Lipsia-Schick, aria di scontro. Pedro e Biraghi: si tratta

LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Proprio vero, in questo periodo i soldi sono un problema per tutti.  Per questo, da Lipsia, l’allenatore Nagelsmann dice: “Abbiamo un budget rigoroso, non credo che potremo riscattare Schick“. In realtà, si dice che tutto sia pronto perché avvenga il contrario, ma la strategia è quella di abbassare il prezzo da 28 milioni a 25, ma c’è chi dice che proveranno anche ad offrire 20, forti della volontà del giocatore di rimanere lì.

Continua la corte allo svincolato Pedro, e nel mirino dei giallorossi c’è ancheBiraghi, se si riuscirà a cedere Spinazzola. La Fiorentina è interessata a Florenzie l’affare potrebbe anche costruirsi.


Roma, ora Pallotta prende tempo ma un vertice fornirà le strategie

LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI -  Non ha fatto in tempo a uscire il nome di Joseph DaGrosa come possibile acquirente della Roma che dalla Francia si è scatenato unotsunami social da mettere i brividi. Decine e decine di tifosi del Bordeaux, che lo hanno avuto come presidente per circa un anno, hanno mandato messaggi di cordoglio ai romanisti, il cui senso era uno solo: “Tenetevi Pallotta, lui ci ha rovinato“. Il dossier della Roma è infatti finito nelle mani di DaGrosa, americano che due anni fa comprò il Bordeaux per 118 milioni complessivi. L’uscita è stata rapida e assai vantaggiosa, mentre adesso il club francese non versa in eccellenti acque. DaGrosa però non ha un profilo così alto e sembra dunque che possa al massimo diventare un socio di Pallotta e non il suo erede. In attesa di capire se Friedkin si riaffaccerà, ora gioca Pallotta, che entro metà mese dovrà delineare ai manager le strategie in vista dell’assemblea dei soci del 29 e, soprattutto, delle necessità finanziarie del club, che non potranno essere coperte dal mercato, a meno che non si cedano Pellegrini e Zaniolo.


La grande occasione

IL MESSAGGERO - BUFFONI - Sarà un’estate romana di sogni, di coppe e di campioni. Merito del campionato che è riuscito a organizzare la sua ripartenza emerito di Lazio e Roma, pronte a rincorrere i rispettivi obiettivi. Il sogno dei biancocelesti si chiama scudetto, mentre sono due i traguardi inseguiti dalla Roma: quarto posto con ritorno in Champions ed Europa League, dove affronterà il Siviglia agli ottavi. La questione quarto posto sembra ristretta a una sfida con l’Atalanta, visto che il Napoli è staccato rispettivamente di 9 e 6 punti. I bergamaschi hanno il pallino in mano perché hanno una partita in meno e hanno vinto entrambi gli scontri diretti. Fonseca però ne ha di motivi per sperare: una rosa senza infortuni più ricca di quella di Gasperini e meno big matchsulla strada.


Pallotta al bivio: trovare liquidità o sedersi di nuovo con Friedkin

IL MESSAGGERO - CARINA - Anche a Trigoria attendono di conoscere quale sarà il piano a medio termine di Pallotta. Perché sul lungo periodo il proposito rimane sempre quello di cedere la Roma. Il quando e il come dipenderanno da diversi fattori. Il presidente giallorosso però prende tempo: il decreto liquidità gli consente di ritardare fino al 31 dicembre 2020 la ricapitalizzazione e con la questione stadio che potrebbe ottenere il via libera dal Comune più la flebile speranza di agganciare la Champions League sul campo, ha deciso di rifiutare la nuova offerta di Friedkin. A questo punto i possibili scenari sono due. Si fanno entrare soci di minoranza che possano garantire, insieme a operazioni di factoring, liquidità immediata al club e permettere così l’interregno; si rivaluta la società e ci si siede nuovamente al tavolo delle trattative per la cessione dell’intero pacchetto, in una posizione più forte di quella attuale. Nel primo caso è uscito il nome di DaGrosa, che come un’altra decina di destinatari del dossier Roma, potrebbe al massimo affiancare Pallotta. Nel secondo invece rimane in gioco soltanto Friedkin.


Fonseca scopre l’abbondanza

IL MESSAGGERO - Dal (quasi) nulla al troppo, che nella rosa di una squadra di calcio non stroppia quasi mai, soprattutto se si è chiamati a giocare 12 partite in 40 giorni. Paulo Fonseca, per la ripresa della stagione più anomala della storia, recupera un intero reparto falcidiato a inizio 2020 da infortuni e stop vari. Il centrocampo della Roma, infatti, sarà formato da sette giocatori di cui quattro trequartisti e tre mediani che si dovranno contendere i due posti davanti alla difesa. Nella cabina avanzata dietro a Dzeko sgomiteranno Pellegrini, Pastore e pure il quasi recuperato Zaniolo, senza contare Mkhitaryan. In regia bassa torna Diawara, che più di tutti si avvicina all’idea di regista che ha in mente Fonseca. Al suo fianco sarà lotta tra Bryan Cristante e Jordan Veretout. Occhio però anche alle quotazioni in rialzo di Villar. Lo spagnolo piace a Fonseca, che lo aveva preferito a Veretout nell’ultima partita giocata a Cagliari.


Roma e il caso Schick: o più vecchi o più cari

CORRIERE DELLA SERA - VALDISERRI - Il no di James Pallotta all’ultima offerta di Dan Friedkinper l’acquisto della Roma non è piaciuta molto ai tifosi giallorossi. Il timore è che senza un nuovo proprietario saranno necessari 80/100 milioni di plusvalenze e che dunque verranno ceduti i giocatori con più mercato, da Zaniolo e Pellegrini fino a Under e Kluivert. L’emergenza non è arrivata però né a caso né all’improvviso. L’esempio più clamoroso di una gestione che invecchiato la rosa e zavorrato il monte ingaggi è quello di Patrik Schick, sostituito da Kalinic in questa stagione. Si è passati da un calciatore di 24 anni di proprietà a uno di 32 che ad agosto sarà rispedito all’Atletico Madrid. In tutto ciò Dzeko, il titolare, costa al club 7 milioni netti a stagione. Ma quali sono stati i campionati di Dzeko e Schick? Il bosniaco ha messo a segno 12 gol e 6 assist in 25 presenze, il ceco 9 gol e 2 assist in 18 presenze, ma i suoi gol hanno inciso maggiormente rispetto a quelli del numero 9 romanista sul risultato finale. Schick verrà ceduto definitivamente a fine stagione e la Roma dovrà comunque cercare un vice Dzeko. Si fa il nome di Kean: un gol in stagione e tre milioni netti di ingaggio.


La giravolta di Pallotta: DaGrosa per la Roma dopo il no a Friedkin

LA REPUBBLICA - PINCI - Se ha lasciato sfiorire la trattativa con il texano Dan Friedkin, James Pallotta lo ha fatto per due motivi: gli fa quasi male lasciare da sconfitto una Roma che gli ha regalato quella vetrina mediatica che non aveva mai avuto e poi perchè è convinto di chiudere l’operazione ad un prezzo migliore dei 490 milioni offerti dal Friedkin Group (lui e i suoi soci avrebbero incassati “solo” 220, al netto dei 270 milioni a copertura del debito). Pallotta continua a guardarsi intorno e, tramite alcuni mediatori, ha incrociato la strada di Joseph DaGrosa, ex proprietario del Bordeaux che comprò per 114 milioni nel 2018 insieme alla società King Street, cui a dicembre ha poi ceduto le quote. Anche DaGrosa, come Pallotta, gestisce un fondo di private equity, il General American Capital Partners di Miami. In più anche lui ha origini italiane: in Basilicata il suo cognome è moderatamente diffuso. Joe Tacopina, ex vicepresidente giallorosso, è un contatto condiviso da entrambi. Soprattutto, DaGrosa ha un progetto: creare un network di società sul modello del City Football Group (la holding che controlla Manchester City e New York City, fra le altre), magari attraverso una piattaforma unica da realizzare insieme a Pallotta in cui far confluire il controllo di varie società.

Presto per dire se davvero andrà in porto questo percorso, ma Pallotta è obbligato a trovare soluzioni. A settembre gli amministratori della società avevano presentato un progetto di rilancio che aveva riportato entusiasmo con il tecnico Fonseca, un mercato meno invasivo, l’exploit dei giovani Zaniolo e Pellegrini. Oggi, senza interventi, il rischio è di doverli vendere, o comunque disconoscere il piano che invece prevedeva di stabilizzare la rosa, cedere gli esuberi e un solo titolare (Under) per acquistare un centravanti (l’ex Juve Moise Kean) e un terzino destro.

 


In ginocchio per Floyd. Poi la partitella

LA REPUBBLICA - FERRAZZA - Tutta la la Roma in ginocchio per George Floyd, il ragazzo afroamericano ucciso lo scorso 25 maggio da un poliziotto a Minneapolis. Il simbolo dell’indignazione per un episodio che sta sconvolgendo gli Stati Uniti è stato ripreso anche della squadra giallorossa prima della partitella d’allenamento di ieri. Sul campo poi Fonseca ha testato per un’oretta due squadre da 10. Da una parte Dzeko con Under e Kluivert, dall’altra Kalinic con Carles Perez e Mkhitaryan. Presenti anche il terzino destro Zappacosta, fuori da ottobre, Diawara e Pastore.


Ma quanto vale davvero il club giallorosso?

LA GAZZETTA DELLO SPORT - IARIA - Pallotta ha respinto l’ultima offerta di Friedkin: 490 milioni più 85 di ricapitalizzazione. Ma quanto vale davvero la Roma? E il prezzo proposto dal texano è aderente alla realtà? Viene in soccorso la valutazione d’impresa redatta di recente da Kpmg. E la risposta alla seconda domanda è sì. La valutazione aziendale equivale alla somma degli apporti di capitale dei soci e dei debiti. Tenuto conto dei debiti della Roma, pari circa a 300 milioni, il valore grezzo attribuito da Friedkin è di 190 milioni. Kpmg stimava al primo gennaio di quest’anno un valore di 602 milioni, calato del 20-25% secondo la stessa Kpmg a causa della pandemia. Dunque la valutazione si attesta intorno ai 450 milioni, che possono diventare 500 tenendo conto del progetto stadio. La valutazione e l’offerta di Friedkin sono dunque aderenti alla realtà.


L’esperto: “Fonseca sa come si fa… E Mkhitaryan è meraviglioso”

LA GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - Chi se ne intende di pause lunghe e di riprese dopo le soste è Massimo Ugolini, che allo Shakhtar Donetsk è stato per 9 anni come preparatore atletico e match analyst. Con Paulo Fonseca si è solo sfiorato, ma siccome con Lucescu aveva anche il compito di studiare gli avversari, era andato a vederlo lavorare a Braga: “E ne rimasi affascinato, soprattutto quando entrava in possesso palla. E poi c’era tanto pressing offensivo, un gioco moderno“. Fonseca in Ucraina ha poi iniziato a dover convivere con le lunghe pause: “Sarà un calcio strano anche da noi, è inevitabile. Chi ha 22 giocatori di livello potrà far meglio. E senza pubblico le differenze di valori verranno fuori ancora di più“. Ugolini tra l’altro conosce bene Mkhitaryan: “Giocatore fortissimo e ragazzo meraviglioso, uno dei migliori che abbia conosciuto nel mondo del calcio. Mi sorprendono i tanti infortuni a Roma. Da noi si infortunò solo una volta e in modo strano: rientravamo da Londra, dopo un ko per 5-1 contro l’Arsenal e con le solite 4-5 ore di volo lui a un certo punto non sentiva più le gambe. Ci mise un mese a rientrare,  forse dipese dallo schiacciamento di un nervo, ma ebbe anche paura di smettere“.


La Roma cerca i gol con la valigia

LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Justin Kluivert, Cengiz Under e Nikola Kalinic sanno benissimo che – salvo colpi di scena – nella prossima stagione giocheranno altrove, anche se per motivi diversi. Eppure i tre attaccanti saranno chiamati in causa per quella che è senza dubbio la più importante missione stagionale: centrare la zona Champions League. La Roma conta comunque di incassare 40 milioni da Kluivert, sul quale ci sono diversi club di Liga e Premier, e 30 da Under. L’attacco giallorosso in estate però non vedrà solo partenze. Ieri, infatti, è stato virtualmente definito l’arrivo di Podgoreanu, 18enne punta israeliana con passaporto rumeno. Il baby talento andrà inizialmente nella Primavera di Alberto De Rossi.


Prima partita in famiglia. E Zaniolo già non vede l’ora

LA GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE -  È stata la prima partitella, la prima volta in cui a Trigoria anche un semplice gol è tornato a contare qualcosa, verso la ripresa. Ieri Paulo Fonseca ha organizzato un’ora buona di gara a ranghi contrapposti, dieci contro dieci. Assenti alla prima partitella sette giocatori: oltre ai tre alle prese ancora con i rispettivi infortuni (Zaniolo, Pau Lopez e Perotti) hanno infatti lavorato a parte anche Santon, Pellegrini, Cetin e Bruno Peres, tutti rimasti a riposo precauzionale. L’ansia però è normale che sia tutta intorno a Nicolò Zaniolo, che ieri ha pubblicato un video su Instagram nel quale lo si vede correre e provare cambi di direzione, per testare la tenuta del ginocchio infortunato. “Tra poco…“, è stato il post del jolly giallorosso, con tanto di pollice verso l’alto. Insomma, dovremmo quasi esserci: entro una decina di giorni il numero 22 tornerà a lavorare con il gruppo.