Champions, mercato e regole rivoluzionate: i piani di Uefa, Fifa e Board

LA GAZZETTA DELLO SPORT - LICARI - Per la Champions è ancora tutto in ballo: dallo svolgimento di tutte le partite ancora da giocare alla “final four” (la formula teoricamente più breve), tutti gli scenari sono possibili e nessuno sicuro. Per il mercato mondiale la situazione è abbastanza chiara, anche se poi andrà declinata di campionato in campionato.

Champions e campionati

Circolano voci incontrollate su un fantomatico accordo Uefa-Eca per giocare le coppe ad agosto. Voci, appunto. Ci sono due scenari potenziali in caso di ripresa.1) Campionati e coppe procedono in parallelo; 2) prima si giocano i campionati (entro fine luglio/inizio agosto) e poi si concludono le coppe.

Per le coppe è ovvia una cosa: più “corto” è il calendario, più breve sarà a formula applicabile. La Uefa sta valutando quattro ipotesi di Champions. 1) Integrale, giocando tutte le 17 partire restanti; 2) ridotta, con partite in gara secca; 3) final four in sede unica; 4)finale eight in sede unica. In agenda, almomento, anche la questione dei campionati che vogliono chiudere inanticipo senza finire la stagione.

Tutte le date del mercato. “Raccomandazione” Fifa

La Fifa deve muoversi con cautela: non può prevalere sui contratti tra due parti(club e calciatore) o su una legge dello Stato. Quindi ha scelto la linea della “raccomandazione” di principio, non vincolante: i contratti in scadenza vanno allungati fino a fine stagione calcistica (se il 31 luglio e non il 30 giugno, per esempio, quella sarà la nuova data). Ma c’è un “ma”. Questa è una “raccomandazione forte”, così la definiscono a Zurigo, perché approvata da tutti gli stakeholder (dalle confederazioni ai calciatori), quindi di fatto è imperativa. Però chi è in scadenza di contratto non può essere obbligato a restare nel club oltre il 30 giugno (o viceversa). Se le due parti sono d’accordo, bene: sarà possibile separarsi.

Novità possibile dall’Ifab: 5 cambi o forse 6…

Vista l’attenzione che Fifa e Ifab hanno per la salute dei giocatori, stanno già pensando a una novità temporanea: 5 cambi invece di 3, sempre però in 3 slot nei 90’, per evitare che la sostituzione sia un’“arma tattica”


Schick, solo Lipsia. Ma la Roma non farà sconti

LA GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - Schick vuole restare al Lipsia, dove si trova benissimo, in campo e fuori. Il Lipsia vuole tenerlo e puntarci, almeno, per un altro paio di stagioni. La Roma è ben contenta di cederlo, per liberarsi da un ingaggio da oltre 2 milioni a stagione ed evitare una minusvlenza.

Mentre il d.s.Petrachi continua a lavorare alla Roma che sarà (Augustin Urzi, attaccante del Banfield, ha svelato l’interesse dei giallorossi), c’è una Roma che poteva essere e non è stata pronta a salutare. E il capofila di questa squadra è, appunto, l’attaccante ceco.

La Roma non intende derogare dai 29 milioni stabiliti l’estate scorsa per il riscatto – cifra necessaria visto che Schick nel 2017 è costato 42 milioni -, mentre il club tedesco, forte della volontà del ragazzo e del suo agente, non vorrebbe superare i 20.

Vede poco la porta, invece, l’argentino Augustin Urzi, che gioca nel Banfield. Costa almeno dieci milioni, compirà 20 anni il 4 maggio, ma per ora il suo acquisto non è una priorità. Monetizzare dalla cessione di Schick, invece, sì.


Vivere in una bolla. In ritiro permanente quasi 1500 presone: così la Serie A pensa a ripartire

LA GAZZETTA DELLO SPORT - PICCIONI - Una bolla. Un ritiro permanente. Una lunga quarantena. In cui i calciatori, e tutto il gruppo di una squadra di calcio, vivrebbero in “luoghi chiusi” per evitare qualsiasi rischio di contagio. Era una delle proposte che la commissione medica della Federcalcio aveva inviato alle leghe e alle associazioni di calciatori, allenatori e arbitri per studiare le modalità per far ripartire il calcio. Prima con gli allenamenti. Poi, se si potrà e con tempi tutti da verificare, con le partite e la ripresa del campionato.

Il centro di allenamento sarebbe la «casa» dove ricominciare. Partendo con esami specifici, allenamenti individuali o di piccoli gruppi con rispetto della distanza interpersonale. Praticamente azzerando i rapporti con l’esterno. Una soluzione che naturalmente non riguarderebbe solo i calciatori, ma tutti coloro che fanno parte del “gruppo squadra”: tecnici, medici, fisioterapisti, magazzinieri. Una settantina di persone per ogni club. Che praticamente vivrà insieme almeno nella prima fase.

 


Roma, in estate si svolta: monte ingaggi giù del 15%

LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Il monte salariale della Roma è tra i più elevati della Serie A, circa 160 milioni di euro. È per questo che la società, dalla prossima estate, ha intenzione di abbassare gli stipendi di circa il 15%del totale cedendo gli esuberi della rosa e adottando la politica che prevede, per i nuovi arrivi, un tetto agli ingaggi di 3 milioni netti. Inoltre i bonus non saranno più un modo per incrementare in maniera surrettizia gli stipendi, ma scatteranno al raggiungimento di traguardi sportivi quali la vittoria dello scudetto o di un coppa o anche la qualificazione alla Champions o all'Europa League. Sforbiciata anche alle commissioni agli agenti e ai mediatori. Tutto questo in attesa, forse già a fine settimana, che i calciatori giallorossi presentino il progetto sui tagli degli stipendi.

Intanto a fine mese il presidente James Pallotta provvederà al completamento della ricapitalizzazione prevista, portando nelle case societarie circa 132 milioni in poco più di quattro mesi.


Coronavirus, Gravina: «Il campionato arriverà in fondo»

LA REPUBBLICA - Gabriele Gravina, presidente della Figc, ribadisce ancora una volta la volontà di concludere il campionato, altrimenti, con uno stop definitivo, «darebbe inizio a una serie di contenziosi». Anzi, nell'intervista rilasciata al quotidiano oggi in edicola, il numero uno federale è chiaro: «il campionato va portato a termine». Questo dunque uno stralcio delle sue dichiarazioni:

Il direttore dell’Iss, Rezza, è contrario al ritorno in campo. È un parere che vi condizionerà?
«Ho massimo rispetto per la scienza e per chi ha la responsabilità di applicarla, ma non posso ammainare bandiera. Lavoriamo sul come, non sul quando. Quando il Paese tornerà a vivere, quando ci saranno le condizioni per altri settori tornerà anche il calcio. Lo dico una volta per tutte: il campionato va portato a termine. C’è tempo».
 
(...)
 
Perché esclude lo stop definitivo?
«Darebbe inizio a una serie di contenziosi. Sul mio tavolo ci sono già le diffide di alcune società. E chi mi chiede di non ripartire non ha poi idea di come risolvere queste criticità. La Fifa ha tracciato la via: non comincerà la nuova stagione senza aver concluso prima questa».
 
C’è una deadline per ripartire?
«No, non c’è. Andremo di pari passo con gli altri campionati europei. Se ci faranno giocare a inizio giugno, abbiamo le date utili per terminare a fine luglio. A seguire, le coppe. Se invece dovremo ripartire a settembre, chiuderemo questo campionato a novembre. Per ritornare in campo a gennaio».
 
A quel punto il prossimo campionato cambierebbe formula?
«Valutiamo tutte le ipotesi. Una è organizzare le competizioni su anno solare, ma, ripeto, serve il coordinamento con tutte le federazioni europee. Altrimenti, dovremo chiudere la stagione a maggio prima dell’Europeo. Il campionato 2021 potrebbe disputare in 5 mesi. Ci sono delle idee sul tavolo, ad esempio una formula con due o più gironi e poi play-off e play-out. Misure eccezionali, solo per una stagione».
 
Giocare a Bergamo alla ripresa sarà molto difficile.
«Sì. E anche a Milano, a Brescia o a Cremona. Un campionato sotto il Rubicone, senza partite al nord, è una possibilità».
 
L’Nba valuta di trasferire il circo a Las Vegas, la A potrebbe trasferirsi tutta in una sola città?
«Non si possono giocare 10 partite sullo stesso campo in un week-end e servirebbero 20 centri d’allenamento».
 
(...)
 
Qualche squadra rischia di scomparire.
«La preoccupazione c’è, ma faremo in modo di accompagnare questo processo. Il nostro Fondo Salva Calcio è importante anche per questo».
 
Cosa pensa del taglio degli stipendi? La Lega di A decidendo da sola ha delegittimato l’Assocalciatori?
«Assolutamente no, qualcuno ha pensato strumentalmente di riconoscere all’Aic un ruolo diverso da quello politico. Ma è il codice civile che indica la rivisitazione dei contratti. Vedo più del sano realismo che un depotenziamento».
 
(...)
 
E il balletto sul ritorno in campo? L’impressione è che più d’un presidente abbia preso posizioni guardando solo i propri interessi.
«Sicuramente si poteva, e si può fare, di più. Non possiamo abbandonarci all’idea di perseguire convenienze di parte e mi dispiace ripetermi ancora una volta: dovremmo evitare di inseguire posizioni animate solo dalla tutela della propria convenienza».

Uefa, Champions League in campo ad agosto con le Final Eight

LA REPUBBLICA - Il 23 aprile il comitato esecutivo della Uefa si riunirà in conference-call per organizzare la ripresa del calcio europeo. Tra le ipotesi paventate per la conclusione della Champions League c'è quella di disputare ad agosto una Final Eight in campo neutro, non necessariamente a Istanbul visto il numero di contagi sempre crescente della Turchia. Nel pomeriggio dello stesso giorno si riunirà anche la Federcalcio che ha convocato tutte le componenti per affrontare il tema delle date e dei criteri da adottare alla ripresa degli allenamenti secondo le decisioni assunte dall'Uefa.

Intanto oggi è in programma il meeting della commissione medica della Federcalcio: si va verso il "no" ai tamponi, basteranno esami sierologici. Ma il protocollo può slittare alla prossima settimana.


È dietrofront della Fifa: è caos calciomercato

IL MESSAGGERO - Arriva il dietrofront da parte della Fifa: nessuna proroga dei contratti oltre il 30 giugno e nessuna maxi sessione di trattative, come ha fatto sapere Emilio Garcia Silvero, direttore dell'ufficio legale della Federcalcio mondiale. In tal modo, senza deroga dei contratti in scadenza il 30 giugno, molte squadre dovrebbero rinunciare ai giocatori in prestito ma anche ai tesserati con il contratto a breve termine. Ad esempio la Roma dovrebbe fare a meno di Smalling, Mkhitaryan e Kalinic, anche se tutti e tre i calciatori hanno manifestato la volontà di concludere la stagione in maglia giallorossa in caso di ripresa del campionato. Si respira aria di ottimismo: tutte le Leghe sono convinte di poter trovare, eventualmente, una soluzione tra i club con trattative individuali. Molti i dubbi: che succede con i tesseramenti dei giocatori già acquistati a gennaio (vedi Kulusevski )? Chi tra il nuovo e il vecchio club dovrebbe a quel punto pagare lo stipendio di luglio?


I giallorossi cambiano le ali

IL MESSAGGERO - CARINA - Doveva essere il suo anno, quello del riscatto. Per Under, invece, quella attuale rischia davvero di trasformarsi nella stagione dell’addio. E pensare che soltanto la scorsa estate aveva rinnovato sino al 2023, prologo per un torneo in prima fila. Le premesse c’erano tutte: infortuni alle spalle e fiducia incondizionata di Petrachi e Fonseca. Poi il lungo infortunio e la consacrazione di Zaniolo proprio nel suo ruolo hanno cambiato tutto. A questo si è aggiunto anche l’acquisto di Carles Perez. L’impressione è che anche il feeling con Fonseca si sia incrinato e che la sua avventura alla Roma sia giunta ormai al capolinea. Con il turco in partenza e con Mkhitaryan che probabilmente farà ritorno all’Arsenal, la Roma è alla ricerca di due ali. In queste settimane è stato visionato Tete dello Shakhtar, mentre si segue da tempo Urzi del Banfield. Tra i profili c’è anche Chakvetadze, giocatore del Gent, incontrato in Europa League.


L'Almeria considera troppo alto il riscatto di Coric. Pronti a rinegoziare con la Roma

Ante Coric, centrocampista croato arrivato alla Roma nel 2018, è stato ceduto in estate in prestito all'Almeria. Con gli spagnoli, che militano nella Liga 2 (nostra Serie B), ha collezionato solo 13 presenze per un totale di 597 minuti. Un bottino povero, condizionato dai tanti problemi fisici e d fiducia che hanno afflitto Coric.
Porprio per questo motivo, come riferisce il sito ideal.es, l'Almeria vorrebbe rivedere la cifra del riscatto concordata con la Roma in estate. Infatti gli spagnoli considerano troppi i 6 milioni rischiesti dai giallorossi per il diritto di riscatto e vorrebbero poterlo acquistare per una cifra inferiore.


Riscatto Schick, il Lipsia ci ripensa. Pronti 30 milioni ma per un solo giocatore

Nei giorni scorsi, dopo i problemi economici che le società dovranno affrontare per l'emergenza Coronavirus, si era parlato della possibilità che Schick non venisse riscattato dal Lipsia. Una notizia non ancora smentita del tutto ma che potrebbe avere dei risvolti diversi da quanto emerso. Infatti, come riferisce la rivista tedesca  Kicker, il Lipsia starebbe pensando di stanziare una cifra di circa 30 milioni di euro da investire per un solo giocatore. Ed il riscatto di Schick si aggira proprio su quella cifra, con la Roma che percepirebbe 28 milioni di euro (29 milioni in caso di qualificazone in Champions League dei tedeschi).
Nulla di sicuro, solo un'ipotesi, ma forse la cessione di Schick potrebbe essere la prima uscita della Roma per la prossima stagione; con un tesoretto di circa 30 milioni da reinvestire per aumentare il livello della rosa.


Roma e Napoli su Diego Costa

Roma e Napoli avrebbero entrambe messo gli occhi Diego Costa. Secondo quanto scrive il quotidiano spagnolo Mundo Deportivo, i due club italiani starebbero monitorando la punta dell'Atletico Madrid, destinato a lasciare i Colchoneros nella prossima sessione di mercato. 


Rezza scivola, Diaconale replica

IL TEMPO - Da giorni snocciola dati di morti, contagiati e terapie intensive con la competenza dello scienziato. Ma a un certo punto esce la fede romanista e Giovanni Rezza si trasforma in tifoso. Il direttore del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Iss ha detto infatti in diretta tv: “La ripresa del campionato? Da romanista direi di no…“. Uscita che per quanto ironica è forse fuoriluogo. Non si è fatta attendere la risposta del portavoce di Lotito, Arturo Diaconale: “Rezza pensi a cure per il virus, non ad alimentare le polemiche. Alle volte il tifo dà alla testa“.