Gasperini: "Svilar starà fuori un mese. Gollini però lo può sostituire al meglio"
Gian Piero Gasperini ha parlato alla vigilia di Como-Roma in conferenza stampa:
Quali sono le condizioni della squadra? Come sta Svilar?
“Purtroppo abbiamo perso Svilar per alcune settimane.
Ha avuto questa frattura da stress in una spinta in allenamento, sul quinto dito. Si è creata questa frattura che non è scomposta però richiederà un mese almeno di guarigione. Stanno decidendo se mettere un rinforzo o una vita, questo porterà i tempi alla prossima sosta. È una brutta tegola ma a volte succedono anche degli imprevisti come questi. Prepareremo Gollini, sarà lui a sostituirlo. Avrà il modo di tornare a essere un portiere importante che è stato per un certo periodo. Per il resto, sono rientrati tutti gli effettivi della squadra . Quelli che sono rimasti abbiamo rimasti bene, a parte Cristante che già sappiamo. C’è solo Koulierakis che ha preso una contusione nella partita contro la Germania, non ci sarà domani, ma dalla prossima.”
Com’è stata questa sosta inedita di tre settimane? Pellegrini ha recuperato totalmente?
“Sono tutti pronti. Gli argentini sono arrivati per ultimi, ieri è stato il primo allenamento insieme. Per quelli più distanti è così. Tra gli altri alcuni hanno giocato di più, alcuni meno. Ora avremo modo di giocare tante gare. Da domani ripartiamo possibilmente da dove ci siamo fermati: una squadra con grande fiducia e grande considerazione, domani è una partita molto importante e arriviamo con la stessa voglia di stare bene. Pellegrini sta bene, queste settimane sono state utilissime. È recuperato.”
Ha parlato con Gollini? Come si recupera?
“Nella sua carriera forse l’unico che l’ha fatto giocare con continuità sono io. È un ottimo secondo. Ora ha l’opportunità di giocare con continuità. Quando l’ho allenato con il Genoa era arrivato a essere il secondo in nazionale per un paio d’anni. Ha capacità, si è allenato bene in questi mesi. Deve avere la fiducia di tutti. Ora ha la possibilità di dare continuità.”
Cosa si aspetta dal Como?
“La squadra di Fabregas ha dimostrato con i risultati negli ultimi anni. Non scopriamo niente di diverso, merita gli elogi che riceve. È una squadra che compete per le prime posizioni. In questo momento l’Inter è quella un po’ sopra a tutti. La partita con l’Inter è stata molto buona per noi dal mio punto di vista e da quella dobbiamo ripartire. Il Como, come noi, il Milan, il Napoli, la Juve, l’Atalanta fa parte di quel gruppo che si gioca le migliori posizioni in classifica alle spalle dell’Inter. È chiaro anche se sono passate poche giornate. Abbiamo diverse possibilità, come loro. All’andata hanno giocato un tempo con una difesa a tre. Anche noi abbiamo le nostre varianti, ma l’aspetto tattico è importante ma non così determinante.”
Svilar si è infortunato in allenamento? C’era stato uno scontro anche contro l’Inter.
“Sì, con l’Inter c’era stato uno scontro che aveva procurato una contusione, però l’infortunio è successo due settimane dopo, quindi una settimana fa. Dopo quello aveva recuperato bene e si era allenato.”
Wesley ha recuperato al 100%? Sulle corsie esterne continuerà un’alternanza?
“Secondo me lui ha fatto grandi partite, con l’Inter è stato straordinario, ma queste sono valutazioni personali. Dall’inizio del campionato è stato molto forte. Sulle corsie, come gli altri ruoli, dovendo giocare 9 partite in 27 giorni ci sono le possibilità per alternare tutti i ruoli.”
Sta lavorando sul tema dei gol subiti dopo l’intervallo?
“Questi a volte sono particolari. Ci presti attenzione, ma sono molto soddisfatto dei gol che facciamo nel primo tempo, o i recuperi. Cerchiamo di mantenere il buono. Avere preso i gol nella stessa situazione a inizio ripresa ti fa riflettere ma secondo me sono state più situazioni individuali che l’atteggiamento di squadra.”
L’ambiente romano viene definito limitante. Lei sta cercando di portare dalla sua parte l’entusiasmo.
“Io non devo portare nessuno dalla mia parte. L’entusiasmo contagia me e la squadra. Giocare in mezzo a questa passione con uno stadio sempre pieno è qualcosa di favorevole e di positivo. La squadra e i giocatori lo sentono”.
Che cosa pensa dell’analisi della Roma fatta da Fabregas a subbuteo?
“Non so come è finita quella partita (ride, ndr). Voi lo sapete? Vediamo domani”.
Come sta de Roon?
“Sta bene. Per questi giocatori la sosta è stata utile, per lui per Pellegrini. Molina anche è rimasto, purtroppo Balerdi è andato via. Sono calciatori arrivati a fine mercato e per loro la sosta è stata utile. Il rovescio della medaglie è che è tempo che non giocano ma devono iniziare. Avremo tante gare e alla fine numericamente c’è chi giocherà quattro partite dall’inizio o chi il contrario. Con un tour de force e sperando senza ulteriori defezioni sarà utile utilizzare tutti. Chi è in rosa ha tutta la fiducia di poter giocare come è successo l’anno scorso. Ieri parlavamo di Rensch che è stato decisivo a Parma. Poi qualcuno giocherà di più ma il minutaggio sarà tanto e importante per tutti”.
Quanto è importante Mora?
“Domani siamo in 18 di movimento più Gollini. E di questi 18 ne giocheranno 16. Spero che questo messaggi passi, non so chi oggi giocherà col Real o col Genoa, con lo Slovan o in tutte le partite fino al Sassuolo. Mi auguro di non avere degli infortuni come Svilar. C’è il filmato di come si è fatto male e pensi ‘ma come è possibile che sta fuori un mese?’. Se ho dei giocatori da fare entrare sono tutti in grado di essere competitivi e hanno tutti un attaccamento forte. Finché siamo in 16 va bene”.
Pensa che sia possibile riavvicinare la proprietà?
“Loro fanno quello che ritengono più opportuno. Per far grande una squadra come penso io credo che una società importante lo diventa anche con una proprietà vicina. Sono venuto qui parlando con Dan e Ryan e questo mi ha convinto che si potesse fare un lavoro importante. Spero che siamo ancora a quell’idea e a quella visione”.
Lei ha parlato della maturità della piazza. Secondo lei perché a Roma si fa così fatica per vincere?
“È una domanda complessa alla vigilia del Como. Vi lascio libertà di variare e ognuno farà le proprie considerazioni”
Friedkin out. L'Everton in vendita
Dopo appena 658 giorni dall’acquisizione dell’Everton, la famiglia Friedkin apre alla vendita del club inglese. Una scelta che di conseguenza mette sempre di più la Roma al centro della loro progettualità, presente e futura. Adesso nella galassia Friedkin rimane il Cannes oltre al club di Trigoria. Avanti tutta e testa al Como!
Fonte - ilromanista
Roma, la cura
Lavoro fisico e sulla forza, ma anche focus sui singoli e sui principi tecnico tattici: un piano totale.
Gasperini ha gestito la sosta in modo scientifico. Erano solo 11 a Trigoria ma 7 di loro sono titolari. Il test della rosa nel tour de force di nove partite in 28 giorni. Rotazioni, allenamenti e riposo tra una gara e l'altra.
Fonte - corsport
Malen al Corsport: "Gasp è speciale. I suoi allenamenti a volte sono pesantissimi"
L'attaccante della Roma, Donyell Malen, ha rilasciato una intervista al Corriere dello Sport nel corso della quale ha parlato del suo impatto con il mondo giallorosso e del rapporto con compagni ed allenatore. Ecco di seguito le parole del centravanti olandese, che si è espresso anche sul recente infortunio che lo ha costretto a saltare gli impegni con la propria nazionale.
DYBALEN O DYMALEN - "Soprannome Dybalen o Dymalen per me e Dybala? Dymalen... fa pensare alla connessione, sì, è divertente online... Il feeling con Paulo è stato immediato".
INFORTUNIO - "Se ero davvero infortunato o 'poco infortunato' come ha detto Xavi? Ero infortunato e mi è dispiaciuto non andare in nazionale".
MALEN O LAUTARO - "A fine stagione chi avrà segnato di più tra me e Lautaro? Meglio che mi concentri su me stesso. Malen o Lautaro? Malen".
GASPERINI - "Fa saltare le sedie in spogliatoio? È successo dopo Parma. Amazing. Era troppo felice, è volato anche un tavolo. Cos’ha Gasperini di tanto speciale? Il modo in cui gestisce i giocatori, sai che non ti mentirà mai su niente".
TANTI GOL - "Ho sempre fatto gol? Mai così tanto. E fin dalle prime giornate. Cosa è cambiato? Penso un po’ tutto. Ho giocato molto e ovunque, ma oggi credo di essere nel posto giusto con le persone giuste. L’allenatore e i compagni mi danno tanta fiducia, tutte queste cose insieme mi portano a essere quello che sognavo".
TRIPLETTA - "Momento più importante? La prima partita. Cominciare molto bene, segnando una tripletta, è stato fondamentale. Come squadra, you know, eravamo forti e connessi, la sensazione che ho provato è stata subito molto buona. Da momenti come questo possiamo partire per costruire e fare qualcosa di speciale".
ALLENAMENTI GASP - "Se ho mai vomitato per gli allenamenti di Gasp? Non mi è successo, però posso dire che a volte sono pesantissimi".
ADDIO ALL'ASTON VILLA - "Sono stato io, volevo giocare, far parte di una squadra dove poter scendere in campo ogni fine settimana e risultare importante. In quella fase non sentivo di esserlo, penso di aver fatto la scelta migliore. Se ho lasciato per giocare al centro dell'attacco? Al centro è la posizione in cui mi sento meglio, more comfortable".
Lulli sprint. L'esterno corre verso il rinnovo
Accordo in arrivo col club. Ingaggio sulla base di 500 mila euro.
Il contratto del classe 2007 era in scadenza a giugno del 2027: il nuovo accordo lo prolunga fino al 2031.
Fonte - ilromanista
Al Sinigaglia Wesley ricerca se stesso
La difesa comanda in Italia
I giallorossi hanno subito solo 34 gol dall'inizio della scorsa stagione.
Nelle ultime 43 partite ha incassato meno reti. E in Europa soltanto l'Arsenal ha fatto meglio. Al solido terzetto titolare si è aggiunto anche Balerdi.
Fonte - corsport
Trigoria, test amichevole con la Sorianese. In campo anche Malen e Wesley
Mourinho al CdS: "Tornare a Roma per me sarà diverso. Mi devo preparare bene"
Josè Mourinho intevistato dal direttore Ivan Zazzaroni nel podcast del Corriere dello Sport: "I tifosi della Roma sono stati speciali con me. Quando sono arrivato sono sceso dall’aereo e c’erano mille persone. Ho pensato: «Non ho fatto niente, sono appena arrivato. Non ho giocato una sola partita, non ho conquistato un solo punto per questa gente.» Quella cosa ha avuto un impatto su di me, perché pensavo di non meritarmela. Però questa è Roma. Penso che a creare il legame sia stato il fatto che loro abbiano capito che non mi sono mai preoccupato di me stesso, della mia immagine o dei miei rapporti, né con la proprietà né con la politica del calcio italiano, e neanche con voi della stampa. Loro hanno capito che per me esistevano soltanto la Roma e i romanisti. Ho lottato per loro, ho dato tutto. È vero, abbiamo vinto una competizione che per un club abituato a vincere tanto avrebbe forse avuto un significato inferiore. Per una squadra, per un club che non vince tanto, ha invece un significato grandissimo. Un giorno un procuratore amico mio è andato a Trigoria e mi ha mandato una foto dell’ingresso. C’è sempre quella coppa, c’è solo quella. È la coppa che caratterizza l’ingresso del centro di allenamento. Questo legame nasce anche dal loro amore per il club, una cosa che non può non toccarti. Loro hanno capito che ho dato tutto. Ho commesso degli errori, ho sbagliato, ho perso partite, ma hanno sempre capito che ho lottato per loro. La finale di Budapest è il punto massimo di questa connessione. Finisce la finale, andiamo in vacanza e, quando torno, torno già morto. Torno morto per la UEFA, che mi ha fatto pagare per una cosa di cui non ero responsabile. Quello che è successo in aeroporto non è una mia responsabilità. La mia responsabilità sono gli insulti all’arbitro nel garage, e per questo devi pagare. Non devi pagare per quello che è successo in aeroporto, perché non è colpa mia. Io ho pagato anche per questo. Ho pagato per il rapporto con la proprietà, che aveva un profilo e un approccio diversi dai miei rispetto a quello che era successo in finale. Sono tornato già morto. Qualche mese dopo ero già fuori." L’accoglienza dell’Olimpico? Non mi aspetto striscioni, non mi aspetto niente. Mi aspetto rispetto. Non ho ancora cominciato a prepararmi per quella partita, né dal punto di vista dell’allenatore che deve affrontare una gara importante, né da quello dell’ex che torna a casa. Non ci ho ancora pensato. Con la Roma non mi è mai successo, ma l’ho fatto con l’Inter pochi mesi fa e quando sono tornato al Chelsea. Mi è già successo tante volte, però devo dire che Roma è diversa. Per la prima volta dovrò percorrere quella strada che porta allo stadio, quando entri nella zona dei campi da tennis, quella cosa bellissima. Devo prepararmi, perché sarà la prima volta che andrò lì senza avere dalla mia parte quella passione bellissima e incredibile dei tifosi della Roma. Anche da avversario, giocare lì è di una bellezza estrema. Percorrere il tunnel dell’Olimpico, raggiungere la panchina… non posso mentire e dire che sia come entrare in un altro stadio. Non è la stessa cosa per me."
Gasp gioca con la storia
Numeri da record. Vincendo a Como otterrebbe un punteggio che ha 2 precedenti.
Gasperini cerca 300 vittorie in A, la squadra 16 punti da record. Rudi Garcia arrivò a 18 punti nelle prime 6 giornate. In passato 5 vittorie e un pareggio a inizio stagione solo nel 1952-53.
Vincere a Como per mandare un'altro messaggio importante all'Inter nella lotta scudetto e per confermare il salto di mentalità.
Fonte - corsport
Gasperini: "Scudetto? È un piano in tre anni ma anticipare ci piacerebbe..."
Le parole di mister Gasperini al Corriere della Sera: "Roma? Il nostro piano prevedeva di arrivare allo Scudetto in tre anni. Non ci dispiacerebbe anticipare. Però siamo consapevoli che la strada è lunga. Nel football non esistono vie diritte o percorsi netti. Ci saranno alti e bassi. Se riusciremo a gestirli, chissà…"
"Possiamo sognare"
Lorenzo Pellegrini è pronto a rientrare in campo: «Questa lunga sosta mi è servita, sono carico. I tifosi sognano? Giusto che anche chi fa sport lo faccia. Bello avere un ambiente con fiducia intorno». E per Como diventa un’opzione m< decide Gasperini.
Fonte - ilromanista
