In America parte una class action contro Pallotta
L'emergenza coronavirus ha momentaneamente rallentato la cessione della Roma, che sembrava ormai chiusa e che avrebbe visto Dan Friedkin subentrare a James Pallotta. Dall'America però vengono rivelati retroscena sul magnate di Boston, che sembrerebbe doversi difendere dalle accuse mosse da un gruppo di investitori di minoranza del club giallorosso, facenti parte del gruppo AS Roma SPV LCC, che avrebbero attuato una class action contro Pallotta che avrebbe voluto estrometterli dalla vendita della società. L’accusa è guidata dai due investitori Daniel Feldman e Jonathan Wyatt Gruber. “Questo caso riguarda le persone che controllano la gestione quotidiana di una società che cerca di spazzare via gli interessi economici dei membri di minoranza dell’azienda attraverso una transazione nuda e autointeressata. L’impatto di questo cambiamento retroattivo è stato quello di garantire che, se la società fosse stata venduta, gli investitori di minoranza avrebbero ricevuto sostanzialmente meno soldi in cambio dei propri interessi“.
Arrestato il fratello di Pastore in Argentina per violazione della quarantena
Juan Manuel Pastore, fratello del giocatore della Roma Javier, è stato arrestato ieri per aver violato il lockdown imposto dal governo. Il ventisettenne è stato fermato dalla polizia argentina mentre era alla guida di un Suv sulla Route 38 in compagnia della sorella. Dopo un controllo i poliziotti hanno scoperto che il ragazzo non aveva un permesso per circolare liberamente e lo hanno arrestato. Juan Manuel Pastore è stato successivamente rilasciato dopo essere stato trattenuto dalla polizia per più di due ore.
Serie A come la Francia? Lo scudetto andrebbe alla Juve, la beffa al Milan
REPUBBLICA - Scudetto alla Juventus, Brescia e Spal in Serie B. E Milan fuori dalle coppe. Non è ciò che racconta oggi la Serie A, ma è quello che potrebbe dire domani. La Federcalcio non ha ancora fissato i parametri con cui stilare la classifica nel caso in cui il campionato non potesse ripartire. Ma basta prendere in prestito il sistema scelto dalla Ligue 1 in Francia per divertirsi a vedere che ne sarebbe di noi. Lì, per assegnare il titolo al solito Psg, hanno il criterio della media punti, una specie di livella per annullare la differenza tra chi ha giocato più partite e chi meno. Una situazione che riguarda anche la Serie A. In cui, applicando lo stesso sistema, sarebbero in tanti a vivere di rimpianti.
Lo scudetto andrebbe alla Juventus davanti alla Lazio: 2,42 punti a partita i bianconeri contro i 2,38 della squadra di Inzaghi. Ma oltre al 2-0 sull’Inter nell’ultimo scampolo di campionato, Maurizio Sarri dovrebbe forse ringraziare quel punticino striminzito raccolto in casa col Sassuolo: poteva sembrare un mezzo passo falso, eppure senza quel rigore del 2-2 di Ronaldo oggi dovrebbe rassegnarsi a lasciare il titolo per differenza reti alla Lazio. Che a sua volta può maledire il recupero del match col Verona, rinviato a dicembre per prepararsi alla Supercoppa e giocato poi a febbraio all’Olimpico senza però riuscire a smuovere lo 0-0. Avesse battuto i gialloblù, oggi il presidente Lotito potrebbe legittimamente rivendicare il titolo, almeno secondo i parametri francesi, grazie a 0,04 punti a partita più della Juve. Si consolerà con un posto in Champions, dove - applicando il modello francese - finirebbero anche Inter e Atalanta, che dovrebbe benedire la rimonta sulla Roma del 14 febbraio: avesse perso, il 4° posto sarebbe finito ai giallorossi, oggi invece costretti ad accontentarsi dell’Europa League (col Napoli).
Ma la beffa maggiore è forse quella del Milan. Il motivo? Prima dello stop al campionato la squadra rossonera aveva due strade per raggiungere l’Europa League. Poteva arrivarci vincendo la Coppa Italia – è in semifinale – ma anche senza vincerla: se infatti l'avesse vinta una delle altre semifinaliste (Juve, Inter, Napoli), che classifica alla mano sarebbero già in Europa, a beneficiarne sarebbe infatti la settima in classifica, proprio il Milan. Il metodo francese però ribalterebbe la classifica attuale: la media punti infatti farebbe precipitare la squadra di Pioli al 9° posto, superata dal Verona – in Europa per differenza reti - e dal Parma. Un boccone decisamente amaro da mandare giù.
Più semplice la questione retrocessioni: il Lecce a causa della solita differenza reti, chiuderebbe il campionato al terzultimo posto, dietro al Genoa, con cui divide gli stessi punti. Per i salentini però non vorrebbe dire retrocedere in Serie B. La Ligue 1 infatti ha disposto due sole retrocessioni e due promozioni dalla Ligue 2, vista l’impossibilità di giocare i playoff (lì la terzultima avrebbe sfidato la terza della seconda serie). Se lo stesso concetto fosse applicato in Italia, in Serie B scenderebbero soltanto Brescia e Spal. Mentre in Serie A sarebbero promosse Benevento e Crotone, ai primi due posti della Serie B. Ma con la gestione della classifica la Serie A finirebbe per ereditare anche la sequenza di ricorsi che ha già minato le decisioni dei francesi: anche quello del Tolosa, che nonostante l'ultimo posto in classifica a retrocedere non ci sta. In Italia, gli scontenti sarebbero tanti – dal Frosinone che chiede di salire in Serie A, alla Roma che non vorrebbe arrendersi al 5° posto – e il rischio di paralizzare anche la prossima stagione a colpi di battaglie legali sarebbe un’ipotesi fin troppo concreta.
Pallotta tiene aperto l'affare con Friedkin
IL TEMPO - AUSTINI - Bocche cucite a Houston, ma da Roma confermano: l'affare tra Pallotta e Friedkin è ancora in corso. Lo si evince dalla relazione del club sulla semestrale chiusa al 31 dicembre 2019 con 87 milioni di perdite, approvata ieri dopo il rinvio per lo stop del campionato. «Sono in essere - si legge nella nota - contatti tra tale società (la controllante con base in Usa, ndr), e un potenziale investitore al fine di permettergli di valutare l'opportunità di un possibile investimento». Poi la Roma specifica che i contatti si sono «rallentati» per l'emergenza coronavirus e nel caso in cui l'operazione andasse in porto, sarebbe proprio Friedkin, non nominato nel comunicato, a coprire i fabbisogni finanziari del club.
Pallotta, a dir poco irritato per il blocco della Serie A imposto dal governo, ha comunque garantito per iscritto in una lettera il supporto finanziario alla Roma dopo aver già versato 89,9 milioni di euro sui 150 totali dell'aumento di capitale. A quanto risulta, il bostoniano, spinto dai soci, è ora pronto a trattare al ribasso il prezzo della vendita del club, accettando una minusvalenza pur di disimpegnarsi definitivamente.
Balotelli e il calcio di Totti: “Non mi ha chiesto scusa”
IL TEMPO – “Ha fatto un brutto fallo, ha preso rosso, cosa dovevo dirgli?“. Mario Balotellinella giornata di ieri ha parlato in diretta su Instagram, ricordando diversi momenti e aneddoti della sua particolare carriera. Tra i vari fatti ha parlato del calcione subito da Totti nella finale di Coppa Italia del 2010. “Negli anni non mi ha chiesto scusa, ma in quel momento i suoi problemi erano altri, io tra virgolette l’ho capito“.
Fonseca: “Allenamenti a Trigoria, perché no?”
IL TEMPO - BIAFORA - La Roma non molla l’osso sulla ripresa dei campionati. A spingere per una ripresa degli allenamenti sui campi di Trigoria – tutto era pronto per iniziare con le visite mediche questa settimana – è Fonseca: “È difficile capire perché si possa andare al parco e perché non ci si possa allenare a Trigoria in maniera sicura. La Roma – ha detto l’allenatore ai microfoni di Tele Radio Stereo – può aiutare a dimenticare questo grave problema sociale. Se abbiamo una squadra che può far sognare tutti i romanisti, sicuramente la gente sarà più contenta, lascerà da parte i problemi più facilmente“.
Roma, il futuro nella semestrale. Friedkin stoppato dalla pandemia
CORRIERE DELLA SERA - VALDISERRI - Il CdA della Roma ha approvato ieri la semestrale che era stata rinviata nel marzo scorso, proprio per capire i reali effetti dell’emergenza pandemia sui conti del calcio. La perdita è di 87 milioni di euro, principalmente per i mancati introiti da Champions League e per i costi “vivi” della rosa. L’accordo sul taglio degli stipendi ha dato una mano importante: circa 30 milioni di euro, anche se molti potrebbero essere poi restituiti. Per la stabilità finanziaria Pallotta ha già versato 89,1 milioni di aumento di capitale per garantire liquidità al club, anche se spera che in futuro “i fabbisogni finanziari del Gruppo verrebbero coperti da apporti di risorse del suddetto investitore“. Si tratta naturalmente di Dan Friedkin, che prima dell’emergenza pandemia era a un passo dall’acquisto della società. Come scritto nella semestrale, però, “i contatti tra la società e un potenziale investitore sono attualmente rallentati per effetto della diffusione del virus Covid-19“.
Spadafora: "Serve un piano B. Sentiero sempre più stretto". Gravina: "Non firmo lo stop"
LA GAZZETTA DELLO SPORT - GOZZINI, PICCIONI - Lo “spiraglio” è diventato “un sentiero sempre più stretto”. Le parole di Vincenzo Spadafora sulla ripartenza del campionato danno l’idea che le speranze si siano ulteriormente ridotte. Ieri, il ministro dello Sport ha chiesto esplicitamente al calcio un piano B.
In serata, però, c’è stato un rilancio di Gabriele Gravina. Il presidente della Federcalcio ha detto: “Non sarò io a firmare per il blocco dei campionati perché sarebbe la morte del calcio italiano. Io sto tutelando gli interessi di tutti, quindi, ripeto, mi rifiuto di mettere la firma ad un blocco totale, salvo condizioni oggettive, relative alla salute dei tesserati, allenatori, staff tecnici e addetti ai lavori. Qualcuno me lo deve dire in modo chiaro e mi deve impedire di andare avanti”. Questo «qualcuno» è chiaramente il governo.
La Lega di Serie A si riunirà domani in forma straordinaria, ma già oggi potrebbe partire una lettera (ma alcuni club sarebbero contrari, altri dubbiosi) al ministro dello Sport per chiedere una decisione. L’ultima fotografia scattata vede però una robusta maggioranza di favorevoli alla ripartenza.
E allora a fare da spartiacque ci potrebbe essere la data dell’8 maggio, il consiglio federale. In quel momento, anche sulla base della situazione dei contagi nel Paese, e dopo l’approfondimento del Comitato tecnico-scientifico del governo, si potrebbe scrivere l’ultima parola. In pratica, se entro quella data non ci fosse il via libera per la ripresa degli allenamenti il 18 maggio, anche la più ottimistica delle tabelle di marcia – quella che prevede le semifinali di coppa Italia il 10 giugno e la ripresa del campionato al 14 – finirebbe definitivamente nel cestino.
Mercato in apnea: contratti e prestiti, caos a fine giugno senza norme ad hoc
LA GAZZETTA DELLO SPORT - LAUDISA - Due mesi in apnea, se non si corre ai ripari. Dal 1° luglio, infatti, con chi giocheranno i calciatori col contratto in scadenza? E quelli in prestito da chi verranno pagati? La maggior parte delle squadre di Serie A ha in casa problemi di questo tipo. Che dire di Mertens? Il belga non ha ancora rinnovato con il Napoli e dal 30 giugno in poi è in teoria libero di giocare con chi meglio ritiene. Ovvio, è un caso limite, ma non inverosimile. Attenzione pure ai romanisti Smalling e Mkhitaryan, entrambi destinati a tornare in Premier a fine giugno, salvo rafferma in extremis. O Kulusevski: a luglio vestirà ancora la maglia del Parma o sarà già a Torino? Un conto è se la Serie A sarà ripartita: in tal caso sarebbe giusto che rimanesse in Emilia… Viceversa, a bocce ferme in Italia, perché non pensare allo svedese già in bianconero, nella parte finale di Champions? È solo teoria. La logica consiglia di regolamentare in fretta queste clamorose prospettive.
Per non dimenticare, poi, la spina degli stipendi. Negli auspici della Lega di serie A c’è che il via libera del Governo arrivi prima dei raduni veri e propri. In ballo c’è il pagamento di una mensilità, non è una questione da poco di questi tempi.
Nel calderone dei problemi ci sono anche le date del mercato. Su questo argomento la Fifa, all’inizio della tempesta, ha parlato di una finestra unica da luglio a fine gennaio. Qualcuno si è illuso che ci fossero le porte aperte ad un maxi mercato. Invece, poi, la correzione di Infantino e dei suoi collaboratori ha chiarito che le singole federazioni dovranno delimitare i tempi delle contrattazioni, per evitare pericolose sovrapposizioni con il campionato in corso. Ma questo è il punto dolente: quando si avranno le idee più chiare sulla sfera agonistica e su quella contrattuale? Per ora regna la confusione.
Roma, il rosso non cambia. Limitato dal taglio stipendi
LA GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - I numeri sono rimasti quelli, con quel rosso di 86,97 milioni di euro che era già stato ufficializzato lo scorso 28 febbraio. Ma nella semestrale della Roma uscita ieri sera c’è un aspetto importante: il taglio degli stipendi di giocatori e staff tecnico ha permesso di salvare un importo lordo di 30 milioni di euro. Dal punto di vista contabile, ossigeno puro per il bilancio, che avrà un rosso intorno ai -110 milioni. La Roma dunque è stata colpita dall’emergenza Coronavirus ma senza subire ancora danni irreparabili. Ovviamente tutto dipenderà anche da come si evolverà la situazione e soprattutto dall’eventuale ripresa del campionato. Certi numeri verranno studiati con attenzione da Friedkin: ieri bocche chiuse da Houston su tutto il fronte, ma nella semestrale si conferma come i contatti siano ancora in corso, anche se ovviamente rallentati dalla diffusione della pandemia.
Teté e gli altri. Fonseca guarda in casa Shakhtar
LA GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - L’ammissione è arrivata un paio di giorni fa, direttamente alla tv ucraina: “Conosco molto bene le abilità dei giocatori dello Shakhtar, alcuni potrebbero giocare nelle migliori squadre europee. Se possibile, mi piacerebbe contare su un paio di loro“. A dirlo è stato direttamente Paulo Fonseca, ma non sarà facile portare via qualcuno alla Shakhtar. Il club è ricco e l’addio del tecnico ha lasciato alcuni strascichi. I giocatori che piacciono di più sono comunque Marcos Antonio e Teté, entrambi brasiliani classe 2000. Sarebbero due investimenti importanti: il primo, un centrocampista moderno e tuttofare, costa 7-8 milioni, il secondo, attaccante esternoche può giocare su entrambe le fasce, il doppio, circa 15. Piacciono anche Ismaily e Taison, che però sono entrambi over-30 e hanno costi non proprio accessibili in relazione all’età. Infine c’è Kovalenko, centrocampista centrale di 24 anni con il contratto in scadenza nel 2021.
Fonseca chiude il parco: “Trigoria è più sicura”
IL MESSAGGERO - CARINA - “Il calcio avrebbe potuto riprendere tranquillamente. Non capisco perché si può correre in un parco pieno di perso e invece non ci si possa allenare a Trigoria, dove ci sono tutte le possibilità per lavorare in sicurezza“. Firmato, Paulo Fonseca. Dopo il responsabile sanitario giallorosso, Causarano, anche l’allenatore esterna pubblicamente le perplessità della Roma riguardo alla scelta del Governo di non autorizzare gli allenamenti dal prossimo 4 maggio: “A Trigoria abbiamo tre campi e gli atleti sono più sicuri qui piuttosto che in un parco“. Difficile dargli torto. Il tecnico giallorosso, nel suo intervento a Tele Radio Stereo, ha poi parlato anche del famigerato ambiente romano: “Ho allenato anche altro e devo dire che a volte questa questione è solo una scusa. Qui c’è un ambiente da grande club, fossimo una società piccola nessuno parlerebbe così tanto della Roma. È vero, ci sono tante critiche, ma il fatto che se ne parli tanto dimostra che la Roma è grandissima. Se non vogliamo le critiche, allora non possiamo ambire ad essere una grande squadra“.