Si cercano nel Lazio gli stadi per ospitare il campionato di serie A

REPUBBLICA.IT - BIANCHI - Il professor Walter Ricciardi, che è consulente del ministro Speranza e della Figc, ha spiegato che è necessario "differenziare le aree per livello di rischio, stiamo proponendo di giocare al Centro-Sud". Un'ipotesi che adesso viene presa in considerazione anche dalla Figc: Gravina, che prima era contrario, ora sta esplorando tutte le soluzioni, anche quelle estreme (vedi Spy calcio del 7 aprile). La Lega di A non ne vuole sapere, al momento: ma che succederebbe se il prefetto di Brescia, alla ripresa del campionato, "intorno" a fine maggio-primi di giugno, chiudesse la stadio Mario Rigamonti? Il Milan ha già fatto sapere che sarebbe disposto a traslocare, tanto si gioca a porte chiuse. L'Inter non ne vuole sapere di lasciare il Meazza. Ma anche l'Atalanta si trova in una città, Bergamo, che ha pagato (sta pagando) conti altissimi al virus. La Lega non può imporre ai club i campi neutri e si augura che da qui a 40 giorni la situazione si possa essere (quasi) normalizzata. La Lega vorrebbe riprendere la "nuova"stagione con la Coppa Italia a fine maggio, e, a seguire, con le 12 giornate di campionato (più quattro recuperi) che restano. In un primo tempo si pensava di andare a Napoli, ma la presa di posizione del Governatore De Luca, che minaccia di chiudere la Campania, costringe a studiare anche altre soluzioni. Questa è possibile: le tre gare che ancora restano della Coppa Italia si giocherebbero tutte a Roma, stadio Olimpico. Tutte le partite in chiaro, per la gioia di Spadafora, su Rai 1. Il 27 maggio Juve-Milan, il 28 Napoli-Inter e il 2 giugno la finalissima (magari alla presenza del Presidente della RepubblicaMattarella, visto che il 2 giugno è proprio la Festa della Repubblica...). Sarebbe un bel segnale di ripartenza per il calcio, e per il Paese. Poi si sta anche pensando all'eventualità che davvero non si possa giocare al Nord (e se l'ha detto Ricciardi:..). Nel Lazio ci sono stadi a sufficienza: a Roma, oltre all'Olimpico, 5 campi all'Acqua Acetosa, poi RietiFrosinone e Tivoli (dove andrebbero in ritiro gli arbitri). Sky magari si accontenterebbe di avere solo 6 telecamere invece di 12, e non ci sarebbero nemmeno Var e gol line technology. Ma qui siamo in emergenza e come dicono giustamente sia Gravina che Dal Pino bisogna fare il possibile e l'impossibile per finire questa stagione maledetta. Molte squadre del Nord quindi si sposterebbero al Centro Sud (chiaro che la Fiorentina, ad esempio, resterebbe a Firenze). Oltre al Lazio si era pensato anche a BariPalermoCatania ma ci potrebbero essere problemi magari coi governatori o coi sindaci mentre Roma è, e resterà, Città Aperta. Massimo Cellino, n.1 del Brescia, comunque conferma la sua posizione: "Mi ha chiamato De Siervo e mi ha chiesto se ero disposto a giocare in campo neutro. Gli ho risposto che io non sono disposto a giocare da nessuna parte, il campionato deve finire qui, non può certo superare il 30 giugno, è una questione di contratti dei giocatori. Sento parlare anche di settembre, ottobre. Una follia. Se non gioco mi danno la sconfitta a tavolino? Pazienza. Si rovinerebbe anche la prossima stagione. E io sto già programmando come tornare in A. E' solo una questione di soldi, per questo vogliono giocare a tutti i costi, a cominciare da Gravina. Vogliono spartirsi i soldi delle tv. Io non ci sto. Avete visto che è successo a Brescia, a Bergamo, a Cremona? Come si può pensare di giocare ancora. Organizziamo per la prossima stagione, da settembre". L'Atalanta invece è disposta a lasciare Bergamo e giocare a Reggio Emilia, che ospita già il Sassuolo.

 

E' stata convocata intanto per martedì prossimo 21 aprile un'assemblea della Lega di A. Nell'ordine del giorno dei lavori, il presidente Paolo Dal Pino ha indicato fra l'altro "l'aggiornamento sui rapporti con i licenziatari dei diritti audiovisivi 2018-21 e sulla fatturazione e pagamento della sesta rata dei corrispettivi 2019-20; audience certificata della stagione sportiva 2019-20: adozione di parametri di rivalutazione ed eventuali correttivi; scenari attività sportive e relativi protocolli". Assemblea caldissima, su un tema che sta a cuore a tutti, i soldi delle tv. Entro fine mese, inoltre, si deciderà che fare con gli altri campionati. Probabile che quello Primavera venga cancellato, problemi seri per la B, impossibile ripartire per C (anche se Francesco Ghirelli è un lottatore...) e serie D. Anche se il presidente Cosimo Sibilia sarebbe disposto a sposare il concetto del campionato solare, che piace tanto a Infantino e non spiace affatto a Gravina: i dilettanti tornerebbero quindi a giocare, dopo una sosta infinita, a settembre e chiuderebbero la stagione 19-20 ad ottobre. La prossima annata partirebbe a gennaio 21 per finire a giugno. Intanto, Frosinone, Monza e Foggia hanno minacciato già cause legali se i loro campionati non si concluderanno. De Laurentiis inoltre tiene molto al Bari, in corsa per la promozione in serie B (...).

 


Totti: "Per la Roma ho dato tutto, non volevo smettere. Fonseca mi piace, non ha paura di niente"

Francesco Totti, ex capitano e giocatore della Roma, ha tenuto una diretta Instagram con Christian Vieri durante la quale ha parlato della società giallorossa e del suo passato:

Su Fonseca
"Fonseca è bravo, me ne parlano tutti bene sia come allenatore che come persona. Mi piace lui, è uno offensivo e non ha paura di niente. Ora però bisognerà vedere se riprenderanno".

Sugli allenamenti
"Mi alleno almeno due volte al giorno, non mi sono mai allenato così in vita mia. Un’ora la mattina e una il pomeriggio. Nella prossima seduta mi attendono le scale, quelle piccole e quelle grandi. Poi 40 minuti di corsa, anche perché domani sera (oggi, ndr) pizza e gelato. Ora peso circa 88 kg, tanto non devo fare le sfilate. Anche Christian si allena con me tutti i giorni”.

Sulla sfida Italia-Germania Legends di ottobre
"Sembravamo scapoli e ammogliati, qualcuno mi ha fatto effetto quando si sono spogliati perché poi ripensi a tutto quello che avete fatto, mi viene da piangere. Molti andavano pianissimo, io sembravo Ronaldo il Fenomeno dei tempi belli, volavo in confronto a loro. Purtroppo o continui ad allenarti o è finita".

Sul calciotto
Ho la mia squadra, con me ci sono Pizarro, Vucinic, Tonetto, ogni tanto Aquilani. Gli avversari volano, soprattutto i ventenni, non riusciamo a stargli dietro. Candela non ce la fa a giocare, sta sopra ai 100 kg. Il mister? Uno dei più scarsi (ride, ndr)”.

Sulla TV
Guardo Netflix, ma ormai ho visto tutte le serie. Dobbiamo rivedere le nostre partite, o almeno i nostri gol. Erano bei tempi”.

Infine una promessa
Domani ti lancio una challenge carina, preparati. Non devo muoverti, è una cosa che si fa da fermi”.

Diretta Instagram anche con Luca Toni, compagno alla Roma e di nazionale nel 2006 quando diventarono Campioni del Mondo:

Sulla beneficenza.
Non è la cifra che doni, ma il gesto. Ognuno dà quello che può”.

Il mare è fatto di tante goccioline d’acqua…
Il mare non finisce mai. Devi sempre centellinare. Speriamo che questa sia una partenza. Nel senso che la gente continui a fare questa beneficenza, anche se per poco

Hai mai visitato Roma?
Non posso, ti riconoscono anche con la mascherina”.

Poi ti dicono di tornare alla Roma?
Non è che debba fare una passeggiata in centro per sentirmelo dire (ride, ndr)”.

Vengono i tifosi sotto casa?
Anche dietro! C’è un cancello, ci sono le guardie…

Stai vedendo qualche giovane buono?
A distanza, controllo”.

Quanta gente hai che guarda i giovani?
Ho 2-3 persone che fanno i capi scout. In più altre in giro per l’Italia e per l’Europa. L’ultima parola spetta al padrone. Qualcosa la azzecco”.

A parte me, che sono stato l’attaccante più forte, quale sarebbe un attaccante col quale avresti voluto giocare?
Il sogno mio è sempre stato Ronaldo”.

L’hai mai chiamato per farlo venire a Roma?
Avremmo dovuto fare i buffi per 100 anni (ride, ndr). Per me è stato il più forte di tutti”.

Come andava…
Tra Barcellona e Inter è stato devastante. Aveva una testa diversa, era imbarazzante. Ogni tanto guardo i video in televisione, mamma mia. Che bello”.

Secondo te chi è il 10 più forte?
Dybala. Gioca poco, ma hai visto chi ha intorno? Con tutto il rispetto, parliamo di extraterrestri. Se diventassi allenatore, li farei giocare tutti e tre. Douglas Costa? Quando sei in una grande squadra, ci sono tanti giocatori forti e le scelte vanno fatte. L’allenatore deve essere bravo a gestire”.

Potresti farlo arrivare alla Roma…
Tu pensi che ci voglia venire?"

Magari cambia la società e arriva uno coi soldi e che voglia investire
Magari vuoi andare in una squadra per vincere, quando vieni a Roma però non vuoi più andare via”.

Se penso a quello scudetto che abbiamo perso…
Roma è qualcosa di particolare, è diversa da ogni altra città”.

Per quanti anni hanno festeggiato i tifosi dopo il 2001…
Fino all’anno scorso (ride, ndr)”.

Altri giocatori forti?
Insigne. Ci stanno un po’ di giocatori. È difficile trovarne del nostro livello. In passato a Brescia e Bologna trovavi giocatori incredibili. Era troppo più bello e affascinante”.

C’erano più giocatori perché facevano i gol, adesso si montano la testa su Instagram… noi attaccanti eravamo da 20 gol in su, adesso superano 10-15…
Eravamo altri giocatori. È brutto dirlo, ma erano altri tempi”.

L’unico è Immobile.
Chi?

Immobile.
È un bel giocatore. Ti capitano quelle annate in cui come tocchi palla fai gol…

Mancini sta facendo bene in nazionale…
La nazionale è forte! Ha i migliori giovani, 5-6 giovani di prospettiva”.

Zaniolo, Chiesa…
Ce ne stanno tanti. Poi ci sono Insigne, Immobile, Chiellini, Bonucci, Verratti… ce ne stanno di giocatori. C’è Florenzi…

Magari con un anno di esperienza in più si può fare qualcosa di bello.
Già rischiavano di fare bene quest’anno. Dal 2006 c’è poca roba…

L’unico che è rimasto del 2006 è Buffon…
Gigi ha rinnovato, eh (ride, ndr)! Altri 2-3 anni li può fare a mani basse. Se fa le partite tranquille le fa con la pipa in bocca. Se sta bene fisicamente, perché no? È un discorso di voglia, ma sembra che lui ce l’abbia. Fortunatamente prende anche meno botte. Non è che lo fa per soldi poi, lo fa perché gli piace”. 

Quando smetti ti manca il campo…
Vuoi parlare con me di questo argomento?

Il tuo addio stato uno dei più emozionanti.
Io non volevo smettere, stavo bene fisicamente, perché dovevo? Poi non volevo giocare sempre, non ho imposto niente a nessuno”.

Hai smesso perché non volevi lasciare la Roma?
Ho fatto questa scelta di vita, dovevo rovinare questo percorso? Non mi cambiava niente, sia sul lato economico che su quello sportivo. Se devo cambiare per fare un anno in più non cambia nulla. Non sono stupido, non ho 10 anni. Se sto bene fisicamente, mentalmente e vedo che durante gli allenamenti posso dare il mio, perché non arrivavo secondo a nessuno…”.

Io arrivavo secondo anche quando giocavo (ride, ndr).
Ma avevi la scusa che eri giovane. Ma se stai sempre al 100%, lo so che non gioco tutte le partite, non sono stupido. Ma stando là aiuti i giovani, l’ambiente, l’allenatore e sei a disposizione nei momenti di difficoltà. Sarei stato contento anche non giocando, mi bastava far parte del gruppo. Ogni volta che entravo, lo stadio si accendeva sempre di più. Era un bene per me e per i compagni. Comunque, c’è sempre una fine. Il problema è che alcune persone mi dicevano che avrei deciso io e poi è arrivato il momento in cui mi hanno messo da parte. Ci sono rimasto male perché per la Roma ho dato tutto, mi sarei tagliato anche una gamba”.

Quando non servi più neanche ti chiamano più…
La vita è così, ci mancherebbe altro. Ma alla fine dispiace”.

Porterai qualche ottimo giocatore alla Roma.
Spero di trovarglielo, per la Roma”.

Col presidente c’è un bel rapporto (ride, ndr).
Finché è così non penso che rimetto piede a Trigoria. Ogni volta che porto Cristian, resto fuori dai cancelli. Non ho mai più messo un piede a Trigoria. Certe volte resto in macchina e mi viene da piangere a pensare che dopo 30 anni non posso più entrarci”.

Non vai perché ti fa star male?
Ho lasciato, basta. Amici lì ne ho tanti e guai a chi me li tocca. Escono fuori dal cancello e mi vengono a salutare”.

Tuo figlio gioca a Trigoria? Non vedi la partita?
"No, lo giuro. Mi ammazzerei. Ma non ho paura di nessuno, ho sempre rispettato tutti. Lui ogni tanto mi chiede di venire, la cosa brutta è portarlo".


La Roma contatta il Barcellona per Junior Firpo

La Roma avrebbe contattato il Barcellona per chiedere informazioni su Junior Firpo, terzino classe 1996. I blaugrana potrebbero inserirlo nell'operazione che porterebbe in Catalogna Lautaro Martinez, ma prima vogliono arrivare al sostituto, che potrebbe essere Nicolas Tagliafico dell'Ajax. Lo riporta Mundo Deportivo


Panucci: "Alla Roma manca una linea guida"

Christian Panucci ha parlato ai microfoni di Radio Radio: “Ho avuto la fortuna di avere tanti allenatori bravi. Ho lavorato molto con Capello, è stato lui che mi ha anche consigliato di iniziare. Inoltre ho appreso molto da lui, come da Spalletti, Hiddink e tanti altri. Penso sempre però che alla fine se non hai bravi calciatori non vinci“.

Hai sempre avuto un carattere molto particolare. Quanto è stata condizionata la tua carriera da un carattere così?
"Nel 2006 io ho discusso con Lippi, non avevo problemi caratteriali. Ho vinto tantissimi trofei, ho giocato ovunque ad alti livelli. Poi chiediamo ad esempio a Capello perché mi ha voluto in ogni squadra. Avevo carattere, certo, però è solo con Lippi che avevo problemi. Gli allenatori soffrivano la mia personalità, mentre invece Capello mi ha voluto sempre vicino a lui. Ho 47 anni, ho vinto 20 trofei. Meno male che ho avuto carattere. Quando sei giovane e ti fischia San Siro, il Bernabeu o la Curva Sud devi avere personalità. Altrimenti è meglio andare a fare il cameriere. Per alcuni allenatori faceva comodo dire che avevo un carattere difficile, poi però quando c’era una conferenza sempre a cercare Panucci".

Vedi ancora in giro i giocatori di personalità?
"Ce ne sono di meno, però, ad esempio, Zaniolo è un predestinato. Ha carattere e in questo momento abbiamo un’ottima nazionale. Un predestinato però lo vedi e lui lo è.  E2 anche un po’ testa di cavolo. Un altro che mi piace è Pellegrini".

Perché c’è sempre questa differenza tra la Roma e la Juventus? Si parla spesso infatti di voglia di vincere…
"A Roma la dirigenza non arriva come accade alla Juventus. Un direttore sportivo non può dare una mentalità. Al Milan Berlusconi, alla Roma c’era Sensi, che in molti hanno criticato, e loro davano una linea guida".

Come lo vedi De Rossi come allenatore?
"Ha la personalità per farlo. È complicato farlo, ma ditegli a Daniele che voglio farlo prima io l’allenatore della Roma. Lui ha smesso da cinque minuti!. Non mi ha mai chiamato nessuno in passato dalla Roma, ma se mi avessero proposto tre mesi non avrei accettato".


La fase 2 della Roma: Trigoria è già pronta per ricominciare

GAZZETTA.IT - PUGLIESE - La sperimentazione del protocollo di sicurezza è già partita, all'interno dei locali del Campus Biomedico di Trigoria, ad un soffio dal centro sportivo Fulvio Bernardini. Di fatto è il primo passo verso la ripartenza, il primo mattoncino verso quel 4 maggio che dovrebbe far tornare tutto alla normalità. O almeno quasi, perché per la normalità vera bisognerà aspettare ancora molto. La Roma, però, si sta già organizzando, ad iniziare proprio dal centro sportivo. Un gioiellino in piena regola, una struttura che oramai può competere con i migliori centri del mondo. E che è praticamente già pronta per riaccogliere il gruppo di Fonseca.

Trigoria, infatti, è già stata sanificata, in ogni suo angolo. Ci sono i campi (in tutto sei tra prima squadra e settore giovanile), gli spogliatoi (tre), le camere per dormire (23 per la prima squadra più 13 per la foresteria, eventualmente utilizzabili nel momento dell'emergenza), due ristoranti (di cui quello più grande è già modulato tramite divisori e spaziature per separare giocatori, dirigenti e dipendenti), un centro termale e un'area relax (con tanto di zona playstation, biliardo, ping pong e area barbiere). Insomma, tutto quello che serve per poter affrontare un mini ritiro di 2-3 settimane. Anche considerando che dopo un mese e mezzo a casa con le proprie famiglie, i giocatori hanno un gran voglia di ripartire e di condividere fino in fondo la quotidianità a cui sono abituati da sempre. Ci si allenerà in gruppetti da 6-7 giocatori, si moduleranno i pasti in modo diverso (niente più pranzo di gruppo, ad esempio, un'abitudine a cui Fonseca teneva molto per fare team building) e il classico spogliatoio non sarà più tale: i giocatori si spoglieranno e si faranno le docce singolarmente, nelle loro camere, in maniera di evitare contatti anche in momenti pericolosi come quelli connessi con l'emissione di vapori (le docce calde).


Sousa: "Ho avuto la fortuna di allenare un gruppo fantastico di cui ho bellissimi ricordi"

Paulo Sousa, attualmente tecnico del Bordeaux che ha allenato in Italia la Fiorentina ed era stato accostato anche alla panchina della Roma, ha rilasciato un'intervista al quotidiano sportivo in cui, tra le altre cose, ha parlato anche dell'attaccante giallorosso Nikola Kalinic. Queste le sue parole:

"Ho avuto la fortuna di allenare un gruppo fantastico di cui ho bellissimi ricordi. Nikola Kalinic lo seguivo da quando era un ragazzino al Blackburn e io mi trovavo in Inghilterra. Ha una psicologia complessa, ma è un formidabile attaccante".


Il taglio stipendi vale 50 milioni

IL TEMPO - AUSTINI - Ora è ufficiale: i calciatori della Roma seguono l'esempio della Juventus e si tagliano gli stipendi. L'accordo, a cui ha aderito anche Fonseca insieme al suo staff, non era scontato. Anzi, è di grande portata. Quattro mensilità da marzo a giugno, che in parte saranno ricompensate se il campionato dovesse ripartire, pari a circa 50 milioni di euro nel complesso: ossigeno puro per i conti della società. I dirigenti hanno fatto la loro parte, rinunciando a una mensilità. Inoltre la squadra, a prescindere dal taglio degli emolumenti, si farà carico di compensare la differenza retributiva per i dipendenti messi in cassa integrazione.  Insomma la Roma dà un altro bell'esempio al mondo del calcio che continua a litigare su tutto, stipendi compresi.

Il patto fra giocatori - con la mediazione guidata dai capitani Dzeko, Kolarov, Fazio e Pellegrini - ricalca quello annunciato dalla Juventus venti giorni fa. Gli effetti positivi sull'attuale esercizio per il club di Agnelli ammontano a ben 90 milioni di euro. Per la Roma di Pallotta, come detto, la cifra dovrebbe aggirarsi attorno ai 50 milioni.  Nell'ultima semestrale chiusa al 31 dicembre 2019 il costo complessivo del personale perla società di Pallotta risulta pari a 83.7 milioni di euro lordi, quindi la stima per un anno intero supera i 167 milioni, ai quali vanno sottratti gli stipendi dei dirigenti (pari a circa 18 milioni nelle ultime due stagioni) più altri costi minori per il resto dei dipendenti.

Giocatori di prima squadra e tecnici pesano di conseguenza per circa 150 milioni sul bilancio e le quattro mensilità costano intorno ai 50 milioni, che vanno a compensare almeno in gran parte i mancati ricavi dovuti allo stop, ancora da quantificare.  Il futuro è tutto da scrivere. Mentre sono stati effettuati i primi tamponi ai giocatori e ai loro familiari in vista della ripresa degli allenamenti il 4 maggio, da Houston confermano che i Friedkin sono ancora interessati all'acquisto del club: «L'affare non è morto - giura a romapress un legale vicino al gruppo - sono in corso delle valutazioni e Ryan è particolarmente entusiasta della prospettiva di acquistare la Roma». Se e quando ci riuscirà, però, lo scopriremo vivendo.


Il calcio pronto a ripartire. Ma solo al centro-sud

IL TEMPO - CICCIARELLI -  Ripartire dal meridione. Il nord Italia resta l’area più colpita dal contagio del coronavirus e allora il pallone valuta sempre più l’idea di giocare al di sotto della linea del Rubicone. «E giusto differenziare le aree per livello di rischio - ha ribadito anche Walter Ricciardi, rappresentante dell’Oms e consigliere del ministero della Salute oltre che componente della commissione medica federale - e stiamo proponendo di giocare al centro-sud, non ha senso vietare attività dove ci sono 0 casi. Maggio è ancora un mese a rischio, specialmente in alcune regioni, suggeriremo di avere provvedimenti diversi a seconda delle aree geografiche».  Una prospettiva che non scalda i cuori di tutti i club. «Snatura il torneo - spiega il presidente del Lecce Sticchi Damiani - e non è risolutiva».

Sull’idea di riprendere, il presidente del Livorno Spinelli è perentorio: «Lotito deve smettere di rompere i c... a tutti. A Roma hanno una situazione diversa dalla Lombardia. Ci sono giocatori che hanno contratto il coronavirus e prima che si riprendano non bastano 2-3 mesi».  Un punto di vista opposto rispetto alle intenzioni del presidente della Figc Gravina: «Chi invoca l'annullamento dei campionati - ha spiegato a Rai Radio 1 il presidente federale - non vuole bene né al calcio né agli italiani, terrò duro fino alla fine». Oggi la Federcalcio presenterà al Ministro dello Sport Spadafora e al Ministro della Salute Speranza il protocollo per rimettere in moto il pallone dal 4 maggio con i primi allenamenti: squadre «rinchiuse» per le prime tre settimane e partite alla fine di maggio o a inizio giugno.


Roma, il taglio è ok: accordo trovato. Stipendi spalmati

GAZZETTA DELLO SPORT - In attesa di conoscere quale sarà al data per poter tornare a varcare i cancelli di Trigoria, la Roma nella giornata di ieri è riuscita a trovare l'accordo con i propri tesserati per il taglio della mensilità di marzo. Inoltre la squadra gillorossa è pronta a rinunciare agli stipendi di aprile, maggio e giugno qualora il campionato non dovesse riprendere. Questa scelta permetterà ai conti della società di risparmiare circa 30 milioni di euro e, come richiesto dagli stessi calciatori, contribuire a pagare gli stipendi dei dipendenti finiti in cassa integrazione. Intanto i giallorossi hanno iniziato a prendere in esame l'ipotesi di sottoporre i propri tesserati all'esame del tampone, in modo da poter avere la certezza di non correre rischi qualora la squadra venisse richiamata il 4 maggio a Trigoria.


E Villar intanto studia da Iniesta: "È lui il mio idolo"

GAZZETTA DELLO SPORT - Gonzalo Villar, centrocampista della Roma arrivato durante il mercato di gennaio nella Capitale, non si aspettava certamente che l'avventura in maglia giallorossa sarebbe stata così "particolare". Lo spagnolo sta trascorrendo questi giorni nella propria casa al Torrino, in attesa che il governo italiano dia il via libera a tutte le società per riprendere gli allenamenti nei propri centri sportivi, studiando i movimenti di un giocatore che ha definito "il suo idolo": Andrés Iniesta. Nella giornata di ieri Villar ha rilasciato alcune dichiarazioni in cui ha parlato di cosa si aspetta dal futuro a Roma: "Qui mi trovo benissimo e non mi aspettavo di trovare uno spogliatoio così umile, sono stato accolto quasi come un fratello minore. Adesso vedremo cosa succederà, se non dovessimo andare in Champions League sarebbe una delusione, non un fallimento".


La Serie A organizza la ripartenza

GAZZETTA DELLO SPORT - Nella giornata di oggi il Governo riceverà il protocollo prodotto dalla Commissione medica della FIGC, con il contributo di esperti del settore, per provare a far ripartire il campionato di Serie A. Il documento che verrà portato all'attenzione del Ministro dello Sport Spadafora e al Ministro della Salute Speranza, sperando che questi lo approvino, contiene tutte le norme e le direttive per far sì che ogni squadra possa rientrare serenamente all'interno del proprio centro sportivo e riprenda gli allenamenti. L'obiettivo è quello di riunire tutti, giocatori e staff, all'interno di un contesto totalmente "nagativizzato" in cui verrà garantita la sicurezza di tutti gli addetti ai lavori. Centri sportivi blindati, isolati e soprattutto igienizzati per garantire la ripresa prima degli allenamenti e delle partite nel breve periodo. Inoltre, come spiegato nella giornata di ieri da Walter Ricciardi, membro del consiglio esecutivo Oms, consigliere del Ministro Speranza ed esperto al tavolo della commissione federale: «Differenziare le aree per livello di rischio è giusto, stiamo proponendo di giocare al centro-sud. A inizio maggio potremo dare dei suggerimenti guardando la situazione» spiega a Radio Punto Nuovo.


FIGC in pressing su Palazzo Chigi

IL MESSAGGERO - In queste giornate di emergenza sanitaria, la FIGC sta cercando di far ripartire il campionato il prima possibile. La spaccatura in merito alla questione allenamenti però si fa sempre più marcata. Se infatti da una parte la Federcalcio italiana spinge per poter ricominciare addirittura una settimana prima  della fine dell'attuale decreto, ossia il 27 aprile, iniziando i vari test medici sui giocatori, dall'altro lato l'opposizione stessa proveniente dallo stesso Palazzo Chigi è molto forte. Lo stesso Ministro Spadafora però spera di poter dare il via libera alle squadre a tornare nei propri centri sportivi per riprendere le attività. Intanto i vertici della FIGC stanno pensando di prendere l'1% di tutte le scommesse sportive, una volta riprese le competizioni, per finanziare la ripresa del mondo del calcio e dare gli incassi al Fondo Salva Calcio.