetto all'Inter?
"I margini ci sono sempre per tutti, anche l'Inter ha dei margini. Dobbiamo essere contenti del percorso che stiamo facendo e della qualità che mettiamo in queste partite, non solamente condizione ed entusiasmo o voglia di fare. In questa squadra ci sono tante energie positive e dobbiamo continuare così".
Soulé, Dybala e Malen sono rimasti in campo tutta la partita: anche a livello fisico la squadra sta diventando molto forte.
"Nel primo tempo avevamo spazi importanti, ogni volta che ripartivamo riuscivamo a essere pericolosi. Il gol a inizio ripresa ha messo energie all'Inter e un po' di apprensione a noi. Ho dovuto cambiare un po' dietro perché avevamo un po' di fatica, anche Balerdi è dovuto uscire e questo è un peccato. Ma va bene, Dybala e Soulé hanno tenuto fino alla fine. Avevamo la sensazione che se avessimo retto il loro urto la partita era sempre e comunque aperta. Dobbiamo essere soddisfatti di questo".
Che messaggio manda la Roma al campionato dopo una partita del genere? Che soddisfazione le dà?
"Guardiamo in casa nostra, dobbiamo essere consapevoli che in certe condizioni riusciamo a essere veramente una buona squadra, pericolosa. Anche dal punto di vista atletico e fisico abbiamo un livello alto, dobbiamo vedere la continuità delle partite. Dopo la sosta avremo tante partite e dovremo usare tutta la rosa, crescendo con tutta la rosa. Il calendario dopo la sosta sarà davvero molto impegnativo".
I gol subiti a inizio secondo tempo, ora tre, sono una casualità?
"Evidentemente no, è la terza volta... Il modo in cui abbiamo preso gol è stato un po' troppo superficiale, se vogliamo anche presuntuoso. La partita era ben indirizzata e c'erano le condizioni per poter essere pericolosi anche con le ripartenze come accaduto nel primo tempo. Però anche sul 2-1, nonostante le difficoltà e qualche giocatore affaticato, la Roma è sempre stata dentro la partita e abbiamo cercato di vincere. Abbiamo avuto un'occasione clamorosa con Malen che ha centrato in pieno il viso del portiere, poteva essere 3-1. Le ha avute anche l'Inter. Non abbiamo mai rinunciato, contro una grande squadra sul piano tecnico e fisico".
*******
GASPERINI IN CONFERENZA STAMPA
Rimpianti per come è andata o è soddisfatto perché avete tenuto testa ai campioni in carica?
"Sono soddisfatto per la prestazione della squadra. Siamo un po' rammaricati, quando vai 2-0 e vieni raggiunto, ma avevamo davanti una squadra davvero forte tecnicamente e fisicamente. Noi dobbiamo uscire da questa partita comunque consapevoli di aver fatto passi in avanti importanti. Quel gol a inizio secondo tempo ha ridato energia a loro, che avevano chiuso il primo tempo in difficoltà. Sui particolari possiamo diventare più bravi, ma siamo molto avanti".
L'Inter quindi è battibile anche sul lungo periodo o la sensazione è che salva la pelle anche in situazioni come stasera è dura? "Dipende. Abbiamo incontro un'Inter in grandi condizioni, magari durante la stagione non è sempre così, ci sono momenti in cui sei più affaticato e sei più battibile. Abbiamo giocato una grande partita contro una squadra che stava molto bene, al meglio delle proprie possibilità, quindi il valore per noi è ancora più alto".
Come sta Balerdi? Si aspettava potesse dare un contributo così importante da subito?
"L'abbiamo preso perché poteva essere un bel rinforzo. Quello è stato un momento topico, aveva i crampi, ha cercato di resistere, poi non riusciva a continuare e non abbiamo fatto il cambio a centrocampo. Ma anche oggi è stato molto bravo".
Le sue squadre nei 90 minuti tengono un ritmo altissimo e gli altri faticano ad adeguarsi. Volevo capire l'evoluzione dei cambi, come Koné.
"Una scelta mia per Koné, era calato. Da inizio anno non ha la tenuta dei 90 minuti. Lui è uno che ha fatto il Mondiale fino alla fine, le sue caratteristiche sono fondamentali per noi ma la tenuta non è quella del girone di andata dell'anno scorso. Lì è entrato Pisilli, ha fatto bene come Rensch. Anche dietro hanno fatto bene, il cambio di Hermoso era per recuperare freschezza perché l'Inter era pericolosa sulle palle inattive. Non sono riuscito a fare cambi davanti, ma Soulé è cresciuto ed eravamo pericolosi anche nel secondo tempo".
A fine partita ha abbracciato Lautaro.
"Mi fa sempre gol (ride, ndr). Gli ho detto di smetterla di fare gol, li facesse anche agli altri. Lui è un grandissimo campione, indipendentemente dai gol che fa agli avversari".
Su Mazzola.
"Ci ho giocato una volta contro, nel '77, giocavo nelle giovanili della Juve, in Coppa Italia. Era una bandiera, che giocava tutta la vita in una squadra. Nonostante questo erano riconosciuti anche dagli avversari come giocatori forti ma anche come simboli del calcio e Mazzola era uno di questi. Sicuramente era uno di quelli che anche gli avversari stimavano".
Le sue squadre giocano un calcio bellissimo e dispendioso, se non sono al top pagano dazio.
"Dovremo necessariamente utilizzare la rosa, avere una rotazione dall'inizio senza perdere competitività e lo possiamo fare. In queste prime cinque gare mi sono affidato a un blocco, dell'anno scorso, per dare anche ai nuovi il modo di inserirsi e sono convinto che saranno protagonisti. Il calendario dopo la sosta sarà duro, ricominciamo con Como e Real Madrid. Lì diventa un altro campionato, una maratona. Ma ho fiducia, vedo una squadra omogenea e anche i cambi entrano sempre bene. Dovrò avere anche il coraggio, ora con la sosta qualcuno migliorerà la condizione".
Soulè: "Delusi per il risultato ma non ci abbattiamo. Questo pari ci dà energia"
Matias Soulé su DAZN
E' più stanco o deluso? Per il primo tempo che avevate fatto, pensavate di riuscire a vincerla?
"Sono stanco, ma anche un po' deluso. Eravamo in vantaggio 2-0 e per sfortuna hanno pareggiato. Non dobbiamo buttarci giù, pareggiare in questo modo contro una squadra come l'Inter, chiudendo il primo tempo 2-0, e giocarsela così è molto bello per noi. Ci deve dare energia per le prossime partite, per fare molto meglio".
Quale è il gap tra voi e l'Inter?
"E' presto per dirlo, loro sono i più forti da anni. C'è una delusione da parte nostra perché eravamo in vantaggio, ma dobbiamo mettere subito da parte questa partita. Abbiamo pareggiato con l'Inter, la squadra più forte, e deve essere una carica in vista di un campionato che è ancora lunghissimo".
Che partita si sente di aver fatto? Si sente un atleta migliore con Gasperini? "Fisicamente mi sento molto bene, fortunatamente ho lavorato tanto in estate sulla pubalgia ed è andata via. Ora mi sento molto bene. L'anno scorso quasi non riuscivo ad allenarmi, quest'anno mi sento molto meglio. Sono abituato a giocare a destra, ma devo saper giocare anche a sinistra e provo a fare tutto ciò che posso. A destra c'è Dybala, che fa sempre la differenza. Io a sinistra provo a dare il mio contributo".
In avanti c'è grande competizione, quanto è stimolante avere compagni del genere nel reparto offensivo?
"Siamo tutti disponibili, come è successo contro l'Atalanta in cui io sono subentrato a Mora. Siamo una squadra molto competitiva, che sia dall'inizio o a gara in corso diamo tutti il massimo. Questo è quello che ti fa diventare una squadra. Siamo più squadra e più famiglia rispetto all'anno scorso".
SOULE' IN CONFERENZA STAMPA
Lo stato d'animo dello spogliatoio? C'è rammarico o solo grande soddisfazione di essere stati alla pari con l'Inter?
"C'è un po' di delusione, il mister ci ha parlato e ci ha tirato su. Questo deve essere il punto di partenza, abbiamo giocato contro la più forte del campionato, deve dimostrare che possiamo giocarcela con chiunque. Non dobbiamo buttarci giù e da qui fare meglio".
Nel secondo tempo fate più fatica a volte, cosa dovete migliorare?
"Sì, dobbiamo migliorare questa cosa. Ci è successo con Atalanta e Fenerbahce che ci hanno fatto gol a inizio secondo tempo. C'è qualcosa nell'attenzione, ovviamente non è stanchezza. Nel primo partiamo sempre fortissimo, poi magari ripartiamo col vantaggio e forse caliamo un po', ma non deve succedere se vuoi vincere le partite".
Come stai tu fisicamente?
"Ora mi sento molto bene fisicamente, per fortuna la pubalgia è passata, ho lavorato anche nelle vacanze, l'anno scorso ho giocato 8 mesi con antinfiammatori, in allenamento non mi muovevo. Quest'anno è partito in maniera straordinaria, il gol con l'Atalanta mi ha dato fiducia. Ora siamo qui e ce la giocheremo in ogni partita, questa deve essere un punto di partenza e faremo vedere a cosa vogliamo ambire".
Hai detto che l'Inter è la più forte del campionato, ma dopo quanto visto oggi pensi che voi due vi giocherete lo scudetto? "Presto per parlare di scudetto, loro sono campioni in carica, noi vogliamo lottare fino alla fine. Per parlare è presto, noi abbiamo fatto vedere che ce la giocheremo, poi c'è la Juve, il Milan, il Napoli, il Como. Questa partita deve darci la carica per affrontare le partite dopo la sosta".
Come ti spieghi la differenza tra primo e secondo tempo?
"Nello spogliatoio a fine primo tempo ci siamo detti di continuare così. Poi loro possono segnare, sono forti, magari dobbiamo fare più attenzione perché ci è successo anche in altre partite. Questa cosa dobbiamo migliorarla, ci succede spesso e deve essere un punto da superare. Siamo alla quinta giornata, abbiamo tanti margini di miglioramento".
Gasperini: "Una partita dove potevamo vincere entrambe"
Gian Piero Gasperini assapora la vittoria contro l’Inter, la vede sfumare nella ripresa (con il gol di Lautaro dopo 51 secondi che indirizza la rimonta nerazzurra), ma nel post partita, analizzando la gara, cerca comunque di vedere i lati positivi: “È uscita una partita dove entrambe a un certo punto potevano vincere, una partita che ci deve dare soddisfazione e consapevolezza”, le sue parole. “Il gol all’inizio del secondo tempo ha ridato grande energia all’Inter che è una grande squadra e può fare gol sempre, ma noi non abbiamo mai rinunciato e abbiamo avuto anche noi le nostre occasioni”. Poi, sui miglioramenti evidenti e continui della sua squadra: “I margini ci sono sempre, per tutti quanti, anche l’Inter ne ha. Noi dobbiamo essere contenti del percorso che stiamo facendo e della qualità che mettiamo in queste partite, in cui non ci sono solamente condizione, entusiasmo, voglia di fare. In questa squadra ci sono tante energie positive e dobbiamo continuare su questa strada”.
"Messaggio al campionato? Sappiamo di essere pericolosi"
“Nel primo tempo avevamo spazi importanti e ogni volta che ripartiamo riuscivamo a essere pericolosi”, continua Gasperini analizzando tatticamente la partita. “Ho dovuto cambiare dietro perché c’era un po’ di fatica, Balerdi è dovuto uscire e questo è un peccato, Dybala ha tenuto fino alla fine, così come Soulé, e avevamo la sensazione che se riuscivamo a reggere l’onda d’urto la partita era sempre aperta: dobbiamo essere soddisfatti di questo. Messaggio al campionato? Noi guardiamo in casa nostra, dobbiamo essere consapevoli che in certe condizioni riusciamo a essere veramente una buona squadra, pericolosa, anche dal punto di vista atletico e fisico abbiamo un livello alto. Dobbiamo vedere la continuità delle partite: dopo la sosta avremo veramente tante partite e dovremmo usare molto la rosa, perché il calendario è molto impegnativo”. Infine, il tema ricorrente dei gol presi nei primi minuti dei secondi tempi, subito dopo l’intervallo: “È la terza volta che succede e non può essere una casualità, il modo in cui abbiamo preso quel gol è stato un po’ superficiale e anche presuntuoso perché la partita era veramente ben indirizzata. Devo dire che però anche in difficoltà siamo sempre stati in partita e abbiamo avuto anche l’occasione per vincere. Non abbiamo mai rinunciato”.
Lautaro rimonta una grande Roma. Finisce 2-2 contro l'Inter
All’Olimpico lo scontro diretto finisce pari, con l’Inter capace ancora una volta di rimontare dopo aver chiuso il primo tempo sotto 2-0. Giallorossi straripanti in avvio, con Koné che segna dopo 6’, Bisseck spreca la palla del possibile pareggio, Bastoni prende un palo. Prima dell’intervallo ancora Koné fa 2-0, Lautaro accorcia 51 secondi dopo l’inizio della ripresa e poi la pareggia. Roma e Inter restano appaiate in vetta.
Roma-Inter: i convocati di mister Gasperini
Gian Piero Gasperini ha diramato la lista dei convocati per Roma-Inter, giornata numero 5 di Serie A.
Ecco i giocatori a disposizione del tecnico.
Portieri: Svilar, De Marzi, Gollini
Difensori: Rensch, Koulierakis, Ndicka, Molina, Hermoso, Mancini, Balerdi, Wesley, Lulli, Ghilardi
Centrocampisti: Cristante, Pellegrini, De Roon, Koné, Pisilli, Mora
Attaccanti: Castro, Malen, Soulé, Dybala
Roma-Inter: cancelli aperti dalle 15:30
Due squadre a punteggio pieno in classifica dopo quattro partite, una sfida emozionante e attesissima in città.
Gli occhi del mondo calcistico saranno tutti sullo Stadio Olimpico, su Roma-Inter. Un duello da sempre appassionante, con un sapore da vertice in questo inizio di stagione.
Oggi 19 settembre alle 18:00 è in programma Roma-Inter, quinta giornata di Serie A.
I cancelli dell'Olimpico apriranno alle 15:30. Il consiglio è di arrivare almeno 90 minuti prima del fischio di inizio per godersi ogni momento ed evitare assembramenti ai tornelli.
Saranno presenti nel prepartita tre punti vendita mobili con una vasta gamma di prodotti: uno in via delle Olimpiadi adiacente al Centrale del Tennis, uno nel piazzale della Monte Mario e uno all'ingresso della Tribuna Tevere, lato obelisco. Resteranno aperti anche durante e dopo lo svolgimento del match.
Luci all'Olimpico
È il giorno, noi contro loro, la squadra che abbiamo incontrato di più nella storia. Non la battiamo qua da 10 anni, ma oggi possiamo sfidarla. In palio oltre al primato c’è una speranza. Grande. Forza Roma
Fonte - ilromanista
Wesley il jolly di Gasp
L'esterno brasiliano già pronto al rientro dopo il riposo a Torino.
Wesley è di nuovo al top. con l'Inter ci sarà. Una botta in casa del Fenerbahce lo aveva frenato ma ora è tutto ok.
Fonte - corsport
Dubbio centrale
Il tecnico Gasperini deve decidere il terzetto dei difensori alle spalle di Svilar. Il ballottaggio è tra Ndicka e Balerdi.
Hermoso recupera. Lulli è in vantaggio su Molina a destra. Soulè trequartista alle spalle di Malen e Dybala.
Fonte - corsport
Il mondo ci guarda
Nella storia della serie A Roma-Inter è la supersfida che ha prodotto più gol: sono 540.
Domani stadio sold out. Diretta tv da record. Da Pechino a Baires. Malen, Dybala, Lautaro e l'attrazione scudetto. Friedkin jr in arrivo. Hermoso recupera. Tentazione Balerdi. Wesley a sinistra.
Fonte - corsport
Gasperini: "C'è grande attesa per questa partita. E' una soddisfazione per noi arrivarci così"
Gian Piero Gasperini, alla vigilia di Roma-Inter, ha parlato in conferenza stampa.
Cosa significa questa partita per la Roma?
“Intanto è una soddisfazione arrivare a un appuntamento in questa situazione di classifica, con le partite e le vittorie che abbiamo ottenuto, così come mi pare abbia fatto anche l’Inter. È un appuntamento importante: stadio pieno, grande ambiente, tanto entusiasmo, due squadre che stanno facendo risultati importanti. Io mi fermerei a questa sensazione, quella di un incontro molto atteso per quello che è l’inizio del campionato e per quello che è stato questo avvio molto positivo da parte di entrambe. È un’occasione, un appuntamento molto atteso”.
L’entusiasmo può essere anche un rischio?
“Per quanto mi riguarda, tutto quello che riguarda entusiasmo e voglia di fare sono energie positive che vanno raccolte. Poi è chiaro che c’è la partita, ci sono i risultati e, quando le cose vanno meno bene, c’è il rovescio della medaglia: magari il rischio è quello di deprimersi troppo. Ma noi non possiamo pensare a questo. Dobbiamo pensare alla partita con l’Inter, al nostro momento, al fatto di giocare in un ambiente sicuramente favorevole, dove c’è tanta attesa. Credo che queste siano le partite belle da giocare, appuntamenti importanti per tutti: per le due squadre, ma anche per la gente, dove tutti vogliono partecipare”.
Può essere l’equilibrio l’elemento in più per la Roma in questa gara?
“Io credo che invece, come sottolineano un po’ tutti, senza alcun dubbio l’Inter sia la squadra di riferimento per il nostro campionato e per tutti quanti. È una squadra che nel tempo sta facendo delle cose straordinarie in Italia,in Eu ropa, perché ha disputato due finali in tempi recenti. È una squadra molto forte e questo penso che sia riconosciuto da tutti. Poi, per le altre squadre, cercare di avvicinarsi e arrivare a competere con loro è sicuramente un riferimento. È chiaro che questa è un’ambizione da parte di tutti, proprio perché è riconosciuta la forza dell’Inter in questo momento”.
A Torino si è vista un po’ di stanchezza. Ha preparato la gara soprattutto a livello mentale?
“Mentalmente sono partite che si preparano da sole. Dobbiamo avere la lucidità e la serenità di guardare al campo e vedere quello che dobbiamo fare, quello che possiamo fare per contrastare questa squadra e cercare, a nostra volta, di essere competitivi. Penso che non ci siano altri secondi fini. A Torino è stata una partita difficile, così come è difficile il campionato, quindi non si può pensare di giocare sempre le partite e vincerle, come è successo nelle prime due, ad esempio. Il campionato italiano è molto equilibrato. Anzi, vincere partite come abbiamo fatto con l’Atalanta e come abbiamo fatto a Torino, anche con delle difficoltà, perché gli avversari sono lì apposta, è un merito ancora maggiore. Sarebbe troppo bello vincere sempre in modo facile”.
Cos’è che in particolare ha l’Inter in più della Roma?
“Mi sembra che il confronto non sia solo sulla Roma, ma nei confronti di tutte le squadre italiane sia dato dai risultati. Sono lì, sono evidenti, sono eclatanti nei numeri, nei punti fatti e nelle vittorie ottenute. Bisogna anche avere la serenità di riconoscere queste situazioni oggettive. Per arrivare a quei livelli noi dobbiamo, più che guardare gli altri, continuare a guardare noi stessi. Personalmente sono soddisfatto di quello che stiamo facendo. Stiamo cercando il più possibile di poterci inserire in una fascia sempre più alta del campionato. Però, in questo momento, i numeri dicono abbastanza chiaramente come l’Inter sia la squadra più forte del nostro campionato e lo sia da qualche anno. Poi saltuariamente c’è stato il Napoli che è intervenuto. Credo che anche quest’anno, con pochissime giornate disputate, sia un po’ troppo presto per fare dei bilanci. Noi stiamo cercando di inserirci e continuare a stare in una posizione dove, rispetto all’anno scorso, siamo sicuramente cresciuti”.
Ha colpito l’inizio di stagione di Lulli. In Champions League non lo abbiamo visto: le chiedo, è pronto per partite di questo tipo?
“Io non faccio questa disamina, sinceramente, anche perché se gioca in campionato può farlo anche nelle altre partite. È chiaro che è un ragazzo che è venuto fuori da poche gare, ha bisogno anche lui di un percorso che sta facendo, magari saltando dei passaggi in modo veloce. Io, più che guardare al futuro, anche in questo caso guardo al presente e sono molto soddisfatto di quello che sta facendo”.
L’Inter ha trovato una chiave particolare per affrontare le squadre di Gasperini a livello tattico?
“Sicuramente c’è stato un periodo in cui con l’Inter riuscivamo a ottenere dei risultati, poi negli ultimi anni non è più stato così, anzi sono arrivate sempre sconfitte. Può essere un po’ l’aspetto tattico, anche se sono cambiati gli allenatori: c’era Conte, poi è arrivato Inzaghi e adesso è arrivato Chivu. Il risultato non è cambiato. Però credo che l’Inter questi numeri negativi per le altre squadre li abbia fatti registrare contro diverse avversarie. C’è stato un periodo, ad esempio, in cui anche la Juventus ha avuto una striscia di sette, otto, nove scudetti consecutivi e diventava veramente difficile fare risultato. Poi, dopo quel periodo, sono arrivate le vittorie. Evidentemente, ci possono essere tutte queste componenti. Sicuramente siamo di fronte ad una squadra forte, molto più di quanto lo fosse prima, quando comunque riusciva già a ottenere risultati”.
Rispetto a quello che aveva detto in estate, lei ha dovuto rimetter mano per attaccare la spina dei giocatori?
“Quest’anno è stato anche un inizio un po’ particolare, perché c’è stato il Mondiale di mezzo. I giocatori arrivavano in tempi diversi e poi c’era comunque un mercato di mezzo, con operazioni un po’ diverse. Però, globalmente, abbiamo fatto una buona preparazione. È chiaro che quando poi arriva il campionato l’attenzione è diversa. Questo, però, è un aspetto che a questo gruppo non è mai mancato. Anche l’anno scorso, tolto il secondo tempo di Milano, dove dopo un ottimo primo tempo, c’è stato forse l’unico momento un po’ demoralizzante da parte della squadra, per il resto è sempre stata una squadra sul pezzo, concentrata, attenta, che ha fatto sempre il massimo per raggiungere il risultato”.
Quali sono le condizioni di Koné, Ndicka, Wesley e Pellegrini?
“Continuo a incrociare le dita. Ci siamo tutti per domani, quindi siamo tutti disponibili. Questo è già un risultato straordinario, perché succede raramente. È chiaro che c’è sempre qualcuno, su 22-23 giocatori, che sta un po’ meglio, qualcuno che ha qualche acciacco. Ci sono state influenze di stagione la settimana scorsa, qualcuno ha preso qualche colpo, qualcuno ha qualche piccola distrazione, ma queste rientrano nella normalità. Oggi facciamo l’ultima rifinitura, però penso che anche con l’attenzione che arriverà dalla partita le piccole cose verranno superate e quindi saremo tutti presenti. Pellegrini? Anche lui è già la seconda settimana di fila che si allena regolarmente con la squadra. Ormai può fare chiaramente tutto ed è disponibile anche lui. È chiaro che, nel suo caso, la lunga sosta che ci sarà dopo, e magari anche per qualcun altro, sarà un’occasione per fare qualcosa in più, perché lui è da tempo che non gioca partite. Quindi vedremo se sarà il caso di fare qualche amichevole”.
L’interpretazione della gara sarà la stessa di sempre o pensa a qualche cambiamento?
“Per me è fondamentale cercare di fare sempre le cose per il risultato della squadra, quindi per raggiungere il risultato. Ogni partita è diversa: possono essere diverse le prestazioni dei giocatori, così come quelle degli avversari. È fondamentale leggere la situazione momento per momento, perché oggi è imprevedibile quello che può succedere domani nei novanta minuti, e cercare di porre rimedi o trovare soluzioni, ma sempre finalizzate al massimo, cioè al raggiungimento del risultato. Con l’Atalanta ho inserito due difensori per vincere la partita, perché pensavo che avessimo qualche problema di fatica dietro e che, riuscendo a rimediare, avremmo potuto recuperare la partita. Poi bisogna anche abituarsi un po’ ai cambi con i difensori, perché quasi tutte le squadre adottano l’ingresso di attaccanti freschi in certi momenti della partita. Difficilmente si pensa al cambio dei difensori, invece è un aspetto che va considerato. Lunedì a Torino il cambio di Malen o di Dybala alla fine è stato fatto perché a centrocampo avevamo qualche problema: è entrato De Roon e abbiamo rimesso a posto il centrocampo. Non sono mai segnali per diminuire o per non cercare di raggiungere il massimo del risultato”.
Si è parlato della designazione di Massa per Roma-Inter. Cosa ne pensa di questa scelta?
“Domani Massa sarà perfetto. Non ci saranno più polemiche”.
Cosa si aspetta di vedere dall’atteggiamento dei giocatori in una gara tanto importante?
“Niente di diverso da quello che stiamo portando avanti da sempre. È una partita di calcio, importante soprattutto per il contorno che c’è, e quindi dobbiamo arrivare consapevoli che siamo stati bravi a crearci questo tipo di partita. Facendo i risultati abbiamo permesso di arrivare a questo appuntamento in questo modo e quindi cercheremo di giocare al meglio delle nostre possibilità”.
La partita di Molina a sinistra l’ha soddisfatta e Wesley a destra è un’opzione sempre percorribile?
“Entrambi hanno la possibilità di giocare da una parte e dall’altra. Hanno delle caratteristiche diverse, chiaramente essendo destri tutti e due, però sono abili per poter giocare su entrambe le fasce”.
Meglio arrivare a questa sfida con un Malen a questi livelli di rendimento o con una difesa che ha subito un gol in quattro partite di campionato?
“Penso che siano due bei risultati. È chiaro che oggi si dice: quando le squadre sono in alto è perché prendono pochi gol, qualcun altro dice perché ne fanno tanti. Io dico che, di solito, le squadre che sono lassù sono quelle che hanno il miglior attacco e la miglior difesa, altrimenti non sei lì. E se non è il migliore, sei molto vicino”
Svilar a Il Corriere della Sera: "De Rossi mi ha cambiato la vita a Roma. Non vediamo l'ora di giocare con l'Inter"
Mile Svilar ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de il Corriere della Sera, parlando di passato, presente ma anche futuro e sottolineando quanto attesa ci sia a Trigoria per la super sfida contro l’Inter di sabato: “Non vediamo l’ora di misurarci con i più forti”.
“Il mio vero nemico è il pensiero” dice Svilar. “Penso, è più difficile di parare. Perché è più semplice essere sempre sotto pressione con gli interventi, lì non hai tempo di ragionare, ti aiuti con l’istinto. Ma in una squadra dominante come la Roma che la maggior parte delle partite la gioca dall’altra parte del campo, io passo molto tempo solo con me stesso. E devo pensare. E penso negativo, un portiere deve farlo, deve ipotizzare lo scenario peggiore”.
Questa cosa Mile la combatte così: “Nel giorno della partita faccio una seduta con il mio mental coach, facciamo visualizzazione, respirazione”. Poi parla della partita: “Non vediamo l’ora di giocare per misurarci contro la squadra più forte del campionato”.
“Sa in che cosa il mister è differente – dice ancora – che mi lascia libero nelle scelte. Proviamo qualcosa con i piedi anche se è un po’ più difficile con le nuove regole, ma non vogliamo mai prendere rischi inutili. Nel calcio di oggi tutti vogliono inventarsi qualcosa dal basso ma è esagerato, gli errori costano punti”.
Il segreto nell’uno contro uno è il timing: “Credo di avere tempismo nelle uscite basse”. Svilar svela di studiare tanto gli attaccanti al video in settimana e anche il giorno della gara, l’avversario più difficile è “Malen, fa sempre gol pure in allenamento” conferma. In Italia gli piacciono “Maignan e Carnesecchi”. E sull’ipotetica trattativa con la Juventus spiega: “Non ho avuto neppure un colloquio su questa cosa, non sono uno che firma un rinnovo e l’anno dopo rinnega la scelta fatta”.
“Adoro mangiare, pasta e pizza e soprattutto invidio i miei compagni che possono mangiarla sempre, io una volta a settimana per il mio metabolismo”. Se le dico De Rossi, chiede il giornalista: “Mi ha cambiato la vita, forse oggi non sarei alla Roma senza di lui”.